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Vie per il Vangelo! Evangelizzazione di strada!


Evangelizzazione di strada! 

I giovani ai giovani!!!

Quello che hai ricevuto

non tenerlo per te

ma donalo ai tuoi coetanei!!!


Per il quarto anno consecutivo ci prepariamo, a Salerno, in occasione della 45a Giornata Mondiale delle comunicazioni, a vivere la veglia ed evangelizzazione di strada.

Sarà per tutti coloro che desiderano condividere con noi questo momento, un’ennesima occasione per spargere semi di Vangelo tra la nostra gente, per rendere il Signore presente nella loro e nostra vita.

Saremo insieme dalle 16.00 alle 24.00 di sabato 28 maggio.
L’evangelizzazione e la veglia, per chi desidera viverla da evangelizzatore, richiedono che si partecipi all’intero programma.
Non sarà possibile subentrare in corsa, nè lasciare a metà. Chi desidera fare questa esperienza, proprio per motivi di formazione e organizzazione, deve farlo in modo completo.

Attendiamo conferme entro e non oltre mercoledì sera.

L’invito all’evangelizzazione è SOLO per i giovani dai 18 ai 35 anni. Passaparola e pass@mail ai tuoi amici, o a chiunque fosse interessato a vivere quest’esperienza.

Per tutti coloro, di qualsiasi età, che vorranno condividere con noi la Veglia Eucaristica, l’appuntamento è invece a Salerno, chiesa Santa Lucia Giudaica – via Roma. Saremo insieme dalle 22.00 alle 24.00, sabato 28 maggio.

Buon tutto e a presto, sr. Ma’

Per info e adesioni: sr. Mariangela, 3408404419 – m.tassielli@paoline.it

Vie per il Vengelo “edizioni precedenti”:

Vie per il Vangelo 2010

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GP2 GenerAzioni

GP2 perchè vogliamo dare voce a Giovanni Paolo II

GenerAzioni perché la sua Parola, ancora viva nella storia, continua ad animare, stimolare, rafforzare nella fede, intere generazioni di credenti in Cristo Gesù. Il suo pensiero, i suoi input, le sue provocazioni continuano a Generare Azioni concrete in tutti coloro che prendono sul serio i suoi messaggi, rendendoli vita.

Non vogliamo che di Giovanni Paolo II resti solo il ricordo commosso. Non ci basta andare a Roma e onorare la sua tomba. Desideriamo che continui a risuonare, forte, la sua parola nella nostra  vita, nelle nostre scelte cristiane, nel nostro vivere da figli di Dio amati, in una Chiesa universale, apostolica, mandata ad annunciare e rendere testimonianza delle meraviglie operate da Dio.

Cantalavita, in questo 18 maggio, ha scelto di ricordare la sua nascita lanciando on line il nuovo blog-post GP2 GenerAzioni. Sarà on line tutte le domeniche, immettendo nell’infinita rete le parole, cariche dell’Infinito di Dio, del Papa che tutti abbiamo amato.


Vi attendiamo augurandoci reciprocamente che GP2 generi in noi azioni di vita. A presto!

 

 

Buona domenica!

Cammina davanti ad esse,
e le pecore lo seguono
perchè conoscono la sua voce

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 10,1-10)
IV DOMENICA DI PASQUA -Anno A-

La parola a…
Paolo Curtaz

È risorto, il Maestro.

Lo hanno visto, incontrato, abbracciato. Hanno pianto e riso i discepoli, stupiti, perplessi, scossi.
Ci vuole del tempo per credere, lo sanno, lo sappiamo.
Pietro e Giovanni che corrono al sepolcro, Maria di Magdala che non si stacca dal suo dolore, Tommaso e la sua straziante sofferenza, i discepoli di Emmaus e la loro speranza delusa…
Convertirsi al risorto non è un affare di pochi minuti, non è un percorso per uomini deboli, ma per uomini e donne forti e tenaci.

Li raggiunge, il Maestro, là dove sono, nella condizione in cui sono.
Li raggiunge e li aiuta a superare ogni paura, ogni sofferenza.
Li raggiunge perché li ama, perché vuole per loro salvezza piena, perché li aiuta nello scoprire Dio e nello scoprirsi credenti.
Lo fa perché la loro vita è preziosa al suo sguardo.
Lo fa perché sa dove portarli, dove portarci.
A chi sto veramente a cuore?
Per chi sono veramente prezioso? 
Ecco la novità sconcertante.
L’inattesa rivelazione: a Dio sto a cuore.

