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Dato per noi – Venerdì Santo – Triduo Pasquale – ON LINE

Dato per noi! Ora tutto è chiaro. Su quella croce si svela ai nostri occhi il senso di quel pane spezzato e di quei piedi lavati. Si svela, Signore, la verità travolgente delle tue parole.
La nostra memoria ritorna a quanto accadde, nel cenacolo in quell’ultima singolare cena…

Lui – il Crocifisso

La croce, la morte, il dono, l’amore… la radicale forza dell’amore: questo contemplano i nostri occhi! Qui, su questo Golgota non si può non comprendere ogni suo più piccolo gesto, ogni incontro, ogni parabola… qui davanti al nudo della croce, svetta Signore la totalità dell’amore. Non c’è più la potenza del miracolo, non la parola che riporta alla vita, non i venti, nè il mare placato… qui, nudo, resta il tuo sì nelle nostre mani. Qui, su questa collina, poco fuori Gerusalemme, si innalza non più solo un corpo ferito, qui, dove la morte ha fatto tacere la parola dell’uomo, parla il silenzio di Dio: silenzio che abbraccia la morte, silenzio che si fa presenza, silenzio che scende nelle più oscure profondità del peccato e ne scioglie ogni catena. Il centurione guarda sempre più consapevoli di aver ucciso un giusto. Scrutano i giudei quel legno maledetto dalla Legge sul quale pende colui che alcuni chiamavano Messia.  Piangono le donne, raccogliendo il corpo di ogni figlio ucciso senza colpa. I discepoli… le folle… chi in lui aveva creduto pensa… “Dov’è quel Padre di cui ci hai parlato? Dove sei Dio se il tuo Santo ha assaporato il dolore innocente e la morte?”
Vive il Padre, nella sofferenza del Figlio. In lui la giustizia si è data a noi come fedeltà e non come vendetta e l’Amore ha svelato al mondo se stesso. Amore, perchè questo è il nome di Dio, quel nome proibito a ogni bocca, quel nome vietato alle generazioni, quel nome ha svelato se stesso nella fragile forza di un pezzo di pane, di un uomo consegnato, di un amico tradito, di un maestro abbandonato, di un Dio atteso e condannato.

Noi

Nella storia, da quel giorno, traspare il volto del Dio chinato sull’umanità, piegato su ogni sofferenza, teso verso ogni chiusura… e quel “Fate questo in memoria di me” ci raggiunge e avanza la sua proposta estrema: darsi come lui, lasciarsi spezzare come lui, lasciarsi tradire come lui e perdonare e, come lui, amare perchè anche oggi il mondo sappia che Amore continua a essere il nome e il volto di Dio…

Ma noi, suoi figli, siamo disposti a vivere la profezia della debolezza?

Siamo disposti a viverla oggi, in questo tempo in cui le banche sono a corto di liquidità e i cuori a corto di speranza?
Siamo disposti a crederci oggi, quando ciò che conta è avere e la giustizia non ha altro nome se non quello di tornaconto personale?
Siamo disposti ad annunciarla, qui e ora, sapendo che pur di star bene in casa propria non pochi credenti in quel Gesù di Nazareth sono disposti a vendere il fratello, la sua dignità, il suo essere persona?

Il più forte continua a vincere e a prevalere. Barabba continua a essere preferito a Gesù… perchè in Barabba ci sono i nostri ideali sociali, in Gesù c’è la debolezza dell’amore, che salva piegandosi, perdendo, annientandosi per partorire la Vita vera.

Oggi…

La croce continua a darsi a noi spoglia, senza orpelli, nè decorazioni. Nudo pezzo di legno, che sopravvive nei secoli, scandaloso nel suo annucio, radicale nella sua testimonianza.
Oggi adorando il Figlio di Dio, donatosi con totalità, non limitiamoci a pregare per tutti, come le numerose intercessioni ci aiuteranno a fare, durante l’adorazione della croce. Non ci basti baciare il prezioso legno, causa della nostra salvezza. In quel volto crocifisso ognuno faccia memoria di quel fratello rimasto ucciso dalle nostre scelte. Faccia il suo nome davanti a Dio, chieda per lui la benedizione del cielo, lo raggiunga con un gesto di fraternità, perchè questa Pasqua possa essere, per tutti, passaggio verso la vita.

