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Settimana Santa con le donne della Bibbia

Maria la madre di Gesù, Maria di Màgdala, Maria madre dielisabetta e maria Giacomo, Veronica… saranno loro, le donne della Bibbia, ad accompagnarci in questa settimana santa!

Perché il Triduo Pasquale sia vita! – L’attesa si fa silenzio – Sabato Santo

attesa

Sabato Santo, tempo di attesa per ogni cristiano, tempo di domande, di dubbi, di paure, di incertezze.Tempo in cui ci si sente persi, in balìa tra ciò che è stato e ciò che ancora non è.

In questo giorno vogliamo dar voce solo alla preghiera perchè l’attesa si trasformi in speranza ma soprattutto in fiducia in Colui che ci ha annunciato la resurrezione!!!

Buon tempo di ATTESA, SPERANZA, FIDUCIA!

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Calendario triduo pasquale:

Perché il Triduo Pasquale sia vita! – Con te sulle vie della croce – Venerdì Santo

Venerdì Santo, cambia scenario. Dal Getsemani al Calvario.Morte di Cristo

La notte è stata lunga ma tu continua a vegliare, non stancarti, non indietreggiare, non scoraggiarti!

Gesù sta trascinando la sua croce, sono i suoi ultimi passi su  un sentiero segnato dalla fatica, dalla derisione, dalle cadute, dalla consapevolezza che tutto si sta compiendo ma non molla! Si rialza, continua ad andare avanti, continua a percorrere quel sentiero perchè tutto possa compiersi!

Resta, non mollare, veglia, non lasciarti assopire dalla stanchezza, dalla tentazione di andar via, di tornare su una strada meno tortuosa! 

E’ giunta l’ora, è buio, è notte… un ultimo grido si eleva al cielo: 

“Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato”.

Non urla, non disperazione, dalla sua bocca, ma la forza travolgente di una fiducia proclamata fino in fondo. Non c’è distanza tra lui e il Padre, ma relazione. Non silenzio, ma relazione… il Padre c’è e Gesù lo invoca. Nell’estremo dolore, Gesù ci mostra il Padre… e ce lo mostra presente.

Nella notte Dio c’è… nel buio Dio c’è… nel silenzio c’è, nella solitudine c’è. È la sola verità che il crocifisso annuncia dall’alto della croce. In ogni notte, in ogni morte umana, in ogni angolo di oscurità e dubbio, in ogni spazio di incredulità e timore, Dio è il Presente.

Resta con Gesù in questa notte e in ogni notte della tua vita, resta, nella convinzione e nella fiducia che Dio resta lungo le vie della croce!

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Vi aspettiamo con il seguente calendario:

Perché il Triduo Pasquale sia vita! – Il tuo amore per noi – Giovedì Santo

Il giovedì santo, il grande giorno in cui la Chiesa e ogni credente riscopre il senso vero dell’essere cristiano, dell’essere amato e scelto, dell’essere chiamato a superare se stesso in nome dell’amore.

Pane spezzato, lavanda dei piedi, sacerdozio, Chiesa, Eucaristia, carità, servizio umile, dono gratuito… tutto in quella notte e in quella cena è accaduto.

Giovedì Santo, il grande giorno in cui Gesù si ritira nel Getsemani per pregare, in cui affida il suo dolore, la sua angoscia, al Padre!

Il papa emerito, Benedetto XVI, in un udienza del 2012, parlando dell’affidamento di Cristo al Padre nell’ora della sua morte, dice:

«La preghiera di Gesù durante la sua agonia nell’ Orto del Getsemani e le sue ultime parole sulla Croce rivelano la profondità della sua preghiera filiale: Gesù porta a compimento il disegno d’amore del Padre e prende su di sé tutte le angosce dell’umanità, tutte le domande e le intercessioni della storia della salvezza. Egli le presenta al Padre che le accoglie e le esaudisce, al di là di ogni speranza, risuscitandolo dai morti […]. 

