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Uno scandaglio per scoprire se stessi – Itinerari musicali di catechesi/3_L’Intelletto

Qualche premessa: 

INTRO:
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Intelletto e scandaglio, scoprire e dare senso: questi sono i binari su cui mi piace orientare il nostro percorso. Un itinerario, quello che stiamo per affrontare, che potrebbe condurre i ragazzi a rientrare in se stessi e a dare senso, valore, scoprire innanzi tutto le ricchezze che ciascuno porta dentro, il proprio cuore con tutte le lotte che deve sostenere, e ciò che odia e che ama.
Senza dare troppe spiegazioni, l’incontro lo si potrebbe iniziare facendo ascoltare
 –Scava un po’più a fondo, brano tratto dal film di animazione La principessa e il ranocchio; o, se possibile, si potrebbe far vedere la sequenza del film collegata al brano musicale.[…]
I ragazzi che cosa credono riguardo al dono dell’intelletto? A cosa potrebbe servire? Ad essere più intelligenti? Soltanto a questo? Se intelletto significa intus-legere (leggere dentro), che collegamento esiste tra il dono dello Spirito e la risposta data da Mama Odie nel film/canzone? «Se scaverai un po’ più a fondo, scoprirai chi sei, ti sentirai ok! Cerca di conoscere chi sia il vero te, sarai felice, altroché! Tu credi che la felicità dipenda da ciò che hai, ma finora questa strana idea ti ha portato solo guai, guarda bene dentro te, cogli l’opportunità!». Passare dal fuori al dentro; da ciò che gli altri vedono di me a ciò che sono e sento: questo è necessario.
L’intelletto è la capacità/possibilità di scavare dentro se stessi, per scoprire il valore e il senso di ciò che c’è, di tutte quelle ricchezze interiori, di quegli ostacoli, di quelle esperienze che ci rendono unici. […]
Successivamente si fa ascoltare
– Gli ostacoli del cuore, di Elisa-Ligabue.[…]
Gli amici, le delusioni, le paure, i sogni… sono presenti o sono ancora da scoprire? Come camminare tra gli ostacoli del cuore, se proprio nel cuore dobbiamo arrivare?
Si propone a questo punto la terza canzone del percorso, la conclusiva. 
È uno straordinario testo di Mariah Carey, cantante statunitense: Hero.
«There’s a hero… (C’è un eroe)», afferma l’autrice, «C’è un eroe se guardi nel tuo cuore, non devi avere paura di quello che sei; c’è una risposta se cerchi nella tua anima e il dolore che conosci si scioglierà…».Hero è colui che arriva da lontano e dà la forza di non mollare, di mettere da parte ogni paura, di guardare dentro se stessi e trovare la verità. Hero potrebbe essere il nostro scandaglio? Il nostro eroe, che ci fa scoprire il senso di tutto, leggere ciò che è dentro di noi, senza lasciarsi frenare, bloccare, arrestare sulla porta del nostro cuore? Hero potrebbe, allora, essere l’intelletto: quel dono così particolare dello Spirito che, solo, può spingerci fino alla verità di noi stessi, per guardare e dare voce e senso al bello e al brutto, al buono e al difficile, al duro e al possibile.  [Continua…]  

Sr.   Mariangela Tassielli, fsp

Scarica l’intero articolo:

—>>> Scoprire se stessi – Intelletto<<<—

L’intero itinerario è tratto dalla rivista Catechisti Parrocchiali, itinerario annuale settembre – maggio: i doni dello Spirito. Estratto per la rubrica Itinerari musicale di Catechesi su www.canatalavita.com. Destinatari cresimandi, adolescenti, giovani. Per richiedere l’annata 2010 completa scrivere a: abb.riviste@paoline.it

ARCHIVIO POST “I DONI DELLO SPIRITO”

Liturgia di domenica 11/11/2012 XXXII T.O.- con suggerimenti per catechisti

“Questa vedova, nella sua povertà,

ha dato tutto quello che aveva”

E questa donna, vedova, senza diritti, sola, nel suo semplice dare diventa per noi immagine di una santità fatta di gesti semplici, ma proprio per questo radicali.

Vi proponiamo, in questo mese iniziato nel segno della santità, con la solennità di Tutti i Santi, di aiutare i ragazzi, soprattutto se adolescenti, ma non solo, a riflettere sul senso della santità, e di una santità possibile a tutti coloro che credono, che si fidano, che giocano la carta dell’amore.

