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GP2 GenerAzioni – Non abbiate paura!_2a Parte

Non abbiate paura, forza, coraggio, sono con voi, ho fiducia in voi… 
Tante volte Giovanni Paolo II si è rivolto ai giovani con queste parole, esortandoli con amore a non avere paura di SPALANCARE LE PORTE A CRISTO, a non aver paura  di seguirlo, di metterlo al centro della propria vita, di annunciarlo senza vergogna nelle piazze, tra la gente, nei luoghi del vivere quotidiano!
Non abbiate paura: “di rispondere alla vostra vocazione“.
Non abbiate paura: “del futuro“.
Non abbiate paura: “della sofferenza e della morte“.
Non abbiate paura: “di proclamare il Vangelo“.

NON ABBIATE PAURA DI RISPONDERE ALLA VOSTRA VOCAZIONE!

Non abbiate paura di ritornare incessantemente a Cristo, fonte della Vita! […] Manifestando la sua fiducia, Gesù volge a voi il suo sguardo e vi invita a fare della vostra esistenza qualcosa di buono, facendo fruttificare i talenti che vi ha affidato, per il servizio alla Chiesa e ai vostri fratelli, come pure per l’edificazione di una società più solidale, più giusta e più pacifica.
Cristo vi invita a riporre la vostra speranza in lui e a seguirlo sulla via del matrimonio, del sacerdozio o della vita consacrata.
Nel silenzio del vostro cuore, non abbiate paura di ascoltare il Signore che vi parla!

GIOVANNI PAOLO II
Discorso ai giovani di Rouen, 4 Aprile 2000

NON ABBIATE PAURA DEL FUTURO!

In Cristo voi potete credere nel futuro, anche se non potete distinguerne i contorni.
Voi potete affidarvi al Signore del futuro, e superare così il vostro scoraggiamento di fronte alla grandezza del compito ed al prezzo da pagare. Ai discepoli sgomenti sulla via di Emmaus il Signore disse: «Non era necessario che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?».
Il Signore rivolge queste stesse parole a ciascuno di noi. 
Per questo, non abbiate paura di impegnare le vostre vite nella pace e nella giustizia, perché voi sapete che il Signore è con voi in tutte le vostre vie.

GIOVANNI PAOLO II
Messaggio per la XVIII Giornata Mondiale della Pace

NON ABBIATE PAURA DELLA SOFFERENZA E DELLA MORTE!

Poiché la croce di Cristo è il segno d’amore e di salvezza, non deve sorprenderci che ogni amore autentico richiede sacrificio. Non abbiate paura allora quando l’amore è esigente.
Non abbiate paura quando l’amore richiede sacrificioNon abbiate paura della croce di Cristo.

La croce è l’Albero della Vita.

È sorgente di ogni gioia e di ogni pace.
Era l’unico modo per Gesù di arrivare alla risurrezione e al trionfo.
È l’unico modo per noi di partecipare alla sua vita, ora e sempre.

GIOVANNI PAOLO II
Discorso ai giovani di Auckland, 22 novembre 1986 

NON ABBIATE PAURA DI PROCLAMARE IL VANGELO!

Certamente il messaggio che la Croce comunica non è facile da comprendere nella nostra epoca, in cui il benessere materiale e le comodità sono proposti e ricercati come valori prioritari. Ma voi, cari giovani, non abbiate paura di proclamare, in ogni circostanza il Vangelo della Croce.

Non abbiate paura di andare controcorrente!

GIOVANNI PAOLO II
Omelia, 4 Aprile 2004

CATECHISTI PARROCCHIALI – Novembre 2011: NEL DESIDERIO DI COLUI CHE VIENE

UN CUORE UMILE E SEMPLICE…

di F. Carletti – A.M. D’Angelo

In Avvento, durante la preparazione del presepe, tra tutti gli elementi che lo compongono ve n’è uno che spesso passa inosservato: la mangiatoia. Ci sono Maria e Giuseppe in attesa di Gesù, i pastori che si avviano alla capanna, case e casette, angeli e greggi… e la mangiatoia resta nell’ombra della stalla di Betlemme.
Eppure è interessante soffermarci su questo oggetto che ha avuto la fortuna di accogliere il Figlio di Dio. Prima, in realtà, Gesù è stato accolto dal grembo di Maria, ma possiamo dire che il cuore della Madonna era umile e semplice come una mangiatoia.
L’attività proposta, è quella di realizzare con i fanciulli le mangiatoie, utilizzando materiali semplici ed economici.
La mangiatoia vuota potrà poi essere portata a casa e tenuta in camera per diversi motivi:
• come simbolo dell’Avvento e, quindi, dell’attesa della nascita di Gesù;
• per ricordarci che, per accogliere Gesù, occorre avere un cuore semplice e umile come quello di Maria. Durante l’Avvento, la mangiatoia potrà essere usata anche come porta lumino: del resto siamo in attesa di una luce (Gv 1,4-5) in grado di illuminare il mondo, la nostra vita;
• potrà costituire un simbolo per la preghiera personale o in famiglia.

