SULLA GERUSALEMME – GERICO DI OGGI
Briganti e malcapitati
di Tonino Lasconi
Esistono, oggi, briganti insidiosi e pericolosi, difficili da individuare, e malcapitati difficili da «vedere»? Purtroppo sì. Proviamo a scovarne alcuni.
IL BENESSERE. Nelle mo
derne società, la pratica della compassione è più difficile che nelle società povere dei tempi passati. Non per niente le opere di misericordia corporali e spirituali, un tempo un punto forte della predicazione e del catechismo, sono quasi dimenticate. Nella società povera, i più vivevano nel bisogno.
Pochissimi erano autosufficienti. Diventava, perciò, normale lo scambio di aiuto. Chi aveva bisogno di un attrezzo, di una prestazione, di un prodotto lo chiedeva a chi poteva darglielo, perché questi, a sua volta, mancava di qualcosa che avrebbe dovuto chiedere. Chi non aveva l’asino, lo chiedeva a chi lo aveva, perché lo avrebbe ricambiato con l’agnello che l’altro non possedeva. Chi aveva le ciliegie, le dava a chi aveva le pesche… Con il benessere diffuso, si è creata la convinzione che tutti possono e debbono avere tutto. Si ha paura di chiedere per non passare da sfaticati o incapaci; e si fatica a soddisfare chi chiede, perché sarà di sicuro sfaticato o incapace.
LO STATO «PENSO A TUTTO IO». Un altro brigante è la statalizzazione. Gli Stati dei Paesi benestanti hanno riservato a sé quelle opere di soccorso e assistenza che, una vo
lta, erano esercitate dai singoli o dalle associazioni caritative. Si pensi a: ospedali, scuole, pensioni, ammortizzatori sociali… Questo è stato un bene, perché i privati non potevano arrivare a tutti. Ha diffuso, però, la mentalità che «ci deve pensare lo Stato». Sono tante le persone aggredite, scippate, ferite, uccise nell’indifferenza dei presenti. È già tanto se qualcuno telefona al 113, o al 118.
Quando questi fattacci capitano, giornali e tv gridano: «Ci vogliono più polizia, carabinieri, vigili urbani, più ambulanze, ospedali, telecamere, più esercito…». Figurati!
Quello che ci vuole è la compassione. Che non esclude il ricorso all’ «albergo», cioè all’intervento pubblico, ma richiede la disponibilità a dare ciò che si ha: l’olio e il vino, la cavalcatura, due denari.
LA CRISI RELIGIOSA
. Con l’indebolimento della fede cristiana sta scadendo la convinzione che tutti – ma proprio tutti! – siamo fratelli. La conseguenza: tanto buonismo a parole, ma, nei fatti, razzismo strisciante, che rende difficile considerare gli stranieri da accogliere e aiutare; bullismo diffuso che si nasconde dietro alle prese in giro, al tormento quotidiano, a sopraffazioni e prepotenze verso i più deboli, i meno dotati, i «diversi», negli ambienti scolastici e del tempo libero.
I MEDIA. Che dire delle ragazze, e anche dei ragazzi, ch
e si ritengono inadeguati e infelici, fino ad ammalarsi, perché non corrispondono ai criteri di bellezza, di forza e di successo imposti dai media? Che dire della dittatura del look, che angoscia chi non può presentarsi agghindato all’ultima moda? Attenzione, perciò! La strada Gerusalemme – Gerico è quella che percorriamo tutti i giorni. Occhi aperti per vedere. Cuore disposto alla compassione. Pronti a farci vicini e a fasciare le ferite come possiamo, con quello che abbiamo.
Questo e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Settembre/Ottobre 2013 dell’inserto Ragazzi & D’intorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.
Per info, abbonamenti e novità:
—> Clikka sull’immagine <—


l’uguaglianza e la libertà religiosa. Nato a Lahore il 9 settembre del 1968, figlio di missionari cristiani provenienti da Khushpur, si era laureato in legge e dopo gli studi, nel 1985, aveva fondato il movimento
suoi concittadini, soprattutto agli ultimi, per i quali lottò anche per avere più seggi in parlamento e nella precisa volontà di riuscire a cambiare la legge sulla blasfemia e per la realizzazione di una legge atta a vietare l’incitamento all’odio religioso e promuovendo il dialogo interreligioso.




I giovani, la fede e i media… con gli operatori pastorali della Diocesi di Pozzuoli, nell’ambito del Convegno ecclesiale, 


Siamo arrivati alla meta! Non abbiamo solo raggiunto il traguardo ma siamo ricchi di tutto quello che abbiamo visto, sentito, sperimentato e condiviso.

In ogni viaggio arriva il momento di decidersi. Oggi possiamo fare il salto di qualità del nostro percorso. Saltiamo il fosso? Varchiamo la por
