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Semplicemente Gesù – incontri on line/ottobre 2011_Step1

Benvenuti, cari amici, benvenuti al primo dei nostri incontri:

Semplicemente Gesù

questo è il tema che ci chiederà di entrare nel vivo della proposta cristiana, di quel “Vangelo di Gesù Cristo” che chiede di risuonare, oggi come ieri, nella nostra vita. Davanti a noi, si spalanca un cammino pregno di novità e di effervescenza, la stessa effervescenza dello Spirito, che vuole fare di noi e con noi una nuova creazione.

Vivere un itinerario on line, richiede però la stessa voglia di mettersi in gioco, la stessa serietà di cammino, il dover scegliere di dedicare del tempo a Dio.
Non basterà mettersi davanti a un pc e leggere un post, scaricare la scheda o vedere la video-riflessione.
Dio per parlare al cuore avrà comunque bisogno che ognuno gli dedichi del tempo per ascoltare la sua parola, per imparare a percorrere le sue vie, rispondere ai suoi appelli, seguirlo, lì dove e come il suo mandato d’amore ci invierà.

Non aggiungo altro cari amici, compagni di questa particolarissima avventura della fede; vi lasciamo scoprire tutto il resto dal video, nel quale troverete indicazioni sul percorso, atteggiamenti necessari per viverlo al meglio e provocazioni sulla nostra vita di fede, a partire dal Vangelo di Marco e, nello specifico, Mc 1, 1-8. 14-15.


Video – catechesi



Come una voce sola davanti a Dio
Preghiera conclusiva

Signore Gesù,
oggi come ieri, sono molti i Giovanni Battista
che mandi nella nostra vita come voci forti
che chiedono di aprire il cuore alla tua Parola,
di spalancare quelle porte, più decisamente chiuse,
di lasciarti entrare in quei deserti più aridi,
in quegli spazi più impervi del nostro cuore
per veder rinascere ancora una volta la vita.
Il tempo della grazia, tempo del tuo amore,
è ancora una volta, tempo favorevole per la mia vita.

Tu, Signore Gesù,
con le tue logiche e le tue proposte paradossali,
sei ancora una volta alla porta e bussi.
Il tempo è ormai compiuto: tempo di amore e di perdono.
Dio è qui, sempre più vicino!

Aiutami, Signore, a dire sì!
Sì alle tue logiche, sì alle tue proposte,
sì a ogni passo che mi chiederai di vivere
perché la mia fede sia sempre più vera,
sempre più vita. Amen

Poche righe per innalzare al Signore la nostra comune preghiera, fatta di parole, ma soprattutto di Parola, di quella novità che il Vangelo ci chiede di imparare ad ascoltare e ad assumere. Sale al Signore come incenso profumato, con la forza di una piccola comunità riunita nel suo nome, anche in rete.

Gesù…
semplicemente Lui è per te, per me, per noi,
la più singolare e rivoluzionaria proposta di vita e di pienezza.

Per saperne di più scrivi a:

Sr Mariangela: m.tassielli@paoline.it

Per condividere riflessioni, mettere in campo domande, dubbi, voglia di saperne di più, seguici anche su

Facebook: Giovani & Vangelo
su Tw: Cantalavita

Potrai trovare aggiornamenti in tempo reale e condividi i link sulle pagine di amici e conoscenti che a tuo parere potrebbero essere interessati dall’annuncio di gioia con cui il Vangelo ci raggiunge.

Inoltre se hai meno di 30 anni ti proponiamo il gruppo facebook:

GEP – Giovani Evangelizzatori Paolini

Se desideri vivere momenti di preghiera ti consigliamo il libro: Attirerò tutti a me – Adorazioni eucaristiche per ogni tempo dell’anno. Autore: Suor Mariangela Tassielli – Ed. Paoline

Ti auguriamo buon cammino e buon tutto!

Ti ricordiamo il cammino di incontri online 2012 -2013

Felici di vivere

Venite a me tutti! 4a edizione!_Alla scuola di Cristo Parola_in libreria/Salerno

VENITE A ME TUTTI!

4A EDIZIONE 2011-2012!

Insieme in libreria per pregare la Parola alla scuola del Maestro!


PER CHI?

GIOVANI e ADULTI

DOVE

a SALERNO presso la LIBRERIA PAOLINE c.so VITTORIO EMANUELE, 115

QUANDO: nelle seguenti DOMENICHE ore 18:00

2011: 30 Ottobre4 Dicembre
2012: 8 Gennaio5 Febbraio4 Marzo22 Aprile 13 Maggio3 Giugno


Scarica la LOCANDINA da poter mettere in parrocchia o dove credi opportuno: Venite a me tutti!_locandina


CATECHISTI PARROCCHIALI – Ottobre 2011: ALZATE I VOSTRI OCCHI E GUARDATE…

DIO SALVA E CI CHIAMA A FARE LA NOSTRA PARTE

di Anna Maria D’Angelo

Mosè risponde a Dio che lo chiama e libera il popolo d’Israele dalla schiavitù dell’Egitto.
I nostri ragazzi sono ammaliati da cartoni animati e giocattoli; spesso chiedono con insistenza l’ultimo arrivato! È raro riuscire a catturare la loro attenzione per dialogare quando noi adulti troviamo un po’ di tempo per loro.
È importante proporre momenti di silenzio e coinvolgerli in esperienze di ascolto di sé, dei vicini (in famiglia, a scuola, nel gruppo di catechesi), di situazioni belle o spiacevoli; accompagnarli nella comprensione del progetto di Dio, aiutandoli a rispondere oggi «a misura di ragazzi».

DINAMICA –  Chiamati per nome!

I catechisti hanno preparato in precedenza un roveto grande al centro della sala, e un piacevole sottofondo musicale. Intorno al roveto tappeti per far sedere i ragazzi.
Nella sala rimane un catechista che ha il compito di chiamare ogni ragazzo ripetendo due volte il suo nome (come è avvenuto per Mosè).
Un altro catechista accoglie i ragazzi in un posto distante dalla sala, tanto da poter ascoltare la chiamata. Li trattiene, dialogando, finché arrivano tutti. Favorisce sensazioni di meraviglia, sorpresa, entusiasmo, dubbio… fino a far entrare in un graduale silenzio, perché si possa sentire il nome.
Sollecita, quindi, ogni chiamato a rispondere dirigendosi verso il luogo da cui proviene la voce.

ORIENTARE – Tutti seduti intorno al roveto. Si ascolta ancora un po’ di musica. Si lascia del tempo per soddisfare la curiosità dei ragazzi e raccogliere le loro domande.
Poi uno dei catechisti introduce la vocazione e la missione di Mosè, richiamando l’esperienza appena realizzata. (Es 3,1-12)».
Come ha chiamato Mosè, Dio chiama anche noi oggi. Si fa presente nella nostra vita, nei poveri e sofferenti; non ci abbandona mai, perché si ricorda delle sue promesse di vita.

