GP2 GenerAzioni – Spalancate!

Alla vigilia del nuovo millennio, vi rinnovo di cuore l’invito pressante a spalancare le porte a Cristo, il quale “a quanti lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio” (Gv 1,12).

Accogliere Cristo significa ricevere dal Padre la consegna a vivere nell’amore per Lui e per i fratelli, sentendosi solidali con tutti, senza discriminazione alcuna; significa credere che nella storia umana, pur segnata dal male e dalla sofferenza, l’ultima parola appartiene alla vita e all’amore, perché Dio è venuto ad abitare in mezzo a noi, affinché noi potessimo abitare in Lui.

[…] Contemplate e riflettete! Iddio ci ha creati per condividere la sua stessa vita; ci chiama ad essere suoi figli, membra vive del Corpo mistico di Cristo, templi luminosi dello Spirito dell’Amore. Ci chiama ad essere “suoi”: vuole che tutti siano santi.
Cari giovani, abbiate la santa ambizione di essere santi, come Egli è santo!
Mi chiederete: ma oggi è possibile essere santi? Se si dovesse contare sulle sole risorse umane, l’impresa apparirebbe giustamente impossibile. Ben conoscete, infatti, i vostri successi e le vostre sconfitte; sapete quali fardelli pesano sull’uomo, quanti pericoli lo minacciano e quali conseguenze provocano i suoi peccati. Talvolta si può essere presi dallo scoraggiamento e giungere a pensare che non è possibile cambiare nulla né nel mondo né in se stessi.

Se arduo è il cammino, tutto però noi possiamo in Colui che è il nostro Redentore.
Non volgetevi perciò ad altri se non a Gesù.
Non cercate altrove ciò che solo Lui può donarvi.
[…] Giovani di ogni continente, non abbiate paura di essere i santi del nuovo millennio! Siate contemplativi e amanti della preghiera; coerenti della vostra fede e generosi nel servizio ai fratelli, membra attive della Chiesa e artefici di pace. Per realizzare questo impegnativo progetto di vita, rimanete nell’ascolto della sua Parola, attingete vigore dai Sacramenti, specialmente dall’Eucaristia e dalla Penitenza.
Il Signore vi vuole apostoli intrepidi del suo Vangelo e costruttori d’una nuova umanità”.

Dal messaggio di Giovanni Paolo II
per la XV Giornata Mondiale della Gioventù:
“Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”

Vie per il Vangelo! Evangelizzazione di strada!


Evangelizzazione di strada! 

I giovani ai giovani!!!

Quello che hai ricevuto

non tenerlo per te

ma donalo ai tuoi coetanei!!!


Per il quarto anno consecutivo ci prepariamo, a Salerno, in occasione della 45a Giornata Mondiale delle comunicazioni, a vivere la veglia ed evangelizzazione di strada.

Sarà per tutti coloro che desiderano condividere con noi questo momento, un’ennesima occasione per spargere semi di Vangelo tra la nostra gente, per rendere il Signore presente nella loro e nostra vita.

Saremo insieme dalle 16.00 alle 24.00 di sabato 28 maggio.
L’evangelizzazione e la veglia, per chi desidera viverla da evangelizzatore, richiedono che si partecipi all’intero programma.
Non sarà possibile subentrare in corsa, nè lasciare a metà. Chi desidera fare questa esperienza, proprio per motivi di formazione e organizzazione, deve farlo in modo completo.

Attendiamo conferme entro e non oltre mercoledì sera.

L’invito all’evangelizzazione è SOLO per i giovani dai 18 ai 35 anni. Passaparola e pass@mail ai tuoi amici, o a chiunque fosse interessato a vivere quest’esperienza.

Per tutti coloro, di qualsiasi età, che vorranno condividere con noi la Veglia Eucaristica, l’appuntamento è invece a Salerno, chiesa Santa Lucia Giudaica – via Roma. Saremo insieme dalle 22.00 alle 24.00, sabato 28 maggio.

