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Tra note e realtà – Com’è straordinaria la vita

Com’è straordinaria la vita,
com’è, coi suoi segreti, i sorrisi, gli inganni.
Com’è straordinaria la vita,
che un giorno ti senti come in un sogno
e poi ti ritrovi all’inferno.
Com’è straordinaria la vita,
che non si ferma mai, sì, non si ferma mai.
E ti viene da vivere e… ti viene da piangere e…
ti viene da crederci ancora
provare a lottare e dare il meglio di te,
che qui non è facile, ti senti fragile,
qui, dove tutto quello che conta è quello che senti…
e sentire com’è…
Com’è straordinaria la vita,
com’è, che ti fa credere, amare, gridare…
(Dolcenera, Com’è straordinaria la vita)

«Fra nuvole e favole la vita può essere un sogno, fatto di momenti belli che ti fanno crescere, e sono quelli da ricordare, perché nei momenti difficili ti danno speranza! La vita è immensa ma va vissuta personalmente, scoprendo il valore dei suoi lati più belli»
«La vita può essere un sogno o un inferno… sta a noi viverla!», «E’ un dono che non puoi rifiutare e allora vivilo! Raggiungi i tuoi obiettivi… questo è straordinario!… A volte è triste… ma anche la tristezza può insegnare!»
Sulle parole di Dolcenera e della sua forte e intensa canzone, mi piace costruire una sorta di armonizzazione proprio attraverso l’esperienza condivisa, di un gruppo di ragazzi e ragazze di 14 – 15 anni che ho incontrato qualche tempo fa. Mi è sembrato interessante che l’esperienza di Chiara, Luca, Riccardo, Noemi, Laura e di altri loro coetanei potesse emergere quale eco concreto e reale della loro vita fatta di sogni e speranze, dei loro sguardi carichi di futuro, della loro vivacità pregna del desiderio di generare vita nuova… questo è veramente straordinario.
Giovani alle prese con la vita, coscienti dei sogni e dei tanti possibili “inferni” eppure capaci di speranza, di sguardi positivi, di concretezze disarmanti.
Fa bene al cuore sentirli vibrare per sogni che guardano oltre, che non si accontentano di mediocrità e che sognano decisamente l’oltre, il di più, il meglio, l’altro; che si lasciano toccare da Dio!
Fa bene! Soprattutto perché Daniele, Mirko, Giulia, Danilo e gli altri, non sono solo piccole eccezioni, ma sono parte di un’umanità che con noi è il presente e, con noi, sarà il futuro.
Dolcenera diventa quasi la cartina tornasole di quello che vivono e pensano: una vita in cui credere, sperare e a volte anche soffrire… ma pur sempre: crederci!
Credere sì! Ma non solo sentire… non è questa l’unica cosa che conta! Non sono le sensazioni che fanno la differenza! Della vita, non puoi sempre stare a sentire quanto sia straordinaria… a volte devi fare in modo che lo diventi.
Le scelte, non sempre così facili e scontate… queste rendono la vita veramente straordinaria!

di suor Mariangela fsp

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RAGAZZI & DINTORNI – Gennaio 2012 – Benevolenza

UNA CASA ACCOGLIENTE

di Alessandra Beltrami

In questo articolo proponiamo un incontro di preghiera per spiegare ai ragazzi il significato della benevolenza.
Al centro della stanza, sul tavolo o su un leggio, porre la Bibbia e, accanto, un cero acceso. Si predispone un cartellone con, al centro, il disegno stilizzato di una casa, e pennarelli colorati. 

Si comincia l’incontro con il canto iniziale La tua dimora (D. Ricci, La tua dimora, Paoline, 2005)

Il catechista può introdurre l’incontro con queste parole: ci siamo riuniti per ringraziare il Padre per il suo amore che si è rivelato in Gesù, è entrato nella nostra vita tramite lo Spirito Santo e agisce in noi, trasformandoci dal di dentro. La benevolenza, la bontà, la benignità sono atteggiamenti del cuore che impariamo da Dio e sperimentiamo come suo dono.
A noi il compito di irraggiare questo amore verso chi ci sta accanto, in un processo di «restituzione» di tutto il bene che abbiamo ricevuto.
Lasciamoci plasmare dalla Parola e contempliamo, negli atteggiamenti indicati da Paolo, il modo di agire di Gesù.

Si procede con l’ascolto della Parola tratta dalla Lettera ai Romani 12,14-21

A questo punto il catechista procede cercando di sottolineare alcuni aspetti importanti: l’Apostolo delle genti ci invita ad essere attenti a chi soffre, a chi è nel bisogno, anche se ci è ostile, perché soltanto l’amore può vincere il male. Seguire Gesù, imitare i suoi gesti di benevolenza ci rende coraggiosi nel donarci e responsabili gli uni degli altri. Si mettono le basi per una costruzione solida e sicura, «la casa sulla roccia» di cui parla Gesù (Mt 7,24-27).

