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GP2 GenerAzioni – Memoria Liturgica della Beatificazione!

Il nostro tempo ci invita, ci spinge, ci obbliga a guardare il Signore e ad immergere in una umile e devota meditazione del mistero della suprema potestà dello stesso Cristo. […]
La potestà assoluta e pure dolce e soave del Signore risponde a tutto il profondo dell’uomo, alle sue più elevate aspirazioni di intelletto, di volontà, di cuore. Essa non parla con un linguaggio di forza, ma si esprime nella carità e nella verità.

Il nuovo Successore di Pietro nella Sede di Roma eleva oggi una fervente, umile, fiduciosa preghiera:

“O Cristo! Fa’ che io possa diventare ed essere servitore
della tua unica potestà!
Servitore della tua dolce potestà!
Servitore della tua potestà che non conosce il tramonto!
Fa’ che io possa essere un servo! Anzi, servo dei tuoi servi”.

Fratelli e Sorelle! Non abbiate paura di accogliere Cristo e di accettare la sua potestà!
Aiutate il Papa e tutti quanti vogliono servire Cristo e, con la potestà di Cristo, servire l’uomo e l’umanità intera!

Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!

Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo.
Non abbiate paura! Cristo sa “cosa è dentro l’uomo”. Solo lui lo sa! Oggi così spesso l’uomo non sa cosa si porta dentro, nel profondo del suo animo, del suo cuore. Così spesso è incerto del senso della sua vita su questa terra. 
È invaso dal dubbio che si tramuta in disperazione.
Permettete, quindi – vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo. Solo lui ha parole di vita, sì! di vita eterna.

Omelia di Giovanni Paolo II
per l’inizio del Pontificato
Domenica 22 Ottobre  1978


Noi accogliendo il desiderio del nostro fratello Agostino Cardinale Vallini, nostro Vicario generale per la Diocesi di Roma, di molti altri fratelli dell’Episcopato e di molti fedeli; dopo aver avuto il parere della Congregazione delle cause dei Santi, con la nostra autorità Apostolica concediamo che il Venerabile servo di Dio Giovanni Paolo II Papa, d’ora in poi sia chiamato Beato e che si possa celebrare la sua festa nei luoghi secondo le regole stabilite dal diritto ogni anno il 22 Ottobre.

Tra note e realtà – Il Re del niente

Ci sono, certe volte che, lo sai, vorrei essere un re perché… 
Sentirmi il primo in qualche cosa anch’io,
Ma il re del niente sono io
[…] Splendido niente di un uomo che cammina,
un uomo in mezzo alla gente
Seguendo l’onda
in questo mare di giorni

che ancora non mi affonda
Io che voglio e vivo
una vita normale

che me ne accorgo cercando qualcosa di speciale
Io che non esisto ma che non voglio morire
Sono il re del niente statemi a sentire!
Capita a volte che la tristezza
Mi sfiori appena con la sua carezza
Ma in quel piacere dispiacere
Sai, ho imparato anch’io a godere…

(Gianluca Grignani, Il Re Del Niente)

Se avessimo on line Gianluca Grignani glielo chiederemmo: « Cos’è questo niente di cui ti senti Re?»
Raccolgo, da un’intervista che rilasciò in occasione dell’uscita di questo album, un inciso che mi sembra significativo: «Io vendo musica, emozioni… vendo fumo insomma, quindi sono il re del niente».
…Il re di un mondo che per i più è non esistere, non valere, un mondo in cui abitano emozioni, sogni, debolezze, vita normale e quotidiana, fatta di piccole scelte e di nessun gossip!
Ed è proprio in questa normalità costruita con incontri semplici, che si nasconde qualcosa di bello e oserei dire di puro, di nuovo, di speciale… Un niente che non annulla, non distrugge, non annienta più l’originalità, anzi la libera.
Vi invito a scendere nella profondità di un testo e di un’opera musicale che ha, credo, un suo valore nascosto… e che si radica nella vita stessa di chi le ha permesso di nascere.
E’ straordinario che nel terribile vortice dello show business ci sia ancora chi abbia il coraggio di pensare, e di proporre uno stile controcorrente e Grignani non è il solo, ne sono cosciente. Ma è pur vero che oggi, è personaggio sempre più raro quell’artista che alla pubblicazione a oltranza, di facile fruibilità e di ancora più facile vendita, preferisca un lungo silenzio che ha il sapore di un’altrettanto lunga gestazione, carica di vita! E’ vita, quella che il Re del niente canta. E’ normalità! E’ il quotidiano camminare tra la gente che ci vive attorno, è il continuo decidere chi essere e cosa dire; è il “banale” eppur prezioso scegliere se imparare dalla vita e dalla storia, o se lasciarsi vivere tra un caso e un’accidentale coincidenza.

