Attirerò tutti a me!

« Attirerò tutti a me! ».

È promessa e attualità di un Dio presente che si dona, che fa di se stesso un pane benedetto, spezzato e donato.
È il Dio annunciato da Gesù Cristo che, passo dopo passo, acquista visibilità e concretezza nell’esperienza dei discepoli, in coloro che credono e seguono il Maestro di Nazaret, nelle donne che scrutano e accompagnano gli eventi da lontano, in chi, come Maria Maddalena o Zaccheo, accoglie l’incontro e se ne fa comunicatore, nell’esperienza stessa del Figlio Gesù che, per noi, si è fatto dono di salvezza.
È Dio Padre, immenso nella misericordia, infinito nell’amore che vogliamo raggiungere, sentir vibrare, ascoltare.
Quando le parole si fanno preghiera accade lo straordinario: Dio si fa voce e presenza che raggiunge il nostro cuore fin nelle sue più impenetrabili profondità, e noi, in una fiduciosa risposta d’amore, raggiungiamo lui diventandone dimora.
Nell’Eucaristia Gesù, vero Maestro, dal cuore buono e grande di un Pastore, ci attira a sé per dischiuderci il grande mistero dell’amore di Dio, diventato, in lui, carne.
Ogni adorazione eucaristica, pertanto, vissuta comunitariamente e/o personalmente diventa tempo dedicato a Dio nell’ascolto, scoperta e adesione personale al suo progetto per noi.
E perchè nulla fosse affidato al caso, neppure nella preghiera, nè all’ingenuità di vangeli aperti e letti a mo’ di ruota della fortuna, è nato il libro Attirerò tutti a me, adorazioni eucaristiche per ogni tempo dell’anno. Porta in sè un percorso unitario per accompagnarci, passo dopo passo a scoprire la presenza e l’azione costante di Dio, nella nostra vita e nella nostra storia personale, sociale ed ecclesiale.
La preghiera, per dirla con il beato Giacomo Alberione, un profeta dei nostri giorni, sia per tutti noi, prima di tutto e vita di tutto!

Auguro a tutti voi l’audacia di lasciar parlare Dio e la perseveranza nel restare nella sua volontà, che altro non è, se non sommo atto di amore per ogni suo figlio e figlia. Buon cammino, buona vita, buon tutto!

suor Mariangela Tassielli

Il testo è disponibile in tutte le librerie: M. Tassielli, Attirerò tutti a me, adorazioni eucaristiche per ogni tempo dell’anno, Paoline Editoriale Libri € 8.50

Buona domenica!

Andate a riferire a Giovanni
ciò che udite e vedete…
E beato è colui che non trova in me
motivo di scandalo.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11,2-11)
III DOMENICA DI AVVENTO (GAUDETE) -Anno A-

 

La parola a…
Paolo Curtaz

Il Giovanni che incontriamo oggi è ben diverso di quello esaltato e scontroso della scorsa settimana. Giovanni è in carcere e sa che sta per essere giustiziato a causa della sorda rabbia di una stizzita e isterica femme fatale e dalla debolezza di un re-fantoccio. Giovanni ha vissuto tutta la sua urticante vita solo per preparare la strada al Messia, lo ha riconosciuto il Messia, nascosto tra la folla dei penitenti che giungevano a farsi battezzare, lo ha accolto, stupito e frastornato per l’atteggiamento nascosto e umile del Salvatore del mondo.
Ma ora è perplesso, Giovanni, dubbioso.
Le notizie che gli giungono dai suoi discepoli lo lasciano costernato: il Messia non sta seguendo le sue orme, non incita con veemenza la gente, ha assunto un profilo basso, mediocre.

La fede non è evidente, Dio non è il risultato di un ragionamento scientifico, niente “prove” nella fede, con buona pace di quei simpaticoni scettici che fanno le radiografie e non trovano l’anima.
Ci sono dati, indizi, solo deboli indizi che lasciano intatta l’ambiguità del segno.
Non è Dio che deve dimostrare qualcosa, sono io che devo cambiare ed accorgermi.
Gesù elenca i segni messianici profetizzati da Isaia e dice a suo cugino: “Guardati intorno, Giovanni”.
Guardiamoci intorno e riconosciamo i segni della presenza di Dio: quanti amici hanno incontrato Dio, gente disperata che ha convertito il proprio cuore, persone sfregiate dal dolore che hanno imparato a perdonare, fratelli accecati dall’invidia o dalla cupidigia che hanno messo le ali e ora sono diventati gioia e bene e amore quotidiano, crocefisso, donato.

