Archivi categoria: giovani

Giovani e fede – qualche input dopo il Convegno ecclesiale di Pozzuoli

Giovani & fedeI giovani, la fede e i media… con gli operatori pastorali della Diocesi di Pozzuoli, nell’ambito del Convegno ecclesiale, tra una tavola rotonda e un workshop ci siamo confrontati a partire da un tema caldo e appassionante.

Chi sono i giovani, dove vivono e come parlare loro di Dio?

Quante sfide, quanta vita, quanto rinnovamento e autocritica passa tra le righe di questa domanda?

Continua a leggere Giovani e fede – qualche input dopo il Convegno ecclesiale di Pozzuoli

Buona domenica! – XXV del Tempo Ordinario – Anno C

indignati cv«Che cosa sento dire di te?
Rendi conto della tua amministrazione»

Dal vangelo secondo Luca  (Lc 16, 2)
XXV DOMENICA del TEMPO ORDINARIO – Anno C

A me il Dio di Gesù ha cambiato la vita. O rovinata, fate voi. È che, frequentandolo, uno impara chi è lui “dentro”, quale immenso progetto di amore Dio ha sull’umanità. E allora tutte le cose, o quasi, cambiano, acquistano una coloritura diversa. Incontrare Dio, il Dio di Gesù, significa cambiare ordine alle cose, priorità alla vita, energia alle scelte. In questo senso i discepoli, in qualche modo, incidono nella storia. Incidono (o potrebbero) nella storia reale del nostro paese inquieto e alla deriva, che abbandona la profondità del messaggio evangelico per lasciarsi sedurre dal gossip di turno, che scorda l’essenziale trasmesso dai padri (?) per cedere ad una logica piccina e opportunista, superficiale ed inquietante. E uno dei problemi concreti che croce-solidarieta cvdobbiamo affrontare è quello di un’economia che, indifferente ad ogni etica, assetata solo di guadagno, sta mandando al macero milioni di sogni, di valori, di persone.

LA PAROLA CHE ILLUMINA
Tutti, se seriamente avvinti dal Maestro, se affascinati dal suo Vangelo, portano una domanda conficcata nel cuore: come cambiare il destino del mondo? Come arginare la deriva dell’economia che spazza la dignità degli uomini, come evitare questa spietata e indolore dittatura del capitalismo? In altri tempi ci sono state altre risposte, da parte dei discepoli del Risorto: comunità solidali, la carità come dimensione necessaria alla vita interiore, opere di carità, ospedali. Altri tempi, ambigui, forse, ma evidenti, leggibili, rintracciabili: un padrone cristiano era tenuto a comportarsi prima da cristiano e poi da padrone. Ma ora tutto è complesso, contorto: la new economy, la globalizzazione, il mercato che impera e divora, un sistema basato sul guadagno, costi quel che costi, e di lì organizza la politica, le guerre, pianifica il futuro. Come fare, noi cittadini del mondo?

Continua a leggere Buona domenica! – XXV del Tempo Ordinario – Anno C

Buona domenica! – XXIV del Tempo Ordinario – Anno C

OLYMPUS DIGITAL CAMERA«Quando era ancora lontano, suo padre lo vide»

Dal vangelo secondo Luca  (Lc 15, 20)
XXIV DOMENICA del TEMPO ORDINARIO – Anno C

Facciamoci bene i conti in tasca, amici, Gesù pretende di essere più grande della più grande e intensa gioia che umanamente siamo in grado di provare. Così, al discepolo che, ascoltando l’immensa sete di infinto che pulsa nel cuore, e la nostalgia pungente del Tutto, Gesù propone un cammino verso una scoperta inattesa: il vero volto di Dio.

