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RAGAZZI & DINTORNI – Gennaio 2011 – Dossier Fortezza

Fuori la grinta, ragazzo!

di Fausto Negri

Alla fine del secondo episodio della saga di Harry Potter, «La camera dei segreti», il protagonista combatte da solo contro l’orrendo Basilisco. Pur assalito dalla paura, lo affronta con un moto d’orgoglio: «Ho visto chi tu sei veramente. Sei un relitto. Più morto che vivo. Sei brutto, sei vigliacco!». Harry tira fuori tutta la sua grinta e solo allora arriva l’aiuto dall’alto: la Fenice, dal canto ultraterreno. Senza di lei, Harry non ce la farebbe mai, anche se l’aiuto che gli dà sembra poca cosa. La Fenice acceca il serpente e dal cappello esce la spada che Potter conficcherà nel palato del Basilisco, uccidendolo. Saranno poi le lacrime taumaturgiche della Fenice a guarire la ferita mortale del ragazzo. È sempre lei che lo riporta in superficie, vincente e determinato più che mai.

Lo Spirito Santo è proprio un dono simile a questo: scende dall’alto, ci rende forti contro il male e guarisce le nostre ferite. L’intelletto e il consiglio devono essere completati dalla fortezza, che dona la capacità di portare avanti le scelte e abilita ad affrontare il combattimento contro ogni tempesta e nubifragio.
Chiedere il dono della fortezza non significa non temere più nulla. Chi non teme niente è un incosciente. Fortezza significa che, anche avendo paura, si va avanti lo stesso. La fortezza dona tre grandi qualità: la fiducia in se stessi, una grande speranza e la resistenza al sacrificio.
La fortezza è il dono che infonde decisione e coraggio, costanza e tenacia, perseveranza e coerenza.
La fortezza ci dona la forza di essere solidali con coloro che hanno bisogno. E, infine, ci dà la forza di testimoniare la fede, superando la paura.
Rende robusta la fede, invincibile la speranza, operosa fino al sudore la carità. Non toglie le croci, ma ci dà il coraggio di portarle con serenità.
È il dono della costanza e della tenacia. Non della volontà di potenza, ma della potenza della volontà.

Si può affrontare questo tema con i ragazzi partendo proprio dal racconto di Harry Potter e poi in gruppo si può attualizzare l’argomento riportandolo alla vita dei ragazzi attraverso alcune sottolineature: la fortezza come dono e come lotta, i frutti che produce, le forme in cui si esplica.
Rifocalizzarne il significato nelle sue specificazioni e sollecitare i ragazzi a trovare i termini che la spiegano nella sua valenza positiva e farne un elenco scritto.
Poi, invitare a raccontare un’esperienza personale negativa, in cui non hanno affrontato le difficoltà, oppure una in cui sono stati aggressivi e prepotenti, e come l’hanno vissuta.
Far raccontare, successivamente, un’esperienza positiva, in cui si sono comportati con coraggio, fermezza e anche con umiltà, e che cosa hanno provato.
Chiedere, infine, in quali occasioni è importante mettere in atto il dono della fortezza. Forse sempre?

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Gennaio dell’inserto Ragazzi & Dintorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

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Preghiamo la Parola – Ecco l’agnello di Dio

“Ecco l’agnello di Dio! Eccolo davanti a voi, colui che toglie il peccato del mondo! Eccolo, vi è dato perché lo seguiate, perché ascoltiate la sua voce! Eccolo, è qui; e parla il nuovo agnello dell’espiazione. Non ci saranno più sacrifici dopo di lui, perché in lui tutto è stato salvato. Dovete credere alle sue parole, restargli fedeli lungo il cammino della vita. Io ne do testimonianza, ed è vera! Lui, il Cristo mandato dal Padre è segno inconfutabile del suo amore per tutti noi. Le sue parole sono parole di perdono, di tenerezza, di amore fecondo per chi le ascolta con cuore sincero, trasparente, puro, giusto.
Davanti a voi, non c’è il tenero bambino che avete contemplato, ma la docilità di un Figlio che accoglie e vive in prima persona la volontà del Padre su di lui e su di noi; non c’è il tenero agnellino portato sulle spalle dal pastore, ma c’è il nuovo e definitivo Isacco che una volta per tutte è stato consegnato a questo mondo, ha assunto questa umana fragilità, perché tutti noi… tutti e non solo alcuni, potessimo diventare figli di Dio, da lui amati.
Su di lui lo Spirito di Dio è sceso, perché da Lui lo Spirito potesse arrivare a noi e in noi generare vita nuova. È questa la vita che siamo chiamati a vivere! Questa la vita piena che siamo chiamati a sperimentare, ad accogliere, credere e seguire.

