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Radicati e fondati in Cristo! Uno… due… tre passi insieme verso Madrid!_2°Passo

Uno… due… tre passi verso Madrid

2°Passo: Saldi nella Fede

di Suor Mariangela Tassielli

Se dico “fede”, a cosa pensi?

La fede… la nostra fede in Gesù Cristo nostro Signore…cos’è?
Se potessimo prendere le distanze dalle definizioni più astratte, se potessimo dire a noi stessi cos’è la fede, cosa diremmo?
Cosa saremmo in grado di raccontare in modo convincente al nostro cuore, prima che ai non credenti? […]

Ecco il 2° PASSO verso Madrid: Saldi nella fede! Vieni a viverlo con noi attraverso il vox populi, la scheda di riflessione e la video-preghiera su www.paoline.it

 

GP2 GenerAzioni – Integralità del messaggio!

La riduzione del messaggio evangelico alla sola dimensione socio politica deruba i poveri di ciò che costituisce un loro supremo diritto: quello di ricevere dalla Chiesa il dono della verità intera sull’uomo e sulla presenza del Dio vivente nella loro storia.

La riduzione dell’essere umano alla sola sfera politica non costituisce, infatti, solo una minaccia alla dimensione dell’avere ma anche a quella dell’essere.

Come giustamente afferma l’istruzione, solo l’integralità del messaggio della salvezza può garantire anche l’integralità della liberazione dell’uomo.
(Istruzione “Su alcuni aspetti della Teologia della Liberazione”, XI, 16)

E’ per questa liberazione che la Chiesa si è battuta e si batte a fianco dei poveri, facendosi avvocata dei loro dirtitti conculcati, suscitatrice di opere sociali di ogni genere a loro protezione e difesa, annunciatrice della parola di Dio che invita tutti alla riconciliazione ed alla penitenza.

Tratto dal libro
365 giorni con Giovanni Paolo II 

GP2 GenerAzioni – Chi è l’uomo?

Una certa deriva della cultura umanistica ha portato non pochi uomini e donne del nostro tempo a distaccarsi da Dio. Ma col tramonto delle grandi ideologie, è apparso in tutta la sua drammatica chiarezza che, quando l’uomo diventa “orfano di Dio”, smarrisce anche il senso del suo esistere e in qualche modo diventa “orfano” di se stesso.

CHI E’ L’UOMO?

Il cristianesimo, nella sua duplice tradizione occidentale e orientale, ha da sempre preso sul serio questo interrogativo. Ne è nata un’antropologia profonda e armonica, basata sul principio che la verità ultima dell’essere umano va cercata in colui che lo ha creato.
All’autentica conoscenza dell’uomo la spiritualità orientale offre uno specifico contributo insistendo sulla prospettiva del “cuore”. I cristiani d’Oriente amano distinguere tre tipi di conoscenza. La prima si limita all’uomo nella sua struttura biopsichica. La seconda resta nell’ambito della vita morale. Il grado più alto, però, della conoscenza di sé si ottiene nella “contemplazione”, attraverso la quale, rientrando profondamente in se stesso, l’uomo si riconosce immagine divina e, purificandosi dal peccato, incontra il Dio vivente, fino a diventare “divino” egli stesso, per dono di grazia.

E’ questa la conoscenza del cuore.
Qui, il “cuore” indica molto più di una facoltà umana, qual è ad esempio l’affettività.
E’ piuttosto il principio di unità della persona, quasi “luogo interiore” in cui la persona si raccoglie tutta, per vivere nella conoscenza e nell’amore del Signore. A questo alludono gli autori orientali, quando invitano a “scendere dalla testa al cuore”.
Non basta conoscere le cose, non basta pensarle, occorre che esse diventino vita“.

Tratto dal libro
365 giorni con Giovanni Paolo II

GP2 GenerAzioni – Una scelta radicale!

