Speciale campi estivi (2a parte)

Acerno (SA): “Sulle vie del Vangelo!” – Missione biblica paolina 2010

 

Domenica 1 agosto è cominciata l’avventura dei GEP (Giovani Evangelizzatori Paolini) ad Acerno (SA) e il paese per una settimana si è colorato di giallo per via delle nostre maglie…. per le sue strade, infatti, vagavano lasciando una scia gialla 12 ragazze, guidate da quattro suore Figlie di San Paolo (sr Mariangela Tassielli, sr Silvia Mattolini, sr Cettina Talarico e sr Teresa Beltrano), tutte, giovani e suore, originarie di varie parti d’Italia e non (Filippine, Lombardia, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia) con caratteri diversi, esperienze diverse, vite diverse ma mosse dallo stesso Spirito verso un unico fine: far nostre nonostante i limiti e le fragilità umane le parole che Gesù, dopo la risurrezione, ha detto ai suoi discepoli: “Andate e annunciate il Vangelo a ogni creatura. Ovunque entrate portate la pace!”. Così nella Celebrazione Eucaristica di domenica 1 agosto noi giovani evangelizzatori abbiamo ricevuto il mandato missionario rappresentato simbolicamente dal Vangelo e dalla Croce, segno della Carità di Cristo e della fede in Lui, che ci sono stati consegnati da don Marco De Simone, il parroco della parrocchia di S. Maria degli Angeli dove la missione biblica paolina ha avuto luogo. Poco dopo il mandato, si è svolto un incontro con catechisti, animatori e operatori pastorali nel salone parrocchiale sul tema: La parola cerca casa. È stato a partire da questo momento che abbiamo cominciato a familiarizzare con alcune persone che nei giorni successivi ci hanno ospitato a pranzo dimostrandoci una grandissima disponibilità e cordialità.
Da lunedì 2 agosto fino all’8, l’ultimo giorno, le nostre giornate sono state scandite da ritmi precisi con appuntamenti fissi ma anche con tanti inevitabili “colpi di scena”.
La mattina sveglia alle 7.00 (salvo rare eccezioni… che fatica!), colazione e alle 8.30 celebrazione delle Lodi in parrocchia. C’era poi un’ora abbondante dedicata solo a noi. Suor Mariangela con le sue catechesi ci ha aiutato a capire che direzione dovesse seguire la nostra vita per essere evangelizzatori. Molti spunti di riflessione dopo la lettura di brani del Vangelo hanno accompagnato questi momenti. Ci siamo soffermati anche su alcuni pensieri del Beato Alberione, fondatore delle Figlie di San Paolo e della Famiglia Paolina. È bella l’immagine che dà degli evangelizzatori, dice: “Diffondere la Sacra Scrittura. È la lettera scritta da Dio agli uomini, ma mancano i postini che la portino: voi farete i postini”. Don Giacomo poi incita ad andare avanti anche quando sembra di avere il mondo contro perché, e cito, “anche se si dovesse salvare un’anima sola, vale bene la pena di lavorare per tutta la vita, dopo che Gesù ha dato la sua per salvarla!”. Abbiamo anche riflettuto su un altro pensiero di don Alberione: “La mente sia disciplinata: pensi la verità; il cuore sia incitato ad amarla!”.
Bisogna poi cercare un “equilibrio cioè: occorre che mente e cuore si sviluppino in armonia per sostenere la volontà, come due gambe che devono portare il corpo”. Accompagnati da queste riflessioni/provocazioni noi missionari partivamo poi verso gli stand che erano stati adibiti in tre punti del paese per far vedere e toccare con mano la nostra presenza e poter diffondere, tra le altre cose, il programma con gli appuntamenti della settimana. Un angolo dello stand era riservato alla Parola. C’era una Bibbia aperta, una candela accesa e un cestino con tanti rotolini contenenti brani della Parola di Dio che ognuno poteva prendere e, ogni volta che accadeva, la Parola letta era immancabilmente adatta alla storia e alla vita