Chi ha mai pensato alla dolce carezza della tristezza?! Chi ha mai cantato la possibilità che proprio lì, in quel piacere dispiacere ci fosse da imparare?

                                                                                                                                                                             di suor Mariangela fsp

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RAGAZZI & DINTORNI – Ottobre 2011 – Gioia

SEMINA GIOIA ATTORNO A TE

di Fausto Negri

Nell’attuale società dell’immagine occorre presentarsi sempre sorridenti sul palcoscenico della vita. Non per nulla gli attori più pagati e più apprezzati sono i comici. Ma la vera gioia non si identifica con il ridere o il far ridere, con il solo divertimento o con l’evasione dalla propria realtà.
La gioia autentica, però, è un’esperienza interiore: deriva dall’essere in pace con se stessi e dal sapersi in buone mani… qualunque cosa succeda!
Essa è frutto del nostro impegno ma, ancor di più, dono dello Spirito Consolatore.
Un cuore sereno è sempre un cuore grande, pieno di dolcezza. Non giudica. Irradia gioia.
Benedetto XVI ha detto: «Dove manca la gioia, dove l’umorismo muore, qui non c’è nemmeno lo Spirito Santo, lo Spirito di Gesù Cristo. E viceversa: la gioia è un segno della grazia. Chi è profondamente sereno, chi ha sofferto senza per questo perdere la gioia, costui non è lontano dal Dio del Vangelo, dallo Spirito di Dio, che è lo Spirito della gioia eterna».

Sei felice quando, nonostante tutti i limiti e avversità, ti senti sorretto dal braccio di un Dio che ti vuole bene. La via della felicità non è una strada asfaltata che corre al di fuori della tua vita quotidiana. È un cammino che puoi percorrere in lungo e in largo, nella ordinarietà. La gioia è il frutto di una vita buona, accolta come un dono e donata con generosità. Occorre aprire gli occhi e vedere i doni che Dio ci fa giorno dopo giorno: gli amici, un fiore, il sole, un senso di appagamento che ti pervade quando ti senti amato.
Sei felice quando ti guardi con amore, accettandoti per quello che sei, anche con i tuoi limiti e debolezze, e ti senti in armonia con te stesso.
Guardare il mondo con sentimenti di lode, vuol dire riconoscerlo sotto un’altra luce. Guardare i propri simili come un regalo del buon Dio, significa riconoscerli come persone, farli rifiorire.
Sei un infelice se tu diventi il tuo pensiero più grande. Chi continua a ruotare attorno al proprio «io» diventa una disgrazia anche per se stesso. Se ti servi degli altri soltanto per i tuoi comodi, andrai incontro a continue delusioni.
Se vuoi renderti felice, chiediti come la tua vita possa diventare una benedizione per altri. La gioia, quando non è condivisa, muore velocemente. Se ti domandi qual è stata la gioia più bella che hai provato nella tua vita, credo che la risposta sia: «Quando sono riuscito a fare felice qualcuno». Dona gioia a una persona e la ritroverai moltiplicata per te sul volto dell’altro.
Affidati al Dio della gioia. Sia la gioia (tua e del prossimo accanto a te) a ispirare le tue azioni e i tuoi pensieri, a guidare le tue scelte e decisioni. «Dio ama chi dona con gioia» (2Cor 9,7).
La tua presenza sia per tanti come un raggio di sole, quando le nubi e i temporali oscurano la meta. Cammina. Sogna. Porgi a tutti un saluto e una benedizione.

