Archivi categoria: incontro con Dio

GP2 GenerAzioni – Siate fiaccole!

Buona domenica! – IV T.O. (Anno B)

«Erano stupiti del suo insegnamento:
egli infatti insegnava loro come uno che
ha autorità,
e non come gli scribi»

Dal Vangelo di Marco (Mc 1, 21-28)
IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Sono tempi difficili, dicevamo. Bene. Allora possiamo andare all’essenziale, rimboccarci le maniche, girare pagina, smetterla di fare i servi di una mentalità e di una cultura che ci sono vendute come inevitabili, come il migliore dei mondi possibili. Emerite baggianate.  Abbiamo costruito un mondo in cui è il profitto a comandare, non l’uomo e il suo bene. Un mondo arrogante e volgare in cui vince chi urla e chi si sbraccia. Torniamo all’essenziale, tutti. Torniamo all’unica buona notizia che vale la pena di ascoltare e che il Maestro è venuto a raccontare: Dio è ed è splendido. E ci chiama a far parte del suo progetto d’amore. Cambiamo il mondo, finalmente. A partire dalla Chiesa.

A CAFARNAO
Marco, ricordate? E’ il primo ad avere scritto un vangelo. E che Vangelo! Dal Battesimo alla Risurrezione, qualche rotolo per raccontare, in un greco stentato, l’inaudito di Dio, il segreto tenuto nascosto nei secoli. Abbiamo incontrato Gesù penitente che scopre di essere prediletto, che mette a fuoco la propria missione. Lo abbiamo incontrato in Galilea, dopo l’arresto del Battista, a dire che il Regno si è avvicinato e che vale la pena convertirsi.
Ora lo troviamo a Cafarnao, in casa di Pietro il pescatore.  È un piccola città sul lago, alla frontiera, diventata importante dopo la divisione del regno di Erode. Ci sono gli esattori per il pedaggio e anche una centuria romana a vigilare la via maris che da Damasco porta a Cesarea Marittima. Di fronte alla casa di Pietro sorge la sinagoga, dove ci si raduna per ascoltare la Parola. Chi legge può anche fare un commento che, di solito, consiste nel ripetere qualche sentenza di un rabbino famoso. Gesù, invece, osa. Parla e racconta, spiega in maniera talmente nuova ed originale che tutti sono entusiasti. Averne di gente così durante le nostre omelie! Non fa voli pindarici, né citazioni teologiche. Non sappiamo cosa abbia detto. E forse le persone nemmeno se ne ricordano. Ma si ricordano del fatto che Gesù parla con autorevolezza, non come gli scribi. Colpisce perché parla di cose che sta vivendo. Parla non perché conosce, ma perché fa diventare vita ciò che legge. Averne.

INDEMONIATI
Nell’assemblea c’è un indemoniato. Capiamoci: con le scarse conoscenze mediche dell’epoca si attribuiva a forze oscure ciò che non si era in grado di spiegare. Malattie come epilessia o comportamenti bipolari erano semplicemente attribuiti ai demoni e si cercava di guarirli con complessi rituali di esorcismo. Non sappiamo cosa avesse questo poveraccio. Sappiamo bene, però, cosa vuole dirci Marco. Il male è presente nella sinagoga, il male è presente nella Chiesa. La prima purificazione da fare, la prima conversione da praticare è all’interno della comunità, non fuori. Iniziare da dentro, dal nostro ambiente, da noi. Perché ci sono dei modi di intendere la fede che sono “demoniaci”, anche dentro la Chiesa.

PROVOCAZIONI
L’affermazione del credente indemoniato è terribile: “Che c’entri con noi, sei venuto per rovinarci!”  È demoniaca una fede che tiene il Signore lontano dalla quotidianità, che lo relega nel sacro, che sorride benevola alle pie esortazioni, senza calarle nella dura quotidianità. È demoniaca una fede che vede in Dio un concorrente e che contrappone la piena riuscita della vita e la fede: se Dio esiste io sono castrato, non posso realizzare i miei desideri. È demoniaca una fede che resta alle parole: il demone riconosce in Gesù il santo di Dio ma non aderisce al suo vangelo.
Ecco tre rischi concreti e misurabili per noi discepoli che frequentiamo la sinagoga: professare la fede in un Dio che non c’entra con la nostra vita, un Dio avversario, un Dio da riconoscere solo a voce.  “Che c’entri con noi?”.
Il rischio, diffuso e presente nella Chiesa del terzo millennio, nel nostro occidente che crede di credere, pasciuto e annoiato, è quello di possedere una fede che resta chiusa nel prezioso recinto del sacro, di una fede fatta di sacri formalismi e di tradizioni, che però non riesce ad incidere, a cambiare la mentalità e il destino del mondo. Una fede che non cambia la vita, i rapporti in economia, in politica, nella giustizia, è una fede fintamente cristiana.
Non basta credere: anche il demonio crede, anch’egli sa bene chi è Gesù e, proprio per questo, sa che egli è venuto per distruggere le tenebre che abitano prepotenti il nostro mondo. Ecco la sfida che il Signore lancia alla sua Chiesa, all’inizio di questo 2012: tornare ad essere davvero credenti, finalmente discepoli.