ATTIVITÀCome il roveto bruciava e non si consumava, così la voce di Dio non si stanca di chiamare anche noi fino a quando non avremo fatto la nostra parte. Dio ci dice oggi: «Ho bisogno di te. Se ti rifiuti, non posso operare». Quando le persone non si aiutano fra loro, fermano la mano di Dio che vuole aiutarci.
Conosciamo persone, situazioni, Paesi in difficoltà: in parrocchia, a scuola, vicino casa, nel mondo? Annotare, su un foglio grande, le risposte dei ragazzi.
Il catechista invita i ragazzi a costruire il roveto (senza la fiamma divina) con plastilina o altro materiale; poi le fiammelle e su ciascuna la scritta di un bisogno individuato.
Si attaccano le fiammelle al roveto e si risponde in gruppo a qualche bisogno.
Il roveto è posto in un angolo della sala-incontri. Ogni volta che si offre sollievo a un disagiato, si sostituisce la rispettiva fiammella con un fiore colorato, fino a quando il roveto è trasformato in albero della solidarietà.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Ottobre di Catechisti Parrocchiali

Per vedere il sommario di Catechisti Parrocchiali di Ottobre 2011 clicca qui

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Fatti di Parola! …o di Parole?! – incontri on line


Amore, pace, fraternità, odio, gioia, perdono, delusione, paura, coraggio, determinazione, scelta…. e ora…

STOP!!!

Prima di leggere altro, ognuno di voi rientri nella propria mente e vada a scoprire quali sono le parole che in questo momento stanno animando (o offuscando…) mente, cuore, desideri… e poi ancora una volta, prima di pensare ad altro tornate qui, tra queste righe.

Ci siete? Vi aspettavamo, perchè lo sappiamo tutti, i viaggi nella nostra mente sono lunghi e spesso poco lineari. Luce, buio, nebbia… tutto si sussegue e si interseca. Ma tra tutte le parole che vi abitano, vorremmo ce ne potesse essere una UNA in particolare. Una parola unica e dal potere enorme di poter cambiare  ciò che tocca, soprattutto se riesce a toccare una vita.

Questa Parola è Gesù Cristo e il suo vangelo, la sua notizia straordinariamente folle, consegnata all’umanità di tutti i tempi. Lui è la Parola che sola può renderci nuovi: nuova vita, nuova creatura, nuova mente, nuove idee, nuovo modo di credere e di scegliere come vivere.

Lui c’è… c’è sempre stato, ma noi? Dove siamo noi?

Ci sentiamo tutti, ancora una volta scelti, chiamati, attraverso quel sorriso, che facendoci sentire unici, ci dice:

Dai! Vieni! Che aspetti? Sono qui per te, sono con te,

cosa hai da temere?”

Vieni allora, vieni con noi, incontro alla Parola…ti proponiamo di vivere insieme un cammino di spiritualità e formazione.
Ogni mese andremo on line con riflessioni, tracce di preghiera e adorazioni, che potrai scaricare e valorizzare personalmente o, se sei educatore o catechista, anche con il tuo gruppo.

Dal 30 ottobre al 29 giugno ti aspetteremo con…

incontri paoline

Saremo on line:

  • 30 ottobre
  • 24 novembre
  • 22 dicembre
  • a Gennaio insieme verso il tempo ordinario
  • 23 febbraio
  • 15 marzo
  • in aprile Triduo Pasquale on line
  • 17 maggio
  • 29 giugno

Nella pagina INCONTRI ONLINE troverai di volta in volta i link aggiornati!

Gli incontri sono dedicati a tutti coloro che si ritengono giovani nella fede e desiderano vivere a ritmo del Vangelo, perchè la fede possa diventare vita e la vita possa essere impastata di fede.

Non c’è età, nè città, provienza che possa diventare un ostacolo. Chi desidera vivere con passione e serietà è e sarà il benvenuto.

A presto cari amici blogger, sarà una grande gioia condividere con voi questo cammino di Grazia.

Lasciatevi e lasciamoci stupire da Dio!!!

RAGAZZI & DINTORNI – Ottobre 2011 – Gioia

SEMINA GIOIA ATTORNO A TE

di Fausto Negri

Nell’attuale società dell’immagine occorre presentarsi sempre sorridenti sul palcoscenico della vita. Non per nulla gli attori più pagati e più apprezzati sono i comici. Ma la vera gioia non si identifica con il ridere o il far ridere, con il solo divertimento o con l’evasione dalla propria realtà.
La gioia autentica, però, è un’esperienza interiore: deriva dall’essere in pace con se stessi e dal sapersi in buone mani… qualunque cosa succeda!
Essa è frutto del nostro impegno ma, ancor di più, dono dello Spirito Consolatore.
Un cuore sereno è sempre un cuore grande, pieno di dolcezza. Non giudica. Irradia gioia.
Benedetto XVI ha detto: «Dove manca la gioia, dove l’umorismo muore, qui non c’è nemmeno lo Spirito Santo, lo Spirito di Gesù Cristo. E viceversa: la gioia è un segno della grazia. Chi è profondamente sereno, chi ha sofferto senza per questo perdere la gioia, costui non è lontano dal Dio del Vangelo, dallo Spirito di Dio, che è lo Spirito della gioia eterna».

Sei felice quando, nonostante tutti i limiti e avversità, ti senti sorretto dal braccio di un Dio che ti vuole bene. La via della felicità non è una strada asfaltata che corre al di fuori della tua vita quotidiana. È un cammino che puoi percorrere in lungo e in largo, nella ordinarietà. La gioia è il frutto di una vita buona, accolta come un dono e donata con generosità. Occorre aprire gli occhi e vedere i doni che Dio ci fa giorno dopo giorno: gli amici, un fiore, il sole, un senso di appagamento che ti pervade quando ti senti amato.
Sei felice quando ti guardi con amore, accettandoti per quello che sei, anche con i tuoi limiti e debolezze, e ti senti in armonia con te stesso.
Guardare il mondo con sentimenti di lode, vuol dire riconoscerlo sotto un’altra luce. Guardare i propri simili come un regalo del buon Dio, significa riconoscerli come persone, farli rifiorire.
Sei un infelice se tu diventi il tuo pensiero più grande. Chi continua a ruotare attorno al proprio «io» diventa una disgrazia anche per se stesso. Se ti servi degli altri soltanto per i tuoi comodi, andrai incontro a continue delusioni.
Se vuoi renderti felice, chiediti come la tua vita possa diventare una benedizione per altri. La gioia, quando non è condivisa, muore velocemente. Se ti domandi qual è stata la gioia più bella che hai provato nella tua vita, credo che la risposta sia: «Quando sono riuscito a fare felice qualcuno». Dona gioia a una persona e la ritroverai moltiplicata per te sul volto dell’altro.
Affidati al Dio della gioia. Sia la gioia (tua e del prossimo accanto a te) a ispirare le tue azioni e i tuoi pensieri, a guidare le tue scelte e decisioni. «Dio ama chi dona con gioia» (2Cor 9,7).
La tua presenza sia per tanti come un raggio di sole, quando le nubi e i temporali oscurano la meta. Cammina. Sogna. Porgi a tutti un saluto e una benedizione.

