AAA. Cercasi Dio. Dove? Quando, come trovarti? E poi… ma è conveniente trovarti?!
Ti cerchiamo! E a volte tanto! Abbiamo sete, Signore… vogliamo capire, vedere, toccare, ma tu sei troppo lontano! Il male, il dolore, le sofferenze, la morte!
Dio… dove sei? Tìrati fuori dal tuo cielo e scendi!
Non ti disgustano le ingiustizie? Non vedi quanta morte c’è su questo mondo che tu stesso hai creato? Non hai paura che i tuoi silenzi ci allontanino?
Non hai paura di perderci tutti?
Noi ti cerchiamo… ma forse per trovarti dovremmo semplicemente mettere un post in facebook… forse esiste qualcuno che conosce il segreto. Oppure potremmo realizzare una gigantografia pubblicitaria per chiedere al mondo e alle stelle: “AAA. Cercasi Dio. Qualcuno sa come incontrarlo?”
Dio: il totalmente altro da noi, eppure più intimo a noi di noi stessi… Dio: il contestato, colui di cui si può fare a meno, eppure sempre raggiunto dalle nostre obiezioni, dalla voglia di capire, di dimostrare.
Noie la nostra vita, i nostri desideri, la sete di senso, la voglia di futuro e di certezze. Noi: esseri in cui convivono passione e paura, determinazione e fragilità, sogni e dubbi. Noi, semplicemente noi, con tanta energia nel cuore da riprogettare il mondo e, allo stesso tempo, con quel certo freddo distacco, di chi, pur guardando la vita scorrere non vuole compromettersi, sporcarsi le mani, scendere in campo e giocare, rischiando.
La tua vita c’è perché il mondo abbia vita. La tua vita ha un senso perché parte di un orizzonte infinito. La tua vita può trovare in Dio quella pienezza che il tuo cuore desidera e di cui ha sete…
preparartiseguendo le indicazioni, i post, le riflessioni che saranno pubblicati ogni giorno dal 22 al 25 su questo blog. Ci sarà anche un piccolo vademecum con alcune attenzioni da avere per far sì che l’evangelizzazione sia il più capillare ed efficace possibile.
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Chi si gioca da evangelizzatore, sa di diventare responsabile di un annuncio fatto con coerenza, non per suscitare o provocare volontariamente scherno, irrisione o simile.
Come paoline, nello stile dell’apostolo Paolo, tendiamo a raggiungere i più lontani e pertanto ogni forma di proselitismo aggressivo, fondamentalismo, non rispetto di valori ecumenici e interreligiosi, sarà segnalato e bloccato come non coerente all’esperienza proposta.
Non saranno pubblicati, come materiale proprio dell’animazione, eventuali link, foto o post pervenuti quella sera, se non previa, se possibile, valutazione.
Chiediamo a chi desidera vivere l’esperienza di evangelizzazione di far proprio lo stile proposto. La proposta è aperta a tutta: laici, religiosi/e, sacerdoti, giovani e adulti… tutti coloro che, da credenti, vogliono “darsi” perchè il Vangelo corra e sia glorificato.
INSIEME, con Paolo, PER LE VIE DEL MONDO:
Io Paolo ritenni di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo e questi crocifisso. La mia parola e la mia predicazione, non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perchè la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana ma sulla potenza di Dio”
Sete di oltre, di sentirsi veramente abitanti dell’immenso, dell’infinito. Comprendere che il mondo, la storia, noi stessi non siamo frutto di una strana fantasia, né di una cieca e assurda casualità, ma di un movimento costante e ininterrotto, iniziato nell’attimo stesso della creazione e ancora in fieri, non finito, ma i costante evoluzione. Dio abita questo tempo e questa storia come Signore, è lui il principio e la fine, colui che ha creato e che non abbandona la sua creazione.
La creazione e la storia diventano così il luogo in cui l’uomo può sperimentare l’amore di Dio, la sua tenerezza e, in questo, sentirsi e scoprirsi mistero infinito; scoprire la vita come mistero da accogliere e da far esplodere in tutta la sua pienezza. Scoprire Dio, significa scoprire se stessi.