Per cambiare i propri occhiali e vedere il lato buono in ogni cosa, occorre farsi «una sana pulizia della mente». Liberarsi da frasi, quali: «Non ce la farò mai!… Non valgo niente!… Figurati se…». Come si fa a Pasqua in casa, occorre ripulire il cuore, spazzando via ciò che irrita o affligge e le cause di lamentele e critiche.
Perché si realizzi ciò nella vita dei ragazzi, si propone una dinamica in cui, ci si concentra prima sul positivo, riportando su un cartellone le risposte dei ragazzi:

  • Quali sono «le cose belle» che mi sono capitate nella mia esistenza: persone che mi amano; incontri significativi; amici che si interessano di me; educatori che mirano alla mia crescita e formazione; situazioni vissute con gioia: vacanze, feste, incontri di gruppo, momenti di preghiera…?
  • Quando sono riuscito a mostrare un volto «bello e cordiale», suscitando benevolenza e gioia?
  • Quando mi sono lasciato prendere dallo stupore di uno sguardo, di una parola, di uno spettacolo, di un panorama?
  • Per tutto il positivo sperimentato, si rende lode al Signore, che attraverso ogni volto e situazione ci manifesta il suo amore.
  • Poi far prendere coscienza degli aspetti personali che impediscono di gioire e conducono a lamentarsi, recriminare e giudicare. Questi, in genere, nascono dalla mancata esperienza dell’amore vero, dal proprio egoismo e orgoglio. Se si spezza la catena dell’orgoglio e dell’egoismo accogliendo l’amore del Signore, di cui non possiamo dubitare, si sprigiona dal proprio cuore la gioia e l’ottimismo e si riesce a comunicarli agli altri.
  • Quindi si invitano i ragazzi a sorridere spesso. Madre Teresa diceva che «non sapremo mai quanto bene è capace di fare un semplice sorriso».

Questo e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Ottobre dell’inserto Ragazzi & Dintorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

Inoltre ON LINE l’aggiornamento del materiale per il post riservato ai lettori della rubrica Musica di Catechisti Parrocchiali – Ottobre 2011. Per accedere è necessaria la password indicata nell’articolo.

—>Gioia che rinasce, Sole che sorge!!! <—

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CATECHISTI PARROCCHIALI – Ottobre 2011: ALZATE I VOSTRI OCCHI E GUARDATE…

COME INCONTRO SOCIALE

di Franca Feliziani Kannheiser

Il catechista «efficace» è colui che sa riconoscere le interazioni sociali che si instaurano nel gruppo. Ancor prima di entrare nel luogo dove si svolgerà l’incontro, quando i fanciulli, accompagnati da genitori o nonni, si incrociano e si salutano, inizia la tessitura di quell’ordito che costituirà «l’abito relazionale» di quel particolare incontro catechistico.
Contatti fisici, sguardi, parole che i fanciulli si scambiano faranno intravedere al catechista con quale bagaglio relazionale i fanciulli entrano nel gruppo. Ciò che è accaduto precedentemente in classe o in cortile, gli scambi positivi e gli scontri, le simpatie e le antipatie che si sono create, tutto contribuirà a dare a quella specifica «ora di catechesi» la sua fisionomia, così come le esperienze individuali che ciascun fanciullo ha fatto in famiglia o a scuola: ciò condizionerà il tempo che si passerà insieme.
È opportuno, perciò, che il catechista crei l’occasione per far interagire il suo gruppo prima ancora di entrare nella sede dell’incontro.
Quando il tempo lo permette in cortile o in uno spazio polivalente, il catechista osserva come i fanciulli cominciano a interagire fra loro, giocando spontaneamente. E’ importante osservare se si creano coppie o gruppetti, notare chi privilegia attività di movimento piuttosto che giochi tranquilli.

In modo allegro, gentile e autentico l’incontro di catechesi è già iniziato! Il contatto è avvenuto!

