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Campo online/1° giorno!!!

Domenica 26: Start, si parte!

La parola d’ordine quando si arriva da più parti e ci si ritrova insieme per una nuova esperienza da vivere è: Benvenuti! Potevamo non dirlo anche qui, ora?!

È vero nessuno ha lasciato la propria casa, nessuno tra voi ha preso un treno per arrivare qui, eppure nonostante questo ci è chiesto ugualmente un movimento… forse il più difficile: quello da noi stessi! Partire, lasciare le tante occupazioni che forse ci trattengono a casa e dedicare a Dio spazi della nostra giornata. Lasciare le infinite certezze perché anche da qui il Signore possa entrare e trovare un cuore pronto, disposto ad accogliere, ad aprirsi al dono.

Chi tra voi condividerà on line questa esperienza non può essere esonerato dal dire il suo Eccomi! Dirlo a Dio, perché Lui chiama anche così. Dirlo alla sua Parola che anche attraverso queste pagine proverà a raggiungerci.

Eccoci allora, tutti uniti nel dire al Signore, il Dio con noi: “Eccomi, Signore! Donami un cuore che sappia ascoltare!”. Ognuno si senta chiamato/a per nome, ovunque si trovi e qualsiasi sia la situazione che sta vivendo: gioia, amarezza, delusione, entusiasmo, pigrizia, passione, impegno…

Dio sta chiamando tutti noi per nome! È suo il benvenuto, è lui ad attenderci a braccia aperte per comunicarci i tesori preziosi che sono custoditi nel suo cuore.

Disponibilità, impegno, determinazione, apertura, docilità, abbandono fiducioso: questi sono gli atteggiamenti che ci permetteranno di vivere questi giorni alla presenza di Dio, raccogliendo tutti i doni di vita che lui vorrà farci.

Ripetiamo più volte, nel silenzio del nostro cuore l’invocazione: “Eccomi, Signore! Donami un cuore che sappia ascoltare!”. E il Signore certamente non ci lascerà a mani vuote.

Consigliamo a tutti di iniziare l’esperienza con questo ATTO DI AFFIDAMENTO:

Padre nostro, che sei nei cieli, ma che hai scelto la storia per rivelarti
e la terra per lasciarti toccare, entra in questa nostra esperienza,
fa’ che la viviamo in pienezza, donaci il coraggio di ascoltare fino in fondo
ciò che desideri per noi e per la nostra vita.
Il timore di ciò che non conosciamo
non ci allontani dalla bellezza dei tuoi sogni e ogni singolo istante
sia per noi quello “spazio riservato” in cui incontrarti.
O Maria, Madre del Creatore e figlia del tuo stesso Figlio,
rendici docili nell’ascolto, audaci nelle richieste, coraggiosi nella risposta.
Aiutaci a non perdere nulla di quanto ci verrà donato;
e insegnaci a custodire quelle preziose perle
che lo Spirito santo prenderà per noi,
dal cuore stesso di Dio Padre.
San Paolo, nostro amico e compagno nel credere
sia totale e deciso come il tuo, il nostro Sì.
E quel amore che così appassionatamente
hai comunicato, possa raggiungerci, in questi giorni,
toccarci e aprirci a una novità di vita. Amen.

Dio ci chiama per nome… perciò anche noi vogliamo conoscerci reciprocamente comunicandoci i nostri nomi, chi siamo, quello che facciamo nella vita, quanti anni abbiamo…

Iniziamo dagli animatori:

Suor Mariangela Tassielli, Figlia di San Paolo, 34 anni! E’ originaria di Lecce ma vive nella comunità paolina di Salerno! Lavora nella Pastorale Giovanile Vocazionale e nell’ambito della formazione dei giovani e dei catechisti! Laureata al DAMS, attualmente studia Teologia  a Napoli!!!

Suor Silvia Mattolini, Figlia di San Paolo, 35 anni! E’ di Pisa ma vive a Roma, nella comunità di via Castro Pretorio (vicino la stazione Termini). Laureata in Lettere moderne con indirizzo Storico Musicale, attualmente studia Teologia, collabora nella redazione paoline per il settore audiovisivi e con Suor Mariangela per la formazione dei giovani!

Veronica Bernasconi, 27 anni! E’ di Como ma vive a Bologna nella comunità delle Figlie di San Paolo come postulante.

Anne Dominique Ramos (per tutti Nikki), 23 anni! Di origine Filippina, anche lei come Veronica, è postulante delle Figlie di San Paolo e vive a Bologna!

I partecipanti a Roma:

Chiara, Iacopo e Maria Rosaria da Salerno, Silvia da La Spezia, Elisabetta da Como e Francesca da Bologna! (Li conosceremo meglio nei prossimi giorni).

 I partecipanti on line:

Ora tocca a te!!! Scrivi chi sei, cosa fai, insomma fatti conoscere!

Buon cammino a tutti e appuntamento a domani con Dio Padre, il mercante e la perla preziosa.

Speciale campo on line!!!

 

LA PERLA PREZIOSA on line!!!

VIVI CON NOI IL CAMPO

GIORNO x GIORNO!!!