Il materiale che si può utilizzare per la costruzione della mangiatoia è: un panetto di Das, colori a tempera, un pennellino, un coltello di plastica e paglia artificiale.
Per costruire la mangiatoia basta seguire i passaggi illustrati dalle figure a pagina 15 della rivista e cioè:
– bisogna prendere alcune strisce di Das, appallottolarle e, poi con le mani, stenderle su un piano formando strisce affusolate (passaggio 1);
– tagliare con il coltello di plastica 12 strisce di Das della lunghezza di circa 8 cm (passaggio 2);
– disporre parallelamente due strisce alla distanza di 2 cm, si tratta delle basi della mangiatoia (passaggio 3);
– stendere tre strisce di Das sui due assi, incurvandole, formando gli elementi portanti su cui disporre orizzontalmente le altre strisce rimaste (passaggio 4);
– mettere le restanti strisce sulla base così formata, creando il piano d’appoggio della mangiatoia;
– lasciare seccare il Das;
– pitturare con le tempere e quando la tempera è asciutta mettere la paglia sopra.

In casa predisporre un angolo per la preghiera in cui collocare il Vangelo aperto e la mangiatoia porta lumino, per accenderlo e sedersi intorno.
Si propone ai ragazzi di trovare un momento tranquillo della giornata dove porsi davanti alla mangiatoia, con il lumino acceso per intrattenersi in un breve dialogo con Dio.
Si può, poi, suggerire ai ragazzi di leggere insieme ai genitori, alla sera, un brano del vangelo per tutto il periodo di avvento.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Novembre di Catechisti Parrocchiali

Per vedere il sommario di Catechisti Parrocchiali di Novembre 2011 clicca qui

Per info e abbonamenti:

Semplicemente Gesù – incontri on line/ottobre 2011_Step1

Benvenuti, cari amici, benvenuti al primo dei nostri incontri:

Semplicemente Gesù

questo è il tema che ci chiederà di entrare nel vivo della proposta cristiana, di quel “Vangelo di Gesù Cristo” che chiede di risuonare, oggi come ieri, nella nostra vita. Davanti a noi, si spalanca un cammino pregno di novità e di effervescenza, la stessa effervescenza dello Spirito, che vuole fare di noi e con noi una nuova creazione.

Vivere un itinerario on line, richiede però la stessa voglia di mettersi in gioco, la stessa serietà di cammino, il dover scegliere di dedicare del tempo a Dio.
Non basterà mettersi davanti a un pc e leggere un post, scaricare la scheda o vedere la video-riflessione.
Dio per parlare al cuore avrà comunque bisogno che ognuno gli dedichi del tempo per ascoltare la sua parola, per imparare a percorrere le sue vie, rispondere ai suoi appelli, seguirlo, lì dove e come il suo mandato d’amore ci invierà.

Non aggiungo altro cari amici, compagni di questa particolarissima avventura della fede; vi lasciamo scoprire tutto il resto dal video, nel quale troverete indicazioni sul percorso, atteggiamenti necessari per viverlo al meglio e provocazioni sulla nostra vita di fede, a partire dal Vangelo di Marco e, nello specifico, Mc 1, 1-8. 14-15.


Video – catechesi



Come una voce sola davanti a Dio
Preghiera conclusiva

Signore Gesù,
oggi come ieri, sono molti i Giovanni Battista
che mandi nella nostra vita come voci forti
che chiedono di aprire il cuore alla tua Parola,
di spalancare quelle porte, più decisamente chiuse,
di lasciarti entrare in quei deserti più aridi,
in quegli spazi più impervi del nostro cuore
per veder rinascere ancora una volta la vita.
Il tempo della grazia, tempo del tuo amore,
è ancora una volta, tempo favorevole per la mia vita.

Tu, Signore Gesù,
con le tue logiche e le tue proposte paradossali,
sei ancora una volta alla porta e bussi.
Il tempo è ormai compiuto: tempo di amore e di perdono.
Dio è qui, sempre più vicino!

Aiutami, Signore, a dire sì!
Sì alle tue logiche, sì alle tue proposte,
sì a ogni passo che mi chiederai di vivere
perché la mia fede sia sempre più vera,
sempre più vita. Amen

Poche righe per innalzare al Signore la nostra comune preghiera, fatta di parole, ma soprattutto di Parola, di quella novità che il Vangelo ci chiede di imparare ad ascoltare e ad assumere. Sale al Signore come incenso profumato, con la forza di una piccola comunità riunita nel suo nome, anche in rete.