Ecco allora, una foto-preghiera, che potrebbe essere data ai ragazzi e pregata insieme, all’inizio o alla conclusione di ogni incontro, durante tutto il mese. Santi, si può! – il titolo della preghiera, vi aiuta a cogliere, e a far cogliere ai ragazzi, la giusta dimensione della santità cristiana, poco avvezza alle nicchie e agli eroismi, e molto più caratterizzata dalla quotidianità, dalla semplicità, da un sì detto con tutto il cuore e con tutte le energie a Dio. Per questo, non solo è possibile diventare santi, ma per un cristiano la santità è risposta alla chiamata del Signore. Lui ci chiama ad accogliere nella nostra vita il suo amore; ci chiama a spalancare le porte del cuore; ci chiama ad avventurarci sui suoi sentieri.

Le preghiera può essere scaricate in pdf, fotocopiata e data ai ragazzi.

Scarica la preghiera: Santi si può!

Inoltre per te, Catechista, altri suggerimenti per la liturgia della Domenica

Mc 12,38-44

In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

Trasformare la Parola in preghiera

Insieme: Signore tu sei il Padre di tutti e non puoi sopportare che tanti tuoi figli vivano nella miseria, mentre una piccola parte nuota nell’abbondanza. Donaci di saper spartire il cibo della terra perchè tutti abbiano il necessario. Amen. [Roberto Laurita]

Da Catechisti Parrocchiali n.8, Novembre 2012:

  • pag. 12 – 13: Una scheda per valorizzare la presenza della Bibbia nella stanza della catechesi e in famiglia perchè non sia considerato un semplice libro ma “il LIBRO
  • pag. 20 – 21: percorso d’Avvento “Con Maria , donna di fede, accogliamo Gesù”: percorso di preghiera da fotocopiare, piegare e portare con se 🙂
  • pag. 22 – 24: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi
  • pag. 32: il Cruciverba delle beatitudini
  • Tanto altro ancora… 😉

Segui anche la nostra rubrica: BuonaDomenica! – Riflessioni sul Vangelo domenicale per prepararsi a vivere nel migliore dei modi l’incontro con Gesù eucaristia. Online ogni sabato mattina!

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RAGAZZI & DINTORNI – Ottobre 2012 – “… in Dio Padre”

DIO PADRE O MAGIA E STELLE?

di Fausto Negri

Lo scrittore inglese Gilbert Chesterton amava ripetere: «Mettendo da parte Dio, si ha l’illusione di non credere più in nulla. In realtà, si comincia a credere a tutto». Pare incredibile, ma in un’epoca in cui ragazzi e adulti sembrano indifferenti all’autentico messaggio religioso, si seguono al mattino, nell’ora di pranzo e a tarda notte gli astrologi con i loro oroscopi. In una società tecnologica come la nostra, dove solo ciò che è scientifico pare avere valore, milioni di persone si affidano alle stelle per conoscere che ne sarà della salute, del lavoro, dei propri affetti e amori.

Una volta c’era Mago Merlino; poi è arrivato Gandalf nel «Signore degli anelli»: due maghi buoni e combattivi.
Negli anni 1960-1970 i fumetti si sono sbizzarriti con Mandrake, un illusionista, e con personaggi con poteri paranormali, come Satanik, Superman, l’Uomo Ragno… È arrivato, poi, Albus Silente, il famoso mago, preside di Hogwarts, amico e protettore di Harry Potter. Molti romanzi con la presenza di maghi sono percorsi iniziatici: rappresentano il cammino dal mondo infantile a quello adulto. Harry Potter, ad esempio, alla fine del suo percorso non ha più bisogno di bacchetta magica: per vincere il «Signore oscuro» deve donare la propria vita. Molti di questi personaggi sono innocui o eroi positivi.

Il problema odierno sono i maghi in carne e ossa. Tanti si sentono talmente in balìa del destino da volersi assicurare il futuro attraverso i tarocchi, la lettura della mano, gli oggetti scaramantici. Su internet è in vendita «il kit del mago», per diventare un mago «fai-da-te». Impazzano videogiochi e film a soggetto esoterico. Witch, mensile della Disney, invita gli adolescenti a leggere «il futuro nel the» o a scoprire «incantesimi per conquistare chi sai tu». Temi simili abbondano nelle più popolari riviste per teenagers.