IL NOSTRO PICCOLO DIO
Tutti abbiamo un’idea di Dio, per credergli o per rifiutarlo. Tutti abbiamo una spontanea, inconscia, sorgiva idea di Dio, una specie di religiosità connaturale nel nostro imprinting. Un’idea di Dio in cui credere. O non credere. Mediamente, però, l’idea di Dio che abbiamo è approssimativa, e neppure troppo simpatica. Dio esiste, certo, per carità, è anche potente, ma incomprensibile nelle sue discutibili scelte. occhio di dio cvAndiamo, siate onesti: non avete mai pensato di fronte all’idiozia degli uomini, che voi avreste fatto meglio nel governare il mondo? Che Dio dovrebbe almeno fermare le guerre? Proteggere i deboli? Che quella madre di famiglia divorata dal cancro è una clamorosa stupidaggine divina? Che, insomma, se Dio c’è perlomeno è pigro o incomprensibile?
Quanta strada l’uomo ha fatto per convertire il proprio cuore! La storia di Israele è la scoperta del vero volto di Dio, della misericordia, il cuore stesso di Dio. Nella splendida pagina dell’Esodo che abbiamo letto, Dio si accorge di essere stato troppo fiducioso nei confronti di questo popolo di schiavi, e decide di rinunciare e di ricominciare. Mosè lo sfida e rifiuta di seguirlo: tra Dio e il popolo Mosè sceglie il popolo! E Dio si stupisce e cambia idea. Continua a leggere Buona domenica! – XXIV del Tempo Ordinario – Anno C

Buona domenica! – XXIII del Tempo Ordinario – Anno C

cattedrale cv«A stento immaginiamo le cose della terra…
ma chi ha investigato le cose del cielo?»

Dal libro della Sapienza  (Sap 9, 13-18)
XXIII DOMENICA del TEMPO ORDINARIO – Anno C

Eccoci ormai alla fine di un’ennesima estate. Estate che si chiude con le insopportabili ed esasperanti fibrillazioni politiche mentre dall’altra parte del Mediterraneo si usano gas nervini per uccidere dei bambini. Coacervo di contraddizioni che è (che fa) la nostra vita. E qui, noi, a combattere la violenza che portiamo nel cuore, a cercare tracce di luce, a rimboccarci le maniche offrendo soluzioni a partire dal quotidiano. La Parola ci ha accompagnato con costanza e forza. Brevi riflessioni che scavano i cuori di pietra per liberarne l’anima. Il cammino di conversione è lungo, ma vale la pena affrontarlo. L’alternativa è lasciarsi morire giorno per giorno travolti dal nulla che ridonda. Animo, allora.

RINTRACCIARE LE COSE DEL CIELO
L’autore del libro della Sapienza scrive una riflessione che non stonerebbe (anzi!) come editoriale in uno dei nostri autorevoli quotidiani nazionali. L’autore scopre che “I ragionamenti dei mortali sono timidi e incerte le nostre riflessioni (…) chi può rintracciare le domande cvcose del cielo?”, scopre che, nonostante tutto, non abbiamo in noi la risposta di senso. Il nostro mondo, che ha fatto progressi incredibili nella scienza e nella conoscenza, stenta a crescere nella sapienza, non riesce a dare risposte alle domande di senso degli uomini. Il nostro è un mondo tecnologico, organizzato, che anela a varcare gli spazi siderali, che conosce gran parte dei segreti dell’energia, che riesce a migliorare continuamente il benessere degli abitanti del pianeta (almeno quelli più ricchi…), ma che non riesce a dare risposta al ragazzo che non trova lavoro, non riesce a contenere l’odio che si scatena nella guerra, non scavalca l’indifferenza e la solitudine che rinchiudono in gabbie di cemento le famiglie. L’autore si dà una risposta: l’unica cosa essenziale è cercare la sapienza, entrare dentro le cose, non accontentarsi, andare oltre l’apparenza, riscoprire le profondità dell’essere, là dove dimora Dio. La sapienza che non è cultura o intelligenza, ma assaporare la realtà (la parola sapienza deriva da sàpere, insaporire), scoprire, come ci dirà Gesù, che siamo creati per amare e, amando, cambiare il mondo.  Abbiamo bisogno del dono della Sapienza per sollevare il nostro sguardo in alto.