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ConPassi nella fedesaremo on line ogni giorno, dal 22 al 27 luglio alle ore 19.00 (ora italiana)
con Fabio Baggio: musica e fede… per una fede a prova di storia
Potrebbe sembrare strano: parlare di miserie, di disperazione, di non senso, in un giorno in cui il tema è la speranza! E infondo è lecito chiederselo… perché un video che ci faccia attraversare spaccati di sofferenza e dolore, di ricerca e paura, di morti insensate?Perché oggi, parliamo di miserie? Perché non raccontarci l’entusiasmo, la gioia, l’allegria che in questi giorni sta attraversando il mondo?
Forse perché in fondo, molti tra noi hanno il cuore segnato anche da tutto questo… e la gioia, per essere vera, ha bisogno di consapevolezza e concretezza, piedi per terra e cuore in cielo. Così come la speranza non può radicarsi nelle pericolose sabbie mobili di mode, capricci e divertimenti. Per portare frutto nella nostra vita, ha bisogno di radici che scendano in profondità, che arrivino alla sorgente vera e dissetante. Solo così la sete di speranza sarà capace di generare senso, passione e vita per tutti, in tutti… sempre!
Tra i tanti testimoni della fede del nostro tempo di cui abbiamo raccontato le vite “ordinarie” nella “straordinarietà” del loro vissuto, mi sembra importante raccontare la storia di Ninni Di Leo, un ragazzo di Palermo morto a 16 anni. Ninni era nato in questa bellissima città siciliana il 4 aprile del 1957, primo di tre fratelli. La sua era una famiglia tranquilla fino a quando la morte del padre ha cambiato gli equilibri della loro serenità. Quando è successo Ninni era poco più che un bambino, ma essendo il primogenito decide da subito di essere il perno per la mamma e i fratellini. A dodici anni inizia a frequentare l’Oratorio Salesiano del Ranchibile a Palermo, e si avvicina al carisma di don Bosco. E lì scopre la preghiera, soprattutto la preghiera comunitaria, di cui ne riferisce la grandezza citando spesso il vangelo di Matteo (18, 15-20), dove Gesù dice:“Dove due o più persone sono unite nel mio nome, io sono in mezzo a loro”. Sempre in Oratorio comprende l’importanza della puntualità alla Messa della Domenica, e sente il desiderio di ricevere spesso la Comunione, questo nella consapevolezza dell’importanza dell’incontro con Gesù Eucarestia. Ma Ninni era anche un bambino che amava divertirsi con gli amici e amava moltissimo la musica e ballare. Era cresciuto tra gli anni ’60 e ’70 e lo appassionava ascoltare la musica del suo tempo. E poi amava seguire il calcio e la sua Inter, di cui era tifosissimo! Inoltre era appassionato di calcio balilla e di pallacanestro, era alto 1, 82 (mt). Amava leggere e andare a scuola, frequentava l’Istituto per Geometri. Era un ragazzo altruista per natura, sempre pronto a sostenere gli altri prima che se stesso. E amava andare in Oratorio e leggere le vite dei santi, soprattutto San Giovanni Bosco e San Domenico Savio, di quest’ultimo era particolarmente attratto.
Purtroppo però la sua vita cambia radicalmente nel luglio del 1973, quando dei violenti mal di testa con vomito lo obbligano ad andare in ospedale, dove gli viene diagnosticata la leucemia. Inizia le prime cure al Policlinico, lì conquista tutti con la sua voglia di vivere, tanto da diventare il beniamino del reparto di Medicina, ma presto si capisce che le cure fatte a Palermo non lo aiutano, quindi decide di partire con la mamma alla volta di Parigi, in un centro specializzato per la cura delle Leucemie. Lì incontra molti giovani affetti dalla sua stessa malattia e, col suo francese stentato, riesce ad instaurare rapporti di confronto e svago. La preghiera lo rafforza assieme alle medicine. Inizia a pregare nei luoghi frequentati dai molti atei che incontra. Continua le sue letture su San Domenico Savio. Passa da una terapia all’altra, fino a giungere a una medicina dolorosa: la camera sterile, che lo costringe a rimanere isolato da tutto e da tutti per giorni. Ma dopo molti tentativi la malattia non regredisce, quindi Ninni e la mamma lasciano Parigi e tornano a Palermo dove il ragazzo riprende la sua vita, in una desiderosa voglia di normalità. Purtroppo però questo sogno si infrange il 23 gennaio 1974, giorno in cui Ninni vola in cielo, dopo solo sei mesi di grandi sofferenze e cure vane.
