Archivi tag: paoline

Accogliere il fratello… diverso da me – esercitandoci in accoglienza

Accogliere il FRATELLO
diverso da me

 

Siamo entrati nella NOVENA… e ora più di ogni altro momento dobbiamo esercitarci nell’accogliere l’altro, il fratello, la sorella diverso/a da me.natività betlemme

Sembra scontato ma non lo è! Eppure è proprio in questo atteggiamento che si invera (diventa vera) la nostra fede nel Dio di Gesù Cristo. Perchè? Semplice! Lui si è fatto altro… altra persona, altro rispetto a se stesso (da Dio si è fatto uomo), altro rispetto a me e altro rispetto all’idea di Dio che c’era prima della sua nascita e che, in molte religioni, c’è ancora.

Dio, incarnandosi, è diventato il primo Fratello, il diverso da me, a bussare alla mia porta e a chiedere di essere accolto. L’esercizio di oggi è a mio parere più impegnativo di quello precedente. 

Ebbene sì, paradossalmente, credo che, per il nostro modo di vivere, sia più facile accogliere Dio che non l’altro. Non pensatemi folle, perché non credo siano folli questi pensieri. Per il nostro modo di credere in Dio, noi abbiamo operato una sorta di riduzione, mettendoci al sicuro dai paradossi che Dio ha sempre usato nel suo essere accanto a Israele e a ogni suo figlio. Guardiamoci dentro con verità: spesso silenziamo Dio, gli permettiamo di parlare con le nostre idee, gli permettiamo di diventare una conferma al nostro stile di vita, ma è raro incontrare qualcuno che si lasci mettere radicalmente in discussione dalle sue logiche, dalla sua morte, dal suo perdono, dalla sua incarnazione.      Continua a leggere Accogliere il fratello… diverso da me – esercitandoci in accoglienza

Cuore ospitale: Preghiera e dinamica – da Ragazzi & Dintorni Dicembre 2013

Layout 1

Carissimi catechisti vi propongo una dinamica e una preghiera pensata per la catechesi con preadolescenti e adolescenti a partire dall’opera di misericordia “Vestire gli ignudi, alloggiare i pellegrini”.

OBIETTIVO:

Fare il primo passo, andare verso l’altro, diventare «cuore ospitale» nei confronti del «diverso da me»: è questa la dinamica da attivare nei ragazzi. Si tratta di aiutarli a diventare concreti, ad assumere nella vita quotidiana atteggiamenti di apertura, di solidarietà e di accoglienza verso tutti.Layout 1

LA PROPOSTA:

  • Leggete la parabola del buon samaritano: Lc 10,25-37. Fermatevi al versetto 29 e riascoltate il brano Il buon samaritano di D. Ricci. Sul finire della canzone proclamate i versetti 36-37.
  • Provocate i ragazzi in modo forte: «Ora tocca a noi! Dobbiamo imparare a farci prossimi, ad avvicinarci agli altri, a diventare fratelli degli ultimi, imparando dal Samaritano-Gesù. Dobbiamo inventare la solidarietà».
  • Date loro un tempo di silenzio per pensare a un’azione concreta, facile da realizzare da subito: potrebbe essere un sorriso da offrire alle persone che si incontrano, un «buon giorno» da dire, un aiuto da dare in casa, una gentilezza da esprimere a una persona. Si tratta di non aspettare, ma di amare per primi.
  • Chiedete loro di scrivere l’azione scelta su un rotolino di carta da tenere con sé, fino all’incontro successivo. Poi ne parlate insieme, condividendo fatiche e possibilità.
  • Pregate insieme con la preghiera qui proposta, che potrà essere consegnata e portata a casa dai ragazzi per essere pregate all’inizio della giornata. 