Il pensiero magico si fonda sulla credenza che Dio e le forze occulte della natura possano essere costretti ad agire secondo le prospettive umane. Il divino appare a portata di mano in determinati tempi e luoghi, rievocabile mediante la ripetizione di gesti, formule, riti. Credere nel potere magico è affidarsi a qualcosa di estraneo alla propria vita e rinunciare a impegnarsi per raggiungere un obiettivo, delegando al «potere» del mago di turno.

L’amore di Dio, invece, non è necessario guadagnarlo: Dio, Padre buono, te lo dona, così come ti ha donato la vita. Ti auguro una fede che ti scaldi il cuore, rendendolo capace di amare. La fede autentica è come la pioggia che, penetrando nel terreno, lo rende fecondo e crea vita.

                                                                              ATTIVITÀ
Si stima che in Italia, maghi, guaritori e astrologi sono almeno 150.000; ogni giorno si rivolgono a loro più di 35.000 persone. Si può realizzare con i ragazzi una ricerca in internet, per analizzare questi dati e individuare quale «tipo di persone» si rivolge ai presunti «dotati».
Dopo aver analizzato i dati raccolti, ci si sofferma con i ragazzi su una domanda che sarà poi lo spunto per una riflessione, breve e semplice: tu a cosa credi? O meglio: tu in chi credi?

Questo e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Ottobre dell’inserto Ragazzi & Dintorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

 

Per info, abbonamenti e novità:

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Liturgia di domenica 04/11/2012 XXXI T.O.- con suggerimenti per catechisti

“Amerai il tuo prossimo come te stesso”


Mc 12,28b-34

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici». Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

Per te catechista, che scegli di usare anche l’immagine per aiutare i tuoi ragazzi a entrare nel dinamismo del Vangelo.

1. Leggete una prima volta il Vangelo con i ragazzi
2. Prima di proporre l’immagine, vi suggerirei di chiedere in modo diretto ai ragazzi: 

  • cosa significa per te “Amare il Signore”?
  • perché, secondo te, il comandamento mette prima l’amore a Dio e poi quello verso i fratelli?
  • cosa significa, nei fatti, amare con tutto il cuore, con tutte le forze, con tutta la mente?
  • si può amare sempre tutti con l’intensità di cui parla in Vangelo?

Ascoltare, con attenzione, ciò che i ragazzi risponderanno è un importante punto di partenza!

3. Leggete ora con i ragazzi l’immagine:

  • Quante volte abbiamo visto una scena simile? E quante volte abbiamo fatto finta di non vedere?
  • Il Vangelo lega inscindibilmente all’amore a Dio, l’amore verso il prossimo, verso colui che ci è vicino… perchè? Perchè non si può amare Dio senza dover necessariamente trasformare tutto questo in servizio, in apertura all’altro, in dono o in perdono?
  • A guardare alla nostra società cristiana si potrebbe dire che una certa idea di cristianesimo ci ha convinto a gestire la fede, come un rapporto intimo e privato, da gestire al massimo in Chiesa, ma solo tra me e Dio. Eppure, stando alla Bibbia sembrerebbe che Dio non sia molto d’accordo.
  • Prima Dio Padre nell’Antico Testamento e poi Gesù hanno svelato il segreto di un amore che non sa farsi i fatti suoi, non sa chiuedere le porte, non sa e non vuole fare finta di non vedere. Non a caso il più grande comandamento unisce Dio e il prossimo.
  • Dio si è avvicinato all’uomo, fino a morire per la nostra salvezza, ora chiede a noi di avvicinarci a Lui… ma ci è possibile solo amando.
  • Ritorniamo ancora a guardare l’immagine proposta: non dare per scontato di essere colui che cammina, potresti essere anche colui che chiede… in quel cestino non sempre si aspettano soldi, a volte si può aspettare felicità, perdono, amore, amicizia, solidarietà, attenzione fraterna. Tu cosa chiedi a chi ti si avvicina? Ci sono domande che non si fanno con la voce, ma spesso con atteggiamenti inconsapevoli… prova a guardare il tuo cestino… tutti ne abbiamo uno…
  • E ora metti dall’altra parte, perchè in fondo tutti passiamo accanto ad altri.. ma tu oggi, chiedi a te stesso: “Io come mi faccio vicino?”, “Come guardo mio fratello?”, “Con quale atteggiamento ascolto le sue richieste di vita?” – Ho mai guardato negli occhi, chi mi tende le mani, o mi apre il cuore? Ho mai regalato tempo a un mio amico/a solo/a?
  • E se l’amore di Dio diventasse vero solo nell’amore verso tutti gli altri?