Gesù…
semplicemente Lui è per te, per me, per noi,
la più singolare e rivoluzionaria proposta di vita e di pienezza.

Per saperne di più scrivi a:

Sr Mariangela: m.tassielli@paoline.it

Per condividere riflessioni, mettere in campo domande, dubbi, voglia di saperne di più, seguici anche su

Facebook: Giovani & Vangelo
su Tw: Cantalavita

Potrai trovare aggiornamenti in tempo reale e condividi i link sulle pagine di amici e conoscenti che a tuo parere potrebbero essere interessati dall’annuncio di gioia con cui il Vangelo ci raggiunge.

Inoltre se hai meno di 30 anni ti proponiamo il gruppo facebook:

GEP – Giovani Evangelizzatori Paolini

Se desideri vivere momenti di preghiera ti consigliamo il libro: Attirerò tutti a me – Adorazioni eucaristiche per ogni tempo dell’anno. Autore: Suor Mariangela Tassielli – Ed. Paoline

Ti auguriamo buon cammino e buon tutto!

Ti ricordiamo il cammino di incontri online 2012 -2013

Felici di vivere

Fatti di Parola! …o di Parole?! – incontri on line


Amore, pace, fraternità, odio, gioia, perdono, delusione, paura, coraggio, determinazione, scelta…. e ora…

STOP!!!

Prima di leggere altro, ognuno di voi rientri nella propria mente e vada a scoprire quali sono le parole che in questo momento stanno animando (o offuscando…) mente, cuore, desideri… e poi ancora una volta, prima di pensare ad altro tornate qui, tra queste righe.

Ci siete? Vi aspettavamo, perchè lo sappiamo tutti, i viaggi nella nostra mente sono lunghi e spesso poco lineari. Luce, buio, nebbia… tutto si sussegue e si interseca. Ma tra tutte le parole che vi abitano, vorremmo ce ne potesse essere una UNA in particolare. Una parola unica e dal potere enorme di poter cambiare  ciò che tocca, soprattutto se riesce a toccare una vita.

Questa Parola è Gesù Cristo e il suo vangelo, la sua notizia straordinariamente folle, consegnata all’umanità di tutti i tempi. Lui è la Parola che sola può renderci nuovi: nuova vita, nuova creatura, nuova mente, nuove idee, nuovo modo di credere e di scegliere come vivere.

Lui c’è… c’è sempre stato, ma noi? Dove siamo noi?

Ci sentiamo tutti, ancora una volta scelti, chiamati, attraverso quel sorriso, che facendoci sentire unici, ci dice:

Dai! Vieni! Che aspetti? Sono qui per te, sono con te,

cosa hai da temere?”

Vieni allora, vieni con noi, incontro alla Parola…ti proponiamo di vivere insieme un cammino di spiritualità e formazione.
Ogni mese andremo on line con riflessioni, tracce di preghiera e adorazioni, che potrai scaricare e valorizzare personalmente o, se sei educatore o catechista, anche con il tuo gruppo.

Dal 30 ottobre al 29 giugno ti aspetteremo con…

incontri paoline

Saremo on line:

  • 30 ottobre
  • 24 novembre
  • 22 dicembre
  • a Gennaio insieme verso il tempo ordinario
  • 23 febbraio
  • 15 marzo
  • in aprile Triduo Pasquale on line
  • 17 maggio
  • 29 giugno

Nella pagina INCONTRI ONLINE troverai di volta in volta i link aggiornati!

Gli incontri sono dedicati a tutti coloro che si ritengono giovani nella fede e desiderano vivere a ritmo del Vangelo, perchè la fede possa diventare vita e la vita possa essere impastata di fede.

Non c’è età, nè città, provienza che possa diventare un ostacolo. Chi desidera vivere con passione e serietà è e sarà il benvenuto.

A presto cari amici blogger, sarà una grande gioia condividere con voi questo cammino di Grazia.

Lasciatevi e lasciamoci stupire da Dio!!!

Radicati e fondati in Cristo! Uno… due…TRE passi verso Madrid!_3°Passo


Uno… due… tre passi verso Madrid

3°Passo: Annunciamo il Vangelo!

di Suor Mariangela Tassielli

«Come crederanno in Colui del quale non hanno sentito parlare?

Come ne sentiranno parlare senza qualcuno che lo annunci?»

San Paolo ai Romani 10, 14

Annunciare il Vangelo, renderlo vivo e credibile, oggi! 