della persona che aveva preso il piccolo rotolino. Sì, può sembrare incredibile, ma lo posso confermare sia perché l’ho sperimentato sulla mia pelle sia perché ho assistito alla reazione di tanti giovani e adulti che leggendo il rotolino rimanevano a bocca aperta. Sì, quel rotolino poteva rappresentare una soluzione a un dubbio che chi si avvicinava portava dentro da tanto, un incoraggiamento, una consolazione e tanto altro… Era la Parola di Dio di quel giorno per ognuno di loro. Alle persone che si avvicinavano allo stand proponevamo di prendere il rotolino e se giovani fino ai 30 anni parlavamo loro anche dell’ sms-Vangelo, un messaggio che si riceve sul cellulare e che contiene la parola di Dio scritta usando il linguaggio dei giovani e della nostra Buona domenica! Inoltre il nostro compito principale era quello di far prenotare ad ogni famiglia un Vangelo, che sarebbe stato consegnato domenica 8 agosto durante la Festa del Vangelo, culmine della missione, durante la celebrazione Eucaristica conclusiva delle 11.30.
Dopo aver smontato lo stand eravamo pronti per il pranzo nelle famiglie. Che bei momenti! All’inizio c’era un po’ di imbarazzo da parte nostra perché si doveva andare a pranzo da persone che non conoscevamo, ma questo durava appena un attimo. Il sorriso dei nostri ospiti, la premura dimostrata nel preparare tutto meticolosamente, i loro discorsi, hanno stemperato subito quel disagio che di solito c’è tra persone che non si conoscono. Quanto è stato bello il momento del pranzo! Quante amicizie sono nate, quante storie condivise, quanta accoglienza dimostrata!
Nel pomeriggio noi GEP sostavamo per un’ora e mezzo circa davanti a Gesù Eucaristia. L’Adorazione insieme alla catechesi del mattino sono state per noi il “carburante” di quei giorni. Pregare insieme e poi in silenzio davanti a Gesù vivo e vero significava per noi ripercorrere con la mente tutti i momenti vissuti nella mattinata, ricordare tutti i volti incontrati, tutti i sorrisi ricevuti, pregare per le persone che ci erano passate davanti indifferenti. Stare davanti a Gesù significava presentare a lui tutti gli occhi che colpivano i nostri: occhi accesi e luminosi, occhi indifferenti, occhi spenti, delusi, incompresi… e affidarGli noi stessi perché “potesse allontanare da noi la tentazione dello scoraggiamento, della paura, della delusione, del protagonismo, del sentici troppo fragili, incapaci, impreparati”, invocarLo perché abitasse in noi, perché fosse Lui a parlare tramite noi, suoi strumenti, con la consapevolezza che “da noi nulla possiamo, solo con Lui possiamo tutto”.
Dopo la carica dell’Adorazione la nostra giornata continuava con il Santo Rosario e la celebrazione Eucaristica. La sera uscivamo per le strade di Acerno per coinvolgere la cittadinanza nelle nostre varie attività.
Lunedì 2 agosto sul sagrato della chiesa madre c’è stata una catechesi al popolo sul tema: La parola tra noi! Come prima o più di prima? con l’aggiunta di una personale testimonianza di vita di tre ragazze GEP.
Martedì 3, invece, è stata organizzata la serata Giovani in festa al Bar Piccadilly, un locale che ad acerno richiama molti giovani, con l’obiettivo di coinvolgere quelli che frequentano con meno assiduità la parrochia con giochi e musica. È stata una bella serata grazie all’attenta organizzazione e ad un’animatrice veramente in gamba: Claudia, una nostra GEP, che ha anche portato la sua esperienza di cantautrice a conclusione dell’incontro per giovani, Musica e Fede, svoltosi il giorno successivo allo stabile del Forum. L’incontro, guidato da suor Mariangela, si è aperto con l’ascolto di due canzoni: “Non siamo soli” di E. Ramazzotti e R. Martin e “Siamo soli nell’immenso vuoto che c’è” di