Il 26 non potrai partire per il campo invernale con le Figlie di San Paolo? Roma è troppo lontana? Troppo piccolo/a per viaggiare da solo/a? L’influenza ti ha fatto visita? Esami da preparare? Troppo impegnato/a?

Qualsiasi sia il motivo per cui non potrai far pit stop a Roma per il campo invernale…NON PREOCCUPARTI…

IL CAMPO FARA’ PIT STOP DIRETTAMENTE SUL TUO PC!!!

Ebbene sì, questa una delle grandi novità del campo di quest’anno, ogni giorno infatti, potrai viverlo anche tu avendo a disposizione i MOMENTI DI PREGHIERA, le SCHEDE DI LAVORO, la TRACCIA DI ADORAZIONE… che i giovani vivranno!!!

Potrai inoltre leggere le loro TESTIMONIANZE, le loro ESPERIENZE SUL CAMPO, le loro emozioni e GUARDARE LE FOTO!!!

Allora pronto per questo viaggio virtuale con noi???

Prepara anche tu la tua valigia virtuale, ti basta l’essenziale: VOGLIA DI METTERTI IN GIOCO e TANTO DESIDERIO DI DIO!!!

Potrai inoltre intervenire personalmente scrivendo COMMENTI, RIFLESSIONI, DOMANDE… insomma tutto ciò che vuoi condividere con Suor MARIANGELA, Suor SILVIA (suore paoline, animatrici del campo) e gli altri giovani partecipanti!!!

Puoi lasciare i tuoi commenti qui sul blog, linkarci su Facebook o scriverci privatamente su m.tassielli@paoline.it!

Anche a distanza potremo vivere in comunione!!!

Allora “parti” con noi??? Adesso non hai più scuse: nè la distanza, nè il treno, nè gli esami, nè mamma e papà ;-p

Ti aspettiamo, on-line, dal 26 POMERIGGIO al 30 dicembre!!!

A tutti: face to face oppure on demand… BUON CAMPO!!!

Sulle orme di Paolo!

Sulle orme di Paolo!

Incontri di formazione e spiritualità

per GIOVANI/ADULTI

dai 30 ai 40 anni.


Gli incontri di formazione e spiritualità si svolgeranno dalle 19.00 alle 21.00 presso la comunità delle suore Paoline di SALERNO,  Corso Vittorio Emanuele 111.


Quando:

  1. 16 ottobre
  2. 27 novembre
  3. 22 gennaio
  4. 26  febbraio
  5. 19 marzo
  6. 28 – 29 maggio speciale weekend: evangelizzazione di strada a Salerno
  7. 25 giugno

Porta con te:

  • Bibbia e quaderno personale
  • Desiderio di incontrare Dio e tanta curiosità

Per info contatta:

sr. Mariangela Tassielli – 3408404419 m.tassielli@paoline.it
sr. Silvia Mattolini – 3293395223 suorsilvia@ymail.com

 

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Parabolando… per una fede che diventa vita!

Parabolando
per una fede che diventa vita

INCONTRI DI FORMAZIONE E SPIRITUALITA’
2010-2011
PER GIOVANI DAI 17 AI 30 ANNI

Può avere senso una fede che non sfiora la vita? E può essere amore, quell’amore che non sfiora, non tocca, non si fa sentire, non è percepibile nella vita?
Eppure credere in Gesù Cristo vuol dire credere in un Dio che ama sul serio, che si fa sentire, che non è parco di attenzioni, che non risparmia in generosità. La fede e fiducia in Lui è credere che da lui siamo desiderati, cercati, chiamati per un progetto immenso di felicità. Ma chi può ascoltare? A chi è chiesto di rispondere? E’ possibile una felicità e a che prezzo? Chi può sentire l’amore forte e travolgente di Dio?

Ti proponiamo di vivere insieme a noi, suore paoline e ad altri giovani, alcuni incontri in amicizia, condivisione e preghiera, perchè tu possa scoprire Dio nella vita e, con audacia, percorrere quei sentieri che il Signore Gesù percorre e ti propone.

Entreremo insieme nelle parabole per far risuonare nel cuore la freschezza, vitalità, la radicalità e l’amore smisurato delle sue parole…  parole che saranno nuove per tutti coloro che vorranno ascoltarle.

Ti aspettiamo con molta gioia. Porta amici o fai il passaparola verso chi immagini possa essere interessato.

Gli incontri di formazione e spiritualità si svolgeranno dalle 9.00 alle 17.30 presso la comunità delle suore Paoline di NAPOLI, in viale dei Colli Aminei, 32/A. Il pranzo è a sacco.