Il Vangelo: incontro tra Dio e l’uomo; Parola che, toccando, ricrea; pane che nutre colui che cammina; linfa di Dio che fa fiorire i deserti del cuore; luce che illumina i sentieri di ogni vita; porta aperta sul mistero di Dio con noi…
Il Vangelo, Parola potente legata a doppio nodo a due libertà: quella di chi sceglie di servirlo e di sceglie di ascoltarlo… 

(CONTINUA SU WWW.PAOLINE.IT)

E noi suore Paoline con i Giovani Evangelizzatori ti aspettiamo alla Tienda de la Palabra, a Madrid, al Parco del Retiro, per condividere la gioia che la Parola di Dio dona a ogni vita. Buon tutto!


Chi ha detto che i giovani non cercano Dio? – Ferrara

Chi ha detto che i giovani non cercano Dio?

A Ferrara, nella comunità delle Figlie di San Paolo (suore Paoline), per un venerdì pomeriggio al mese, alcuni ragazzi di un liceo si sono incontrati  per pregare, imparare e condividere quello che la Parola di Dio suggeriva loro.
Per i giovani, tra i 15 e i 19 anni, è stata una possibilità di incontro e nuove conoscenze, poiché non tutti provenivano dalla stessa classe e di confronto sul modo di vivere quotidianamente la fede anche a scuola. La diversità di età e di esperienze non ha fatto altro che arricchire il dialogo.
A guidare gli incontri sono stati un sacerdote diocesano, Nikki e Veronica, postulanti delle Figlie di San Paolo. 

Le animatrici raccontano…

I ragazzi e i giovani hanno una gran voglia di ascoltare qualcuno che gli parli di Dio, che gli racconti la propria esperienza religiosa, che gli spieghi il senso del Vangelo, e che desiderano condividere tra loro tutto questo!
Ovviamente per capirlo è necessario ascoltarli, interpellarli, preparare qualcosa per loro, mettersi in gioco e sporcarsi le mani con un po’ d’impegno ma i risultati sorprendono.

Questa almeno è l’esperienza che abbiamo portato avanti negli ultimi mesi.

A volte pensiamo che servano gli effetti speciali per stupire e conquistare i più giovani, ma abbiamo smentito anche questo… In questi momenti, infatti, non abbiamo fatto niente di straordinario ma, con serietà e gioia, abbiamo pregato, cantato, letto la Parola di Dio, provato a spiegarla a volte con qualche video o testimonianza e a calarla nelle nostre vite quotidiane. Abbiamo ragionato e condiviso. Questi appuntamenti hanno dato ampio spazio alla riflessione e favorito un confronto tra i giovani sulle questioni più rilevanti della loro fede: Parola, Preghiera, Risurrezione. Ci siamo accorti che quello che forse cercano è una fede in Dio che si trasforma in amicizia e coerenza perché Gesù, che si è fatto uomo per noi, ci ha mostrato che è possibile.

L’ultimo incontro è stato particolarmente efficace.
Il tema era: quale personaggio sei sotto la croce?
A Partire da una selezione di scene tratte dal film The Passion e da alcuni brani del libro Io c’ero di Michele Casella, ci siamo interrogati: e se io fossi stato presente sul calvario alla crocifissione di Gesù, come quale personaggio mi sarei comportato? Una curiosità ci ha spinto: provare a sentire, vedere, vivere ciò che avevano sentito, visto e vissuto quegli uomini sotto la croce.
L’autore del libro, infatti, dice: «I personaggi biblici diventano voci non solo di ieri ma di sempre, e quell’uomo giusto, mai citato col suo nome, Gesù, diventa paradigma di un’ingiustizia che prosegue senza fine. Voci che si udirono sotto la croce ma che rivivono sotto ogni croce. E non possiamo pensare che non siano fatti nostri. Perché c’eravamo tutti noi in Lui sulla croce».
Noi abbiamo ascoltato le voci di Giuda, Maddalena, Pilato, Simone di Cirene e Maria che si ritrovarono coinvolti nelle vicende di un certo Gesù di Nazaret e, più precisamente, nel momento della sua insolita crocifissione. Tanti nomi sono costretti a rivivere per sempre quell’attimo di quel giorno. Come non immedesimars
i in alcuni di costoro? La maggior parte dei ragazzi si sono immedesimati in Simone di Cirene: in fondo, hanno evidenziato, «noi non eravamo interessati a condividere la nostra storia con Gesù ma, grazie a qualcuno che ci ha coinvolti, abbiamo sperimentato che, anche se dobbiamo portare la croce, farlo con Lui, il figlio di Dio, ne vale la pena!»
Di fronte alla passione di Gesù non possiamo rimanere indifferenti: la Croce ci interpella, ci domanda un parere, ci obbliga a prendere una posizione. Ci vincola alle nostre scelte, ci incatena alle nostre decisioni. Non possiamo dire: non m’interessa. Il gesto della croce non è immediatamente immaginabile, non è evidenza pura. Appare come una promessa non mantenuta. Dobbiamo prima accogliere e contemplare questa esperienza e domandarci il perché della morte, di “quella” morte, per arrivare poi alla risurrezione. È possibile tutto questo? Bisogna prima accettare un dono della fede: solo accogliendo questo “regalo” complicato possiamo affrontare lo spettacolo della croce, senza però fermarci lì; la croce non è più il capolinea delle nostre esperienze! Ed è necessario fare una riflessione: a partire dal dono della fede arriviamo a capire, ma soprattutto ad accettare come buone per noi, parole come risurrezione, vita dopo la morte, fino ad arrivare a traguardi per noi inimmaginabili.