(PAOLO CURTAZ)

Un’intervista per riflettere…

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La foto vincitrice del concorso fotografico “Cantalavita 2012”

Primo premio

del Concorso Fotografico

Ridillo con una foto

Cantalavita 2012

1a classificata: Adele Cammarata – Palermo

Aiutami Signore a lasciare le reti che mi tengono prigioniera di me stessa
e a lasciarmi condurre da Te verso l’orizzonte della Vita piena.

Mc 1, 14-20 

2a classificata: Stefania Mautone – Como

“Seguendo le Sue orme”

3a classificata: Chiara Ferrarelli – Pavona(RM)

I complimenti di Cantalavita per il lavoro di Adele di Palermo, Stefania di Como e Chiara di Pavona (RM), che presentiamo a tutti i nostri lettori come le prime tre vincitrici del concorso Fotografico “Cantalavita 2012 – Ridillo con una foto”.

A loro l’augurio che la Parola trovi il posto e il tempo giusto per poter entrare nella loro vita e uscire, come comunicazione efficace, attraverso quei doni, abilità, sensibilità, capacità che ognuna custodisce.

Pubblichiamo di seguito i nomi dei primi 10 classificati.

  1. Adele Cammarata – Palermo
  2. Stefania Mautone – Como
  3. Chiara Ferrarelli – Pavona (RM)
  4. Paola Fabrizi – Sutri (VT)
  5. Annarita Casale – Torre Canne di Fasano (BR)
  6. Mariangela Rossi – Cellino San Marco (Brindisi)
    Massimiliano Carfagno – Bellizzi (SA)
  7. Giuseppe Tramontin – Napoli
    Luisa Landi – Calvanico (SA)
    Michela Busi – San Giovanni Bianco (Bergamo)
  8. Evelina Monteleone – Mazara Del Vallo (TP)
    Grazia Filippone – Trecase (NA)
  9. Chiara e Iacopo Langella – Salerno
    Elisa Coppola – Conca dei Marini (SA)
    Maria Rosaria Pezone – Salerno
  10. Flavia Mazzilli – Corato (Bari)

A tutti voi, carissimi partecipanti, che avete provato a riesprimere il Vangelo in foto l’augurio di investire ogni energia per crescere in professionalità, efficacia, testimonianza… perchè come san Paolo Apostolo scriveva il Vangelo corra e sia glorificato, anche tra le strade rapide e volatili della comunicazione! 

Ai membri della giuria un sincero grazie per la competenza e professionalità messa in campo a favore di tutti!

I premi:

1° posto – libri e audiovisivi per un valore di 50 euro
2° posto – libri e audiovisivi per un valore di 30 euro
3° posto – libri e audiovisivi per un valore di 20 euro

premio “speciale mi piace” – un libro per accompagnare la preghiera

Menzione speciale per i “mi piace” ricevuti sulla Pagina Giovani & Vangelo

Margherita Coralluzzo (angeli missionari) – Bellizzi (SA)

“Continuiamo a costruire un mondo di pace: INSIEME”

Cantalavita tra le foto inviate per il Concorso, pubblicherà quelle che ritiene più efficaci in una foto gallery come proposta per la nuova evangelizzazione.

Info utili:

La giuria composta da suore Figlie di San Paolo e laici, tutti impegnati nell’evangelizzazione nel mondo della comunicazione, hanno assegnato a ogni foto una valutazione da 0 a 10, che sommata ha portato ai risultati finali.
Chi tra i partecipanti lo desiderasse, potrà richiedere a m.tassielli@paoline.it la classifica generale con il relativo punteggio.

Ricordiamo che i criteri di valutazione richiedevano:

  1. in primis, che la foto fosse una riespressione artistica della catechesi “E dopo Betlemme?
  2. che era stata data la possibilita di elaborazione in post produzione
  3. che la foto rispettasse dei criteri di presentazione: risoluzione e formato

GP2 GenerAzioni – Dedica un pensiero!

Dedica una frase di Giovanni Paolo II
ad una persona per te speciale!