Gesù pone dunque i suoi di fronte a una scelta radicale: o Dio e il suo regno, oppure la ricchezza, il potere e il successo. Quando tutte queste cose vengono considerate “beni assoluti”, si trasformano inevitabilmente in “idoli” e l’uomo finisce per diventare schiavo. E “chi è schiavo delle ricchezze diventa schiavo anche di colui che il Cristo ha definito principe di questo mondo”. L’uomo perde così il senso pieno della sua esistenza, è diviso in se stesso e diviene artefice di divisioni e di ingiustizia nella società di cui è cittadino.
Il primato di Dio nella vita del discepolo esige da lui un atteggiamento interiore che appartiene al dinamismo stesso della fede: la fiducia in lui e l’abbandono alla sua volontà e alla sua provvidenza. Dio, infatti, è un Padre che ama i suoi figli ed è sollecito per il loro bene, così come è attento a tutte le sue creature: “nutre gli uccelli del cielo” e “veste i gigli del campo“, conferendo ad essi una bellezza e uno splendore che superano quelli delle corti di questo mondo. Dubitare dell’amore di Dio, che è di gran lunga superiore alla tenerezza che una madre ha nei confronti del suo bambino, è un peccato.

Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio del suo grembo? Anche se vi fosse una donna che si dimenticasse, io invece non ti dimenticherò mai“.

Alla luce di questa fiducia sta la certezza che Dio è fedele, mantiene sempre le sue promesse e veglia su tutte le sue creature, dando a ciascuna il cibo a suo tempo. Egli è fedele nonostante le infedeltà degli uomini e le loro continue cadute nell'”idolatria”. E’ la “rupe” a cui bisogna aggrapparsi per essere salvati; è la “roccia” di difesa che consente di non vacillare e cadere.

Tratto dal libro
Il vangelo di Giovanni Paolo II

GP2 GenerAzioni – Diffondere la luce!

Se i discepoli di Cristo sono veramente “il sale della terra“, se la Chiesa si presenta come un “cibo sano” per la società, allora essa è anche la luce di cui parla il Vangelo, la luce “che si mette sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa“.
Con il battesimo, ognuno ha ricevuto un cero la cui fiamma è stata accesa al cero pasquale: è il simbolo del dono della luce, luce che viene da Cristo, luce che è Cristo stesso.
A voi, figli e figlie battezzati il compito di diffondere questa luce, come viene fatto nella notte di Pasqua, per annunciare al mondo la speranza e la salvezza che Dio gli dona.
La vostra missione è dunque di portare la luce di Cristo.
Per fare questo occorre che la persona del Signore vi sia familiare grazie alla preghiera personale e comune; essa deve esservi ben conosciuta grazie all’approfondimento della fede. Continuate anche a sviluppare le strutture comunitarie che favoriscono una vita fraterna e calorosa. Dovete ancora consolidare la vostra identità cristiana e non dovete temere di manifestarla con parole e azioni, quali individui  e quale Chiesa“. 

Tratto dal libro
Il Vangelo di Giovanni Paolo II

“Sulle vie del Vangelo” – Veglia eucaristica/Evangelizzazione di strada – Salerno

Sabato 28 maggio, a Salerno, per il quarto anno consecutivo, i giovani GEP e le Figlie di San Paolo, in occasione dell’inizio della Settimana della Comunicazione che si conclude con la Solennità dell’Ascensione (45ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali), hanno organizzato una Veglia Eucaristica nella Chiesa di S. Lucia Giudaica, con annessa evangelizzazione di strada, dalle 22.00 alle 24.00.

L’iniziativa ha sempre riscosso un buon successo, ma mai come questo anno l’afflusso davanti al Santissimo è stato così ampio, variegato e sentito. La preghiera personale e comunitaria è salita a Dio come le volute dell’incenso sprigionate da un grosso braciere posto fuori della Chiesa all’inizio della celebrazione per suggerire, anche visivamente, l’idea della preghiera che si svolgeva dentro alla chiesa e nel cuore di chiunque vi passava davanti. I portoni spalancati, infatti, permettevano di vedere il Santissimo.

Per pubblicizzare l’iniziativa, durante il pomeriggio, i giovani hanno distribuito dei volantini informativi nel corso principale della città e, davanti alla Libreria Paoline, divenuta la loro base operativa, hanno fatto in modo, coadiuvati dalle suore, che l’icona di San Paolo, alcuni variopinti rotolini contenenti una frase della Bibbia e dei simpatici palloncini dalle svariate forme aspettassero le famiglie e i bambini che hanno apprezzato molto l’iniziativa.

