GESÙ RINNOVA LA SUA AMICIZIA –
Il sacramento della riconciliazione
di Anna Maria D’Angelo
Un cammino di conversione e di riconciliazione è possibile solo se c’è la fiducia in Dio. Perciò i fanciulli hanno bisogno di un ambiente di comprensione e di perdono.
Anche per loro è doloroso e umiliante riconoscere di non saper fare il bene come vorrebbero.
Il sacramento della penitenza è un punto di arrivo della riconciliazione: è il segno visibile ed efficace del perdono che viene dal Signore, attraverso la sua Chiesa ed è inizio di un rinnovato impegno di amore.
È giunto il momento opportuno, seguendo l’Anno liturgico, di celebrare con i fanciulli il sacramento della penitenza o riconciliazione, perché essi incontrino più profondamente Gesù che ci conosce e rinnova la sua proposta di amicizia con ciascuno di noi.
Prepariamo i fanciulli alla celebrazione della riconciliazione aiutandoli a:
• distinguere i comportamenti positivi da quelli negativi, il bene dal male;
• comprendere l’orientamento della propria vita alla luce della parola di Dio;
• cogliere il senso del peccato;
• sviluppare un atteggiamento di fiducia in Dio Padre che perdona;
• vivere il sacramento della penitenza come incontro con Gesù, nostro amico.
I fanciulli, gradualmente, lasciano i giocattoli e si aprono all’amicizia con i compagni. È l’età in cui cominciano ad avere l’«amico del cuore»: a lui confidano crucci, gioie e dispiaceri. È anche l’età in cui vivono litigi e piccole gelosie di gruppo.
La vita in famiglia non risparmia, spesso, conflittualità e la cronaca quotidiana presenta sovente comportamenti e circostanze di separazioni irreversibili.
Nel percorso che proponiamo i ragazzi potranno scoprire le parole, i gesti del sacramento del perdono e prepararsi all’esame di coscienza.
I catechisti predispongono due grandi poster, uno bianco e uno nero. Presentano ai fanciulli ritagli di giornali (uno per volta) con notizie belle e notizie negative, immagini o foto con scene di fatti positivi e di fatti che denotano dolore o violenza…
A ogni notizia o immagine i catechisti invitano i fanciulli a riflettere in silenzio, ad ascoltarsi dentro per cogliere se quella notizia o immagine è «positiva» o «negativa».
Quando tutti concordano, un bambino fissa il ritaglio sul poster bianco se si tratta di notizia «buona», sul poster nero se si tratta di notizia «negativa».
Nel gruppo i fanciulli fanno esperienza di litigi, antipatie, beghe… Aiutiamoli a
trasformarle in occasione di pace e di perdono.
In silenzio ogni fanciullo posa lo sguardo su ciascun compagno. Riflette sul rapporto reciproco e cerca di ascoltare che cosa l’altro potrebbe rimproverargli.
Il catechista aiuta chi vede disorientato a fare il suo confronto.
Quando ritiene che tutti sono pronti, mette un sottofondo musicale e invita a muoversi in sala e a cercare, uno per volta, i compagni ai quali si vuole chiedere perdono e offrire di nuovo l’amicizia.
Il fanciullo, avvicinatosi, offre il palmo della mano, dicendo: «Batto cinque» (come a dire: voglio ricominciare).
Si può accompagnare il gesto con un sorriso, una parola, una promessa sincera; il compagno risponde: «Batto cinque» (cioè: ci sto).
Il catechista farà attenzione a predisporre i fanciulli ad accogliere l’amicizia dei compagni.
Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Marzo di Catechisti Parrocchiali
Per vedere il sommario di Catechisti Parrocchiali di Marzo 2011 clicca qui


Un amore straordinariamente immenso
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse:
cuore forte e tenace di chi sa di voler amare. […]

una sera, entrò come d’istinto in una chiesetta di Parigi. Pensava di essere solo e, invece, nella penombra, vide la figura di un vecchio che stava pregando, in silenzio, davanti all’altare. Era nientemeno che il grande fisico e matematico André- Marie Ampère. Federico non voleva credere ai propri occhi. Attese che Ampère finisse di pregare e lo seguì all’uscita. Aveva da fargli una domanda: «Mi dica, professore, è possibile essere una grande personalità del mondo scientifico come lei e pregare ancora?». Ampère gli diede una risposta degna del genio che era: «Ragazzo, io sono grande solo quando prego».
è buona cosa: senza di esso non avremmo raggiunto l’attuale progresso. Nonostante, però, la stima del pensiero, la persona intelligente sa che la sola intelligenza non basta. Lo studio è importantissimo, essere culturalmente preparati è oggi fondamentale, certo!
re i ragazzi a prendere coscienza

«Certamente Dio non è come un lecca-lecca che ha tanti gusti, che se lo lecchi per un po’ finisce subito! Dio è piuttosto come una mela: è buona, è saporita, è dolce e gustosa, e anche se ne mangi tante, non fanno mai male!».


Attraverso questi impulsi, il fanciullo è incoraggiato ad associare, creare analogie, cercare metafore, inventare, senza paura, le immagini e le parole più adeguate a manifestare quello che vive.
A voi che ascoltate io dico:
parole di perdono:
ma, fin dalle origini.
cappa d’oro di piviale e triregno. Come il Crocifisso di Assisi, ha gli occhi quasi chiusi, ma li apre mentre ascolta Francesco e li riaprirà, prendendo consapevolezza del gesto che compie per riportare i frati alla sua presenza. Il movimento della camera va a scoprire il volto del Cristo Pantocrator alle sue spalle, che ha occhi aperti e parlanti, mettendolo in relazione diretta con il suo Vicario in terra, che ora si libera del piviale e resta in tunica bianca (come Francesco sul tetto), poi scende l’altissima scalinata per portarsi a livello di Francesco e riconoscerne la verità: «
ato agli uomini, ci svelano tantissimo di
un dito.
arola di Dio
, per riflettere e prendere coscienza della 



con un piccoo gesto per sottolineare il momento importante:


dei membri del gruppo, che si attuerà, soprattutto, con un opportuno ricambio dei partner; di stimolare processi di socializzazione, permettendo anche ai più timidi di esporre le proprie idee; di confrontarsi attivamente con i compagni.