Buona domenica! – III T.O. (Anno B)

«Dopo che Giovanni fu arrestato,
Gesù andò nella Galilea,
proclamando il vangelo di Dio»

Dal Vangelo di Marco (Mc 1, 14-20)
III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Marco è una ragazzo quando conosce Gesù. In casa sua, probabilmente, la comunità si raduna con una certa frequenza, soprattutto durante i giorni degli eventi pasquali. Ancora più probabile è il fatto che il famoso giardino del Getsemani fosse di proprietà della sua famiglia.
Dopo una prima esperienza al seguito di Barnaba e Paolo, il giovane Marco ha seguito Pietro il pescatore. Ed è proprio Marco, su suggerimento di Pietro, ad avere, per primo, steso un resoconto sulla vita e la predicazione di Gesù, un vangelo. Rivolto a dei pagani avvicinatisi all’annuncio (romani?), scritto in un greco grammaticalmente povero ed essenziale, cogliamo dietro il suo vangelo la freschezza dell’annuncio e possiamo individuare l’esperienza e il pensiero di Pietro dietro le sue parole. Marco sintetizza il Battesimo di Gesù e il periodo passato nel deserto per andare subito all’essenziale. Alla predicazione del Maestro. Alla buona notizia.

VANGELO
Vangelo significa semplicemente buona notizia. Abbiamo bisogno urgente di buone notizie in questo momento di scoramento e fatica!
Gesù inizia la sua predicazione dopo l’arresto di Giovanni: è un evento negativo a spingere Gesù alla predicazione. Il Battista è “consegnato”, riferisce letteralmente il giovane Marco, come ad indicare una Provvidenzialità anche negli eventi umani più balordi, un intervento di Dio anche quando Dio sembra dimentico dei suoi figli, e Gesù ne prende il testimone, ne prolunga l’opera, da’ senso al sacrificio del profeta vissuto per preparargli la strada. Gesù inizia il suo ministero quando sarebbe stato prudente smetterlo, inizia la sua missione in pieno clima di persecuzione verso i profeti, così simile al nostro. Gesù annuncia una buona notizia da parte di Dio: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio si è fatto vicino; convertitevi e credete nel vangelo”. Il tempo è compiuto, questo è il momento giusto, non aspettare oltre: ora, oggi, adesso Dio è qui. Quante volte ci manca il tempo per fare le cose che vorremmo, per incontrare le persone che amiamo, per sederci a godere delle gioie (pochine) che la vita ci dona! Quante volte rimandiamo le cose da fare a momenti più opportuni, a giorni migliori! Quanta fatica facciamo a vivere il presente, anche nella fede, rimandando la conversione, arrendendoci alla tirannia del caos quotidiano!
Dio è qui adesso, anche se non lo senti, anche se non te ne accorgi, anche se la stanchezza o il dolore hanno annebbiato la tua vista interiore. Dio è qui, perché egli si è fatto vicino, perché Natale ci ha spalancato all’evidenza di un Dio accessibile.

IL REGNO E’ QUI
Non solo Dio è accessibile, ma è possibile costruire il suo Regno, vivere nella logica del Vangelo, creare degli spazi, dei luoghi, che diventino succursali del Regno. Non ti devi sforzare, né lo devi meritare (è gratis!), devi solo accorgertene e collaborare. Se è davvero così, se basta voltare la testa per incrociare lo sguardo di Dio, che aspetti? Cambia il tuo approccio al Signore! Forse non te ne accorgerai subito, dice Marco, forse le vicende della vita hanno ispessito la tua anima, ma, fidati, se volgi il tuo sguardo finirai inesorabilmente per incrociare quello del Rabbì. Credici, è la più bella notizia che tu possa ricevere. Oggi: Dio ti si è avvicinato (perché ti ama).
Tutta la nostra fede è racchiusa in questo annuncio: il progetto di bene di un Dio che si fa vicino e il nostro impegno ad accoglierlo, la nostra fatica a non lasciarci travolgere dalle cattive notizie e a lasciar germogliare il bene e il bello che c’è in noi. Ed è una notizia così nuova, così vera, così profonda, che tutto diviene relativo, e gli eventi della vita, anche quelli belli come gli affetti, sono il proscenio che vede Dio come attore protagonista, dice Paolo.

OVUNQUE
La chiamata degli apostoli ci rivela che quest’annuncio ci coglie proprio là dove viviamo, che non abbiamo scuse di sorta, che non possiamo nasconderci dietro i troppi impegni e le troppe cose da fare, né rimandare ad una settimana di esercizi la nostra conversione: al lavoro Gesù chiama Simone e Andrea, mentre riposano chiama Giacomo e Giovanni. Gesù passa e ci chiama, tutti, ovunque. Non ci sono condizioni per diventare suoi discepoli: l’unica cosa che ci è chiesta è la conversione, l’atteggiamento di chi si rende conto che la risposta vera è nel cuore di Dio, di chi decide di mettersi davvero e sul serio in ascolto, come gli abitanti di Ninive nella prima lettura, come chi segue il suggerimento di Paolo: passa la scena di questo mondo. L’ammonimento di Paolo a vivere nel presente con distacco è quanto mai necessario per la conversione. Intendiamoci: “distacco” non significa disinteressarsi del mondo (errore storicamente commesso da parecchi cristiani) ma significa vivere nel mondo con il giusto equilibrio. Significa che il mio lavoro, la mia famiglia, mio marito e i miei figli, il mutuo da pagare sono importanti, certo, ma non sufficienti a colmare il mio cuore, né sufficienti a spegnere il desiderio di assoluto che mi mozza il fiato. E Paolo lo sa bene, lui, che ha visto la sua vita di super credente, di zelante e intollerante fedele diventare strumento di evangelizzazione nelle mani di Dio, l’imprevedibile.