Guarda, Giovanni, guarda i segni della vittoria silenziosa della venuta del Messia.

Anch’io li ho visti, quei segni.
Anch’io – credetemi – ho visto la forza dirompente del Vangelo, ho visto persone cambiare, guarire, scoprire. Anch’io ho visto nelle pieghe del nostro mondo corrotto e inquieto gesti di totale gratuità, vite consumate nel dono e nella speranza, squarci di fraternità in inferni di solitudine ed egoismo. Ho visto amici, i tanti segni del Regno.
Ho visto, anche recentemente, costruire comunità dal nulla, persone che non si arrendono alla disperazione e combattono per la giustizia, ho visto genitori mettere al centro la famiglia e i propri figli, ho visto persone vere.
Che sia questo il nostro problema principale? Una miopia interiore che ci impedisce di godere della nascosta e sottile presenza di Dio? Prepararsi al Natale significa, allora, convertire lo sguardo, accorgersi che il Regno avanza, è presente, che io posso renderlo presente.
Impariamo a riconoscere i segni della presenza di Dio, alziamo lo sguardo dal nostro dolore per accorgerci della salvezza che si attua nelle nostre soffocate città.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Fede e gioia

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Scrivi a buonadomenica_fsp@yahoo.it e la riceverai…

 

Parabolando… per una fede che diventa vita!

Parabolando
per una fede che diventa vita

INCONTRI DI FORMAZIONE E SPIRITUALITA’
2010-2011
PER GIOVANI DAI 17 AI 30 ANNI

Può avere senso una fede che non sfiora la vita? E può essere amore, quell’amore che non sfiora, non tocca, non si fa sentire, non è percepibile nella vita?
Eppure credere in Gesù Cristo vuol dire credere in un Dio che ama sul serio, che si fa sentire, che non è parco di attenzioni, che non risparmia in generosità. La fede e fiducia in Lui è credere che da lui siamo desiderati, cercati, chiamati per un progetto immenso di felicità. Ma chi può ascoltare? A chi è chiesto di rispondere? E’ possibile una felicità e a che prezzo? Chi può sentire l’amore forte e travolgente di Dio?

Ti proponiamo di vivere insieme a noi, suore paoline e ad altri giovani, alcuni incontri in amicizia, condivisione e preghiera, perchè tu possa scoprire Dio nella vita e, con audacia, percorrere quei sentieri che il Signore Gesù percorre e ti propone.

Entreremo insieme nelle parabole per far risuonare nel cuore la freschezza, vitalità, la radicalità e l’amore smisurato delle sue parole…  parole che saranno nuove per tutti coloro che vorranno ascoltarle.

Ti aspettiamo con molta gioia. Porta amici o fai il passaparola verso chi immagini possa essere interessato.

Gli incontri di formazione e spiritualità si svolgeranno dalle 9.00 alle 17.30 presso la comunità delle suore Paoline di NAPOLI, in viale dei Colli Aminei, 32/A. Il pranzo è a sacco.


Quando:

  1. 17 ottobre – Zaccheo
  2. 28 novembre – La casa sulla roccia
  3. 26 – 30 dicembre a Roma: Tre giorni di spiritualità
  4. 20 – 23 aprile a Roma: triduo in preparazione alla Pasqua
  5. 28 – 29 maggio speciale weekend: evangelizzazione di strada a Salerno

Porta con te:

  • Bibbia e quaderno personale
  • Desiderio di incontrare Dio e tanta curiosità

Per info contatta:

sr. Mariangela Tassielli – 3408404419 m.tassielli@paoline.it
sr. Silvia Mattolini – 3293395223 suorsilvia@ymail.com

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Preghiamo la Parola – Vivere Gesù e dare Gesù