Cuore ospitale

Cuore ospitale è la dinamica e la preghiera conclusiva del percorso Ma tu… chi sei fratello straniero? – elaborato da suor Mariangela Tassielli fsp per la rubrica Musica e Fede di Dicembre, nell’ambito del percorso per adolescenti Gesti e parole d’amore, proposte nell’inserto staccabile della nostra rivista Catechisti Parrocchiali.

—> Per l’elenco di tutte le preghiere clicca QUI <—

Catechisti Parrocchiali è anche in facebook, clikka “Mi piace” sulle nostre pagine:

Facebook_like

Riviste Catechistiche

Paoline Centro Catechistico

Per conoscere la nostra rivista —> CLIKKA QUI <—

Ti offriamo tanti altri suggerimenti nella nostra pagina di cantalavita:

benvenuti, la catechesi ci aspetta
Clikka sull’immagine 🙂

 

Accogliere Dio! – mantenendo il ritmo dello Step1

Accogliere DIO

Verbo si è fatto carne 

Nuove indicazioni per mantenere il ritmo e continuare l’esercizio dell’ACCOGLIENZA

Esiste ancora la Brocca? Siete riusciti a metterla in casa o in parrocchia? E’ stato il simbolo che vi ha accompagnato?
Prima di aprirci a Dio, è necessario preparare la tenda, fargli spazio, togliere il superfluo, rimuovere tutto ciò che riempie l’anfora/brocca della nostra vita. Se queste parole vi risuonano come nuove, allora vi invito, prima di proseguire la lettura di tornare al passaggio precedente Allenarsi in accoglienza, diversamente possiamo proseguire.

L’esercizio di oggi è semplice e, direi, richiede poco sforzo: accogliere Dio.

Non siete d’accordo? Pensateci bene! E’ lui a rimetterci di più, è lui a perdere, è suo lo sforzo di venirci incontro. Sua è la follia, suo l’amore, sua la vita data per noi, sua la divinità, sua la parola.
Mi chiederete: e noi? E io? Il nostro unico sforzo è: lasciarlo agire.

Se davvero abbiamo iniziato a togliere dalla nostra vita certe incrostazioni, se abbiamo iniziato ad alleggerirla da certe abitudini viziate e così poco lungimirante, se nel nostro cuore inizia a sbocciare il desiderio di un di più… di un non so che di diverso, di un non volersi accontentare delle cose, così come vengono, allora Dio inizia ad avere porte aperte, terreno a disposizione: può agire e iniziare far emergere quel capolavoro che ognuno di noi porta dentro.porta-del-cuore

Dire che lui, Parola, si è fatta carne, è dire qualcosa di grosso che interpella anche la nostra vita. Lui, facendosi carne, si è fatto storia, incontro, evento. Ricordate tutte quelle guarigioni? Nascono sempre da un incontro, da un lasciarsi toccare, da una relazione che accade realmente.

Ma questa non è storia di duemila anni fa. La Parola, Gesù Cristo, continua OGGI a farsi EVENTO REALE anche per noi; continua a INCONTRARCI davvero, e toccandoci cambia la nostra mente, propone ai nostri pensieri possibilità nuove, nuovi orizzonti di comprensione e azione. AVVENTO è il nostro tempo, lo spazio della nostra interiorità, delle nostre convinzioni offerte, aperte a Lui. E allora DUE PROPOSTE per vivere da protagonisti la NOVENA del natale.

…una PROPOSTA per gli ADULTI      Continua a leggere Accogliere Dio! – mantenendo il ritmo dello Step1

Allenarsi in accoglienza – Step1 di “Training di misericordia”

Step1
allenarsi in ACCOGLIENZA

 

L’ESERCIZIO da vivere per tutto il tempo di Avvento e Natale

ACCOGLIERE:
         1. Dio;
         2. l’altro nella sua diversità;
         3. questo tempo storico dandogli un senso.

Il BRANO biblico di riferimento

Lc 1,26-38 – brano dell’annunciazione.