Quando:

  1. 17 ottobre – Zaccheo
  2. 28 novembre – La casa sulla roccia
  3. 26 – 30 dicembre a Roma: Tre giorni di spiritualità
  4. 20 – 23 aprile a Roma: triduo in preparazione alla Pasqua
  5. 28 – 29 maggio speciale weekend: evangelizzazione di strada a Salerno

Porta con te:

  • Bibbia e quaderno personale
  • Desiderio di incontrare Dio e tanta curiosità

Per info contatta:

sr. Mariangela Tassielli – 3408404419 m.tassielli@paoline.it
sr. Silvia Mattolini – 3293395223 suorsilvia@ymail.com

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Parabolando – Per una fede che diventa vita – La casa sulla roccia/2

 

Domenica 28 novembre ci siamo ritrovati con sr Mariangela, sr Silvia e le due animatrici Claudia e Dalia, presso la Comunità delle Paoline a Napoli (Colli Aminei),  per il secondo incontro del cammino di spiritualità e formazione per giovani: Parabolando. Il tema centrale è stato: ” COSTRUIRE” (la nostra Casa = la nostra vita sulla Roccia) e il riferimento si trovava nel Vangelo di Luca (Lc 6,46-49).

«Una casa posta sulla sabbia / alla prima pioggia presto cadrà; ma una casa posta sulla roccia / anche alla tempesta resisterà». (F. Baggio, Le due case).

Nel corso della mattina abbiamo fatto un lavoro di gruppo in cui ci sono stati dati differenti materiali e differenti oggetti per costruire una base solida (le indicazioni sono state volutamente vaghe). Noi l’abbiamo realizzata con un cartone, una base di polistirolo ricoperta da sabbia e, sulla cima abbiamo posto l’immagine di un bambino rannicchiato in una grande mano, a simboleggiare la nostra vita tra le mani forti di Dio. In seguito, discutendo brevemente sulla piccola opera realizzata, siamo usciti fuori e in un attimo,  con un secchio d’acqua gettato sopra la nostra “opera” da una delle animatrici, questa si è completamente distrutta. Tutti siamo rimasti bloccati per un attimo. L’impatto è stato molto molto forte, ve lo assicuro e chi era presente può darne testimonianza. Avevamo lavorato, impiegato tempo e materiali per costruire un piccolo lavoro e ci è venuto un colpo all’anima a vederlo buttar giù in un secondo, così, senza preavviso. Ecco, tutto ciò mi ha lasciata attonita, ma nello stesso tempo in questi giorni ho iniziato ad interrogare me stessa e tutt’ora sono in una fase interrogativa.


Ma ci pensate: la nostra vita e la nostra speranza sono veramente legate a questa relazione con Dio!!!!
Su quale base/roccia costruiremo la nostra vita ?? Su chi appoggiarci ?? Come trovare il giusto tempo?
Ognuno può domandarsi e rispondere: su cosa costruisco la mia casa ?? Essa resisterà alle tempeste ?? E se le fondamenta sono solide costruirò con materiali scadenti?? Sono attenta/o alla Parola di Dio, assidua/o alla sua lettura e sopratutto la metto in pratica ??
Gesù chiama ciascuno di noi a prestare attenzione al suo insegnamento… che bisogna non soltanto ascoltare MA credere, mettere in pratica. Questo è necessario per conoscere la nostra situazione davanti a Dio e il suo immenso amore che vuole salvare e cambiare la nostra vita.
Ricevere e accogliere il suo messaggio è l’unico mezzo per avere una relazione personale, diretta con Lui e costruire ogni giorno la nostra vita secondo i suoi disegni e i progetti . Questo è il buon fondamento, il segreto: ascoltare, meditare e vivere con bontà la Parola di Dio.
Mettiamoci sulla roccia, è una scelta importante. Ascoltiamo quella parola di saggezza che ci viene dal Vangelo e lasciamoci istruire da essa ogni giorno (almeno 5 minuti ogni sera!).
Ecco, Gesù ci invita a costruire con pazienza una casa solida, a costruire la nostra personale relazione con Lui. Ascoltiamolo per vivere pienamente, scendiamo in profondità, andiamo al cuore di noi stessi, mettiamoci in gioco, arriviamo alla roccia, fidiamoci e affidiamoci a Lui.

Vi auguro buon cammino con Gesù nel cuore.

Margherita – Menfi (AG)