Credo che per comprendere bene Ninni, sia importante concludere queste poche righe sulla sua vita ricordando uno scambio verbale che ebbe col primario di Parigi, il quale un giorno vedendolo così sofferente gli disse: “Sfogati, dì le parolacce! Possibile che non ti ribelli mai? Che cosa hai fatto tu a Dio?”.
E Ninni: “Ma cosa c’entra Dio? Il Signore non ha forse sofferto tanto per noi? E poi a dire le parolacce non c’è alcun piacere, uscirebbero sterilizzate dalla camera sterile”.
Gaetania Tolomeo, conosciuta come Nuccia, nasce a Catanzaro Sala il 19 aprile 1936, disabile dalla nascita, è vissuta per 60 anni, fino alla morte avvenuta il 24/01/1997, nel chiuso della sua casa, costretta a una forzata immobilità per una paralisi progressiva e deformante che l’ha resa dipendente in tutto dagli altri. Cresciuta nella fede in Cristo, fin da piccola aveva maturato la coscienza del suo stato in una visione di fede, trovando in Gesù Crocifisso le motivazioni per gioire della vita. Regalando a chiunque la andasse a trovare una testimonianza di vero coraggio e di forza.
Parlando a Radio Maria, di cui divenne una speciale conduttrice assieme a Federico Quaglini, nel programma “Il fratello”e nella rubrica “Beati gli ultimi”, parlava annunciando la speranza di una vita risorta, dono dello Spirito Santo perché vissuta in Gesù e Maria. Diceva di sé:
“Sono Nuccia, ho 60 anni, tutti trascorsi su un letto; il mio corpo è contorto, in tutto devo dipendere dagli altri, ma il mio spirito è rimasto giovane. Il segreto della mia giovinezza e della mia gioia di vivere è Gesù. Alleluia”!
Con le sue parole semplici, sempre dense però di contenuti mistici, presentava i suoi limiti, la sua voglia di vivere e la sua fede salda desiderando portare a Dio più anime possibili e grazie alla sua testimonianza di vita e di fede è riuscita a farlo. Negli ultimi anni della sua vita, rispondendo alle tante persone che la contattavano da tutta Italia e che le raccontavano i tanti dolori della vita, lei offriva un ascolto empatico, assicurando preghiera e offrendo la sua sofferenza, incoraggiando a riporre nei Cuori di Gesù e Maria tutta la loro speranza. Pregava il Signore dicendo:
“Voglio farli risorgere in Te, con il tuo amore. Voglio pregare molto e soffrire per tutti loro, perché sono sicura che, mentre io prego e soffro, Tu li guarisci e li liberi”.