Gesù, (ha ricordato il Santo Padre), pregava spesso da solo, ma questa volta avviene qualcosa di nuovo […] Al Getsemani egli getsemaniinvita Pietro, Giacomo e Giovanni a stargli più vicino. E pur giungendo da solo nel punto in cui si fermerà a pregare, vuole che almeno tre discepoli rimangano non lontani, in una relazione più stretta con Lui. Si tratta di una richiesta di solidarietà nel momento in cui sente approssimarsi la morte, ma è soprattutto una vicinanza nella preghiera, per esprimere, in qualche modo, la sintonia con Lui, nel momento in cui si appresta a compiere fino in fondo la volontà del Padre ed è un invito ad ogni discepolo a seguirlo nel cammino della Croce. I tre discepoli,  non furono capaci di vegliare con Lui, di condividere la sua preghiera, la sua adesione al Padre e furono sopraffatti dal sonno, per questo occorre domandare al Signore di essere capaci di vegliare con Lui in preghiera, di seguire la volontà di Dio ogni giorno anche se parla di Croce, di vivere un’intimità sempre più grande con il Signore, per portare in questa terra un po’ del cielo di Dio»

Esortati da queste parole, entriamo nel vivo di questo triduo pasquale, preghiamo con e come Gesù nel Getsemani, chiediamo al Signore la capacità, la costanza, la volontà, il coraggio di rimanere vigili! Restiamo accanto a lui e con lui affidiamo a Dio tutte le nostre angosce, i dolori, la nostra vita continuando a chiamarlo Padre e affidandoci alla sua volontà!

La preghiera che segue, ci aiuti a entrare nel vivo di questo giovedì santo, preghiamola durante questa giornata per prepararci alla grande veglia di stasera, proponiamola a chi abbiamo accanto, condividiamola coi nostri amici,  assaporiamola, interiorizziamone ogni parola perchè possa arrivare forte al cuore di Dio.

A tutti buona veglia!!!

Il tuo amore per noi
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Calendario triduo pasquale:

Perché il Triduo Pasquale sia vita! – foto-preghiere per sintonizzarci su Dio

Crocifisso

Carissimi amici,
anche quest’anno, non possiamo non condividere con voi questo speciale tempo di Grazia. 

Il Triduo Pasquale ci raggiunge con tutta la sua forza, radicalità, passione, stupore e paradosso… raggiunge la nostra quotidianità e la interpella. Ci raggiunge senza clamori, portando con sé una proposta di amore e misericordia. Entra nella semplicità e nelle contraddizioni del nostro vissuto chiedendoci di lasciar entrare Dio.

Così, allo stesso modo, abbiamo pensato di affiancare la vostra quotidianità, proponendovi, per ogni giorno del triduo – dal giovedì al sabato – una preghiera che ognuno potrà pregare durante la giornata. Il dono che il Signore compie per noi è grande, è totale, è gratuito e incondizionato. Sta a noi, giorno per giorno, attimo dopo attimo, sintonizzarci su Dio, per ricevere dalle sue mani, l’immenso e immeritato amore con cui lui rende preziosa la nostra vita.

Vi proponiamo intanto l’interiorizzazione della video-preghiera Dato per noi, che permette di accogliere e riflettere sul dono di salvezza che Cristo Signore, ha fatto per amore: è la gratitudine e la certezza che da ogni cuore raggiunge Dio e si fa preghiera. 

VIDEO Preghiera – Dato per noi

Il video può anche essere scaricato sul tuo pc se hai real player. Se non lo avessi puoi fare il download gratuito sul sito http://it.real.com . Il video è rintracciabile anche sul nostro canale di you tube: Cantalavita

In questi giorni di vita, la nostra preghiera sia reciproca e universale. Buon tutto, cari amici!

Vi aspettiamo con il seguente calendario:

Triduo Pasquale a Roma: lasciamo a loro la parola!

Dal 4 al 7 aprile scorso, nel clima prepasquale, si è svolta a Roma, presso la comunità delle Figlie di San Paolo (Paoline) Regina degli Apostoli, una tre giorni, per ragazze dai 19 ai 30 anni, provenienti dal Nord al Sud dell’Italia, sul tema: Quando l’amore fa la differenza. Dalla paura di amare al dono di sé. Sr Silvia [Parenzan ndr], insieme alle novizie Nikki e Veronica con sr Pina [Riccieri ndr] hanno animato le giornate, caratterizzate da intensi momenti di preghiera, di riflessione e di condivisione. L’argomento, impegnativo ed esigente, ha preso il volto e il cuore di un uomo che, nel dono totale e incondizionato di sé per amore di ogni creatura, ha fatto la differenza nella storia umana: Gesù di Nazareth.
Il momento del saluto e del benvenuto iniziale è stato sottolineato con un simpatico e incisivo spot realizzato da Nikki e Veronica [novizie fsp, ndr]. Eccolo per voi:

Alla tre giorni hanno partecipato dieci ragazze: lasciamo a loro la parola!!