RAGAZZI & DINTORNI – Novembre 2010 – Dossier Intelletto

DONACI LA TUA LUCE

di Alessandra Beltrami

All’interno di questo articolo vi suggeriamo un momento di preghiera da svolgere con i ragazzi per invocare il dono dell’intelletto.
Il primo passo da fare è preparare il luogo dove svolgere l’incontro: in un posto centrale, su un leggio o un tavolino, si colloca una Bibbia aperta con un cero acceso. Su un tavolo si predispone un foglio bianco molto grande con  dei pennarelli per consentire ai ragazzi di scrivere.
Il momento di preghiera può iniziare con l’intonazione del canto “Vieni, vieni, Spirito d’amore”.
A questo punto il catechista legge l’introduzione: la presenza di Gesù risorto ci renda forti, l’amore di Dio Padre scaldi i nostri cuori e la presenza dello Spirito Santo ci orienti verso i fratelli e le sorelle.
E’ necessario, ora, presentare ai ragazzi il senso dell’incontro: il dono dell’intelletto ci aiuta a vedere oltre ciò che appare, a cogliere il significato profondo della parola di Dio e della sua volontà. Esso consiste in una luce particolare che è data dallo Spirito Santo, grazie alla quale si intuiscono in maniera penetrante le verità rivelate e si rafforza la virtù teologale della fede. In questa celebrazione, guidati dalla parola di Gesù, siamo invitati a ritrovare dentro di noi la luce dello Spirito, a leggere la nostra vita e ciò che ci circonda con il dono dell’intelletto, per poter seguire il Signore in maniera più consapevole.
Il momento centrale dell’incontro è l’ascolto della Parola: Vangelo secondo Matteo (11,25-27)
Dopo qualche istante di silenzio, si passa alla presentazione di un gesto significativo da far compiere ai ragazzi, il catechista ne spiega il significato: per ricevere il dono dell’intelletto occorre desiderarlo e chiederlo. Esso forma un cuore puro, un cuore sincero, limpido, leale, trasparente. Ci dà una conoscenza profonda della nostra vita, facendoci scoprire il disegno di Dio su di essa.
Dopo un tempo di silenzio, mettendo una musica di sottofondo, si invitano i ragazzi a scrivere, in breve, sul foglio bianco predisposto, le proprie riflessioni, le proprie domande, una parola del Vangelo significativa per loro. Poi, girando intorno al tavolo, in silenzio, si leggono le riflessioni scritte e i catechisti possono dare risposte adatte, soprattutto se ci sono richieste o interrogativi, in modo da essere luce per la loro esistenza.
Prima del canto finale si propone ai ragazzi la preghiera di Jean Galot per l’invocazione del dono dell’intelletto:

Spirito di sconfinata apertura
Spirito di Dio,
vieni ad aprire sull’infinito
le porte del nostro spirito
e del nostro cuore.
Aprile definitivamente
e non permettere che noi
tentiamo di richiuderle.
Aprile al mistero di Dio
e all’immensità dell’universo.
Apri il nostro intelletto
agli stupendi orizzonti della divina sapienza.
Apri il nostro modo di pensare
perché sia pronto ad accogliere i molteplici
punti di vista diversi dai nostri.
Apri la nostra simpatia alla diversità
dei temperamenti e delle personalità
che ci circondano.
Apri il nostro affetto
a tutti quelli che sono privi di amore,
a quanti chiedono conforto.
Apri la nostra carità ai problemi del mondo,
a tutti i bisogni dell’umanità.
Apri la nostra mente
alla collaborazione con tutti coloro
che si adoperano per un medesimo fine.

Il momento di preghiera si può concludere con il canto finale: Il Signore è qui tra noi.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Novembre dell’inserto Ragazzi & Dintorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

Per vedere il sommario di Ragazzi & Dintorni clicca qui

Per info e abbonamenti:

News su Iniziative 2010 – 2011

28 Novembre 2010

a Napoli

Incontro di formazione e spiritualità

per giovani fino a 30 anni

info e contatti su: iniziative

 

Parabolando – Per una fede che diventa vita – Zaccheo /1

Napoli: Parabolando… 1° incontro di formazione e spiritualità per giovani

Domenica 17 ottobre è iniziato il cammino annuale di spiritualità e formazione organizzato e animato dalle Figlie di San Paolo per tutti i giovani dai 17 ai 30 anni del centro-sud Italia (vedi nella pagina delle iniziative).
Gli anni passano e i giovani crescono e fanno le loro scelte di vita… sembra una frase banale, e invece, è un’importante e vitale verità che quest’anno abbiamo potuto toccare proprio con mano. Molti dei giovani che in questi anni hanno frequentato i nostri incontri, infatti, superata più o meno la soglia dei 30 anni (e diciamo più o meno perché i cammini di vita e le scelte importanti non arrivano in automatico alla soglia dei 30 anni) hanno iniziato collaborazioni e cammini “paolini” più appropriati alle loro scelte di vita e alla loro età. Tra questi, due dei GEP (Giovani Evangelizzatori Paolini) “storici” , Dalia Mariniello e Claudia Frittelloni, hanno accettato per quest’anno di collaborare, assieme a sr Mariangela Tassielli e a sr Silvia Mattolini, all’animazione degli incontri mensili per i più giovani. Domenica scorsa la nuova equipe è entrata in funzione a pieno ritmo. Come sono andate le cose?

Lasciamo la parola a due giovani partecipanti:

 