Vivere Gesù, Parola ed Eucaristia! Vivere Lui e dare Lui al mondo: questo è ciò che contempliamo in Maria questo è il grande mistero che l’Avvento e il Natale, come tempi particolarmente carichi di vita, ci chiedono di riscoprire e assumere. A Nazaret, nell’esperienza della Vergine Maria, si inaugura il mandato universale che dal suo Sì raggiungerà ogni figlio di Dio: vivere Gesù, non è solo vivere di Lui… vivere Gesù è lasciare che Lui possa nascere, crescere, vivere in noi e, attraverso di noi, comunicarsi al mondo!
In noi il Padre, alla fine dei tempi, non vorrà vedere altro se non l’esatta immagine di quel Figlio che, per amore, ha donato. E il Cristo vedrà in ciascuno un altro se stesso…
Maria di fronte all’inaudito mistero dell’incarnazione è creatura che si lascia penetrare dal suo Creatore, ma di fronte alla universale chiamata alla cristificazione, a quel lasciar vivere Cristo in noi, è madre, è sintesi, è via perché, anche oggi, l’umanamente impossibile possa, in Dio, diventare vita.

 

Lc 1, 26 – 38

Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te”. A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”. Allora Maria disse all’angelo: “Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?”. Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che è generato santo sarà chiamato Figlio di Dio. Ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio”. Allora Maria disse: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola”. E l’angelo si allontanò da lei.

 

Gabriele, il messaggero di Dio, entra e chiama per nome. «La vergine,-leggiamo- si chiamava Maria», che in ebraico significa amata. Eppure, questa volta, Gabriele chiama, ma il nome è nuovo: Piena di grazia, trabordante di doni divini!
«Rallegrati!»… A gioire non è solo Maria… l’invito alla gioia è per tutti!
«Il Signore è con te!» Questa è la motivazione di fondo per cui gioire, questo rende Maria donna nuova, trabordante di doni.
«Come avverrà?» chiede Maria, «Come accadrà?» Ovvero: come potrà divenire realtà? Come agire e reagire perché questo sia possibile in me? Interrogativo questo, che dopo le spiegazioni del messaggero divino, trova pieno senso in quel «Ecco, io sono la serva del Signore, accada, sia, si realizzi la tua parola in me, di me divenga ciò che tu hai detto»
Lo Spirito santo, la Ruach di Dio, la sua Vita data al cosmo… questa è la vita del Padre che feconda un grembo non fecondato; questa è la vita di Dio che rende possibile l’impossibile umano e fa nascere vita lì dove, per natura, non potrebbe nascere…

Eccomi! Parola di creatura che apre le mani di Dio.
Dio vive e si dà a tutta la storia attraverso Maria, ma anche Maria vive di Dio, vive Dio e dà Dio! È nel dono, che l’Incarnazione si realizza. L’Incarnazione è uno straordinario circolo d’amore che in Maria ha avuto il suo inizio e che, solo alla fine dei tempi, avrà il suo pieno compimento. Lo Spirito non ha esaurito se stesso, perché ciò che ha realizzato in Maria continua a realizzarlo, pur in misura diversa, nell’esistenza di tutti coloro che pronunciano la propria personale risposta d’amore.
Vivere Gesù nella propria vita, dare Gesù con la propria vita: farlo crescere in noi fino alla statura di uomo adulto, diventare, con lui, creazione nuova, rinnovata dal di dentro, riscattata da ogni forma di male e di peccato. A questo siamo chiamati e questa è l’opera che lo Spirito continua a realizzare in noi.

 

 

Venite e me tutti! Insieme per pregare la Parola e adorare la presenza Eucaristica del Signore. Questo è il valore delle tracce di preghiera che settimana dopo settimana ci accompagneranno in questo anno liturgico. Offriamo le tracce da scaricare augurandoci di poter costruire tra noi, seppur virtualmente, una comunione di preghiera che ci unisca e ci rafforzi nel credere.
Buon cammino nel Signore Gesù, crocifisso e Risorto!

Chi volesse un sussidio che accompagni la preghiera per ogni tappa dell’anno liturgico, può acquistare nelle librerie Attirerò tutti a me, adorazioni eucaristiche per tutto l’anno liturgico, di sr. Mariangela Tassielli, autrice anche delle tracce di preghiera che ci saranno proposte, ogni settimana.