Buon tutto e a presto, sr. Ma’

Per info e adesioni: sr. Mariangela, 3408404419 – m.tassielli@paoline.it

Vie per il Vengelo “edizioni precedenti”:

Vie per il Vangelo 2010

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Buona domenica!

«Verrò di nuovo
e vi prenderò con me,
perché dove sono io
siate anche voi.
E del luogo dove io vado
conoscete la via»

Dal Vangelo di Giovanni (Gv 14,1-12)
V DOMENICA DI PASQUA – Anno A


A Tommaso Gesù indica un percorso, un
a strada. Agli inizi della Chiesa i cristiani erano definiti “quelli della via”, coloro che seguono un cammino. Invece, oggi, molti concepiscono la fede come una casa, un rifugio, un bunker, un pacco di verità inamovibili cui credere. Che buffo!
È dinamico, il cristianesimo, è sempre per strada, colui che segue chi non ha dove posare il capo non può illudersi di essere cristiano una volta per sempre!
E Gesù risponde allo spaesato Tommaso, che ha appena saputo, ma non capito fino in fondo, che il Signore ci precede, va altrove, non ci lascia soli, ma ci invita a rimboccarci le maniche. Per restare fiduciosi, dice Gesù, dobbiamo fidarci di lui che è via, verità e vita.
VIA:
Essere cristiani, a volte lo dimentichiamo, significa seguire Gesù, imitare Gesù, fidarsi di lui. Conoscerlo, anzitutto, e lasciarci amare. Frequentare la sua parola nella meditazione, cercarlo nella preghiera personale e comunitaria, riconoscerlo nel volto del fratello povero. Il cristianesimo è una proposta di cambiamento radicale del nostro modo di vedere il mondo e Dio. E lo facciamo ascoltando e seguendo il Maestro.
In un mondo stracolmo di opinionisti e piccoli leader che urlano gli uni contro gli altri, Gesù indica se stesso come percorso, la porta attraverso cui le pecore possono uscire dai tanti recinti (anche religiosi!) in cui ci hanno rinchiusi.
Diventare cristiani significa amare come Gesù ha amato, seguire la via, che non è un insieme di belle nozioni, ma una persona.
VERITA’:
Gesù è la verità. Verità che esiste e che chiede di essere accolta in un mondo che nega la possibilità stessa che esista una verità (eccetto una: quella che non esiste nessuna verità!), o che riduce la verità a livello di opinione, in un malinteso senso di tolleranza, mettendo tutto e tutti sullo stesso piano, come se la libertà significasse che nulla più è autentico. La verità è evidente, si impone, non ha da convincere. Ma solo un cuore onesto, disincantato, ragionevole è in grado di coglierla.
Ciò che il cercatore di Dio è invitato a fare è mettersi in gioco, fino in fondo, non barare, non impigrirsi ma cercare, restare aperto e disponibile alla crescita intellettuale ed interiore. E, se possibile, dedicare qualche energia alla conoscenza: non se ne può più di un cristianesimo approssimativo e solo emotivo!
VITA:
Chi ha scoperto Gesù nel proprio percorso può affermare con assoluta verità che il Signore gli ha donato la vita.
Anche se la propria vita è acciaccata o dolorante, il discepolo sa che è un gigantesco progetto d’amore quello che si sta manifestando nel nostro mondo.

Proprio ieri ho conosciuto una giovane coppia; lei mi raccontava di essere di madre indiana cattolica, proveniente da un’antichissima comunità che si dice evangelizzata dall’apostolo Tommaso. Sì, proprio Tommaso che, evidentemente, ha finalmente capito cosa significa che Gesù è via, verità e vita. E lo ha raccontato.