Si continua con un gesto significativo: durante un tempo di silenzio, si invitano i ragazzi a rileggere il brano e a confrontarsi con la Parola. Poi si chiede loro di ricordare un gesto di bontà che hanno ricevuto e per cui desiderano ringraziare il Signore, o un comportamento generoso di cui si sono resi protagonisti nei confronti di qualcuno. Si apre una condivisione, al termine della quale, a turno, i ragazzi completano il disegno della casa, sul cartellone, inserendo: porta d’ingresso, finestre, persone gioiose, a significare il desiderio di apertura agli altri e la volontà di essere dimora accogliente.

Prima della preghiera e del canto finale il catechista può concludere l’incontro con queste parole: la casa e la famiglia sono il luogo dove si impara e si vive il servizio. Dice un antico racconto rabbinico: «Quando compri una casa o la prendi in affitto, fa’ che abbia finestre grandi, a indicare l’apertura della famiglia alla preghiera e agli altri».

Preghiera: Padre nostro

Canto finale: Nella tua presenza (D. Ricci, La tua dimora, Paoline, 2005)

Questo e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Gennaio dell’inserto Ragazzi & Dintorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

Inoltre  prossimamente ON LINE l’aggiornamento del materiale per il post riservato ai lettori della rubrica Musica di Catechisti Parrocchiali – Gennaio 2012. Per accedere è necessaria la password indicata nell’articolo.

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La foto vincitrice del concorso fotografico “Cantalavita 2012”

Primo premio

del Concorso Fotografico

Ridillo con una foto

Cantalavita 2012

1a classificata: Adele Cammarata – Palermo

Aiutami Signore a lasciare le reti che mi tengono prigioniera di me stessa
e a lasciarmi condurre da Te verso l’orizzonte della Vita piena.

Mc 1, 14-20 

2a classificata: Stefania Mautone – Como

“Seguendo le Sue orme”

3a classificata: Chiara Ferrarelli – Pavona(RM)

I complimenti di Cantalavita per il lavoro di Adele di Palermo, Stefania di Como e Chiara di Pavona (RM), che presentiamo a tutti i nostri lettori come le prime tre vincitrici del concorso Fotografico “Cantalavita 2012 – Ridillo con una foto”.

A loro l’augurio che la Parola trovi il posto e il tempo giusto per poter entrare nella loro vita e uscire, come comunicazione efficace, attraverso quei doni, abilità, sensibilità, capacità che ognuna custodisce.

Pubblichiamo di seguito i nomi dei primi 10 classificati.

  1. Adele Cammarata – Palermo
  2. Stefania Mautone – Como
  3. Chiara Ferrarelli – Pavona (RM)
  4. Paola Fabrizi – Sutri (VT)
  5. Annarita Casale – Torre Canne di Fasano (BR)
  6. Mariangela Rossi – Cellino San Marco (Brindisi)
    Massimiliano Carfagno – Bellizzi (SA)
  7. Giuseppe Tramontin – Napoli
    Luisa Landi – Calvanico (SA)
    Michela Busi – San Giovanni Bianco (Bergamo)
  8. Evelina Monteleone – Mazara Del Vallo (TP)
    Grazia Filippone – Trecase (NA)
  9. Chiara e Iacopo Langella – Salerno
    Elisa Coppola – Conca dei Marini (SA)
    Maria Rosaria Pezone – Salerno
  10. Flavia Mazzilli – Corato (Bari)

A tutti voi, carissimi partecipanti, che avete provato a riesprimere il Vangelo in foto l’augurio di investire ogni energia per crescere in professionalità, efficacia, testimonianza… perchè come san Paolo Apostolo scriveva il Vangelo corra e sia glorificato, anche tra le strade rapide e volatili della comunicazione! 

Ai membri della giuria un sincero grazie per la competenza e professionalità messa in campo a favore di tutti!

I premi:

1° posto – libri e audiovisivi per un valore di 50 euro
2° posto – libri e audiovisivi per un valore di 30 euro
3° posto – libri e audiovisivi per un valore di 20 euro

premio “speciale mi piace” – un libro per accompagnare la preghiera

Menzione speciale per i “mi piace” ricevuti sulla Pagina Giovani & Vangelo

Margherita Coralluzzo (angeli missionari) – Bellizzi (SA)

“Continuiamo a costruire un mondo di pace: INSIEME”

Cantalavita tra le foto inviate per il Concorso, pubblicherà quelle che ritiene più efficaci in una foto gallery come proposta per la nuova evangelizzazione.

Info utili:

La giuria composta da suore Figlie di San Paolo e laici, tutti impegnati nell’evangelizzazione nel mondo della comunicazione, hanno assegnato a ogni foto una valutazione da 0 a 10, che sommata ha portato ai risultati finali.
Chi tra i partecipanti lo desiderasse, potrà richiedere a m.tassielli@paoline.it la classifica generale con il relativo punteggio.