LASCIARE LE RETI
Lasciamo le reti, tutte le reti che ci legano, i pensieri, i giri di testa, i troppi impegni che ci impediscono di lasciarci amare da Cristo. Il suo messaggio continua attraverso la nostra piccola vita, dentro il nostro percorso quotidiano. Siamo chiamati a diventare pescatori di umanità, a tirar fuori tutta l’umanità nascosta nelle pieghe della vita, in questo mondo disumanizzato e disumanizzante. Siamo chiamati, in questo tempo disperato e disperante, a dare la buona notizia di un Dio che abita le nostre solitudini. Il Regno avanza, è presente, ci ammonisce Gesù, accorgitene, lasciati raggiungere, Dio ti ama. E questo ci cambia la vita. Queste sono davvero buone notizie.

(PAOLO CURTAZ)

Per riflettere sorridendo…

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GP2 GenerAzioni – Unità dei cristiani!

Quando si prega insieme tra cristiani, il traguardo dell’unità appare più vicino. 

La lunga storia dei cristiani segnata da molteplici frammentazioni sembra ricomporsi, tendendo a quella fonte della sua unità che è Gesù Cristo. Egli «è lo stesso ieri, oggi e sempre!» (Eb 13,8).

Nella comunione di preghiera Cristo è realmente presente; prega «in noi», «con noi» e «per noi».
E’ lui che guida la nostra preghiera nello Spirito consolatore che ha promesso e ha dato alla sua Chiesa già nel Cenacolo di Gerusalemme, quando egli l’ha costituita nella sua originaria unità.

Sulla via ecumenica verso l’unità, il primato spetta senz’altro alla preghiera comune, all’unione orante di coloro che si stringono insieme attorno a Cristo stesso.

Se i cristiani, nonostante le loro divisioni, sapranno sempre di più unirsi in preghiera comune attorno a Cristo, crescerà la loro consapevolezza di quanto sia limitato ciò che li divide a paragone di ciò che li unisce. Se si incontreranno sempre più spesso e più assiduamente davanti a Cristo nella preghiera, essi potranno trarre coraggio per affrontare tutta la dolorosa ed umana realtà delle divisioni, e si ritroveranno insieme in quella comunità della Chiesa che Cristo forma incessantemente nello Spirito Santo, malgrado tutte le debolezze e gli umani limiti“.

Tratto dal libro
365 giorni con Giovanni Paolo II

“Venite a me tutti” – Tre giorni di Natale a Roma

“Venite a me tutti”. Non è solo l’invito che rivolge Gesù nel Vangelo di Matteo ma, per quest’anno, è stata anche la proposta che abbiamo rivolto come noviziato delle Figlie di San Paolo ad alcune ragazze. «Anche io? Dove? Perché?». Domande che forse ci poniamo davanti a quel brano del Vangelo e che sono state le reazioni stesse delle giovani che abbiamo invitato.
L’esperienza che abbiamo vissuto nei giorni dal 27 al 30 dicembre 2011 a Roma, con chi ha deciso di lasciarsi interpellare, è in sintesi questa: la Parola parla tutti i giorni a ciascuno nella propria vita quotidiana. Ci sono parole e parole, ognuna con la sua dignità; con le parole si comunica, si dialoga ma si ferisce anche. C’è però una Parola che si è incarnata nella vita. La Parola, allora, non è solo “un libro” ma “elemento vitale” se le si presta ascolto e attenzione. Se la Parola è vita, ridurla al silenzio equivale a morire. La Scrittura si propone, allora, come scuola di educazione ad un ascolto che conduce pian piano all’aprirsi a Dio. Occorre analizzare lo sguardo con cui ci accostiamo alla Bibbia e il tipo di ascolto. Per questo, con fatica, ma anche con entusiasmo e beneficio, abbiamo provato a studiare insieme alle nostre giovani ospiti un brano di Vangelo, partendo dall’osservazione del testo per cogliere poi in profondità il suo significato. Ogni versetto, se analizzato, infatti, apre le porte alla riflessione e alla preghiera. Sì, perché con la Parola pregata e amata, la vita si trasforma; questa è anche la testimonianza che è emersa dalle figure dei monaci di Tibirine protagonisti del film Uomini di Dio che abbiamo visto e discusso.
Ma è possibile veramente vivere fidandosi di questa Parola? Abbiamo interrogato alcuni personaggi su questo argomento. San Pietro, depositario della fede della Chiesa, ci ha risposto che “sulla Sua Parola ha gettato le reti”; San Paolo, Apostolo delle genti, ci ha detto “tutto io faccio per il Vangelo”. Anche ai nostri giorni tutto questo è possibile, come ci ha testimoniato il Beato Giacomo Alberione, apostolo della nuova evangelizzazione, che si è dedicato alla diffusione del Vangelo con tutti i moderni mezzi di comunicazione. Le parole non riescono a esprimere l’intensità dei bei momenti trascorsi insieme, il divertimento, la condivisione…. La Parola, invece, ci suggerisce quello che abbiamo sentito come gruppo, giovani ed animatrici: “Rimanete in me e la vostra gioia sarà piena”.