 


RAGAZZI & DINTORNI – Dicembre 2010 – Dossier Consiglio

IL MAESTRO INTERIORE E LE GUIDE

di Fausto Negri

“Il giorno del suo dodicesimo compleanno Stefano chiede al padre di portarlo con lui sul suo bastimento. Da quel momento è inseguito dal Colombre, uno squalo, che la leggenda vuole astutissimo e feroce. Per anni e anni Stefano sarà inseguito dal Colombre: quando è ormai vecchio, avviene l’incontro. Il Colombre comunica a Stefano di non averlo inseguito per divorarlo ma per consegnargli, per ordine del re del mare, la leggendaria perla del mare, che dona al suo possessore ricchezza, soddisfazione, amore e potenza nella vita.”

Molte persone si comportano come Stefano. Vogliono «farsi da sole», si fidano solo di se stesse e vedono un pericolo in chi vorrebbe dare loro consigli circa la navigazione nella vita.
Il termine consilium, in latino, significa consultazione, ma anche avvedutezza. Nell’antica Roma due consoli accompagnavano il Senato. Erano sempre in due, in modo da consultarsi l’uno con l’altro. Confrontandosi, dovevano comprendere quali fossero le decisioni da prendere per il bene della città.
Dare un consiglio significa suggerire ad altri ciò che si ritiene giusto che si faccia nel navigare tra bonaccia e tempeste.
Questo dono dello Spirito ci suggerisce ciò che dobbiamo fare e dire, ci aiuta a compiere le scelte adeguate in ogni occasione.
«Tra demonio e santità è lo stesso, basta che ci sia posto». È ciò che cantava Vasco Rossi. Invece, nella vita, non è proprio così, perché ognuno raccoglie ciò che ha seminato e, se ha seminato erbacce, non può raccogliere grano. Oggi, purtroppo, siamo un po’ tutti plagiati dalle mode, sia nel linguaggio sia nell’acquisto di oggetti che identificano uno status symbol: nessuna epoca storica ha conosciuto un tale bombardamento di messaggi.

Chi vuole salire su un alto monte si cerca una guida. Chi fa un corso di vela ha accanto a sé un istruttore. Nelle squadre sportive c’è un allenatore; nei rally, accanto al pilota, c’è «un navigatore», buon conoscitore del tragitto, che dà le indicazioni giuste per adeguare la velocità al percorso, prepararsi alle curve e… vincere il premio.

Dopo aver fatto questa presentazione ai ragazzi, si può proporre la seguente attività:  i ragazzi riflettono divisi in gruppetti, confrontandosi su alcune domande.
Di fronte a una difficoltà o a una decisione da prendere, come mi comporto? Mi lascio guidare dall’urgenza del momento? Mi fermo e ascolto il profondo del mio cuore? Seguo le opinioni dei compagni o dei media? Mi consiglio con una persona di fiducia per capire le situazioni e scegliere con consapevolezza?
Invocate sempre lo Spirito Santo perché  illumini e  doni la visione vera della questione.

In gruppo, riprendete le risposte e stilate insieme un decalogo di orientamento per la vita, da seguire per non «arenarsi o annegare». Riportatele poi su un cartellone da affiggere nella sala della catechesi e consegnatelo, poi, su un cartoncino, a ogni ragazzo. Concludete l’incontro con una preghiera allo Spirito Santo, ispirata ai punti del «decalogo».
A fine incontro si può concludere consegnando ai ragazzi un augurio scritto dal catechista, oppure prendendo quello suggerito di seguito:

Guarda lontano, non fermarti alle facili apparenze.
Sii ciò che vuoi essere…
Puoi avere tanta felicità da renderti dolce;
difficoltà a sufficienza da renderti forte;
abbastanza dolore da renderti umano;
grande speranza da renderti felice.
Impegnati a: superare l’orgoglio,
cercare il consiglio sincero di un amico,
la parola disinteressata di un genitore,
il rimprovero sereno di un adulto,
l’indicazione competente di un docente,
l’orientamento illuminato del sacerdote.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Dicembre dell’inserto Ragazzi & Dintorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

Per vedere il sommario di Ragazzi & Dintorni clicca qui

Per info e abbonamenti:

Parabolando – Per una fede che diventa vita – La casa sulla roccia/2

 

Domenica 28 novembre ci siamo ritrovati con sr Mariangela, sr Silvia e le due animatrici Claudia e Dalia, presso la Comunità delle Paoline a Napoli (Colli Aminei),  per il secondo incontro del cammino di spiritualità e formazione per giovani: Parabolando. Il tema centrale è stato: ” COSTRUIRE” (la nostra Casa = la nostra vita sulla Roccia) e il riferimento si trovava nel Vangelo di Luca (Lc 6,46-49).