PER DOVE?
Dove si trova la felicità? Gesù ha una risposta bruciante inebriante: io solo – dice – posso colmare ogni desiderio. Alla fine dell’estate di riflessione, il Signore ci invita a farci due conti in tasca, come faremmo prima di affrontare l’ingente spesa di una casa nuova, per accorgerci chesuora cv il nostro cuore ha bisogno di una pienezza che Dio solo può donare. Gesù non si propone come il fondatore di una filosofia o di una religione ma come l’unico in grado di portarci a Dio e di vivere in pienezza. E Gesù incalza e ci sfida: pretende di essere più di ogni affetto, più della gioia più grande (l’amore, la paternità, la maternità) che un uomo possa sperimentare. Amare lui di più significa che egli è in grado di farci più della più grande gioia che siamo in grado di vivere. Che presuntuoso questo Gesù! Davvero può donare una gioia più grande della più grande gioia che riusciamo a sperimentare? Può.
Fratelli e sorelle come noi, non esaltati, non “strani”, non diversi, hanno scoperto questa cosa, ci testimoniano che sì, il Signore è la pienezza della vita. E il cristianesimo ha scavalcato duemila anni di storia e di mediocrità dei propri fedeli perché (pochi) uomini e donne divorati dall’incontro con Cristo lo hanno reso credibile. Sì: è possibile incontrare il Cristo. Interiormente, nella preghiera, nel volto del fratello, per attimi. Eppure è possibile, nonostante i nostri evidenti limiti. Gesù è passione infinita, dono totale, pienezza, inquietudine. Egli è.
Facciamoci bene i conti in tasca, allora, cercatori di Dio, calcoliamo attentamente su cosa stiamo investendo, cosa ci stimola e ci inquieta, ci distrae e ci smuove. ragazzo cvLa proposta del Signore è sconcertante e affascinante e se, dopo duemila anni, milioni di persone anche oggi la ascoltano, significa che forse è vero: solo Dio può colmare la nostra inquietudine, lui solo riempire il desiderio di infinito che abita in ciascuno di noi.

CAMBIAMENTI
Così facendo la nostra vita, da ora, cambia di prospettiva. Mettere la ricerca del tutto, la ricerca di Dio al centro della nostra vita, ci fa divenire persone nuove. Ne sa qualcosa Filemone, simpatico cristiano delle origini, cui Paolo indirizza un biglietto di accompagnamento rimandandogli uno schiavo che si era rifugiato presso l’apostolo. Paolo invita Filemone ad uscire dalla logica di questo mondo, padrone-schiavo, per entrare nella logica del Regno, fratello-fratello. Paolo non lo sa, ma in questo piccolo biglietto pianta il seme che diventerà l’albero dell’abolizione della schiavitù. Il Cristo che mantiene ciò che promette, ci conceda, veramente, di avere il coraggio di lasciare le nostre piccole certezze per affrontare con decisione l’avventura della sua sequela.

INIZI
Ecco cosa faremo durante l’anno pastorale appena iniziato: cercheremo Dio. Non quello piccino delle nostre paure, dei nostri deliri, delle nostre ossessioni. Quello magnifico del Signore Gesù. Più grande della più grande gioia che siamo in grado di vivere.

PAOLO CURTAZ

1236660_10151822766424375_40218429_nIn comunione con tutta la Chiesa preghiamo per la PACE!

Buona domenica! – XXII del Tempo Ordinario – Anno C

armaniprive01 fb«…notando come sceglievano i primi posti»

Dal Vangelo di Luca  (Lc 14, 7)
XXII DOMENICA del TEMPO ORDINARIO – Anno C

La porta stretta di cui parlava Gesù domenica scorsa viene oggi descritta con una serie di esempi ironici ed esigenti, nati dall’osservazione dei vizi di sempre. Non è facile mettere in sintonia la propria fede col proprio comportamento e se è vero, come dico spesso, che la fede non si riduce all’osservanza di un codice di comportamento, è altresì vero che se incontro davvero il Cristo la mia vita si orienta, cambia, evolve. Tutti si accorgono se il proprio collega si è innamorato, i suoi gesti cambiano!
Siamo chiamati, ancora una volta, a vivere da salvati, senza mettere il comportamento come metro di giudizio, ma attingendo continuamente alla verità del vangelo per purificare il nostro cuore e i nostri atteggiamenti.