(PAOLO CURTAZ)


…e per continuare la riflessione puoi scaricare il power-point: Irripetibili

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CATECHISTI PARROCCHIALI – Maggio 2011: Testimoni nell’era digitale

GIORNATA DEL GRAZIE
Ricordando i doni del Signore

di M. Rosaria Attanasio

In questo articolo proponiamo la «Celebrazione di ringraziamento» di fine anno catechistico, si possono invitare tutte le persone impegnate in cammini di fede, i ragazzi con i loro genitori. Ogni gruppo prepara una preghiera di lode e di ringraziamento al Signore e un cartellone in cui esprime, anche visivamente (con immagini, collage, foto…), il grazie al Signore per un momento particolare o per il periodo liturgico vissuto con maggiore intensità e partecipazione.
Il catechista introduce la “Giornata del Grazie“: È bello ritrovarsi tutti insieme, qui, oggi, per fare memoria e lodare il Signore dei doni di grazia che ci ha elargito nel nostro cammino di fede realizzato quest’anno, a livello di gruppi e di comunità parrocchiale. Se ciascuno dovesse narrare l’opera compiuta dal Signore nella sua persona e per suo tramite non basterebbe il tempo… Lasciamo che il nostro cuore esprima, nel coro comunitario, anche il suo grazie «personalissimo». Iniziamo cantando la realtà più significativa e importante per noi: «l’amore che viene da lui» e «la gioia di scoprirsi suoi figli, amati da lui». A questo punto si procede con un canto di festa.
Si prosegue con una preghiera: Padre, Dio di amore e di misericordia, a conclusione di questo anno catechistico, come il lebbroso samaritano guarito che ritorna da Gesù per dire il suo grazie, anche noi ci rivolgiamo a te, riconoscenti per tutto l’amore che ci hai comunicato, per la fede che hai fatto crescere in noi, per la speranza gioiosa che hai infuso nei nostri cuori e per averci resi segno del tuo amore verso gli altri. Il nostro cuore è colmo di gioia ed esultanza per ogni tuo dono e, soprattutto, perché tu stesso ci guardi e ci ami. Rendici sempre attenti al tuo amore, perché lo comunichiamo a tutti. Te lo chiediamo per Gesù, nostro Signore e Maestro e nello Spirito Santo.
La celebrazione del “Grazie” continua con la lettura del Vangelo di Marco (4,26-32).
Dopo la lettura del Vangelo seguita da un momento di silenzio, si propone un esame di coscienza, è il catechista a guidarlo: verifichiamo il nostro percorso di fede, per cogliere se abbiamo sempre ascoltato e attuato la Parola che ci è stata donata e le proposte offerteci. Consideriamo, inoltre, quali orientamenti il Signore ci indica per l’estate, per evitare dispersioni e continuare a vivere in un clima di ascolto e di fedeltà a lui e alla sua Parola, diventando segni del suo amore e «riparo» per gli altri.
Dopo un canto di ringraziamento l’incontro continua con un gesto di condivisione: ogni gruppo si reca davanti all’altare, se si è in chiesa, o in un punto centrale, se si è in altro luogo, per presentare l’esperienza significativa riportata sul cartellone (che si lascia, poi, in un luogo visibile) e proclamare la preghiera. Dopo ogni presentazione si può cantare il ritornello del canto di ringraziamento, si lascia uno spazio di silenzio perché ogni partecipante esprima il suo grazie personale al Signore per quanto gli ha donato.
A questo punto è il catechista a guidare una preghiera di ringraziamento come la seguente:

Padre nostro, grazie perché ci hai
sostenuti e guidati in quest’anno di catechesi;
grazie per i frutti che sono nati, di quelli già evidenti
e di quelli che, ancora nascosti, stanno
maturando nel cuore di ogni persona.
Insegnaci a compiere la tua volontà sempre, per
realizzare il tuo progetto d’amore e sperimentare
la gioia profonda che tu vuoi donarci.
Noi desideriamo cercare ciò che piace a te perché
sulla terra regni la tua pace, la tua giustizia,
il tuo amore. Per questo ci impegniamo a lavorare
intensamente per custodire la creazione e utilizzare
ciò che tu ci hai consegnato, per la tua
gloria e a vantaggio di tutti.
Ti chiediamo di guarirci interiormente;
di liberare il nostro cuore
da ogni risentimento e rancore
e di essere misericordiosi come lo sei tu
con noi, per essere davvero «tuoi figli»,
nel tuo Figlio Gesù, e costruttori di pace. Amen.