Gv 1, 29 – 37

29Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! 30Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. 31Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
32Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. 33Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. 34E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli 36e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». 37E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.

 

«Lo Spirito è disceso su di lui ed è rimasto…»
Non potete immaginare quante cose in quel momento mi siano ritornate in mente: felicità, gioia, compimento di numerose speranze… e ancora molto altro, ma non posso e non riesco a descriverlo qui, a voi… oggi! Da quando siete nati, per voi tutto è stato più che scontato. Voi non avete neppure dovuto sperare che il Salvatore delle vostre vite nascesse… voi la salvezza l’avete ricevuta come dono… e forse per questo scegliete se accettarla o meno. Noi no! Noi aspettavamo, speravamo, credevamo che il nostro Dio avrebbe pensato a noi, ancora, come una volta.
Da piccolo mio padre mi raccontava del suo servizio al tempio, la sua vicinanza a Dio, il suo parlare con lui. Solo mia madre ogni tanto mi diceva quanto fosse stata originale la mia nascita e spesso mi ripeteva: «Tu vedrai le antiche promesse realizzarsi, vedrai il Messia. Tu, Giovanni, lo hai già riconosciuto una volta, ora però dovrai mostrare al popolo il suo Salvatore». Facile? No! Di quel cugino avevo solo sentito parlare… ci eravamo incontrati poche volte… Ma quella voce che mi aveva mandato a battezzare me lo aveva detto: «Lo Spirito, quello santo, ti rivelerà ogni cosa. Lui ti indicherà il mio Cristo». E il giorno è arrivato. I profeti lo avevano detto: sarebbe arrivato come un servo. Non solo pronto a servire Dio, ma a servire ogni uomo, ogni realtà, ogni situazione umana. Eccolo e  lui è qui, oggi, per voi… È tra i peccatori, come un peccatore. Povero e beato, e su di lui scende lo Spirito di Dio…
Su di lui lo Spirito resta perché buttandovi in lui, voi stessi possiate sperimentare nuova vita… la sua Parola, se la ascolterete e accogliere in voi, se la crederete e seguirete vi immergerà nello straordinario e dinamico fiume dell’amore… quello di Dio! Eccolo davanti a voi, Parola fatta carne! Ecco l’agnello di Dio… seguitelo, credete in Lui!

 

Venite e me tutti! Insieme per pregare la Parola e adorare la presenza Eucaristica del Signore. Questo è il valore delle tracce di preghiera che settimana dopo settimana ci accompagneranno in questo anno liturgico. Offriamo le tracce da scaricare augurandoci di poter costruire tra noi, seppur virtualmente, una comunione di preghiera che ci unisca e ci rafforzi nel credere.
Buon cammino nel Signore Gesù, crocifisso e Risorto!

Chi volesse un sussidio che accompagni la preghiera per ogni tappa dell’anno liturgico, può acquistare nelle librerie paoline Attirerò tutti a me, adorazioni eucaristiche per tutto l’anno liturgico, di sr. Mariangela Tassielli, autrice anche delle tracce di preghiera che ci saranno proposte, ogni settimana.

 


CATECHISTI PARROCCHIALI – Gennaio 2011: Il compiersi della Parola, oggi

DOVE VIVE LA CHIESA?

di Anna Maria D’Angelo

La Chiesa esiste soltanto quando i cristiani sono riuniti
in assemblea attorno all’altare del Signore?

Dov’è la Chiesa quando i cristiani sono a casa, in ufficio, in fabbrica o a scuola?
In ogni ambiente, situazione, è possibile vivere la parola del Signore,
accogliersi l’un l’altro con scoprire la forza e la gioia della preghiera comune.