«Una casa posta sulla sabbia / alla prima pioggia presto cadrà; ma una casa posta sulla roccia / anche alla tempesta resisterà». (F. Baggio, Le due case).

Nel corso della mattina abbiamo fatto un lavoro di gruppo in cui ci sono stati dati differenti materiali e differenti oggetti per costruire una base solida (le indicazioni sono state volutamente vaghe). Noi l’abbiamo realizzata con un cartone, una base di polistirolo ricoperta da sabbia e, sulla cima abbiamo posto l’immagine di un bambino rannicchiato in una grande mano, a simboleggiare la nostra vita tra le mani forti di Dio. In seguito, discutendo brevemente sulla piccola opera realizzata, siamo usciti fuori e in un attimo,  con un secchio d’acqua gettato sopra la nostra “opera” da una delle animatrici, questa si è completamente distrutta. Tutti siamo rimasti bloccati per un attimo. L’impatto è stato molto molto forte, ve lo assicuro e chi era presente può darne testimonianza. Avevamo lavorato, impiegato tempo e materiali per costruire un piccolo lavoro e ci è venuto un colpo all’anima a vederlo buttar giù in un secondo, così, senza preavviso. Ecco, tutto ciò mi ha lasciata attonita, ma nello stesso tempo in questi giorni ho iniziato ad interrogare me stessa e tutt’ora sono in una fase interrogativa.


Ma ci pensate: la nostra vita e la nostra speranza sono veramente legate a questa relazione con Dio!!!!
Su quale base/roccia costruiremo la nostra vita ?? Su chi appoggiarci ?? Come trovare il giusto tempo?
Ognuno può domandarsi e rispondere: su cosa costruisco la mia casa ?? Essa resisterà alle tempeste ?? E se le fondamenta sono solide costruirò con materiali scadenti?? Sono attenta/o alla Parola di Dio, assidua/o alla sua lettura e sopratutto la metto in pratica ??
Gesù chiama ciascuno di noi a prestare attenzione al suo insegnamento… che bisogna non soltanto ascoltare MA credere, mettere in pratica. Questo è necessario per conoscere la nostra situazione davanti a Dio e il suo immenso amore che vuole salvare e cambiare la nostra vita.
Ricevere e accogliere il suo messaggio è l’unico mezzo per avere una relazione personale, diretta con Lui e costruire ogni giorno la nostra vita secondo i suoi disegni e i progetti . Questo è il buon fondamento, il segreto: ascoltare, meditare e vivere con bontà la Parola di Dio.
Mettiamoci sulla roccia, è una scelta importante. Ascoltiamo quella parola di saggezza che ci viene dal Vangelo e lasciamoci istruire da essa ogni giorno (almeno 5 minuti ogni sera!).
Ecco, Gesù ci invita a costruire con pazienza una casa solida, a costruire la nostra personale relazione con Lui. Ascoltiamolo per vivere pienamente, scendiamo in profondità, andiamo al cuore di noi stessi, mettiamoci in gioco, arriviamo alla roccia, fidiamoci e affidiamoci a Lui.

Vi auguro buon cammino con Gesù nel cuore.

Margherita – Menfi (AG)

Buona domenica!

In quel giorno,
un germoglio spunterà dal tronco di Iesse,
un virgulto germoglierà dalle sue radici.
Su di lui si poserà lo spirito del Signore,
spirito di sapienza e d’intelligenza,
spirito di consiglio e di fortezza,
spirito di conoscenza e di timore del Signore.

Dal libro del profeta Isaia (Is 11,1-10)

