lavanda dei piedi

Nel cenacolo… – giovedì santo

Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto.  (Gv 13,2-5).   

Una sala dove consumare la cena, in una Gerusalemme addobbata a festa. Gesù è con i suoi, è Pasqua; e quella cena non è una cena qualunque. E’ il ricordo del passaggio… di una notte di salvezza e di liberazione.

Donne

Dicono tutti che noi non c’eravamo. La nostra presenza, più che la nostra assenza, oggi sarebbe un dettaglio troppo scomodo da accettare. Lui, infondo aveva fatto quello che spettava a noi, quello che noi eravamo abituate a fare: lavare i piedi.
Nessuno si sarebbe stupito, nessuno lo avrebbe ricordato se al suo posto ci fosse stata una donna. Ma quella sera lui, incurante della nostra presenza, non aveva tentennato, non voleva il nostro aiuto, non aveva bisogno di chi lo servisse. lavanda-dei-piediSenza grandi gesti, ma deciso, aveva preso un catino e, piegandosi, aveva cominciato a lavare i piedi. Il maestro era piegato, davanti a noi, come l’ultimo degli schiavi, come il più umile tra i servi.

La madre di Gesù

“Lo chiamerai Gesù, sarà grande e chiamato figlio dell’Altissimo”… quanto sono lontane le parole di quell’angelo. Lo vedo piegato, come sotto un grande peso… cosa c’è di grande in tutto questo? Un servo, un umile servo che accarezza ciò che un uomo ha di più impuro e sporco. Era questo ciò che quel corpo di figlio doveva diventare? Questo aveva in mente quando, nella cena, ha offerto se stesso, ha dato il suo corpo, la sua vita, come pane da spezzare e mangiare?
Fatelo! Voi che lo seguite, fate quello che vi dice: “Prendete e mangiate, spezzate e nutritevi del suo corpo, della sua vita, di ogni sua parola, per essere come lui spezzati per amore”. Esistono anche per voi cenacoli in cui entrare, momenti in cui consegnarsi come dono, situazioni in cui piegarsi, amando ogni fragilità.

Sostiamo, pregando oggi, in comunione con le donne che portano la speranza in situazioni di morte, che vivono la vita come dono, che offrono se stesse per generare amore, che con coraggio fanno vivere la vita.

Preghiera

Il nostro corpo, Signore, è fatto per spezzarsi,
per essere attraversato dalla vita,
per vivere e far vivere.
Portaci nel cenacolo della tenerezza,
dove Dio si è chinato davanti all’uomo
e insegnaci la forza rivoluzionaria dell’amore
che gratuitamente riceve e gratuitamente dà.

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