Il coraggio di un Sì che ha sapore di futuro

Pensiamo a Maria di Nazaret, pensiamo a quel momento particolarissimo della sua vita e, se riusciamo, proviamo ad allontanare dalla nostra mente le idee che tanti film ci hanno messo in testa. Nazareth era una città reale, così come Maria era una ragazza reale, carne e ossa, vita e futuro, promessa sposa a un uomo di cui nessuno degli evangelisti scrive che fosse vecchio, ma solo uomo giusto (cioè uomo davvero credente in Dio). Maria e la sua giovane età; Maria e la sua fede nel Dio dei Padri; Maria e la sua attesa del Messia che era la stessa attesa di ogni buon giudeo. Maria e il suo legittimo desiderio di essere sposa e madre amata.   Continua a leggere Allenarsi in accoglienza – Step1 di “Training di misericordia”

Training di misericordia_Step introduttivo

  • L’obiettivo: …imparare a pensare e scegliere alla luce del VangeloMisericordia cover
  • Il simbolo: Il sale e la luce
  • Il brano biblico: Mt 5, 1-16 con uno zoom specifico sui versetti 13-16
  • Dalle beatitudini alla misericordia…

Il salto è breve, necessario ma non così scontato.
Breve e necessario perché la misericordia è lo stile di Dio, il suo modo di pensare e di amare, di agire e interpellare, di entrare in relazione con le sue creature e di rendere possibile il suo stesso darsi agli uomini. Misericordia è il suo stesso nome, la sua più intima essenza, la sua giustizia.   
Notate quanto accade nel brano delle beatitudini, nella versione proposta dall’evangelista Matteo. Il brano è preceduto da uno zoom sull’attività di Gesù: insegnava, annunciava guarendo, si lasciava raggiungere da folle e in particolare da malati; ed è seguito da: «Voi siete sale della terra… voi siete lampada che fa luce e risplende». E dal versetto 16, Matteo chiede ai suoi ascoltatori/lettori (i giudeo-cristiani) di spalancare gli orizzonti, di andare oltre il misurabile, oltre il dato conosciuto. Nuova giustizia, nuova fedeltà, nuove relazioni, nuova preghiera, nuovo rapporto con Dio […]   
Continua a leggere Training di misericordia_Step introduttivo

Testimoni ieri e oggi_ Metti una rosa un giorno… : una Rosa che potresti essere tu

Metti una rosa un giorno… Pensa a una casa, un lavoro, un matrimonio e al desiderio di avere figli e invecchiare insieme. Pensa alla gioia di desiderare tutto questo! Pensa alla possibilità di realizzarlo. Pensa che sia reale e vivilo. E poi pensa che un giorno tutto questo si può rivelare semplicemente come un aspetto della realtà. Addirittura come un sogno spezzato. Eppure il matrimonio è Rosastato celebrato e vissuto, dieci anni, senza figli però, non sono arrivati, forse una casualità piovuta dal cielo, forse no. Eppure la casa, il lavoro, le cene con gli amici, le feste tutti assieme, i baci, le carezze e l’amore sembravano reali. Almeno per un bel periodo. Poi arriva il buio. Il silenzio. La non comunicabilità. I primi segreti. Eppure la vita prosegue, scivola via. Gli anni passano e tutto prende un risvolto imprevedibile. Non c’è controllo. Non c’è più l’amore dei primi tempi. Ma forse non c’è mai stato l’amore, non nel suo significato più sincero, più vero, quello che lega due vite che scelgono di crescere assieme in un progetto comune. E la paura di ammetterlo incalza la vita, allora sopraggiunge il silenzio. È la paura che gli equilibri possano crollare a far passare il tempo e a far vivere nel diniego di una verità impellente. E poi un giorno tutto crolla davvero… Il buio è talmente reale che non è più possibile fingere. La verità arriva come un graffio a mortificare il volto, il corpo, i sogni. Inizia a sanguinare tutto. È la morte. È la morte che paradossalmente risveglia dal torpore del buio. Dal non senso, dal silenzio. La verità emerge come un figlio che nasce, cambia gli equilibri e tutto prende un altro significato. Pensa un giorno scoprire che il tuo uomo, tuo marito, rivolge il suo amore ad un altro uomo. E poi torna a vivere…    Continua a leggere Testimoni ieri e oggi_ Metti una rosa un giorno… : una Rosa che potresti essere tu