Ricordiamo che i criteri di valutazione richiedevano:

  1. in primis, che la foto fosse una riespressione artistica della catechesi “E dopo Betlemme?
  2. che era stata data la possibilita di elaborazione in post produzione
  3. che la foto rispettasse dei criteri di presentazione: risoluzione e formato

CATECHISTI PARROCCHIALI – Gennaio 2012: IN NOVITÀ DI VITA

COSTRUIRE UNA CASA SICURA – LE REGOLE

di Franca Feliziani Kannheiser

Regola proviene dal latino regula (da regere: guidare, governare) una parola che indicava l’asticella diritta o la squadra che si usa per tracciare gli elementi o i margini di un disegno. Ogni geometra, architetto, ingegnere sa che senza questo strumento è impossibile elaborare un progetto. La regola ha un valore strumentale, ma indispensabile.

Le regole sono come «le sponde di un fiume»: hanno la funzione di contenere, di dare forma e struttura all’acqua che scorre, permettendole di raggiungere il suo obiettivo. Come le sponde del fiume non sono fine a se stesse, ma hanno senso nel permettere al fiume di espletare la sua natura e le sue finalità, così le regole sono valide nella misura in cui favoriscono i processi comunicativi e l’esperienza di fede dei ragazzi. Sono strumenti per vivere valori come l’ascolto reciproco, la scoperta condivisa, la riflessione insieme, la costruzione di nuove conoscenze e nuovi atteggiamenti.

Perché le regole svolgano il loro compito di facilitatori della vita e del lavoro del gruppo devono essere riconosciute e condivise.
Stabilire un regolamento di gruppo esercita i fanciulli a esprimere i loro desideri, ad armonizzarli con quelli degli altri, a negoziare in vista del bene del gruppo e non solo del proprio. Si passa pian piano dalla mentalità dell’io a quella del noi, dal ciò che mi piace a ciò che desideriamo costruire insieme.
È bene formulare le regole in positivo: non una sfilza di no, ma una breve lista di traguardi da raggiungere insieme a favore di tutti.
Le nostre saranno «regole per far fiorire l’amicizia, per ascoltare chi chiede la parola, per renderci attenti alla parola di Gesù, ecc.».

Le buone regole sono come frecce che indicano la giusta direzione; possono anche essere discusse e modificate:
«Ci sono regole nel nostro gruppo che vorremmo cambiare? Perché? Come?».

Di seguito riportiamo un racconto che si può leggere ai ragazzi per meglio far comprendere l’importanza delle regole:
Gli abitanti del paese Chissàdove si erano stancati di obbedire alle regole: «Da ora in avanti non ci sono più regole!», decisero. «Che bello!». La scuola si chiuse perché i bambini preferivano giocare. La gente metteva tavoli e sedie in mezzo alla strada per prendere il sole. I giovani alzavano gli stereo al massimo volume ventiquattro ore su ventiquattro. Quando Piero uscì dalla piscina non ritrovò più la sua maglietta preferita, perché l’aveva presa Nicola. «Non ci sono più regole!», gridò Nicola ridendo e se ne andò. Maria trovò Lucia con la sua bambola preferita: «Ma che cosa stai facendo con la mia bambola?». «Non ci sono più regole!», esclamò Lucia e raccolse tutte le bambole di Maria, e se le portò via. Quando la gente voleva andare a dormire, gli altoparlanti continuavano a trasmettere musica a tutta birra. Molti non trovavano più i loro soldi. I bambini si mettevano a dormire dove capitava. Le macchine urtavano contro i tavoli messi in mezzo alla strada e gli autisti erano disperati perché nessuno dava retta ai clacson. «No, così non possiamo vivere!», dissero tutti. «Dobbiamo avere regole».
E insieme ne fissarono alcune:

• i bambini devono obbedire ai genitori;
• i genitori devono amare i figli;
• ognuno deve fare del bene e non del male all’altro;
• nessuno deve prendere ciò che è di un altro;
• bisogna dire la verità.
«Sì, queste regole ci vanno bene», dicevano tutti, e se ne tornarono nelle loro case, finalmente tranquilli.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Gennaio di Catechisti Parrocchiali.

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RAGAZZI & DINTORNI – Gennaio 2012 – Benevolenza