Per cambiare i propri occhiali e vedere il lato buono in ogni cosa, occorre farsi «una sana pulizia della mente». Liberarsi da frasi, quali: «Non ce la farò mai!… Non valgo niente!… Figurati se…». Come si fa a Pasqua in casa, occorre ripulire il cuore, spazzando via ciò che irrita o affligge e le cause di lamentele e critiche.
Perché si realizzi ciò nella vita dei ragazzi, si propone una dinamica in cui, ci si concentra prima sul positivo, riportando su un cartellone le risposte dei ragazzi:

  • Quali sono «le cose belle» che mi sono capitate nella mia esistenza: persone che mi amano; incontri significativi; amici che si interessano di me; educatori che mirano alla mia crescita e formazione; situazioni vissute con gioia: vacanze, feste, incontri di gruppo, momenti di preghiera…?
  • Quando sono riuscito a mostrare un volto «bello e cordiale», suscitando benevolenza e gioia?
  • Quando mi sono lasciato prendere dallo stupore di uno sguardo, di una parola, di uno spettacolo, di un panorama?
  • Per tutto il positivo sperimentato, si rende lode al Signore, che attraverso ogni volto e situazione ci manifesta il suo amore.
  • Poi far prendere coscienza degli aspetti personali che impediscono di gioire e conducono a lamentarsi, recriminare e giudicare. Questi, in genere, nascono dalla mancata esperienza dell’amore vero, dal proprio egoismo e orgoglio. Se si spezza la catena dell’orgoglio e dell’egoismo accogliendo l’amore del Signore, di cui non possiamo dubitare, si sprigiona dal proprio cuore la gioia e l’ottimismo e si riesce a comunicarli agli altri.
  • Quindi si invitano i ragazzi a sorridere spesso. Madre Teresa diceva che «non sapremo mai quanto bene è capace di fare un semplice sorriso».

Questo e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Ottobre dell’inserto Ragazzi & Dintorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

Inoltre ON LINE l’aggiornamento del materiale per il post riservato ai lettori della rubrica Musica di Catechisti Parrocchiali – Ottobre 2011. Per accedere è necessaria la password indicata nell’articolo.

—>Gioia che rinasce, Sole che sorge!!! <—

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ottobre 2011 – Per i lettori di Catechisti Parrocchiali Dossier Ragazzi&Dintorni/ – rubrica Musica

Carissimi Catechisti rieccoci!!!
Per l’articolo di ottobre:

Gioia che rinasce, Sole che sorge!!!

siamo on line con suggerimenti e un po’ materiale che ci auguriamo possa esservi utile.
Vi saremo grate se oltre a scaricare ci invierete feedback e/o suggerimenti sul materiale a vostra disposizione.

Piccoli suggerimenti per lavorare meglio…

Come già per il precedente post sull’Amore, anche questa volta preferisco riproporvi, in primis, le tre tappe a cui sempre il percorso proposto nell’articolo su Catechisti Parrocchiali deve essere ricondotto. Già, perchè se la GIOIA è il frutto dello Spirito in noi, a monte dovrà esserci il seme, da cui quel frutto potrà essere generato. E questo seme, e ciò che gli permetterà di crescere, deve essere a noi ben chiaro. Zoomiamo allora sulle tre tappe:

  1. Scoprire il dono di Dio! E scoprirlo come piccolo seme che è già stato seminato nella nostra vita. Se è vero che molti dei nostri ragazzi o dei loro amici, riducono la gioia a situazioni favorevoli, all’ottenere e, in genere, a situazioni favorevoli di gratificazione, è anche vero che esiste qualcosa in noi che ha la potenza di farci risollevare anche nei momenti più duri e bui. Questo piccolo seme è la consapevolezza del non essere mai solo. Mai solo, se infondo prima o poi arriva sempre qualcuno disposto a darmi una mano; mai solo, se la vita, come una ruota prima o poi gira; mai solo se qualcuno in un modo o nell’altro si accorge che esisto… ma soprattutto mai solo se Dio continua a dirmi: “Coraggio, non temere! Io sono con te”. Questa realtà che nella Bibbia si ripete centinaia di volte è una consapevolezza che, passo dopo passo, dobbiamo far maturare nella vita dei ragazzi. E’ proprio questo il dono di Dio che rende possibile poi la GIOIA VERA.
  2. Predisporci per accogliere il dono. Ma concretamente come fare? Credo che molte volte ciò che manchi alle nostre catechesi sia la concretezza delle proposte di fede. Per predisporre i cuori, allora, sarebbe molto buono affiancare alle attività proposte nell’articolo, soprattutto quelle relative alla SCOPERTA DELLA GIOIA, delle testimonianze, testimonial scelti tra persoanggi famosi, rispetto a chi la gioia l’ha vissuta investendo tutto sul successo e chi invece ha voluto costruirla a partire dall’amore per gli altri.
  3. Fare passi veri e propri nella vita quotidiana e farli, a questo punto, attraverso il GIOCO DELLA FELICITA’. Un gioco che deve poter diventare, nella vita dei ragazzi, una sorta di sana abitudine, per poter ricavare da ogni tipo di esperienza ciò che può ridonare la felicità. E’ ovvio che la sfida da vivere è quella di insegnar loro, e forse anche a noi stessi, ad andare oltre ogni apparenza, oltre ogni delusione, oltre ogni aspettativa delusa. Ma sarà necessario anche reimparare a vivere atteggiamenti ormai dimenticati: l’attesa, la pazienza, il desiderio, la voglia di ricominciare sempre e comunque. Proprio la necessità di questi atteggiamenti renderà il cammino lungo e spesso difficile. Ma da buoni educatori della fede e della vita buona del Vangelo, sarà nostro e vostro compito saper attendere con loro e al loro fianco… imparando insieme dalla vita.

Cosa può uccidere la gioia?

