Archivi tag: luce

Sii luce per il mondo – Epifania del Signore

«Le genti sono chiamate, in Cristo Gesù,
a condividere la stessa eredità,
a formare lo stesso corpo…»

Dalla liturgia dell’Epifania

I-re-Magi

Le genti, i popoli, le nazioni, i Magi: l’Epifania del Signore spalanca orizzonti, allarga i confini e smuove gli argini di sicurezza.

Al mondo si manifesta la luce vera.

Al mondo e non ai credenti… o almeno non solo. Al mondo delle nazioni, delle genti, dei popoli ignari del Dio di Gesù Cristo; al mondo dei lontani, dei diversamente credenti, dei non battezzati; al mondo delle scienze, del pensiero e delle arti: all’universo mondo, continua a manifestarsi il volto di Dio… ed è luce.

luceLa luce entra nel caos di ogni tempo e di ogni cuore; entra nella ragione che cerca di svelare i misteri dell’universo; entra nelle leggi che lo muovono.

La luce brilla e non si lascia spegnere.
La luce penetra le profondità di chi sceglie il buio e prepara l’aurora.
La luce abbraccia l’universo da oriente a occidente, dall’infinito degli abissi a quello dei cieli ed è vita, sempre nuova!     Continua a leggere Sii luce per il mondo – Epifania del Signore

Dolcetto o scherzetto? Dolcetti della felicità per un All Hallows Eve luminoso!

Dolcetto o scherzetto? è la dinamica che proponiamo per vivere un halloween davvero alternativo, un halloween che possa halloween caramellavalorizzare il significato originario del termine: All Hallows Eve – vigilia della festa di Ognissanti! Una festa è sempre un
momento di gioia e la gioia va a braccetto con la luce, con l’allegria, con la speranza! La dinamica che suggeriamo quindi, suggerisce proprio di organizzare una “festa” da vivere in gruppo o con l’intera comunità parrocchiale, preparando un banchetto di “dolcetti” che possano però contenere un messaggio di luce!   
Continua a leggere Dolcetto o scherzetto? Dolcetti della felicità per un All Hallows Eve luminoso!

Con te Santo Padre

893102_10151493085462937_1346388805_o

Con te e su di te, caro Padre
chiediamo la benedizione di Dio
perché tu possa accompagnarci
in un nuovo cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi. 

Vai Francesco e ripara la SUA Chiesa, non indugiare
il Signore ti sosterrà a ogni bivio, sarà luce in ogni scelta,
guida certa nella direzione.

Santo Padre, con te, sulle strade della vita,
perché il mondo creda e, credendo viva.

Grazie per il tuo sì. 

Preghiera di: Suor Mariangela Tassielli, Fsp

CREDERE È LA PORTA APERTA SULL’IMPOSSIBILE DI DIO_Step2: DISCERNIMENTO

CREDERE

È LA PORTA APERTA

SULL’IMPOSSIBILE DI DIO

STEP2

La fede: uno stile di vita –  il discernimento

bibbiaFede è ascolto di colui che mi raggiunge, è fiducia in colui che si dà a me, è credere nelle sue parole, è costruire una relazione fatta non di parole, ma di scelte.

Ma come è possibile viverla? E soprattutto: la fede è ancora possibile oggi? […]

Credere non è mai stato una passeggiata, perché di fatto la carne di cui siamo fatti ci abitua a toccare, a sentire, a vedere, fin dal primo istante di vita. Credere non è mai stato semplice neppure per i nostri padri nella fede e questo la sacra Scrittura ce lo fa vedere fin dalle prime pagine. Eppure chi decide di giocarsi può vedere ciò che non avrebbe mai immaginato. 

In questo secondo step, ci lasceremo accompagnare da alcuni versetti del prologo del Vangelo di Giovanni. Il brano di riferimento è: Gv 1, 9-14

Focus on

La figura di Simeone, che ha caratterizzato la tappa precedente lascia indubbiamente aperti dei grandi interrogativi. Il suo aver allenato il cuore all’ascolto di Dio, oggi per noi può ancora essere un invito valido e realizzabile?