4. Rileggere insieme il Vangelo
5. Aiutare i ragazzi a farne risonanza in gruppo
6. Trasformare la Parola in preghiera

Insieme: Tu sei unico, mio Dio, e in nessun altro c’è la sorgente della verità, della giustizia e della vita. Donaci di ricambiare l’amore che ci offri e di vivere da fratelli. Amen. [Roberto Laurita]

Destinatariadolescenti e giovani

Suggerimenti per la lettura dell’immagine
a cura di Sr. Mariangela Tassielli, fsp

Da Catechisti Parrocchiali n.8, Novembre 2012:

  • pag. 12 – 13: Una scheda per valorizzare la presenza della Bibbia nella stanza della catechesi e in famiglia perchè non sia considerato un semplice libro ma “il LIBRO
  • pag. 20 – 21: percorso d’Avvento “Con Maria , donna di fede, accogliamo Gesù”: percorso di preghiera da fotocopiare, piegare e portare con se 🙂
  • pag. 22 – 24: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi
  • Tanto altro ancora… 😉

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E Gesù disse: “Beati voi!” – incontri online/ottobre 2012_Step1

Benvenuti, cari amici, al primo dei nostri incontri:

E Gesù disse: “Beati voi!”

L’anno della fede si è aperto davanti a noi, invitandoci a percorrere, con rinnovata convinzione e più certa consapevolezza i sentieri della fede in Gesù Cristo… sentieri lastricati di salvezza, di pienezza, di gioia e felicità. Eppure spesso la via dell’amore per eccellenza viene coperta da uno spesso strato di apatia, di noia, di dovere, di senso di colpa.

Noi crediamo che la fede sia un’esperienza personale di fiducia in colui che da sempre ci ama e che, per amore ci ha salvato. Non vogliamo ridurla e elenco di doveri. Non crediamo sia lecito fare della fede in Gesù Cristo una bandiera di privilegio. Quei sentieri di fiducia, vogliamo percorrerli insieme, per far risuonare, con tutto il suo carico di novità, l’annuncio del Vangelo, come annuncio di una felicità possibile.

Cristiano non è colui che sopporta in funzione di un premio, ma è colui che fa della fede uno stile di vita, della fiducia in Dio una certezza… per questo è beato, per questo la felicità, è possibile.

Maria, donna della gioia diventi per noi il grande modello cui riferirci… lei che più di ogni altro ha ascoltato l’annuncio nuovo della pienezza e lo ha custodito nella propria vita.

Buon cammino a tutti voi, cari amici, e che le parole di Gesù Cristo, Signore della nostra vita, diventino in noi, ogni giorno più vere !

Video – catechesi

Maria donna della gioia
Preghiera conclusiva

Maria, donna della gioia,
testimone fedele di una felicità nuova,
fa’ risuonare in noi il Vangelo, Gesù Cristo,
come annuncio di vita e di pienezza.

Aiutaci a sentirci parte di un progetto d’amore
che, in Gesù ci raggiunge e ci apre
a proposte di felicità inaudite.
Rendici consapevoli di non essere al mondo per caso;
rendici certi di abitare nel cuore di Dio,
per permettere a lui di abitare in noi.

Invoca per noi lo Spirito di Dio
perché ci renda poveri di certezze,
determinati nel credere,
audaci nel togliere ogni maschera
per fidarci di colui che, da sempre e per sempre,
ci custodisce come perle preziose. Amen

Invocando Maria, ognuno senta di essere in comunione ecclesiale, con tutti i fratelli e sorelle che in ogni parte del mondo, lodano e danno gloria al Padre, in Gesù Cristo nostro Signore. Lo Spirito sia per noi fortezza nel cammino!

Felicità e Vangelo
sono un connubio esplosivo e rivoluzionario
che ancora in molti preferiscono tenere disinnescato.
L’unico vero pericolo nell’innescarlo è di essere essere travolti
da radiazioni di amore e solidarietà universale, che riconoscono nell’altro,
null’altro se non riflessi intensi del volto di Dio.