STAR
Gesù annota il vizio diffuso tra alcuni suoi contemporanei, personaggi influenti della politica e della classe sacerdotale, di mettersi in mostra, lady gagadi amare una visibilità eccessiva, di anelare al protagonismo a tutti i costi. Certo, la visibilità, per le persone che rivestono un determinato ruolo, è inevitabile; ciò che Gesù ridicolizza è l’atteggiamento spocchioso di chi pensa di essere importante, di chi usa come metro di giudizio l’apparire senza l’essere.
La mente, ahimè, corre alla crisi di astinenza di visibilità che travolge la nostra società massificata. Veline e grandi fratelli sono il termometro dell’inquietante fenomeno dell’assenza di visibilità delle persone, del bisogno parossistico di esserci, di mostrarsi, di contare qualcosa in questo mondo di superuomini e superdonne. Lo vedo, negli occhi dei nostri fragili adolescenti, il terrore di non essere riconosciuti, di non esistere, in questo strampalato mondo di adulti in cui conta solo ciò che si vede, ciò che appare. Allora, davanti alle telecamere, finiamo con l’essere tutti identici, tutti simili a ciò che pensiamo possa piacere, e il delirio dei “reality show” fa diventare gigantesca e dannosa psicanalisi collettiva, sottoposta al giudizio del pubblico, la dimensione della fragilità che abita ciascuno di noi.
Quest’estate, steso a scaldarmi le ossa in una spiaggia italiana, sono rimasto (ingenuamente) turbato dalla pila di riviste scandalistiche a disposizione sul tavolino del gestore. Mentre sfogliavo alcune pagine di un saggio (Un eremo non è un guscio di lumaca, di Adriana Zarri), pensavo a tutte le persone che incontro, alle loro tragedie, i loro desideri, alla profondità delle relazioni che intesso e sentivo una distonia totale con la pessima abitudine di semplificare, sbattere in prima pagina, commentare, giudicare. Così come sono rimasto colpito, durante ragazzo in crisi cvun pranzo del viaggio che ho appena concluso in Turchia, della riflessione di alcuni pellegrini che mi dicevano la fatica che fanno quando fanno pranzo di lavoro senza dire nulla di vero e profondo…

MORALISMI
Sei quel che appari, vali se ti si nota, sopravvivi se finisci in qualche metro di pellicola come comparsa di uno dei talk show di successo. Il dramma è che qualcuno ci crede, che pensa che sia quella la strada, che l’origine della propria insoddisfazione consiste nell’invisibilità. Peggio: il mondo senza Dio si scopre esigente, moralista, spietato nei giudizi, intransigente (con gli altri). Aiuto!

VAI DENTRO
Ma, grazie a Dio, Gesù ci dona un messaggio opposto: non hai bisogno di mostrarti, di apparire, tu vali. L’autostima che nasce nel tuo cuore non è misurata dalle tue abilità, no, ma dal fatto che sei pensato, voluto e amato dal tuo Dio. Tu vali, questo è il messaggio della Scrittura, sei prezioso agli occhi di Dio. Non importa il tuo limite, né la misura della tua paura. Non importa cosa gli altri pensino di te: tu vali, sei prezioso agli occhi di Dio. Perciò non hai necessità di ostentare, di cercare ossessivamente s_mattolini_GRG_Salerno2013 028 cvuna visibilità che il mondo ti nega o riserva a pochissimi eletti. Tu vali, anche se non vincerai mai nessuna medaglia d’oro e la tua piccola vita si perderà nei ricordi di una generazione. Tu vali, non svendere la tua dignità, coltiva il dentro e se coltivi il fuori, e coltivalo, che sia sempre e solo trasparenza del dentro. I tuoi limiti? Un recinto che delimita lo spazio in cui realizzarti. I tuoi peccati? Esperienza della finitudine e della libertà ancora da purificare, da accogliere da adulto e da mettere nelle mani di Dio. Non hai bisogno di metterti ai primi posti: solo Dio conosce il tuo cuore, lo conosce più di quanto tu lo conosca, non lasciarti travolgere dai falsi profeti del nostro tempo.

