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Tra note e realtà – Il Re del niente

Ci sono, certe volte che, lo sai, vorrei essere un re perché… 
Sentirmi il primo in qualche cosa anch’io,
Ma il re del niente sono io
[…] Splendido niente di un uomo che cammina,
un uomo in mezzo alla gente
Seguendo l’onda
in questo mare di giorni

che ancora non mi affonda
Io che voglio e vivo
una vita normale

che me ne accorgo cercando qualcosa di speciale
Io che non esisto ma che non voglio morire
Sono il re del niente statemi a sentire!
Capita a volte che la tristezza
Mi sfiori appena con la sua carezza
Ma in quel piacere dispiacere
Sai, ho imparato anch’io a godere…

(Gianluca Grignani, Il Re Del Niente)

Se avessimo on line Gianluca Grignani glielo chiederemmo: « Cos’è questo niente di cui ti senti Re?»
Raccolgo, da un’intervista che rilasciò in occasione dell’uscita di questo album, un inciso che mi sembra significativo: «Io vendo musica, emozioni… vendo fumo insomma, quindi sono il re del niente».
…Il re di un mondo che per i più è non esistere, non valere, un mondo in cui abitano emozioni, sogni, debolezze, vita normale e quotidiana, fatta di piccole scelte e di nessun gossip!
Ed è proprio in questa normalità costruita con incontri semplici, che si nasconde qualcosa di bello e oserei dire di puro, di nuovo, di speciale… Un niente che non annulla, non distrugge, non annienta più l’originalità, anzi la libera.
Vi invito a scendere nella profondità di un testo e di un’opera musicale che ha, credo, un suo valore nascosto… e che si radica nella vita stessa di chi le ha permesso di nascere.
E’ straordinario che nel terribile vortice dello show business ci sia ancora chi abbia il coraggio di pensare, e di proporre uno stile controcorrente e Grignani non è il solo, ne sono cosciente. Ma è pur vero che oggi, è personaggio sempre più raro quell’artista che alla pubblicazione a oltranza, di facile fruibilità e di ancora più facile vendita, preferisca un lungo silenzio che ha il sapore di un’altrettanto lunga gestazione, carica di vita! E’ vita, quella che il Re del niente canta. E’ normalità! E’ il quotidiano camminare tra la gente che ci vive attorno, è il continuo decidere chi essere e cosa dire; è il “banale” eppur prezioso scegliere se imparare dalla vita e dalla storia, o se lasciarsi vivere tra un caso e un’accidentale coincidenza.

Chi ha mai pensato alla dolce carezza della tristezza?! Chi ha mai cantato la possibilità che proprio lì, in quel piacere dispiacere ci fosse da imparare?

                                                                                                                                                                             di suor Mariangela fsp

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Tra note e realtà – Destra-Sinistra

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.
Fare il bagno nella vasca è di destra
far la doccia invece è di sinistra
un pacchetto di Marlboro è di destra
di contrabbando è di sinistra.
…L’ideologia, l’ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è la passione, l’ossessione della tua diversità
che al momento dove è andata non si sa.
Il pensiero liberale è di destra
ora è buono anche per la sinistra
non si sa se la fortuna sia di destra
la sfiga è sempre di sinistra.
…Ma cos’è la destra cos’è la sinistra
(G. Gaber, Destra-Sinistra)

Di anni ne sono passati un po’, almeno dalla pubblicazione del suo Cd, ma l’attualità del testo che Gaber scrive e canta, non può non scomodare il nostro tranquillo savoir faire quotidiano.
Perché una riflessione politica quando di politici ce ne sono già troppi in giro?
Perché parlare di destre e di sinistre se è molta di più la gente che con la politica non vuole più aver niente a che fare?
Perché preoccuparci di qualcosa che non sembra interessare neanche coloro che dovrebbero esserne le guide e i protagonisti?
C’è un’idea che ritorna troppe volte nei discorsi della gente comune… nei nostri discorsi: «Di politica? Non ne voglio sentir parlare!». Le occasioni si moltiplicano: dai corridoi universitari, tra una lezione e un’altra ai mercatini di rione. Dalle file agli uffici postali alle pause-caffè in ufficio. Tutti scoraggiati e scandalizzati da atteggiamenti sempre più individualisti di politici che amano occupare più le poltrone televisive che i posti in parlamento. Tutti si astengono da qualcosa, tutti manifestano la propria contrarietà astenendosi. Le leggi vanno avanti spinte da ideologismi di parte più che dalla ricerca autentica del bene comune.
Biasimare?! Perché? In fondo è più semplice il silenzio.
Perché lottare? Perché schierarsi?
Che fine hanno fatto le proposte?
Chi ha ancora il coraggio di credere in qualcosa che non sia la vita libera e comoda?
«Io non voglio aver niente a che fare con la politica», «io non ho ideologie». Un giovane universitario era convinto, pronunciando queste frasi, di manifestare la sua neutralità e imparzialità. Stava dettando, invece, la condanna a morte del suo futuro, perché nulla di più temibile può esistere di persone che non abbiano il coraggio di credere, di pensare, di scegliere.

Cos’è la politica, nel senso più puro, se non prendersi a cuore il bene dell’altro, la sua alterità, la sua dignità?

di suor Mariangela fsp

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