Per saperne di più scrivi a:

Sr Mariangela: m.tassielli@paoline.it

Per condividere riflessioni, mettere in campo domande, dubbi, voglia di saperne di più, seguici anche su

Facebook: Giovani & Vangelo
su Tw: Cantalavita

Potrai trovare aggiornamenti in tempo reale e condividi i link sulle pagine di amici e conoscenti che a tuo parere potrebbero essere interessati dall’annuncio di gioia con cui il Vangelo ci raggiunge.

Inoltre se hai meno di 30 anni ti proponiamo il gruppo facebook:

GEP – Giovani Evangelizzatori Paolini

Se desideri vivere momenti di preghiera ti consigliamo il libro: Attirerò tutti a me – Adorazioni eucaristiche per ogni tempo dell’anno. Autore: Suor Mariangela Tassielli – Ed. Paoline

Ti auguriamo buon cammino e buon tutto!

 

Liturgia di domenica 28/10/2012 – con suggerimenti per catechisti

“Va’, la tua fede

ti ha salvato”

Mc 10,46-52

In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

 

  1. Leggere insieme il Vangelo – Accogliere la Parola
  2. Vivere la Parola: questa non è la storia di un cieco, ma di ognuno di noi che viene alla fede e comincia finalmente a vedere, con gli occhi di Dio.E’ la storia di un povero che grida, che non si stanca di gridare. Nella sua voce non c’è solo la sofferenza, ma anche tutta la sua fede e speranza, speranza di vederci, di cambiare la propria vita, di poter camminare da solo. Ci sarà poi la decisione di seguire Gesù. [Roberto Laurita]
  3. Aiutare i ragazzi a farne risonanza in gruppo 
  4. Trasformare la Parola in preghiera
    Insieme:
    Signore Gesù, siamo anche noi ciechi, non vediamo la strada… Siamo bloccati dal nostro egoismo. Sappiamo solo gridare! Ma tu ascolti la nostra preghiera e guarisci i nostri occhi. Così abbiamo il coraggio di seguirti senza paura. Amen. [Roberto Laurita]

   Destinatariadolescenti e giovani

Da Catechisti Parrocchiali n.7, Ottobre 2012:

  • pag. 16: Suggerimenti per vivere il Mandato catechistico durante l’eucaristia domenicale
  • pag. 23 e 25: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi
  • pag. 18-19: il Rosario Missionario da fotocopiare, ingrandendolo, su un foglio A3, poi piegare e consegnare ai ragazzi, in occasione di Ottobre – Mese Missionario!
  • Tanto altro ancora… 😉

Segui anche la nostra rubrica: BuonaDomenica! – Riflessioni sul Vangelo domenicale per prepararsi a vivere nel migliore dei modi l’incontro con Gesù eucaristia. Online ogni sabato mattina!

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CATECHISTI PARROCCHIALI – Ottobre 2012 – IN STILE MISSIONARIO

L’ANCORA DELLA SPERANZA

di Fabrizio Carletti

«Noi, che abbiamo cercato rifugio in lui (in Gesù), abbiamo un forte incoraggiamento ad afferrarci saldamente alla speranza che ci è proposta. In essa, infatti, abbiamo come un’ancora sicura e salda per la nostra vita» (Eb 6,18-19).

L’ancora è vista nel cristianesimo antico come simbolo della seconda virtù teologale: la speranza cristiana.
Essa, del resto, per le antiche imbarcazioni era un elemento indispensabile per la salvezza.
Scriveva Sant’Ambrogio: «Come l’ancora gettata in mare protegge la nave dall’essere trascinata via e la tiene salda nella sua posizione, così la speranza tiene salda e rinforza la fede».
I testimoni della fede hanno trovato in Cristo la vera ancora di salvezza, su cui fondare la loro vita, le loro scelte, su cui hanno fondato la loro speranza.

La proposta di questo mese è realizzare un simbolo che racchiuda il significato dell’ancora e permetta con esso di realizzare piccoli riti di preghiera in famiglia.
Ci divertiremo a realizzare, con semplici materiali, un congegno con un’ancora che si cala dall’imbarcazione per giungere fino ai fondali marini.

Materiale: filo trasparente di nylon e ancorette da pesca da acquistare in un negozio di «caccia e pesca», una scatola di cartone, forbici, pennarelli colorati, colla stick e colla adesiva liquida, carta crespa blu, sassolini, conchiglie e quanto altro può essere usato per abbellire il fondale marino.