In questa tappa dell’itinerario è coinvolta più direttamente la comunità cristiana, chiamata a esprimere il volto di Chiesa comunione, perché i ragazzi comprendano meglio il rapporto tra l’Eucaristia della domenica e la vita di ogni giorno; prendano coscienza che sono parte di una comunità e membra vive della Chiesa; vivano la Messa in casa, a scuola, con gli amici; sperimentino la Chiesa presente nel quotidiano.
Per i fanciulli mancano pochi mesi alla «prima Comunione». Il parroco e i catechisti già pensano come dare continuità al cammino iniziato. In effetti il percorso realizzato finora è orientato a far vivere ai fanciulli e alle loro famiglie l’Eucaristia nella vita quotidiana. È importante che comprendano che l’Eucaristia non è soltanto rito, ma anche scuola di vita; è il sacramento che ci fa vivere in comunione profonda con il Signore e con i fratelli e le sorelle, e ci rende capaci di vivere la vita di fede. In forza di essa, ci si può impegnare a fare della famiglia «una piccola Chiesa», Chiesa domestica, e a diventare protagonisti nella comunità ecclesiale.
Quando si parla della Chiesa, i fanciulli pensano all’edificio di pietra, dove la domenica si riuniscono per celebrare l’Eucaristia e che desiderano lasciare presto, per incontrare gli amici «altrove»: ai giardinetti, in piazza, nel parco. I genitori che, pur accompagnandoli per la Messa, non vi partecipano, comunicano il messaggio che la chiesa è un luogo per bambini e anziani.
La stessa vita delle comunità parrocchiali non sempre presenta il volto di «famiglia di famiglie», dove ci si vuole bene e ci si aiuta a vicenda. Invidie e gelosie mostrano ai ragazzi «una realtà diversa» da quella che noi presentiamo.
Dove abitano i cristiani?
Proponiamo, ai fanciulli, di esplorare il territorio circostante, il luogo dove abitano i cristiani che celebrano l’Eucaristia domenicale.
Si invita ognuno a disegnare, su un foglio, al centro la chiesa parrocchiale e il percorso dalla propria casa alla chiesa.
Si riportano, poi, i diversi percorsi su un grande foglio, con al centro la foto della chiesa parrocchiale; si completa, indicando con un simbolo le abitazioni dei ragazzi e dei catechisti; si amplia la cartina topografica disegnando le strade in cui abitano le persone della parrocchia che si conoscono. I catechisti aiutano a completare il disegno, avvalendosi delle proprie conoscenze, oppure di una carta topografica del paese o del quartiere.
Si pongono, quindi, i simboli per indicare la presenza di scuole, centri sociali, ricreativi, culturali, sportivi, associazioni. A conclusione avviamo con i ragazzi un dialogo sul territorio, sulle persone che lo abitano, cogliendone le positività, e sulle caratteristiche dei diversi centri e le loro finalità.
Aiutati da questa cartina e dalle scoperte dei ragazzi, continueremo la riflessione con i genitori e la comunità parrocchiale sulla necessità di fare alleanza fra loro e con altre agenzie educative, ponendo «i fanciulli al centro» dei progetti educativi.
Un’altra attività da proporre ai ragazzi può essere l’intervista; assieme ai fanciulli stiliamo un elenco delle persone che svolgono compiti in parrocchia (parroco, diaconi, accoliti, lettori, ministri straordinari dell’Eucaristia, catechisti, ministranti, cantori, animatori…, rappresentanti di gruppi e di esperienze di servizio).
Ogni ragazzo comunica ciò che sa dei diversi ministeri, dei gruppi e delle esperienze elencate, poi prepariamo, insieme, alcune domande «per saperne di più». Invitiamo, quindi, le persone da intervistare. A conclusione proponiamo ai ragazzi di collaborare alla vita della comunità, assumendo piccoli compiti.
E ancora si può proporre ai fanciulli la ricerca di foto e disegni: i catechisti portano all’incontro alcune riviste missionarie e invitano i fanciulli a ritagliare le foto di chiese dei diversi Paesi del mondo. Con l’aiuto delle illustrazioni del catechismo si possono anche immaginare e disegnare quelle di altri Paesi.
Porre i disegni e le foto ritagliate su un planisfero, in corrispondenza dei rispettivi Paesi. Si può, quindi, parlare ai fanciulli della Chiesa «diffusa su tutta la terra, guidata dai vescovi e dal papa».
A conclusione si prega insieme e si sceglie insieme ai ragazzi un impegno comune che può essere di supporto alla comunità e che permetta ai fanciulli di sentirsi parte attiva della comunità stessa.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Gennaio di Catechisti Parrocchiali

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Campo online/4° giorno_pomeriggio

Ora tocca a me!