Veronica e Nikki – Novizie delle Figlie di San Paolo

LA PAROLA ALLE PARTECIPANTI:

Ripensando a questi tre giorni mi vengono in mente di primo impatto due cose: le parole del Salmo 23 e una cosa che ha detto Gloria [una delle ragazze presenti, ndr] in una condivisione : “Il Signore mi ha invitato e allora io ho accettato”! Ero un po’ titubante sulla mia partecipazione a questa tre giorni, su cosa fosse meglio per me… ma alla fine ho sentito quello che ha detto Gloria… “se sto ricevendo un invito perché rifiutarlo?” e dopo aver fatto la scelta sono stata felice di sentire nel cuore di essere davvero lì dove avevo bisogno di essere, per riposarmi, per ascoltare i consigli giusti per me in questo momento della mia vita e per incontrare chi il Signore mi ha voluto mettere accanto. Per questo mi viene in mente il Salmo 23 .. per poter dire: “Signore Tu sei il mio pastore: non manco di nulla! Su pascoli erbosi mi fai riposare e ad acque tranquille mi conduci. Mi rinfranchi e mi guidi per il giusto cammino per amore del Tuo nome”. Al di là di tutte le mie incertezze di tutti i miei freni e i miei cambi di rotta c’è un cammino che il Signore traccia per me costantemente, senza mai stancarsi, fatto su misura per come sono! Io credo spesso di sapere cosa è giusto per me ed invece scopro sempre che Lui mi conosce davvero meglio di me stessa! Ci sono molte cose che mi hanno colpita in questi giorni… alla fine sono stati tutti pieni! Per esempio ho sentito che possiamo difendere la nostra pace interiore grazie alla Parola. Ma in particolare mi è rimasta impressa una scena del film “Uomini di Dio” e cioè il momento in cui Cristophe dopo giorni di dubbi, di incertezze, di fatica e di solitudine , una notte, ascoltando la pioggia, si rivolge a Dio dicendo “Signore Tu mi circondi….. ed io Ti amo.” Vorrei poter dire anche io così. Nonostante tutti i miei inciampi e nonostante il Signore ogni tanto mi chieda di fare più di quello che credo necessario, di superare ciò che penso così faticoso… vorrei poter riconoscere questo Amore da Lui e verso Lui che è vivo infondo al cuore. “Signore Tu mi ami… ed io Ti amo”. E poterlo dire anche in mezzo alla tempesta….questo sarebbe bellissimo. E poi oltre tutto questo sono stata molto felice di ridere e sorridere con le mie compagne di cammino in questa avventura, questo perché sono stata messa di fronte al fatto che il Signore ci porta verso la nostra gioia! Grazie di cuore! (Sara, Bologna)

Siamo state accompagnate alla scoperta della Bibbia, che ha bisogno di un po’ di costanza e d’impegno per parlarci, con un metodo che le novizie ci hanno insegnato e che è possibile applicare quotidianamente anche dedicandovi solo un piccolo spazio della nostra giornata.
Il clima creatosi fin dal primo momento è stato di condivisione, gioia e ricerca; questo ci ha permesso di conoscerci e fare subito amicizia. Nostri compagni sono stati San Pietro e San Paolo, grandi esempi nella fede e nelle scelte radicali e ognuna ha sentito risuonare dentro di se qualcosa di nuovo e misterioso. In questi tre giorni intensi ho “ritrovato me stessa” e posso dire che è bello e possibile incontrare e lasciarsi incontrare dalla Parola. Nel frattempo, io mi son già prenotata per il prossimo incontro con le novizie, che spero avvenga nel triduo pasquale 2012.
(Chiara, Salerno)