Il gruppo per vivere e lavorare ha bisogno di una struttura chiara, anche se flessibile. La struttura è data dallo spazio che deve essere preparato accuratamente, pensando alle funzioni che deve avere (angolo del racconto, del lavoro individuale, del lavoro di gruppo, del gioco), ma anche dalla sequenza delle interazioni che potrebbe essere scandita da questi momenti:
Il saluto. È il rito che inizia formalmente l’incontro. Perché sia un momento di autentica interazione è necessario che non diventi un gesto meccanico, automatico, ma che sia pensato creativamente come espressione di accoglienza reciproca. È anche il momento in cui i fanciulli si sentono accolti da una presenza più grande: Gesù, che ci ha chiamati, è in mezzo a noi. Questa dimensione, fondamentale nell’incontro catechistico, non deve ridursi alla solita preghiera recitata meccanicamente, ma deve essere evocata da un segno: un’icona, un oggetto simbolico, un canto…
Il compito. La chiarezza rispetto all’obiettivo dell’incontro è essenziale per indirizzare coscientemente le proprie energie verso un traguardo. L’irrequietezza e la dispersione che si manifestano in alcuni gruppi sono spesso la conseguenza del non saper rispondere alla domanda: «Perché siamo qui?». Le modalità per gestire questa fase possono essere diverse, noi proponiamo di farne un’occasione di confronto tra i fanciulli e il catechista che invece di spiegare direttamente l’obiettivo dell’incontro, potrebbe fornire alcuni «indizi» per scoprirlo o accogliere i suggerimenti del gruppo, naturalmente guidandolo. Da qui nasce «il patto» che riguarda i modi e i tempi in cui il lavoro sarà svolto, patto che vincola sia i fanciulli sia il catechista.
Cominciamo a lavorare. Anche questa fase deve essere pensata e vissuta come gruppo, ad esempio stabilendo una chiara suddivisione dei compiti, privilegiando forme sociali come il lavoro in coppie e in piccoli gruppi, che, più di tanti discorsi, fanno toccare con mano che cosa significhi pensare insieme, collaborare, ecc. In questa fase è, inoltre, essenziale la chiarezza e la precisione delle consegne da parte del catechista.
Che cosa abbiamo fatto? La verifica del lavoro è di grande importanza. In questo contesto valutare significa valorizzare il prodotto del lavoro di tutto il gruppo, ma anche dare e avere feedback sui processi interattivi che si sono realizzati:
– Mi sono sentito bene nel gruppo?
– Quando è stato facile, quando è stato difficile lavorare insieme?
– Siamo soddisfatti dei risultati raggiunti?
– Il mio contributo è stato valorizzato?
– E io ho saputo valorizzare il contributo degli altri?
Arrivederci al prossimo appuntamento! Il gruppo si congeda, ma per ritrovarsi. Nell’educazione religiosa il congedo contiene una promessa e un compito: quello di sentirsi amici tra di loro e con Gesù, durante tutta la settimana, e di comportarsi come tali. Ognuno porta a casa un piccolo «seme» da far germogliare nel suo ambiente: un proposito di preghiera, di riflessione sulla parola di Dio, di gentilezza verso gli altri. Questi semi, che fioriranno al soffio dello Spirito, non devono essere intesi come una risposta soltanto individuale, ma anche di gruppo.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Ottobre di Catechisti Parrocchiali

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Tra note e realtà – Il negozio di antiquariato

Non si può cercare un negozio di antiquariato in via del corso
Ogni acquisto ha il suo luogo giusto
e non tutte le strade sono un percorso.
Raro è trovare una cosa speciale
nelle vetrine di una strada centrale…
Prima di partire si dovrebbe essere sicuri
di che cosa si vorrà cercare dei bisogni veri.
Allora io propongo per non fare confusione
a chi ha meno di cinquant’anni
di spegnere adesso la televisione…
Ma le più lunghe passeggiate
le più bianche nevicate e le parole che ti scrivo
non so dove l’ho comprate
di sicuro le ho cercate senza nessuna fretta
perché l’argento sai si beve, ma l’oro si aspetta

(Niccolò FabiIl negozio di antiquariato)

Pochi giorni fa ho ricevuto una lettera molto particolare da un’anziana signora, una persona veramente speciale:

«Il mio medico, (mi ha scritto) qualche tempo fa mi ha parlato di una strana malattia. Non ti so dire il nome, i miei figli non me l’hanno detto. Ma ho visto tante cose nella mia vita e so distinguere la preoccupazione dalla disperazione…alla mia età si sa, la morte si aspetta. Eppure la vita è sempre più forte.
Sento di essere davanti a un bivio: da una parte, il sentiero dell’attesa, della rassegnazione, del tanto prima o poi sarebbe arrivata! Dall’altra, la via della speranza, del continuare a vivere e a scegliere ogni giorno, del non sprecare un solo attimo, del costruire fino alla fine.
E quando, quel giorno, lo incontrerò… quando incontrerò il Dio in cui ho sempre creduto, che ho sempre sentito presente, allora spero che, sorridendo, mi dica: “Vieni con gioia, amante della vita”».

Poche frasi lapidarie… ma quanta vita!