Un progetto per vivere!

Quante esperienze ci passano addosso? Quante ne viviamo ogni giorno? Di quante non ricordiamo nulla? Belle, brutte, difficili, coinvolgenti, ognuna porta con sé qualcosa di unico, speciale. Eppure non basta questo a renderle esperienze importanti… non basta accumulare esperienze per crescere. Perché arrivino a noi e arricchiscano la nostra vita è necessario un passaggio successivo: le esperienze vanno integrate con la vita! Abbiamo bisogno di fermarci, di capire cosa abbiamo vissuto, di comprendere quali perle ci sono state donate, quali fatiche o rigidità ci hanno impedito una risposta positiva, o causato una sofferenza particolare.
Far Sì, cioè, che un’esperienza esterna a noi diventi parte di noi. Senza questo passaggio rischiamo di sprecare ogni cosa, infiniti istanti di vita, doni necessari e, per noi che crediamo, Dio stesso!
Già, anche Lui potrebbe rischiare di diventare scontato, nel rapido fluire di tutto, dei tanti impegni, tra le tante cose che occupano tempo, pensieri e cuore.

Ti proponiamo allora, caro/a amico/a, alla fine di questa esperienza – campo vissuta on line di fermarti un attimo e di non permettere al 30 dicembre di arrivare come conclusione cronologica di questi giorni, senza aver trovato la perla preziosa per cui dare tutto.

Fermati, scarica la traccia sotto proposta e prova a scrivere il tuo progetto di vita. ALT!!! So cosa stai pensando… blocca i pensieri e non obiettare per nessun motivo rispetto alla tua età. Realizzare un progetto di vita, non è importante solo per Roby97 [anche lei partecipante on line ;-P], che ha tutto un futuro da scoprire e realizzare. Un progetto è un momento della vita, ed è necessario a 13 anni, come a 50, 60 e oltre. È importante perché ci permette di avere il polso della nostra vita e di poter investire ogni energia per costruire e costruirci dentro!

Apri la traccia proposta e prova a prenderti qualche tempo di silenzio, magari a fine giornata: segui quello che ti viene proposto e scrivi ogni passo. Verificalo poi con una guida spirituale e se non hai nessun confronto… beh… che pensi?! Non sarebbe ora di iniziare un confronto con qualcuno?

Decidi nel tuo cuore un passaggio interiore da vivere, un passo di compiere, concretamente! Qualcosa che sia piccolo perché tu lo possa vivere e verificare. Non puntare alle grandi mete, quelle si raggiungono solo con la costanza dei piccoli passi. Decidi allora su cosa puntare nella tua vita di fede e fiducia verso Dio e, sotto la protezione di Maria, vai avanti con il cuore nella pace e con grande fiducia.

Il Signore è con noi! È dalla nostra parte! È nato per noi, per noi si è fatto uomo… perché tutti potessimo sperimentare con quale amore Dio ci ama! Buona continuazione di cammino, a presto!


Campo online/4° giorno_mattina

Mercoledì 29: Dio in noi…e noi?