II DOMENICA DI AVVENTO – Anno A


La parola a…
Paolo Curtaz

Ci prepariamo al Natale 2010 per essere presi… Presi dalla sconcertante notizia di un Dio che si fa uomo, di un Dio che rischia tutto diventando un bambino fragile e inerme.
Uomini e donne ci annunciano la venuta di Cristo nella gloria, mentre a noi è dato di accoglierlo nella storia personale di ciascuno.
Isaia, immenso profeta, sogna un mondo in cui il Messia riporta l’armonia che abbiamo perso per strada. Paolo scrive ai cristiani di Roma invitandoli a tenere viva la speranza a partire dalla consolazione che ci deriva dall’ascolto delle Scritture, scritte apposta per noi.
Certo: la Storia grande è al di sopra e al di là della nostra capacità di comprensione. Ma nel cammino verso la totalità, la Parola e la Profezia ci aiutano a conservare la speranza, nell’attesa che venga il Signore della gloria.
Maria
la bella, la ragazzina quattordicenne di Nazareth ci insegnerà, in settimana, a dimorare nella fede, giorno per giorno. Maria ci suggerisce di essere pronti, perché Dio viene quando meno te lo aspetti, anche nel nascondimento di un buco di paese come Nazareth.
Oggi Giovanni il folle ci scuote con parole che schiaffeggiano, invece di accarezzare.
Il Battista, con la sua vita, proclama il primato di Dio sulla Storia, richiama tutti ad uscire da una visione stereotipata e immobilista della fede per incontrare l’inaudito di Dio. Non basta fare gesti (audaci) come ricevere il Battesimo per convertirsi, occorre cambiare vista, prospettiva, pensiero, abitudine. È un monito indirizzato a chi, tra noi, è già discepolo: siamo chiamati a interrogarci continuamente sul rischio dell’abitudine alla fede.
Il Dio che il Battista annuncia, il Dio che aspettiamo è il Dio che brucia dentro, che spazza via con forza i timori, un Dio forte e impetuoso! Un fuoco che divampa bruciando le lentezze, divorando ogni obiezione, ogni tenebra, ogni paura. Giovanni ammonisce: non basta rifugiarsi dietro alla tradizione (“abbiamo Abramo come padre!”) o in una fede esteriore, di facciata, di coscienza tiepida (“fate frutti degni di conversione”). Colui che viene chiede reale cambiamento, scelta di vita, schieramento.
Dio – diventando uomo – separa la luce dalle tenebre, obbliga ad accoglierlo.O a rifiutarlo.Parliamo di un Dio neonato! Un Dio indifeso che frantuma le nostre teorie approssimative sulla natura divina, un Dio mite e fragile, che chiede ospitalità e non vana devozione.
Non servono crocifissi al collo o padrepii sui cruscotti per diventare profeti, è sufficiente portare un’unica notizia, che è quella che Matteo mette in bocca al Battista: “Accorgiti che il Regno si è fatto vicino”. Diciamolo a tutti, amici, Dio si è avvicinato, è incontrabile, conoscibile, presente, evidente.
Animo, fratelli, questo è davvero il tempo di preparare la strada al Signore che viene, questo è davvero il tempo di schierarsi, di accogliere questo Dio sempre inatteso, sempre diverso.


…e per riflettere puoi scaricare: Per tutto questo

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Adorazione Eucaristica – Noi verremo a Lui


Noi verremo a lui

Ascoltare è la porta aperta alla fede. Non c’è fedeltà senza ascolto, non c’è relazione, non può esserci incontro né fiducia. Ascolta Israele: Io Sono il Dio sempre con te, Colui che ti ha fatto uscire dal male, che ti ha liberato dalla schiavitù. Ascolta Israele la voce del tuo Dio, sembra scrivere l’autore del libro del Deuteronomio, ascolta e ricorda, ascolta e non dimenticare. Tieni vivo nella memoria del cuore quanto lui ha fatto per te. Ascolta per vivere, ascolta per aderire con tutto te stesso a quanto il Signore ti chiede, ti propone, ti indica come la via della vita. È questo l’annuncio che continua a risuonare fino a oggi, arrivando a noi. È questo ciò che rappresenta il nostro ponte verso il nuovo anno liturgico, verso l’avvento, tempo di particolare attesa, che tra qualche giorno saremo chiamati a vivere in prima persona.

Gv 14, 20 – 23

“Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui“.
Gli disse Giuda, non l’Iscariota: “Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?”. Gli rispose Gesù: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.”