Chiusura dell’anno delle fede – provocazioni per tutti e idee per catechisti

…la fede

Cristo al centro della vita! 

vita di fede

Fede: nulla di più lontano dalle parole… nulla di più vicino alla vita. La fede è determinazione, scelta, orientamento, atteggiamento. Fede è luce proprio perché dà luce, la offre, la dona senza riserve. Fede è fiducia, è volontà di mettere al centro della vita qualcuno, è dire sì a colui che sta chiamando

La fede non è anonima, proprio perché viene da qualcuno: Dio. E’ atto libero e incondizionato di chi si sta consegnando, si sta offrendo, si sta dando senza pretese… di chi si sta fidando mettendosi in gioco, perdendo! E’ atto libero di Dio. E’ luce che illumina.

La fede “va” verso qualcuno: l’uomo. E’ proposta di relazione, di dono, di vita, di fiducia, di accoglienza, di risposta libera e totale. E’ atto libero dell’uomo che sceglie e dice sì. E’ luce a cui viene dato spazio.

La fede diventa dono: da persona a persona, verso Dio. E in questo la fede, luminosa strada di vita, non può che diventare testimonianza, capacità di attuare scelte coerenti, trasparenza di ciò in cui si crede. La fede dà un colore alla vita, la rende unica, riconoscibile, individuabile. Una vita credente non è incolore, in sapore, in odore. La vita credente ha un colore specifico: è luminosa. Ha un sapore forte e inconfondibile. Ha un profumo intenso. E’ una risposta libera. E’ luce che si fa luce, per tutti.

La vita credente è una vita centrata: ha un centro specifico, non disperde le energie, è con-centrata! La vita credente è una vita in cui essere con-centrati significa essere con-Cristo, metterlo al centro, non sostituirlo.

L’anno della fede volge alla conclusione. Ancora pochi passi e la domenica di Cristo Re, affidandoci a un nuovo anno liturgico, ci chiederà anche di fare il punto della situazione: quanto splende la nostra fede? Quanto riesce a illuminare? E soprattutto: di quante sfumature è riuscita a caricarsi?

Carissimi amici, seppur il mondo ci sembra buio, credere significa portare luce. E la luce che il Signore dona al mondo ha dei nomi propri: Andrea, Sara, Elisabetta, Luca, Giuseppe… ognuno metta il suo. La luce di cui il Signore vuole illuminare il mondo siamo noi, con i doni e i limiti che ci portiamo dentro.

Concludere l’anno della fede significa di fatto ripartire più forti, più convinti, più consapevoli di essere chiamati a essere luce… perché il mondo creda… e credendo viva!

E se sei un catechista o educatore…      Continua a leggere Chiusura dell’anno delle fede – provocazioni per tutti e idee per catechisti

Testimoni ieri e oggi_ Un’ape laboriosa intenta a produrre miele: Maria Grazia Basile

La storia di Maria Grazia Basile è quella di una giovane ragazza, bella, gioiosa, serena.Maria Grazia Basile

Nasce da una famiglia semplice il 13 novembre 1988 a San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia, nella città in cui ha vissuto gran parte della sua vita Padre Pio. I suoi genitori Vittoria e Nicola sono attenti a far crescere serenamente le loro figlie, Maria Grazia ha una sorella minore, Giovanna, con cui ha un legame molto forte. La loro è una vita tranquilla, vissuta a Carpino in provincia di Foggia. Maria Grazia è una ragazza come tante con gli stessi impegni di tutti: la famiglia, la scuola, la parrocchia, gli amici. Ma tutto cambia quando a 14 anni le viene diagnosticata una terribile malattia, un tumore che le cambierà per sempre la vita, e che, nonostante ciò, è capace di accettare con dignità e consapevolezza.