Preghiera del mattino

Nella nostra anima e nella nostra vita il Signore trovi una dimora. Non dobbiamo solo portarlo nel cuore, ma dobbiamo portarlo al mondo, cosicché anche noi possiamo generare Cristo per i nostri tempi. (Benedetto XVI)[…]


Per riflettere

1 Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita – 2la vita infatti si manifestò, noi l’abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi -, 3quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. 4Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena. (1Gv 1,1-3)

Chi sono i noi di cui san Giovanni parla? Noi di cui egli stesso, chiaramente, fa parte. […].Noi, divenuti santi. Nati semplicemente uomini e donne. Noi, cresciuti sui passi del Maestro di Nazareth e della sua parola. Noi, audaci nel credere alla sua proposta. Noi, peccatori salvati dall’amore. Questi sono i noi testimoni che, in Gesù hanno scoperto il tesoro, si sono sentiti amati, e hanno scelto di avere in lui il centro della vita, hanno dato tutto pur di non perderlo. E quei voi? Chi sono i voi di cui Giovanni parla? E questa volta la risposta è ancora più semplice. Siamo noi, semplicemente noi: i raggiunti, oggi, dalla Parola! Siamo noi, che cerchiamo di capire, di ascoltare, di seguire, di non mollare, di credere. Eccoci, semplicemente noi! Il punto adesso è un altro! Restare fuori e continuare a guardare, esplorare, tentare di capire restando i voi di Giovanni o mettersi in gioco, entrare decisamente nella proposta di vita che Gesù fa e diventare dei Noi che comunicano quanto hanno sperimentato?[…].


Guarda il videoclip suggerito nella scheda:

Campo online/3° giorno_pomeriggio

Adorazione eucaristica: Dio con noi l’Emmanuele.

Crediamo in te, Dio, Padre del cielo e della terra,
di ogni uomo e di tutte le creature.
Crediamo in te, Figlio del Padre, Parola pronunciata sull’universo,
Parola fatta carne per la nostra salvezza;
Parola in cui tutta la creazione viene rinnovata in nome dell’amore.
Crediamo in te, Spirito santo, amore che vieni a noi dal Padre e dal Figlio,
amore che tutto puoi, amore divino che ci innalzi da servi a figli,
dito potente della mano di Dio che rendi possibile l’umano impossibile.
Crediamo in te, Trinità santissima,
presente e operante oggi e qui, nel nostro cuore,
nella nostra vita, nelle nostre scelte, nella storia che viviamo.[…]
[…]Crediamo che in te, divina Eucaristia,

noi tocchiamo il Verbo della Vita,
ce ne nutriamo e, nei nostri sì, lo rendiamo dono.
Crediamo che in noi, figli amati,
il tuo mistero di salvezza continua a donarsi
in questa povera e fragile porzione di storia. Amen.

45Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; 46trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra. Mt 13, 45

16Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. 17Dio, infatti,non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Gv 3, 16 – 17

Cerchi risposte, ma le cerchi lontano da te e da me. Il Regno lo cerchi tra le cose, nel passato o tra i segreti di antiche promesse. Il Regno dei cieli è come un mercante che cerca, il Regno è come un prezioso tesoro che attrae e si lascia trovare, è una perla che risplende, è come il lievito che fa fermentare dal di dentro una massa. Il Regno è come tutto questo ma è anche molto di più. Nessuno lo può possedere eppure è per tutti. Ora segui le mie parole: non una cosa è il Regno, ma una persona! È il compiersi di tutto in lui, è la realizzazione di tutte le promesse di perdono, di salvezza, di amore, di liberazione! La storia mi ha conosciuto, fin dai tempi antichi come il Dio creatore! Sono sceso con il mio popolo per portarlo dalla schiavitù alla libertà, per riscattarlo da ogni forma di morte. Ma perché l’amore divenisse visibile, perché tu lo potessi toccare, perché tu potessi sentirne la forza mi sono fatto Parola umana; mi sono fatto carne, mi sono fatto uomo e figlio dell’uomo, mi sono fatto terra, perché nuovo Spirito la inondasse e ti inondasse, rendendo nuovo il tuo cuore e la tua vita. Sono Dio: il Dio liberatore, il Dio di quella storia che ti è stata raccontata; ma desidero essere per te il Dio del tuo futuro e del tuo presente, il Dio che come un mercante in cerca della perla preziosa, cerca te! E per te dà tutto! […]


Campo online/2° giorno_pomeriggio

La Parola si fa voce:
l
a forza apostolica della comunicazione.