FILANTROPIA E BENIGNITÀ

di Cecilia Salizzoni

Il film nasce da un’esperienza reale, raccontata dai protagonisti in un libro uscito in America nel 1999 con il titolo The Freedom Writers Diary: How a Teacher and 150 Teens Used Writing to Change Themselves and the World Around Them e cioè «Il diario dei Freedom Writers (scrittori della libertà): come un’insegnante e 150 adolescenti usarono la scrittura per cambiare se stessi e il mondo intorno a loro».
È la storia di Erin Gruwell, insegnante di lettere al suo primo incarico alla «Woodrow Wilson» High School di Long Beach (Los Angeles), nel 1994; un liceo messo a dura prova dal programma di integrazione razziale, seguito agli scontri di Los Angeles del 1992 per la morte di Rodney King.
L’inserimento massiccio di ragazzi di colore con gravi problemi sociali avrebbe compromesso la qualità dell’insegnamento e i risultati scolastici.
Di fatto ciò che la giovane Gruwell trova, entrando in classe, è la riproduzione dei ghetti etnici esterni alla scuola: l’aula come territorio spartito tra ispanici, afro, asiatici, che si guardano in cagnesco,  pronti alla mischia armata e che guardano con odio i bianchi.
Un impatto da shock anafilattico, che dovrebbe far crollare l’idealismo entusiastico della professoressa, che non trova supporto nei colleghi e neppure nel marito.
Invece «la Gruwell» – come la chiamano i ragazzi – tiene la posizione senza lasciarsi intimorire.
Ascolta, si fa carico del punto di vista degli studenti, e rilancia. Ottiene di sovvertire le frontiere non scritte che attraversano la classe; dimostra che sono numerose le cose che accomunano i «diversi»; li mette di fronte all’operato e ai risultati di una «gang» di portata grandemente superiore alle loro, com’è stato il Nazismo e la guerra alle Nazioni, e riesce, così, ad entrare in contatto con questi quattordicenni induriti, che si difendono facendo guerra a tutto e a tutti.
Per farlo, paga di persona, perché la Scuola non intende mettere a repentaglio l’equilibrio precario: rifiuta i libri che «finirebbero distrutti», rifiuta le uscite didattiche. E la Gruwell sopperisce di suo, fa secondi e terzi lavori per pagare libri e uscite, cerca sponsor per organizzare una cena in cui i ragazzi incontrano i sopravvissuti all’Olocausto.
Si scontra con le autorità didattiche, si gioca perfino il matrimonio nell’impresa, perché il marito la ritiene nobile, ma non intende condividerla.
I ragazzi, però, «sentono» quello che fa per loro; sentono il rispetto, un altro tipo di rispetto, un interesse vero per le loro vite. E, per la prima volta, «sentono» il dolore di altri, l’oppressione di altri come loro.
La Gruwell si serve del diario quotidiano, personale e segreto, come strumento per dilatare la sensibilità e sostenere il cammino di cambiamento. Inaspettatamente i ragazzi scrivono e chiedono di essere letti. Arrivano a «tradire» in tribunale la logica della gang, per affermare la verità e la giustizia.
Contro ogni speranza, arriverann al diploma e, perfino, al college.
Ma soprattutto si riconoscono «una famiglia» e la loro aula – la classe 203 – diventa «casa», quella in cui costruire un mondo migliore di quello che è fuori.

Il film è strutturato sulla «visione» contrapposta dei ragazzi e della professoressa, e sul progressivo cambiamento dei ragazzi:
• che idea hanno della città, della scuola, della vita, i ragazzi immigrati di Long Beach? Quale via hanno scelto per ottenere la liberazione? Quale idea di famiglia coltivano? Dove li porta la «guerra tribale» che stanno combattendo?
• Quale via di liberazione propone, invece, Erin Gruwell? Con quali armi combatte la sua battaglia? Quale tipo di famiglia propone ai ragazzi? E soprattutto che cosa la anima? Perché fa quello che fa? Quale prezzo paga?
• In che modo è paragonabile a quello che ci propone Gesù?
• La canzone A dream è ispirata al discorso I have a dream di Martin Luther King: cosa c’entra con questa storia? Che cosa proponeva MLK?
• Nel film Miep Gies afferma: «Io non sono un eroe». Ho fatto quello che dovevo fare perché era la cosa giusta da fare. Noi siamo persone comuni, ma anche una comune casalinga… o un adolescente, possono riuscire ad accendere una piccola luce in una stanza buia. Voi siete eroi tutti i giorni». Che cosa potete fare voi per essere portatori di libertà e di pace?

Abbi fiducia nei tuoi sogni e un giorno,
il tuo arcobaleno sorriderà attraverso te.
Non importa quanto il tuo cuore sia afflitto,
se continui a credere, il sogno che coltivi si avvererà.

Questo e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Gennaio dell’inserto Ragazzi & Dintorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

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CATECHISTI PARROCCHIALI – Gennaio 2012: IN NOVITÀ DI VITA