Dato per noi – Traccia di preghiera visualizzata

Pregando…

«Dato… il mio corpo, il mio sangue, la mia vita… data per voi».
Da quella notte, queste parole solcano i secoli, Signore Gesù,
e ci raggiungono, sfiorano ogni angolo della terra,
accarezzano ogni peccato, penetrano ogni oscurità,
afferrano ogni disperazione, riscaldano ogni durezza e curano ogni ferita.
Da quella notte per il peccatore l’amore è diventato possibile,
la speranza è il presente
e la fiducia è vera in quel pezzo di pane mangiato con te.

Signore, quella notte dei cuori, svelata dal tradimento di un amico,
è stata annientata definitivamente dalla tua vita, dal tuo amore,
dal tuo Sì incondizionato al Padre tuo e Padre nostro.
Da quella notte, tutta la storia ha potuto contemplare
la voce decisa di chi ama;
la mano tesa di chi non mendica fiducia, ma la dona;
le lacrime sempre possibili di chi soffre, non comprende, ma si fida;
gli occhi di chi conosce il traditore e lo ama;
le ferite sanguinanti di chi, colpito, perdona;
la morte dell’uomo che, abbracciato da Dio, non muore;
la vita di chi, risorto, resta con noi per sempre.

Signore Gesù,
con te, in quel pane spezzato,
in quel corpo crocifisso è morto ogni peccato,
ogni tradimento, ogni distanza tra noi e Dio;
l’amore ha colmato lo spazio invalicabile della colpa
e noi tutti siamo stati in te riscattati, resi figli, amati!
Raggiungici, oggi come quella notte, Signore,
e la tua mano tesa verso il nostro peccato, ci ridoni la vita nuova,
quella vita che solo lo Spirito potrà portare in pienezza;
raggiungici e sciogli, in nome dell’amore, ogni catena che ci trattiene
dal buttarci nelle braccia, sempre aperte, del tuo amore per tutti noi.
Amen, Signore! Amen!

Amati fino alla fine – Giovedì Santo – Triduo Pasquale – ON LINE

Poesia o prosa?
Il giovedì santo: la lavanda dei piedi, il togliersi le vesti liturgiche per indossare un grembiule, in dodici radunati attorno ai nostri altari, lo spezzare come sempre, ma più di sempre il pane… tutto sembra riportare in vita quella breve sottolineatura dell’evangelista Giovanni: “Avendo amato i suoi, li amò fino alla fine”. E i biblisti ci dicono che in quel “fino alla fine” c’è l’estremo, c’è la morte, c’è la totalità del dono, c’è il compiersi di tutto quello che fino ad allora era stato detto attraverso i segni, i miracoli, le parole… tutto in quel “fino alla fine” sta per diventare imprescindibile realtà.

Lui – Maestro nell’amare

Ciò che accade durante quella che la storia ci ha consegnato come l’ultima cena di Gesù con i suoi è perfettamente conosciuto da tutti noi. Fin da bambini ci viene raccontato, come una di quelle storie straordinarie che non possono essere ignorate. Tutti ci siamo entrati in quel cenacolo, fosse anche attraverso un dipinto, un affresco, una tela… perchè in fondo stare attorno a quel grande tavolo è bello, ci fa sentire in famiglia. E’ così, che quasi sicuramente si saranno sentiti i discepoli di Gesù e le donne che lo seguivano. Quella cena era una cena importante per tutto Israele: era la cena della Pasqua, la cena in cui ogni figlio di Dio credente stava ritornando con il proprio cuore alla notte dell’uscita dall’Egitto, notte di liberazione, notte in cui Dio aveva cancellato ogni schiavitù, notte di salvezza.