 (Veronica Bernasconi & Anne Dominique Ramos, postulanti Figlie di San Paolo)

Ma i protagonisti, cosa ne pensano?

« L’esperienza di venerdì l’ho trovata molto utile ed interessante. Infatti mi ha permesso di vedere tutto sotto un’altra prospettiva, sotto un’altra luce. Mi sono immedesimata in Simone di Cirene, in Maddalena e anche in Pilato. Ho “capito” le loro sensazioni e le loro scelte, anche se non ho condiviso quelle di tutti. Inoltre è stato utile anche come “confronto” di varie idee. Infatti tutti i partecipanti a quest’incontro esprimevano il loro pensiero sinceramente, senza fingere di essere più “buoni” di quanto in realtà non lo fossero! La consiglio come esperienza soprattutto nel periodo di Quaresima! »

Maria 

« Io sono andata agli incontri e mi sono piaciuti molto, sono stati ben ideati e sono riusciti a parlare della religione, della Chiesa e della figura di Gesù in modo libero e interessante. L’idea del video dell’ultimo incontro mi è piaciuta molto, mi ha aiutato a vedere le cose da un nuovo punto di vista che non avevo preso in considerazione prima. Inoltre è bello poter condividere le proprie opinioni e confrontarsi con ragazzi e ragazze all’incirca della mia età ».

Irene 

« Per me è stato molto interessante e molto originale… E soprattutto per me è importante che anche chi non crede possa dire la sua senza sentirsi giudicato dato il luogo di incontro! È una bella immagine di accoglienza e fratellanza proprio come dovremmo fare noi ogni giorno!

 Chiara

Ho trovato questi incontri molto interessanti, nonostante non sia stata presente al secondo incontro… Il primo, sull’importanza della parola, mi è piaciuto molto, perché mi ha ricordato quanto importante sia il suo uso e allo stesso tempo quanto sia delicato… Il terzo è stato certamente più coinvolgente, perché ci ha dato l’opportunità di identificarci con un personaggio particolare, permettendoci anche di presentarci agli altri servendoci di un esempio!… e bello il montaggio del filmato, mi è piaciuto davvero molto!!

Margherita 

Molto interessante istruttivo! Ho conosciuto lati diversi della passione che non conoscevo!

Giulia 

Gli incontri mi sono piaciuti perché ci hanno fatto riflettere su problematiche odierne e attuali, c’è stato anche un confronto tra noi ragazzi che ha evidenziato i nostri comportamenti in comune, e le nostre differenza. Abbiamo conosciuto nuovi amici!

Silvia 

Scarica la sceda di lavoro: scheda riassuntiva

100.000 grazie e ancora non basta ;-)

Ci siamo!!! Siamo ormai oltre i 100.000 visitatori di cantalavita.

 Numeretti se messi a confronto con i famosi network mondiali, ma per noi è una tappa significativa, perchè noi e voi sappiamo di abitare e condividere spazi di vita, personale, comunitaria, ecclesiale, che per tutti e per ciascuno si fanno canto, preghiera, lode, condivisione, provocazione, input per crescere nella vita di fede e nella santità.

100.000 grazie allora perchè dietro questi numeri ci sono le vostre e le nostre storie, ci sono sentieri di speranza che abbiamo trasformato in annuncio.

100.000 grazie per il tempo trascorso, investito e speso per rendere queste righe vive, per farle uscire dall’infinito anonimo della rete, facendole entrare nel vostro cuore.

100.000 grazie per chi, giorno dopo giorno, con costanza e passione apostolica ha fatto sì che questo semplice spazio divenisse autostrada di un Vangelo che interroga la vita, che spinge a uscire da sè, che chiede risposte autentiche e sempre più convinte e motivate e allora 100.000 grazie speciali alla giovane redazione, fatta di giovani appunto, che investono tempo ed energie per trasformare la loro vita di fede in comunicazione della loro personale esperienza di Dio.

100.000 grazie a tutti voi che arrivate casualmente nelle nostre pagine, che sbirciate decidete di andare oltre.

