Poche parole hanno diritto a essere dette, quando la creazione sembra travolgere ogni creatura e il frutto di ogni intelligenza…
Poche parole hanno il ragionevole diritto a essere pronunciate, quando l’uomo e tutta la scienza sembra dovere restare in silenzio davanti all’inimmaginabile.
Siano poche allora, ma siano quelle più giuste.
Non parole di polemica, ma di solidarietà.
Non parole di accuse e responsabilità scaricate, ma di reciproca e gratuita partecipazione al dolore che i nostri fratelli stanno vivendo.
Non parole italiane, segnate dai nostri problemucci interni, che di fronte all’emergenza nucleare giapponese sanno solo scatenare polemiche sul nucleare italiano, ma parole di capaci di organizzare, in modo istantaneo, aiuti internazionali per aiutare il Giappone a salvare il più alto numero possibile di fratelli e sorelle.
Non parole di attesa vana… non preghiere remissive, non accuse rivolte a Dio per quanto è successo…
Sarebbero vane, insignificanti, sterili per tutti… per la vita di chi questa situazione la sta vivendo e per la nostra stessa crescita umana, come persone che di fronte alla storia, crescono grazie a un perché cercato con coraggio.
Il terremoto ha sconvolto la terra fino ad alterarne i suoi stessi meccanismi fisici: poteva la scienza trovare risposte all’incommensurabile?
La grande onda ha avuto una sua specifica causa: l’uomo ha potuto solo attendere che accadesse e sperare che la situazione fosse controllabile.
L’asse della terra si è spostato e la scienza non potrà far altro che attivare ogni possibile forma di progresso per aiutarci a vivere in questo nostro mondo, nel modo migliore possibile.
Ma l’uomo con la sua coscienza non può continuare a tacere, a dormire, a credere di poter gestire l’universo; a pensare di poter ricreare in laboratorio le condizioni di quella scintilla iniziale da cui tutto è nato.
Fuori da noi le paure!
Fuori dal nostro cuore ogni apocalittico terrore!
Fuori dai nostri pensieri tutte le più strane profezie sulla fine del mondo che anche questa volta faranno capolino nei media.
Fuori!!!
In noi, serve spazio per far vivere la vita vera, le giuste domande, i sani progetti!
Se questa è la nostra vita, forte e fragile insieme, potente nel governare il mondo e misera nell’essere travolto dai suoi movimenti… se questo siamo noi, allora la domanda vera e più opportuna da porsi, personalmente, è:
Chi sono? E chi voglio essere?
Come vivere questo oggi, perché nell’oggi possa nascere la vita?
Per cosa e per chi perdere tutto, se il tutto, in qualsiasi momento, può togliermi tutto per nulla?
Al dolore, rispondiamo con l’amore!
Alla paura rispondiamo con la voglia di un futuro bello…
Alla morte facciamo in modo che possa far eco la VITA… concreta!
suor Ma’, fsp





La vita in famiglia non risparmia, spesso, conflittualità e la cronaca quotidiana presenta sovente comportamenti e circostanze di separazioni irreversibili.
trasformarle in occasione di pace e di perdono.
Un amore straordinariamente immenso
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse:
cuore forte e tenace di chi sa di voler amare. […]





basta conoscere la Parola di Dio.
una sera, entrò come d’istinto in una chiesetta di Parigi. Pensava di essere solo e, invece, nella penombra, vide la figura di un vecchio che stava pregando, in silenzio, davanti all’altare. Era nientemeno che il grande fisico e matematico André- Marie Ampère. Federico non voleva credere ai propri occhi. Attese che Ampère finisse di pregare e lo seguì all’uscita. Aveva da fargli una domanda: «Mi dica, professore, è possibile essere una grande personalità del mondo scientifico come lei e pregare ancora?». Ampère gli diede una risposta degna del genio che era: «Ragazzo, io sono grande solo quando prego».
è buona cosa: senza di esso non avremmo raggiunto l’attuale progresso. Nonostante, però, la stima del pensiero, la persona intelligente sa che la sola intelligenza non basta. Lo studio è importantissimo, essere culturalmente preparati è oggi fondamentale, certo!
re i ragazzi a prendere coscienza