UMILTA’
Umiltà, dunque. Coltiviamo la virtù della modestia e dell’umiltà, virtù preziosa agli occhi degli uomini, che ci spiana la strada per incontrare Dio. Umiltà: difficile equilibrio fra la conoscenza del proprio limite e la grandezza delle cose che Dio opera in noi. La persona che sostiene di non valere niente, di essere ignobile e disprezzabile, commette un grave peccato di fronte a Dio, non è umile, ma depresso! La persona che nasconde le proprie fragilità dietro l’ipocrisia di un’immagine di sé eccessiva e distorta, costruisce la sua autostima su fragilissime basi. Il discepolo che ha conosciuto la misura dell’amore di Dio, invece, accoglie con gioia le proprie capacità, 003356 cvle mette a servizio del Regno, loda il Signore per i tanti doni che gratificano la sua vita e che ha imparato a riconoscere. Conosce anche la misura della propria fragilità, e non se ne preoccupa, ma la affida al Signore con immensa tenerezza, sapendo che nella propria fragilità si manifesta pienamente la gloria di Dio. Uomini e donne luminosi. Così facendo, credetemi, la nostra vita si trasfigura. Anche le inevitabili difficoltà della vita finiscono col diventare occasione di crescita, se affrontate con senso della misura e del relativo. Solo Dio conta, solo la presenza del Maestro resta il centro della nostra vita.
A questo punto, vi interessa davvero prendere i primi posti?

PAOLO CURTAZ

995894_10151642686313022_1794956859_nAscolta su iTunes le canzoni dello spettacolo musicale 🙂

Missionari… andate! – Passi nella fede/5

Passi nella fede

Missionari… andate!

passi nella fede – la parola ai giovani testimoni

E ora inizia la vita!

“Andate, senza paura, per servire!” L’invito di Dio, afferma il Papa, è chiaro.

Le parole sono tre:

  1. Andate
  2. Senza paura
  3. per servire

Andate fino alle periferie dell’esistenza, ha affermato. E ora ognuno, sia chi ha vissuto la Giornata mondiale della gioventù a Rio, sia chi l’ha vissuta via web, può scegliere se far sì che quest’esperienza resti solo una bella esperienza, o se farla diventare un punto di non ritorno per la propria vita.

Il mandato è chiaro: giovani andate e siate missionari!

Voi che avete accolto Dio, voi che avete preso sul serio la sua parola, che vi siete sentiti in qualche modo raggiunti dal suo amore, che avete voluto varcare la porta della fede: ora non resta che andare amando! Andare nella consapevolezza e volontà di vivere da figli amati, da discepoli fedeli, da testimoni audaci, da apostoli dell’amore instancabile di Dio che diventa vero, credibile e toccabile solo attraverso le nostre stesse scelte di vita. Dio passa nella nostra storia personale, nel nostro linguaggio, nelle nostre scelte, nei nostri silenzi, nelle prese di posizione scomode, nella tenerezza, per raggiungere gli altri e aprirli alla vita. 

Andare, non fermarsi, questo è l’imperativo. Non permettere alla paura, alle insicurezze, al futuro precario di condizionare il nostro cuore, la nostra fiducia in lui. Occorre, nella fede/fiducia, diventare seminatori di speranza, perché il mondo impari, da Gesù Cristo, ad attuare la rivoluzione dell’amore.