Quest’anno c’è stata una grossa novità: la realtà di preghiera e intercessione adorante è andata ben oltre i confini della città di Salerno. Attraverso il blog Cantalavita e la pagina Giovani & Vangelo di Facebook, è stata data la possibilità a chiunque di lasciare, nella settimana precedente la Veglia e fino alla mattina del sabato, un’intenzione di preghiera (lode, supplica, ringraziamento) che è stata poi portata ai piedi del Santissimo assieme a tutte le altre intenzioni lasciate dalle persone che fisicamente hanno trascorso il loro tempo in preghiera davanti al Santissimo. I lumini ai piedi dell’altare si sono moltiplicati velocemente e, alla fine dell’Adorazione, il Santissimo risplendeva non solo della luce elettrica del solito faretto d’ordinanza, ma dei giochi di luce guizzanti e vivi delle decine e decine di fiammelle che brillavano ai suoi piedi. Ognuno con la sua storia, la sua richiesta, la sua lode. Un’esperienza di comunione con il popolo del web sicuramente da ripetere!


Domenica 29 maggio, invece, GEP e suore, si sono trasferiti ad Amalfi, dove hanno allestito una mostra del libro proprio sotto il portico del bellissimo Duomo amalfitano, grazie alla disponibilità di don Antonio, il parroco, che ha aderito con entusiasmo all’iniziativa Aiuta un evangelizzatore ad evangelizzare. Molti dei giovani GEP, infatti, parteciperanno con le Figlie di San Paolo alla GMG che si terrà quest’anno a Madrid. Ma non saranno semplici pellegrini, bensì evangelizzatori a tutti gli effetti. A Madrid, infatti, sarà allestita una tenda internazionale di evangelizzazione che vedrà lavorare fianco a fianco giovani e suore Figlie di San Paolo di tutta l’Europa. La spesa per il viaggio e per il materiale multilingue è abbastanza considerevole, ma i giovani evangelizzatori italiani hanno scelto di provare ad autofinanziarsi… evangelizzando ulteriormente!!! Come? Organizzando mostre del libro nelle parrocchie, unite alla loro personale testimonianza come giovani evangelizzatori, e generosamente patrocinando, oltre alla loro causa, anche la realizzazione di una Bibbia in malgascio per i cristiani del Madagascar (clikka qui per ulteriori INFO).
S. Paolo Apostolo benedica e moltiplichi l’iniziativa di questi giovani motivati e volenterosi!
 

GP2 GenerAzioni – Pace!

«Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male» (12, 21).
Il male non si sconfigge con il male: su quella strada, infatti, anziché vincere il male, ci si fa vincere dal male.

La prospettiva delineata dal grande Apostolo pone in evidenza una verità di fondo: la pace è il risultato di una lunga ed impegnativa battaglia, vinta quando il male è sconfitto con il bene. Di fronte ai drammatici scenari di violenti scontri fratricidi, in atto in varie parti del mondo, dinanzi alle inenarrabili sofferenze ed ingiustizie che ne scaturiscono, l’unica scelta veramente costruttiva è di fuggire il male con orrore e di attaccarsi al bene (cfr Rm 12, 9), come suggerisce ancora san Paolo.

La pace è un bene da promuovere con il bene: essa è un bene per le persone, per le famiglie, per le Nazioni della terra e per l’intera umanità; è però un bene da custodire e coltivare mediante scelte e opere di bene. Si comprende allora la profonda verità di un’altra massima di Paolo: «Non rendete a nessuno male per male» (Rm 12, 17).
L’unico modo per uscire dal circolo vizioso del male per il male è quello di accogliere la parola dell’Apostolo: «Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male» (Rm 12, 21)”.

 Messaggio di Giovanni Paolo II
per la XXXVIII Giornata Mondiale della Pace
Non lasciarti vincere dal male,
ma vinci con il bene il male

GP2 GenerAzioni – Media!