100.000 grazie a tutti voi, di cui non conosciamo nomi, volti, interessi, desideri, storie, speranze, delusioni.

Grazie… che non può che diventare preghiera!

Sabato 28 maggio dalle ore 23.00 alle ore 24.00,
nella Chiesa di santa Lucia a Salerno,
(situata di fronte allo 089 – via Roma/Lungo mare)…

…si ritroverà tutta la redazione di Cantalavita, la comunità delle suore Paoline, i Gep (Giovani Evangelizzatori Paolini), gli amici della Famiglia Paolina e tutti coloro che lo desiderano per PREGARE e CHIEDERE GRAZIE  al Signore per tutti voi cari amici e per tutti coloro che vivono il mondo della rete e della comunicazione.

Chi tra voi, si trovasse in zona e volesse condividere con noi questo momento è atteso con grande gioia!

Il nostro GRAZIE potrà così caricarsi di quella forza e Grazia di Dio che tutti ci raggiunge, ci sfiora, ci trasforma, ci ama.

Buon tutto e buon cammino nella luce di Dio!

suor Mariangela

Parabolando – Sui passi di Gesù: un deserto nella città – Campo Triduo Pasquale 2011_Testimonianze!

Dal 20 al 23 aprile, ovvero dal mercoledì santo al sabato santo, le Figlie di San Paolo hanno sperimentato per la seconda volta e in modo ancora più radicale un modo innovativo e interattivo di vivere un campo-scuola; questo nello specifico in preparazione alla Pasqua. Le animatrici sono state sr Mariangela, sr Silvia e Dalia, una giovane socia della nostra Associazione Comunicazione e Cultura Paoline ONLUS. I livelli su cui si svolgeva il campo erano tre:

  1. On-line, sul blog Cantalavita e sulla pagina di Facebook Giovani & Vangelo
  2. Stanziale, presso il convento delle Figlie di San Paolo di Napoli, (zona Colli Aminei)
  3. Missionario, presso la parrocchia S. Maria delle Grazie e S. Gennaro di Trecase (NA)

La parola ai partecipanti:

          « Dal 20 al 23 aprile si sono tenuti alcuni incontri in preparazione alla Pasqua con le Figlie di San Paolo presso la loro casa di Napoli.
Al contrario degli altri campi a cui ho partecipato e che, generalmente, si sono tenuti a Roma, questa volta non solo eravamo in Campania ma siamo partiti dalle nostre case all’inizio di ognuno dei quattro giorni in cui si articolava il campo e vi siamo ritornati nel pomeriggio, proprio come da sottotitolo al campo: “Un deserto nella città”.
          Durante il primo giorno, dopo l’introduzione, abbiamo letto delle “testimonianze”: ciò che potrebbero aver pensato e come potrebbero aver passato alcuni personaggi il momento della passione di Gesù. Le quattro testimonianze, o per meglio dire i quattro ritratti, desunti sempre dal Vangelo o dagli Atti degli Apostoli riguardavano quattro importanti personaggi: Maria di Magdala, Giuda, Pietro e San Paolo. Abbiamo riflettuto sul messaggio, sull’esempio che questi personaggi ci hanno lasciato.
          Giovedì Santo ci siamo spostati dalla casa delle Paoline verso la parrocchia S. Maria delle Grazie e S. Gennaro di Trecase (NA), dove abbiamo incontrato i ragazzi dagli 11 ai 14 anni e abbiamo seguito la catechesi con loro. Suor Mariangela ci ha fatto vivere un’esperienza bellissima quando durante una dinamica, ci ha spiegato come tutti noi siamo ingredienti che mescolati e lavorati sapientemente possono da vita ad un unico grande Pane che rappresenta la Chiesa.
          Venerdì Santo abbiamo riflettuto molto su alcuni importanti avvenimenti, ad esempio sulle ultime parole che un Gesù sfinito, scandalo per i discepoli e avversario vinto per i sacerdoti, ha pronunciato con le sue ultime forze: «Eloì, Eloì lemà sabactàni». Parole queste che mi hanno sempre scosso per la loro durezza. Parole, che come ho appreso quello stesso giorno grazie a Suor Mariangela, non sono che un accenno al salmo 22, salmo di gioia e fiducia se considerato nel suo insieme e non di abbandono da parte di Dio.
          Sabato Santo siamo tornati a Trecase ma questa volta abbiamo incontrato i giovanissimi (14-18 anni) con i quali abbiamo fatto gruppo durante una dinamica che ci chiedeva, confrontandoci con le donne che si recano al sepolcro, di scrivere le nostre prospettive, i nostri progetti per il futuro. È stato molto divertente e stimolante entrare in un nuovo gruppo e subito avere coscienza di ciò che rende i suoi componenti uniti, di ciò che li interessa, delle loro aspirazioni e dei loro progetti… in fondo non molto diversi dai miei 😉 ».