Noi possiamo ascoltare Dio? Possiamo incontrarlo? Possiamo riconoscerlo? Possiamo scegliere di costruire una vita fedele al suo stile?

Lo possiamo! Ne abbiamo tutte le possibilità, perché Dio non ci nascosto nulla, non ci ha voluto schiavi, non ci ha legato con le catene resistenti del ricatto. Si è dato a noi come dono e il prologo di Giovanni ci permette di entrare nella pienezza di ciò che quel dono custodisce e offre.

 Dal Vangelo di Giovanni Gv 1,9-14

«Veniva nel mondo la luce vera,quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio […]».

[…]Giovanni fa del buio e della luce due simboli forti, parla del mondo non tanto descrivendolo come la creazione perfetta voluta da Dio, ma come il luogo in cui si lotta e si decide chi essere e come vivere.

C’è un punto di partenza, una certezza forte che ci viene consegnata: il mondo non è stato lasciato solo, in balia di se stesso. Colui che lo ha creato, continua a custodirlo facendosi presenza vicina, lo ama aldiscernimento punto tale da farsi, egli stesso, uomo […]. Nel mondo è venuta la luce vera, la luce che illumina ogni uomo e donna, senza alcuna distinzione; la luce che illuminando dà vita, perché porta alla pienezza tutto ciò che la notte, il buio, la morte voleva uccidere. La luce fa vivere, perché manifesta, rende tutto trasparente, mette nelle condizioni di scegliere: la luce libera!

La notte uccide, perché rende vulnerabili, attaccabili. La notte illude. Nella notte non si vede, non si cammina, si attende che il tempo passi e che le cose accadano. La notte è il tempo della paura, della chiusura, della difesa, del non ascolto…

Dio entra in quello stesso mondo che ha creato, per essere luce e vita, per insegnare ad amare amando per primo, per dare a tutti la possibilità di vivere senza mezze misure. E perché il suo avvicinarsi a noi fosse totale e deciso, si è fatto uno di noi, uno come noi: carne, sangue, corpo, emozioni, fisicità, energie, affetti, crescita, domande, determinazione, preghiera, ricerca, scelte, figlio, dono […]

In Gesù, dice Giovanni, abbiamo visto la grazia e la verità: dove la grazia è l’amore, è il dono per eccellenza che Dio fa all’uomo e dove la verità non è un concetto, ma è la fedeltà stessa con cui Dio ama, senza sosta, anche chi sceglie di allontanarsi da lui.

Ed eccoci allora, ritornare al caro Simeone, al suo stile di vita, al suo allenarsi per restare sintonizzato su Dio. Simeone è uno di noi, come i tanti personaggi che la Bibbia ci presenta. Perché infondo la Bibbia non è stata scritta per creare divisioni, solchi invalicabili tra santi e peccatori. La Bibbia è la via per una vita piena e realizzata e i personaggi, con cui ci fa entrare in contatto, diventano per tutti noi vie luminose e percorribili, oggi.

Cosa allora ha impedito a Simeone di scegliere la notte?

ascoltareSimeone continua a voler ascoltare, perché lui fa dell’ascolto uno stile di vita. Nell’ascolto si accorge di Dio… Nell’ascolto ascolta Dio e se stesso, ascolta ciò che succede attorno a sé e trasforma il dubbio e la ricerca in parola con Dio, in relazione. Simeone accetta la sfida della trasparenza e sceglie di restare nella luce, ogni giorno, in ogni istante.

Simeone si lascia mettere in gioco dalle situazioni, dagli anni, dalla gente, dalle domande, dalla sua vita, dalle contraddizioni, ma non smette mai di interrogare Dio su questo, né smette di attendere le sue risposte.

