O Emmanuele, Dio con noi, attesa dei popoli e loro liberatore,
vieni a salvarci con la tua presenza.
Era antica la promessa, ed era risuonata sulle labbra del profeta Isaia: “Ecco la vergine concepirà e partorirà un figlio che chiamerà Emmanuel”; lo chiamerà il Dio con noi, colui che salva… Gesù! E di fatto l’angelo che annuncia non afferma altro: “Colui che nascerà sarà santo e chiamato figlio dell’Altissimo… lo chiamerai Gesù”!
A noi tutto questo sembra così scontato, così normale, così dovuto.
Poche volte ci rendiamo conto di quanto dietro ogni parola, ogni nome ci sia una storia e non una storia inventata, ma la nostra stessa storia: la nostra storia di figli salvati nel Figlio.
Oggi la liturgia ci chiede di zoomare su Zaccaria, sulla sua lingua sciolta, sul compiersi delle parole dell’angelo che altro non sono che le parole stesse di Dio, sull’atteggiamento di coloro che vedono, si spaventano e “mettono” nel cuore ciò che hanno ascoltato.
Il brano a cui mi riferisco è la nascita di Giovanni che trovate nel Vangelo di Luca al capitolo 1, versetti 57-66 [Lc 1,57-66]
Ma vi chiedo di fare un passo indietro, di guardare con me il silenzio di Maria e di Zaccaria. Quante volte associamo le loro due risposte all’angelo Gabriele… quante volte le valutiamo alla pari, tentando di giustificare l’apparente scivolone di Maria nella fede.
Quante volte ci diciamo: “Anche lei ha dubitato! Anche lei ha chiesto spiegazioni a Dio”… E quante volte tacciamo Dio di discriminazione: Zaccaria fu punito, Maria perdonata… e magari troviamo anche appigli in ordine alla predestinazione: “Per lei, la perfetta tra le creatura non poteva essere diversamente”.
Ma credo che Luca non sarebbe d’accordo con le nostre letture. Luca usa verbi diversi che a noi arrivano come suggerimenti per capire, per andare oltre, per scoprire di cosa quei silenzi sono colmi. Zaccaria chiede come poter
conoscere, Maria come poter realizzare. Per l’uno è il silenzio del dubbio, per l’altra il silenzio umile di chi vuole essere guidato. In Zaccaria sembra riecheggiare il sorriso di Sara, in Maria la fede di Abramo che in quelle promesse crede e attende. E Gabriele non tentenna: all’uomo che davanti a Dio oppone la sola ragione Gabriele sembra suggerire il silenzio… il silenzio di una ragione che non può spiegare tutto, nè conoscerlo; il silenzio di una parola, quella umana, che non può dire la pienezza di Dio. Ma a colui che offre se stesso, pur avendo davanti a sè il buio di una ragione che sa di non poter vedere, Gabriele suggerisce lo Spirito santo come Colui che solo potrà compiere l’opera di Dio… potrà compierla in colui e colei che, fidandosi, lo lascerà agire.
E difficile questo? Che ne dite, c’è un segreto di “successo” anche per noi?
Quante volte davanti al Sì di Maria arretriamo… davanti ai sì di uomini e donne che si donano con radicalità indietreggiamo, come se quel sì non potesse appartenere a noi. Ci chiudiamo in sterili ammirazioni, pensiamo che il meglio sia per gli altri, crediamo di non riuscirci… e ci condanniamo al silenzio di Zaccaria, che è un silenzio muto… un silenzio in cui Dio non può più parlare.
E invece, no!!! Dobbiamo vincere la tentazione della resa e credere che quel “Rallegrati piena di grazia” [piena di Dio], gioisci Maria [che significa amata] sia detto oggi a noi, a me, a te, a tutti noi amati da Dio… amati da lui al punto tale da dare se stesso per la nostra salvezza.
Zaccaria, ha imparato a parlare benedicendo, ha imparato a credere in ciò che sarebbe avvenuto.
Tocca a noi! Oggi siamo noi a dover imparare a credere… credere che la sua presenza ci libera da noi stessi, dai nostri tentativi di controllo; ci libera ridonandoci una lingua capace di benedire Dio per il suo esserci nella nostra vita, nella tua vita.
ATTEGGIAMENTO DA VIVERE:
Se è presente e se la sua presenza libera, allora non possiamo tenerlo per noi. Se veramente il nostro silenzio diventa
volontà di ascolto e non espressione di dubbio, allora non possiamo tacere la sua pienezza nella nostra vita.
Condividere è allora l’atteggiamento di oggi! Condividere la nostra fede; raccontare la nostra fiducia in lui; renderlo presente, nei luoghi che abitiamo normalmente… e lo Spirito è pronto a suggerirvi come.
Noi vi proponiamo di caratterizzare il vostro profilo di facebook, o di un vostro blog o sito con una frase che diventi la vostra professione di fede. E’ troppo? Troppo compromettente? Perchè? Perchè continuare a misurare quando un cristiano dovrebbe semplicemente donarsi?
Evitate fotine o link tipo se credi allora condividi… sanno di poco. Ognuno, invece, scriva la propria professione di fede: il mondo ha bisogno di sentir parlare di lui, per poter ricominciare a credere.
Proposta!!!
Vi proponiamo di condividere una foto, facendola girare su Facebook. Noi la condivideremo dalla nostra pagina Giovani & Vangelo perchè possa girare con uno specifico titolo:
Cristo è la MIA luce… lui il Dio sempre con noi!
Preghiera del giorno:
Emmanuele, Dio sempre-con noi,
quanto è silenziosa la nostra fede,
segnata da paure, timori, sconfitte.
Il tuo nome è presenza, salvezza e dono;
nel tuo nome siamo salvi, Dio Presente.
Emmanuele, Parola fatta carne,
Parola che crea, libera e salva.
Parola che non tace, non conosce l’omertà;
Parola che parla e parlando crea,
Parola che viene a noi e si fa dono.
Emmanuele, Dio che ti fai storia,
insegnaci a non tacere la tua bellezza;
convinci la nostra coscienza, svegliandola,
donale il gusto di una fede condivisa,
insegnaci a rendere realtà ciò che il nostro cuore crede.
Vieni Emmanuele, Dio sempre-con noi,
insegnaci ad abbandonare una fede incolore
per imparare le sfumature della fiducia,
che, per quanto trasparenti,
colorano il mondo. Amen
Disponibile per te anche il primo passo: O Salvatore dei popoli, vieni! – Passi verso il Natale/1
E il terzo passo: La luce vera splende tra le tenebre – Passi verso il Natale/3
Vi aspettiamo!