…e per riflettere puoi scaricare: Scoprire e seguire la verità

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48a Giornata Mondiale di Preghiera per le vocazioni

Carissimi amici,
mettiamo a vostra disposizione il materiale preparato e usato nella diocesi di Salerno-Campagna-Acerno per l’animazione della veglia diocesana. La veglia e i due video potrebbero essere usati anche in momenti di preghiera parrocchiali per stimolare la preghiera e la riflessione sulla dimensione vocazionale della vita cristiana.

I simboli usati, in stretta relazione a quanto indicato anche dal CNV sono il grano, il fuoco, l’acqua e le  varie vocazioni nella Chiesa. Momenti centrali della preghiera sono l’ingresso della Parola e la benedizione e distribuzione del pane.

Il Cristo, Parola vivente, che per noi si è fatto pane spezzato, chiede a ognuno di noi di diventare pane perchè, attraverso ogni Sì, il Padre possa distribuire al mondo amore e il suo Regno possa costruirsi in questo nostro mondo.

Scarica la traccia della veglia: Veglia vocazionale 2011

Guarda i video:

Quanti pani avete? Andate a vedere – Il video è uno strumento creato per introdurre al clima della Veglia della 48a Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni. Il grano, il fuoco, l’acqua… sono simboli vivi che diventano provocazione per tutti coloro che sono chiamati a vivere e scoprire quel progetto d’amore al quale Dio Padre chiama tutti noi.

Beati se – A partire dalla canzone “Beati se” di Cristina Damonte, un video che può essere usato come riflessione – provocazione in incontri vocazionali e per riflettere sul reale senso della risposta da dare a Dio, rispetto a un mondo che chiama e a un Vangelo che manda.

 

Tra note e realtà – Domenica e lunedì

No, non perdetelo il tempo ragazzi;
non è poi tanto quanto si crede.
Date anche molto a chi ve lo chiede…
Se ne va… è la vita che se ne va…
Se ne va… non sprecatela
in sogni da poco
.

Vanno le nuvole coi giorni di ieri
Guardale bene e saprai chi eri;
è così fragile la giovinezza non consumatela nella tristezza.
Dopo domenica è lunedì.

(Branduardi – Domenica e lunedì)

Cos’è il tempo? Ci hai mai pensato?
Una volta un saggio mi disse:E’ la moneta più preziosa per acquistare l’eternità! Lascia che il tuo tempo sia abitato da scelte coraggiose e l’universo danzerà con te. Apri ogni giorno gli occhi al nuovo sole e grida il tuo sì, deciso, alla vita. Tutta la creazione fiorirà con te… ogni bambino nascerà con te… ogni uomo spererà con te…
Di chi sono i tuoi giorni e il tuo tempo? Sei proprio sicuro che ti appartenga?
Esci fuori.
Se cammini tra la gente e, ritornando a casa, non ricordi neppure un volto o uno sguardo, forse la tua vita appartiene ai tuoi problemi, alle delusioni… a qualche rimpianto. Occhi bassi e Ipod acceso… eppure il tempo è l’immenso: incontri, mani tese, posti ceduti, vite incrociate.
L’alternativa? Essere UNO alternativo!
Uno che rischia pesante; che non sa farsi i fatti propri; che crede che il battito d’ali di una farfalla possa muovere potenti uragani.
E se ti sentissi veramente una piccola farfalla davanti all’universo… non fermarti.
Oggi, c’è un uragano, da qualche parte nel mondo, che per muoversi ha bisogno delle tue ali!

E di domani… nessuno lo sa! O forse sì?

                                                                                                                                                                                  di Suor Mariangela fsp

Guarda il video

Buona domenica!