Iacopo – Salerno

        

          « Un po’ di tempo per prepararsi alla Pasqua e voglia di mettersi in gioco, questi i requisiti, secondo me, per partecipare al campo “Sui passi di Gesù: un deserto nella città”. Io vi ho partecipato “dal vivo”, tanti altri on-line tramite il blog Cantalavita e la pagina Giovani & Vangelo (Facebook): era sempre un piacere tornare a casa la sera dal campo e leggere i commenti lasciati dagli altri partecipanti “virtuali”.
          Mercoledì 20 aprile c’è stata l’introduzione al campo e abbiamo “incontrato” alcune persone che il Cristo l’hanno conosciuto dal vivo e l’hanno seguito davvero, posando i loro piedi sui suoi passi; come per esempio Maria di Magdala, Giuda, Pietro oppure come Paolo, l’Apostolo delle genti. Ognuno di loro si è come presentato in qualche modo e mi ha insegnato qualcosa; Maria, ad esempio, la sua costanza. Questa sua caratteristica, infatti, ha fatto in modo che fosse la prima donna a cui Gesù è apparso e con cui ha parlato dopo la sua risurrezione. Costoro incontrano Gesù nella loro vita quotidiana e così dobbiamo fare anche noi, fidarci e affidarci al suo amore sia quando tutto va per il meglio, sia quando siamo nel buio della notte, nel buio del peccato o del dolore, nel buio della solitudine e delle lacrime.
          Dalla comunità delle Figlie San Paolo di Napoli, il secondo giorno ci siamo spostati in una parrocchia di Trecase (NA) e abbiamo fatto un incontro assieme ai ragazzi del catechismo di 11-14 anni. Punto centrale, secondo me, della riflessione fatta da suor Mariangela è stato il momento della dinamica del pane: ci ha letteralmente “mostrato” gli ingredienti necessari per fare il pane e li ha applicati a quello che sperimentiamo nella vita. Il pane è la comunità, è la Chiesa, il lievito rappresenta la presenza di Dio nella vita di ciascuno, l’acqua la forza della determinazione, il sale la fede in Dio e la farina i nostri doni personali. Al termine della spiegazione “illustrata” è stata proposta una dinamica proprio sui nostri talenti ed è stata questa dinamica che mi ha colpita particolarmente.
          Il venerdì l’abbiamo vissuto all’ombra della croce, vuota e dura. Ci siamo ritagliati del tempo per riflettere sulle parole di Gesù: “Eloì, Eloì, lemà sabactàni” anche grazie ad un video molto suggestivo incentrato sul salmo 22.
          Il sabato, infine, abbiamo passato una bellissima giornata. Si sentiva che la Risurrezione era nell’aria! Siamo tornati a Trecase per un incontro questa volta con i giovanissimi (14-18 anni) in cui abbiamo messo ai piedi di Gesù i desideri e le aspettative per il futuro… ».

Chiara – Salerno

Puoi guardare le foto del campo su Giovani & Vangelo

Tempo Pasquale: tempo di pietre rimosse!

Tra una pagina e l’altra di Facebook, qualche ora fa ho letto il titolo di un link, forse un augurio… Pasqua tempo di pietre rimosse.

Svegliandomi ho pensato che una delle caratteristiche di quei 50 giorni che seguono la notte della Resurrezione è il perdurare di un tempo di gioia, di rinascita, di vita nuova che non si riduce agli auguri di un giorno. Quello che accade in quel sepolcro non mette nulla a tacere, non calma le paure, non  ammansisce le tensioni, tutt’altro!

Cristo è Risorto, il sepolcro è vuoto, di quel maestro crocifisso non è rimasto nulla, nulla su cui piangere, nulla da rimpiangere.

Chi sceglie di fermarsi nel giardino per cercare le certezze di un corpo morto, rischia di restare in uno stato di eterno rimpianto.
Chi accetta la sfida, di credere nel Risorto, di credere all’annuncio degli angeli, di rinunciare ai suoi progetti e ritornare verso la Galilea, verso il luogo della chiamata, dove tutto ha avuto origine, dove lui ha chiamato tutti per nome, ha guarito e perdonato… chi accetta di vivere la sfida della Resurrezione, di puntare sulla fiducia e non sulle certezze, chi accetta di perdere anche l’unica cosa rimasta di lui (il sepolcro vuoto) sentirà nuovamente le sue parole d’amore, potrà incontrarlo ancora una volta e sentire dalla sua bocca l’ultimo vero mandato.

Accettare la sfida della Pasqua è lasciare che la Vita nuova, proposta dal Signore Risorto, possa rimuovere le pietre dei nostri personali sepolcri, quegli spazi angusti in cui spesso vorremmo rinchiudere la vita di Dio, sempre così alternativa, così diversa dalle nostre aspettative, così oltre i nostri orizzonti.