Questa sua “straordinaria vita ordinaria” di donna sofferente ma appassionata è una testimonianza rilevante in questi nostri tempi in cui il “dolore” deve essere annientato in nome di una libertà che umilia la vita. Nuccia ha lasciato scritto nel suo testamento spirituale il suo inno alla vita:
“Alla vista della mia vita stroncata, di una vita che non doveva più essere per me che sorgente di amare delusioni, sono stata turbata di abbandonarmi a pensieri spaventosi. Ed allora nel mio prepotente bisogno di amore e di protezione, mi sono rivolta al Crocifisso. Egli comprende ogni cuore martoriato ed ascolta con immensa pietà ogni lamento. Quindi vicina a Te, non mi lamento, non mi annoio, anzi ringrazio l’Amore di avermi crocifissa per amore. La tua potenza d’amore faccia di me un cantore della tua grazia, trasformi il mio lamento in gioia perenne: un inno alla vita, che vinca la morte e sia messaggio di speranza per molte anime tristi. Grazie, Signore, per il dono della vita, grazie, perché mi hai predestinato alla croce, unendomi a Cristo nel dolore e ai fratelli nel vincolo indissolubile dell’amore. Grazie, Gesù, per aver trasformato il mio pianto in letizia, per esserti costituito mio buon cireneo, mio sposo e maestro, mio consolatore. Grazie per aver fatto di me il tuo corpo, la tua dimora, l’oggetto prezioso del tuo amore compassionevole, delle cure e dell’attenzione di tanti fratelli. Grazie di tutto, Padre buono e misericordioso! Ti lodo, ti benedico e ti ringrazio per ogni gesto d’amore ricevuto, ma soprattutto per ogni privazione sofferta. Voglio ringraziarti in modo particolare per il dono dell’immobilità, che è stato per me una vera scuola di abbandono, di umiltà, di pazienza e di gratitudine”.
«Il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno»
Lc 24,46-53
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto». Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.
Per te catechista, che scegli di usare anche l’immagine per aiutare i tuoi ragazzi a entrare nel dinamismo del Vangelo.
OBIETTIVO: aiutare i ragazzi a pensare Dio oltre il visibile, oltre il toccabile. Dio c’è, è presente, ma quanto è difficile per i ragazzi riuscirlo a “sentire” nella loro vita?
Leggete con i ragazzi l’immagine:
L’Ascensione, strettamente unita al mistero pasquale della morte e Risurrezione del Signore Gesù, segna il compiersi di un ritorno. Se nell’Incarnazione il Figlio si è fatto carne entrando nell’umanità, con l’ascensione, celebriamo il compiersi del “ritorno” del Figlio nel “grembo” del Padre, in quella comunione d’amore che è la vita Trinitaria.
Ma chi ritorna al Padre? Per i ragazzi la risposta potrebbe essere abbastanza immediata: Gesù! Già, il Risorto, ora torna al Padre. La domanda da fare è allora: torna da solo? Chi torna con lui al Padre?
L’ascensione ci permette di dare uno sguardo dentro il mistero dell’Incarnazione e Risurrezione: con Gesù, l’uomo torna a Dio. Nel ritorno del Figlio al Padre, in quel ritorno che svela al mondo la pienezza di una comunione che nulla può infrangere e che l’umanità pur con le sue fragilità non può spezzare, ognuno di noi è incluso, ogni uomo e donna torna nell’abbraccio della misericordia e dell’amore.
Gesù Risorto torna al Padre,diventa invisibile ai nostri occhi, ma non scompare dalla storia.
Lui, pur invisibile, resta e agisce instancabilmente. Lui, pur invisibile, sceglie noi e ci chiede di diventare casa, mani, gambe.
La proposta è audace e chiede di essere presa sul serio! A voi, catechisti ed educatori è chiesto di proporla ai ragazzi con altrettanta audacia: oggi Cristo diventa visibile nelle nostre scelte, nelle azioni, nella nostra vita. Cioè concretamente: può essere visto solo se ognuno di noi ne diventa trasparenza, proprio come, da uomo, lui è stato trasparenza dell’amore di Dio Padre. Gesù è stato quello che ognuno di noi può essere.
Il Signore Gesù sparisce ai nostri occhi e si propone al nostro cuore, a quelle orecchie interiori che possono ascoltare l’inaudito, che possono realmente ascoltare, a patto che lo vogliano, che si sintonizzino, che stacchino la spina dalla corrente della banalità, del visibile e toccabile, del potere e della voglia di essere sempre primi in tutto e su tutti.
Ascoltare la sua voce si può, anche oggi. Vederlo vivo e sentirsi raggiunti dal suo amore si può, anche oggi: è possibile, ma non è scontato!
Abbiamo bisogno di un aiuto… e per questo ci è stato dato il dono dei doni… il solo capace di rendere per noi possibile l’impossibile… ma questo lo scopriremo la prossima domenica! 😉
Per ora, di fronte al Gesù che, pur tra le mille sfumature della storia, continua a camminare con noi, concentriamoci sul desiderio: questo Gesù lo voglio realmente sentire, scoprire vivo nella mia storia personale e sociale? Voglio realmente sentire la sua parola e vedere il suo amore all’opera?