Inizierei col dire che è stata un’esperienza meravigliosa….. sono partita da casa il giorno 27 e già mi immaginavo che sarei stata bene perché il Signore mi aveva chiesto di andare…. Ho percepito fin da subito un clima accogliente da parte di tutte…. Ho accettato di partecipare sia perché me lo aveva chiesto il Signore, sia perché avevo bisogno di alcuni giorni di pace, di tranquillità, e così sono stati….. Abbiamo imparato a interpretare la Parola di Dio, a darle importanza… e per me è stato importante, anche se noioso a volte e contemporaneamente divertente, fare questo lavoro perché non avevo mai dato un senso veramente alla Parola di Dio, la leggevo sempre di fretta senza capirci nulla, ma ora con questo nuovo metodo che ho provato mi auguro di leggere con più impegno la Parola di Dio…… Mi ha colpito molto un video, sui salmi…… per me sono state parole che in quel momento il Signore voleva dirmi perché sapeva che ne avevo bisogno…. anche tutti gli altri video erano molto ben fatti…. Mi è piaciuto molto cantare insieme (anche se a volte Nikki [una delle novizie, ndr] stonava, scherzo!!), ho sentito molto nel cuore le parole di ogni canto, a questa cosa non avevo mai fatto caso prima…. La compagnia era ottima, c’era un clima sereno e pacifico e io sono stata benissimo… ho staccato da una quotidianità fatta di insulti, arrabbiature, nervosismi ecc…. è stato bello anche fare delle uscite, invece che rimanere tutto il tempo chiusi dentro un edificio…(a me piace stare all’aperto)… L’unica cosa che non mi ha lasciato un granché è stato il film Uomini di Dio, forse perché non l’ho guardato con molta voglia, non so…. Per il resto è stato tutto MERAVIGLIOSO, mi porto nel cuore ogni persona, chi più chi meno….. mi è stato dato molto, ho ascoltato delle intense riflessioni e spero di impararne qualcosa. Grazie di cuore!!!!!! Mi piace molto questa frase di un canto: “Siate testimoni di un amore immenso, date prova di quella speranza che c’è in voi, coraggio!!!” Ora credo di poter anche io iniziare a testimoniare l’amore di Dio…… e quando cadrò saprò che c’è Dio che mi tende la Sua mano e mi dice: coraggio!!! (Gloria, Fagagna – UD)

Durante i tre giorni a Roma abbiamo studiato e pregato la Parola di Dio, una Parola tante volte sentita ma poche volte davvero ascoltata. Grazie a questa esperienza ho capito la presenza e l’importanza che Parola del Signore riveste nella vita di ogni giorno. Essa, infatti, è quella Parola CREATRICE che ha plasmato il mondo rendendolo un paradiso (Dio disse: “Sia la luce!”. E la luce fu. Gn1,3), riempiendolo poi di animali e piante meravigliose prima di affidare tutto questo all’uomo, Sua creatura più amata. Quella DOLCE Parola che si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi (Gv 1,14) nascendo dalla Vergine come Bambino fragile e bisognoso di tutto. La Parola POTENTE che scaccia gli spiriti maligni (Gesù lo sgridò, dicendo: «Taci, ed esci da quest’uomo!» E il demonio, gettatolo a terra in mezzo alla gente, uscì da lui senza fargli alcun male. Lc 4,35) e guarisce gli umili che credono in Lui (Guariva quelli che avevano bisogno di guarigione LC 9,11). Questa Parola che è per noi VIA, VERITA’ e VITA perché ci ha salvato dalla morte con la scelta della croce: La Parola di Dio non può che essere una Parola d’AMORE ed un immenso dono per l’umanità intera!! (Silvia, La Spezia)

E dopo Betlemme? – Incontri online/gennaio 2012_Step4

E questa volta tutto è diverso cari amici!!!

Non c’è la video catechesi, ma Fatti di Parola avanza, con una nuova tappa, la quarta, aprendo davanti a noi uno squarcio di semplice quotidianità nella fede, dopo l’intenso tempo dell’Avvento e del Natale.

Questa quarta tappa però, ci chiede come sempre di entrare con passione e senza troppi sconti nel Vangelo, ma, questa volta ci dà anche la possibilità di metterci in gioco, facendo risuonare con creatività il Vangelo in noi e trasformandolo poi in immagine, foto per l’esattezza. Scopri come clikkando su “Ridillo con una foto”

E’ la sfida della nuova evangelizzazione: è la sfida che oggi il Vangelo continua a lanciare a chi non si accontenta di leggere, ascoltare, pregare, comprendere. E’ sfida aperta per coloro che vogliono condividere, annunciare, far correre il Vangelo e le sue radicali sfumature sulle strade del mondo, e in particolare sulle autostrade che la Comunicazione mette a nostra disposizione.

Coraggio amici che condividete con noi questo cammino da tempo, o che arrivate oggi qui per la prima volta: il Vangelo di Dio, Gesù Cristo stesso ci accoglie alla sua scuola, una scuola che ci insegna ad ascoltare, a vivere e comunicare.