Ma quella notte fu notte nuova per tutta la storia. Notte nel cuore dei discepoli che davanti alle parole e gesti di Gesù non comprendono. Notte nel cuore di Giuda che consegna l’amico. Notte per un popolo che non riconosce il suo messia. Notte del sacerdote di Dio che non riconosce Dio. Notte nel cuore del Figlio che continua a fidarsi del Padre.

E’ notte e nella notte sorge il nuovo comandamento: “Amatevi! Con la stessa intensità, la stessa forza, la stessa radicalità che avete visto in me. Amatevi, perchè vedendo, il mondo creda”. E’ notte, ma per quanto oscura, non può trattenere la nuova vita, custodita in quel seme che sta per morire nella terra. E’ notte, ma nel buio chi crede stringe le mani di colui che lo guida. E’ notte, e proprio perchè notte, più forte risuona la  sua voce e penetra il cuore della storia, di ogni uomo e di ogni tempo: “Amatevi, come io ho amato voi, abbracciando la vostra fragilità, servendovi come amici amati, lasciandomi spezzare come si spezza un pezzo di pane per essere mangiato”.

La notte, il dubbio, la paura, la violenza, la morte non impediscono all’amore di amare.

Noi – discepoli dell’amore

Oggi non si tratta di portare in scena ciò che accadde oltre duemila anni fa… non si tratta di raccontare una storia straordinaria ai bambini. Ci è chiesto di scegliere chi essere e da che parte stare. Già… perchè ci sono molti modi per avvicinarsi a quel Cenacolo. C’è chi si allontana nella notte, preferendola. C’è chi resta, senza capire… c’è chi chiede o dice la sua… La notte tocca anche noi e lo scandaolo di un Re che serve non può lasciarci indifferenti. Entrare in quel Cenacolo significa decidersi, decidere se seguirlo fino al Golgota e oltre, o se lasciare che le cose vadano, come sempre sono andate, oltre noi e al di là di noi.
Noi, i discepoli dell’Amore possiamo decidere se continuare a vagare nella notte o se, pur soffocati dalle lacrime della paura e dell’incomprensione, della fragilità e del peccato, restare con il Maestro per essere inondati dalla sua salvezza.

L’Eucaristia non è la possibilità di drammatizzare un grande evento, ma è la nostra possibilità di andare in quel Cenacolo per ricevere il pane della Vita, per sentire Dio piegato sulla nostra umanità, per scoprire il volto intenso dell’amore “che mi ama”.

Oggi…

Celebrando la Messa in Coena Domini spingiamoci oltre il nostro presente, andiamo al di là di ciò che ci sta bloccando. Solo la voce dell’amore vero, totale, incondizionato può convincerci, tirandoci da fuori da ogni piccolo orizzonte, dalle mille situazioni che ci legano a terra. Questa sera, nel momento in cui il sacerdote verserà quella goccia di acqua nel vino contenuto nel calice, ognuno di noi, metta la sua vita nelle mani del Signore. Nel vino, della sua vita donata per noi, verrà versata l’acqua, segno della nostra povera vita unita al suo amore. Chiediamogli questo: “Maestro insegnaci a diventare amore in te, un amore che gli altri possano respirare, toccare, sperimentare. Un amore che tutto dia e nulla chieda”.

Pregando…

Eccomi, Signore.
Ecco le mie mani, i miei piedi, la mia vita.
Voglio lasciarmi servire, lasciarmi amare,
lasciarmi toccare da te in profondità.
Voglio permettere alle tue mani di toccare
ciò che fino a oggi non ho mai svelato a nessuno.
Voglio permettere ai tuoi occhi di guardare
ciò che fino a oggi ho sempre fatto in modo di custodire nel segreto.
Toccando i miei piedi, stai toccando quella mia intimità più assoluta
che vive in contatto con la terra, con quanto di più basso esiste…
stai toccando, Signore Gesù, ciò che di me è impolverato, sporco,
ciò che è segnato dalla strada…

Signore, voglio che tu possa toccare di me
ogni brandello di questa carne,
perchè il tuo amore guarisce, apre all’incontro con Dio,
mi fa gustare la pienezza di una vita che mi fa paura,
che mi blocca e che spesso mi paralizza.

