Archivi tag: Resurrezione

Aggrappatevi! – Buona domenica! – V Domenica Di Pasqua – anno B

 «Rimanete in me e io in voi» Gv 15,1-8 

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Ma ancora non credevano – Buona domenica! – IV Domenica Di Pasqua – anno B

 «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore» Gv 10,11

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Ma ancora non credevano – Buona domenica! – III Domenica Di Pasqua – anno B

 «Mostrò loro le mani e i piedi» Lc 24,40 

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Tracce di vita – Buona domenica! – Domenica Di Pasqua – anno B

 «Egli doveva risorgere dai morti» Gv 20,9  

Cosa c’è nel sepolcro vuoto? Chi entra, che cosa vede? Quali sono le tracce certe e sicure che consentono ai discepoli di vedere e credere? Che cosa trova colei che ha vegliato di notte per poter essere la prima a onorare con oli e profumi il corpo del suo Signore?
Nulla… amore morte_fano
Il sepolcro è vuoto. Il corpo sparito. La pietra rotolata.
Cioè che resta sono solo poche tracce: tracce mute e incapaci di raccontare; insufficienti per convincere… Eppure sono tracce di vita. Sono segni di un evento accaduto, visto, sofferto: la morte dell’amato Maestro, del Messia sperato, del Salvatore seguito.
Sono segni che grondano lacrime di delusione per quei sogni di liberazione infranti; per quei desideri di salvezza ormai naufragati con la sua morte.
Eppure qualcosa non torna: la pietra è stata rimossa, il corpo inerme del crocifisso morto non c’è, il sudario e i teli sono nudi, vuoti. Ma il vuoto parla, l’assenza interroga, l’imprevisto mette in questione la fede dei discepoli, o forse – più onestamente dovremmo dire – la loro disperazione. La loro e la nostra!
Cristo è risorto, ma noi non abbiamo prove per crederci.
Cristo è vivo, ma non ci sono dimostrazioni scientifiche che tengano.
Fragili tracce di vita ci raccontano la sua presenza, la sua vittoria quotidiana sulla morte, la sua salvezza donata, senza misura, a tutti.
Credere non è un miracolo, non è la conseguenza di una dimostrazione ben riuscita. Per noi come per i discepoli, credere è l’atto più determinato di una fiducia disarmata e povera… Una fiducia che proprio di fronte a tracce mute e povere sa cantare il suo straordinario “Io credo, Signore!”.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO   

Donaci vita, Signore risorto

Donaci vita, Signore risorto.
Risollevaci dalla sfiducia,
liberaci da ogni chiusura,
riaprici alla speranza.

Il sepolcro è vuoto, il tuo corpo assente,
ma nel mondo esplode la tua vita,
risuona la tua Parola, brilla la tua presenza.
Vogliamo accorgercene, Signore risorto,
Vogliamo poter avere occhi capaci di vedere
e cuore libero per credere. Amen.

DAL VANGELO della domenica [ Gv 20,1-9]

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Giovanni al sepolcroGesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

La PREGHIERA  in un formato da scaricare e condividere sui social e la fotocopertina per facebook

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Profeti o creduloni? – Buona domenica! – XXXIII Domenica Tempo Ordinario – anno C

«Nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto». Lc 21,5-19 

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Risorgeremo? – Buona domenica! – XXXII Domenica Tempo Ordinario – anno C

«Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui».  Lc 20,38

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Vita che risorge! – Buona domenica! – Domenica Di Pasqua – anno C

 «Egli doveva risorgere dai morti» Gv 20,9  

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CATECHISTI PARROCCHIALI – Aprile 2012 – ANNUNCIARE LA PASQUA DI GESÙ

SULLA STRADA E NELLA LUCE DEL RISORTO
Via Lucis

di M. Rosaria Attanasio

Dopo aver accompagnato Gesù sulla via del dolore e dell’amore, ora, con gioia, seguiamo il suo percorso di vita e di luce nel suo manifestarsi «risorto» ai discepoli e alle discepole, per imparare a scoprirlo presente e operante nella nostra vita, nella storia e nella Chiesa, anche oggi.