A noi la scelta:

possiamo continuare a misurare, a restare a mani tesi, a tenere stretti gli oli aromatici per ungere il suo corpo… possiamo restare dentro o fuori a piangere un corpo che non esiste più, ad attendere che ciò che vorremmo accada.

Ma possiamo anche accogliere l’invito del Vangelo: lasciare tutto e andare! Lasciare i nostri oli aromatici, abbandonare i nostri progetti, le nostre certezze conquistate e ritornare lì dove il Maestro ci sta aspettando. Non ci sono certezze: è inutile cercarle. La vita che il Risorto propone è fatta di  fiducia, di speranza e di amore accolto e donato.

E’ questo l’augurio che ci facciamo reciprocamente!

Abbiamo proposto un campo on line, sui passi di Gesù, perché la preparazione alla Pasqua fosse un momento di consapevolezza del dono ricevuto da Dio. Oggi con altrettanta coscienza e gratitudine ci auguriamo che il dono immenso di Dio Padre, Gesù Cristo e la sua vita donata, possa trovare spazio nella nostra vita, per diventare oggi, come ieri, pane spezzato per la vita di tutti i fratelli e sorelle che incrociano la nostra strada.

Buon tempo pasquale! Buon tempo di resurrezione da ogni morte, tempo in cui la vita di Dio possa esplodere in noi!

Auguri a tutti e ciascuno!

Campo online_Triduo Pasquale 2011/ Veglia del giovedì Santo

Giovedì Santo/Veglia: Chi ci separerà

Chi ci separerà dall’amore di Dio? E’ la grande domanda posta da san Paolo ai Romani, che permette all’apostolo di costruire il grande inno all’amore di Dio, resosi visibile, concreto e tangibile in Gesù Cristo, nella croce, nel dono totale della sua vita. È la grande domanda che in questa particolare notte risuona forte nel nostro cuore, come nel cuore di ogni credente. È la domanda che mette noi in discussione e permette a Dio di sconvolgere i nostri equilibri instabili e fare breccia nei nostri muri. Ci sono forze in noi, spazi a volte sconosciuti, abitati da desideri, da timori, da ricordi e da sensazioni, che spesso ci danno l’impressione della lontananza, della distanza interiore tra la nostra vita e il suo amore. Eppure sulla nostra realtà concreta, con tutte le sue energie e tutte le rigidità, viene proclamata la grande certezza: nulla, né morte, né vita, né presente, né futuro potrà mai separarci dal suo amore. Questa è la certezza di Dio che oggi interpella la nostra vita. Questo è il dono che gratuitamente ci viene donato.


Rm 8, 31 – 39

Se Dio è per noi, fratelli carissimi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio giustifica. Chi condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi? Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Proprio come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo trattati come pecore da macello. Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore.

«Pensa, prega, agisci in me. Io in te, tu in me. Lo sai, è questo il mio desiderio di intimità con te. Io sto di continuo alla porta della tua anima e busso. Se ascolti la mia voce e mi spalanchi la porta, allora entro in casa tua e ceniamo insieme. Non preoccuparti del menù. Ogni volta provvedo io al banchetto e la mia gioia sta nel vederlo assaporare in modo da essere sempre più idoneo a donarmi ai tuoi fratelli. Pensa a loro pensando a me. Assumili lasciandoti assorbire in me. Vivi con me come l’Amico che mai si abbandona. Non mi lasciare con la volontà, non mi lasciare con il cuore, cerca di lasciarmi il meno possibile anche con la tua mente. Sii attento alla mia Presenza, al mio Sguardo, al mio Amore, alla mia Parola.
Alla mia presenza
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Sai bene che sono presente, vicino a te, in te e negli altri. Ma altro è saperlo, altro è provarlo. Chiedimi spesso questa grazia. Essa non sarà rifiutata alla tua preghiera umile e perseverante. Essa è l’espressione più concreta di una fede viva e di una carità ardente.
Al mio Sguardo. Sai bene che i miei occhi non si distolgono da te.
Al mio Amore. Sai bene che sono l’Amore, ma lo sono ancor di più di quanto tu lo sappia. Adora e abbi fiducia. Le sorprese che ti riservo sono molto più belle di quanto tu possa immaginare. Il tempo del dopo-morte sarà quello della vittoria del mio Amore su tutti i limiti umani, purché non siano stati deliberatamente voluti come ostacolo contro di esso. Sin da oggi, chiedimi la grazia di una percezione più acuta, più intuitiva di tutte le delicatezze del mio immenso Amore verso di te».

G. Courtois, Quando il Maestro parla al cuore