Per questo possiamo dire che la fiducia/fede diventa per lui uno stile di vita, dove il discernimento è un allenamento costante, un esercizio che lui fa fare costantemente alla sua ragione, al suo cuore, alla sua voglia di capire e di vivere. Lui lo sa e ce lo dice:

«Discernere, non significa fare strani calcoli mentali. Non significa perdersi in ragionamenti assurdi… Vi lascio questa immagine: pensate a un prezioso oggetto d’oro ritrovato nel fondo del mare. Il suo splendore è offuscato dal calcare, ma per farlo splendere e distruggere tutto ciò che lo impoverisce coprendolo, è necessario farlo passare nel fuoco ad altissime temperature: resterà solo l’oro e il resto verrà distrutto. Questo significa discernere. Noi siamo oro prezioso, ma spesso coperto e impoverito da ciò che ci leghiamo addosso o che ci vive dentro: pregiudizi, ferite, ricordi, paure, sfiducia».

Il Signore ci offre la luce, si offre a noi come luce per illuminare, come amore per guarire, come vita per far rivivere ciò che in noi è morto, dimenticato o congelato: a noi scegliere.

Discernere è allenare il cuore a scegliere Dio: come stile di vita! [Continua…]

SCARICA LA RIFLESSIONE INTEGRA CON ESERCIZI PRATICI PERCHE’ LA FEDE DIVENTI VITA: FocusOn2_La fede:uno stile di vita il discernimento

FOTOGALLERY DEL 29/12 A ROMA —> CLIKKA QUI 🙂 <—

Buona riflessione!!!

Calendario:

 

 

Tra note e realta’ – Echi d’infinito

Che notte chiara, che stelle
Tutto è più dolce dopo un temporale
Dopo i giorni del pianto, adesso si apre il cuore…
…Anche dal fango, nei deserti più assolati
o negli eterni inverni
Ma che sorpresa… Una rosa…
Io vivo di accenti, di presentimenti
Profumi che sento nell’aria
E vivo di slanci, di moti profondi
Fugaci momenti di gloria
E nel silenzio del mondo io sento echi di infinito.
Restami accanto nel tempo
Non c’è più bella cosa che ci unisca
Nella fortuna o nelle tempeste del destino
Restami accanto per sempre…
(Antonella Ruggiero Echi D’infinito)

Il velo del Tempio si è squarciato, il sole si è eclissato e su tutta la terra regna la notte.
E’ la notte delle tempeste e dei temporali; notte in cui il silenzio profondo assorbe in sé il pianto, i lamenti, la disperazione, le urla di folle indistinte.
La notte di un ateo che crede, di un credente deluso, di una prostituta che ha scoperto il vero amore.
Notte di meraviglia e di sorprese… di silenzi fecondi in cui l’Infinito, il Tutto ormai è compiuto!
Cos’è la Pasqua? Perché viverla? Perché chi non ha mai messo piede in una chiesa per 364 giorni si fa nascere lo scrupolo pasquale? Perché continuare a spendere euro per uova di cioccolato, colombe zuccherate e agnelli saltellanti? Perché abbiamo bisogno di una notte così speciale? Tante domande e nessuna risposta. O almeno nessuna affermazione categorica, perché Pasqua è la notte dell’amore che genera la vita, che vince la morte per sempre. La Pasqua è un passaggio personale e definitivo.
E’ un incontro, un viaggio a cui ciascuno di noi deve dire il proprio sì.

Grazie ad Antonella e ai suoi autori che con parole e musica ci fanno cantare una delle dimensioni pasquali: il sentire intenso dell’amato che attende l’amante con fiducia.
Mi piacerebbe chiederle chi sia quel qualcuno che dovrebbe restarle accanto… forse, banalmente è un lui, ma se il canto è arte allora sarà capace di dare voce a realtà profonde e differenti per ciascuno di noi. E mi tornano in mente esperienze e desideri, persone e personaggi pregni di slanci, di glorie, di presentimenti.

Canto e prego… parole e Vangelo… e nel silenzio del mondo, del tempo, della delusione, dell’amarezza, dell’attesa, dello stupore, dell’amore… io sento, col cuore di chi crede, rinascere l’Infinito, il Dio che da quella Pasqua di millenni fa è l’eternamente presente.