Condivideremo la meraviglia dei suoi seguaci che, dopo il dolore, la paura e lo scoraggiamento, per la passione e la morte del loro Maestro sulla croce, non riescono a credere che sia risorto dai morti: è troppo bello per essere vero!
Ma Dio Padre supera ogni nostro schema mentale e ogni aspettativa, ed è capace di sorprenderci sempre con la grandezza del suo amore per noi.

Lo Spirito Santo, poi, che è stato sempre presente nella vita e nella persona del Maestro, nel momento della risurrezione spezza le catene della morte e irrompe con potenza in Gesù.
Per questo il primo dono che il Risorto fa agli apostoli riuniti nel Cenacolo è lo Spirito Santo, tanto che lo definiamo anche Spirito del Risorto.

E noi siamo già risuscitati con Cristo. «Grazie allo Spirito Santo, infatti, la vita cristiana, fin d’ora, è una partecipazione alla morte e alla risurrezione di Gesù: “Con lui siete stati sepolti insieme nel battesimo, in lui siete stati insieme risuscitati per la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti” (Col 2,12)».

Lo Spirito del Risorto continua l’azione di Gesù fra i suoi e nel mondo, e questa azione, dopo la risurrezione, si stabilisce nei discepoli: «… sarà in voi» (Gv 14,17).
Se siamo risorti con Cristo, siamo chiamati a cercare «le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio» (Col 3,1).

All’interno della rivista Catechisti Parrocchiali l’itinerario completo della Via Lucis.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Aprile di Catechisti Parrocchiali.

Per vedere il sommario di Catechisti Parrocchiali di Aprile 2012 clicca qui

Per info e abbonamenti:

Tra note e realta’ – Echi d’infinito

Che notte chiara, che stelle
Tutto è più dolce dopo un temporale
Dopo i giorni del pianto, adesso si apre il cuore…
…Anche dal fango, nei deserti più assolati
o negli eterni inverni
Ma che sorpresa… Una rosa…
Io vivo di accenti, di presentimenti
Profumi che sento nell’aria
E vivo di slanci, di moti profondi
Fugaci momenti di gloria
E nel silenzio del mondo io sento echi di infinito.
Restami accanto nel tempo
Non c’è più bella cosa che ci unisca
Nella fortuna o nelle tempeste del destino
Restami accanto per sempre…
(Antonella Ruggiero Echi D’infinito)

Il velo del Tempio si è squarciato, il sole si è eclissato e su tutta la terra regna la notte.
E’ la notte delle tempeste e dei temporali; notte in cui il silenzio profondo assorbe in sé il pianto, i lamenti, la disperazione, le urla di folle indistinte.
La notte di un ateo che crede, di un credente deluso, di una prostituta che ha scoperto il vero amore.
Notte di meraviglia e di sorprese… di silenzi fecondi in cui l’Infinito, il Tutto ormai è compiuto!
Cos’è la Pasqua? Perché viverla? Perché chi non ha mai messo piede in una chiesa per 364 giorni si fa nascere lo scrupolo pasquale? Perché continuare a spendere euro per uova di cioccolato, colombe zuccherate e agnelli saltellanti? Perché abbiamo bisogno di una notte così speciale? Tante domande e nessuna risposta. O almeno nessuna affermazione categorica, perché Pasqua è la notte dell’amore che genera la vita, che vince la morte per sempre. La Pasqua è un passaggio personale e definitivo.
E’ un incontro, un viaggio a cui ciascuno di noi deve dire il proprio sì.

Grazie ad Antonella e ai suoi autori che con parole e musica ci fanno cantare una delle dimensioni pasquali: il sentire intenso dell’amato che attende l’amante con fiducia.
Mi piacerebbe chiederle chi sia quel qualcuno che dovrebbe restarle accanto… forse, banalmente è un lui, ma se il canto è arte allora sarà capace di dare voce a realtà profonde e differenti per ciascuno di noi. E mi tornano in mente esperienze e desideri, persone e personaggi pregni di slanci, di glorie, di presentimenti.

Canto e prego… parole e Vangelo… e nel silenzio del mondo, del tempo, della delusione, dell’amarezza, dell’attesa, dello stupore, dell’amore… io sento, col cuore di chi crede, rinascere l’Infinito, il Dio che da quella Pasqua di millenni fa è l’eternamente presente.

                 

              Questo l’augurio per tutti…

di suor Mariangela fsp