Quando le ho chiesto di poter condividere con voi queste righe, la sua voce, al telefono mi dava l’impressione tanto della perplessità quanto della sorpresa.
«Perché?» mi ha chiesto, «E’ un tesoro» le ho risposto.
E’ stata qualche secondo in silenzio e poi mi ha detto:«Non è un tesoro… E’ solo la mia vita.  Scrivi pure, se credi possa servire, ma non dimenticare di dire che la vita e la morte nessuno di noi può sceglierle».

C’è però una cosa che possiamo decidere: come vivere!

                           di suor Mariangela fsp

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GP2 GenerAzioni – Sondaggio!

Le parole cariche dell’infinito di Dio, del papa che tutti abbiamo amato, oggi risuonano forti come allora!
Parole che hanno cambiato la nostra vita.
Parole che hanno parlato a più generazioni.
Parole che hanno toccato il cuore trasformandolo in un cuore di carne.
Parole che ci hanno fatto piangere e sperare in un mondo migliore.
Parole che hanno risposto alle nostre domande più nascoste e intime.
Parole che hanno scosso il nostro agire quotidiano.
PAROLE CHE CI HANNO PERMESSO DI INCONTRARE DIO! 

Quali sono, allora, le parole di Giovanni Paolo II che porti ancora dentro di te? 

 

Tra note e realtà – Viaggia insieme a me

Viaggia insieme a me, io ti guiderò
E tutto ciò che so ti insegnerò
Finché arriverà il giorno in cui
Tu riuscirai a fare a meno di me.
Io ti porterò dove non sei stato mai
E ti mostrerò le meraviglie del mondo
E quando arriverà il momento in cui andrai
Tu, tu guiderai, tu lo insegnerai
Ad un altro, un altro come te.

(Eiffel 65 –
Viaggia insieme a me)

Settembre… mese di fine e di inizio!
STOP alle vacanze, alla tintarella, alla dolce voglia di non far niente, alle serate a suon di musica, pizza e gelato, ai falò in riva al mare o alle avventure in montagna.
Avanti tutta verso nuovi impegni, tabelle orarie sempre più schizzate, nuove ansie, prossimi esami, esaltanti progetti!
Siamo appena tornati… o forse non siamo mai partiti.
Eppure ci aspetta un nuovo cammino, nuove scelte e nuovi incontri. Per qualcuno ci saranno momenti avvincenti ed emozionanti; per altri, tempi di solitudine e stanchezze…

per tutti: una strada da percorrere fatta

  • di salite e discese!
  • di bivi da superare
  • di ponti da attraversare
  • di scelte da vivere

Viaggiare, camminare con chi? Perché?
Un filosofo un giorno fece notare :«Non è il cammino a essere difficile, ma è il difficile a essere cammino».
Camminare allora nella certezza di essere preceduti e seguiti. Camminare su strade aperte da alcuni, costruendo vie nuove percorse da altri.
Vivere di luce per essere luce: questa la nostra intima essenza.
Iniziare quel viaggio che ci porterà oltre noi stessi eppure al centro del nostro stesso mistero.

Quale sarà la nostra meta?
Chi i nostri compagni?
Quali meraviglie si schiuderanno davanti ai nostri occhi?
Cosa siamo disposti a pagare, personalmente?

                                                                                                                                                              di suor Mariangelafsp

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In cammino con il cuore – 20 agosto/A Madrid con un click!

Siamo in cammino… ancora una volta zaini sulle spalle, tappetini arrotolati, cappellini in testa e tutto è  in moto per raggiungere Cuatro Vientos, il luogo in cui incontreremo Benedetto XVI e, con lui, incontreremo faccia a faccia il Signore nell’Eucaristia… vegliando!

Si tratta di partire però, di mettersi in cammino, di non decelerare, di vivere fino in fondo ciò che fino a oggi ci ha toccato, provocato, spinto in avanti.
Le folle si mettevano in cammino per andare verso Gesù, i discepoli lo incontrano camminando verso Emmaus, Paolo andando verso Damasco…
Incontrarlo comporta uscire da noi stessi e iniziare quel viaggio che l’orante biblico, definisce SANTO; un viaggio oltre noi stessi, per scoprire Dio; un viaggio che, paradossalmente, ci riporta al centro di noi stessi, perché è lì che Dio vive in noi.

In cammino, allora, cari amici blogger! In cammino con il cuore, mettendo in moto ogni energia, tutto ciò che in noi vibra!

In cammino, pronti per accogliere il Signore, che si farà viandante sulle via della vita.

