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Tra note e realtà – Ascolta!

 

Se un temporale ti ha fermato sulla strada
in qualche posto in cui nessuno passa mai.
Se un improvviso arcobaleno ti fa quasi pensare
che quella è la firma di Dio.
Ascolta i sogni che la gente porta via…
ascolta l’acqua e la sua memoria, l’uomo e la sua miseria;
ascolta quello che hai dentro al petto
e che non hai mai detto!
Prima di metter le mani addosso
a chi ti ha solo capito male
ascolta dentro te stesso
senti pregare chi non ci crede
e le poesie di un carabiniere;
ascolta, fatti stupire, cambiare, guarire.
Ascolta…
                                                                                                               
Pooh –  Ascolta 

 

Temporali e arcobaleni; sogni e memorie; acqua e miserie…
Sogni  e silenzi che ciascuno porta con sé.                                                                       

Come prega chi non crede?
Cosa sogna il disperato?
Cosa vede il cieco?

C’è un mondo misterioso che ci vibra dentro. Ascolta!
C’è un infinito che si muove al di là dei nostri limiti e ci porta sempre un po’ più oltre. Ascolta!
Ci sei tu con la tua storia personale: tracce di un passato ancora presente. Ascolta!
Miliardi di uomini e donne in questi giorni stanno attendendo l’incontro con il Dio della vita, stanno sperando, rischiando, camminando; ma prima di tutto si stanno fidando, stanno ascoltando il Dio sempre presente. Il loro, non ha il sapore dello sterile incontro con qualcuno che sempre c’è stato e sempre ci sarà. La loro attesa è densa dell’ascolto, profondo, dell’amore; carica di un silenzio vibrante di parole.
Chi sta per parlare è colui che ama e le sue parole non sono le solite stucchevoli e banali, risposte preconfezionate che non servono a nessuno.
Lui parla e il mondo vibra!

Perché solo alcuni riescono ad ascoltare?
Perché pochi riescono a credere?

Lui parla e la sua parola si fa incontro!
Non regole, né formule, né facili giri di parole lo renderanno presente.
Non teoremi appassionati, né documenti rinvenuti daranno ragione del suo esserci.
Lui parla e nasce la vita!
Ascolta… fatti stupire, cambiare, guarire!

                                                            di suor Mariangela fsp

 

Attirerò tutti a me!

« Attirerò tutti a me! ».

È promessa e attualità di un Dio presente che si dona, che fa di se stesso un pane benedetto, spezzato e donato.
È il Dio annunciato da Gesù Cristo che, passo dopo passo, acquista visibilità e concretezza nell’esperienza dei discepoli, in coloro che credono e seguono il Maestro di Nazaret, nelle donne che scrutano e accompagnano gli eventi da lontano, in chi, come Maria Maddalena o Zaccheo, accoglie l’incontro e se ne fa comunicatore, nell’esperienza stessa del Figlio Gesù che, per noi, si è fatto dono di salvezza.
È Dio Padre, immenso nella misericordia, infinito nell’amore che vogliamo raggiungere, sentir vibrare, ascoltare.
Quando le parole si fanno preghiera accade lo straordinario: Dio si fa voce e presenza che raggiunge il nostro cuore fin nelle sue più impenetrabili profondità, e noi, in una fiduciosa risposta d’amore, raggiungiamo lui diventandone dimora.
Nell’Eucaristia Gesù, vero Maestro, dal cuore buono e grande di un Pastore, ci attira a sé per dischiuderci il grande mistero dell’amore di Dio, diventato, in lui, carne.
Ogni adorazione eucaristica, pertanto, vissuta comunitariamente e/o personalmente diventa tempo dedicato a Dio nell’ascolto, scoperta e adesione personale al suo progetto per noi.
E perchè nulla fosse affidato al caso, neppure nella preghiera, nè all’ingenuità di vangeli aperti e letti a mo’ di ruota della fortuna, è nato il libro Attirerò tutti a me, adorazioni eucaristiche per ogni tempo dell’anno. Porta in sè un percorso unitario per accompagnarci, passo dopo passo a scoprire la presenza e l’azione costante di Dio, nella nostra vita e nella nostra storia personale, sociale ed ecclesiale.
La preghiera, per dirla con il beato Giacomo Alberione, un profeta dei nostri giorni, sia per tutti noi, prima di tutto e vita di tutto!

Auguro a tutti voi l’audacia di lasciar parlare Dio e la perseveranza nel restare nella sua volontà, che altro non è, se non sommo atto di amore per ogni suo figlio e figlia. Buon cammino, buona vita, buon tutto!

suor Mariangela Tassielli

Il testo è disponibile in tutte le librerie: M. Tassielli, Attirerò tutti a me, adorazioni eucaristiche per ogni tempo dell’anno, Paoline Editoriale Libri € 8.50

Buona domenica!

Andate a riferire a Giovanni
ciò che udite e vedete…
E beato è colui che non trova in me
motivo di scandalo.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11,2-11)
III DOMENICA DI AVVENTO (GAUDETE) -Anno A-

 

La parola a…
Paolo Curtaz

Il Giovanni che incontriamo oggi è ben diverso di quello esaltato e scontroso della scorsa settimana. Giovanni è in carcere e sa che sta per essere giustiziato a causa della sorda rabbia di una stizzita e isterica femme fatale e dalla debolezza di un re-fantoccio. Giovanni ha vissuto tutta la sua urticante vita solo per preparare la strada al Messia, lo ha riconosciuto il Messia, nascosto tra la folla dei penitenti che giungevano a farsi battezzare, lo ha accolto, stupito e frastornato per l’atteggiamento nascosto e umile del Salvatore del mondo.
Ma ora è perplesso, Giovanni, dubbioso.
Le notizie che gli giungono dai suoi discepoli lo lasciano costernato: il Messia non sta seguendo le sue orme, non incita con veemenza la gente, ha assunto un profilo basso, mediocre.

La fede non è evidente, Dio non è il risultato di un ragionamento scientifico, niente “prove” nella fede, con buona pace di quei simpaticoni scettici che fanno le radiografie e non trovano l’anima.
Ci sono dati, indizi, solo deboli indizi che lasciano intatta l’ambiguità del segno.
Non è Dio che deve dimostrare qualcosa, sono io che devo cambiare ed accorgermi.
Gesù elenca i segni messianici profetizzati da Isaia e dice a suo cugino: “Guardati intorno, Giovanni”.
Guardiamoci intorno e riconosciamo i segni della presenza di Dio: quanti amici hanno incontrato Dio, gente disperata che ha convertito il proprio cuore, persone sfregiate dal dolore che hanno imparato a perdonare, fratelli accecati dall’invidia o dalla cupidigia che hanno messo le ali e ora sono diventati gioia e bene e amore quotidiano, crocefisso, donato.

Guarda, Giovanni, guarda i segni della vittoria silenziosa della venuta del Messia.

Anch’io li ho visti, quei segni.
Anch’io – credetemi – ho visto la forza dirompente del Vangelo, ho visto persone cambiare, guarire, scoprire. Anch’io ho visto nelle pieghe del nostro mondo corrotto e inquieto gesti di totale gratuità, vite consumate nel dono e nella speranza, squarci di fraternità in inferni di solitudine ed egoismo. Ho visto amici, i tanti segni del Regno.
Ho visto, anche recentemente, costruire comunità dal nulla, persone che non si arrendono alla disperazione e combattono per la giustizia, ho visto genitori mettere al centro la famiglia e i propri figli, ho visto persone vere.
Che sia questo il nostro problema principale? Una miopia interiore che ci impedisce di godere della nascosta e sottile presenza di Dio? Prepararsi al Natale significa, allora, convertire lo sguardo, accorgersi che il Regno avanza, è presente, che io posso renderlo presente.
Impariamo a riconoscere i segni della presenza di Dio, alziamo lo sguardo dal nostro dolore per accorgerci della salvezza che si attua nelle nostre soffocate città.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Fede e gioia

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Parabolando… per una fede che diventa vita!

Parabolando
per una fede che diventa vita

INCONTRI DI FORMAZIONE E SPIRITUALITA’
2010-2011
PER GIOVANI DAI 17 AI 30 ANNI

Può avere senso una fede che non sfiora la vita? E può essere amore, quell’amore che non sfiora, non tocca, non si fa sentire, non è percepibile nella vita?
Eppure credere in Gesù Cristo vuol dire credere in un Dio che ama sul serio, che si fa sentire, che non è parco di attenzioni, che non risparmia in generosità. La fede e fiducia in Lui è credere che da lui siamo desiderati, cercati, chiamati per un progetto immenso di felicità. Ma chi può ascoltare? A chi è chiesto di rispondere? E’ possibile una felicità e a che prezzo? Chi può sentire l’amore forte e travolgente di Dio?

Ti proponiamo di vivere insieme a noi, suore paoline e ad altri giovani, alcuni incontri in amicizia, condivisione e preghiera, perchè tu possa scoprire Dio nella vita e, con audacia, percorrere quei sentieri che il Signore Gesù percorre e ti propone.

Entreremo insieme nelle parabole per far risuonare nel cuore la freschezza, vitalità, la radicalità e l’amore smisurato delle sue parole…  parole che saranno nuove per tutti coloro che vorranno ascoltarle.

Ti aspettiamo con molta gioia. Porta amici o fai il passaparola verso chi immagini possa essere interessato.

Gli incontri di formazione e spiritualità si svolgeranno dalle 9.00 alle 17.30 presso la comunità delle suore Paoline di NAPOLI, in viale dei Colli Aminei, 32/A. Il pranzo è a sacco.


Quando:

  1. 17 ottobre – Zaccheo
  2. 28 novembre – La casa sulla roccia
  3. 26 – 30 dicembre a Roma: Tre giorni di spiritualità
  4. 20 – 23 aprile a Roma: triduo in preparazione alla Pasqua
  5. 28 – 29 maggio speciale weekend: evangelizzazione di strada a Salerno

Porta con te:

  • Bibbia e quaderno personale
  • Desiderio di incontrare Dio e tanta curiosità

Per info contatta:

sr. Mariangela Tassielli – 3408404419 m.tassielli@paoline.it
sr. Silvia Mattolini – 3293395223 suorsilvia@ymail.com

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Preghiamo la Parola – Vivere Gesù e dare Gesù


Vivere Gesù, Parola ed Eucaristia! Vivere Lui e dare Lui al mondo: questo è ciò che contempliamo in Maria questo è il grande mistero che l’Avvento e il Natale, come tempi particolarmente carichi di vita, ci chiedono di riscoprire e assumere. A Nazaret, nell’esperienza della Vergine Maria, si inaugura il mandato universale che dal suo Sì raggiungerà ogni figlio di Dio: vivere Gesù, non è solo vivere di Lui… vivere Gesù è lasciare che Lui possa nascere, crescere, vivere in noi e, attraverso di noi, comunicarsi al mondo!
In noi il Padre, alla fine dei tempi, non vorrà vedere altro se non l’esatta immagine di quel Figlio che, per amore, ha donato. E il Cristo vedrà in ciascuno un altro se stesso…
Maria di fronte all’inaudito mistero dell’incarnazione è creatura che si lascia penetrare dal suo Creatore, ma di fronte alla universale chiamata alla cristificazione, a quel lasciar vivere Cristo in noi, è madre, è sintesi, è via perché, anche oggi, l’umanamente impossibile possa, in Dio, diventare vita.

 

Lc 1, 26 – 38

Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te”. A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”. Allora Maria disse all’angelo: “Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?”. Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che è generato santo sarà chiamato Figlio di Dio. Ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio”. Allora Maria disse: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola”. E l’angelo si allontanò da lei.

 

Gabriele, il messaggero di Dio, entra e chiama per nome. «La vergine,-leggiamo- si chiamava Maria», che in ebraico significa amata. Eppure, questa volta, Gabriele chiama, ma il nome è nuovo: Piena di grazia, trabordante di doni divini!
«Rallegrati!»… A gioire non è solo Maria… l’invito alla gioia è per tutti!
«Il Signore è con te!» Questa è la motivazione di fondo per cui gioire, questo rende Maria donna nuova, trabordante di doni.
«Come avverrà?» chiede Maria, «Come accadrà?» Ovvero: come potrà divenire realtà? Come agire e reagire perché questo sia possibile in me? Interrogativo questo, che dopo le spiegazioni del messaggero divino, trova pieno senso in quel «Ecco, io sono la serva del Signore, accada, sia, si realizzi la tua parola in me, di me divenga ciò che tu hai detto»
Lo Spirito santo, la Ruach di Dio, la sua Vita data al cosmo… questa è la vita del Padre che feconda un grembo non fecondato; questa è la vita di Dio che rende possibile l’impossibile umano e fa nascere vita lì dove, per natura, non potrebbe nascere…

Eccomi! Parola di creatura che apre le mani di Dio.
Dio vive e si dà a tutta la storia attraverso Maria, ma anche Maria vive di Dio, vive Dio e dà Dio! È nel dono, che l’Incarnazione si realizza. L’Incarnazione è uno straordinario circolo d’amore che in Maria ha avuto il suo inizio e che, solo alla fine dei tempi, avrà il suo pieno compimento. Lo Spirito non ha esaurito se stesso, perché ciò che ha realizzato in Maria continua a realizzarlo, pur in misura diversa, nell’esistenza di tutti coloro che pronunciano la propria personale risposta d’amore.
Vivere Gesù nella propria vita, dare Gesù con la propria vita: farlo crescere in noi fino alla statura di uomo adulto, diventare, con lui, creazione nuova, rinnovata dal di dentro, riscattata da ogni forma di male e di peccato. A questo siamo chiamati e questa è l’opera che lo Spirito continua a realizzare in noi.

 

 

Venite e me tutti! Insieme per pregare la Parola e adorare la presenza Eucaristica del Signore. Questo è il valore delle tracce di preghiera che settimana dopo settimana ci accompagneranno in questo anno liturgico. Offriamo le tracce da scaricare augurandoci di poter costruire tra noi, seppur virtualmente, una comunione di preghiera che ci unisca e ci rafforzi nel credere.
Buon cammino nel Signore Gesù, crocifisso e Risorto!

Chi volesse un sussidio che accompagni la preghiera per ogni tappa dell’anno liturgico, può acquistare nelle librerie Attirerò tutti a me, adorazioni eucaristiche per tutto l’anno liturgico, di sr. Mariangela Tassielli, autrice anche delle tracce di preghiera che ci saranno proposte, ogni settimana.

 


Parabolando – Per una fede che diventa vita – La casa sulla roccia/2

 

Domenica 28 novembre ci siamo ritrovati con sr Mariangela, sr Silvia e le due animatrici Claudia e Dalia, presso la Comunità delle Paoline a Napoli (Colli Aminei),  per il secondo incontro del cammino di spiritualità e formazione per giovani: Parabolando. Il tema centrale è stato: ” COSTRUIRE” (la nostra Casa = la nostra vita sulla Roccia) e il riferimento si trovava nel Vangelo di Luca (Lc 6,46-49).

«Una casa posta sulla sabbia / alla prima pioggia presto cadrà; ma una casa posta sulla roccia / anche alla tempesta resisterà». (F. Baggio, Le due case).

Nel corso della mattina abbiamo fatto un lavoro di gruppo in cui ci sono stati dati differenti materiali e differenti oggetti per costruire una base solida (le indicazioni sono state volutamente vaghe). Noi l’abbiamo realizzata con un cartone, una base di polistirolo ricoperta da sabbia e, sulla cima abbiamo posto l’immagine di un bambino rannicchiato in una grande mano, a simboleggiare la nostra vita tra le mani forti di Dio. In seguito, discutendo brevemente sulla piccola opera realizzata, siamo usciti fuori e in un attimo,  con un secchio d’acqua gettato sopra la nostra “opera” da una delle animatrici, questa si è completamente distrutta. Tutti siamo rimasti bloccati per un attimo. L’impatto è stato molto molto forte, ve lo assicuro e chi era presente può darne testimonianza. Avevamo lavorato, impiegato tempo e materiali per costruire un piccolo lavoro e ci è venuto un colpo all’anima a vederlo buttar giù in un secondo, così, senza preavviso. Ecco, tutto ciò mi ha lasciata attonita, ma nello stesso tempo in questi giorni ho iniziato ad interrogare me stessa e tutt’ora sono in una fase interrogativa.


Ma ci pensate: la nostra vita e la nostra speranza sono veramente legate a questa relazione con Dio!!!!
Su quale base/roccia costruiremo la nostra vita ?? Su chi appoggiarci ?? Come trovare il giusto tempo?
Ognuno può domandarsi e rispondere: su cosa costruisco la mia casa ?? Essa resisterà alle tempeste ?? E se le fondamenta sono solide costruirò con materiali scadenti?? Sono attenta/o alla Parola di Dio, assidua/o alla sua lettura e sopratutto la metto in pratica ??
Gesù chiama ciascuno di noi a prestare attenzione al suo insegnamento… che bisogna non soltanto ascoltare MA credere, mettere in pratica. Questo è necessario per conoscere la nostra situazione davanti a Dio e il suo immenso amore che vuole salvare e cambiare la nostra vita.
Ricevere e accogliere il suo messaggio è l’unico mezzo per avere una relazione personale, diretta con Lui e costruire ogni giorno la nostra vita secondo i suoi disegni e i progetti . Questo è il buon fondamento, il segreto: ascoltare, meditare e vivere con bontà la Parola di Dio.
Mettiamoci sulla roccia, è una scelta importante. Ascoltiamo quella parola di saggezza che ci viene dal Vangelo e lasciamoci istruire da essa ogni giorno (almeno 5 minuti ogni sera!).
Ecco, Gesù ci invita a costruire con pazienza una casa solida, a costruire la nostra personale relazione con Lui. Ascoltiamolo per vivere pienamente, scendiamo in profondità, andiamo al cuore di noi stessi, mettiamoci in gioco, arriviamo alla roccia, fidiamoci e affidiamoci a Lui.

Vi auguro buon cammino con Gesù nel cuore.

Margherita – Menfi (AG)

Tra note e realtà – O è natale tutti i giorni

 

E’ quasi Natale… e a Bologna che freddo che fa

io parto da Milano per passarlo con mamma e papà
e il mondo forse non è cambiato mai
e pace in terra no non c’è e non ci sarà,
perché noi non siamo uomini di buona volontà.
Non so perché questo lusso di cartone
se razzismo, guerra e fame ancora uccidon le persone…
…e intanto noi ci facciamo regali,
il giorno che è nato Cristo arricchiamo gli industriali…
…lo sai cos’è?
Dovremmo stringerci le mani

O è Natale tutti i giorni o non è Natale mai.
(L. Carboni – Jovanotti – O è Natale tutti i giorni)

E’ iniziato il countdown! Conto alla rovescia verso il Natale.

Le proposte si moltiplicano e l’atmosfera inizia a colorarsi di rosso: città vestite a festa… il centro, si intende! Le vie dello shopping popolate da festosi alberi luminosi e tappeti rossi.
La pubblicità incalza: nuovi film nelle sale, prossime e attesissime uscite discografiche, l’ultimo giocattolo e la più interessante invenzione tecnologica.
La domanda sempre più coinvolgente: quali menù per il cenone, dove trascorriamo capodanno?
Telegiornali e riviste sempre più attente al benessere di tutti: le mete preferite per la settimana bianca e senza dubbio un po’ di dieta prima della grande abbuffata…

Bene! Allora buon avvento a tutti! Buona preparazione al Natale e alle sue feste!

Tutti pronti a celebrare l’avvento di chi, o forse di cosa? Della tredicesima, dei regali, della lacrima facile davanti al presepio… ma forse anche al presepio ci credono ormai in pochi! Dimenticavo la globalizzazione delle uguaglianze che, in nome di falsi rispetti, ci fa prediligere l’albero di natale… si sa, ci unisce tutti e non offende nessuno.

Ma il Natale c’è?  Forse si è spostato, ma verso dove?

Verso le periferie delle città; lì dove la gente non ha parola; dove la fame diventa spettacolo per i sazi; lontano dai telegiornali che offendono la dignità umana accostando sofferenza e morte a insignificanti notizie sul tempo libero, la nostra tavola, i nostri gusti.
Coraggio gente, la povertà parla ormai ogni lingua, ma noi dobbiamo spendere perché l’economia ha bisogno dei nostri soldi!!!

 

Fuori dalla retorica e dal perbenismo!
O è Natale tutti i giorni o non è Natale mai!

Guarda il video

di suor Mariangela fsp


Buona domenica!

La notte è avanzata, il giorno è vicino.
Perciò gettiamo via le opere delle tenebre
e indossiamo le armi della luce.

Dalla lettera di San Paolo Apostolo ai Romani (Rm 13,11-14)
I DOMENICA DI AVVENTO -Anno A-

 

La parola a…
Paolo Curtaz

È che Dio arriva quando meno te lo aspetti.
Magari lo cerchi tutta la vita, o credi di cercarlo, o sei convinto di averlo trovato e quindi dormi sugli allori e, intanto, la vita ti passa addosso.
Oppure proprio non ci pensi, travolto come sei dalle cose da fare, dal mutuo da pagare, disperatamente galleggiando in questo sfilacciato tramonto di civiltà che stiamo vivendo.
È che Dio è evidente e misterioso, accessibile e nascosto, già e non ancora.
E la nostra vita passa, con i suoi desideri e le sue delusioni, le sue scoperte e le sue pause, le sue paure e le sue ironie, i suoi entusiasmi e i suoi fallimenti. Passa e fatichiamo a tenerla ferma in un punto, un punto qualsiasi, attorno a cui far girare tutto il resto.
È che intorno tutti gufano, ma tanto. E anche ad essere ottimisti e a voler sempre vedere il mezzo bicchiere pieno c’è da vivere in ansia perenne: l’instabilità politica è alle stelle, forse l’Europa fallisce dopo tutti i bei sogni di unità, alcuni di voi (anch’io!) si ritrovano senza un lavoro, tutti, intorno, sembrano cani rabbiosi che scattano appena li sfiori.
Insomma: per tutte queste ragioni abbiamo assoluto bisogno di fermarci, almeno qualche minuto, di guardare dove stiamo andando, di trovare un filo a cui appendere, come dei panni, tutte le nostre vicende.

Oggi inizia l’avvento, finalmente.

Sono quattro settimane che ci preparano al Natale, un’arca si salvezza che ci viene data per ritagliarci uno spazio di consapevolezza. Un mese per preparare una culla per Dio, fosse anche in una stalla. Non siamo qui a far finta che poi Gesù nasce: è già nato nella storia, tornerà nella gloria. Ma ora chiede di nascere in me.
Io voglio prepararmi, ho bisogno di capire come posso trovare il Dio diventato accessibile, fatto volto, divenuto incontrabile. Voglio poterlo vedere questo Dio consegnato, arreso, palese, nascosto in mezzo agli sguardi e ai volti di tanti neonati.
Sono poche quattro settimane, lo so. Ma voglio provarci ancora.
Perché possiamo celebrare cento natali senza che mai una volta Dio nasca nei nostri cuori.
Come dice splendidamente Bonhoeffer: «Nessuno possiede Dio in modo tale da non doverlo più attendere. Eppure non può attendere Dio chi non sapesse che Dio ha già atteso lungamente lui».

Tra quattro settimane celebreremo il Natale.
Non giochiamo a far finta che poi Gesù nasce, Gesù è già nato, morto e risorto, vive accanto a me.

Il problema è, semmai, se io sono nato.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Vieni ancora

 

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Buona domenica!

“Se tu sei il re dei Giudei salva te stesso”

Dal Vangelo di Luca (Lc 23,35-43)
SOLENNITA’ DEL NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO RE DELL’UNIVERSO
XXXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO -Anno C-

 

La parola a…
Paolo Curtaz


Un re bislacco

Peggio: la regalità di Gesù è una regalità che contraddice la nostra visione di Dio.
Perché questo Dio è più sconfitto di tutti gli sconfitti, fragile più di ogni fragilità. Un Re senza trono e senza scettro, appeso nudo ad una croce, un Re che necessita di un cartello per essere identificato.

Ecco: questo è il nostro Dio, un Dio sconfitto.
Non un Dio trionfante, non un Dio onnipotente, ma un Dio osteso, mostrato, sfigurato, piagato, arreso, sconfitto.
Una sconfitta che, per Lui, è un evidente gesto d’amore, un impressionante dono di sé.
Un Dio sconfitto per amore, un Dio che – inaspettatamente – manifesta la sua grandezza nell’amore e nel perdono.
Dio – lui sì – si mette in gioco, si scopre, si svela, si consegna.

Dio non è nascosto, misterioso: è evidente, provocatoriamente evidente; appeso ad una croce, apparentemente sconfitto, gioca il tutto per tutto per piegare la durezza dell’uomo.
Gesù è venuto a dire Dio, a raccontarlo. Lui, figlio del Padre ci dona e ci dice veramente chi è Dio.
E l’uomo replica.
“No, grazie”.
Forse preferiamo un Dio un po’ severo e scostante, sommo egoista bastante a se stesso, potente da convincere e da tenere buono.
Forse l’idea pagana di Dio che ci facciamo ci soddisfa maggiormente perché ci assomiglia di più, non ci costringe a conversione, ci chiede superstizione; non piega i nostri affetti, solo li solletica.

Che Re, sbilenco, amici.
Un Re che indica un altro modo di vivere, che contraddice il nostro “salvare noi stessi” per salvare gli altri o – meglio – per lasciarci salvare da Lui.

Siamo onesti, amici: lo vogliamo davvero un Dio così?
Un Dio debole che sta dalla parte dei deboli?
È questo, davvero, il Dio che vorremmo?
Di quale Dio vogliamo essere discepoli?
Di quale Re vogliamo essere sudditi?

Non date risposte affrettate, per favore, altrimenti ci tocca convertirci.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Parola e silenzio

 

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Campo invernale per giovani fino a 30 anni!

Campo invernale

Per Giovani fino a 30 anni

La perla preziosa

E dopo Natale?

La fede, Dio, i suoi progetti d’amore,
la sua voce, la sua Parola
possiamo sentirla viva per noi?

Tra l’ascolto e la preghiera
la riflessione e la condivisione.

Vieni per vivere con noi
un laboratorio della fede
per riscoprire e dare valore
al grande dono di Dio con noi!


Roma – 26/30 dicembre 2010

Ti aspettiamo!!!


Animatrici: Sr. Mariangela sr. Silvia, Figlie di San Paolo

Sede: Roma, presso comunità Regina degli Apostoli, Via Antonino Pio, 75 – nei pressi della Basilica di san Paolo fuori le mura.

Porta con te:

  • Bibbia e quaderno personale
  • Strumento che sai suonare
  • Lenzuola o sacco a pelo e asciugamani
  • tanto desiderio di Dio

Contributo per il soggiorno: 60.00 euro

Info e contatti per adesioni:

Scarica la locandina: camposcuola Natale con le paoline

Scarica il depliant: depliant campo scuola con le Paoline