La fede la accompagna, la sostiene. L’amore per la famiglia, la passione per lo studio, la solidarietà verso i più deboli e l’impegno all’ACR sono il centro del suo mondo. È un’educatrice forte e dinamica, un esempio per tutti. Nella sua parrocchia, san Nicola di Mira e San Cirillo d’Alessandria in Carpino, Maria Grazia si sente in famiglia, il suo impegno è tutto rivolto agli altri, soprattutto ai più deboli, ai sofferenti. Fin da bambina il suo sogno è diventare medico, nello stile e con la spiritualità di San Pio, ma di certo non poteva immaginare che il reparto di Oncologia della Casa Sollievo della Sofferenza sarebbe diventato la sua seconda casa. Infatti, suo malgrado, è costretta a continui ricoveri in ospedale, ma anche in reparto è sempre vicina ai più deboli, in particolare ai piccoli malati di Onco-Ematologia Pediatrica con i quali condivide lunghe degenze. In reparto è animatrice di molte attività che danno vigoria a se stessa e forza agli altri, diviene presto una maestra in tutto, soprattutto nella fede.

Dio è nei suoi pensieri e la preghiera è la sua forza.    Continua a leggere Testimoni ieri e oggi_ Un’ape laboriosa intenta a produrre miele: Maria Grazia Basile

Mani operose: Preghiere per la rubrica Musica e fede – Ragazzi & Dintorni Novembre 2013

Carissimi catechisti,
Mani operose è la preghiera conclusiva del percorso Hai acqua e pane vero? – elaborato da suor Mariangela Tassielli fsp per la rubrica Musica e Fede di Novembre, nell’ambito del percorso per adolescenti Gesti e parole d’amore, proposte nell’inserto staccabile della nostra rivista Catechisti Parrocchiali.

Mani operose

Il percorso musicale è costruito a partire dall’opera di misericordia “Dare da bere agli assetati e da mangiare agli affamati”

—> Per l’elenco di tutte le preghiere clicca QUI <—

Catechisti Parrocchiali è anche in facebook, clikka “Mi piace” sulle nostre pagine:

Facebook_like

Riviste Catechistiche

Paoline Centro Catechistico

Per conoscere la nostra rivista —> CLIKKA QUI <—

Ti offriamo tanti altri suggerimenti nella nostra pagina di cantalavita:

benvenuti, la catechesi ci aspetta
Clikka sull’immagine 🙂

 

Consacrazione a Maria – preghiera e suggerimenti per un incontro con i ragazzi

Madonna di FatimaCarissimi catechisti e animatori, vi raggiungiamo con una proposta da vivere con i vostri ragazzi, nei percorsi di catechesi.

Maria è una presenza importante nel cammino di fede dei nostri ragazzi. E’ colei che, più di ogni altro, è per tutti noi un punto di riferimento nel cammino: è immagine della Chiesa, è icona di docilità, è la madre che supplica e intercede per i suoi figli. La sua vita, nella storia della salvezza, ci dice la determinazione di Dio, la sua passione per l’umanità, il suo vivere nella creatura, facendo della fragile umanità uno straordinario canale di salvezza.

Dobbiamo, con coraggio, riconsegnare ai nostri ragazzi Maria, come sorella e madre nella fede. E dobbiamo consegnare a Maria i nostri ragazzi, perché, da madre, li custodisca e difenda. L’atto di affidamento di Papa Francesco po’ essere un’importante occasione per fare questo.

Vi proponiamo un testo pregato e proposto tempo fa da papa Francesco: potreste pregarlo con i vostri ragazzi.  Continua a leggere Consacrazione a Maria – preghiera e suggerimenti per un incontro con i ragazzi