Flavia Mazzilli (Corato – Bari)
“Cercate il Signore mentre si fa trovare”, dice la Scrittura. Il Signore è presente ogni giorno, in ogni cosa ci è accanto, ma ci sono momenti di grazia in cui, come anche Lui ha fatto, “ci ritiriamo su un monte” a pregare. E lì il Signore si fa trovare. Parla. Anche un Suo silenzio diviene Parola. Un leitmotiv accompagna il ricordo di questa esperienza, lo canticchio custodendolo nel mio cuore: “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sarò con loro…”. Chissà quante volte ho ascoltato in questi anni questa frase, ma per fortuna non smetto mai di stupirmi della Verità di questa Parola. Porto nel cuore le condivisioni profonde di vissuto, le lacrime, i sorrisi, il “grazie” sincero che Sr Pina rivolgeva ad ognuna dopo una condivisione, il riporre la fiducia tra le mani di persone fino ad allora sconosciute… ma sorelle. Vedere quanto ognuna fosse diversa e unica, ma tutte accomunate dallo stesso desiderio profondo. E Lui era con noi. Questi sono i grandi miracoli. Il Signore è veramente risorto! Ci precede nel cammino e ha promesso: “Io sarò con voi tutti i giorni”. E la Sua Promessa è data per sempre.

Sara Ceciliani (Bologna)
Che giorni che sono stati! Molto belli ma io… ho fatto molta fatica! Parlare di paura e dono mentre ci si sente nella paura, e non nel dono, è un po’ doloroso e più che altro faticoso. Ho pensato molto soprattutto al sapersi accettare e alla pazienza di un cammino che si apre e si svolge piano, non immediatamente… con i miei tempi visti ma visti dal Suo punto di vista! Io ci provo eh!

Margherita collina (Menfi – AG)
* Tutto posso in Colui che mi dà la forza. (Fil. 4,13)* Sono parole forti ed intense con cui il Signore mi ha parlato. Mi ha voluta fortemente presente al Triduo Pasquale, l’ho sentito tanto vicino ed è riuscito ad entrare con forza e prepotenza nel cuore del mio cuore. Lui è nostro Medico e Medicina. Solo Lui! Lo ringrazio perché È un Grande, si prende cura di ciascuno di noi in modo speciale e non ci lascia mai soli, mai! È sempre con noi 24 ore su 24! Grazie, mio Dio, per avermelo ricordato. Grazie per tutte le persone conosciute e per tutto ciò di cui mi hai fatto dono nei giorni trascorsi a Roma. Grazie per aver operato alla grande e continua ad operare con forza e grazia, così che io possa cantare, a voce alta, le tue lodi e la tua infinita grandezza a tutti.

Marta (Ferrara)
Il campo è stato bellissimo… Ho conosciuto persone veramente speciali, a partire dalle novizie, dalle altre ragazze e dall’intera comunità…  Ogni singolo giorno ci sono stati sorrisi, sguardi di comprensione e allegria, ma anche riflessioni profonde, silenzi e titubanze nell’aprirsi, nel raccontare le proprie paure e i propri pensieri… A mio parere è stato un mix eccezionale…  Quattro giorni di sospensione dal tran tran giornaliero, dagli impegni, dalla confusione…  come fermarsi dopo una lunga corsa e fare un respiro profondo, assaporando l’aria e tutti i suoi profumi… e scoprire solo in quel preciso momento di essere circondati da tanti piccoli fiori, che fino ad un attimo prima erano come nascosti dall’affanno e dalle preoccupazioni quotidiane… Credo che sia proprio per questi corti e fragili momenti che valga la pena di correre, di lottare ogni giorno e credere in tutto quello che si fa… che da essi arrivi la forza, la linfa necessaria per affrontare e per guardare con occhi diversi tutte le difficoltà e le cose belle della vita…  Sono tornata a casa con un grande sorriso, con una grande pace e serenità dentro… e Veronica, Nikki, Suor Silvia, Suor Pina vi ringrazio davvero… per aver fatto questo campo e avermi quindi dato la possibilità di guardare le cose da un’altra prospettiva, più spirituale e profonda… per avermi fatto riscoprire la fede, che tante volte do per scontata e nascosta… per ogni singolo gesto e parola… grazie davvero.

