Parole che fanno vivere– Buona domenica! – IV domenica del Tempo Ordinario – anno B

«Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta» dalla Liturgia

Quanto vorremmo sentire anche oggi: parole potenti, tanto da scuotere il male, parole vere che vibrano nel cuore, parole che ti fanno sentire bene, ti danno vita, speranza, voglia di futuro.

Siamo avvolti dalle parole: pronunciate, scritte, cantate, inviate, fotografate, musicate. Spesso siamo vittime innocenti di parole che uccidono in nome della libertà ma, ancora più spesso, siamo i carnefici.    Continua a leggere Parole che fanno vivere– Buona domenica! – IV domenica del Tempo Ordinario – anno B

PERDERSI E RITROVARSI – CATECHISTI PARROCCHIALI – Febbraio 2015

Smarrirsi: un’esperienza che ci riguarda

Cat Parr Febbraio 2015A chi di noi non è capitato mai di perdersi, magari in un dedalo di viuzze di un centro storico, particolarmente antico e privo di indicazioni? A chi, camminando in montagna, non è capitato di sbagliare il viottolo sulla strada del ritorno?

DALLA PAROLA ALLA VITAPerdersi

Ciò che ci succede sul piano delle esperienze fisiche, di sovente tocca anche la nostra vita morale e spirituale.

  • Per disattenzione, pigrizia, cattiva volontà, per desiderio di avventurarci in realtà che ci attraggono e, insieme, ci Spaventano, possiamo ritrovarci in situazioni difficili e sentirci «perduti», senza aiuto e senza via di scampo.   DSC_0618
  • Alla pecorella della parabola capita qualcosa di simile: si allontana dalle strade sicure, si ritrova in mezzo alle difficoltà, non sa più come tornare all’ovile.
  • La perdita della sicurezza esistenziale è la conseguenza del perdersi, del ritrovarsi in alto mare, in balia di tutto e di tutti.
  • Il peccato, inteso non solo come un singolo atto, ma come un insieme di comportamenti, di atteggiamenti è, in un certo senso, un dis-orientamento. Nel salmo Miserere (Sal 50 [51]), la prima strofa parla del peccato con tre termini: ribellione (pesha), disarmonia (‘awon), smarrimento (hatta).
  • Il peccato è il venir meno a una relazione di fiducia e di amore; non è semplicemente trasgressione di legge o norma.
  • Il peccato è «disarmonia», ossia una condizione di allontanamento dal senso più autentico di se stessi. In ebraico il vocabolo ‘awon indica l’azione di mancare il bersaglio o di uscire fuori strada.
  • Il peccato è, infine, «smarrimento/fallimento».

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Testimoni ieri e oggi_Giastin, Rosaria e Cosimo Gravina: quando amare non è consapevolezza…

Ingannevole come l’amore…
quando amare non è consapevolezza…

di Maria Grazia Meloni 

Rosaria, Giastin e Cosimo hanno saputo riconoscere l’Amore, e lo hanno vissuto pienamente. Hanno amato davvero! Nella fierezza della loro bellezza!

Ma chi sono?

Rosaria, Giastin e Cosimo sono tre fratelli della provincia di Foggia. cosimoRagazzi speciali! Che hanno vissuto una vita semplice, normale. Seppure con le difficoltà di una malattia complessa. Tutti e tre erano affetti da amiotrofia spinale, o atrofia muscolare spinale (SMA) che appartiene a un gruppo di patologie dovute alla degenerazione delle cellule cosiddette “corna anteriori del midollo spinale”, cellule deputate all’innervazione motoria della muscolatura scheletrica. Inoltre, erano affetti da un grosso deficit immunitario, per cui erano costretti a vivere in casa per molti mesi, per evitare di essere attaccati da qualunque piccolo virus. E paradossalmente, sono proprio i lunghi periodi chiusi in casa a donare loro la gioia di vivere. Infatti, attraverso l’armonia del tempo che passa e dello scorrere delle sue stagioni, i ragazzi si sono sempre lasciati guidare nel cammino delle loro giornate dai colori che scorgevano dalla finestra. Giastin, la pittrice poetessa dei tre, parla in prosa delle emozioni date dai colori visti da fuori, gli stessi che descrivevano con fiera limpidezza anche i suoi bellissimi quadri.