Eccomi Signore!
La tua vita mi ha convinto,
il tuo sì a quel Dio che chiami Padre mi convince,
il tuo corpo dato a noi come pane spezzato in questa notte…
tutto questo mi convince.

“Amatevi!”
Forti mi risuonano nel cuore le tue parole e non mi lasciano…
mi accompagnano anche oggi, in questa nuova notte che la storia vive,
mi accompagnano in tutte le inaspettate notti che ho vissuto e vivrò.
Eccomi, Signore, vorrei amare, come tu hai amato.
Questa è la sola preghiera che oggi il cuore,
in questa notte illuminata dalla tua vita, ti consegna.
Esaudiscila, tu che tutto puoi.

Amen

Traccia per la veglia della notte

Se lo desideri puoi scaricare la traccia di adorazione da usare vegliando nella notte, presso l’altare della Reposizione:
TRACCIA DA SCARICARE >>>> Chi ci separerà?

Buon tutto!

Benvenuti! Il triduo sta per iniziare – Triduo Pasquale – ON LINE

La Pasqua è prossima, annunciata a gran voce dai giorni intensi del Triduo Pasquale.
Si sa, i grandi eventi sono preceduti da grandi celebrazioni. Ma si conoscono anche i rischi: chi prepara, più che l’evento attende la sua fine e, lo stress da preparazione, sostituisce il fremito dell’attesa che, solo, può farci gustare la bellezza e l’unicità di ciò che sta per accadere.

Chi è vicino, è preso da fiori, altare, canto, celebrazioni...
Chi è lontano, è preso dalla routine di ogni giorno, dai problemi e, forse, un po’ troppo da se stesso.

E’ per questo che, anticipando, l’inizio del triduo di qualche ora, abbiamo voluto accogliere tutti voi che parteciperete alle riflessioni on line con un BENVENUTO, perchè fosse chiaro a tutti noi che, ciò che sta per accadere in questi giorni, non accadrà senza di noi!

La Pasqua, quello straordinario passaggio dalla morte alla vita, continua a essere un evento VERO per la nostra vita, OGGI!
Continua a essere annunciato in quel pane spezzato.
Continua a darsi con verità in quel crocifisso amante, capace di infrangere ogni forma di morte, per aprirci a una vita nuova, segnata dal dono, dalla libertà, dalla pienezza.

La Pasqua continua a essere vera nei nostri piccoli grandi sì a Dio, continua a essere passaggio di risurrezione lì dove la storia sa pronunciare solo parole di condanna.
La Pasqua è annuncio delicato e appassionato di speranza, nelle infinite solitudini a cui, spesso, un certo stile di vita ci costringe.
…e lo è per tutti, qualsiasi sia la nostra condizione.

Passo dopo passo, ogni mattina in questi tre giorni che ci separano dalla Pasqua, ci accompagneranno on line riflessioni, suggerimenti concreti e una preghiera, delle cui sfumature riempire la giornata, così che, vivendo comunitariamente, nel pomeriggio,  le celebrazioni, ognuno di noi possa comprenderne più profondamente il senso.

Cari amici, ognuno possa vivere il suo più deciso e vero, detto al Signore nel cenacolo quando l’amore diventa uno stile di vita; detto a quel pane spezzato; che ci rende presenti sotto la croce; che ci fa partecipi di quel momento solenne in cui il volto di Dio diventa chiaro nel volto sfigurato dell’uomo… nella morte caratterizzata dal silenzio della Parola che scende negli abissi per far esplodere la vita nel cuore della notte. Questo è il nostro augurio per tutti noi!

“Io ci sto! Padre, eccomi. Non la mia, ma la tua volontà” .