SANDALI PER SEGUIRE GESÙ

di F. Carletti – A.M. D’Angelo

La natura dell’uomo è quella del pellegrino, che si incammina lungo la storia della salvezza alla ricerca della verità e della felicità.
Ma Dio non lo lascia solo: si affianca al cammino di ogni persona per farsi conoscere gradualmente, fino alla sua piena rivelazione in Gesù.
I sandali costituiscono un simbolo per rappresentare per i fanciulli l’incamminarsi di ogni uomo e donna a fianco di Gesù, l’accettare il suo invito per giungere alla felicità piena. I sandali, inoltre, sono una calzatura semplice: come il cuore del fedele che si affida a Dio; come il cuore di Bartimeo che con slancio si affida a Gesù, abbandonando il mantello, perché in lui vede la sua ricchezza e il suo futuro.
Si propone ai fanciulli di realizzare sandali speciali: un segnalibro da usare per la Bibbia che si ha in casa, per camminare con Gesù lungo la storia della salvezza. Si ricorderà al fanciullo e a suoi genitori  come la Parola sia la via da percorrere per affiancare Gesù lungo una strada di gioia e comunione.
Materiale: 1 foglio di carta bianca di almeno 220 grammi, 1 stringa per scarpe di colore marrone larga massimo 1 cm, cartone, colla da calzolai, pennarello marrone, mollette per panni, forbici.
Al lavoro:
• Si ritagliano due sagome di piedi come quelle riportate nel disegno (una con le bordature per incollarci le strisce di stringa); le sagome dovranno avere un’altezza di almeno 7 cm e una larghezza di 3 cm.
• Si colorano le sagome di marrone.
• Si ritaglia, poi, la stringa per scarpe ottenendo 3 pezzi da applicare sulla sagoma che ha le opportune alette per il fissaggio. Si incollano le stringhe e si lasciano asciugare stringendole con le mollette per panni.
• Si disegnano due altre sagome di piede e si ritagliano.
• Ritagliare un altro pezzo di stringa più lungo, almeno 15 cm, che servirà da collegamento tra i due sandali per usarli da segnalibro.
• Si applica sulla sagoma semplice la scritta «Vieni e seguimi» e si incolla sulla corrispondente sagoma in cartone, avendo l’accortezza di incollare in mezzo ai due strati un pezzo della stringa tagliata prima.
• Applicare le mollette alla sagoma per fissare meglio la colla.
• Incollare l’altra parte della stringa più lunga dietro al sandalo prima costruito.
Tutti riuniti e seduti. I genitori chiedono al figlio di raccontare l’esperienza di Bartimeo. La mamma accende la lampada al centro della tavola, dove è deposta la Bibbia o il Vangelo, con il sandalo-segnalibro alla pagina di Mc 10,46-52, e invita ad ascoltare il brano del cieco di Gerico: «Cerchiamo di comprendere cosa è avvenuto e quale messaggio ha per noi, oggi». Il papà legge lentamente il brano e depone la Bibbia accanto alla lampada, invitando tutti ad un momento di riflessione su quanto annunciato.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Gennaio di Catechisti Parrocchiali, dove è anche possibile vedere le foto del lavoro finito.

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Tra note e realtà – La vita è un dono

Nessuno viene al mondo per sua scelta,
non è questione di buona volontà 
Non per meriti si nasce e non per colpa,
non è un peccato che poi si sconterà […]
Il bene che colpisce come il male,
persino quello che fa più soffrire
è un dono che si deve accettare,
condividere poi restituire.
Tutto ciò che vale veramente,
che toglie il sonno e dà felicità,
si impara presto che non costa niente,
non si può vendere né mai si comprerà.
La vita è un dono legato a un respiro
dovrebbe ringraziare chi si sente vivo […]
(Renato Zero, La vita è un dono)

Nel primo mese di questo 2012 si può scegliere di scrivere su tutto e sul suo contrario! E le parole, forse è vero… si sprecano sul serio!
Mi sarebbe piaciuto trovare qualcosa di originale da proporre, un nuovo modo di scrivere e magari di ascoltare. Iniziare con un non so che di nuovo sarebbe stato originale: proposte interessanti nel mondo della musica, testi nuovi, cantautori poco ascoltati, singoli poco venduti. Eppure la voglia di nuovo è sempre più una mania diffusa, una sorta di epidemia galoppante che non risparmia più nessuno.
Tutto nuovo… come il nuovo anno!
Nuovo perché non ancora vissuto… nuovo perché pregno di futuro… di ponti nuovi da costruire e non tra due lembi di terra ferma, ma tra vite in continuo movimento, tra storie in perenne evoluzione.
Ma non esiste nuovo senza antico ed è povero il domani che si svuota di ieri!
Allora ho detto: «STOP!»
La felicità per ciò che è iniziato è indissolubilmente legata alla gratitudine per ciò che è finito; perché la vita unisce i giorni, i mesi, gli anni… e saggio è colui che lo comprende, ma coraggioso è colui che ringrazia, cogliendone il dono, superando lo scontato, scoprendone il quotidiano mistero.
La vita, il respiro, la storia: nulla ci è dovuto… nulla è meritato… e, forse è vero, non possiamo neppure scegliere fino in fondo con chi nascere e quando morire, ma possiamo vivere e scegliere come e chi essere… perché tutto, canta Renato Zero, ma proprio tutto ciò che vale veramente si imparerà presto e non costerà niente… niente fuorché la vita, se da dono accolto si trasformerà in dono offerto!
Buon inizio a tutti allora per ciò che sarete e buona continuazione di ciò che continuerete a essere!

                                                                                                          di suor Mariangela fsp

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Ridillo con una foto – 1° Concorso fotografico Cantalavita 2012

Ti piace la fotografia?
Credi di poter parlare con uno scatto e raccontare ciò che sei, che credi, che pensi?

Questa proposta all’insegna della creatività e delle nuova evangelizzazione è per te!

Partecipa al 1° concorso fotografico che Cantalavita lancia sulla sua pagina Facebook Giovani & Vangelo!

Guarda il video-spot e leggi il regolamento!

Il Concorso sarà attivo dalle ore 9.00 del 7 gennaio alle 24.00 dell’8 gennaio.

Tutte le foto che saranno pubblicate sulla pagina facebook di Cantalavita: Giovani & Vangelo e che saranno contemporaneamente inviate agli indirizzi indicati nel regolamento con quanto richiesto dalle norme di partecipazione, parteciperanno alla selezione da parte di una giuria che dichiarerà il 25 gennaio la foto vincitrice.