Nei sogni di questi ragazzi, nati come abbiamo detto da dietro la finestra, Giastin e i suoi fratelli hanno osservato e raccontato la rosariavita attraverso gli occhi della Fede, affidandosi a Dio in tutto. Nella gioia! Rosaria, Cosimo e Giastin l’hanno espressa con la stessa passione e allegria con cui quest’ultima manifestava il suo desiderio di danzare e toccare la neve, cosa molto difficile, e nel sogno di diventare una pittrice “non dico famosa, ma almeno conosciuta”. Ecco questa è Giastin, una ragazza piena di ironia, capace di disarmare chiunque le si avvicini con l’orgoglio di chi si crede migliore.

“Giastin adorava sognare, per lei il  sogno era la vita, era innamorata della vita nonostante quest’ultima non le avesse reso le cose tanto facili. Lei però non ha mai fatto della sua malattia un limite perché con la sua mente e la sua spiccata fantasia riusciva a realizzare, anche se non fisicamente, ogni piccolo desiderio che le passava per la testa. Ad esempio a Giastin sarebbe tanto piaciuto danzare ma le gambe non la reggevano in piedi, non erano le gambe di una ballerina. A lei non importava però perché diceva ‘a volte vorremmo essere migliori per gli altri, ma basta procurarsi un paio di ali e siamo perfetti per Dio, questa è l’unica cosa che conta’. Ecco come Giastin rendeva realizzabile anche l’impossibile. Il giorno del suo volo è salita dal suo Dio con un paio di scarpette da ballerina e così ha continuato il suo sogno anche dinanzi al suo grande Amore”.

giastinGiastin e prima di lei Rosaria e poi anche Cosimo sono volati tutti via… Hanno raggiunto l’Amore tanto desiderato. Lasciando a noi un esempio e una bellezza straordinaria. Per la loro mamma e il loro papà, due persone eccezionali nella loro normalità, sono stati come un triplice atto di donazione d’amore a Dio. E seppure con dolore li hanno lasciati andare via, li hanno condotti  in pace verso la pienezza della vita.

“Beati i poveri  in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati a causa della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo,
diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande
è la vostra ricompensa nei cieli”.
(Matteo 5, 3-12)

Clikka “mi piace” sulla pagina facebook dedicata ai tre fratelli Gravina >>> Rosaria, Giastin e Cosimo Gravina

Da leggere in ricordo della bellezza espressa da Giastin!librog

 —> “… e continua a volare…”, Giastin Gravina, Claudio Grenzi Editore, Foggia  2003 (http://giastin.altervista.org/poesie.html)

Per conoscere meglio Giastin e i suoi fratelli vi suggeriamo di guardare i loro video!!!

ALTRI TESTIMONI DI FEDE SULLA PAGINA —> TESTIMONI IERI E OGGI

 

RAGAZZI & DINTORNI – Gennaio 2015 – Felice chi cerca la giustizia

FA’ SENTIRE LA TUA VOCE, WADJDADossier Gennaio-23 La ragazzina e la bicicletta

di Cecilia Salizzoni

C’è un’ingiustizia nel mondo, che va al di là di singoli atti e soprusi. C’è una negazione dei diritti della persona, contro la quale sembra persino impossibile appellarsi, perché la società la ratifica e la pone a fondamento del proprio sistema di vita. La discriminazione tra uomo e donna è, forse, la forma più radicale di questa ingiustizia, perché a sancirla sembra essere la religione, e questa la presenta come sacrosanta, voluta da Dio. Nel corso della storia lo si è riscontrato in tutte e tre le religioni monoteiste. Lungo i secoli poi, specie negli ultimi due, si sono visti i segni di un cammino di liberazione che è tuttora in atto, segni diversi per ordine di grandezza a seconda del con testo religioso e culturale di appartenenza.    Continua a leggere RAGAZZI & DINTORNI – Gennaio 2015 – Felice chi cerca la giustizia

Pronti a lasciare tutto – Buona domenica! – III domenica del Tempo Ordinario – anno B

«Subito lasciarono le reti e lo seguirono» (Mc 1,18)

«Venite dietro me!». Quante volte Gesù lo ha detto ai suoi discepoli: «Seguitemi, fate come ho fatto io». Parole che risuonano oggi, e scuotono, perché vibrano, cariche di quella straordinaria forza che la normalità custodisce.