Uno dei genitori presenti può ringraziare con questa preghiera:

Dio Padre, Figlio e Spirito Santo,
grazie per la vostra presenza costante
nell’esistenza nostra e dei nostri figli,
e per l’orientamento al bene e alla vita.
Voi, che siete comunità
unita dal flusso costante dell’Amore
e generatrice di Amore, regnate nelle nostre
famiglie, perché l’amore circoli, per stabilire rapporti
di comprensione, perdono, pace solidarietà,
condivisione e aiuto reciproco.
La prossima estate ci consenta di valorizzare
ogni possibilità di incontro, per crescere insieme
e sperimentare il vostro amore. Amen.

E infine tocca ad un ragazzo proclamare una preghiera di ringraziamento:

Signore, grazie perché tu cammini accanto a me e mi guidi. Sei con me in ogni momento, ti siedi vicino a scuola, giochi con me a casa, in palestra…
Donami di saperti riconoscere nelle persone che mi stanno accanto.
Fa’ che ti lasci entrare nella mia vita ogni giorno e la domenica, vivendo la
gioia della comunione forte con te, per comunicarti a tutte le persone che incontro. Amen.

Si conclude l’incontro con la benedizione e un canto finale.

Questi e molti altri suggerimenti anche per l’estate per la catechesi dei ragazzi nel numero di Maggio di Catechisti Parrocchiali

Per vedere il sommario di Catechisti Parrocchiali di Maggio 2011 clicca qui

Per info e abbonamenti:


GP2 GenerAzioni

GP2 perchè vogliamo dare voce a Giovanni Paolo II

GenerAzioni perché la sua Parola, ancora viva nella storia, continua ad animare, stimolare, rafforzare nella fede, intere generazioni di credenti in Cristo Gesù. Il suo pensiero, i suoi input, le sue provocazioni continuano a Generare Azioni concrete in tutti coloro che prendono sul serio i suoi messaggi, rendendoli vita.

Non vogliamo che di Giovanni Paolo II resti solo il ricordo commosso. Non ci basta andare a Roma e onorare la sua tomba. Desideriamo che continui a risuonare, forte, la sua parola nella nostra  vita, nelle nostre scelte cristiane, nel nostro vivere da figli di Dio amati, in una Chiesa universale, apostolica, mandata ad annunciare e rendere testimonianza delle meraviglie operate da Dio.

Cantalavita, in questo 18 maggio, ha scelto di ricordare la sua nascita lanciando on line il nuovo blog-post GP2 GenerAzioni. Sarà on line tutte le domeniche, immettendo nell’infinita rete le parole, cariche dell’Infinito di Dio, del Papa che tutti abbiamo amato.


Vi attendiamo augurandoci reciprocamente che GP2 generi in noi azioni di vita. A presto!

 

 

100.000 grazie e ancora non basta ;-)

Ci siamo!!! Siamo ormai oltre i 100.000 visitatori di cantalavita.

 Numeretti se messi a confronto con i famosi network mondiali, ma per noi è una tappa significativa, perchè noi e voi sappiamo di abitare e condividere spazi di vita, personale, comunitaria, ecclesiale, che per tutti e per ciascuno si fanno canto, preghiera, lode, condivisione, provocazione, input per crescere nella vita di fede e nella santità.

100.000 grazie allora perchè dietro questi numeri ci sono le vostre e le nostre storie, ci sono sentieri di speranza che abbiamo trasformato in annuncio.