C’era una certa eccitazione domenica mattina, quando mi sono svegliata presto, ancora buio, mentre andavo alla stazione, nel viaggio in treno e scendendo le scale della stazione di Salerno per aspettare gli altri… Forse perché non vedevo il gruppo da Maggio, forse perché era il primo incontro di un nuovo anno, o perché sentivo che ci sarebbero state tante tante novità! Fatto sta che scoppiavo di gioia nel rivedere i loro volti con qualche nuova sfumatura e i capelli di qualcuno più lunghi! Nonostante l’incontro sia stato ridimensionato ad un solo giorno invece del consueto weekend (che peccato!), la giornata è stata davvero ricca e intensa! A fine giornata non mi sembrava vero aver vissuto tutte quelle cose.
Abbiamo trattato il brano evangelico dell’incontro tra Gesù e Zaccheo. I canti hanno accompagnato alcuni momenti dell’incontro e si sono trasformati davvero in preghiera, spesso riuscendo ad esprimere pienamente cosa il nostro cuore voleva dire. In più, i momenti di risate e divertimento non sono mancati… dai palloncini ai giochi, al sicomoro che voleva diventare grande “personaggio protagonista”! Leggendo il brano del Vangelo, ho pensato alla meraviglia di Zaccheo nel ricevere Gesù ospite a casa sua! Gesù chiama…  Zaccheo risponde e accoglie! Ognuno mette del suo. Solo così la salvezza può entrare, anzi, “accadere” in casa sua per rimanerci e lui, dapprima peccatore, è subito pronto a pentirsi. Ha sentito su di sé lo sguardo amorevole e la sicurezza, nostra e sua, di essere figli amati da un Padre attento e misericordioso. Una sicurezza calda e “morbida” che ci avvolge come un batuffolo! E mi è venuta in mente una frase che mi piace molto e da tempo non riesco a togliermela dalla testa: “Questa è la vera felicità: amare ed essere amati”. Gli orizzonti di Dio, però, non sono mai limitati; dopo il “sì” che lo accoglie in casa nostra, ci invita a metterci in gioco, a seguire il suo cammino… E così spero di camminare, da GEP 🙂 , lungo “Parabolando – Per una fede che diventa vita”, il viaggio nuovo e sicuramente sorprendente di quest’anno!

Maria Chiara – Campagna (SA)

Il 17 ottobre si è aperto il nuovo percorso annuale di formazione e spiritualità per giovani organizzato dalle Figlie di San Paolo. Il nome? Parabolando.
Il primo incontro tuttavia non si è basato su una parabola, come potrebbe lasciar intendere il ‘titolo’ del percorso, bensì su un altro brano del Vangelo, che però ha molto di simbolico in esso. Si è trattato difatti del diciannovesimo capitolo del Vangelo di Luca, l’incontro tra Gesù e Zaccheo, spunto da cui è partita la nostra riflessione.
Ci siamo subito incentrati su delle domande, che tutti noi ci poniamo, dove mi porta la mia vita?, “Che cosa cerco?”, in breve “Ho uno scopo nella vita?”. A questo quesito abbiamo cercato di dare una risposta: il nostro obiettivo deve essere l’incontro con Gesù. Ed eccoci immedesimati in Zaccheo! Ma non dobbiamo dimenticare che Zaccheo aveva un problema: la statura, che diventava un ostacolo sul suo cammino impedendogli di vedere Gesù tra la folla. Da qui la domanda “abbiamo anche noi degli ostacoli, che non ci permettono di andare avanti?”. Zaccheo per superare il suo limite si è arrampicato su un sicomoro; sicomoro che è diventato così mezzo per superare il suo muro; il quesito che, dunque, ci siamo posti è “Siamo capaci di trovare uno strumento per superare ciò che ci ostacola? Ma, soprattutto, ne abbiamo il coraggio?”.
Tante domande che ci hanno fatto riflettere tanto per il resto del nostro incontro, che come sempre è riuscito a conciliare lo stare insieme e lo stare con il Signore in perfetta armonia! Non potrei dirmi più contenta di come abbiamo trascorso la giornata domenica, in allegria, nella gioia e insieme a Gesù! Questi incontri sono un prezioso dono che è stato condiviso anche con me, perché permettono a me, come a tutti i giovani interessati, di trascorrere del tempo condividendo il proprio universo di fede, ampliandolo e facendo in modo che, oltre ad un rapporto a tu per tu con Dio, la nostra fede sia anche un mezzo di coesione tra di noi!

Chiara – Napoli

 

 

News su Iniziative!!!

Parabolando

per una fede che diventa vita

INCONTRI DI FORMAZIONE E SPIRITUALITA’
PER GIOVANI DAI 17 AI 30 ANNI

 

Speciale campi estivi (2a parte)

Acerno (SA): “Sulle vie del Vangelo!” – Missione biblica paolina 2010

 