                 

              Questo l’augurio per tutti…

di suor Mariangela fsp

CATECHISTI PARROCCHIALI – Aprile 2011: Annuncio di vita e speranza

IL TRIDUO PASQUALE

di Roberto Laurita

Con la Domenica delle Palme comincia la Settimana Santa, cioè i sette giorni che precedono la Pasqua.
Nel suo ingresso trionfale a Gerusalemme, Gesù era stato acclamato dalla folla che agitava rami in segno di gioia.
La benedizione dell’ulivo ricorda questo avvenimento e nello stesso tempo ci permette di non dimenticare che «il trionfo di Gesù» segna l’inizio della sua passione, il cui racconto è proclamato durante la Messa. Lunedì, martedì e mercoledì della Settimana Santa si collocano nella prospettiva del Cristo che va incontro alla sofferenza e alla croce.
Negli ultimi tre giorni della Settimana Santa seguiamo, passo passo, gli avvenimenti che conducono Gesù alla sua Passione, fino a contemplarlo sul calvario, inchiodato alla croce, per cantare il giorno di Pasqua la gioia della risurrezione.
Se distinguiamo i tre giorni, ci accorgiamo nel contempo di non poterli separare. Il Venerdì della morte perde il suo autentico significato se non appare come la realizzazione del dono di sé che fa Gesù la sera del Giovedì e se non trova sbocco nel giorno della risurrezione.

Nel GIOVEDI SANTO in cui Gesù celebra la Cena della Pasqua antica prima di affrontare la sua Pasqua di morte e risurrezione, gli evangelisti menzionano due gesti diversi: Matteo, Marco e Luca ricordano il Pane spezzato e il calice del Vino offerto ai commensali; Giovanni la lavanda dei piedi.
A entrambi i gesti è legato un comando esplicito di Gesù perché i discepoli li ripetano.
Anche nella liturgia della sera del Giovedì santo si fa solenne memoria dei due gesti di Gesù.
• L’uno, la lavanda dei piedi, segno di servizio, è proposto annualmente;
• l’altro, l’istituzione dell’Eucaristia (il Pane spezzato e il calice del Vino che si condivide), raduna l’assemblea dei cristiani ogni domenica.

Malgrado il clima austero, il Venerdì non è un giorno di lutto, ma la celebrazione riconoscente dell’amore infinito che Dio ha manifestato al mondo nella passione del suo Figlio.
Il VENERDI SANTO, allora, i cristiani non si radunano per piangere un morto, ma per adorare il vincitore della morte. Questo giorno è segnato dal grande racconto della Passione secondo Giovanni.
Quattro momenti ne scandiscono la liturgia:
• la contemplazione del Salvatore nella sua passione e morte (ascolto della parola di Dio);
• l’intercessione, nel suo nome, per la salvezza di tutti (solenne preghiera universale);
• la venerazione del «legno della croce che ha portato la salvezza del mondo» (adorazione della croce);
• la partecipazione al Corpo del Signore crocifisso e risorto (Comunione eucaristica).

La VEGLIA PASQUALE è tutta orientata verso la luce: è la grande festa della risurrezione. È anche il momento in cui la Chiesa accoglie con gioia i nuovi battezzati che rinascono a vita nuova in Cristo.
Il Triduo pasquale ha il suo culmine nella Veglia che si celebra la notte tra il Sabato santo e la Domenica della risurrezione. Il terzo dei giorni santi è, fra tutti, il più ricco di parole e di segni che esprimono la vittoria sulla morte e sulle oscure forze del male, e la speranza offerta a tutti coloro che credono nel Signore crocifisso e risorto.
• È una notte buia, in cui i cristiani accendono una luce capace di sfidare qualsiasi oscurità, per ridestare la speranza e tracciare il cammino della gioia, che sfocia nell’eternità.
• È una notte di silenzio, fatta per intendere una Parola d’amore, che narra la storia di Dio con gli uomini e le donne, un disegno di salvezza che si realizza a dispetto di tanti ostacoli, limiti e infedeltà.
• È una notte in cui ricevere un’acqua viva, che zampilla per sempre nella nostra esistenza, l’acqua del nostro Battesimo che ci immerge nella morte di Cristo per farci rinascere con lui risorto alla vita nuova.
• È una notte in cui condividere un Pane e un Vino che ci parlano di lui; una notte in cui spezzare il suo Corpo offerto, cibandoci di lui, e in cui bere al calice del suo Sangue, invitati a una mensa che prelude al banchetto eterno.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi  nel numero di Aprile di Catechisti Parrocchiali