100.000 grazie per il tempo trascorso, investito e speso per rendere queste righe vive, per farle uscire dall’infinito anonimo della rete, facendole entrare nel vostro cuore.

100.000 grazie per chi, giorno dopo giorno, con costanza e passione apostolica ha fatto sì che questo semplice spazio divenisse autostrada di un Vangelo che interroga la vita, che spinge a uscire da sè, che chiede risposte autentiche e sempre più convinte e motivate e allora 100.000 grazie speciali alla giovane redazione, fatta di giovani appunto, che investono tempo ed energie per trasformare la loro vita di fede in comunicazione della loro personale esperienza di Dio.

100.000 grazie a tutti voi che arrivate casualmente nelle nostre pagine, che sbirciate decidete di andare oltre.

100.000 grazie a tutti voi, di cui non conosciamo nomi, volti, interessi, desideri, storie, speranze, delusioni.

Grazie… che non può che diventare preghiera!

Sabato 28 maggio dalle ore 23.00 alle ore 24.00,
nella Chiesa di santa Lucia a Salerno,
(situata di fronte allo 089 – via Roma/Lungo mare)…

…si ritroverà tutta la redazione di Cantalavita, la comunità delle suore Paoline, i Gep (Giovani Evangelizzatori Paolini), gli amici della Famiglia Paolina e tutti coloro che lo desiderano per PREGARE e CHIEDERE GRAZIE  al Signore per tutti voi cari amici e per tutti coloro che vivono il mondo della rete e della comunicazione.

Chi tra voi, si trovasse in zona e volesse condividere con noi questo momento è atteso con grande gioia!

Il nostro GRAZIE potrà così caricarsi di quella forza e Grazia di Dio che tutti ci raggiunge, ci sfiora, ci trasforma, ci ama.

Buon tutto e buon cammino nella luce di Dio!

suor Mariangela

Buona domenica!

Cammina davanti ad esse,
e le pecore lo seguono
perchè conoscono la sua voce

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 10,1-10)
IV DOMENICA DI PASQUA -Anno A-

La parola a…
Paolo Curtaz

È risorto, il Maestro.

Lo hanno visto, incontrato, abbracciato. Hanno pianto e riso i discepoli, stupiti, perplessi, scossi.
Ci vuole del tempo per credere, lo sanno, lo sappiamo.
Pietro e Giovanni che corrono al sepolcro, Maria di Magdala che non si stacca dal suo dolore, Tommaso e la sua straziante sofferenza, i discepoli di Emmaus e la loro speranza delusa…
Convertirsi al risorto non è un affare di pochi minuti, non è un percorso per uomini deboli, ma per uomini e donne forti e tenaci.

Li raggiunge, il Maestro, là dove sono, nella condizione in cui sono.
Li raggiunge e li aiuta a superare ogni paura, ogni sofferenza.
Li raggiunge perché li ama, perché vuole per loro salvezza piena, perché li aiuta nello scoprire Dio e nello scoprirsi credenti.
Lo fa perché la loro vita è preziosa al suo sguardo.
Lo fa perché sa dove portarli, dove portarci.
A chi sto veramente a cuore?
Per chi sono veramente prezioso? 
Ecco la novità sconcertante.
L’inattesa rivelazione: a Dio sto a cuore.

…e per riflettere puoi scaricare: Scoprire e seguire la verità

«Buona domenica!» è anche una newsletter che puoi ricevere, ogni settimana, direttamente nella tua casella di posta elettronica…
Vangelo, riflessioni, novità in libreria, notizie dalle missioni, iniziative… 

Scrivi a buonadomenica_fsp@yahoo.it e la riceverai…

48a Giornata Mondiale di Preghiera per le vocazioni

Carissimi amici,
mettiamo a vostra disposizione il materiale preparato e usato nella diocesi di Salerno-Campagna-Acerno per l’animazione della veglia diocesana. La veglia e i due video potrebbero essere usati anche in momenti di preghiera parrocchiali per stimolare la preghiera e la riflessione sulla dimensione vocazionale della vita cristiana.