Raf; a queste è seguita la visualizzazione di un videoclip profondo giocato sulla Parola di Dio e sui testi delle canzoni più in voga dei nostri giorni e poi ancora tre canzoni che rappresentavano la realtà dell’esistenza secondo diverse sfumature: “Vivi per un miracolo”dei Gemelli Diversi che abbiamo collegato al grigio dell’esistenza (dubbio),”Perdonami” di Boccadoro che si collegava al nero (rabbia) e “Male che fa male” di Alex Baroni che invece si collegava al blu (certezza). Alla fine la testimonianza in musica di Claudia Frittelloni che con canzoni scritte da lei ci ha comunicato le emozioni, le ansie, le riflessioni di alcuni momenti della sua vita e poi l’incontro con Dio e la voglia di condividere questa gioia con gli altri.
Giovedì 5 agosto siamo andati nella casa di riposo Hotel Stella per allietare il pomeriggio degli anziani che erano lì. È stata una grande gioia per noi riuscire a far sorridere queste persone sofferenti con qualche canto, ballando, muovendo le mani a tempo e a far brillare i loro occhi. Dopo un po’ di animazione è stata celebrata la Santa Messa e poi nella serata abbiamo partecipato a una rappresentazione teatrale sul martirio di San Donato, il santo patrono di Acerno di cui ricorreva la festa il 7, proprio durante la missione biblica.
Venerdì 6, da mezzanotte in poi, c’è stata la notte bianca: una veglia Eucaristica itinerante per le vie della parrocchia. Per me è stata un’esperienza indimenticabile. Camminare in silenzio alla presenza dell’Eucaristia è stata una grandissima emozione. Pregando le “Notti di Paolo” abbiamo vissuto momenti forti di preghiera e di riflessione. Significative sono state le varie soste che hanno permesso un coinvolgimento costante di tutti i fedeli presenti. È stato toccante vedere nella cattedrale di san Donato, a conclusione della Notte Bianca, quanta gente avesse seguito il Santissimo sebbene fossero passate ormai da un pezzo le 3.00 della notte e si facessero sentire la fatica, il freddo (Acerno è a c.ca 700 m sul livello del mare) e la stanchezza.
In cattedrale siamo ritornati poi la sera del giorno dopo per partecipare alla solenne celebrazione in onore di San Donato nel giorno della sua festa. La mattina dello stesso giorno e della domenica si è tenuta anche la mostra del libro.
Siamo giunti, così, alla fine della nostra missione. La celebrazione Eucaristica conclusiva delle 11.30 dell’8 agosto è stato il cuore della nostra esperienza perché durante questa sono stati benedetti e distribuiti gli oltre 600 Vangeli prenotati. Abbiamo pregato perché questo non fosse un semplice gesto di rito ma uno stimolo affinché ogni persona ricevesse il Vangelo non come un semplice libro da accantonare nella libreria ma come vera Parola da accogliere, onorare e leggere nella propria famiglia. Al termine della Messa don Marco, che ci ha accolti con esemplare ospitalità, ha consegnato a ciascuna di noi e alla suore che con la loro preghiera, il loro lavoro e le loro premure ci hanno guidato e sostenuto in ogni istante una piantina di fiori come ricordo di questa intensa esperienza.
Per me è stata un’esperienza costruttiva che mi ha permesso di mettermi in gioco e di rompere la noia quotidiana della mediocrità. Sono poi molto contenta perché tutte le persone che ho incontrato mi hanno lasciato qualcosa di loro e tanti dialoghi e confronti mi hanno chiarito vari dubbi, mi hanno fatto capire qualcosa in più, hanno arricchito la mia esistenza. Questa missione mi ha lascito dentro tanto, mi sento molto carica. È per questo che non riesco a tenere per me questa grande Gioia… non lasciamoci sfuggire queste esperienze forti che ci scuotono dal torpore quotidiano e ci segnano positivamente. Ne vale la pena!