 

 Video catechesi in streaming
con testimonianze di Giovani Campani
che hanno vissuto il gemellaggio con Rio da Salerno

Ti aspettiamo per confronti e condivisioni sulla nostra pagina di facebook Giovani & Vangelo a presto e Grazie per aver condiviso con noi quest’intensa esperienza di Grazia!!!

Vi aspettiamo su:
http://www.cantalavita.com
http://www.popeup.net

Su facebook:
Giovani & Vangelo
Pope-up
Figlie di San Paolo – Paoline

Missionari… Andate! – La preghiera del giorno

preghieraSiamo arrivati alla meta! Non abbiamo solo raggiunto il traguardo ma siamo ricchi di tutto quello che abbiamo visto, sentito, sperimentato e condiviso.

Si torna alla propria realtà, alla routine di ogni giorno… ma con una marcia in più! Tocca a noi adesso, sì, a me che scrivo e a te che leggi amico e amica del web, portare in ogni situazione quel soffio di vita piena, di felicità, di Dio che ci è stato donato e che abbiamo accolto. Portarlo a chi? A chiunque! Consapevoli che lo Spirito Santo aiuta la nostra debolezza.

La preghiera di oggi Il mio sì per amore aiuta ad interrogarci sulla nostra disponibilità.

Prima di pregarla, però, lasciamoci raggiungere dalla Parola del Vangelo… e da oggi, con la vita, scriveremo noi stessi l’ “Oggi qualcuno ha detto” che ci ha accompagnato in questi giorni.

Gesù invita anche noi a partire

Atti 11, 7-8

Gesù rispose: “Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra“. 

E io?

Sono deciso ad accogliere l’invito di Gesù a partire?
Cosa voglio condividere con coloro che incontrerò?
Mi sento inviato? A cosa?
Come voglio comunicare agli altri la fede?

Pregando
Il mio sì per amore

Guardo ai tanti testimoni del Vangelo:Il mio si per amore
testimoni eroici della carità,
annunciatori fedeli della Verità.

Guardo a tutti coloro che, con semplicità,
costruiscono pagine nuove di un Vangelo
che oggi si fa vita per tutti.

È da loro, Signore, che mi chiedi di imparare
la concretezza di una risposta umile e audace,
capace di perdere tutto per ritrovare te, unico Signore.

Sento, Signore, che davanti a me poni
una strada da percorrere.
C’è un futuro che mi aspetta,
risposte da dare, scelte da vivere.

Voglio poter tendere, Signore,
verso quegli orizzonti che per me dischiudi,
voglio correre senza farmi appesantire dal passato,
mosso dal desiderio di raggiungere te,
di comprendere, di vivere, di lasciarmi conquistare da te,
Signore della storia e di tutti i viventi. Amen.

Oggi qualcuno ha detto… si parte!

Oggi sarai tu il protagonista! Come?!

Pensa, ricorda, ripercorri il percorso fatto. Torna sui passi compiuti e chiediti quali sensazioni, dubbi e certezze ti hanno lasciato e perché. Cosa chiedono oggi queste parole alla tua quotidianità?

Per andare bisogna muoversi, fare passi concreti e tangibili. Oggi, allora, siamo invitati a metterci in cammino. Perché non farlo sulle strade del web? Annunciare il Vangelo è uno stile che deve trasparire dai nostri gesti. Impegniamoci da oggi a condividere nella nostra vita la nostra fede, con coraggio e gioia!

 

Ognuno di noi la preghi durante la giornata, la condivida con amici e conoscenti, la faccia pregare, perchè, anche nel web, la GMG diventi un tempo un tempo di grazia, di ascolto e di condivisione della fede.

a cura di suor Veronica Bernasconi, fsp

Scarica la traccia stampabile per la tua riflessione e preghiera personale: Missionari… Andate! – versione stampabile

Ti aspettiamo sui nostri siti: Paoline – Cantalavita  – Pope-up

E sulle pagine di FB: Giovani & Vangelo – Pope-up

Una parola disturbante – Passi nella fede/4

Il seme della ParolaUna parola disturbante

 

Dolce come il miele e, allo stesso tempo, amara. Scomoda, disturbante, buona spesso a far perdere il sonno. Parola di vita e allo stesso tempo di morte. Parola che tocca e trasforma, Parola che instancabilmente parla. Parola forte e debole, onnipotente e fragile, parola di Dio ma affidata all’uomo. Parola che non tace. Parola che non si nasconde. Parola di tenerezza e di denuncia. Parola che per vivere ha avuto bisogno della natura umana. Parola che si dona in ogni istante. Parola che per donarsi vuole aver bisogno della fragilità umana. Parola che vuole abitare in noi, crescere in noi, donarsi attraverso noi.