I simboli usati, in stretta relazione a quanto indicato anche dal CNV sono il grano, il fuoco, l’acqua e le  varie vocazioni nella Chiesa. Momenti centrali della preghiera sono l’ingresso della Parola e la benedizione e distribuzione del pane.

Il Cristo, Parola vivente, che per noi si è fatto pane spezzato, chiede a ognuno di noi di diventare pane perchè, attraverso ogni Sì, il Padre possa distribuire al mondo amore e il suo Regno possa costruirsi in questo nostro mondo.

Scarica la traccia della veglia: Veglia vocazionale 2011

Guarda i video:

Quanti pani avete? Andate a vedere – Il video è uno strumento creato per introdurre al clima della Veglia della 48a Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni. Il grano, il fuoco, l’acqua… sono simboli vivi che diventano provocazione per tutti coloro che sono chiamati a vivere e scoprire quel progetto d’amore al quale Dio Padre chiama tutti noi.

Beati se – A partire dalla canzone “Beati se” di Cristina Damonte, un video che può essere usato come riflessione – provocazione in incontri vocazionali e per riflettere sul reale senso della risposta da dare a Dio, rispetto a un mondo che chiama e a un Vangelo che manda.

 

Tra note e realtà – Domenica e lunedì

No, non perdetelo il tempo ragazzi;
non è poi tanto quanto si crede.
Date anche molto a chi ve lo chiede…
Se ne va… è la vita che se ne va…
Se ne va… non sprecatela
in sogni da poco
.

Vanno le nuvole coi giorni di ieri
Guardale bene e saprai chi eri;
è così fragile la giovinezza non consumatela nella tristezza.
Dopo domenica è lunedì.

(Branduardi – Domenica e lunedì)

Cos’è il tempo? Ci hai mai pensato?
Una volta un saggio mi disse:E’ la moneta più preziosa per acquistare l’eternità! Lascia che il tuo tempo sia abitato da scelte coraggiose e l’universo danzerà con te. Apri ogni giorno gli occhi al nuovo sole e grida il tuo sì, deciso, alla vita. Tutta la creazione fiorirà con te… ogni bambino nascerà con te… ogni uomo spererà con te…
Di chi sono i tuoi giorni e il tuo tempo? Sei proprio sicuro che ti appartenga?
Esci fuori.
Se cammini tra la gente e, ritornando a casa, non ricordi neppure un volto o uno sguardo, forse la tua vita appartiene ai tuoi problemi, alle delusioni… a qualche rimpianto. Occhi bassi e Ipod acceso… eppure il tempo è l’immenso: incontri, mani tese, posti ceduti, vite incrociate.
L’alternativa? Essere UNO alternativo!
Uno che rischia pesante; che non sa farsi i fatti propri; che crede che il battito d’ali di una farfalla possa muovere potenti uragani.
E se ti sentissi veramente una piccola farfalla davanti all’universo… non fermarti.
Oggi, c’è un uragano, da qualche parte nel mondo, che per muoversi ha bisogno delle tue ali!

E di domani… nessuno lo sa! O forse sì?

                                                                                                                                                                                  di Suor Mariangela fsp

Guarda il video

RAGAZZI & DINTORNI – Maggio 2011 – Cresima

NELLA TERRA DELLO SPIRITO

di Cecilia Salizzoni

Per l’ultima tappa di questo viaggio che vede l’approdo a un nuovo continente, su cui è possibile dimorare grazie al sigillo dello Spirito Santo, propongo un film di animazione canadese che traspone in immagini il racconto dell’italo-provenzale Jean Giono, L’uomo che piantava gli alberi. La storia è quella dell’incontro del giovane Giono con Elzéard Bouffier, un contadino provenzale ritiratosi a fare il pastore in solitudine in una zona arida delle Alpi Provenzali, dopo la perdita della moglie e del figlio.
È il 1913 e il giovane, che si è avventurato nel territorio disabitato e inospitale, rischia di morire di sete per il prosciugamento delle fonti di acqua e la mancanza di abitanti. Lo salva Bouffier che lo ospita nella sua casa.