Il premio prevede:
I primi tre classificati riceveranno in premio audiovisivi musicali e sussidi cartacei per accompagnare il proprio cammino di fede. Il valore del premio sarà in relazione alla  posizione raggiunta.

Il Regolamento:

  1. Leggi la catechesi E dopo Betlemme?  (pubblicata il 7.01.2012 su questo sito alle ore 9.30). La foto dovrà riesprimere, artisticamente, il contenuto proposto dalla suddetta catechesi.
  2. La foto dovrà essere pubblicata su facebook sulla pagina Giovani & Vangelo, tra le 9.00 del 7 gennaio e le 24.00 dell’8 gennaio, indicando come commento alla foto il proprio Nome e la Città di residenza
  3. La foto deve essere originale, non scaricata da internet
  4. La foto potrà subire ritocchi o elaborazioni in post produzione con programmi di elaborazione grafica
  5. La foto deve essere inviata in FORMATO jpg – 200dpi e lunghezza minima del lato corto 1000 pixel
  6. Ogni partecipante potrà presentare solo una foto
  7. Vince il Concorso la foto che, dalla giuria incaricata, sarà valutata la migliore riespressione artistica della catechesi nello stile della nuova evangelizzazione nel mondo dei media
  8. E’ prevista una menzione speciale per chi VINCE la categoria VOTO CLICK, la foto cioè che riceverà più “mi piace” sulla pagina Giovani & Vangelo
  9. La foto vincitrice sarà ratificata su http://www.cantalavita.com il 25 gennaio, Festa della Conversione di san Paolo
  10. Chi partecipa al Concorso accetta, firmando una liberatoria, che la propria foto possa essere, se giudicata idonea, usata dall’Istituto della Pia Società Figlie di S. Paolo, secondo le finalità dell’Istituto, liberando lo stesso da qualsiasi forma di remunerazione, nel presente e in futuro.
  11. Chi sottoscrive la liberatoria dichiara espressamente, assumendosene la diretta responsabilità, di aver conseguito la maggiore età
  12. La foto dovrà essere inviata entro i termini previsti dal Concorso (entro e non oltre l’8 gennaio alle 24.00) all’indirizzo mail: m.tassielli@paoline.it
  13. La liberatoria potrà essere inviata alla suddetta mail, via fax al num. 089. 25.49.75 o via posta intestandola a:
    Tassielli sr Mariangela – Istituto della Pia Società Figlie di S. Paolo
    C.so Vittorio Emanuele, 111
    84123 Salerno
    La liberatoria dovrà arrivare entro e non oltre il 25 gennaio, data di premiazione
  14. La partecipazione al concorso è gratuita

Per qualsiasi info si può contattare on line la redazione di Cantalavita attraverso il contatto skype Cantalavita (dal 2 gennaio al 6 dalle 21.00 alle 24.00) o attraverso un messaggio privato a m.tassielli@paoline.it

Auguriamo a tutti un efficace passaparola e una feconda foto-evangelizzazione!

SCARICA la liberatoria e il regolamento DA FIRMARE >>>> LiberatoriaConcorso_2012

2012 – Anno di Vita!!!!

Ci siamo! Il 2012 è tra le nostre mani, in balia delle nostre scelte, delle tante manie, voglie, desideri, speranze o depressioni…

Ci avevate pensato? Spesso ci auguriamo che il nuovo anno sia migliore del vecchio, ma by-passiamo l’ipotesi che molto possa essere proprio nelle nostre mani. Non possiamo tutto… non possiamo decidere cosa vivere, è vero! Ma sicuramente possiamo scegliere come vivere, chi essere e chi diventare. E nulla può negarci questo diritto che, null’altro è, se non diritto alla vita.

Vi auguriamo di cuore che il 2012 sia anno di vita e di una vita piena in ogni situazione!

Vi auguriamo di costruire vita quando davanti a voi ci saranno annunci di morte!
Vi auguriamo di scegliere la speranza, quando ogni sogno vi si sgretolerà davanti!
Vi auguriamo passione e determinazione, quando tutto attorno a voi vi deluderà.
Vi auguriamo la pace del cuore, quando non saprete dove battere la testa.
Vi auguriamo la fiducia nell’altro per ogni volta in cui l’altro vi tradirà.
Vi auguriamo uno sguardo sul futuro, tutte quelle volte in cui il presente la farà da padrone.
Vi auguriamo di preferire e proporre la forza profetica del sacrificio, quando il benessere vi illuderà.
Vi auguriamo la solidarietà, quando l’individualismo vi chiederà di difendere i vostri beni.
Vi auguriamo di sentirvi padri e madri del futuro, quando il passato vi tranquillizzerà come padroni di ciò che avete raggiunto.

Vi vorremmo augurare tanto altro, ma vi auguriamo di imparare dalla vita, ciò che la vita, passo dopo passo, vorrà insegnarvi.
Vi auguriamo di essere uomini e donne aperti a un futuro da costruire e non nostalgicamente chiusi in un passato da ammirare.