Per vedere il sommario di Catechisti Parrocchiali di Aprile 2011 clicca qui

Per info e abbonamenti:

Un “halloween” per riscoprire la santità

Halloween ovvero All Hallows Evevigilia della festa di Ognissanti! Strano a credersi eppure quella che noi crediamo essere una festa pagana, una notte come tante, una non-festa, un attentato al cristianesimo, è stata, nelle sue origini una risposta cristiana al mondo pagano-rurale e ai suoi miti. Già! Perchè gli antichi padri nella fede, gli evangelizzatori delle terre del nord non hanno ignorato ciò che i loro contemporanei cercavano, ciò in cui credevano. Al contrario, hanno provato ad ascoltare con il cuore i loro bisogni, le motivazioni profonde da cui scaturivano i miti dell’oltretomba e, dalla concretezza della vita di quei fratelli e sorelle a  cui erano mandati, hanno dato una risposta di fede.

L’oltretomba non è un mito, non è uno strano gioco tra la vita e la morte. E’ reale e concreta comunione tra santi: tra i santi che già contemplano di Dio e tra i santi che camminano sulla terra allenandosi a scoprirlo e a vivere di Lui. Loro, i grandi maestri dello Spirito questo lo credevano e lo comunicavano. E’ così che nasce halloween, festa della luce, della santità, della comunione con tutti i santi!

E’ così che ve la riproponiamo! Non vogliamo peccare di anacronismo. Sappiamo che dal quel lontano 1048 le cose sono cambiate… le cose sì, ma l’Uomo no! E’ sempre lo stesso… sempre alla ricerca di se stesso e di risposte che vadano oltre se stesso… risposte tanto necessarie da cercarle in antichi e nuovi miti, culti, paganesimi. Da queste pagine desideriamo solo lanciare una sfida, un ritorno alle origini, un risveglio di quell’antico desiderio, forse troppo sopito, che abitava il cuore di tutti i santi evangelizzatori di terre nuove, lontane, ignare dell’amore di Dio: comunicare la straordinaria speranza cristiana, oggi tanto necessaria, quanto narcotizzata.

Sono pertanto alcune le cose che vi proponiamo.

  • Per un discorso un po’ più organico vi rimandiamo al post Luce o tenebra? Qui troverete anche una proposta liturgica da viversi in novembre.

  • Per i RAGAZZI vi proponiamo una dinamica che può essere proposta in parrocchia o a casa, soprattutto se si radunano figli, nipoti e loro amici. Il titolo che l’autrice le ha dato è “Festa della luce” proprio perchè desidera essere una proposta da viversi proprio nel giorno in cui molti “festeggeranno” invece la notte delle tenebre. La nostra luce è Cristo e quindi non può che essere rappresentata dalla candela e dalla Bibbia. Troverete nella scheda che potrete scaricare alcuni simboli:
    • la candela: Dio
    • le cordicelle: noi, raggi della sua luce nei luoghi quotidiani.
    • le carte di identità: la riscoperta dei santi e del loro messaggio
    • il messaggio: diventare raggi di Dio, portare luce nelle situazioni di ogni giorno.


  • Per TUTTI: una veglia eucaristica da vivere possibilmente nella notte dal 31 ottobre al 1° novembre. Potrebbe essere  vissuta anche come preghiera personale, ma consigliamo di viverla comunitariamente, per far salire a Dio i nostri inni, suppliche e cantici spirituali, come comunità riunita nel Suo Nome.

     SCARICA LA TRACCIA >>>In Cristo persone nuove

    Suor Mariangela Paoline

Luce o tenebra?