Parola che, oggi, continua a essere Gesù Cristo vivo e operante nella storia. Parola che vuole raggiungerci e parlarci. Parola che in noi e attraverso noi vuole diventare dono.

Questa è la Parola di Dio alla quale spesso dedichiamo distrazione, fretta e superficialità. Eppure la sua Parola continua oggi a essere una parola che attraversa i cielo e ci raggiunge, che scende nelle profondità della terra e germoglia, che sfida la nostra fragilità ed è disposta a trasformarla in pienezza. 

Noi oggi saremo con un gruppo di giovani per un workshop sulla Parola. Lasciamo a voi queste brevi, ma crediamo, intense provocazioni, perché la Parola possa trovare sempre più spazio nella nostra vita, nelle relazioni e sulla nostra lingua.

Oggi ti proponiamo…

…di scegliere una parola o una frase tratta dalla Bibbia, e di dedicarla a una persona a te cara, a cui stai pensando particolarmente o che sta vivendo un momento particolare di difficoltà. Scrivile un messaggio, o mandale un SMS, dedicandole la Parola e pregando per lei.

Scrivi i tuoi dubbi, le domande, i tuoi commenti sulla nostra pagina di facebook Giovani & Vangelo e proveremo a rispondere alle tue domande!

Con  Passi nella fede saremo on line ogni giorno, dal 22 al 27 luglio alle ore 19.00 (ora italiana)

Vi aspettiamo su:
http://www.cantalavita.com
http://www.popeup.net

Su facebook:
Giovani & Vangelo
Pope-up
Figlie di San Paolo – Paoline

Una parola disturbante – La preghiera del giorno

Seme della Parola

Chi è il tuo compagno di viaggio?

Un amico consiglia, conforta, sprona e provoca. Oggi facciamo entrare nella nostra vita e nella nostra giornata la Parola di Dio, proprio come colei che ci guida e ci affianca. La Parola, se decidiamo di darle retta, incoraggia ma anche infastidisce perché ci scomoda e ci trasforma. E disturba perché chiede di proprio a noi di essere donata. 

La preghiera di oggi  Il pane della gioia ci aiuta a entrare in contatto profondo con il Vangelo, perché sia sempre di più parte di noi.

Prima di pregarla, però prova a lasciarti raggiungere dalla Parola del Vangelo.

Gesù, con la sua Parola, entra nella nostra vita

Ebrei 4, 12-13

Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore. Non vi è creatura che possa nascondersi davanti a Dio, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi di colui al quale noi dobbiamo rendere conto.

Oggi qualcuno ha detto

Sant’Agostino

Io mi gettai disteso, non so come, sotto una pianta di fico e diedi libero corso alle lacrime. A un tratto mi giunge una voce, come di fanciullo o fanciulla, non so, che diceva cantando e ripetendo più volte:Prendi e leggi, prendi e leggi”. Cominciai a riflettere. Arginata la piena delle lacrime, mi alzai. L’unica interpretazione possibile era per me che si trattasse di un comando divino ad aprire il libro e a leggere il primo verso che vi avrei trovato. Afferrai il libro delle lettere di San Paolo, lo aprii e lessi tacito il primo versetto su cui mi caddero gli occhi. Diceva: “Non nelle crapule e nelle ebbrezze, non negli amplessi e nelle impudicizie, non nelle contese e nelle invidie, ma rivestitevi del Signore Gesù Cristo né assecondate la carne nelle sue concupiscenze”. Non volli leggere oltre, né mi occorreva. Appena terminata infatti la lettura di questa frase, una luce, quasi, di certezza penetrò nel mio cuore e tutte le tenebre del dubbio si dissiparono.