Io da che parte sto?
Leggete insieme il Vangelo
Aiutate i ragazzi a farne risonanza in gruppo
Trasformate la Parola in preghiera, in modo spontaneo Insieme: Gesù, tu ascendi al cielo, ma non abbandoni la nostra terra. Ora tu sei vicino a ognuno di noi, a ogni uomo e donna, che ti cerca e ti ama. Donaci di scoprire e accogliere con gioia i segni della tua presenza. Amen[R. Laurita]
Destinatari:adolescenti e giovani
Suggerimenti per la lettura dell’immagine
a cura di Sr. Mariangela Tassielli, fsp
Se hai la rivistaCatechisti Parrocchiali n.5, AMaggio 2013 prova a vedere anche questi suggerimenti:
pag. 6 – 11:Per genitori, bambini e ragazzi, itinerario diversificato per imparare a educare alla fede; dare importanza alle opere di bene per essere un buon cristiano; ringraziare per il dono della fede.
pag. 12 – 13:attività per sottolineare e valorizzare il”pane della promessa”, realizzando il pane azzimo
pag.14- 15: parole della fede: amen e alleluia
pag. 16 – 19: verso la prima eucaristia: un percorso di gioia e condivisione
pag. 20 – 21: rileggere l’esperienza della morte alla luce della vita costruendo un fiore-girandola
pag. 22 – 25:il Vangelo nella vita, domenica per domenica con una serie di attività proposte
inserto Ragazzi&Dintorni con rubriche musicali, cinematografiche e tante altre su Il Credo
Tanto altro ancora… 😉
Segui anche la nostra rubrica:BuonaDomenica!– Riflessioni sul Vangelo domenicale per prepararsi a vivere nel migliore dei modi l’incontro con Gesù eucaristia. Online ogni sabato mattina!
E se vuoi vedere i nostri sommari, le novità e leggere alcuni articolo vai sul minisito Paoline
FATTI DI DIO È: un percorso di fede rivolto in primis a preadolescenti e adolescenti.
LA SUA SFIDA:riproporre ai ragazzi la fede in termini esistenziali, come cammino di riscoperta personale e comunitaria di Dio e della sua proposta di vita e di felicità, in Gesù.
I SUOI CONTENUTI:cinque tappe che, riprendendo i contenuti fondamentali del credo, articolano il percorso servendosi di dinamiche di gruppo, letture bibliche, percorsi musicali, esperienze da far vivere ai ragazzi e preghiere che diventano sintesi propositiva dell’intero cammino, vissuto nella singola tappa.
LA NOVITÀ È NEL SUPPORTO! Il prodotto offre ciò che i catechisti da tempo chiedono: il materiale è interamente in forma digitale e quindi facilmente gestibile per preparare schede personalizzabili per ogni gruppo e situazione.
DESTINATARI:catechisti, animatori, educatori, parroci che lavorano con preadolescenti e adolescenti.
NEL LIBRETTOè descritto, passo dopo passo, l’intero percorso, con relative istruzioni per l’uso e rimandi ai contenuti del cd.
NEL CDsono reperibili tutte le schede di lavoro per animatori e ragazzi, necessarie per lo sviluppo dei percorsi, le tracce di preghiera, le 15 canzoni con relativi testi e partiture. Tutto scaricabile e stampabile.
BUONO PERpreparare campi scuola o per strutturare un itinerario che duri un intero anno pastorale. Per ogni tappa (e sono 5!!!), il materiale proposto è sufficiente per almeno quattro incontri.
PER ACCEDERE AI DATI:da Gestione Risorse o Risorse del Computer, cliccare col tasto destro del mouse su unità dvd-rom e quindi su APRI. Potrai così visualizzare sia le canzoni che i relativi file in pdf.
COSTO:€ 9,90. Per aiutarci, anche in tempi di crisi, a combattere la pirateria!