Il giorno dopo scoprirà che il pastore sta piantando sistematicamente nel terreno dove porta a pascolare il gregge, le ghiande, per farne nascere querce; e ha in animo di piantare faggi e betulle negli avvallamenti che lasciano intuire una qualche presenza sotterranea di acqua. Senza preoccuparsi di chi sia il proprietario del terreno e, soprattutto, senza preoccuparsi di quello che gli uomini fanno a livello sociale e politico: cioè le guerre. Il primo conflitto mondiale, a cui è chiamato anche Giono, scoppia l’anno successivo; il secondo, venticinque anni più tardi.
Mentre le nazioni non sanno fare di meglio che distruggersi in un modo che non si era ancora visto, il contadino-pastore che non ama parlare, fa crescere una foresta che le autorità scambiano per «naturale», e questa foresta trasforma l’ambiente: riporta l’acqua, gli animali, riumanizza gli esseri umani che vi abitavano ancora e ne chiama di nuovi.
Quando Giono vi ritorna nel 1945, fatica a riconoscere i luoghi. Al posto delle rovine e delle ortiche, ci sono case con orti e giardini, e famiglie con bambini. Accanto a una fontana dove l’acqua scorre abbondante, un tiglio forse di quattro anni, già rigoglioso, è «il simbolo incontestabile di una risurrezione». Elzéard Bouffier muore serenamente due anni dopo, a 89 anni.
«Quando penso che è bastato un uomo solo, con il solo aiuto delle sue risorse fisiche e morali, a trasformare un deserto in terra promessa, scopro che malgrado tutto la condizione umana è straordinaria. E se tento il calcolo di quanto in costanza, grandezza d’animo e generosità accanita, è costato raggiungere tanto risultato, provo un rispetto immenso per questo vecchio contadino, senza istruzione, capace di realizzare un’opera degna di Dio».
I ragazzi, dunque, devono essere preparati a cogliere la ricchezza dei modi espressivi di cui si avvale il racconto e devono essere guidati a cogliere il senso del discorso da questi elementi:
• il colore in primo luogo;
• l’utilizzo delle metafore che dilatano il significato della parola con il contrappunto tra senso letterale e senso figurato (come ad esempio nel caso della fontana e del tiglio, verso la fine del film, dove il simbolo della risurrezione è integrato dall’immagine gioiosa di una mamma con il suo bambino);
• il procedere per contrasto tra l’opera creatrice di Bouffier e quella distruttrice delle guerre, come quando, al deflagrare sonoro delle bombe di Verdun, corrisponde l’esplosione vitale delle betulle piantate dal vecchio contadino;
• il sonoro;
• il movimento che caratterizza l’immagine;
• l’iconografia biblica che l’animatore dovrà evidenziare: l’analogia tra questo «atleta di Dio» e il primo uomo a cui Dio ha affidato la cura della creazione; la differenza tra i due modelli di «Adamo».
• Infine il catechista dovrà invitare i ragazzi a cogliere il nesso tra questa storia e la loro esperienza personale di ragazzi che, forse, stanno per ricevere la cresima. Ognuno condivide ciò che di significativo ha rilevato e che ritiene di attuare con la forza dello Spirito.

Questo e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Maggio dell’inserto Ragazzi & Dintorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

Per vedere il sommario di Ragazzi & Dintorni clicca qui

Per info e abbonamenti:


vita… solo chi ne scopre il senso può cantarne la bellezza