                                                    Da Le confessioni

 

E io?

Quanto tempo dedico alla lettura del Vangelo?
Mi lascio interrogare da quello che la Parola dice alla mia vita?
Accolgo le provocazioni che Gesù mi rivolge?
Cosa cambia nella mia vita?

Pregando
Il pane della gioia

È la tua Parola, Signore.
Perché il messaggio, che rivolgi a ognuno di noi,
è sempre un messaggio d’amore,
un invito alla fede, che ci viene offerta come dono.

È la tua Parola che nutre, inquieta e consola;
impegna alla ricerca, all’ascolto,
all’apertura verso gli altri e verso il mondo.

È il Cristo sempre presente, che ci invita
ad accoglierlo come figli del Dio vivo,
e a condurre anche gli altri all’incontro con Lui,
per realizzare, insieme, una vita piena.

Il tuo Spirito, Signore, ci guidi alla verità tutta intera;
a scoprire l’amore vero, che sempre è fonte di gioia;
e ci renda creativi nel comunicare il Vangelo
nei diversi ambiti dell’annuncio: le famiglie,
i quartieri, i luoghi di preghiera, di studio, di lavoro e di svago;
i gruppi degli amici e il continente digitale.

Ci aiuti a rimanere sempre in docile ascolto della tua Parola,
per poter volare alto e vivere la nostra vita cristiana
come un costante atto di fede, di speranza e d’amore.

Ognuno di noi la preghi durante la giornata, la condivida con amici e conoscenti, la faccia pregare, perchè, anche nel web, la GMG diventi un tempo un tempo di grazia, di ascolto e di condivisione della fede.

a cura di suor Veronica Bernasconi, fsp

Scarica la traccia stampabile per la tua riflessione e preghiera personale: Una Parola disturbante

Ti aspettiamo sui nostri siti: Paoline – Cantalavita  – Pope-up

E sulle pagine di FB: Giovani & Vangelo – Pope-up

Varcando le porte della fede – Passi nella fede/3

Varcando le porte della fede

passi nella fede – video catechesi

fede_facebookLa fede è null’altro che fiducia, disponibilità a credere nelle parole di un altro, a fidarsi della sua parola.
Questa disponibilità interiore, che di fatto ci ha permesso di iniziare un cammino verso un oltre, qualsiasi oltre della nostra vita, anche quell’oltre che per convinzione interiore o razionale, non siamo disposti a chiamare Dio, ci permette di varcare la porta della fede e di vedere. “Chi crede, vede”, ci ricorda il Papa.
“Chi crede vede”… magari vedremo ombre, come il cieco, ma poi arriveremo alla luce e saremo capaci di vedere ogni cosa, di varcare l’oltre del mistero incomprensibile, di entrare in relazione con colui che pensiamo lontano o irraggiungibile. Vedremo, perché accompagnati, sostenuti, guariti da colui che si è consegnato per essere la luce in ogni forma di oscurità.
Non si crede perché si vede! Non si crede quando tutto è chiaro. Credere è fidarsi, è camminare nel buio sapendo di non essere soli. Varcare le porte della fede è aprirsi all’incontro con Dio, senza se e senza ma.

Aprirsi lasciandosi sorprendere dall’Immenso…

 

 Video catechesi in streaming

Scrivi i tuoi dubbi, le domande, i tuoi commenti sulla nostra pagina di facebook Giovani & Vangelo e proveremo a rispondere alle tue domande!

Con  Passi nella fede saremo on line ogni giorno, dal 22 al 27 luglio alle ore 19.00 (ora italiana)

Vi aspettiamo su:
http://www.cantalavita.com
http://www.popeup.net

Su facebook:
Giovani & Vangelo
Pope-up
Figlie di San Paolo – Paoline