Quell’invito entra nella quotidianità di Andrea e Pietro, di Giacomo e Giovanni e non lascia nulla intatto. Entra, risuona e stravolge. Entra, interpella e rende nuovi.fermarsi

«Vieni, seguimi, oggi, subito; senza calcolare rischi e opportunità» , perché la vera opportunità sono quelle parole e il loro realizzarsi in un breve e veloce sì.

: tanto costa il segreto della felicità, tanto è rapida e coincisa la voce della libertà. , detto a una proposta che ci sorprende. , detto alla fiducia di chi crede in noi. , detto a colui che sa andare oltre i nostri limiti, scommettendo sulle infinite, e spesso anestetizzate, potenzialità.    Continua a leggere Pronti a lasciare tutto – Buona domenica! – III domenica del Tempo Ordinario – anno B

Liberi di vedere Dio – Buona domenica! – II domenica del Tempo Ordinario – anno B

«Rabbì, dove dimori?»
«Venite e vedrete»(Gv 1,38-39)

Giovanni, l’uomo della libertà vera: capace di attendere, di riconoscere, di indicare Dio presente nella storia. È l’uomo dallo sguardo puro e dal cuore aperto; l’uomo sciolto da qualsiasi forma di catena e di passato che sa scrutare i segni e con gratuità indicare il meglio, il di più, il Cristo.

Cosa avrai provato in quel momento, Giovanni? Cosa ha attraversato il tuo cuore vedendo i tuoi discepoli allontanarsi da te per andare verso il rabbi di Nazaret?Venite e vedrete IITO_particolare

«Sentendolo parlare così, seguirono Gesù», questo sottolinea l’evangelista Giovanni e non può essere innocua la forza di queste parole.

Le parole del Battista riuscivano a far incontrare Dio, sapevano tirarlo fuori dal silenzio dell’incomprensione, riuscivano a far risplendere la sua luce, in modo così forte e deciso da muovere verso di lui il cuore e la vita di tutti. Queste parole dobbiamo desiderare, noi che diciamo di credere in Dio; questa forza dobbiamo lasciar esplodere, noi che diciamo di essere suoi discepoli.

Gratuità, libertà, trasparenza nel cuore: questo dobbiamo desiderare per riuscire a riconoscere Dio in azione e poterlo indicare come via da seguire, vita da desiderare, compassione da vivere. «Ecco, l’agnello di Dio, ecco Dio, colui che, seppur silenziato da una storia assordante, ti chiama, oggi, per andare verso la vita».

UNA PREGHIERA PER INTERIORIZZARE

Signore Gesù,
cammini lungo le nostre strade,
sei con noi nelle mille storie
che viviamo o subiamo.
Ma spesso il nostro sguardo
è torbido, offuscato dalla vita,
e il cuore chiuso e bloccato
dalle delusioni e sofferenze.
Liberaci, Dio della vita,
chiamaci e spingici oltre,
fuori da noi stessi,
per riconoscere te, Dio amore,
libertà liberante,
che ci consegna alla vita.
Amen

cellulare

UN SMS DA INOLTRARE ai più giovani o ad amici (attraverso WhatsApp, SMS o sulle bacheche dei social):

Sguardo puro, mani sciolte dalle mille catene, cuore libero di andare in profondità: questa è la libertà che ti permette di guardare Dio negli occhi. Così puoi!

DAL VANGELO della domenica [Gv 1,35-42]

In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.
Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

La PREGHIERA in un formato da scaricare e condividere sui social

riconoscere Dio

Suor Mariangela Tassielli, fsp

Come te, tra la gente – Buona domenica! – Battesimo del Signore – anno B

Tu sei l’amato! (Mc 1,11)

battesimo

Quanto è scomodo il tuo Battesimo, Signore! Un salvatore trattato da peccatore, un liberatore da prigioniero.
L’evangelista è chiaro: sei andato da Giovanni, come tutti gli abitanti della regione. Loro però ci andavano per cambiare, per rimettere Dio al centro, per convertirsi dal loro stile di vita. Ma tu?     Continua a leggere Come te, tra la gente – Buona domenica! – Battesimo del Signore – anno B