La comunicazione oggi è il nuovo grembo in cui ogni essere umano nasce e matura, ereditandone automaticamente rischi e opportunità […]
Tutti, siamo immersi nello straordinario e sempre stupefacente (positivamente e non) mondo dei new media, dei personal media dove paradossalmente la comunità appare ma non c’è, dove con un click mi coinvolgi o mi elimini, mi lasci entrare o mi escludi dalla tua vita; dove tutti avanzano diritti e pretese; dove si moltiplicano i maestri e, in compagnia di migliaia di amici, inizio a sentirmi sempre più solo. Eccolo il pianeta comunicazione, questo sconfinato universo senza limiti, né misure, in cui sempre più urgente diventa annunciare il Vangelo perché nell’incontro vero con la Parola, l’uomo può incontrare il vero se stesso. È in questa nuova piazza che l’uomo si intrattiene; qui trascorre lunghe ore del giorno; qui lo troviamo!
Il punto è: quale Dio viene annunciato? È ancora vivo il Cristo Risorto? È viva la sua Parola? Si riconoscerebbe dalle descrizioni? Ci considererebbe annunciatori del suo messaggio?
Fondamentalismo, fideismo, immaginette sdolcinate, cristi luminosi o trafitti, madonne luccicanti… ma quanto Vangelo corre sulla rete? Chi cerca Dio, quale Dio trova? […]

La voce della parola divina deve risuonare anche attraverso la radio, le arterie informatiche di Internet, i canali della diffusione virtuale on line, i cd, i dvd, i podcast e così via; deve apparire sugli schermi televisivi e cinematografici, nella stampa, negli eventi culturali e sociali…

Questa nuova comunicazione, rispetto a quella tradizionale, ha adottato una sua specifica grammatica espressiva ed è, quindi, necessario essere attrezzati non solo tecnicamente, ma anche culturalmente per questa impresa.
La Parola, afferma san Paolo, deve potersi diffondere e, per questo, ha bisogno della comunicazione.
Ma come siamo chiamati a donarlo? Come, oggi qui, possiamo anche noi dare Gesù al mondo?…


Campo online/2° giorno_mattina

Lunedì 27: Dio Padre, il mercante e la perla preziosa!

Preghiera di lode:

Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra. Mt 13, 45[…]


Per la riflessione:

Se chiedessi a molti credenti cos’è la perla preziosa ci risponderebbero senza batter ciglio: Gesù! Lui è la perla per cui dare tutto, anche la vita; lui è il tesoro prezioso per cui lasciare tutto! Forse sarebbe anche la nostra risposta: e non è sbagliata, di fatto è vero, è scritto! (Mt 13, 44) Ma l’evangelista non si ferma e ci chiede di andare fino in fondo…Entriamo nella parabola e facciamola parlare…[…]


Guarda il videoclip suggerito nella scheda:

Campo online/1° giorno!!!

Domenica 26: Start, si parte!

La parola d’ordine quando si arriva da più parti e ci si ritrova insieme per una nuova esperienza da vivere è: Benvenuti! Potevamo non dirlo anche qui, ora?!

È vero nessuno ha lasciato la propria casa, nessuno tra voi ha preso un treno per arrivare qui, eppure nonostante questo ci è chiesto ugualmente un movimento… forse il più difficile: quello da noi stessi! Partire, lasciare le tante occupazioni che forse ci trattengono a casa e dedicare a Dio spazi della nostra giornata. Lasciare le infinite certezze perché anche da qui il Signore possa entrare e trovare un cuore pronto, disposto ad accogliere, ad aprirsi al dono.

Chi tra voi condividerà on line questa esperienza non può essere esonerato dal dire il suo Eccomi! Dirlo a Dio, perché Lui chiama anche così. Dirlo alla sua Parola che anche attraverso queste pagine proverà a raggiungerci.

Eccoci allora, tutti uniti nel dire al Signore, il Dio con noi: “Eccomi, Signore! Donami un cuore che sappia ascoltare!”. Ognuno si senta chiamato/a per nome, ovunque si trovi e qualsiasi sia la situazione che sta vivendo: gioia, amarezza, delusione, entusiasmo, pigrizia, passione, impegno…

Dio sta chiamando tutti noi per nome! È suo il benvenuto, è lui ad attenderci a braccia aperte per comunicarci i tesori preziosi che sono custoditi nel suo cuore.