Sara Concilio (Montoro Sup. – Avellino)
Credo che non ci siano parole adeguate per descrivere un’esperienza del genere. E’ stata davvero meravigliosa! Quando ho ricevuto l’invito avevo pensato di rifiutare perché sommersa dagli impegni, come sempre, e invece quella frase “Dalla paura di amare al dono di sé” ha come risvegliato qualcosa dentro di me che mi ha convinto a mettermi in gioco. Posso affermare ora, che questo mettermi in gioco è stata una delle decisioni migliori che io abbia mai preso! Certo non è facile riuscire a superare le proprie paure, ma se non sei la sola a pensarla in un determinato modo, questo fa sì che esse non sembrino poi così terribili. Riuscire a capire cos’è l’amore e cosa vuol dire donare se stessi, durante un periodo importante come il Triduo, è stato come toccare con mano l’ “Amore” che Lui prova per noi. Sapere che Dio mi ama nonostante le mie imperfezioni, è stato davvero importante. Un conto è aver sentito da sempre parlare del suo amore per gli uomini, tutt’altro è provarlo sulla propria pelle. L’ho sentito vicino più che mai, soprattutto durante la Veglia, quasi volesse confermare che tutto ciò che sr. Pina ci aveva detto in mattinata era vero! Sono stata benissimo e tra sorrisi, lacrime ed emozioni ho conosciuto delle persone davvero stupende 🙂 che a dire la verità mi mancano molto 🙂 e intanto, come ho già detto a suor Silvia, mi sono già prenotata per il prossimo incontro 🙂

Chiara Langella (Salerno/Ferrara)
“Forse Dio ha un progetto migliore su di me, di quello che io ho per me stessa”; queste parole del film “I passi dell’amore” mi hanno accompagnato per tutto il campo di Pasqua. Il tema mi ha subito coinvolta, spesso mi sono chiesta se fossi l’unica a pensare che paura e dono fossero due aspetti dell’amore e mi sentivo sola perché credevo che nessuno avesse tanti dubbi quanto me sulle scelte di vita. Al campo invece mi sono potuta confrontare con altre ragazze, con storie e vissuti diversi, che ho sentite molto vicine perché eravamo unite dal desiderio di condividere, di crescere e di imparare ad amare. E’ sempre triste terminare un campo così come è difficile trovare, nelle giornate frenetiche e impegnate, tempo per parlare con Dio e condividere ciò che si prova.
Emozionanti sono state la preghiera e la visita alla Chiesa delle Tre Fontane, per la forza della testimonianza di San Paolo che vi è stato martirizzato, e la Via Crucis per la grande quantità di persone accorse al Colosseo per pregare insieme al Santo Padre. Dopo questo campo, fonte di emozioni, motivazioni e certezze, chiedo alle Figlie di San Paolo: cosa ci proponete per l’estate?

Maria Chiara Vitale (Campagna – Salerno)
“Quando l’amore fa la differenza. Dalla paura di amare al dono di sé”. Appena ho letto il titolo del campo, mi sono resa conto di quanto parlasse proprio a me, proprio a noi giovani, che viviamo in questo mondo e in questo momento. Sono andata con tanti punti esclamativi ed interrogativi, e sono ritornata con altrettanti! Ma anche con tanta grazia, e la sicurezza di Dio che mi dice: “Io sono con te!”.

Alice (Ferrara)
Descrivere i 3 giorni passati lì da voi devo dire che non è facile, potrei dire che nonostante non ci conoscessimo mi sembrava quasi di conoscervi tutte, ma proprio anche per il tema trattato che penso siate riuscite a trasmetterci molto bene e, se posso dirlo, a dimostrare nei piccoli gesti di tutti i giorni. Parlando personalmente posso poi dire che la mia vita spesso è una corsa, mille impegni, mille cose x la testa e non si riflette mai su alcune cose che sono proprio alla base della nostra persona e che ci permettono di relazionarci con gli altri. Invece passare lì quei giorni mi è servito molto anche per ricaricarmi di quella energia senza la quale è difficile stare ma che è facile perdere. Lo paragonerei un po’ ad un pit-stop in una gara di Formula 1 senza il quale la macchina dopo un po’ deve fermarsi perché ha finito il carburante.

Gloria Di Bin (Fagagna – Udine)
Ed è quando si è quasi arrivati in fondo a un pozzo che si può scegliere se soffocare nel buio oppure afferrare la mano di Dio, che è sempre pronta a salvarti… ed è quando ci si trova davanti a Lui che si piange di felicità perché Lo si è incontrato… ed improvvisamente si sente un coro di angeli che cantano “Eccomi, eccomi, Signore io vengo… si compia in me la tua volontà”. E il cuore inizia a scaldarsi e a palpitare forte forte, e tutto questo ha un nome: si chiama Amore… E dunque si può dire solo una cosa: Se questo è l’amore, allora sì che fa la differenza!!!!!! E dove c’è l’amore, il sorriso, la pace tutto è bello, e i tre giorni del Triduo Pasquale sono stati così; e anche se non ci conoscevamo all’inizio, condividevamo la stessa passione che si chiama Gesù!! Queste parole dico a Lui: “Tu che abiti la vita mia, fa di me la Tua poesia, la più bella poesia”… se ogni essere umano diventasse una splendida poesia, l’umanità diventerebbe un’opera, la bellissima opera di Dio!!!!! Grazie per i tre giorni in cui ho vissuto queste magnifiche emozioni!!