 

Colui che accoglie e ha cura della mia Parola; colui che la fa propria e la realizza nella propria vita; colui che comprende e fa diventare azione concreta ciò che comando, è colui che mi ama. Chi ama apre se stesso; chi ama è pronto a mettersi in gioco per l’altro; chi ama sa di poter perdere tutto, pur di conquistare l’amato; chi ama si lascia vincere e non trattiene l’amore, non lesina la risposta, non dubita, ma si fida.
Ecco colui che mi ama: è pronto a vivere di me e farmi vivere in Lui. E il Padre mio, dà se stesso in questo amore, manifesta la sua presenza, entra nella storia e la libera da ogni schiavitù, da ogni legame, da ogni peso: la salva; e, nella storia, salva l’uomo. Non ci sono limiti, né meriti; non timori né riscatti: per colui che libera la sua risposta d’amore, Dio non potrà che dare se stesso e il suo amore immenso. I miei comandamenti non sono altro se non amore da dare. Ma la tua risposta non genera altro, se non amore da ricevere.

 


Venite e me tutti! Insieme per pregare la Parola e adorare la presenza Eucaristica del Signore. Questo è il valore delle tracce di preghiera che settimana dopo settimana ci accompagneranno in questo anno liturgico. Offriamo le tracce da scaricare augurandoci di poter costruire tra noi, seppur virtualmente, una comunione di preghiera che ci unisca e ci rafforzi nel credere.

Buon cammino nel Signore Gesù, crocifisso e Risorto!

Chi volesse un sussidio che accompagni la preghiera per ogni tappa dell’anno liturgico, può acquistare nelle librerie Attirerò tutti a me, adorazioni eucaristiche per tutto l’anno liturgico, di sr. Mariangela Tassielli, autrice anche delle tracce di preghiera che ci saranno proposte, ogni settimana.

 


Tra note e realtà – O è natale tutti i giorni

 

E’ quasi Natale… e a Bologna che freddo che fa

io parto da Milano per passarlo con mamma e papà
e il mondo forse non è cambiato mai
e pace in terra no non c’è e non ci sarà,
perché noi non siamo uomini di buona volontà.
Non so perché questo lusso di cartone
se razzismo, guerra e fame ancora uccidon le persone…
…e intanto noi ci facciamo regali,
il giorno che è nato Cristo arricchiamo gli industriali…
…lo sai cos’è?
Dovremmo stringerci le mani

O è Natale tutti i giorni o non è Natale mai.
(L. Carboni – Jovanotti – O è Natale tutti i giorni)

E’ iniziato il countdown! Conto alla rovescia verso il Natale.

Le proposte si moltiplicano e l’atmosfera inizia a colorarsi di rosso: città vestite a festa… il centro, si intende! Le vie dello shopping popolate da festosi alberi luminosi e tappeti rossi.
La pubblicità incalza: nuovi film nelle sale, prossime e attesissime uscite discografiche, l’ultimo giocattolo e la più interessante invenzione tecnologica.
La domanda sempre più coinvolgente: quali menù per il cenone, dove trascorriamo capodanno?
Telegiornali e riviste sempre più attente al benessere di tutti: le mete preferite per la settimana bianca e senza dubbio un po’ di dieta prima della grande abbuffata…

Bene! Allora buon avvento a tutti! Buona preparazione al Natale e alle sue feste!

Tutti pronti a celebrare l’avvento di chi, o forse di cosa? Della tredicesima, dei regali, della lacrima facile davanti al presepio… ma forse anche al presepio ci credono ormai in pochi! Dimenticavo la globalizzazione delle uguaglianze che, in nome di falsi rispetti, ci fa prediligere l’albero di natale… si sa, ci unisce tutti e non offende nessuno.

Ma il Natale c’è?  Forse si è spostato, ma verso dove?

Verso le periferie delle città; lì dove la gente non ha parola; dove la fame diventa spettacolo per i sazi; lontano dai telegiornali che offendono la dignità umana accostando sofferenza e morte a insignificanti notizie sul tempo libero, la nostra tavola, i nostri gusti.
Coraggio gente, la povertà parla ormai ogni lingua, ma noi dobbiamo spendere perché l’economia ha bisogno dei nostri soldi!!!

 

Fuori dalla retorica e dal perbenismo!
O è Natale tutti i giorni o non è Natale mai!

Guarda il video

di suor Mariangela fsp


CATECHISTI PARROCCHIALI – Dicembre 2010: Il Maestro Via, Verità e Vita

GESÙ È LUCE NELLA VITA

di Anna Maria D’Angelo

La celebrazione del Natale fa emergere anche in noi sentimenti profondi di disponibilità, gioia e amore e ci apre al dono di Dio che è il suo figlio Gesù.
Per un’autentica celebrazione del Natale, aiutare i fanciulli a:
• superare una visione consumistica e a impegnarsi a portare la luce di Gesù nel loro ambiente;
• progredire nella conoscenza di Dio e nella interiorizzazione del suo messaggio;
• maturare atteggiamenti di accoglienza, di gioia e gratitudine, come valori cristiani.
La festa del Natale è prossima. I fanciulli, con le loro famiglie, sono attirati dalle mille luci dei negozi e delle strade; sono sollecitati ad acquistare regali da mettere sotto l’albero per amici e parenti; a scrivere la letterina a Babbo Natale e/o alla Befana per chiedere il dono tanto atteso! Fanno fatica a decifrare le parole della fede (salvezza, redenzione, peccato…), a comprendere il senso del messaggio che riguarda Gesù (segno di contraddizione…).
Gesù che nasce è la luce che tutti sempre attendono; egli, venendo tra noi, ci chiama ad essere suoi discepoli per essere anche noi luce per il mondo e gli altri. Il cristiano che accoglie Dio è illuminato dalla sua luce.
Quando Dio salva e, in modo particolare tramite Gesù, ci illumina perché sappiamo che cosa fare, ci dà forza perché affrontiamo il male e lo vinciamo, ci orienta a una vita che durerà per sempre e che la morte non può sconfiggere.
Gesù salva ogni persona perché la perdona quando sbaglia, la chiama a stare con lui e la rende partecipe della vita stessa di Dio.
Perché i fanciulli sperimentino, la situazione di luce, di immobilità, di prigionia e poi di liberazione e salvezza, si può proporre un incontro articolato in diverse dinamiche.
Accogliere la luce ed essere luce: la sala buia, i fanciulli sono seduti e non sanno che cosa accadrà. Il tempo passa. C’è chi si annoia, chi resta in silenzio, chi ne approfitta per fare baccano. Un fanciullo (in precedenza istruito dal catechista) si alza e chiede: «Che cosa stiamo aspettando?». Il catechista risponde: «Aspettiamo che venga la luce!». In quel momento si accende una grande candela al centro della stanza. Tutti i fanciulli si stringono in cerchio intorno. Il catechista introduce il brano evangelico (Lc 2,21-35), lo racconta (o proclama) e lo commenta.
Per entrare nella luce: conduciamo i fanciulli in un percorso al buio, con l’accesso in una stanza illuminata o luogo aperto preparato per accoglierli, in modo festoso. Disseminare ostacoli (leggeri) lungo il percorso senza che lo sappiano. Invitate a raggiungere la luce nel minor tempo possibile. Nel luogo illuminato sollecitare l’osservazione dei ragazzi sull’ambiente, le persone, i colori, le forme, l’utilità degli oggetti di cui possono usufruire grazie alla luce! Fate condividere i sentimenti e i pensieri emersi mentre si camminava nel buio e quelli nella luce.
GIOCO – Fare prigionieri: un ragazzo assume il ruolo del cacciatore, deve fare prigionieri gli altri giocatori, colpendoli con una palla. Gli altri sono dotati di un foulard giallo-arancione sia per rappresentare una scena di luce sia per utilizzarlo come mezzo di liberazione per i compagni. I ragazzi colpiti restano «di pietra» e depongono ai propri piedi il loro foulard. Gli altri, inseguiti, possono liberare i prigionieri lanciando verso di loro il foulard.
Quelli che riescono ad afferrarlo sono liberati, riprendono il proprio foulard e si reinseriscono fra i giocatori liberi. Il cacciatore dovrà, quindi, colpire sempre altri giocatori e proteggere i colpiti. Se i partecipanti sono molti si può aumentare il numero dei ragazzi-cacciatori e il gioco diventa anche più dinamico.
Al termine, per favorire l’interiorizzazione dell’esperienza, invitare a condividere sentimenti e pensieri: come mi sono sentito mentre ero libero? Cosa ho pensato quando sono rimasto immobile? Sono stato attento a chi aspettava di essere liberato? Sono riuscito a liberare qualcuno? Questa esperienza mi ricorda un altro momento della mia vita… mi dice che… mi invita a…

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Dicembre di Catechisti Parrocchiali

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vita… solo chi ne scopre il senso può cantarne la bellezza