CATECHISTI PARROCCHIALI – Gennaio 2012: IN NOVITÀ DI VITA

COSTRUIRE UNA CASA SICURA – LE REGOLE

di Franca Feliziani Kannheiser

Regola proviene dal latino regula (da regere: guidare, governare) una parola che indicava l’asticella diritta o la squadra che si usa per tracciare gli elementi o i margini di un disegno. Ogni geometra, architetto, ingegnere sa che senza questo strumento è impossibile elaborare un progetto. La regola ha un valore strumentale, ma indispensabile.

Le regole sono come «le sponde di un fiume»: hanno la funzione di contenere, di dare forma e struttura all’acqua che scorre, permettendole di raggiungere il suo obiettivo. Come le sponde del fiume non sono fine a se stesse, ma hanno senso nel permettere al fiume di espletare la sua natura e le sue finalità, così le regole sono valide nella misura in cui favoriscono i processi comunicativi e l’esperienza di fede dei ragazzi. Sono strumenti per vivere valori come l’ascolto reciproco, la scoperta condivisa, la riflessione insieme, la costruzione di nuove conoscenze e nuovi atteggiamenti.

Perché le regole svolgano il loro compito di facilitatori della vita e del lavoro del gruppo devono essere riconosciute e condivise.
Stabilire un regolamento di gruppo esercita i fanciulli a esprimere i loro desideri, ad armonizzarli con quelli degli altri, a negoziare in vista del bene del gruppo e non solo del proprio. Si passa pian piano dalla mentalità dell’io a quella del noi, dal ciò che mi piace a ciò che desideriamo costruire insieme.
È bene formulare le regole in positivo: non una sfilza di no, ma una breve lista di traguardi da raggiungere insieme a favore di tutti.
Le nostre saranno «regole per far fiorire l’amicizia, per ascoltare chi chiede la parola, per renderci attenti alla parola di Gesù, ecc.».

Le buone regole sono come frecce che indicano la giusta direzione; possono anche essere discusse e modificate:
«Ci sono regole nel nostro gruppo che vorremmo cambiare? Perché? Come?».

Di seguito riportiamo un racconto che si può leggere ai ragazzi per meglio far comprendere l’importanza delle regole:
Gli abitanti del paese Chissàdove si erano stancati di obbedire alle regole: «Da ora in avanti non ci sono più regole!», decisero. «Che bello!». La scuola si chiuse perché i bambini preferivano giocare. La gente metteva tavoli e sedie in mezzo alla strada per prendere il sole. I giovani alzavano gli stereo al massimo volume ventiquattro ore su ventiquattro. Quando Piero uscì dalla piscina non ritrovò più la sua maglietta preferita, perché l’aveva presa Nicola. «Non ci sono più regole!», gridò Nicola ridendo e se ne andò. Maria trovò Lucia con la sua bambola preferita: «Ma che cosa stai facendo con la mia bambola?». «Non ci sono più regole!», esclamò Lucia e raccolse tutte le bambole di Maria, e se le portò via. Quando la gente voleva andare a dormire, gli altoparlanti continuavano a trasmettere musica a tutta birra. Molti non trovavano più i loro soldi. I bambini si mettevano a dormire dove capitava. Le macchine urtavano contro i tavoli messi in mezzo alla strada e gli autisti erano disperati perché nessuno dava retta ai clacson. «No, così non possiamo vivere!», dissero tutti. «Dobbiamo avere regole».
E insieme ne fissarono alcune:

• i bambini devono obbedire ai genitori;
• i genitori devono amare i figli;
• ognuno deve fare del bene e non del male all’altro;
• nessuno deve prendere ciò che è di un altro;
• bisogna dire la verità.
«Sì, queste regole ci vanno bene», dicevano tutti, e se ne tornarono nelle loro case, finalmente tranquilli.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Gennaio di Catechisti Parrocchiali.

Per vedere il sommario di Catechisti Parrocchiali di Gennaio 2012 clicca qui

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