Disponibilità, impegno, determinazione, apertura, docilità, abbandono fiducioso: questi sono gli atteggiamenti che ci permetteranno di vivere questi giorni alla presenza di Dio, raccogliendo tutti i doni di vita che lui vorrà farci.

Ripetiamo più volte, nel silenzio del nostro cuore l’invocazione: “Eccomi, Signore! Donami un cuore che sappia ascoltare!”. E il Signore certamente non ci lascerà a mani vuote.

Consigliamo a tutti di iniziare l’esperienza con questo ATTO DI AFFIDAMENTO:

Padre nostro, che sei nei cieli, ma che hai scelto la storia per rivelarti
e la terra per lasciarti toccare, entra in questa nostra esperienza,
fa’ che la viviamo in pienezza, donaci il coraggio di ascoltare fino in fondo
ciò che desideri per noi e per la nostra vita.
Il timore di ciò che non conosciamo
non ci allontani dalla bellezza dei tuoi sogni e ogni singolo istante
sia per noi quello “spazio riservato” in cui incontrarti.
O Maria, Madre del Creatore e figlia del tuo stesso Figlio,
rendici docili nell’ascolto, audaci nelle richieste, coraggiosi nella risposta.
Aiutaci a non perdere nulla di quanto ci verrà donato;
e insegnaci a custodire quelle preziose perle
che lo Spirito santo prenderà per noi,
dal cuore stesso di Dio Padre.
San Paolo, nostro amico e compagno nel credere
sia totale e deciso come il tuo, il nostro Sì.
E quel amore che così appassionatamente
hai comunicato, possa raggiungerci, in questi giorni,
toccarci e aprirci a una novità di vita. Amen.

Dio ci chiama per nome… perciò anche noi vogliamo conoscerci reciprocamente comunicandoci i nostri nomi, chi siamo, quello che facciamo nella vita, quanti anni abbiamo…

Iniziamo dagli animatori:

Suor Mariangela Tassielli, Figlia di San Paolo, 34 anni! E’ originaria di Lecce ma vive nella comunità paolina di Salerno! Lavora nella Pastorale Giovanile Vocazionale e nell’ambito della formazione dei giovani e dei catechisti! Laureata al DAMS, attualmente studia Teologia  a Napoli!!!

Suor Silvia Mattolini, Figlia di San Paolo, 35 anni! E’ di Pisa ma vive a Roma, nella comunità di via Castro Pretorio (vicino la stazione Termini). Laureata in Lettere moderne con indirizzo Storico Musicale, attualmente studia Teologia, collabora nella redazione paoline per il settore audiovisivi e con Suor Mariangela per la formazione dei giovani!

Veronica Bernasconi, 27 anni! E’ di Como ma vive a Bologna nella comunità delle Figlie di San Paolo come postulante.

Anne Dominique Ramos (per tutti Nikki), 23 anni! Di origine Filippina, anche lei come Veronica, è postulante delle Figlie di San Paolo e vive a Bologna!

I partecipanti a Roma:

Chiara, Iacopo e Maria Rosaria da Salerno, Silvia da La Spezia, Elisabetta da Como e Francesca da Bologna! (Li conosceremo meglio nei prossimi giorni).

 I partecipanti on line:

Ora tocca a te!!! Scrivi chi sei, cosa fai, insomma fatti conoscere!

Buon cammino a tutti e appuntamento a domani con Dio Padre, il mercante e la perla preziosa.

Speciale campo on-line/programma

 

LA PERLA PREZIOSA on line!!!

VIVI CON NOI IL CAMPO

GIORNO x GIORNO!!!

Dal 26 al 30 dicembre!

 

PROGRAMMA DEL CAMPO ONLINE! I LINK SARANNO AGGIORNATI DI VOLTA IN VOLTA NELL’ORA PROGRAMMATA!

Domenica 26 : Start, si parte!

Lunedì 27 : Dio Padre, il mercante e la perla preziosa!

Martedì 28: Come il mercante… Dio dà tutto ciò che ha…

Mercoledì 29: Dio in noi e noi?

Giovedì 30: Conclusione!

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