«Questo è il mio corpo… questo è il mio sangue». Dal Vangelo di Marco (Mc 14,12-16.22-26)
Da dove viene la vita? Come la si può nutrire? Quali sono le strategie vincenti per vincere la fame nel mondo? Penserete… “Cosa c’entrano queste domande con la pagina di Vangelo?” Non credo che ci sia un nesso logico; posso semplicemente ammettere che ce n’è uno interiore, anzi di più, morale. Non riesco a non lasciar risuonare queste domande e i volti, le storie, le sofferenze di cui sono cariche, quando leggo: «Mentre mangiavano, Gesù prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e lo diede loro». Continua a leggere Un pane fatto dono – Buona domenica! – Solennità del SS. Corpo e sangue di Cristo – anno B
Certo, anche io mi chiedo perché… E diciamocelo: sarebbe più facile credere, se Gesù, venendo in questa umanità, avesse fornito prove certe e indiscutibili. Sarebbe più facile credere che Dio ha un cuore tanto immenso da non lasciare fuori nessuno; che Gesù ha realizzato radicalmente la passione-amore di Dio per l’uomo da diventare carne toccabile di quel amore; che lo Spirito, come braccia di tenerezza, tutti raggiunge, sfiora, avvolge e incorpora in quel amore. Eppure tutto questo è dimostrabile.

San Paolo
Ma questa fede non sembra corrispondere allo stile di Gesù di Nazaret. I discepoli ci proveranno in vita e tenteranno di vivere così anche dopo la morte e risurrezione del maestro. Ma lui, così come faceva in vita, anche da risorto entra negli spazi chiusi e protetti dell’incredulità e spinge tutti fuori. Alla fede non si risponde crogiolandosi nel dubbio, bloccati dalle poche certezze, attenti a non perdere ciò che si è faticosamente conquistato. Le sue parole, dette agli apostoli nel cenacolo, sono chiare e decise: andate, fuori, oltre, per le strade, nel mondo.
barriere, mettiamo distanze, fissiamo territori di protezione della nostra personale libertà… come se lui altro non volesse che ridurci in schiavitù, offuscando la mente e addormentando la coscienza. Eppure il Vangelo splende, con tutta la sua brillantezza, e colpisce questi luoghi comuni fino a costringerci ad aprire gli occhi (del cuore) per ascoltare.
Rimanere…
dopo tappa nel percorrere un tour della felicità!
Stupisce sempre ascoltare il racconto delle tue apparizioni ai discepoli, la semplicità di quell’evento straordinario, la normalità dei tuoi gesti e la concretezza della tua presenza: spezzare il pane, sederti con loro, parlare, lasciarti toccare, accompagnare i discepoli nel cuore della Parola di Dio, della Legge di Mosè e dei profeti.