Domenica 1 agosto è cominciata l’avventura dei GEP (Giovani Evangelizzatori Paolini) ad Acerno (SA) e il paese per una settimana si è colorato di giallo per via delle nostre maglie…. per le sue strade, infatti, vagavano lasciando una scia gialla 12 ragazze, guidate da quattro suore Figlie di San Paolo (sr Mariangela Tassielli, sr Silvia Mattolini, sr Cettina Talarico e sr Teresa Beltrano), tutte, giovani e suore, originarie di varie parti d’Italia e non (Filippine, Lombardia, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia) con caratteri diversi, esperienze diverse, vite diverse ma mosse dallo stesso Spirito verso un unico fine: far nostre nonostante i limiti e le fragilità umane le parole che Gesù, dopo la risurrezione, ha detto ai suoi discepoli: “Andate e annunciate il Vangelo a ogni creatura. Ovunque entrate portate la pace!”. Così nella Celebrazione Eucaristica di domenica 1 agosto noi giovani evangelizzatori abbiamo ricevuto il mandato missionario rappresentato simbolicamente dal Vangelo e dalla Croce, segno della Carità di Cristo e della fede in Lui, che ci sono stati consegnati da don Marco De Simone, il parroco della parrocchia di S. Maria degli Angeli dove la missione biblica paolina ha avuto luogo. Poco dopo il mandato, si è svolto un incontro con catechisti, animatori e operatori pastorali nel salone parrocchiale sul tema: La parola cerca casa. È stato a partire da questo momento che abbiamo cominciato a familiarizzare con alcune persone che nei giorni successivi ci hanno ospitato a pranzo dimostrandoci una grandissima disponibilità e cordialità.
Da lunedì 2 agosto fino all’8, l’ultimo giorno, le nostre giornate sono state scandite da ritmi precisi con appuntamenti fissi ma anche con tanti inevitabili “colpi di scena”.
La mattina sveglia alle 7.00 (salvo rare eccezioni… che fatica!), colazione e alle 8.30 celebrazione delle Lodi in parrocchia. C’era poi un’ora abbondante dedicata solo a noi. Suor Mariangela con le sue catechesi ci ha aiutato a capire che direzione dovesse seguire la nostra vita per essere evangelizzatori. Molti spunti di riflessione dopo la lettura di brani del Vangelo hanno accompagnato questi momenti. Ci siamo soffermati anche su alcuni pensieri del Beato Alberione, fondatore delle Figlie di San Paolo e della Famiglia Paolina. È bella l’immagine che dà degli evangelizzatori, dice: “Diffondere la Sacra Scrittura. È la lettera scritta da Dio agli uomini, ma mancano i postini che la portino: voi farete i postini”. Don Giacomo poi incita ad andare avanti anche quando sembra di avere il mondo contro perché, e cito, “anche se si dovesse salvare un’anima sola, vale bene la pena di lavorare per tutta la vita, dopo che Gesù ha dato la sua per salvarla!”. Abbiamo anche riflettuto su un altro pensiero di don Alberione: “La mente sia disciplinata: pensi la verità; il cuore sia incitato ad amarla!”.
Bisogna poi cercare un “equilibrio cioè: occorre che mente e cuore si sviluppino in armonia per sostenere la volontà, come due gambe che devono portare il corpo”. Accompagnati da queste riflessioni/provocazioni noi missionari partivamo poi verso gli stand che erano stati adibiti in tre punti del paese per far vedere e toccare con mano la nostra presenza e poter diffondere, tra le altre cose, il programma con gli appuntamenti della settimana. Un angolo dello stand era riservato alla Parola. C’era una Bibbia aperta, una candela accesa e un cestino con tanti rotolini contenenti brani della Parola di Dio che ognuno poteva prendere e, ogni volta che accadeva, la Parola letta era immancabilmente adatta alla storia e alla vita della persona che aveva preso il piccolo rotolino. Sì, può sembrare incredibile, ma lo posso confermare sia perché l’ho sperimentato sulla mia pelle sia perché ho assistito alla reazione di tanti giovani e adulti che leggendo il rotolino rimanevano a bocca aperta. Sì, quel rotolino poteva rappresentare una soluzione a un dubbio che chi si avvicinava portava dentro da tanto, un incoraggiamento, una consolazione e tanto altro… Era la Parola di Dio di quel giorno per ognuno di loro. Alle persone che si avvicinavano allo stand proponevamo di prendere il rotolino e se giovani fino ai 30 anni parlavamo loro anche dell’ sms-Vangelo, un messaggio che si riceve sul cellulare e che contiene la parola di Dio scritta usando il linguaggio dei giovani e della nostra Buona domenica! Inoltre il nostro compito principale era quello di far prenotare ad ogni famiglia un Vangelo, che sarebbe stato consegnato domenica 8 agosto durante la Festa del Vangelo, culmine della missione, durante la celebrazione Eucaristica conclusiva delle 11.30.
Dopo aver smontato lo stand eravamo pronti per il pranzo nelle famiglie. Che bei momenti! All’inizio c’era un po’ di imbarazzo da parte nostra perché si doveva andare a pranzo da persone che non conoscevamo, ma questo durava appena un attimo. Il sorriso dei nostri ospiti, la premura dimostrata nel preparare tutto meticolosamente, i loro discorsi, hanno stemperato subito quel disagio che di solito c’è tra persone che non si conoscono. Quanto è stato bello il momento del pranzo! Quante amicizie sono nate, quante storie condivise, quanta accoglienza dimostrata!