La via del dopo Betlemme è aperta: tocca a noi a questo punto solcarla, viverla giorno dopo giorno in questo tempo, scoprirne le sfide che racchiude e lasciarci inviare. A tutti a loro buona riflessione e buona vita alla luce della Parola.

E dopo Betlemme? Cosa c’è? Cosa ci aspetta? Chi possiamo trovare? Quali scelte la nostra fede sarà chiamata a vivere?

Come una voce sola davanti a Dio
Preghiera conclusiva

«Vieni dietro me, seguimi!»
Questa è la tua voce Signore Gesù.
Voce che mi accompagna e spesso risuona dentro,
voce che non lascia pace,
voce che scomoda e che, a volte, disturba.

«Seguimi!»
È la voce che tante volte, nella vita,
ho preferito silenziare, non ascoltare, ignorare.
È la voce che, troppe volte,
ha disturbato i miei sonni tranquilli
e che ho preferito lasciare ad altri,
guardando la pace, allontanarsi dal mio cuore.

«Vieni dietro di me,
metti i tuoi piedi sulle mie orme, non temere!
Vieni dietro i me, seguimi,
lasciando ciò che ti allontana dalla vita,
che ti illude, trattenendoti in forme di felicità fragile.
Vieni, metti i tuoi piedi sulle mie orme e non temere.
Non cercare spazi di compromesso,
non attendere che la vita ti suggerisca
dove scappare lontano dalla mia voce.
Vieni, sono io, non temere.
Vieni oltre quel mare,
vieni al di là dei tanti banchi delle imposte che,
mentre ti sembra diano gioia,
in realtà ti impediscono di gustare la ricchezza più vera.
Vieni, il mio invito alla vita è per te.
È per la vita! Vieni, lascia tutto, seguimi!»

Signore, non so dire eccomi,
come Pietro e Andrea, come Giacomo e Giovanni hanno detto;
non so lasciare le tante ricchezze accumulate…
e soprattutto ho paura di farlo, oggi, subito.
Aiutami a credere, aiutami a sentire la tua voce,
aiutami a non restare bloccato in ciò che mi rassicura.
Vieni, Signore Gesù, e la tua Parola scalfisca il mio cuore,
penetri lì dove nulla ha potuto cambiarmi
e apra la mia vita a un’immensità che non immagino,
muova la mia volontà su sentieri che ho paura di percorrere,
mi spinga al di là delle reti, oltre il mare;
al di là delle scelte comode, oltre me stesso:
e, con te, sarà vita!
Amen

Preghiamola tutti costantemente, se possibile ogni giorno. Sia preghiera reciproca in cui, gli uni per gli altri, come fratelli e sorelle nel Signore, invochiamo la sua grazia e benedizione, invochiamo il suo Spirito perchè ci dia la forza interiore di seguirlo.

Non c’è vita, non c’è errore, non c’è dubbio che possa allontare Dio da noi.
Ma ogni scelta, ogni sì o no, può portare noi lontano dal suo amore.

Per saperne di più scrivi a:

Sr Mariangela: m.tassielli@paoline.it

Per condividere riflessioni, mettere in campo domande, dubbi, voglia di saperne di più, seguici anche su

Facebook: Giovani & Vangelo
su Tw: Cantalavita

Potrai trovare aggiornamenti in tempo reale e condividi i link sulle pagine di amici e conoscenti che a tuo parere potrebbero essere interessati dall’annuncio di gioia con cui il Vangelo ci raggiunge.

Inoltre se hai meno di 30 anni ti proponiamo il gruppo facebook:

GEP – Giovani Evangelizzatori Paolini

Se desideri vivere momenti di preghiera ti consigliamo il libro: Attirerò tutti a me – Adorazioni eucaristiche per ogni tempo dell’anno. Autore: Suor Mariangela Tassielli – Ed. Paoline

Ti auguriamo buon cammino e buon tutto!

Ti ricordiamo il cammino di incontri online 2012 -2013

Felici di vivere

STEP PRECEDENTI

In attesa di… Passi verso il Natale – incontri on line/Natale 2011_Step3

Rieccoci, cari amici!

Siamo ormai molto prossimi al Natale, ma non vorremmo che nulla fosse perso di quell’incredibile dono che stiamo per ricevere. Il tempo è gravido di attesa, il cielo e la terra in Gesù si congiungono per donare a noi la salvezza. Ma noi siamo pronti a riceverla? Siamo a pronti a metterci del nostro? Dio c’è… ma non basta! Il cammino di avvento, nell’ultima tappa del nostro cammino Fatti di Parola ci aveva chiesto di Fare attenzione!!!

Stare attenti a noi stessi, vegliare nella notte per riuscire a scorgere all’orizzonte il nuovo SOLE, il nuovo giorno della Grazia.

Vegliare e restare svegli per poter accogliere Dio in noi!