Al lavoro:
• Ritagliare una scatola di cartone (come quella per le scarpe), creando una base per l’appoggio di quello che sarà il nostro fondale marino e, sul lato verticale, ritagliare anche il profilo dell’imbarcazione.
• Colorare l’imbarcazione a piacimento con i pennarelli.
• Fissare, con la colla stick, la carta crespa sui bordi interni della scatola ritagliata.
• Applicare la colla liquida sulla base della scatola e fissarci sopra i fari e gli elementi di decorazione del fondale marino (sassolini, conchiglie, ramoscelli…).
• Fissare, ora, la nostra ancora. Per prima cosa annodare l’ancoretta al filo di nylon. Realizzare, poi, un foro sullo scafo dell’imbarcazione dove far passare il filo che, una volta tirato e fissato alla barca (si può realizzare un piccolo taglio come in disegno 3 per fermarvi il filo), sorreggerà la nostra ancora all’imbarcazione.

Dopo aver realizzato questa particolare ancora, potete suggerire ai ragazzi la seguente preghiera da recitare insieme con la famiglia o in gruppo:

Signore,
chi ha seguito il tuo esempio,

chi si è fidato e ha fatto la tua volontà,
è per noi
un testimone del grande amore.
La sua vita, anche attraverso le fatiche quotidiane,
i momenti difficili, le sofferenze, ci mostra che,
restare ancorati alla tua Parola di vita,
ci dà quella gioia vera che nessun altro può darci.
Aiutaci ad essere una famiglia che,
di fronte alle tempeste della vita,
resti unita
e salda nel tuo amore,
sorgente di altro amore

per noi e per i nostri cari.
Amen.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Ottobre di Catechisti Parrocchiali, dove è anche possibile vedere le foto dei vari passaggi per realizzaze l’ancora.

Per info, abbonamenti e novità:

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Liturgia di domenica 21/10/2012 – con suggerimenti per catechisti

“Il Figlio dell’uomo

non è venuto per farsi servire,

ma per servire”

Mc 10,35-45

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». 
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Per te catechista, che scegli di usare anche l’immagine per aiutare i tuoi ragazzi a entrare nel dinamismo del Vangelo.

  1. Leggete con i ragazzi l’immagine:
    • Guardami! L’immagine ci riporta una delle scene più conosciute della cristianità: la lavanda dei piedi. Una delle pagine più note, ma forse, una delle pagine divenute anche troppo scontate. L’invito che dall’immagine emerge è chiaro e diretto, detto con tono più che imperativo: guarda! Non distogliere lo sguardo.
    • Guarda: 
      • il Signore, il salvatore, in ginocchio davanti a un uomo
      • lo sconvolgimento di chi è attorno: volti scuri, disperazione, meraviglia… è scandalo
      • il maestro tocca la parte più impura, i piedi, quando per legge dovrebbe essersi completamente purificato
      • Pietro e la sua testa bassa. Pietro e la sua chiusura quasi a volersi difendere da quel gesto che avrebbe lanciato imbarazzo sul maestro e su se stesso
    • Anche a noi è chiesto di guardare: a noi e ai nostri ragazzi. Dentro la scena della lavanda dei piedi c’è lo scandalo e la follia di un Dio che si è fatto amico dei peccatori, servo dei servi, figlio per i figli. 
    • In quella scena ci siamo anche noi e, oggi, ai nostri piedi c’è Gesù che tocca ogni parte di noi, ogni aspetto del nostro carattere, ogni ferita e ogni situazione sporca e impura che si nasconde nella nostra vita. Dio Padre ha mandato suo figlio per toccare con la sola forza dell’amore ogni nostra povertà e per dirci: “Io ti amo”.
    • Sei disposto a lasciarti toccare dall’amore? Sei pronto a vivere amando? 
  2. Leggere insieme il Vangelo
  3. Aiutare i ragazzi a farne risonanza in gruppo 
  4. Trasformare la Parola in preghiera
    Insieme: Signore Dio, donaci la gioia di fare come Gesù: di metterci a servizio degli altri, non di utilizzarli per i nostri disegni; di accettare i compiti più umili, non di cercare i più appariscenti; di emergere per la bontà, la comprensione e il perdono.  Amen [Roberto Laurita]

   Destinatariadolescenti e giovani

Suggerimenti per la lettura dell’immagine
a cura di Sr. Mariangela Tassielli, fsp

Da Catechisti Parrocchiali n.7, Ottobre 2012:

  • pag. 16: Suggerimenti per vivere il Mandato catechistico durante l’eucaristia domenicale
  • pag. 23 e 25: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi
  • pag. 18-19: il Rosario Missionario da fotocopiare, ingrandendolo, su un foglio A3, poi piegare e consegnare ai ragazzi, in occasione di Ottobre – Mese Missionario!
  • Tanto altro ancora… 😉

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Sommario Settembre 2012 – Catechisti Parrocchiali

Dossier Ragazzi e dintorni
Carissimi catechiste e catechisti, mentre ci prepariamo a entrare nell’Anno della fede, consideriamo che «porta della fede» è la stessa esistenza umana nella sua concretezza di relazioni, di lavoro, di studio, di svago, di eventi positivi o negativi. Ogni realtà di vita è da visitare con uno sguardo di fede, per far scoprire in essa Gesù crocifisso e risorto, sempre presente.
La nostra rivista quest’anno vi accompagnerà con itinerari improntati alla nascita e allo sviluppo della fede, perché possiate orientare i vostri interlocutori in percorsi significativi, «tenendo fisso lo sguardo su Gesù Cristo, “colui che dà origine alla fede e la porta a compimento”».
Fin dall’immagine di copertina si evidenzia la fede come risposta che nasce dalla dinamica della relazione stabilitasi tra Pietro e il Maestro Gesù.

Nel numero di SETTEMBRE:

Editoriale – Cammini di fede di M. Rosaria Attanasio

Spazio dialogo – SOS confrontiamoci di Tonino Lasconi

Icone della fede – La chiamata alla fede di Emilio Salvatore

Itinerario per genitori – Imparare a fidarsi di Emilio Salvatore. La famiglia è primo modello nella fede: solo lavorando sulla fiducia umana si può imparare la fede/fiducia in Dio.

Itinerario Io sono con voiGesù, mi fido di te di Fabrizio Carletti. Il percorso mira a far conoscere sempre più Gesù, l’amico fedele che vuole la nostra felicità.

Itinerario Venite con me – Un cammino nuovo con Gesù di Anna Teresa Borrelli. Imparare a fidarsi di Gesù, per aderire a lui e seguirlo nelle scelte quotidiane: questo è l’obiettivo!

Dinamiche e attività – Un simbolo della fede di F. Carletti – A.M. D’Angelo. Il segno proposto è una collanina con il pesce, simbolo di Cristo, da valorizzare anche per la preghiera in famiglia.

Parole della fede – Ascoltare e vedere di Renato De Zan. «ascoltare e vedere» come i due termini esplorati che ruotano attorno alla parola fede.

Sussidi liturgici e pastorali – Celebrazione di accoglienza di M. Rosaria Attanasio. Per iniziare l’Anno della fede, con Maria la Madre del Signore.

Itinerario post-battesimale – Preghiera, dialogo con Dio a cura dell’Azione Cattolica dei Ragazzi. L’itinerario per i più piccoli aiuta a scoprire il dono della fede e della preghiera come dialogo con Dio.

Liturgia – Un nuovo anno liturgico di R. Laurita – B. Corsano. Ascolto e seguo Gesù – Il Vangelo della domenica di Roberto Laurita. Input, riflessioni e preghiere dalla XXV e XXVI Domenica del Tempo Ordinario – B

Ascolto e seguo Gesù – Il Vangelo nella vita di Barbara Corsano. Dinamiche e attività su Mc 9,30-37 e Mc 9,38-48

Il bambino nel gruppo di catechesi – Il prodigio della diversità di Franca Feliziani Kannheiser. Estroversi o introversi? Il rischio dell’incasellamento. Comportamenti, cause e strategie d’intervento per far sì che il bambino sviluppi risposte positive verso l’educatore. [LEGGI L’ARTICOLO!]

Comunicazione multimediale – Tag cloud, la nuvola di parole di Marco Sanavio

Catechisti protagonisti – Rinnovare l’iniziazione cristiana a cura della Redazione. Le Chiese locali e i convegni catechistici regionali promossi dall’Ufficio Catechistico Nazionale: alcune esperienze.

Per te, catechista – Vivere di te di Tonino Bello

Per i ragazzi di oggi quali sono gli scogli del credere, del fidarsi di Dio, nella nostra società? Con il dossier monografico di Catechisti Parrocchiali, Ragazzi & Dintorni, per preadolescenti, adolescenti e perché no?! anche per giovani, grazie alle sue proposte attuali e provocanti, si può dare voce alle domande dei ragazzi e individuare possibili risposte di vita e di fede.