Nel pomeriggio noi GEP sostavamo per un’ora e mezzo circa davanti a Gesù Eucaristia. L’Adorazione insieme alla catechesi del mattino sono state per noi il “carburante” di quei giorni. Pregare insieme e poi in silenzio davanti a Gesù vivo e vero significava per noi ripercorrere con la mente tutti i momenti vissuti nella mattinata, ricordare tutti i volti incontrati, tutti i sorrisi ricevuti, pregare per le persone che ci erano passate davanti indifferenti. Stare davanti a Gesù significava presentare a lui tutti gli occhi che colpivano i nostri: occhi accesi e luminosi, occhi indifferenti, occhi spenti, delusi, incompresi… e affidarGli noi stessi perché “potesse allontanare da noi la tentazione dello scoraggiamento, della paura, della delusione, del protagonismo, del sentici troppo fragili, incapaci, impreparati”, invocarLo perché abitasse in noi, perché fosse Lui a parlare tramite noi, suoi strumenti, con la consapevolezza che “da noi nulla possiamo, solo con Lui possiamo tutto”.
Dopo la carica dell’Adorazione la nostra giornata continuava con il Santo Rosario e la celebrazione Eucaristica. La sera uscivamo per le strade di Acerno per coinvolgere la cittadinanza nelle nostre varie attività.
Lunedì 2 agosto sul sagrato della chiesa madre c’è stata una catechesi al popolo sul tema: La parola tra noi! Come prima o più di prima? con l’aggiunta di una personale testimonianza di vita di tre ragazze GEP.
Martedì 3, invece, è stata organizzata la serata Giovani in festa al Bar Piccadilly, un locale che ad acerno richiama molti giovani, con l’obiettivo di coinvolgere quelli che frequentano con meno assiduità la parrochia con giochi e musica. È stata una bella serata grazie all’attenta organizzazione e ad un’animatrice veramente in gamba: Claudia, una nostra GEP, che ha anche portato la sua esperienza di cantautrice a conclusione dell’incontro per giovani, Musica e Fede, svoltosi il giorno successivo allo stabile del Forum. L’incontro, guidato da suor Mariangela, si è aperto con l’ascolto di due canzoni: “Non siamo soli” di E. Ramazzotti e R. Martin e “Siamo soli nell’immenso vuoto che c’è” di Raf; a queste è seguita la visualizzazione di un videoclip profondo giocato sulla Parola di Dio e sui testi delle canzoni più in voga dei nostri giorni e poi ancora tre canzoni che rappresentavano la realtà dell’esistenza secondo diverse sfumature: “Vivi per un miracolo”dei Gemelli Diversi che abbiamo collegato al grigio dell’esistenza (dubbio),”Perdonami” di Boccadoro che si collegava al nero (rabbia) e “Male che fa male” di Alex Baroni che invece si collegava al blu (certezza). Alla fine la testimonianza in musica di Claudia Frittelloni che con canzoni scritte da lei ci ha comunicato le emozioni, le ansie, le riflessioni di alcuni momenti della sua vita e poi l’incontro con Dio e la voglia di condividere questa gioia con gli altri.
Giovedì 5 agosto siamo andati nella casa di riposo Hotel Stella per allietare il pomeriggio degli anziani che erano lì. È stata una grande gioia per noi riuscire a far sorridere queste persone sofferenti con qualche canto, ballando, muovendo le mani a tempo e a far brillare i loro occhi. Dopo un po’ di animazione è stata celebrata la Santa Messa e poi nella serata abbiamo partecipato a una rappresentazione teatrale sul martirio di San Donato, il santo patrono di Acerno di cui ricorreva la festa il 7, proprio durante la missione biblica.
Venerdì 6, da mezzanotte in poi, c’è stata la notte bianca: una veglia Eucaristica itinerante per le vie della parrocchia. Per me è stata un’esperienza indimenticabile. Camminare in silenzio alla presenza dell’Eucaristia è stata una grandissima emozione. Pregando le “Notti di Paolo” abbiamo vissuto momenti forti di preghiera e di riflessione. Significative sono state le varie soste che hanno permesso un coinvolgimento costante di tutti i fedeli presenti. È stato toccante vedere nella cattedrale di san Donato, a conclusione della Notte Bianca, quanta gente avesse seguito il Santissimo sebbene fossero passate ormai da un pezzo le 3.00 della notte e si facessero sentire la fatica, il freddo (Acerno è a c.ca 700 m sul livello del mare) e la stanchezza.
In cattedrale siamo ritornati poi la sera del giorno dopo per partecipare alla solenne celebrazione in onore di San Donato nel giorno della sua festa. La mattina dello stesso giorno e della domenica si è tenuta anche la mostra del libro.
Siamo giunti, così, alla fine della nostra missione. La celebrazione Eucaristica conclusiva delle 11.30 dell’8 agosto è stato il cuore della nostra esperienza perché durante questa sono stati benedetti e distribuiti gli oltre 600 Vangeli prenotati. Abbiamo pregato perché questo non fosse un semplice gesto di rito ma uno stimolo affinché ogni persona ricevesse il Vangelo non come un semplice libro da accantonare nella libreria ma come vera Parola da accogliere, onorare e leggere nella propria famiglia. Al termine della Messa don Marco, che ci ha accolti con esemplare ospitalità, ha consegnato a ciascuna di noi e alla suore che con la loro preghiera, il loro lavoro e le loro premure ci hanno guidato e sostenuto in ogni istante una piantina di fiori come ricordo di questa intensa esperienza.
Per me è stata un’esperienza costruttiva che mi ha permesso di mettermi in gioco e di rompere la noia quotidiana della mediocrità. Sono poi molto contenta perché tutte le persone che ho incontrato mi hanno lasciato qualcosa di loro e tanti dialoghi e confronti mi hanno chiarito vari dubbi, mi hanno fatto capire qualcosa in più, hanno arricchito la mia esistenza. Questa missione mi ha lascito dentro tanto, mi sento molto carica. È per questo che non riesco a tenere per me questa grande Gioia… non lasciamoci sfuggire queste esperienze forti che ci scuotono dal torpore quotidiano e ci segnano positivamente. Ne vale la pena!