Questa sia la risposta che, oggi, trova spazio sulle nostre labbra, così come quel giorno lo trovò nel cuore del maestro di Nazareth, Gesù, il Signore!

Dalle ore 9.30 saremo on line:

GP2 GenerAzioni – Scrivo a voi tutti!

Carissimi amici blogger, a un anno dalla partenza di GP2 GenerAzioni siamo arrivati allo step finale.
Ogni domenica ci hanno accompagnato i pensieri del nostro amato Giovanni Paolo II, pensieri trasformati in post, sondaggi, video, immagini… tutto perchè la nostra fede potesse continuare a crescere, a rafforzarsi, a diventare una risposta concreta e visibile nella nostra vita e per la nostra società.

Affidiamo al video l’ultimo messaggio, pieno di futuro per tutti.

Scrivo a voi è la voce e l’affetto di un padre che ha amato tutti e continua ad amarci in Dio. Così lo vogliamo ricordare… lui continua a raggiungerci e spalancare davanti ai nostri piccoli orizzonti, gli immensi orizzonti di Dio!

Buon tutto, cari amici… e che quanto è stato seminato in questo anno, possa diventare per tutti possibilità per Generare Vita NUOVA!

GP2 GenerAzioni – Atteggiamento!

L’essenza della fede non sta soltanto in un consenso puramente intellettuale alla verità rivelata da Dio o in un certo riflettersi dei contenuti rivelati nella coscienza dell’uomo, ma in qualche cosa di più. “L’abbandono di sé a Dio” come risposta alla rivelazione testimonia altresì che la fede si esprime attraverso l’atteggiamento dell’uomo: atteggiamento che appartiene all’essenza stessa della fede, perché corrisponde alla piena realtà della rivelazione.

Questa non è soltanto informazione o complesso di informazioni di cui basta prendere coscienza, ma piuttosto un aprirsi di Dio verso l’uomo in Gesù Cristo, e un impegnarsi nella vita e nella sorte di lui. Si potrebbe dire, ponderando le parole, che nella rivelazione si esprime “l’atteggiamento” di Dio rispetto all’uomo. Perciò la risposta alla rivelazione deve esprimersi anche con l’atteggiamento dell’uomo rispetto a Dio.

L’uomo si affida a Dio assumendo, con tutto il suo essere, la missione divina in cui si attua la rivelazione. L’assume nello stesso tempo “in sé” e “nella comunità”. Ed è così che egli partecipa alla “stato di missione” in cui tutta la Chiesa si trova continuamente; anzi, ciascuno costituisce un’unica e  irripetibile concretizzazione di questo “stato” salvifico. 

 

Tratto dal libro
365 giorni con Giovanni Paolo II 

Missione a Camaro Inferiore(ME) 2012/1: Li chiamò… li amò… li mandò…

Carissimi amici,
siamo in trasferta!!!

Si può spargere un po’ di vita nella vita di tanti nostri fratelli? Crediamo che:

 Si può!

Si può portare speranza a chi la cerca? E provare a saziare la fame di chi non riesce a trovare un senso nella vita?

Sì noi crediamo che si possa fare.

E allora eccoci alle prese con la Parola di Dio e la sua voglia di correre per incontrare la gente.

In questi giorni siamo a Messina, con la comunità parrocchiale della SS. Annunziata, a Camaro inf. – san Luigi.

Noi suore paoline siamo in 3, con noi Veronica e Nikki, le nostre novizie, e circa 20 missionari laici della parrocchia, oltre a famiglie impegnate nell’ospitalità.

La Parola inizia a correre incontrando varie realtà…

E’ accolta dai missionari che la pregano, la accolgono, provano a trasformarla in vita, nella propria vita… e ovviamente la comunicano. La porteremo nelle famiglie, la canteremo con i bambini, e insieme ci avvicineremo al Signore, lodandolo, cercando di scoprire la sua presenza nella nostra vita.


Perché vi raggiungiamo con questo post
?