Era il 1048 quando la festa di Halloween, letteralmente vigilia della festa di tutti i santi (All Hallows Eve), sostituì, nelle zone dell’attuale Irlanda, croce celtical’antico culto celtico che celebrava il passaggio dall’estate al freddo e pericoloso inverno. Negli antichi riti tribali era quella la notte in cui ciò che divideva il mondo dei morti da quello dei vivi diventava così sottile da non poter più impedire agli uni di visitare gli altri. E così accadeva che i vivi preparassero cibi e doni di ogni natura per tutti i cari defunti che quella notte sarebbero potuti ridiscendere nel regno dei vivi. Non c’era paura, ma solo attesa. Nelle tradizioni celtiche, però acquistavano forza in quella notte anche streghe ed elfi, che ai vivi potevano fare scherzi talmente gravi da poterne provocare la morte: e allora era necessario difendersi. I morti, quando arrivavano usano fiaccole, e allora i vivi sceglievano di nascondersi dietro zucche illuminate, per confondere e spaventare le streghe e così allontanarle, per difendersi quindi dalla morte che queste avrebbero potuto provocare.

Da qui Halloween: festa antica, pre-cristiana, propria di tradizioni pagane!
Quando le popolazioni iniziarono a credere in Gesù Cristo l’antica festa, di natura essenzalmente rurale, fu sostituita con la commemorazione di tutti i defunti e a essa fu unita, la festa liturgica che celebrava tutti i santi martiri della Chiesa; festa che fin dai primi secoli era stata celebrata nella domenica dopo Pentecoste.

Il vecchio e il nuovo si fondono, come sempre accade, costruendo nuovi equilibri! Halloween diventa allora, nel 1048, per tutti i cristiani del mondo la vigilia della festa di tutti i santi, di tutti coloro che avevano dato la vita per Dio. Festa così grande e solenne da essere preparata con una veglia nel giorno vigiliare, appunto!

E oggi? Cos’è rimasto? Il “nuovo vecchio” con quale nuovo si è incontrato?notte

Halloween è sbarcato in America nell’età vittoriana, quando le popolazioni inglesi hanno conquistato il nuovo mondo. Da quel momento la festa ha iniziato ad assumere nuove tonalità… e oggi ben si coniuga con realtà proprie del consumismo, dell’horror, dell’occultismo e purtroppo del satanismo. Halloween non ha più nulla di quella luce originaria e il suo significato traslato oggi è riportabile a streghe, fantasmi, morte, demoni!

Pongo domande, allora,e decido di lasciarle aperte:
Perchè non ritornare a essere figli della luce? Perchè continuare a far festa alla morte, alle tenebre, al male? Cosa si nasconde dietro le maschere o dentro le zucche? Quale spazio viene dato concretamente alla morte cristiana che altro non è, se non incontro di luce e festa di santi? Perchè non iniziamo a essere veramente alternativi?

Perchluceè non festeggiamo la luce?
O dobbiamo aspettare che siano i pubblicitari e i grandi colossi commerciali a instaurare la moda della luce? E fino ad allora?

La notte del 31 purtroppo non sarà solo notte di scherzi innocenti, di zucche tagliate per gioco. Sarà anche notte di messe nere, di sacrifici oscuri, di porte aperte, consapevolmente o inconsapevolmente, al male.

Vi propongo allora di fare spazio alla luce!
Proponiamo, per il mese di novembre, alle nostre comunità, ai nostri parroci, ai ragazzi, a tutti coloro che credono, di vivere una notte di luce: una notte di veglia eucaristica cioè, seguita da una celebrazione eucaristica come atto di riparazione per tutto ciò che, nella notte della festa di Ognisanti, sarà stato un’offesa a Dio, un agire contro il bene, un’azione premeditata di male contro l’uomo, contro la vita e contro Dio.

Noi vi suggeriamo una traccia di preghiera da poter scaricare e vivere personalmente o nella vostra comunità—>In Cristo persone nuove

Auguri di santità a tutti!