Che cosa sono questi discorsi
che state facendo tra voi lungo il cammino?
Si fermarono, col volto triste;
uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose:
Solo tu sei forestiero a Gerusalemme!
Non sai ciò che vi è accaduto
in questi giorni“.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 24,13-35)
III DOMENICA DI PASQUA -Anno A-

La parola a…
Paolo Curtaz

Noi speravamo.
La speranza è sempre rivolta al futuro. Declinarla al passato significa ammetterne il totale fallimento. È difficile accettare il fallimento di un progetto, di un’azienda, di un gruppo parrocchiale. Il fallimento della speranza porta alla morte interiore.
Noi speravamo: che sciocchi siamo stati a seguire il Nazareno, a credere che fosse lui il Messia! Che ingenui!
Noi speravamo: ci siamo illusi, siamo stati degli idioti abissali, non abbiamo giustificazioni!
La speranza è morta su quella maledetta croce.
È morta e sepolta con Gesù, nel sepolcro regalato da Giuseppe di Arimatea.
Quanti ne conosco di discepoli così, tristi e rassegnati!
Noi speravamo, dicono i discepoli.
E intanto il Signore che credono morto cammina con loro.
Descrivono con dovizia di particolari le vicende che riguardano il Maestro, i discepoli restati orfani.Si aspettano comprensione, compassione.
Ottengono uno schiaffo in pieno volto.

 Sciocchi e tardi, dice loro lo straniero.
La sua provocazione li scuote, li costringe ad alzare lo sguardo. Cosa sta dicendo questo maleducato? Come si permette? Sciocchi a tardi nel credere, insiste.
Gesù spiega il senso di quella sofferenza, della sua sofferenza, e li aiuta a rileggere tutti gli eventi in una chiave diversa, più ampia, a leggere il dolore alla luce del grande disegno di Dio. Sono fermi alla croce, i discepoli del risorto. Possiamo continuare a fissare il bruco, senza accorgerci che sta per diventare una farfalla.
Non sempre chi ti dà una carezza ti vuole bene.
Non sempre chi ti dà uno schiaffo ti vuole del male.
A volte una bella scrollata ci distoglie dal dolore e ci aiuta a vedere le cose in maniera diversa. Arde, ora, il cuore dei discepoli.
Il loro dolore inutile, paradossalmente gratificante, è spazzato via dalla Parola che riscalda e illumina.
Tutto acquista senso, una dimensione nuova. La loro vita, riletta alla luce del grande progetto di Dio, assume un colore completamente diverso.

…e per riflettere puoi scaricare: Domanda…

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Parabolando – Sui passi di Gesù: un deserto nella città – Campo Triduo Pasquale 2011_Testimonianze!

Dal 20 al 23 aprile, ovvero dal mercoledì santo al sabato santo, le Figlie di San Paolo hanno sperimentato per la seconda volta e in modo ancora più radicale un modo innovativo e interattivo di vivere un campo-scuola; questo nello specifico in preparazione alla Pasqua. Le animatrici sono state sr Mariangela, sr Silvia e Dalia, una giovane socia della nostra Associazione Comunicazione e Cultura Paoline ONLUS. I livelli su cui si svolgeva il campo erano tre:

  1. On-line, sul blog Cantalavita e sulla pagina di Facebook Giovani & Vangelo
  2. Stanziale, presso il convento delle Figlie di San Paolo di Napoli, (zona Colli Aminei)
  3. Missionario, presso la parrocchia S. Maria delle Grazie e S. Gennaro di Trecase (NA)

La parola ai partecipanti:

          « Dal 20 al 23 aprile si sono tenuti alcuni incontri in preparazione alla Pasqua con le Figlie di San Paolo presso la loro casa di Napoli.
Al contrario degli altri campi a cui ho partecipato e che, generalmente, si sono tenuti a Roma, questa volta non solo eravamo in Campania ma siamo partiti dalle nostre case all’inizio di ognuno dei quattro giorni in cui si articolava il campo e vi siamo ritornati nel pomeriggio, proprio come da sottotitolo al campo: “Un deserto nella città”.
          Durante il primo giorno, dopo l’introduzione, abbiamo letto delle “testimonianze”: ciò che potrebbero aver pensato e come potrebbero aver passato alcuni personaggi il momento della passione di Gesù. Le quattro testimonianze, o per meglio dire i quattro ritratti, desunti sempre dal Vangelo o dagli Atti degli Apostoli riguardavano quattro importanti personaggi: Maria di Magdala, Giuda, Pietro e San Paolo. Abbiamo riflettuto sul messaggio, sull’esempio che questi personaggi ci hanno lasciato.
          Giovedì Santo ci siamo spostati dalla casa delle Paoline verso la parrocchia S. Maria delle Grazie e S. Gennaro di Trecase (NA), dove abbiamo incontrato i ragazzi dagli 11 ai 14 anni e abbiamo seguito la catechesi con loro. Suor Mariangela ci ha fatto vivere un’esperienza bellissima quando durante una dinamica, ci ha spiegato come tutti noi siamo ingredienti che mescolati e lavorati sapientemente possono da vita ad un unico grande Pane che rappresenta la Chiesa.
          Venerdì Santo abbiamo riflettuto molto su alcuni importanti avvenimenti, ad esempio sulle ultime parole che un Gesù sfinito, scandalo per i discepoli e avversario vinto per i sacerdoti, ha pronunciato con le sue ultime forze: «Eloì, Eloì lemà sabactàni». Parole queste che mi hanno sempre scosso per la loro durezza. Parole, che come ho appreso quello stesso giorno grazie a Suor Mariangela, non sono che un accenno al salmo 22, salmo di gioia e fiducia se considerato nel suo insieme e non di abbandono da parte di Dio.
          Sabato Santo siamo tornati a Trecase ma questa volta abbiamo incontrato i giovanissimi (14-18 anni) con i quali abbiamo fatto gruppo durante una dinamica che ci chiedeva, confrontandoci con le donne che si recano al sepolcro, di scrivere le nostre prospettive, i nostri progetti per il futuro. È stato molto divertente e stimolante entrare in un nuovo gruppo e subito avere coscienza di ciò che rende i suoi componenti uniti, di ciò che li interessa, delle loro aspirazioni e dei loro progetti… in fondo non molto diversi dai miei 😉 ».

Iacopo – Salerno

        

          « Un po’ di tempo per prepararsi alla Pasqua e voglia di mettersi in gioco, questi i requisiti, secondo me, per partecipare al campo “Sui passi di Gesù: un deserto nella città”. Io vi ho partecipato “dal vivo”, tanti altri on-line tramite il blog Cantalavita e la pagina Giovani & Vangelo (Facebook): era sempre un piacere tornare a casa la sera dal campo e leggere i commenti lasciati dagli altri partecipanti “virtuali”.
          Mercoledì 20 aprile c’è stata l’introduzione al campo e abbiamo “incontrato” alcune persone che il Cristo l’hanno conosciuto dal vivo e l’hanno seguito davvero, posando i loro piedi sui suoi passi; come per esempio Maria di Magdala, Giuda, Pietro oppure come Paolo, l’Apostolo delle genti. Ognuno di loro si è come presentato in qualche modo e mi ha insegnato qualcosa; Maria, ad esempio, la sua costanza. Questa sua caratteristica, infatti, ha fatto in modo che fosse la prima donna a cui Gesù è apparso e con cui ha parlato dopo la sua risurrezione. Costoro incontrano Gesù nella loro vita quotidiana e così dobbiamo fare anche noi, fidarci e affidarci al suo amore sia quando tutto va per il meglio, sia quando siamo nel buio della notte, nel buio del peccato o del dolore, nel buio della solitudine e delle lacrime.
          Dalla comunità delle Figlie San Paolo di Napoli, il secondo giorno ci siamo spostati in una parrocchia di Trecase (NA) e abbiamo fatto un incontro assieme ai ragazzi del catechismo di 11-14 anni. Punto centrale, secondo me, della riflessione fatta da suor Mariangela è stato il momento della dinamica del pane: ci ha letteralmente “mostrato” gli ingredienti necessari per fare il pane e li ha applicati a quello che sperimentiamo nella vita. Il pane è la comunità, è la Chiesa, il lievito rappresenta la presenza di Dio nella vita di ciascuno, l’acqua la forza della determinazione, il sale la fede in Dio e la farina i nostri doni personali. Al termine della spiegazione “illustrata” è stata proposta una dinamica proprio sui nostri talenti ed è stata questa dinamica che mi ha colpita particolarmente.
          Il venerdì l’abbiamo vissuto all’ombra della croce, vuota e dura. Ci siamo ritagliati del tempo per riflettere sulle parole di Gesù: “Eloì, Eloì, lemà sabactàni” anche grazie ad un video molto suggestivo incentrato sul salmo 22.
          Il sabato, infine, abbiamo passato una bellissima giornata. Si sentiva che la Risurrezione era nell’aria! Siamo tornati a Trecase per un incontro questa volta con i giovanissimi (14-18 anni) in cui abbiamo messo ai piedi di Gesù i desideri e le aspettative per il futuro… ».

Chiara – Salerno

Puoi guardare le foto del campo su Giovani & Vangelo

Buona domenica!

Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi
e non metto il mio dito nel segno dei chiodi
e non metto la mia mano nel suo fianco,
io non credo.

Dal vangelo di Giovanni (Gv 20,19-31)
II DOMENICA DI PASQUA o DELLA DIVINA MISERICORDIA

La parola a…
Paolo Curtaz

La sera di Pasqua il maestro ha raggiunto i discepoli. Storditi, attoniti, lo hanno accolto, senza capire, ancora e ancora, cosa sia veramente successo. Ma è vivo, questo solo conta. Le donne avevano ragione. Sono pieni di gioia, i pavidi apostoli, la speranza si è riaccesa, come un turbine, come un’onda che sale lentamente.
È vivo, questo è certo. Lo hanno visto, lo hanno riconosciuto.
Ma allora. Allora ciò che egli ha detto ha uno spessore diverso.
Allora, chi è veramente Gesù? Allora…
Tommaso è assente. Quando torna, i suoi amici gli danno la notizia, confusi e stupiti.
È gelida la risposta di Tommaso.
No, non crede.
Non crede a loro. Loro che dicono che Gesù è risorto, dopo essere fuggiti come conigli, senza pudore. Non crede, Tommaso, alla Chiesa fatta da insopportabili uomini fragili che, spesso, nemmeno sanno riconoscere la propria fragilità. Non crede ma resta, e fa bene. Non fugge la compagnia della Chiesa, non si sente migliore. Rassegnato, masticato dal dolore, segnato dal sogno infranto, ancora resta. Tenace.
Torna Gesù, apposta per lui.

So che hai molto sofferto, Tommaso. Anch’io, guarda qui.
Gli mostra le mani, il risorto, trafitte dai chiodi.
Ora cede, Tommaso, il grande credente. Si getta in ginocchio, piange, come un bambino che ritrova i propri genitori. Piange e ride e, primo, professa la fede che sarà di tutti: Gesù è Signore e Dio.
Il risorto, ormai, lo riconosciamo solo attraverso dei segni: le bende, la voce, il pane spezzato, il segno della pesca.

Il risorto ci viene incontro colmando il nostro cuore di benedizione, di tenerezza, di gioia.
Animo, fratelli ancora nell’ombra: Tommaso è il patrono dei ritardatari.
Animo, fratelli segnati dalla malattia, Dio può fare di voi un capolavoro.
Animo, fratelli scoraggiati, la misericordia ci salva.

…e per riflettere puoi scaricare: Vincitore della morte

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Tra note e realtà – L’amore fa

L’amore fa l’acqua buona, fa passare la malinconia, 
crescere i capelli l’amore fa.
L’amore accarezza i figli, l’amore parla con i vecchi;
qualcuno vuole bene ai più lontani anche per telefono.
L’amore fa guerra agli idioti, agli arroganti pericolosi,
fa bellissima la stanchezza,
avvicina la fortuna quando può […]
Fa crescere i gerani e le rose, aprire i balconi,
l’amore fa.
Confondere le città ma riconoscere i padroni
l’amore lo fa.
Aprire bene gli occhi, amare più se stessi:
l’amore fa bene alla gente, comprendere il perdono:
l’amore fa!
(I. Fossati, L’amore Fa)

L’amore fa… l’amore crea… l’amore trasforma e ri – genera; l’amore è l’unico grande perché della Pasqua!
Perché un Dio libera il suo popolo dalle schiavitù della certezza, della casa, del cibo e del futuro?
Perché un Dio annienta se stesso vivendo fino in fondo la morte?
Perché la Pasqua segna i grandi passaggi dell’umanità?
L’amore: unico grande motivo per cui tutta la storia e tutti gli essere umani, a ogni latitudine del pianeta, sono divenuti la dimora, la casa di Dio.
Pensare ai lunghi giorni del tempo pasquale, sentire dopo un lungo digiuno, ritornare finalmente il canto libero e festoso dell’Alleluia non può e non deve lasciare indifferenti. Chi nella resurrezione è chiamato a sentire la vitalità esplosiva di una speranza, che non conosce il limite del tempo, e di un amore che non può essere fermato neppure dalla morte, deve poter vivere in ogni tempo pasquale, il proprio personale passaggio.
Da
gli inferi (ma non inferno!!!) delle tante e spesso inutili tristezze e immotivate delusioni all’alba di una vita capace di ri – sorgere, di ri – nascere, di ri – vibrare per nuovi valori e ideali, per scelte coraggiose e generose, per un Amore realmente controcorrente.
Questo è il desiderio di cui sento pregno questo nuovo Tempo Pasquale e che non può che farsi augurio, incarnato nelle nostre tante e singolari storie, nei nostri banali o straordinari incontri quotidiani.
Queste poche righe sono nate proprio da una “riflessione allargata” su una delle canzoni  di Ivano Fossati. Il suo “L’amore fa” mi è sembrato potesse svelare il senso vero di un amore che prima di arrivare a grandi e singolari posizioni, si costruisce con piccole scelte, cresce arricchendo di sfumature impensabili colori apparentemente cerei.
Questi sono i veri miracoli dell’amore!
Fossati ne descrive molti… forse potremmo provare anche noi a realizzarne alcuni, a scoprire nelle nostre giornate i tempi opportuni per amare.
Amare ci aiuterà ad amarci: farà bene alla gente, farà straordinario l’ordinario…
             …l’amore lo fa!
                                                                    E chi ama… lo sa!