Buona vita, cari amici, e sia Vita per tutti coloro che in questo nuovo anno sfiorerete e da cui sarete sfiorati!

Buon 2012 a tutti voi, cari amici, con cui, dalle pagine di Cantalavita abbiamo imparato a condividere spazi importanti della nostra vita, della ricerca di bene che ha fatto vibrare il nostro e vostro cuore.

Buon 2012 a tutti voi, che da tante parti del mondo avete condiviso con noi, la fertile forza di un link, che con noi avete costruito rapporti di semplice e vitale condivisione.

Buon 2012 a chi non ci ha mai letto e che abbiamo raggiunto con la forza del desiderio e con la preghiera.

Buona anno di Vita… una vita da scegliere, da costruire, da moltiplicare in noi e attorno a noi,  colorandola con creative ed effervescenti sfumature di carità.

Buon 2012!

český:

Požehnaný nový rok 2012 vám všem, drazí přátelé, s nimiž jsme si na stránkách Cantalavita zvykli sdílet touhu po dobru a důležité okamžiky našeho života, které rozechvívaly naše i vaše srdce.

Požehnaný nový rok 2012 vám všem, kteří jste skrze obdivuhodnou sílu hypertextového odkazu s námi sdíleli svůj život a vytvářeli tak obyčejné a přesto živé vztahy.

Požehnaný nový rok 2012 i všem těm, kteří náš blog nečetli, a k nimž jsme dosáhli pouze silou touhy a modlitby.

Požehnaný rok plný Života… života, pro který se rozhodujeme, který utváříme, a který šíříme  kolem nás, zabarvujíce jej pestrými odstíny lásky.

Požehnaný nový rok 2012!

español

Feliz año 2012 para todos ustedes, queridos amigos, que por medio de las paginas de “Cantalavita” hemos aprendido a compartir hechos importantes de nuestras vidas, de las búsquedas del bien que ha hecho vibrar nuestro y vuestro corazón.

También, Feliz ano 2012 para todos ustedes, que desde  muchas partes del mundo, habéis compartido con nosotros, la fuerza fértil de un link, construyendo juntos relaciones de simplicidad y de vital valor del compartir.

Nuevamente, Feliz 2012 para quienes aún non ha tenido la oportunidad de leernos, mas los hemos alcanzado por la fuerza del deseo de comunicarnos y con la oración. 

En fin para todos Feliz año de vida … una vida para escoger, construir, y para multiplicarla en nosotros y alrededor nuestro, colorándola con creativas chispas de sutil caridad.

Feliz 2012

English:

A great and blessed year 2012 to all of you, dear friends; with you through Cantalavita we have learned to share important events and dealings of our lives, in our search for what is good and right that has touched our hearts and that of yours.

A great and blessed year 2012 to each and everyone, that coming from numerous parts of the world you have shared with us, the potentials of a web-link, and with us you have constructed simple and essential dialogues.

A great and blessed year 2012 to those who have not read us, but  we have reached through the power of desire and prayer.

A great and blessed year of life, a life that has to be chosen, to be constructed, to be developed in us and around us, coloring and drawing it with creative and  effervescent shades of love.

A great and blessed year 2012!

Português:

Feliz 2012 para todos vós carissimos amigos, com quem temos aprendido a partilhar, espaços importantes da nossa vida nas páginas do Cantalavita, na busca do bem que fez vibrar o nosso e vosso coração.

Feliz 2012 atodos vós, que de tantas partes do mundo partilhas-tes connosco, a força fecunda com um link, que connosco construistes relações de simples de partilhas de vida. 

Feliz 2012 aquem nunca leu, mas que chegamos com a força do desejo e com a oração. 

Bom ano de Vida…uma vida a escolher, a construir, a multiplicar em nós e à nossa volta, colorindo-a com creatividade e com tons fervorosos de caridade. 

Feliz 2012!

Français:

Bonne Année 2012  à vous tous, chers amis, avec qui, d’après les pages de “Cantalavita”, nous avons appris à partager  des “espaces” importants de notre vie, de la recherche du bien qui a fait vibrer notre coeur et le vôtre.

Bonne Année 2012 à vous tous qui, de diffétents lieux de part le monde, avez partagé avec nous, la force féconde d’un link, qui avez  tissé avec nous des rapports d’échanges simples et vitaux.

Bonne Année 2012 à qui ne nous a jamais lu et que nous avons rejoint avec la force du désir et avec la prière.

Bonne année de Vie… une vie à choisir, à costruire, à  amplifier en nous et autour de nous, la colorant avec créativité  et par des  petites touches  de pétillante charité.

Bonne Année 2012 !


E infine, un grato augurio a chi ha creduto in Cantalavita e continua a crederci, donando il suo tempo, entusiasmo, creatività, energie, passione, intelligenza e competenza. Grazie a tutti: redazione, collaboratori, sostenitori, laici/e Paolini/e e sorelle Figlie di San Paolo di ogni parte del mondo.
Buon tutto, per tutti!!!!!

