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Liturgia di domenica 11/11/2012 XXXII T.O.- con suggerimenti per catechisti

“Questa vedova, nella sua povertà,

ha dato tutto quello che aveva”

E questa donna, vedova, senza diritti, sola, nel suo semplice dare diventa per noi immagine di una santità fatta di gesti semplici, ma proprio per questo radicali.

Vi proponiamo, in questo mese iniziato nel segno della santità, con la solennità di Tutti i Santi, di aiutare i ragazzi, soprattutto se adolescenti, ma non solo, a riflettere sul senso della santità, e di una santità possibile a tutti coloro che credono, che si fidano, che giocano la carta dell’amore.

Ecco allora, una foto-preghiera, che potrebbe essere data ai ragazzi e pregata insieme, all’inizio o alla conclusione di ogni incontro, durante tutto il mese. Santi, si può! – il titolo della preghiera, vi aiuta a cogliere, e a far cogliere ai ragazzi, la giusta dimensione della santità cristiana, poco avvezza alle nicchie e agli eroismi, e molto più caratterizzata dalla quotidianità, dalla semplicità, da un sì detto con tutto il cuore e con tutte le energie a Dio. Per questo, non solo è possibile diventare santi, ma per un cristiano la santità è risposta alla chiamata del Signore. Lui ci chiama ad accogliere nella nostra vita il suo amore; ci chiama a spalancare le porte del cuore; ci chiama ad avventurarci sui suoi sentieri.

Le preghiera può essere scaricate in pdf, fotocopiata e data ai ragazzi.

Scarica la preghiera: Santi si può!

Inoltre per te, Catechista, altri suggerimenti per la liturgia della Domenica

Mc 12,38-44

In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

Trasformare la Parola in preghiera

Insieme: Signore tu sei il Padre di tutti e non puoi sopportare che tanti tuoi figli vivano nella miseria, mentre una piccola parte nuota nell’abbondanza. Donaci di saper spartire il cibo della terra perchè tutti abbiano il necessario. Amen. [Roberto Laurita]

Da Catechisti Parrocchiali n.8, Novembre 2012:

  • pag. 12 – 13: Una scheda per valorizzare la presenza della Bibbia nella stanza della catechesi e in famiglia perchè non sia considerato un semplice libro ma “il LIBRO
  • pag. 20 – 21: percorso d’Avvento “Con Maria , donna di fede, accogliamo Gesù”: percorso di preghiera da fotocopiare, piegare e portare con se 🙂
  • pag. 22 – 24: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi
  • pag. 32: il Cruciverba delle beatitudini
  • Tanto altro ancora… 😉

Segui anche la nostra rubrica: BuonaDomenica! – Riflessioni sul Vangelo domenicale per prepararsi a vivere nel migliore dei modi l’incontro con Gesù eucaristia. Online ogni sabato mattina!

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Liturgia di domenica 04/11/2012 XXXI T.O.- con suggerimenti per catechisti

“Amerai il tuo prossimo come te stesso”


Mc 12,28b-34

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici». Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

Per te catechista, che scegli di usare anche l’immagine per aiutare i tuoi ragazzi a entrare nel dinamismo del Vangelo.

1. Leggete una prima volta il Vangelo con i ragazzi
2. Prima di proporre l’immagine, vi suggerirei di chiedere in modo diretto ai ragazzi: 

  • cosa significa per te “Amare il Signore”?
  • perché, secondo te, il comandamento mette prima l’amore a Dio e poi quello verso i fratelli?
  • cosa significa, nei fatti, amare con tutto il cuore, con tutte le forze, con tutta la mente?
  • si può amare sempre tutti con l’intensità di cui parla in Vangelo?

Ascoltare, con attenzione, ciò che i ragazzi risponderanno è un importante punto di partenza!

3. Leggete ora con i ragazzi l’immagine:

  • Quante volte abbiamo visto una scena simile? E quante volte abbiamo fatto finta di non vedere?
  • Il Vangelo lega inscindibilmente all’amore a Dio, l’amore verso il prossimo, verso colui che ci è vicino… perchè? Perchè non si può amare Dio senza dover necessariamente trasformare tutto questo in servizio, in apertura all’altro, in dono o in perdono?
  • A guardare alla nostra società cristiana si potrebbe dire che una certa idea di cristianesimo ci ha convinto a gestire la fede, come un rapporto intimo e privato, da gestire al massimo in Chiesa, ma solo tra me e Dio. Eppure, stando alla Bibbia sembrerebbe che Dio non sia molto d’accordo.
  • Prima Dio Padre nell’Antico Testamento e poi Gesù hanno svelato il segreto di un amore che non sa farsi i fatti suoi, non sa chiuedere le porte, non sa e non vuole fare finta di non vedere. Non a caso il più grande comandamento unisce Dio e il prossimo.
  • Dio si è avvicinato all’uomo, fino a morire per la nostra salvezza, ora chiede a noi di avvicinarci a Lui… ma ci è possibile solo amando.
  • Ritorniamo ancora a guardare l’immagine proposta: non dare per scontato di essere colui che cammina, potresti essere anche colui che chiede… in quel cestino non sempre si aspettano soldi, a volte si può aspettare felicità, perdono, amore, amicizia, solidarietà, attenzione fraterna. Tu cosa chiedi a chi ti si avvicina? Ci sono domande che non si fanno con la voce, ma spesso con atteggiamenti inconsapevoli… prova a guardare il tuo cestino… tutti ne abbiamo uno…
  • E ora metti dall’altra parte, perchè in fondo tutti passiamo accanto ad altri.. ma tu oggi, chiedi a te stesso: “Io come mi faccio vicino?”, “Come guardo mio fratello?”, “Con quale atteggiamento ascolto le sue richieste di vita?” – Ho mai guardato negli occhi, chi mi tende le mani, o mi apre il cuore? Ho mai regalato tempo a un mio amico/a solo/a?
  • E se l’amore di Dio diventasse vero solo nell’amore verso tutti gli altri?