                                                          di suor Mariangela fsp

Guarda il video

Campo online_Triduo Pasquale 2011/ Veglia del giovedì Santo

Giovedì Santo/Veglia: Chi ci separerà

Chi ci separerà dall’amore di Dio? E’ la grande domanda posta da san Paolo ai Romani, che permette all’apostolo di costruire il grande inno all’amore di Dio, resosi visibile, concreto e tangibile in Gesù Cristo, nella croce, nel dono totale della sua vita. È la grande domanda che in questa particolare notte risuona forte nel nostro cuore, come nel cuore di ogni credente. È la domanda che mette noi in discussione e permette a Dio di sconvolgere i nostri equilibri instabili e fare breccia nei nostri muri. Ci sono forze in noi, spazi a volte sconosciuti, abitati da desideri, da timori, da ricordi e da sensazioni, che spesso ci danno l’impressione della lontananza, della distanza interiore tra la nostra vita e il suo amore. Eppure sulla nostra realtà concreta, con tutte le sue energie e tutte le rigidità, viene proclamata la grande certezza: nulla, né morte, né vita, né presente, né futuro potrà mai separarci dal suo amore. Questa è la certezza di Dio che oggi interpella la nostra vita. Questo è il dono che gratuitamente ci viene donato.


Rm 8, 31 – 39

Se Dio è per noi, fratelli carissimi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio giustifica. Chi condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi? Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Proprio come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo trattati come pecore da macello. Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore.

«Pensa, prega, agisci in me. Io in te, tu in me. Lo sai, è questo il mio desiderio di intimità con te. Io sto di continuo alla porta della tua anima e busso. Se ascolti la mia voce e mi spalanchi la porta, allora entro in casa tua e ceniamo insieme. Non preoccuparti del menù. Ogni volta provvedo io al banchetto e la mia gioia sta nel vederlo assaporare in modo da essere sempre più idoneo a donarmi ai tuoi fratelli. Pensa a loro pensando a me. Assumili lasciandoti assorbire in me. Vivi con me come l’Amico che mai si abbandona. Non mi lasciare con la volontà, non mi lasciare con il cuore, cerca di lasciarmi il meno possibile anche con la tua mente. Sii attento alla mia Presenza, al mio Sguardo, al mio Amore, alla mia Parola.
Alla mia presenza
.
Sai bene che sono presente, vicino a te, in te e negli altri. Ma altro è saperlo, altro è provarlo. Chiedimi spesso questa grazia. Essa non sarà rifiutata alla tua preghiera umile e perseverante. Essa è l’espressione più concreta di una fede viva e di una carità ardente.
Al mio Sguardo. Sai bene che i miei occhi non si distolgono da te.
Al mio Amore. Sai bene che sono l’Amore, ma lo sono ancor di più di quanto tu lo sappia. Adora e abbi fiducia. Le sorprese che ti riservo sono molto più belle di quanto tu possa immaginare. Il tempo del dopo-morte sarà quello della vittoria del mio Amore su tutti i limiti umani, purché non siano stati deliberatamente voluti come ostacolo contro di esso. Sin da oggi, chiedimi la grazia di una percezione più acuta, più intuitiva di tutte le delicatezze del mio immenso Amore verso di te».

G. Courtois, Quando il Maestro parla al cuore