Oggi vi salutiamo così, con queste brevi righe, perché di fatto, tanti saranno i modi che i potenti mezzi di comunicazione vi metteranno a disposizione per seguire in diretta il grande evento mondiale dell’incontro dei Giovani con il Santo Padre.

Sia per tutti, noi e voi un reale incontro con Dio!

In cammino… pregando
Sono in cammino, Signore!
Ma non bastano le gambe per camminare…
Il cuore, la mente, i desideri, le ferite, i sogni, la mia storia,
tutto di me, oggi, desidera mettersi in cammino.
Muovo passi decisi nella vita e la vita mi insegna la prudenza.
Tento passi timidi, ma la vita mi chiede audacia e capacità di perdere.
Con paura, spesso avanzo, e la vita mi insegna il coraggio.
Ogni giorno, vorrei avanzare e indietreggiare
per non perdere le posizioni guadagnate

e la vita mi chiede di scegliere senza rimpianti.

Eppure tante volte la strada si fa pesante, Signore;
mi appesantisce la storia…
vorrei lasciar perdere, tentare altre strade, darla vinta alla stanchezza…

E tu sussurri al mio cuore:

«Coraggio, non temere, io sono con te».
Urla, il tuo amore immenso, al mio amore ferito
«Abbi fiducia in me!».
Le tue Parole mi scuotono, Signore:
«…perché non capite ancora?
Avete occhi e non vedete, orecchi e non sentite!»
.

Apri Signore, spalanca le porte del mio cuore,
tocca il buio che mi vive dentro e mi rallenta,
riempi di luce la mia vita,
rendi trasparente gli spazi più oscuri del cuore.

«Venite con me, imparate da me, riposatevi un po’.
Bevete l’acqua fresca del mio amore: è per sempre.
Mangiate la mia vita: è per voi.
E andate… andate con l’entusiasmo di un cuore che ama,
correte spinti da una volontà audace e temeraria,
non fermatevi davanti alla paura di perdere,
andate e, con la vita, cantate al mondo la pienezza del mio amore».

Amen

di Suor Mariangela Tassielli, fsp

Guarda il video: IN CAMMINO CON IL CUORE

Cari amici… da questo momento pensateci tutti in cammino… non sappiamo quanto riusciremo a raggiungervi, perché con ancora più forza questi due prossimi giorni saranno segnati dall’essenzialità e dall’incertezza… ma camminiamo, certi di incontrare Dio… e se avremo possibilità per condividerlo con voi, state certi che lo faremo con gioia!

Buon cammino… dalla GMG 2011 alla vita!!!

Con te o senza di te, fa differenza? – 19 agosto/A Madrid con un click!

“Come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare?

Come ne sentiranno parlare senza qualcuno che lo annunci? 

E come lo annunceranno, se non sono stati invitati?

Come sta scritto: Quanto sono belli i piedi  di coloro

 che recano un lieto annuncio di bene!”  

San Paolo ai Romani 10, 14-15

Con te o senza di te fa differenza? Qualcuno, forse, potrebbe obiettare: dipende dal “te” di cui stiamo parlando!

Ma se io mi riferissi a te! Proprio a te che stai leggendo… e a tutti gli altri te e me che popoliamo il mondo… cosa risponderesti?
Con te o senza di te, in questa storia… fa differenza?
Il tuo sì o il tuo no… il tuo “aspettiamo domani”… fa la differenza?

Se questa storia, non fosse solo lo scorrere del tempo, ma storia di dono, di amore, di salvezza nella quale Dio ci chiede di entrare, di vivere, di portare ciò che di prezioso lui stesso ci ha donato… allora te lo richiedo: il tuo Sì o il tuo No… o il tuo “aspettiamo domani…” fa la differenza?

Rileggiamo insieme il versetto con cui questo post si apre, tratto dalla lettera di san Paolo ai Romani. Rileggiamolo al nostro cuore, tirandolo fuori da eventuali stati soporiferi, rileggiamolo dicendo al nostro cuore: “Vai, continua ad avanzare! Non stancarti di amare, vivi oggi il Vangelo di Gesù!”