Proprio perchè tanti e costanti sono gli attentati alla gioia, spesso ciò che rende vulnerabile la vita dei ragazzi è quella di non essere aiutati a fare scelte buone, corrette, lungimiranti e vitali.
Vi metto a disposizione un video che abbiamo creato come visualizzazione del canto Le miserie della vita di F. Baggio, tratto dal musical Come il buon Samaritano, proprio perché attraverso il testo, reso concreto dalle immagini, possiate esplorare con maggiore concretezza e senso di provocazione quali sono le realtà in cui spesso ci imbattiamo e che minano la nostra vera gioia.

VISUALIZZAZIONE – Le miserie della vita, Fabio Baggio

Chiaramente a queste provocazioni ne potete aggiungere ulteriori; ciò che conta è riuscire a entrare a passi delicati nel mondo dei ragazzi, in ciò che li svuota, che li impoverisce, senza che essi stessi se ne rendano conto. Per creare una buona risonanza a questo video potrebbe essere necessario del tempo, ma anche dei lavori di gruppo che facciano emergere le problematiche che i ragazzi vivono o che ascoltano da altri.

Il passo decisivo!

Vi propongo ora di vivere un passo decisivo, attraverso un video da proiettare senza alcun commento previo da parte vostra.
Sambamico (titolo del canto e del video) propone in fondo di costruire la felicità a partire dall’altro, chiunque esso sia; di rispondere alla vita non a pugni stretti, ma a mani aperte, piene di amore, pace, benevolenza, amicizia. In fondo, sarebbe bello poter arrivare alla fine del nostro percorso scrivendo sulle nostre mani,  ogni frutto dello Spirito che gli altri dovranno poter vedere nella nostra vita.
Si tratta allora di unire, di collegare il gioco della felicità con il segreto che il video propone. Se i pugni non sono relamente la giusta soluzione, allora passo dopo passo, come siamo invitati e chiamati a vivere?

Quando sei triste e non sai più che cosa fare? Se anche tra la gente, ti senti come in mezzo al mare… regalare un sorriso può veramente essere la soluzione giusta? Qual è il vero segreto della felicità?

Buon cammino, a tutti, cari amici catechisti!!!

E per qualsiasi dubbio o altro, contattatemi

Per ricevere info, fare domande, inviare materiale… puoi scrivere a Suor Mariangela: m.tassielli@paoline.it

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Catechisti Parrocchiali
Suor Mariangela – paoline

CATECHISTI PARROCCHIALI – Ottobre 2011: ALZATE I VOSTRI OCCHI E GUARDATE…

COME INCONTRO SOCIALE

di Franca Feliziani Kannheiser

Il catechista «efficace» è colui che sa riconoscere le interazioni sociali che si instaurano nel gruppo. Ancor prima di entrare nel luogo dove si svolgerà l’incontro, quando i fanciulli, accompagnati da genitori o nonni, si incrociano e si salutano, inizia la tessitura di quell’ordito che costituirà «l’abito relazionale» di quel particolare incontro catechistico.
Contatti fisici, sguardi, parole che i fanciulli si scambiano faranno intravedere al catechista con quale bagaglio relazionale i fanciulli entrano nel gruppo. Ciò che è accaduto precedentemente in classe o in cortile, gli scambi positivi e gli scontri, le simpatie e le antipatie che si sono create, tutto contribuirà a dare a quella specifica «ora di catechesi» la sua fisionomia, così come le esperienze individuali che ciascun fanciullo ha fatto in famiglia o a scuola: ciò condizionerà il tempo che si passerà insieme.
È opportuno, perciò, che il catechista crei l’occasione per far interagire il suo gruppo prima ancora di entrare nella sede dell’incontro.
Quando il tempo lo permette in cortile o in uno spazio polivalente, il catechista osserva come i fanciulli cominciano a interagire fra loro, giocando spontaneamente. E’ importante osservare se si creano coppie o gruppetti, notare chi privilegia attività di movimento piuttosto che giochi tranquilli.

In modo allegro, gentile e autentico l’incontro di catechesi è già iniziato! Il contatto è avvenuto!

Il gruppo per vivere e lavorare ha bisogno di una struttura chiara, anche se flessibile. La struttura è data dallo spazio che deve essere preparato accuratamente, pensando alle funzioni che deve avere (angolo del racconto, del lavoro individuale, del lavoro di gruppo, del gioco), ma anche dalla sequenza delle interazioni che potrebbe essere scandita da questi momenti:
Il saluto. È il rito che inizia formalmente l’incontro. Perché sia un momento di autentica interazione è necessario che non diventi un gesto meccanico, automatico, ma che sia pensato creativamente come espressione di accoglienza reciproca. È anche il momento in cui i fanciulli si sentono accolti da una presenza più grande: Gesù, che ci ha chiamati, è in mezzo a noi. Questa dimensione, fondamentale nell’incontro catechistico, non deve ridursi alla solita preghiera recitata meccanicamente, ma deve essere evocata da un segno: un’icona, un oggetto simbolico, un canto…
Il compito. La chiarezza rispetto all’obiettivo dell’incontro è essenziale per indirizzare coscientemente le proprie energie verso un traguardo. L’irrequietezza e la dispersione che si manifestano in alcuni gruppi sono spesso la conseguenza del non saper rispondere alla domanda: «Perché siamo qui?». Le modalità per gestire questa fase possono essere diverse, noi proponiamo di farne un’occasione di confronto tra i fanciulli e il catechista che invece di spiegare direttamente l’obiettivo dell’incontro, potrebbe fornire alcuni «indizi» per scoprirlo o accogliere i suggerimenti del gruppo, naturalmente guidandolo. Da qui nasce «il patto» che riguarda i modi e i tempi in cui il lavoro sarà svolto, patto che vincola sia i fanciulli sia il catechista.
Cominciamo a lavorare. Anche questa fase deve essere pensata e vissuta come gruppo, ad esempio stabilendo una chiara suddivisione dei compiti, privilegiando forme sociali come il lavoro in coppie e in piccoli gruppi, che, più di tanti discorsi, fanno toccare con mano che cosa significhi pensare insieme, collaborare, ecc. In questa fase è, inoltre, essenziale la chiarezza e la precisione delle consegne da parte del catechista.
Che cosa abbiamo fatto? La verifica del lavoro è di grande importanza. In questo contesto valutare significa valorizzare il prodotto del lavoro di tutto il gruppo, ma anche dare e avere feedback sui processi interattivi che si sono realizzati:
– Mi sono sentito bene nel gruppo?
– Quando è stato facile, quando è stato difficile lavorare insieme?
– Siamo soddisfatti dei risultati raggiunti?
– Il mio contributo è stato valorizzato?
– E io ho saputo valorizzare il contributo degli altri?
Arrivederci al prossimo appuntamento! Il gruppo si congeda, ma per ritrovarsi. Nell’educazione religiosa il congedo contiene una promessa e un compito: quello di sentirsi amici tra di loro e con Gesù, durante tutta la settimana, e di comportarsi come tali. Ognuno porta a casa un piccolo «seme» da far germogliare nel suo ambiente: un proposito di preghiera, di riflessione sulla parola di Dio, di gentilezza verso gli altri. Questi semi, che fioriranno al soffio dello Spirito, non devono essere intesi come una risposta soltanto individuale, ma anche di gruppo.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Ottobre di Catechisti Parrocchiali

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Settembre 2011 – Per i lettori di Catechisti Parrocchiali – Dossier Ragazzi & Dintorni/ – rubrica Musica

Catechisti Parrocchiali Settembre 2011Benvenute e benvenuti carissimi catechisti!