Nel dossier di SETTEMBRE:

Focus – Gli scogli del Credo di Tonino Lasconi

Bibbia nella vita – La professione della fede di Tonino Lasconi

Idoli e Dio – La fede, questa sconosciuta di Fausto Negri

In rete – La fede viaggia su internet di Alessia Cambi

Musica e fede – Credere: un’avventura! di Mariangela Tassielli

Ciak, si gira – Là fuori c’è un mondo di Cecilia Salizzoni [LEGGI L’ARTICOLO!]

Colori dell’arte – L’albero della vita di Fausto Negri

Test – Un salto nel buio? di Maria Teresa Panico

Celebrazione – Mio Signore e mio Dio di Veronica Bernasconi

Testimoni – Gabriele, il santo dei giovani a cura della Redazione

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RAGAZZI & DINTORNI – Ottobre 2012 – “… in Dio Padre”

DIO, PADRE NOSTRO

di Veronica Bernasconi

In questo articolo tutte le tappe per un incontro di preghiera da fare con i ragazzi.

Il catechista prepara un percorso nelle vicinanze, da compiere processionalmente, predisponendo alcune soste. In ogni tappa metterà in evidenza un elemento della creazione. In un angolo della sala colloca la Bibbia aperta, con il cero acceso.

Catechista: «Padre nostro» è l’appellativo, comunicatoci da Gesù, per rivolgerci a Dio, e ci dice quanto sia immenso e delicato l’amore con cui ciascuno di noi è amato da lui. Gesù ci rivela il Padre e ci mostra come comunicare con lui. Può capitare di pregare il «Padre nostro» senza troppa attenzione e di non cogliere le dimensioni che caratterizzano Dio, Padre amorevole, Creatore provvidente e misericordioso.
Cantiamo a lui, ora, con più consapevolezza.

A questo punto della celebrazione si può cantare un canto di lode.

Solista: si sceglie un ragazzo che proclamerà la Parola di Dio e precisamente Matteo 6,7-15.

Catechista: Dio è amore. Per amore ha creato l’universo, le piante, gli animali, gli uomini e le donne e se ne prende cura, donando tutto ciò che è loro necessario. Oggi, con animo riconoscente a Dio creatore, guardiamo il mondo con occhi nuovi per scorgere ovunque la sua mano premurosa. Ringraziamolo per ogni suo bene con il canto.

In questo momento si può cantare un canto di ringraziamento.

Il gruppo, in silenzio, esce dalla sala. Il catechista conduce i ragazzi lungo il percorso predisposto e li invita a guardasi intorno. In ogni tappa mette in evidenza un elemento della creazione. È utile, per sperimentare la grandezza di Dio con tutta la persona, far adoperare tutti i sensi (sentire il canto degli uccelli, il profumo dei fiori, la freschezza dell’acqua…).
In una sosta è opportuno mostrare qualche prodotto dell’ingegno umano, che è sempre dono del Padre (come una casa, un’antenna televisiva…). Ogni volta i ragazzi, dopo aver comunicato quello che hanno notato, recitano insieme il Gloria al Padre. Poi tornano nella sala.
 
Catechista: A Dio, Padre amorevole e provvidente, rivolgiamoci, come figli, con la libertà e l’affetto di Gesù. Accogliendo il suo amore, ci comporteremo, anche noi, da fratelli e sorelle, per condividere con gioia le ricchezze che il Padre quotidianamente ci offre.

Un solista può proclamare questa preghiera/riflessione:

Non dire «Padre», se ogni giorno non ti comporti da figlio.
Non dire «nostro», se vivi soltanto nel tuo egoismo.
Non dire «che sei nei cieli», se pensi solo alle cose terrene.
Non dire «venga il tuo Regno», se lo confondi con il successo materiale.
Non dire «sia fatta la tua volontà», se non l’accetti quando è dolorosa.
Non dire «dacci oggi il nostro pane quotidiano», se non ti preoccupi della gente che ha fame.
Non dire «non ci indurre in tentazione», se continui a peccare.
Non dire «liberaci dal male», se non ti opponi al male.
Non dire «amen», se non prendi sul serio le parole del Padre nostro.

Si prega insieme il Padre nostro e si conclude con un canto finale.

Questo e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Ottobre dell’inserto Ragazzi & Dintorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

Per info, abbonamenti e novità:

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