Le moderne tecnologie hanno a loro disposizione possibilità senza precedenti per operare il bene, per diffondere la verità della nostra salvezza in Gesù Cristo e per promuovere l’armonia e la riconciliazione.
Eppure, il loro cattivo uso può fare un male incalcolabile, dando origine all’incomprensione, al pregiudizio e addirittura al conflitto.

Invece di costruire l’unità e la comprensione, i media possono demonizzare altri gruppi sociali, etnici e religiosi, fomentando la paura e l’odio.
I responsabili dello stile e dei contenuti di quanto viene comunicato hanno il serio dovere di assicurare che questo non avvenga. Anzi, i media hanno un potenziale enorme per promuovere la pace e costruire ponti di dialogo tra i popoli […].
Come afferma san Paolo […]: “Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male” (Rm 12, 21).

Il principio etico fondamentale è il seguente: “La persona umana e la comunità umana sono il fine e la misura dell’uso dei mezzi di comunicazione sociale“.

La comunicazione dovrebbe essere fatta da persone a beneficio dello sviluppo integrale di altre persone. Prima di tutto, dunque, i comunicatori stessi devono mettere in pratica nella propria vita i valori ed i comportamenti che sono chiamati ad insegnare agli altri. In particolare, questo richiede un impegno autentico per il bene comune, un bene che non è confinato nei limitati interessi di un determinato gruppo o di una nazione, ma che abbraccia i bisogni e gli interessi di tutti, il bene dell’intera famiglia umana.
I comunicatori hanno l’opportunità di promuovere una vera cultura della vita prendendo loro stessi le distanze dall’attuale cospirazione a danno della vita e trasmettendo la verità sul valore e la dignità di ogni persona umana”.

 

 

Dal messaggio di Giovanni Paolo II
per la XXXIX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali
I mezzi della comunicazione sociale:
al servizio della comprensione tra i popoli

 

 

 

RAGAZZI & DINTORNI – Maggio 2011 – Cresima

CRESIMA È UGUALE A CRESCITA

di Fausto Negri

Jovanotti, in una canzone del 1997, paragona l’adolescenza alla «linea d’ombra», cioè allo spazio grigio che è tra il buio e la luce abbagliante del sole, attraversando il quale una persona per un attimo non riesce a vedere niente. Egli canta: «Mi offrono un incarico di responsabilità, mi hanno detto che una nave c’ha bisogno di un comandante, mi hanno detto che il carico è segreto ed importante, il pensiero della responsabilità si è fatto grosso, è come dover saltare al di là di un fosso che mi divide dai tempi spensierati di un passato che è passato, saltare verso il tempo indefinito dell’essere adulto».
Anche il sacramento della confermazione rappresenta un passaggio delicato e importante: è l’occasione giusta per «scendere al porto, levare l’ancora e andare al largo»:
• a livello di fede, per confermare il «Credo» pronunciato da altri per te all’atto del battesimo;
• a livello umano, per accettare di essere diventato quel che sei e di assumerti la responsabilità della tua vita.
Cresima e crescita sono quasi la stessa cosa.
La cresima è il sacramento della forza. Lo Spirito Santo, la terza persona della Trinità, è qualcuno da pregare, da amare. Egli, come il vento, soffia sulla vela della tua vita per mandarti al largo, verso la giusta direzione, quella dello sviluppo pieno delle tue qualità e capacità.
Crescere significa espandersi! La vita altro non è che la gioia e la fatica di liberare tutta la luce e la bellezza che Dio ha messo in te. Il Signore ti è vicino in questo passaggio delicato con la forza e la luce dello Spirito.
L’espansione della mente ci è data, anzitutto, per «ricercare la verità». Ciò non vuol dire sapere tutto, ma basare la propria vita sui valori essenziali, così che la nostra esistenza sia bella e buona. Lo Spirito del Signore ci è vicino per darci i suoi doni.
Anche le mani devono aiutare a «crescere» e ad attivare la creatività.
Poi c’è il cuore. Al culmine di tale espansione è la capacità di divenire amabili e attrarre, cioè di mettere in risalto il bello di cui si è capaci per promuovere il meglio sé, gli altri e la realtà che ci circonda. Il contrario è l’egocentrismo e la paura. Diceva l’apostolo dei lebbrosi, Raoul Follereau: «La più grande disgrazia che ti possa capitare è quella di non essere utile a nessuno». L’amore è il vero dono di Gesù. Lo Spirito è Spirito d’amore, da chiedere sempre.
Ogni esistenza si può evocare con i simboli della navigazione, possiamo adoperare lo stesso metodo per spiegare ai ragazzi il concetto appena esposto.
Si divide un foglio rettangolare in due. Nella prima parte si disegna il fiume della tua vita trascorsa: si mette la data di nascita, del battesimo (magari con una foto!), poi le tappe più importanti della vita dei ragazzi (quelle che si ricordano!). Le domande da porre, su cui far riflettere i ragazzi sono: il fiume è piccolo o grande, calmo o tempestoso, grigio o azzurro, pieno o privo di pesci? Chi c’è sulle sponde? Come è il cielo?
Sulla foce del fiume si scrive: «Confermazione», con la data della cresima.
Nella seconda metà del foglio si disegna il mare del futuro, così come lo si immagina.
Che un bambino stia crescendo lo si capisce dal fatto che smette di domandare da dove è venuto, e comincia a programmare dove andrà.
A questo punto si può domandare ai ragazzi: come immagini sarà il mare? andrai a nuoto, con zattera, barca, piroscafo o nave? Quali sono le cose che porterai? C’è qualcuno con te? Quali saranno i primi porti cui attraccherai? Verso quali altri luoghi pensi di dirigerti? E al Signore quale posto riservi?