Nel cuore, mentre scrivo, risuona con forza: “Siamo servi inutili… abbiamo fatto quanto dovevamo fare”. Eppure non la sento in contraddizione. Siamo servi non necessari… senza di noi la storia della Salvezza non termina la sua corsa. A nessun uomo Dio ha consegnato il potere di bloccare la salvezza… ma sicuramente a ognuno di noi Dio ha dato la possibilità di arricchire, con il suo personale Sì, la storia del suo amore  per ogni creatura.
In noi vivono doni, che ci sono stati consegnati come piccoli semi… sta a noi seminarli, difenderli, portarli a maturazione e renderli pane che sfama.
I semi-doni, chiusi nel sacco per anni, marciscono nell’umido deposito delle nostre coscienze.
I semi-doni, seminati, corrono tutti i rischi a cui la storia li espone: carestia ossia non valorizzazione da parte di altri; tempesta ovvero “mi sento usato/a da tutti!”; gelo e freddi alias la solitudine e l’incomprensioneeppure solo l’essere seminato, coperto dalla terra, l’essere in balìa dell’inverno, permette al seme di germogliare con i tiedipi raggi della della primavera e dare frutto nel caldo sole dell’estate. Così è per la nostra vita, i nostri doni, ciò con cui il Signore ha arricchito e reso unica la nostra vita.

Sono questi i doni attraverso cui, grazie al Sì personale di ognuno di noi, Dio arricchisce la storia del mondo e dell’umanità. Sono questi i talenti che il Padre ci mette tra le mani perchè il suo amore diventi più visibile, toccabile, concreto nella vita di tutti i suoi figli e nostri fratelli.

E’ proprio per questo motivo che il nostro Sì non è indifferente… non lo è per Dio che investe in fedeltà e non lo è per l’umanità che perde un’occasione per essere raggiunta dal suo amore.
Il nostro NO, il nostro eterno temporeggiare non lascia indifferenti… forse accontenta noi, almeno apparentemente, ma  non Dio, né l’umanità.  Se così fosse vorrebbe dire che la nostra vita è un caso e che i nostri doni sono doni insignificanti, utili a niente. Ma non è così!!!
“Andate!” – dice Gesù ai suoi discepoli. “Andate e annunciate! Andate e raccontate quanto il Signore ha fatto per voi! Andate e guarite, battezzate, indicate a ogni uomo, la via di Dio!” Questo diceva ai suoi discepoli, a tutti coloro che hanno scelto e chiesto di restare con lui, di imparare da lui, di ascoltare lui.

Doni dati, vita resa preziosa e unica: così Dio ci ha formato! E siamo un prodigio… ma lo siamo per esserlo, non per lasciarci sfiorire con il tempo, con le delusioni, con l’irrefrenabile voglia di essere sempre al centro di qualcosa.

Il nostro Sì: questo aspetta Dio e questo aspetta il mondo. Perchè solo nel Sì detto con amore e radicalità, l’amore diventa vero, toccabile e concreto… il suo amore per noi e tra noi.

Centinaia di migliaia di giovani, in questo momento si stanno lasciando interrogare da un Vangelo che tocca e scomoda, da Dio che dice: “Vai, annuncia il Regno, testimonia la presenza di Dio nella tua vita”. Ed è lo stesso Vangelo che valicando ogni frontiera, raggiunge te e dice: “Vai! Esci dalle tue certezze costruite, dai tuoi muri di difesa e racconta quanto Dio ha fatto per te! Vai e testimonia, oggi il suo amore”.

Dio è con noi! E’ per noi è con questo straordinario mistero che dobbiamo incontrarci! Ascoltiamo con il cuore e facciamo scendere in profondità quanto san Paolo scriveva ai Romani:

Rm 8, 31-35. 38-39

Che diremo dunque di queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui? Chi muoverà accuse contro coloro che Dio ha scelto? Dio è colui che giustifica! Chi condannerà? Cristo Gesù è morto, anzi è risorto, sta alla destra di Dio e intercede per noi! Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?
Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.

L’amore di Dio, in noi. L’amore di Dio per noi. Il suo amore con noi, ogni giorno, per sempre.
Come renderlo concreto verso gli altri? Come colorare il mondo del suo amore? Come far Sì che la il Vangelo diventi vita nella nostra vita?

Domani, saremo invitati a partire con tutti i giovani e ad andare verso il luogo dell’incontro con il Maestro Eucaristia. A vegliare insieme, pregando; a vivere il nostro pellegrinaggio del cuore. Ma oggi dobbiamo scegliere, ognuno personalmente, un atteggiamento da vivere, perchè oltre questo pc c’è un mondo reale che vive, che soffre, che chiede di incontrare Dio. Come portare lì il Vangelo? Qual’è la mia e tua concreta risposta a Dio, oggi?