4. Rileggere insieme il Vangelo
5. Aiutare i ragazzi a farne risonanza in gruppo
6. Trasformare la Parola in preghiera

Insieme: Tu sei unico, mio Dio, e in nessun altro c’è la sorgente della verità, della giustizia e della vita. Donaci di ricambiare l’amore che ci offri e di vivere da fratelli. Amen. [Roberto Laurita]

Destinatariadolescenti e giovani

Suggerimenti per la lettura dell’immagine
a cura di Sr. Mariangela Tassielli, fsp

Da Catechisti Parrocchiali n.8, Novembre 2012:

  • pag. 12 – 13: Una scheda per valorizzare la presenza della Bibbia nella stanza della catechesi e in famiglia perchè non sia considerato un semplice libro ma “il LIBRO
  • pag. 20 – 21: percorso d’Avvento “Con Maria , donna di fede, accogliamo Gesù”: percorso di preghiera da fotocopiare, piegare e portare con se 🙂
  • pag. 22 – 24: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi
  • Tanto altro ancora… 😉

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Liturgia di domenica 28/10/2012 – con suggerimenti per catechisti

“Va’, la tua fede

ti ha salvato”

Mc 10,46-52

In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

 

  1. Leggere insieme il Vangelo – Accogliere la Parola
  2. Vivere la Parola: questa non è la storia di un cieco, ma di ognuno di noi che viene alla fede e comincia finalmente a vedere, con gli occhi di Dio.E’ la storia di un povero che grida, che non si stanca di gridare. Nella sua voce non c’è solo la sofferenza, ma anche tutta la sua fede e speranza, speranza di vederci, di cambiare la propria vita, di poter camminare da solo. Ci sarà poi la decisione di seguire Gesù. [Roberto Laurita]
  3. Aiutare i ragazzi a farne risonanza in gruppo 
  4. Trasformare la Parola in preghiera
    Insieme:
    Signore Gesù, siamo anche noi ciechi, non vediamo la strada… Siamo bloccati dal nostro egoismo. Sappiamo solo gridare! Ma tu ascolti la nostra preghiera e guarisci i nostri occhi. Così abbiamo il coraggio di seguirti senza paura. Amen. [Roberto Laurita]

   Destinatariadolescenti e giovani

Da Catechisti Parrocchiali n.7, Ottobre 2012:

  • pag. 16: Suggerimenti per vivere il Mandato catechistico durante l’eucaristia domenicale
  • pag. 23 e 25: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi
  • pag. 18-19: il Rosario Missionario da fotocopiare, ingrandendolo, su un foglio A3, poi piegare e consegnare ai ragazzi, in occasione di Ottobre – Mese Missionario!
  • Tanto altro ancora… 😉

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Liturgia di domenica 21/10/2012 – con suggerimenti per catechisti

“Il Figlio dell’uomo

non è venuto per farsi servire,

ma per servire”

Mc 10,35-45

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». 
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Per te catechista, che scegli di usare anche l’immagine per aiutare i tuoi ragazzi a entrare nel dinamismo del Vangelo.

  1. Leggete con i ragazzi l’immagine:
    • Guardami! L’immagine ci riporta una delle scene più conosciute della cristianità: la lavanda dei piedi. Una delle pagine più note, ma forse, una delle pagine divenute anche troppo scontate. L’invito che dall’immagine emerge è chiaro e diretto, detto con tono più che imperativo: guarda! Non distogliere lo sguardo.
    • Guarda: 
      • il Signore, il salvatore, in ginocchio davanti a un uomo
      • lo sconvolgimento di chi è attorno: volti scuri, disperazione, meraviglia… è scandalo
      • il maestro tocca la parte più impura, i piedi, quando per legge dovrebbe essersi completamente purificato
      • Pietro e la sua testa bassa. Pietro e la sua chiusura quasi a volersi difendere da quel gesto che avrebbe lanciato imbarazzo sul maestro e su se stesso
    • Anche a noi è chiesto di guardare: a noi e ai nostri ragazzi. Dentro la scena della lavanda dei piedi c’è lo scandalo e la follia di un Dio che si è fatto amico dei peccatori, servo dei servi, figlio per i figli. 
    • In quella scena ci siamo anche noi e, oggi, ai nostri piedi c’è Gesù che tocca ogni parte di noi, ogni aspetto del nostro carattere, ogni ferita e ogni situazione sporca e impura che si nasconde nella nostra vita. Dio Padre ha mandato suo figlio per toccare con la sola forza dell’amore ogni nostra povertà e per dirci: “Io ti amo”.
    • Sei disposto a lasciarti toccare dall’amore? Sei pronto a vivere amando? 
  2. Leggere insieme il Vangelo
  3. Aiutare i ragazzi a farne risonanza in gruppo 
  4. Trasformare la Parola in preghiera
    Insieme: Signore Dio, donaci la gioia di fare come Gesù: di metterci a servizio degli altri, non di utilizzarli per i nostri disegni; di accettare i compiti più umili, non di cercare i più appariscenti; di emergere per la bontà, la comprensione e il perdono.  Amen [Roberto Laurita]