Se siete arrivati a questa pagina allora sarete nostri fedeli lettori: grazie mille per la stima e l’apprezzamento che la vostra fedeltà implicitamente esprime.

Per voi, per qualificare, maggiormente, il contributo che come paoline diamo alla formazione dei catechisti e facilitare il vostro stesso apporto alla formazione dei vostri ragazzi alla vita di fede, su questo spazio, mettiamo a vostra disposizione del materiale, che potrebbe essere utile per sviluppare le dinamiche che la rubrica Musica & fede del Dossier Ragazzi & Dintorni, annata 2011-2012  ha proposto. 

Piccoli suggerimenti per lavorare meglio…

1. Per maggiore concretezza, riprendo qui le tre tappe dell’itinerario descritte nell’articolo di settembre 2011. E’ necessario infatti che a ognuno sia chiaro il perché condurre i ragazzi a questa sintesi. Il resto è metodo, approfondimento, possibilità di maggiore comprensione; ma è necessario che ci sia chiarezza circa queste tappe da percorrere nella riflessione sull’amore.

  1. Scoprire il dono di Dio: ESSERE AMATI! Questo è il dono dei doni. Essere amati da Dio in modo unico e speciale, essere amati per ciò che siamo, così come siamo, con i nostri limiti e le nostre belle qualità. Ma riusciranno a sentirsi amati da Dio SOLO se sperimenteranno di essere amati da coloro che Dio manda nella sua vita (i catechisti e gli educatori… per esempio 😉 )
  2. Predisporci per accogliere il dono. Come si può diventare capaci di accogliere un dono? E un dono grande come l’amore? Difficile rispondere, ma credo che la cosa più necessaria sia esserne consapevoli: essere consapevoli di essere amati da Dio, riuscire a scoprire il suo amore in ciò che viviamo e che i ragazzi vivono… ma speriamo che questa consapevolezza cresca e maturi in loro (e in noi) strada facendo!
  3. Fare passi veri e propri nella vita quotidiana: nel testo li ho chiamati i passi dell’amore. Non possono essere stereotipati. E’ necessario evitare i luoghi comuni: perdonare, amare il prossimo, ricominciare, donare tutto… Se nella vita dei ragazzi non ci sono dei volti e delle situazioni concrete dietro queste frasi, resteranno solo ideali irrangiungibili. Spingeteli alla concretezza, aiutateli anche personalmente a prendere un piccolo impegno, ma concreto. Pian piano, chiedete loro, personalmente come va, se sperimentano particolari difficoltà: fatevi loro compagni nel cammino di fede.

2. Vi propongo di guardare con i ragazzi il video costruito sulla canzone Amore più vero di Cristina Damonte. Collocatelo alla fine dell’itinerario, quasi come risposta di Dio ai nostri interrogativi, al nostro modo di amare.

Amore più vero di Cristina Damonte dall’album Il senso della vita

Dopo averlo visto:

  1. Aiutate i ragazzi a individuare le immagini chiave, quelle che si ripetono quasi in modo martellante: le croci, la gioia, lo stare insieme… fateli esprimere in modo immediato, facendo emergere i loro ricordi più vivi.
  2. Vedetelo insieme una seconda volta, ma prima di iniziare la proiezione chiedete ai ragazzi di annotare quali sono le immagini che sono state legate alla frase: “amore più vero tu chiedi a tutti noi”.
  3. Perchè questa scelta? Perchè nel video, accanto alle croci e alla lavanda dei piedi ci sono immagini di gioia, di comunione e amicizia?
  4. Dove siamo chiamati a vivere concretamente i passi dell’amore? Nell’esperienza di Gesù, la frase “amore più vero” cosa ha significato?

Carissimi compagni nel cammino, aiutare i nostri ragazzi a credere realmente con tutta la loro vita, le loro forze, i sogni è per noi e per tutta la Chiesa una grande sfida. Ci auguriamo reciprocamente di aiutarci in questo importante cammino. Speriamo che tra noi possa esserci sempre maggiore interattività e che oltre a essere fruitori, voi possiate inviare anche materiale, darci suggerimenti, chiedere ciò che potrebbe servire nel vostro prezioso servizio alla Chiesa e all’umanità.

A tutti buon tutto!!!

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Suor Mariangela: m.tassielli@paoline.it

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Buonadomenica_Speciale GMG/Testimonianze

Cari amici,
ora ritornerete nei vostri luoghi di dimora abituale. I vostri amici vorranno sapere che cosa è cambiato in voi dopo essere stati in questa nobile città con il Papa e centinaia di migliaia di giovani di tutto il mondo: che cosa direte loro? Vi invito a dare un’audace testimonianza di vita cristiana davanti agli altri. Così sarete lievito di nuovi cristiani e farete sì che la Chiesa riemerga con vigore nel cuore di molti. Quanto ho pensato in questi giorni a quei giovani che attendono il vostro ritorno! Trasmettete loro il mio affetto, in particolare ai più sfortunati, e anche alle vostre famiglie e alle comunità di vita cristiana alle quali appartenete.

