Archivi tag: forza

Tra note e realtà – La vita vale

Cosa succede che succede in giro,
chi vede bianco chi vede nero,
chi resta in casa chi se ne va in strada
che cosa conta che cosa è vero?
Il succo d’ananas è insanguinato
Ed il caffè ha un gusto assai salato…
Un brevetto di una medicina
Vale più di una bambina…
…il commercio è uno strumento di libertà,
ma nel rispetto dei diritti e della libertà
e allora forza venite gente
che le speranze non si sono spente!
Noi dobbiamo convincerli che la vita vale
Una vita soltanto, più di una multinazionale.
Noi dobbiamo convincerli che la strada buona
È il rispetto totale dei diritti di una persona.
(Jovanotti – La vita vale) 

Forza! Venite gente!
E Jovanotti mi fa pensare… a cosa? Alle strade, alle piazze, ai cortei, ai balconi… a tutti quei luoghi in cui le speranze non si sono ancora spente!
Le ricordate ancora le care vecchie bandiere che davano colore ai cortei? Sì, proprie quelle che ieri sventolavano la parola PACE e oggi sono state sotituite dai sassi, petardi, lacrimogeni… chissà se chi ieri criticava quelle bandiere oggi festeggia trionfante la loro eclissi...
Ma anche senza le bandiere, io continuo a pensare alla pace! A quelle che manca nel mondo, ma ancor con più forza, a quella che manca in noi. Il mondo continua a essere in guerra, ma noi ormai ne siamo assuefatti. Il mondo sociale non è più diviso tra chi vuole la pace e chi la giustifica a forza di guerra. Quello che qualche anno fa stava dividendo il mondo e, diciamolo fuori da ogni diplomazia, e divideva anche le nostre case, oggi non siamo più in grado di vederlo. Ed è proprio come canta Jovanotti: «C’è chi vede bianco e chi nero, chi resta a casa e chi esce in strada»ma perché?
Che senso ha tutto questo se…
…se per le strade si uccide, nelle stazioni si pesta la gente a morte, sui muri continuano ad apparire le solite scritte: «a morte i…; …tutti i bastardi…» e il credere nell’intelligenza di ciascuno di voi mi spinge a preferire il punto ad altre assurdità!!!
Ironia della sorte! A quali autori non accreditati dobbiamo tutto questo?
Ai soliti ignoti, che dall’alto delle loro coscienze si fregiano d’essere paladini di non si sa quale pace e continuano a seminare terrore.
Eppure la pace ha un’unica radice: il rispetto per la vita sempre e comunque. Non solo la vita di chi ci vive lontano migliaia di chilometri, ma anche quella di chi condivide con noi lo stesso autobus o vagone del metrò; di chi ha la gioia di contemplare un monumento, possibilmente sprovvisto di ricordi firmati la scorsa notte; di chi preferisce fare una passeggiata, senza dover pensare troppo a evitare luoghi isolati o incontri che ti lasciano il segno per tutta la vita.
Da dove nasce la pace? Qual è la sua culla?
Il cuore stesso dell’uomo!
Forse per questo fin dalla notte del mondo la pace è stato un dono fatto a uomini amati, che pur tra mille povertà, sanno riconoscere il volto dell’amore; è stato fatto a chi non si è accontentato di proclamare, ma ha scelto e lottato per realizzare la pace, per renderla non un sogno, ma una possibilità per tutti a qualsiasi latitudine.
E’ urgente togliersi i comodi occhiali del “sarà tutto inutile”!
E’ necessario guardare gli interessi veri che spingono le nazioni a spendere milioni di euro o di dollari in imprese che a volte, di umanitario, hanno solo il nome.
Nazioni, i cui mercati continuano a scendere e il cui debito pubblico è ormai al collasso, hanno veramente a cuore solo il bene di tutti? Prestiti reticenti che hanno più il sapore della forca che non del dono, accordi petroliferi e ricchi giacimenti sotterranei che continuano a fare la differenza tra i diritti da difendere di alcuni paesi e quelli che possono essere violati in altri ben più poveri e dimenticati!
E intanto le guerre continuano a difendere i diritti umani… e noi sappiamo solo immaginare armi intelligenti o ignoranti, che uccidono!
La morte però non è mai un diritto riconosciuto, ma sempre e solo un bene violato… sia che tu veda bianco o che tu veda nero.

di suor Mariangela fsp

Guarda il video

RAGAZZI & DINTORNI – Gennaio 2011 – Dossier Fortezza

Fuori la grinta, ragazzo!

di Fausto Negri

Alla fine del secondo episodio della saga di Harry Potter, «La camera dei segreti», il protagonista combatte da solo contro l’orrendo Basilisco. Pur assalito dalla paura, lo affronta con un moto d’orgoglio: «Ho visto chi tu sei veramente. Sei un relitto. Più morto che vivo. Sei brutto, sei vigliacco!». Harry tira fuori tutta la sua grinta e solo allora arriva l’aiuto dall’alto: la Fenice, dal canto ultraterreno. Senza di lei, Harry non ce la farebbe mai, anche se l’aiuto che gli dà sembra poca cosa. La Fenice acceca il serpente e dal cappello esce la spada che Potter conficcherà nel palato del Basilisco, uccidendolo. Saranno poi le lacrime taumaturgiche della Fenice a guarire la ferita mortale del ragazzo. È sempre lei che lo riporta in superficie, vincente e determinato più che mai.

Lo Spirito Santo è proprio un dono simile a questo: scende dall’alto, ci rende forti contro il male e guarisce le nostre ferite. L’intelletto e il consiglio devono essere completati dalla fortezza, che dona la capacità di portare avanti le scelte e abilita ad affrontare il combattimento contro ogni tempesta e nubifragio.
Chiedere il dono della fortezza non significa non temere più nulla. Chi non teme niente è un incosciente. Fortezza significa che, anche avendo paura, si va avanti lo stesso. La fortezza dona tre grandi qualità: la fiducia in se stessi, una grande speranza e la resistenza al sacrificio.
La fortezza è il dono che infonde decisione e coraggio, costanza e tenacia, perseveranza e coerenza.
La fortezza ci dona la forza di essere solidali con coloro che hanno bisogno. E, infine, ci dà la forza di testimoniare la fede, superando la paura.
Rende robusta la fede, invincibile la speranza, operosa fino al sudore la carità. Non toglie le croci, ma ci dà il coraggio di portarle con serenità.
È il dono della costanza e della tenacia. Non della volontà di potenza, ma della potenza della volontà.

Si può affrontare questo tema con i ragazzi partendo proprio dal racconto di Harry Potter e poi in gruppo si può attualizzare l’argomento riportandolo alla vita dei ragazzi attraverso alcune sottolineature: la fortezza come dono e come lotta, i frutti che produce, le forme in cui si esplica.
Rifocalizzarne il significato nelle sue specificazioni e sollecitare i ragazzi a trovare i termini che la spiegano nella sua valenza positiva e farne un elenco scritto.
Poi, invitare a raccontare un’esperienza personale negativa, in cui non hanno affrontato le difficoltà, oppure una in cui sono stati aggressivi e prepotenti, e come l’hanno vissuta.
Far raccontare, successivamente, un’esperienza positiva, in cui si sono comportati con coraggio, fermezza e anche con umiltà, e che cosa hanno provato.
Chiedere, infine, in quali occasioni è importante mettere in atto il dono della fortezza. Forse sempre?

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Gennaio dell’inserto Ragazzi & Dintorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

Per vedere il sommario di Ragazzi & Dintorni clicca qui

Per info e abbonamenti: