…perché io potessi portare a compimento
l’annuncio del Vangelo
e tutte le genti lo ascoltassero
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timoteo (2Tm 4,17)
SANTI PIETRO E PAOLO APOSTOLI – Anno A
Non siamo soli, nel cammino del discepolato, nella ricerca del Dio di Gesù. Altri fratelli e sorelle, prima di noi, hanno scoperto il volto straordinario del Dio comunione raccontato da Gesù. Nutriti del pane del cammino, possiamo vivere la nostra vita orientandola all’ascolto della parola, costruendo relazioni nuove all’interno della comunità cristiana, colmi di Spirito Santo e luce. Chiudiamo oggi la lunghissima parentesi iniziata con la quaresima e proseguita con la Pasqua.
Ma prima di riprendere in mano il vangelo di Matteo che leggeremo fino a novembre, la liturgia e il calendario ci propongono un simpatico incrocio, ricordando in contemporanea due grandi amici di Dio, due fra i primi testimoni del Signore, due colonne che hanno condiviso avventure e passione per il vangelo, che hanno reso visibile la santità di Dio. Due uomini che hanno passato la vita a confrontarsi, anche aspramente, ma sempre nel rispetto del comune Vangelo.Dobbiamo, per riscoprirli, toglierli dalle nicchie in cui li abbiamo messi, avere il coraggio di pensare a loro come a delle persone qualunque che hanno avuto Dio in sorte. Perciò ci sono simili. Perciò ci sono necessari.
Pietro, il pescatore di Cafarnao, uomo semplice e rozzo, entusiasta e irruente, generoso e fragile. Paolo, l’intellettuale raffinato, lo zelante persecutore, il convertito divorato dalla passione. Nulla avrebbe potuto mettere insieme due persone così diverse. Nulla. Solo Cristo.
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Dobbiamo, per riscoprirli, toglierli dalle nicchie in cui li abbiamo messi, avere il coraggio di pensare a loro come a delle persone qualunque che hanno avuto Dio in sorte. Perciò ci sono simili. Perciò ci sono necessari.
comunità, nel segno efficace dell’Eucarestia, nella Parola che riecheggia nei nostri cuori.


porta in grembo è affetta da “anencefalia”, una malformazione congenita grave che non dà speranze di vita. Ciò nonostante i due coniugi decidono di dare alla luce la figlia, e così nasce Maria Grazia Letizia. La piccola viene subito battezzata e dopo appena mezz’ora di vita muore tra le braccia amorevoli dei giovani sposi. La vita dei due prosegue nell’abbandono alla volontà di Dio. Chiara rimane incinta per la seconda volta. Ma anche questa gravidanza ha un risvolto amaro. Il bambino ha due gravi malformazioni che lo porteranno a condurre una vita di disabilità. 








fraternità e che, a lungo andare, tolgono a ognuno la dignità, la bellezza, la pace del cuore, la coscienza.