Natale: alla frontiera tra l’emozione e l’indifferenza

Li vedete attorno a voi i segni del Natale?
Vivo in un posto in cui il Natale, tradizionalmente, continua a richiamare, nel cuore della gente, il caro vecchio presepe. Qui, non solo nelle chiese, ma anche nella case, Natale significa grotta, carta roccia, ruscelli, angeli e pastori, la madonnina e san Giuseppe e poi lui… il Bambino, l’atteso… Gesù! Ma dalla tradizione ogni anno sparisce sempre qualcosina e anche dei segni, resta sempre meno.
Ho chiesto ai bambini quali sono i segni del loro Natale e, spontaneamente, mi hanno risposto, con occhi sfolgoranti di attese: “L’alberoooo!!!”

Io però, vorrei invitarvi a entrare con me lì dove chi ha vissuto il Natale, lo ha fatto a proprie spese. Vorrei invitarvi a fermarvi con me accanto a chi non è sempre stato una statuina ingessata. Venite, restiamo accanto ai pastori in quella notte squarciata dal luminoso canto degli angeli. Entriamo con loro nella povertà di Betlemme, nella povertà di Dio, nel vagito umano della Parola divina, nella verità del Dio fatto uomo, della parola fatta carne, entriamo portati per mano da Maria, la vergine Madre… entriamo nella grotta dell’irrazionale, dell’inaudito, dell’assurdo… entriamo lì dove Dio, Creatore, ha scelto di restare impotente nelle mani delle creature, dove il custode d’Israele è stato custodito, e Betlemme, la casa del Pane, ha donato al mondo il Pane della vita.

Entriamo, Maria, la Madre di Dio, ci attende.

“Venite con me! Entrate in questa notte, nella notte di Dio piena di luce. Nella notte in cui l’umanità, tutta l’umanità, senza distinzione alcuna, è stata chiamata: amata!
Voi mi invocate Vergine Madre, ma riuscite a sentire quanta durezza c’è in queste parole? Riuscite a sentire lo stridore di ciò che dite?
Queste parole ritornano a voi smascherando i vostri pensieri. Siete sicuri di poter credere alla purezza di un grembo che ha generato? Riuscite a crederlo, voi che, nella migliore delle ipotesi, avete relegato la purezza al cuore, vietandola al vostro corpo, agli occhi, alla bocca, alle mani, ai pensieri? Tra le strade affollate del vostro tempo invocano purezza tutti i corpi violati, resi impuri da chi li sfrutta e da chi li ha in dono; da chi li usa e da chi dovrebbe custodirli. Urla la verità! Chiede quella purezza soffocata dalla manipolazione; chiede la purezza per quei pensieri che, nutriti con banalità e superficilità, relativismo e fondamentalismo, non riescono più a educare alla libertà.

Venite con me, ma non vi porto accanto al mio Bambino, vostro Dio. Lo avete con voi, sempre, e non lo vedete.
Venite, voglio portarvi a conoscere la nuova creazione, quella in cui la luce e le tenebre non vengono distinte, ma convivono; quella in cui Dio non è l’irrangiungibile, ma il Presente. A Betlemme, pastori e re del ricco Oriente sono uguali nell’adorare lo stesso Dio; la stessa povertà li accoglie e ricevono lo stesso dono: la salvezza, Gesù!
Questa è la nuova creazione! Quella dei puri, dei miti, dei sofferenti, di tutti coloro che oggi, nella vostra società evoluta, sarebbero definiti perdenti, fuori posto, diversamente abili;

  • gente da poco in un mondo che condanna la xenofobia e discrimina sui futuri nati
  • gente inutile per un mondo che sceglie in funzione dell’apparenza e non sa più guardare il cuore
  • gente improduttiva lì dove governa la ricchezza e la povertà non è più maestra

Guardate Betlemme prima di ritornare a guardare le vostre strade; scendete con coraggio in questa povertà, in questo mondo così diversamente ricco, in questa purezza così paradossalmente libera, in questa fragilità onnipotente.
Ora, guardate il Bambino, contemplate il Figlio di Dio, imparate da Lui… altra forza non esiste, altro amore non fa rinascere, altra ricchezza non sfama il cuore.
E adesso, con me, prendetelo tra le braccia, custoditelo con la vostra vita e allontanatevi con lui da questa grotta. Andate nel mondo, ritornate sulle vostre strade affollate, e non voltatevi, la nostalgia vi rallenterebbe… andate, portate lui e non stupitevi quando scoprirete di essere portati: è la forza di quella ricca povertà, di quella sua umana divinità che ha salvato il mondo. Andate, non tentennate! Andate Lui è l’Emmanuele, questo è il suo nome: Dio con voi!”

E noi scegliamo di andare, cari amici, andare portando Dio per scoprire di essere da Lui portati… Lui, l’Emmanuele! Lui, il Dio sempre con noi! Andiamo, augurando a tutti voi e a ciascuno non un buon Natale di 24 ore, ma il Natale [la nascita] di una vita nuova in Lui.

Tantissimi auguri 

sr.Mariangela, fsp
e tutta la redazione
di Cantalavita