Benedetto XVI
Angelus Aeroporto Cuatro Vientos di Madrid

La parola a…

Giuseppe, 21 anni, Napoli

Raccontare di un’esperienza che da subito si è rivelata unica e ricca di emozioni differenti non è sicuramente facile; ancora più difficile è se questa esperienza si chiama Giornata Mondiale della Gioventù, l’incontro dei giovani cattolici con il Papa.
Già dall’arrivo al seminario di Nola (NA), diocesi con la quale il nostro gruppo (suore Paoline) è partito, nell’aria si respirava l’inizio di qualcosa di speciale, di qualcosa che avrebbe donato tante perle, da condividere e da trasmettere poi ai tanti che sono rimasti a casa.
Come tutti, prima della GMG a Madrid siamo stati ospitati da una delle diocesi spagnole: la regione Campania, la diocesi Milano e alcune del Piemonte sono state accolte dall’arcidiocesi di Barcellona, per i “giorni d’accoglienza”, durante i quali abbiamo iniziato a respirare l’aria internazionale che ha caratterizzato poi tutta la GMG: alla messa internazionale al Forum di Barcellona eravamo oltre 20.000 giovani, provenienti da più di 60 paesi: che emozione vedere tutti quei giovani pregare nelle loro lingue e con le loro caratteristiche e simboli lo stesso Dio, il Dio di Gesù Cristo. A fianco a noi c’erano giovani provenienti da Francia, Germania, Zimbabwe, Polonia, Slovacchia, Cosa d’Avorio, Australia, Canada…e tanti altri, anche da paesi dove non c’è libertà religiosa o dove i cristiani sono una minoranza, come in Cina, in Myanmar e in Siria; e allora tante domande ti percorrono e ti interrogano sulla forza dello Spirito Santo, che continua a soffiare su questa Terra e a dare coraggio ai tanti giovani che ogni giorno rischiano la propria vita per il Vangelo.
A Barcellona ci siamo dedicati un po’ anche alla visita della città, con una passeggiata sulle Ramblas e un giretto nella bella “Boqueria”, un bellissimo mercato dove i tanti colori della frutta e dei dolciumi hanno attirato i nostri occhi e i nostri palati, invitandoci ad assaggiare frullati e frutta fresca, e anche a bere un buon bicchiere di Sangria, la bevanda alcolica tipica della città spagnola.
Tra concerti, feste, visite turistiche e celebrazioni eucaristiche, i giorni di Barcellona sono trascorsi molto velocemente, ma hanno lasciato già tante tracce e tanti volti nei nostri cuori, con la certezza che la capitale Madrid e il Santo Padre ci stessero aspettando per un appuntamento davvero unico ed indimenticabile, che molti di noi aspettavano da anni.
I nostri giorni a Madrid, condivisi con la Famiglia Paolina, sono stati caratterizzati, oltre che dalle catechesi e dagli “eventi ufficiali” con il Santo Padre, dalla bellissima esperienza della Tenda della Palabra, uno stand allestito all’interno dell’Expo Vocational nel Parco del Buen Retiro. Nella tenda, oltre alla possibilità di conoscere il carisma della Famiglia Paolina, era possibile accostarsi alla Sacra Scrittura, con la possibilità di scegliere un rotolino della Parola di Dio in oltre 10 lingue. Come esprimere gli sguardi e i volti delle migliaia di giovani passati sotto la tenda? Per molti di loro ricevere quel rotolino era davvero un regalo inestimabile, e per questo ringraziavano più volte e si sentivano di ricambiarti con un piccolo ricordino del loro paese.
Noi giovani partiti con le Figlie di San Paolo “eravamo stati pensati” per raggiungere i giovani italiani ma, di fronte a quella moltitudine di genti, come limitarsi solo ai nostri connazionali? Ed allora ecco che, certi della forza dello Spirito Santo, ci siamo avvicinati a moltissimi giovani di tutte le nazionalità, valorizzando al massimo le poche parole che conoscevamo nelle varie lingue, e facendoci aiutare dalle suore Paoline delle varie nazionalità.
E, come in una Pentecoste, con il linguaggio dell’Amore (e anche con quello del corpo) in molti ci seguivano e ci cercavano nel parco, per “ritirare” quel rotolino della Parola di Dio che offrivamo ai passanti, pensato come un momento di incontro personale con Cristo; vicino la tenda c’era un grande cartellone dove era possibile lasciare un messaggio ai tanti giovani che erano rimasti a casa, ma che erano in collegamento con noi attraverso la pagina Facebook Giovani & Vangelo e il blog Cantalavita: dopo solo un paio d’ore, abbiamo dovuto applicare un nuovo cartellone, visto che in tantissimi scrivevano i loro messaggi, pensando ai coetanei che li aspettavano nelle loro parrocchie e nei loro paesi.
Come tutti, anche noi GEP, ogni mattina ci siamo diretti nella parrocchia più vicina alla tenda (anche se per trovarla per le strade di Madrid abbiamo rischiato di ascoltare una catechesi in cambogiano!) per ascoltare i vescovi catechisti sui temi proposti: sia mons. Diego Coletti che mons. Bruno Forte hanno sottolineato, con stili e linguaggi diversi, come valga la pena donare la vita a Cristo, l’unico che dà vera salvezza e vera redenzione, sottolineando anche le caratteristiche dell’identità di un cristiano giovane del terzo millennio.
Tra grande commozione ed ansia di incontrare il Santo Padre e i milioni di giovani, siamo partiti per l’aeroporto di Cuatro Vientos, accolti da un caldo che ha messo a dura prova il nostro fisico e la nostra resistenza, provata anche dal forte temporale della notte che, per circa un’ora, si è abbattuto su di noi e sui nostri accampamenti improvvisati all’inizio della veglia. Ma anche lì, la forza della nostra preghiera e la tenerezza del Papa ci ha fatto superare la difficoltà e ci ha aiutato a concentrarci sulla veglia. Quando abbiamo sentito le parole “il Papa è orgoglioso di voi” grida di commozione ed entusiasmo hanno coperto anche la tempesta e i fulmini, e hanno dato il via al coro caratteristico di questa GMG: “Esta es la joventud del Papa”.
Una è forse la parola che può riassumere il discorso del Papa nella Messa di Invio, ed è testimoniare, sempre, comunque e dovunque, l’incontro personale che ognuno di noi ha fatto con Gesù Cristo e il suo Vangelo. Nella “Messa di invio”, il Papa ha benedetto anche i crocifissi che erano nella sacca del pellegrino, “segni dell’amore di Cristo e della nostra fede; predicate Cristo e questo crocifisso; è Lui la forza e la saggezza di Dio”, e li ha simbolicamente consegnati ai due milioni di giovani lì presenti, veri missionari del Vangelo.
Tanti sono i semi e le perle che questa GMG ha lasciato in ognuno di noi, che abbiamo vissuto questo evento ecclesiale in modo differente e con diversa intensità; una sola certezza., che è emersa anche dai saluti con i giovani del resto del mondo accomuna tutti: ci vediamo a Rio de Janeiro 2013, per rivivere un’esperienza così forte di comunione ecclesiale e di incontro con il Vangelo!