Paola Concilio (Montoro Sup. – Avellino)
Volevo solo scrivere di quanto sia importante un’esperienza del genere… perché un’esperienza così non è una semplice vacanza dove puoi rifugiarti lontano da tutti quasi come fosse una fuga… vivere un’esperienza del genere serve a porti delle domande, a trovare delle risposte o almeno a provarci… serve a mettere in pausa la tua vita quotidiana, frenetica e stressante e cercare in te quella pace che forse non sapevi nemmeno di avere… serve a ritrovare un po’ te stessa e toglierti di dosso tutte quelle maschere che purtroppo la società ti impone di indossare per andare avanti… e capire come si può rimanere se stessi anche in una società come la nostra… sì, è un po’ questo che mi ha insegnato questa esperienza e forse molto di più… che a parole non riesco a scrivere.

(a cura di Pina Riccieri, fsp)

Il silenzio della Vita – Sabato Santo – Triduo Pasquale – ON LINE

Il Sabato che precede la resurrezione è segnato dal silenzio. Il grande silenzio della fede che trattiene il fiato, il silenzio della Chiesa-sposa che attende il suo Signore; il silenzio di chi resta paralizzato dalla morte; il silenzio della Parola che tace.
Quanto è lungo questo silenzio? Quanto durerà?
Nel tremendo silenzio di Dio tutta la creazione attende e geme… profondi sono i suoi lamenti, raggiungono gli abissi della terra e le altezze cosmiche dell’universo. Nel silenzio una voce grida: Vieni! E’ lo Spirito che grida. E’ la Chiesa che grida!

Vieni Signore dell’universo! Discendi, o Vita del mondo, nelle viscere della terra e spezza le catene, infrangi il chiavistello della morte e spalanca le porte del Regno della vita! – Questo significa entrare nel Sabato Santo… attesa feconda della Resurrezione.

Lui – la Vita vera

Cosa sappiamo di quanto accadde tra la sepoltura e il sepolcro vuoto? Cosa ci dicono le fonti ufficiali?
Senza il bisogno di rivolgerci a storici atei, ma razionali (come spesso molti sottolineano), e senza voler arrampicarci sugli specchi, vogliamo evidenziare quello che ormai tutti “gli esperti credenti” affermano: “Di quello che successe tra la sepoltura e la Resurrezione non sappiamo nulla, non ci sono testimoni oculari”. Inutile allora voler parlare degli angeli che rimossero la pietra, del corpo che volò in cielo… o di qualsiasi altro aneddotto di cui spesso riempiamo questo giorno così speciale. Sappiamo che mai nessuno potrà dimostrarci razionalmente e biologicamente la fine di quel corpo… ed è PER QUESTO, PROPRIO per questo che CREDIAMO

Crediamo che nella morte i discepoli hanno ascoltato il silenzio della Parola: ASCOLTATO il SILENZIO della PAROLA. Sembra un assurdo e di fatto lo è! Non si può ascoltare il silenzio, perchè è muto… così come una Parola, se è Parola non è silenzio… ma voi, venite con me, oltre l’assurdo delle parole… andiamo insieme a scrutare le sconfinate profondità di Dio: perchè in lui, ogni assurdo ha un senso.

La Chiesa orientale ci consegna due immagini:

  1. lo sposo… l’icona è quella del Cristo nel sepolcro: un sepolcro aperto, un Cristo dal ventre pieno, dritto non disteso, la croce alle sue spalle, il corpo con i segni della flagellazione. L’icona ci apre al mistero, incomprensibile agli occhi della ragione che indaga, ma non al cuore che cerca: ci apre e ci spinge a scrutare l’oltre della morte, abitato da Dio. Il Cristo vive e abita il silenzio muto della morte. Vive e dà vita: la Parola parla e crea la nuova creazione. Non un mondo nuovo, non un paradiso ultraterreno, non un’oasi di pace per pochi eletti. La nuova creazione è la storia abitata dai figli di Dio salvati, da coloro che in Cristo non conosceranno più la morte.
  2. la discesa agli inferi. E’ antica questa tradizione. Tanto profonda nelle sue radici, quanto oggi dai più oscurata. La proclamiamo nel credo, ma le sue conseguenze, sembra non tocchino molto la nostra fede.
      Leggiamo da un’antica omelia sul Santo e Grande Sabato:
    «Oggi sulla terra c’è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato ed ha svegliato coloro che da secoli dormivano. […] Egli va a cercare il primo padre, come la pecora smarrita. Egli vuole scendere a visitare quelli che siedono nelle tenebre e nell’ombra di morte. Dio e il Figlio suo vanno a liberare dalle sofferenze Adamo ed Eva, che si trovano in prigione. […] Io sono il tuo Dio, che per te sono diventato tuo figlio. […] Svegliati, tu che dormi! Infatti non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell’inferno. Risorgi dai morti. Io sono la Vita dei morti».


Noi – creazione nuova

“Non sei fatto perchè rimanessi prigioniero della morte, della notte, degli inferi, del peccato! Risorgi dai morti”: questa è la voce della Parola che nel silenzio della morte parla e crea, come una volta, come un tempo, come in principio, prima che ogni cosa fosse! Questa è la voce della Parola che parla e scardina le porte di ogni morte, che entra nei nostri abissi e ci risolleva alla vita. Oggi, nel silenzio di tutta la creazione che attende, lui, il Pastore buono si fa prossimo a chi dorme il sonno delle tenebre, a chi giache nella polvere dell’amarezza, a chi è oscurato dall’ombra della menzogna. Lui il Pastore Buono che solleva chi non cammina e accompagna i passi lenti di chi soffre, oggi, nel cuore di chi attende, nella mente di chi cerca, nel desiderio di chi spera, entra e fa sbocciare la vita.

Noi, creazione nuova dei figli amati da Dio, attendiamo l’alba della Resurrezione, perchè il germoglio della Vita senza fine, che vive silenziosamente in noi, possa esplodere in un solidale canto di gioia.

Oggi…

Attendiamo… gustiamo l’attesa. Oggi non si celebra l’Eucaristia. Oggi si attende… e il silenzio sarà nella notte squarciato dal canto dell’annuncio Pasquale. Nel silenzio però, la Parola parla.
Oggi siamo tutti invitati a far tacere le voci e a investire energie per far parlare la Parola. Il suggerimento è quello di stoppare l’ascolto della radio, della musica, della tv, delle serie televisive, dei reality, di “Amici”… stop a tutto per provare ad ascoltare la Parola che parla: nel Vangelo, tra la gente, per le strade, negli amici… oggi la Parola può raggiungere anche noi. Coltivare il silenzio interiore può darci un’opportunità in più per lasciarci toccare in profondità.

Pregando…

«Maria, donna esperta dell’attesa,
con te tutta la creazione attende,
in questo silenzio profondo, pregno di vita.
Le anfore sono vuote, Maria,
attendono di essere riempite dall’acqua nuova,
che non finirà, che disseterà, che porterà vita nuova.
Le anfore sono vuote e attendono… così i nostri cuori,
divisi tra la fiducia e la paura,
protesi verso un compimento e spaventati dall’incombere del nulla…
così i nostri cuori attendono l’alba del nuovo giorno.

Maria, donna il cui cuore sa ascoltare il silenzio;
Maria, donna che la morte del figlio non distrugge;
Maria, donna profumata di risurrezione,
resta con noi, in quest’attesa vibrante, e rassicura ogni timore,
convinci ogni dubbio, sostieni ogni nostro barcollare
e rialzaci dalla resa.

Con te, Madre di Dio e Madre nostra,
vegliamo in questa notte della storia,
che crede che il suo Creatore si ergerà dalla polvere,
sollevando con sè tutta l’umanità,
ogni popolo e nazione, che sono stati, che sono e che saranno.
Colui, Madre, che il tuo grembo ha generato uomo,
oggi vive nel grembo della storia e del tempo
e tutta la creazione, che da lui, in principio, ha avuto vita,
oggi lo partorisce Signore e Salvatore dell’universo.

Rendici attesa, Maria!
Rendici grembo di Dio,
perchè la Resurrezione accada nella nostra vita
e sia un uscire dalla notte e dall’ombra di ogni morte
per entrare nella vita nuova
che il Cristo, Signore Risorto, inaugura per noi.
Amen.