Maria Stella – Veglie (LE)

In breve:

“Questo è il momento! Ora vai e invita tutti quelli che incontri ad avvicinarsi alla Parola”. Con questa frase è iniziata la missione per me, postulante delle Figlie di San Paolo, parole che esprimono il mio desiderio di portare a tutti il Vangelo. Ma, quasi per assurdo, la prima sensazione è stata la paura… sì, puro timore unito a imbarazzo. Il panico di andare in mezzo alla gente si è impadronito per un attimo di me che sono una persona riservata. Come fare ad avvicinare le parsone? E se le disturbo? Se a loro non interessa quello che proponiamo? Cosa penseranno? Se mi rispondono male? Chi sono io per pretendere di avvicinarli a Dio?…
Poi la collaborazione dei miei compagni di viaggio, la faccia stupita e curiosa dei passanti, la sicurezza di essere guidata dall’alto e ho capito che a evangelizzare si impara evangelizzando.
Successivamente ho sentito una certa responsabilità. Il bene va fatto bene e noi stavamo portando niente meno che la Parola di Dio per cui ho avvertito la necessità di una preparazione, di una conoscenza ma soprattutto di un’intimità con questa. Mi hanno per questo molto colpito tre vocaboli che sono ritornati nei momenti pensati per la nostra formazione: mente, volontà e cuore; elementi essenziali e inseparabili per una vita vissuta pienamente e integralmente alla sequela di Cristo.
Sicuramente l’emozione più intensa l’ho sperimentata durante la Festa del Vangelo quando sono stati consegnati personalmente i Vangeli alle famiglie che li avevano prenotati. In quante case è entrata la Buona Notizia! Quante persone avranno ora la possibilità di averla sul comodino, tra le mani, magari nel cuore… qualcuno già aveva la Parola di Dio e la regalerà ad altri, per qualcuno è una novità. È stato toccante affidare questi piccoli Vangeli a ciascuno e accompagnarli con la preghiera.
Altrettanto impagabile è stato l’affetto che le persone ci hanno dimostrato. Qualcuno si è commosso nel vederci partire. La certezza è quella che abbiamo fatto una esperienza di comunione fraterna, la speranza è di essere riusciti a lasciare un piccolo pezzetto di Gesù…
Al ritorno si accavallano le domande: cosa possiamo fare di più? Come raggiungere tutti gli altri paesi? Come non far cadere l’esperienza nel vuoto? Come invitare altri giovani cristiani a fare lo stesso nelle proprie realtà?

Per ora, GRAZIE a Dio e a tutti!

Veronica – Comunità fsp di Bologna

 

“Tu sei creatura amata e preziosa. C’è chi su di te ha progetti di felicità”. Diciamo che questa mi sembrava l’introduzione migliore per descrivere le emozioni che hanno segnato la settimana di missione biblica trascorsa ad Acerno, una settimana oserei dire ‘notevolmente’ intensa. Per me questa è stata la prima, vera esperienza di evangelizzazione; e chi se lo sarebbe mai aspettato che avrebbe lasciato un segno così profondo nel mio cuore? La frasetta posta ad inizio pagina non è messa lì tanto per bellezza, anzi, ha il suo gran bel PERCHE’! In effetti la parola chiave di tutta la settimana per me è stata, oltre alla preghiera e al Vangelo, il mettersi in gioco in ogni istante, in ogni situazione, anche in quelle dove magari mi sentivo meno adeguata che, ovviamente avendo a che fare con un Dio che mette in continuazione alla prova (in senso buono), andavano per la maggiore! E l’idea di essere creatura amata e preziosa mi ha dato la sicurezza giusta per non lasciarmi spaventare da una così nuova esperienza. Molti sono stati i momenti in cui si affollavano nella mente dubbi su dubbi, in cui si alternavano confusione, incertezze, insicurezze su domande quali: come capire qual è la tua volontà? Come rispondere alle tue provocazioni? Come riconoscerle? Come capire qual è la cosa giusta da fare? E, certamente, la stanchezza non aiutava a sciogliere quest’enorme matassa di emozioni. Ma tutto diventava più chiaro e limpido guardando espressioni di visi che annuivano leggendo un biglietto della Parola, consapevoli del fatto che un messaggio concreto era stato scelto apposta per loro da Dio, guardando volti di persone che sorridendo richiedevano per la propria famiglia un Vangelo, vedendo giovani che si lasciavano coinvolgere e rispondevano positivamente all’ invito di Dio. Tanto è bastato per far sparire ogni dubbio, ogni domanda, ogni incertezza; tanto è bastato per capire che sono stata scelta, chiamata per nome e mandata, tanto è bastato per capire che sono preziosa agli occhi di Dio. Cosa mi porto via da questo campo? Tanti sogni, tante speranze, tanti progetti di vita; progetti che si fondano su di Lui e che non aspettano altro che essere realizzati! Vorrei concludere così: “Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo”.(Gv 10,9) …Io sono entrata attraverso quella porta e voi cosa aspettate?

Irene – Pavona (RM)

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