Tutti però, anche chi per impossibilità o lontanza interiore, non può vivere come comunità la novena del Natale, proviamo, prima di andare avanti verso l’atteggiamento proposto a sostare qualche minuto in ascolto del brano che la liturgia ci suggerisce. E’ il brano del
Dal 20 al 23 aprile, ovvero dal mercoledì santo al sabato santo, le Figlie di San Paolo hanno sperimentato per la seconda volta e in modo ancora più radicale un modo innovativo e interattivo di vivere un campo-scuola; questo nello specifico in preparazione alla Pasqua. Le animatrici sono state
oli.
testimonianze, o per meglio dire i quattro ritratti, desunti sempre dal Vangelo o dagli Atti degli Apostoli riguardavano quattro importanti personaggi: 
Sabato Santo siamo tornati a Trecase ma questa volta abbiamo incontrato i giovanissimi (14-18 anni) con i quali abbiamo fatto gruppo durante una dinamica che ci chiedeva, confrontandoci con le donne che si recano al sepolcro, di scrivere le nostre prospettive, i nostri progetti per il futuro. È stato molto divertente e stimolante entrare in un nuovo gruppo e subito avere coscienza di ciò che rende i suoi componenti uniti, di ciò che li interessa, delle loro aspirazioni e dei loro progetti… in fondo non molto diversi dai miei 😉 ».
pagina
risurrezione. Costoro
della spiegazione “illustrata” è stata proposta una dinamica proprio sui nostri talenti ed è stata questa dinamica che mi ha colpita particolarmente.
Tra una pagina e l’altra di Facebook, qualche ora fa ho letto il titolo di un link, forse un augurio…

Sabato Santo 23 Aprile 2011: La Pasqua, un incontro che ti chiama alla vita!
primo annuncio della resurrezione risuonato nel mondo, saranno loro le prime messaggere della lieta notizia. 


Quella notte… i suoi occhi mi hanno zittito… hanno fatto tacere tutte le mie povere promesse. In quella notte assurda, tutto sembrava senza senso… gli altri lo accusavano e noi, i suoi discepoli, lo avevamo tradito, abbandonato, lasciato solo a soffrire… se noi avessimo testimoniato… se le nostre parole lo avessero difeso… se tutti quei guariti avessero parlato… Quanti se potrei dirvi… ma non serve. Resta solo una verità: 

Chi di noi sceglierà di vivere il Triduo Pasquale, sarà chiamato a non calpestare l’amore con la superficialità, a non usurpare il dono sprecandolo, a non ignorare quel momento immenso in cui ancora una volta 

digitale e non solo di tutto il materiale. In sede come animatrici erano presenti
Un breve versetto del Vangelo mi ha spalancato un universo! Come? Beh, dicendomi una cosa bellissima che ha cambiato e cambia ancora la mia vita. Sicuramente me lo ricorderò sempre! Mi avevano insegnato a catechismo che dobbiamo cercare Dio e che Lui vale più di tutto il resto. Al campo ho scoperto qualcosa che va ben oltre i miei più grandi sogni: che cosa? Qualcosa di grandioso, di oltre ogni misura! 
C’era un mercante che, trovata la Perla più preziosa, dopo averla a lungo cercata e desiderata, vende tutti i suoi averi e la compra…
Carissimi giovani partecipanti…
i meraviglie, per aver posto nel nostro cuore la perla delle perle: Gesù il Signore, che per tutta l’umanità dà la vita; per averci fatto scoprire il volto del Padre che come mercante cerca noi, la sua umanità amata, e per noi dà
Giovedì 30: Il nostro grazie come una perla preziosa