Nei prossimi giorni, proveremo a portarvi con noi in questa straordinaria avventura, ma oggi vi chiediamo di unirvi con noi nella preghiera, per sostenere le famiglie, gli ammalati, i bambini, i giovani… tutti coloro che il Signore vorrà raggiungere. E pregate anche per ogni missionario, perché possiamo essere strumenti docili a servizio della Parola.

Buon tutto e alla prossima, tentando di farvi arrivare la voce di chi qui vive l’INCONTRO in diretta. 


CATECHISTI PARROCCHIALI – Marzo 2012 – IL VOLTO DEL FRATELLO

CON GESÙ SULLA VIA DEL DOLORE
E DELL’AMORE – Via crucis

di M. Rosaria Attanasio

Questa via crucis intende aiutare i ragazzi e tutti i credenti a cogliere e a entrare nell’amore immenso che Dio Padre, Gesù e lo Spirito Santo hanno per noi, tanto da realizzare una storia di salvezza lunga già quattro millenni (da Abramo a noi) e il cui centro e compimento è Gesù. Egli, principio di tutte le cose, da sempre generato da Dio Padre, accetta non soltanto di farsi uomo per condividere la nostra natura umana, ma perfino di farsi carico del nostro peccato e delle sue conseguenze che si abbattono su di lui sotto forma di disprezzo, calunnie, violenze, percosse, sputi… e, infine, con la crocifissione e la morte. Egli, l’Innocente, prende su di sé tutta la nostra cattiveria, per liberarcene e consentirci di guardare di nuovo con fiducia a Dio come nostro Papà.

Un gesto di amore? Diciamo una vita di amore che va al di là di ogni misura e di ogni immaginazione e desiderio umano; espressione di magnanimità, misericordia, volontà di rigenerarci… Gesù, con il dono della sua vita, dà al suo Papà la gioia di riaverci come figli. Questa è anche la più grande felicità che noi possiamo dare a Dio: riconoscerci suoi figli e affidarci a lui, nostro Padre. Sentiamo, in questo percorso, lo sguardo di amore di Dio Padre e di Gesù per noi e per tutta l’umanità, e lasciamoci guardare, per diventare anche noi espressione del loro amore.

Alcune indicazioni per condurre al meglio la preghiera:
All’inizio di ogni stazione si proclama:
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
– Perché con la tua croce hai redento il mondo.
• Si possono consegnare ai ragazzi, a ogni stazione che si medita, il disegno relativo.
• I ragazzi, poi, compongono i disegni in forma di croce e nel retro di ognuno disegnano o scrivono gli impegni realizzati in Quaresima.

All’interno della rivista Catechisti Parrocchiali, tutte le indicazioni per guidare l’intera via crucis.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Marzo di Catechisti Parrocchiali.

Per vedere il sommario di Catechisti Parrocchiali di Marzo 2012 clicca qui

Per info e abbonamenti:

GP2 GenerAzioni – Guardare a Cristo!

La Croce con Cristo è la grande rivelazione del significato del dolore e del valore che esso ha nella vita e nella storia.

Chi capisce la Croce, chi l’abbraccia, comincia un cammino ben diverso da quello del processo o della contestazione di Dio; in essa trova piuttosto il motivo di una nuova salita a lui, sulla via di Cristo, che è appunto la via Crucis, il cammino della Croce.

La Croce è la prova di un infinito Amore che, proprio in quell’ostia di espiazione e di pacificazione ha collocato il principio della restaurazione universale e specialmente della redenzione umana: redenzione dal peccato, e almeno in radice, dal male, dal dolore e dalla morte.

                         Ma la Croce ci invita a rispondere all’amore con l’amore.

A Dio che per primo ci ha amati, noi possiamo dare a nostra volta il segno della nostra intima partecipazione al suo disegno di salvezza. Noi non sempre riusciamo a scoprire, in questo disegno, il perché dei dolori, che segnano il cammino della nostra vita. Sorretti dalla fede possiamo tuttavia giungere alla certezza che si tratta di un disegno d’amore, nel quale tutta l’immensa gamma delle croci, grandi e piccole, tende a fondersi nell’unica Croce.