   Destinatariadolescenti e giovani

Suggerimenti per la lettura dell’immagine
a cura di Sr. Mariangela Tassielli, fsp

Da Catechisti Parrocchiali n.7, Ottobre 2012:

  • pag. 16: Suggerimenti per vivere il Mandato catechistico durante l’eucaristia domenicale
  • pag. 23 e 25: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi
  • pag. 18-19: il Rosario Missionario da fotocopiare, ingrandendolo, su un foglio A3, poi piegare e consegnare ai ragazzi, in occasione di Ottobre – Mese Missionario!
  • Tanto altro ancora… 😉

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RAGAZZI & DINTORNI – Dicembre 2011 – Magnanimità

L’IMPAZIENZA DI GESÙ

di Tonino Lasconi

«Il troppo stroppia», recita il proverbio. Essere troppo magnanimi come Gesù non fa correre il rischio di passare per tonti? Un momento, però! Anche Gesù qualche volta ha perso la pazienza…

Con i farisei. Per chiamarli: «serpenti, razza di vipere» (Mt 23,33), doveva proprio averla persa tutta la pazienza.

Con i mercanti del tempio addirittura: «Fece una frusta di cordicelle e li scacciò fuori dal tempio; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi» (Gv 2,15). Una scena da film western!

Pietro, che gli suggerì di non andare a Gerusalemme dove avrebbe dovuto soffrire, fu apostrofato con un terribile: «Va’ dietro a me, Satana!» (Mt 16,23).

Con la pianta di fico. Gesù si comporta in modo contrario rispetto a ciò che aveva insegnato con una parabola. Sì! Una mattina, uscendo da Betania, paesetto vicino a Gerusalemme, egli, avendo fame, si accostò a un fico per vedere se ci fossero frutti, ma non trovandovi che foglie – e non era la stagione dei fichi – lo maledisse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti». La mattina dopo l’albero era seccato dalle radici (Mc 11,12- 14;20). Eppure, nella parabola (Lc 13,6-9), il contadino invita il padrone di un albero di fichi a non tagliarlo, ad avere pazienza, a zappargli intorno e a concimarlo, anche se da tre anni non dava frutti.

La magnanimità e la pazienza non devono essere confuse con la rassegnazione di fronte al male e a coloro che si comportano male; tanto meno, possono significare la rinuncia alla verità e ai propri principi.

Con i farisei Gesù è deciso e netto. Essi si contrappongono al suo messaggio di una fede fondata sulla fiducia in Dio e non sulle pratiche esteriori, e caparbiamente sono sordi a ogni ripensamento. Anzi! Cercano di impedirgli di annunciare la misericordia di Dio: «Se aveste compreso che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrifici, non avreste condannato persone senza colpa» (Mt 12,7).

Con Pietro. Gli apostoli, a cominciare da Pietro, devono superare la convinzione di evitare la croce, fondamento del suo progetto di salvezza e del suo messaggio. Infatti, nonostante la rispostaccia data, Pietro, durante l’Ultima Cena, non voleva farsi lavare i piedi: «Tu non mi laverai i piedi in eterno». Gesù dovette di nuovo essere forte: «Se non ti laverò, non avrai parte con me» (Gv 13,8).

Contro i mercanti del tempio, era necessario un gesto forte, perché il loro commercio annullava la natura di quel luogo: «Non sta forse scritto: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le nazioni? Voi invece ne avete fatto un covo di ladri» (Mc 12,17).

L’impazienza contro il fico è spiegata da Gesù: è un gesto per far comprendere ai discepoli che con la preghiera si può ottenere tutto, anche spostare le montagne (Mc 12,20-24).

Gli scatti di impazienza di Gesù esprimono il coraggio di contrapporsi al male e di portare avanti le proprie convinzioni.
Di questi scatti dovremmo averne anche noi discepoli.

Questo e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Dicembre dell’inserto Ragazzi & Dintorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

Inoltre ON LINE l’aggiornamento del materiale per il post riservato ai lettori della rubrica Musica di Catechisti Parrocchiali – Dicembre 2011. Per accedere è necessaria la password indicata nell’articolo.

—> I confini dell’amore <—

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