A te…
oggi non vorrei scrivere ad altri…
a te, che nel primo istante in cui ti ho visto, ho sentito di avere davanti una donna speciale.
A te…
che hai creduto in ciò che non si vedeva e nel tuo sì è diventato possibile.
A te,
semplice straordinaria donna che con un sorriso sapevi sciogliere il cuore di Dio.
A te,
che quando hai mosso i primi passi in Congregazione non c’era nulla, o forse solo molto poco…
A te,
che al servizio di Dio hai messo energie, intelligenza, creatività, passione, instancabile determinazione.
A te,
che con una parola hai saputo incendiare i cuori.
A te,
donna dal cuore trabordante di Dio, che ci hai fatto conoscere la radicalità del Vangelo, la sua premura per ogni uomo, la sua salvezza, la felicità, la pienezza.
A te, cara Maestra Assunta, appassionata apostola di Gesù Cristo! A te e al tuo e mio Signore dico grazie e canto lode, perchè in te ho visto realizzarsi la profezia di un carisma ancora troppo incolore. “Noi abbiamo un colore specifico – dicevi- non dobbiamo essere generiche. Le Grazie ci saranno date solo in fedeltà al Carisma per cui siamo chiamati. Quel carisma – affermavi con una convinzione da smuovere le montagne – che ci fa ascoltare l’anelito del cuore di Dio, quel ‘Venite a me tutti’, che è la parola dell’amore di Dio per ogni uomo“.
“Quando non ci sarò più, dicevi, chi vi racconterà? Come potrete sapere tutto ciò che il Signore ha fatto per noi? Bevete, finchè potete.
Finchè noi testimoni, siamo in vita. Non stancatevi, non saziatevi… perchè il Signore ci ha dato tanto e noi dobbiamo ricordare tutto, per camminare, per crescere, per essere fedeli al Carisma“.
E oggi, non ci sei più… non più visibile ai nostri occhi, non più raggiungibile in una nostra casa. Oggi sei qui, cara donna forte, in cui ho visto la pienezza del Vangelo. Sei qui, e mentre scrivo, in ogni singola parola, risuonano con forza quelle tue parole cariche di convinzione, di quella convinzione di cui solo i profeti sanno essere voce:
“Quando scrivi – dicevi – ricorda che ogni parola scritta in nome di Dio, ogni foglio dato con la sua Parola ha la stessa forza dell’Eucaristia data in Chiesa. E’ sacramentale. Porta le anime a Dio, le fa incontrare con Dio. Ogni libro, ogni messaggio, ogni immagine se nasce dal cuore di un’apostola porta con sè la Grazia sacramentale. Non dubitare mai di questo. Studiate e scrivete, perchè la Parola corra! Non vi limitate a incontri personali, vi stanno aspettando le genti. Per quella Grazia che Dio ci ha dato, Lui stesso darà vita al messaggio, e quell’anima che da Lui avrà attinto, non potrà che dare Lui, portare Lui, annunciare Lui.
Devi crederci e avrai grazie per questo. Anche se non vedrai, anche se non saprai mai… ma ricorda le librerie sono pulpiti, fonte di luce e calore in Cristo Gesù e ogni libro, scritto e dato da un’apostola è Gesù stesso dato a ogni fratello. Credici, perchè questa è la Grazia data a ogni paolino e paolina, da Dio. Questa è la profezia consegnata a don Alberione“.
E con la forza di questa convinzione, mettendo on line, queste poche e povere righe, le affido alla grazia di Dio perchè raggiungendoci, ci donino quella Vita da cui sono nate… vita donata totalmente a Dio, vita di una donna che continua a generare anche nella morte, vita di chi, in Dio non muore, vita di chi ha creduto senza vedere, e ha annunciato ciò che ha creduto.
Vita di Dio in te, cara Maestra Assunta, vita che continuerà a vivere, in tutti coloro a cui, nel tempo, Dio metterà in cuore il desiderio e la determinazione di donare tutto, ogni singolo istante della propria vita, perchè il suo Vangelo corra tra la gente e diventi lingua, immagine, musica, lettera, parola, capace di dire all’uomo di oggi, il grande amore con cui Dio lo ha amato e lo amerà, dai secoli, per sempre.















Cos’è la Pasqua? Perché viverla? Perché chi non ha mai messo piede in una chiesa per 364 giorni si fa nascere lo scrupolo pasquale? Perché continuare a spendere euro per uova di cioccolato, colombe zuccherate e agnelli saltellanti? Perché abbiamo bisogno di una notte così speciale? Tante domande e nessuna risposta. O almeno nessuna affermazione categorica, perché Pasqua è la notte dell’amore che genera la vita, che vince la morte per sempre. 



a, si pone nella condizione di «fuori casta»: l’identità culturale e l’appartenenza sociale costituiscono il suo rovello, e lui si serve dello sport come di un’arma contro la discriminazione strisciante della società britannica razzista d’inizio secolo, ma anche contro il proprio essere ebreo. Per lui, che vive la contraddizione di sentirsi inglese a tutti gli effetti, ma di non sentirsi accettato dall’Inghilterra «cristiana e anglosassone», la questione della fedeltà si pone innanzitutto come fedeltà a se stesso, alla propria dignità e riscatto sociale.
ercate alcuni di questi casi nella Bibbia e confrontateli.

Sulle parole di Dolcenera e della sua forte e intensa canzone, mi piace costruire una sorta di armonizzazione proprio attraverso l’esperienza condivisa, di un gruppo di ragazzi e ragazze di 14 – 15 anni che ho incontrato qualche tempo fa.
Fa bene!

Si tratta di accogliere Colui che c’è da sempre…
Si comincia con la preghiera, i ragazzi sono in piedi, in cerchio; al centro, su un piccolo tavolo, la Bibbia aperta e un cero acceso. Si predispone un cartellone e dei pennarelli colorati.
pace fraterna, che scalda i nostri cuori e li rende attenti e solidali. In realtà la pace, frutto dello Spirito Santo, è molto più di questo. Essa scaturisce come dono da Gesù, morto e risorto per salvarci, e ci ristora dalle fatiche che incontriamo nella vita quotidiana.


mondo intorno cambia rapidamente; la speculazione edilizia si mangia il quartiere e stringe d’assedio la casetta. Carl reagisce con violenza e il tribunale decreta la necessità di affidarlo a una casa di riposo. Sembra la fine. Ma l’antico spirito ha un soprassalto.
a minima intenzione di farsi aiutare dal ragazzino, ma ora è costretto, suo malgrado, a farlo entrare in casa e a vivere con lui la sua avventura.
tutta la vita, ma qualcosa di più vicino e quotidiano. Perché, alla fine, la realizzazione più vera si ha nell’essere autenticamente se stessi, con i propri limiti; nella capacità di aprirsi agli altri; nel condividere la propria vita con chi si ama; nel prendersi cura di chi ha bisogno; nello spendersi per difendere la vita da chi vorrebbe sfruttarla per il proprio tornaconto egoistico, sia questo uno scienziato o uno speculatore edilizio.