In breve:

Enrica, 17 anni, Veglie (LE)

Cari amici, vi scrivo per rendervi partecipi di alcune delle innumerevoli emozioni da me provate durante la JMJ a Madrid.
Sono partita portando nel cuore un po’ di paura dato che questa era la mia prima esperienza all’estero così importante: l’incontro di milioni di giovani cattolici tra loro e con il papa. Posso dirvi però che nella valigia del mio cuore la voglia di incontrare Gesù e di mettermi alla sua sequela insieme agli altri giovani provenienti da ogni parte del mondo mi ha portata a vivere intensamente ogni momento e a gustarlo come se fosse un dono di Gesù per me. Penso che la perla più preziosa che Dio mi ha consegnato sia stato il sentire la sua vicinanza e toccare con mano la sua bontà.
Sono partita per la JMJ come una dei GEP (Giovani Evangelizzatori Paolini) e in quanto tale ho cercato, nel limite delle mie possibilità, di annunciare le meraviglie che il Signore compie in noi quotidianamente. Voi mi chiederete: come? Consegnando ai tanti giovani, italiani e non, dei rotolini che contenevano frasi di Vangelo e attaccando alle loro magliette un adesivo con su scritto: MIHI VIVERE CHRISTUS EST.
Ho fatto esperienza di quello che Gesù dice: date e vi sarà dato! Un sorriso, una stretta di mano, un abbraccio, una bandiera, una spilletta, una maglietta, un rosario, un braccialetto, etc: tutto questo ho ricevuto come segno tangibile della fede che mi fa sentire parte di un’unica Chiesa assieme ad un francese, un inglese, un australiano, un tedesco, ecc. Vi sembrerà strano, ma per fare qualcosa a volte basta soltanto crederci con tutte le forze. In mezzo al parco del Retiro, sotto la Tienda de la Palabra, la mia bocca ha incominciato a parlare una lingua diversa dalla mia, magari un po’ sgrammaticata, ma capace di comunicare la mia fede. Sapete come si chiama questo lingua? AMORE!
Mi è capitato più volte di sentire dalle mie amiche che forse sarebbe stato meglio guardarla da casa la veglia a Cuatro Vientos risparmiandosi la paura dei fulmini, la pioggia, il vento… ma non sarebbe stata la stessa cosa e Dio non mi ha lasciata sola, anzi, al risveglio da quella notte un po’ insolita, il cielo sereno, l’aria fresca e lo sguardo un po’ perso, stanco ma felice delle mie compagne di avventura mi hanno commosso.
Nella celebrazione eucaristica finale non è stato possibile distribuire a tutti la Comunione e non vi nascondo che in quel momento ero molto delusa: non poter ricevere Gesù Eucaristia mi rendeva triste. Ma Dio è grande e non mi ha fatto mancare nulla: un sacerdote infatti ha concelebrato nel settore D1 (il mio) ed è riuscito a far arrivare a tutti il Corpo di Cristo. Mi è sembrato di essere in mezzo ai discepoli quando chiedevano a Gesù il pane per sfamare le folle e Gesù compie la moltiplicazione dei pani e dei pesci. E’ con questa immagine che vi lascio la mia più cara convinzione: Dio non ci abbandona mai. Bisogna fidarsi di lui e saremo firmes en la fe.

Chiara, 25 anni, Salerno

Che bella esperienza questa GMG!
Ogni volta che ci riunivamo per pregare
mi venivano in mente tutti gli amici che,
per un motivo o per un altro, non erano potuti venire con me
e una preghiera era sempre per loro.
Sono felice di aver condiviso la mia esperienza
in diretta sotto la Tenda della Parola,
sul blog Cantalavita, su Facebook, nell’intervista con Radio Pope-up
proprio per i giovani che sono rimasti a casa
e che in questo modo hanno potuto avere comunque la GMG a portata di clik!

Myriam, 16 anni, Veglie (LE)

Cari ragazzi, purtroppo anche la GMG, come ogni altra cosa si è conclusa.
Un’esperienza indescrivibile, con i suoi pro e i sui contra, ma che ha lasciato tanto nel cuore di tutti noi.
Uno dei momenti più emozionanti per me è stato la Veglia con il Papa  proprio perché aveva iniziato a piovere ma nel momento dell’esposizione Eucaristica la pioggia è cessata.
Poi non dimenticherò il risveglio la domenica mattina a Cuatro Vientos assieme a tutti gli altri giovani di diverse nazionalità e la celebrazione della Messa.
Impossibile dimenticare che mentre tanti giovani non hanno potuto accostarsi all’Eucaristia,   nel nostro settore un sacerdote ha concelebrato la Messa e distribuito l’Eucaristia. Mi sono commossa!
Grazie alla GMG mi sento più ricca nella fede e pronta, certa dell’amore di Dio.  Auguro a tutti quelli che non hanno partecipato di avere, prima o poi, la possibilità di partecipare a questo importante evento e di diffondere la Parola di Dio nel mondo.

Margherita, 26 anni, Agrigento

«Forti nella fede, forti nella fede,
camminiamo in Cristo nostro amico, nostro Signore.
Gloria sempre a Lui! Gloria sempre a Lui!
Camminiamo in Cristo, forti nella fede».
Sono le parole del ritornello dell’Inno della GMG 2011 in italiano, che continuano a risuonare come una dolce melodia nel mio cuore e mi fanno ritornare in mente i tanti occhi e volti, i tanti sguardi e sorrisi incrociati nei giorni scorsi. Quanti giovani provenienti da tutto il mondo tutti li per Lui e con Lui per condividere una grande e unica festa.
Dire che è stata una bella esperienza per me è poco, per me è stata un’esperienza unica, forte, meravigliosa e indimenticabile.
Grazie Signore Gesù per questa opportunità che mi hai dato e che ci hai donato, perché ci hai permesso di ritrovare, di riscoprire la tua infinita bellezza! accompagnaci nel nostro cammino, aiutaci a vivere radicati e fondati in Cristo e saldi nella fede. Grazie perché sei sempre con noi. Grazie di tutto!

Mariastella, 21 anni, Veglie (LE)

Entusiasmo, gioia, energia… ma anche malinconia, ansia, attesa, preoccupazione… tutto questo provavo alla vigilia della partenza per Madrid per la mia prima GMG. L’idea di rimanere 15 giorni lontana da casa, dalle comodità del mio mondo tranquillo mi agitava, ma era la sfida che ho lanciato a me stessa… e sono soddisfatta perché sento di averla affrontata al meglio.
Sono tante le occasioni in cui ho sperimentato la provvidenza divina. Ci sono stati momenti in cui lo sconforto, la stanchezza fisica, le difficoltà sembravano prevalere… bastava poi poco però per riaccendere la grinta e la voglia di farcela, di vivere appieno questa esperienza meravigliosa. Una carezza, una mano tesa, un sorriso, erano sufficienti a farmi ripartire più carica di prima.
Porto nel cuore questo mondo di gesti, di serenità, di silenzio; avrò vivo dentro di me per sempre il linguaggio dell’amore che permette di comunicare senza intoppi con persone di diverse razze e culture accomunate però dalla fede. Radicati in Cristo, saldi nella fede: queste sono state le parole che mi hanno guidato durante la GMG e che mi ripropongo di far mie anche al ritorno alla “vita normale”!
In questi giorni ho fatto cose mai sperimentate prima. Ringrazio tanto Dio per avermi dato la forza di affrontare tutte le difficoltà. Ora gli chiedo di rimanere fedele, di continuare anche nella mia quotidianità a testimoniare la forza del Suo Amore, l’abbondanza della Sua Grazia, la bellezza della Sua Bontà e del Suo perdono. È proprio questa speranza, questo sapere di essere amati così come siamo, al di là delle nostre fragilità, delle nostre debolezze umane che crea in noi giovani la fiducia in noi stessi e negli altri e la volontà di costruire un mondo migliore anche se tutto ciò che ci circonda sembra impedirlo.
Ho scoperto una grande gioia e non posso tenerla solo per me: ognuno di noi non è mai solo ed è amato in tutto se stesso, soprattutto nei suoi limiti, perché ognuno di noi è prezioso agli occhi del Signore e vale più di tutti i tesori.