Prega con il video: ANNUNCIAMO IL VANGELO

 

Per un maggiore approfondimento, per ascoltare un vox populi relativo al valore del Vangelo oggi, clicka su Passi verso Madrid 

La parola ai giovani/16_Agosto

Ecco a voi alcune voci da Madrid… centinaia e centinaia di volti e di commenti sul grande poster vicino la tenda!!!

La parola ai giovani!!! Il primo messaggio è stato lasciato da Alessia di Siracusa!!!

Alessia – Siracusa: Spalancate le porte a Cristo!

Ilaria – Italy: Cristo è qui… in mezzo a noi! Un saluto a chi non è venuto, preghiamo per voi!

E. – Italy: Affidati e fai sempre del bene!

Pippo – Italy: Ciao Firenze un bacio da Madrid!

Sarah – Texas: Hola todos wt miss you!!!

Rosy – Portorico: Saludos de Puerto Rico Juntos podemos cambiar el mundo!

 Lia -Pioltello: Quanta gioia oggi!!! Grazie!

Antonella – Italy: Uniti nella fede!

Marco – Venezia: Un abbraccio da Madrid!

Emmanuel: Viva los jovanes cristianos del mundo!!!


Giovani del Casentino: Stiamo conquistando Madrid! Noi non torniamo, buttateci la pasta!!! Luccia, Giulia, Luca, Gabriella, stefano, Viola e sr Francisca!!!

Claudia – Santander:  formar parte de algo tan grande es muy bello

Maria Rosaria – Foligno(PG): è un’esperienza dell’amore di Dioche passa attraverso i fratelli davvero meravigliosa…grazie Signore per le tue meraviglie!!!

Victoria, Nathalie, Katy et Madeleine – Lille (France):Un grand bonjour à tous ceux aui ne peuvent vivre cette expérience magique et riche en émotions . Nous sommes de tous coeur avec vous dans la prière . Gros bisous de Madrid. (Un grande buongiorno a tutti coloro che non possono vivere questa esperienza magicae ricca di emozioni. Noi siamo con tutto il cuore con voi nella preghiera! Bacioni da Madrid)

Simba Mariwande Zimbabwe: hi everyone this is a great place

Dylan Maradza Zimbabwe: To all who are concerned this is a very fruitful experience in my view and can not be described very easily… (A tutti coloro che sono connessi questa è un’esperienza feconda nella mia vita e non posso descriverla facilmente… )

E purtroppo il resto del messaggio si è cancellato prima di riuscire a salvarlo ma ringraziamo il giovane simba che con molta carineria ha proprio voluto lasciare un pensiero soprattutto per gli amici connessi in rete!!! (n.d.r.)

Michael (on behalf of St Francis of Assisi Church,Singapore) God is great! He is almighty and praiseworthy to call the youths to gather together and glorify Him. It is a fantastic experience. We pray that all youths of the world will inspire the other youths around them and bring the true Life and the Way and Truth to them. Greeting and Regards from Singapore!! Sunny island of Asia! (Dio è grande! Lui è onnipotente e degno di lode perchè ha chiamato i giovani a riunirsi per rendergli gloria. é un’esperienza fntastica! Preghiamo che tutti i giovani del mondo ispirino altri giovani che gli stanno attorno e li portino alla vera vita, via e verità! Saluti da Singapore un’isola piena di sole dell’Asia).

Anja – 18, Germany: We are here on the world Youth day and the experience here is great.we are happy that we have  Christ in our life. (Siamo qui alla Giornata Mondiale della Gioventù e l’esperienza qui è magnifica! Siamo felici di avere Cristo nella nostra vita).

Katharina – 16, Germany: gott ist unser hirte und wir sind seine schaefchen. wir folgen ihm durch unseren glauben und werden auch so von ihm geleitet. (Dio è il nostro pastore e noi siamo le sue pecorelle, con la nostra fede lo seguiamo e veniamo così anche da lui condotti)

E un caro saluto arriva anche dal Molise da Antonella, Elena e Alessandra!

Il gruppo peregrino Gesù, Maria e Giuseppe – Cabudare (Venezuela): Grazie a Dio per tanto amore. salutti a tutti da il parco del retiro a Madrid. Karin Antonella. Saludos a la Parroquia Divino Nino del Trigal.