La Croce è dunque per noi una garanzia di vita, di risurrezione e di salvezza, perché contiene in sé e partecipa ai credenti la forza rinnovatrice della Redenzione di Cristo.
In essa, secondo san Paolo, è una realtà già acquisita anche la futura risurrezione e glorificazione celeste, che sarà nella eternità la manifestazione gloriosa della vittoria riportata da Cristo con la sua Passione e Morte.

E noi, con l’esperienza del nostro quotidiano dolore, siamo chiamati a partecipare a questo mistero che è, sì, di passione, ma anche di gloria.

Tratto dal libro
Il Vangelo di Giovanni Paolo II

GP2 GenerAzioni – Grazie a te, donna!

 “Il grazie al Signore per il suo disegno sulla vocazione e la missione delle donna nel mondo, diventa anche un concreto e diretto grazie alle donne, a ciascuna donna, per ciò che essa rappresenta nella vita dell’umanità.

Grazie a te, donna-madreche ti fai grembo dell’essere umano nella gioia e nel travaglio di un’esperienza unica, che ti rende sorriso di Dio per il bimbo che viene alla luce, ti fa guida dei suoi primi passi, sostegno della sua crescita, punto di riferimento nel successivo cammino della vita.

Grazie a te, donna-sposache unisci irrevocabilmente il tuo destino a quello di un uomo, in un rapporto di reciproco dono, a servizio della comunione e della vita.

Grazie a te, donna-figlia donna-sorellache porti nel nucleo familiare e poi nel complesso della vita sociale le ricchezze della tua sensibilità, della tua intuizione, della tua generosità e della tua costanza.

Grazie a te, donna-lavoratriceimpegnata in tutti gli ambiti della vita sociale, economica, culturale, artistica, politica, per l’indispensabile contributo che dai all’elaborazione di una cultura capace di coniugare ragione e sentimento, ad una concezione della vita sempre aperta al senso del «mistero», alla edificazione di strutture economiche e politiche più ricche di umanità.

Grazie a te, donna-consacratache sull’esempio della più grande delle donne, la Madre di Cristo, Verbo incarnato, ti apri con docilità e fedeltà all’amore di Dio, aiutando la Chiesa e l’intera umanità a vivere nei confronti di Dio una risposta « sponsale », che esprime meravigliosamente la comunione che Egli vuole stabilire con la sua creatura.

Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna! Con la percezione che è propria della tua femminilità tu arricchisci la comprensione del mondo e contribuisci alla piena verità dei rapporti umani.

Per saperne di più: Lettera alle donne

Lettera del papa Giovanni Paolo II
alle donne

GP2 GenerAzioni – Silenzio!

Il periodo della Quaresima, che stiamo trascorrendo per prepararci degnamente alla commemorazione della Pasqua, mi suggerisce due pensieri che vi lascio come ricordo e come programma. Voi sapete che Gesù, prima di iniziare la vita pubblica, si ritirò in preghiera per quaranta giorni nel deserto.
Ebbene, carissimi giovani, cercate di fare anche voi un pò di silenzio nella vostra vita, per poter pensare, riflettere, pregare con maggior fervore e fare propositi con maggior decisione.
E’ difficile oggi creare delle “zone di deserto e di silenzio“, perché si è continuamente travolti dall’ingranaggio delle occupazioni, dal frastuono degli avvenimenti, dall’attrattiva dei mezzi di comunicazione, in modo che viene compromessa la pace interiore e vengono ostacolati i pensieri supremi che devono qualificare l’esistenza dell’uomo.
E’ difficile, ma è possibile ed importante saperlo fare. […]
Riservate anche voi un pò di tempo, specialmente alla sera, per pregare, per meditare, per leggere una pagina del Vangelo o un episodio della biografia di qualche santo; createvi una zona di deserto e di silenzio, così necessario per la vita spirituale.

Tratto dal libro
365 giorni con Giovanni Paolo II