Eccoci, allora… siamo ormai alle soglie del grande evento che ha cambiato la storia e che cambierà anche la nostra vita.

Vi proponiamo di vivere insieme gli ultimi passi verso il Natale. Dal 22 al 24 dicembre, dalle ore 9.00 pubblicheremo una breve video-preghiera che potrà dare il LA alla nostra giornata e che ognuno potrà condividere, scaricare, caricare sui propri media. Con la preghiera suggeriremo un atteggiamento su cui ci si potrà esercitare, ogni giorno, e arrivare a poter spalancare le porte della nostra vita e del nostro cuore al Signore.

Siamo oltre 1500 fratelli e sorelle ad aver condiviso le tappe di Fatti di Parola, insieme allora, sentendoci una piccola porzione di Chiesa in cammino, vogliamo continuare a vivere e condividere questi tre passi che ci aiuteranno a celebrare il Natale del Signore.

Vi aspettiamo con gioia!

suor Mariangela

Per saperne di più scrivi a:

Sr Mariangela: m.tassielli@paoline.it

Per condividere riflessioni, mettere in campo domande, dubbi, voglia di saperne di più, seguici anche su

Facebook: Giovani & Vangelo
su Tw: Cantalavita

Potrai trovare aggiornamenti in tempo reale e condividi i link sulle pagine di amici e conoscenti che a tuo parere potrebbero essere interessati dall’annuncio di gioia con cui il Vangelo ci raggiunge.

Inoltre se hai meno di 30 anni ti proponiamo il gruppo facebook:

GEP – Giovani Evangelizzatori Paolini

Se desideri vivere momenti di preghiera ti consigliamo il libro: Attirerò tutti a me – Adorazioni eucaristiche per ogni tempo dell’anno. Autore: Suor Mariangela Tassielli – Ed. Paoline

Ti auguriamo buon cammino e buon tutto!

Ti ricordiamo il cammino di incontri online 2012 -2013

Felici di vivere

Tra note e realtà – Where is the love?

 Cosa c’è di sbagliato nel mondo, mamma?
…Persone che uccidono, persone che muoiono,
bambini feriti e li senti piangere.
Sei capace di mettere in pratica quello che predichi
e di porgere l’altra guancia?
Padre, Padre, Padre, aiutaci mandaci un segno da lassù
perché queste persone mi portano a chiedermi:
Dov’è l’amore?
Davvero non è lo stesso, sempre uguale
I nuovi giorni sono strani, il mondo è matto
Se l’amore e la pace sono così forti
Perché queste parti dell’amore non ci appartengono?
…Con nazioni che sganciano bombe
e gas chimici che riempiono i polmoni dei più piccoli,
con sofferenze progressive, mentre i giovani muoiono giovani?
Allora chiediti se l’amore è davvero sparito…
Dov’è l’amore, forza, voi tutti?
Dov’è la verità, forza, voi tutti?
Dov’è l’amore, voi tutti?
(
Black Eyed Peas, Where is the love? – traduzione italiana-)  

Padre, aiutaci! Mandaci un segno da lassù!
Dov’è l’amore se guerre piccole e grandi sono in corso e non sappiamo il perché?
Dov’è la verità, se tutti la nascondono e la mascherano?
Perché l’equità e la comprensione abitano sempre più lontano dal nostro pianeta?
Father, Father, Father help us!
E’ grido potente e forte che sempre può trovare una risposta. La casa dell’amore, che spesso cerchiamo lontano da noi; la presenza dell’amore che crediamo legata alle scelte dei potenti; la forza dell’amore la cui potenza siamo certi dipenda dai “grandi”… è in noi e dipende da noi.
E’ legata alla nostra debolezza, è intrappolata nella nostra superficialità, rimane invischiata nella nostra omertà. Ci sentiamo troppo soli per agire, troppo stanchi per pensare, troppo pochi per lottare, troppo fragili per credere.
Father, Father, Father help us!
P
adre aiutaci a sentire l’amore nascere nelle nostre scelte. E l’amore diventi la nostra forza, la nostra determinazione, il nostro lottare, il non arrenderci.
Padre aiutaci a esserci in questa storia, a sentirci parte presente di un nuovo modo di pensare, di agire, di volere.
Dov’è l’amore nelle leggi?
Dov’è l’amore nelle famiglie?
Dov’è l’amore nella nostra società?
Dov’è l’amore nella nostra vita?
Ecco sta per nascere, proprio ora: piccolo germoglio nelle nostre mani.
E’ la potenza di Dio che sceglie l’uomo, perché l’uomo possa diventare Dio.
E’ il mistero del Suo farsi carne, perché la carne possa vibrare di infinito.
E’ il mistero di Dio che entra nella storia.
E’ il mistero dell’uomo penetrato dall’eternità.

di suor Mariangela fsp

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