Questo e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Maggio dell’inserto Ragazzi & Dintorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

Per vedere il sommario di Ragazzi & Dintorni clicca qui

Per info e abbonamenti:


GP2 GenerAzioni – Spalancate!

Alla vigilia del nuovo millennio, vi rinnovo di cuore l’invito pressante a spalancare le porte a Cristo, il quale “a quanti lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio” (Gv 1,12).

Accogliere Cristo significa ricevere dal Padre la consegna a vivere nell’amore per Lui e per i fratelli, sentendosi solidali con tutti, senza discriminazione alcuna; significa credere che nella storia umana, pur segnata dal male e dalla sofferenza, l’ultima parola appartiene alla vita e all’amore, perché Dio è venuto ad abitare in mezzo a noi, affinché noi potessimo abitare in Lui.

[…] Contemplate e riflettete! Iddio ci ha creati per condividere la sua stessa vita; ci chiama ad essere suoi figli, membra vive del Corpo mistico di Cristo, templi luminosi dello Spirito dell’Amore. Ci chiama ad essere “suoi”: vuole che tutti siano santi.
Cari giovani, abbiate la santa ambizione di essere santi, come Egli è santo!
Mi chiederete: ma oggi è possibile essere santi? Se si dovesse contare sulle sole risorse umane, l’impresa apparirebbe giustamente impossibile. Ben conoscete, infatti, i vostri successi e le vostre sconfitte; sapete quali fardelli pesano sull’uomo, quanti pericoli lo minacciano e quali conseguenze provocano i suoi peccati. Talvolta si può essere presi dallo scoraggiamento e giungere a pensare che non è possibile cambiare nulla né nel mondo né in se stessi.

Se arduo è il cammino, tutto però noi possiamo in Colui che è il nostro Redentore.
Non volgetevi perciò ad altri se non a Gesù.
Non cercate altrove ciò che solo Lui può donarvi.
[…] Giovani di ogni continente, non abbiate paura di essere i santi del nuovo millennio! Siate contemplativi e amanti della preghiera; coerenti della vostra fede e generosi nel servizio ai fratelli, membra attive della Chiesa e artefici di pace. Per realizzare questo impegnativo progetto di vita, rimanete nell’ascolto della sua Parola, attingete vigore dai Sacramenti, specialmente dall’Eucaristia e dalla Penitenza.
Il Signore vi vuole apostoli intrepidi del suo Vangelo e costruttori d’una nuova umanità”.

Dal messaggio di Giovanni Paolo II
per la XV Giornata Mondiale della Gioventù:
“Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”