Eugenia, 39 anni, Aversa (CE)

Mi piace condividere con voi una frase che sua Ecc. Mons. Bruno Forte ha detto nella sua catechesi:
«Se c’è una formica nera su una pietra nera in una notte nera Dio la guarda e la ama».
Bellissima! ci fa capire la grandezza di Dio e questo per me è stata la GMG.
Vedere tanti volti, sorrisi e sguardi di giovani venuti da tutte le parti del mondo,
tutti per una sola fede e l’amore per un solo Signore.
Durante questa grande festa dei colori della fede,
lo Spirito ha operato con forza creando tra i giovani comunione e solidarietà,
e sicuramente Dio ha agito in ognuno di noi sconvolgendo un po’ le nostre aspettative.
Sono sicura che i frutti saranno abbondanti nella vita di ognuno e nel popolo spagnolo.

Elisa, 17 anni, Veglie (LE)

Ciao a tutti! Questa è stata per me la prima GMG dove ho operato come una dei GEP (Giovani Evangelizzatori Paolini).
A Madrid abbiamo vissuto una grande festa e comunione con i partecipanti venuti da ogni parte del mondo. Attraverso questa esperienza sono tante le cose che mi sono rimaste impresse ma quella più importante è che ho compreso la forza della Chiesa, soprattutto quella dei giovani e della loro grande e viva fede che va oltre i confini del mondo.
La GMG è stata per me un impegno personale ma viverla insieme ad altri è stato ancora più emozionante; è stato bello condividere le fatiche e le gioie del percorso, portare i pesi gli uni degli altri, offrirsi un po’ di sostegno, un sorso d’acqua, un pezzo di pane.
Porto nel cuore la gioia dello scambio di piccoli ricordi con ragazzi di altre nazionalità e custodisco la condivisione della fatica fatta per raggiungere il luogo della veglia… non so bene quanti eravamo in quel prato… vedevo tanti nuovi volti tutti per uno scopo sentir parlare di Gesù. Ed è stata proprio questa la perla che ho ricevuto: Gesù non è un bene per noi stessi, ma il bene più importante da condividere con gli altri.

In cammino con il cuore – 20 agosto/A Madrid con un click!

Siamo in cammino… ancora una volta zaini sulle spalle, tappetini arrotolati, cappellini in testa e tutto è  in moto per raggiungere Cuatro Vientos, il luogo in cui incontreremo Benedetto XVI e, con lui, incontreremo faccia a faccia il Signore nell’Eucaristia… vegliando!

Si tratta di partire però, di mettersi in cammino, di non decelerare, di vivere fino in fondo ciò che fino a oggi ci ha toccato, provocato, spinto in avanti.
Le folle si mettevano in cammino per andare verso Gesù, i discepoli lo incontrano camminando verso Emmaus, Paolo andando verso Damasco…
Incontrarlo comporta uscire da noi stessi e iniziare quel viaggio che l’orante biblico, definisce SANTO; un viaggio oltre noi stessi, per scoprire Dio; un viaggio che, paradossalmente, ci riporta al centro di noi stessi, perché è lì che Dio vive in noi.

In cammino, allora, cari amici blogger! In cammino con il cuore, mettendo in moto ogni energia, tutto ciò che in noi vibra!

In cammino, pronti per accogliere il Signore, che si farà viandante sulle via della vita.

Oggi vi salutiamo così, con queste brevi righe, perché di fatto, tanti saranno i modi che i potenti mezzi di comunicazione vi metteranno a disposizione per seguire in diretta il grande evento mondiale dell’incontro dei Giovani con il Santo Padre.

Sia per tutti, noi e voi un reale incontro con Dio!

In cammino… pregando
Sono in cammino, Signore!
Ma non bastano le gambe per camminare…
Il cuore, la mente, i desideri, le ferite, i sogni, la mia storia,
tutto di me, oggi, desidera mettersi in cammino.
Muovo passi decisi nella vita e la vita mi insegna la prudenza.
Tento passi timidi, ma la vita mi chiede audacia e capacità di perdere.
Con paura, spesso avanzo, e la vita mi insegna il coraggio.
Ogni giorno, vorrei avanzare e indietreggiare
per non perdere le posizioni guadagnate

e la vita mi chiede di scegliere senza rimpianti.

Eppure tante volte la strada si fa pesante, Signore;
mi appesantisce la storia…
vorrei lasciar perdere, tentare altre strade, darla vinta alla stanchezza…

E tu sussurri al mio cuore:

«Coraggio, non temere, io sono con te».
Urla, il tuo amore immenso, al mio amore ferito
«Abbi fiducia in me!».
Le tue Parole mi scuotono, Signore:
«…perché non capite ancora?
Avete occhi e non vedete, orecchi e non sentite!»
.

Apri Signore, spalanca le porte del mio cuore,
tocca il buio che mi vive dentro e mi rallenta,
riempi di luce la mia vita,
rendi trasparente gli spazi più oscuri del cuore.

«Venite con me, imparate da me, riposatevi un po’.
Bevete l’acqua fresca del mio amore: è per sempre.
Mangiate la mia vita: è per voi.
E andate… andate con l’entusiasmo di un cuore che ama,
correte spinti da una volontà audace e temeraria,
non fermatevi davanti alla paura di perdere,
andate e, con la vita, cantate al mondo la pienezza del mio amore».

Amen

di Suor Mariangela Tassielli, fsp

Guarda il video: IN CAMMINO CON IL CUORE

Cari amici… da questo momento pensateci tutti in cammino… non sappiamo quanto riusciremo a raggiungervi, perché con ancora più forza questi due prossimi giorni saranno segnati dall’essenzialità e dall’incertezza… ma camminiamo, certi di incontrare Dio… e se avremo possibilità per condividerlo con voi, state certi che lo faremo con gioia!

Buon cammino… dalla GMG 2011 alla vita!!!