Maria Stella – Veglie (LE)

In breve:

“Questo è il momento! Ora vai e invita tutti quelli che incontri ad avvicinarsi alla Parola”. Con questa frase è iniziata la missione per me, postulante delle Figlie di San Paolo, parole che esprimono il mio desiderio di portare a tutti il Vangelo. Ma, quasi per assurdo, la prima sensazione è stata la paura… sì, puro timore unito a imbarazzo. Il panico di andare in mezzo alla gente si è impadronito per un attimo di me che sono una persona riservata. Come fare ad avvicinare le parsone? E se le disturbo? Se a loro non interessa quello che proponiamo? Cosa penseranno? Se mi rispondono male? Chi sono io per pretendere di avvicinarli a Dio?…
Poi la collaborazione dei miei compagni di viaggio, la faccia stupita e curiosa dei passanti, la sicurezza di essere guidata dall’alto e ho capito che a evangelizzare si impara evangelizzando.
Successivamente ho sentito una certa responsabilità. Il bene va fatto bene e noi stavamo portando niente meno che la Parola di Dio per cui ho avvertito la necessità di una preparazione, di una conoscenza ma soprattutto di un’intimità con questa. Mi hanno per questo molto colpito tre vocaboli che sono ritornati nei momenti pensati per la nostra formazione: mente, volontà e cuore; elementi essenziali e inseparabili per una vita vissuta pienamente e integralmente alla sequela di Cristo.
Sicuramente l’emozione più intensa l’ho sperimentata durante la Festa del Vangelo quando sono stati consegnati personalmente i Vangeli alle famiglie che li avevano prenotati. In quante case è entrata la Buona Notizia! Quante persone avranno ora la possibilità di averla sul comodino, tra le mani, magari nel cuore… qualcuno già aveva la Parola di Dio e la regalerà ad altri, per qualcuno è una novità. È stato toccante affidare questi piccoli Vangeli a ciascuno e accompagnarli con la preghiera.
Altrettanto impagabile è stato l’affetto che le persone ci hanno dimostrato. Qualcuno si è commosso nel vederci partire. La certezza è quella che abbiamo fatto una esperienza di comunione fraterna, la speranza è di essere riusciti a lasciare un piccolo pezzetto di Gesù…
Al ritorno si accavallano le domande: cosa possiamo fare di più? Come raggiungere tutti gli altri paesi? Come non far cadere l’esperienza nel vuoto? Come invitare altri giovani cristiani a fare lo stesso nelle proprie realtà?

Per ora, GRAZIE a Dio e a tutti!

Veronica – Comunità fsp di Bologna

 

“Tu sei creatura amata e preziosa. C’è chi su di te ha progetti di felicità”. Diciamo che questa mi sembrava l’introduzione migliore per descrivere le emozioni che hanno segnato la settimana di missione biblica trascorsa ad Acerno, una settimana oserei dire ‘notevolmente’ intensa. Per me questa è stata la prima, vera esperienza di evangelizzazione; e chi se lo sarebbe mai aspettato che avrebbe lasciato un segno così profondo nel mio cuore? La frasetta posta ad inizio pagina non è messa lì tanto per bellezza, anzi, ha il suo gran bel PERCHE’! In effetti la parola chiave di tutta la settimana per me è stata, oltre alla preghiera e al Vangelo, il mettersi in gioco in ogni istante, in ogni situazione, anche in quelle dove magari mi sentivo meno adeguata che, ovviamente avendo a che fare con un Dio che mette in continuazione alla prova (in senso buono), andavano per la maggiore! E l’idea di essere creatura amata e preziosa mi ha dato la sicurezza giusta per non lasciarmi spaventare da una così nuova esperienza. Molti sono stati i momenti in cui si affollavano nella mente dubbi su dubbi, in cui si alternavano confusione, incertezze, insicurezze su domande quali: come capire qual è la tua volontà? Come rispondere alle tue provocazioni? Come riconoscerle? Come capire qual è la cosa giusta da fare? E, certamente, la stanchezza non aiutava a sciogliere quest’enorme matassa di emozioni. Ma tutto diventava più chiaro e limpido guardando espressioni di visi che annuivano leggendo un biglietto della Parola, consapevoli del fatto che un messaggio concreto era stato scelto apposta per loro da Dio, guardando volti di persone che sorridendo richiedevano per la propria famiglia un Vangelo, vedendo giovani che si lasciavano coinvolgere e rispondevano positivamente all’ invito di Dio. Tanto è bastato per far sparire ogni dubbio, ogni domanda, ogni incertezza; tanto è bastato per capire che sono stata scelta, chiamata per nome e mandata, tanto è bastato per capire che sono preziosa agli occhi di Dio. Cosa mi porto via da questo campo? Tanti sogni, tante speranze, tanti progetti di vita; progetti che si fondano su di Lui e che non aspettano altro che essere realizzati! Vorrei concludere così: “Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo”.(Gv 10,9) …Io sono entrata attraverso quella porta e voi cosa aspettate?

Irene – Pavona (RM)