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La parola ai giovani/19_Agosto

Molti hanno passato la mattinata alle varie catechesi dei vescovi e per stasera ci si prepara per la via crucis! Intanto ecco alcuni commenti!!!

Betty: Vale la pena vivere per cristo 

Vilma – Republica Dominicana: Todo lo puedo in Cristo

Rosa dei venti:  Avviciniamoci a Dio attraverso il ballo e il canto

Johana e Karina – Polonia: God can change your life, today

Giorgia e Silvia da Roma: siamo venute qui per vivere questa grande esperienza. Il Papa sarà la nostra bussola! Gesù ci ama e non ci abbandona mai

Lourdes medina del valle – Mexico: Dios es una persona que en la vida te dejara solo, el esta dispuesto a tomar tu mano y caminar juntos hasta el fin del mundo. 

Giorgia – Milano: Benedetto, noi ci siamo! Siamo la Gioventù della Chiesa, siamo qui perchè il Vangelo corra sempre di più. Dio ci benedica tutti! w il Papa!!!

Marco – Palermo: Cerco e vorrei trovare e sono certo che il Signore mi darà luce. La notte della veglie diventi per tutti noi notte di luce.

Elena – Torino: Grande esperienza di preghiera, fede, incontro, gioia… e oggi sono ancora più felice dopo essermi confessata!!!

Monica Aywerich LLeida – Catalunya -Spain: mi estis passant molt bè a la JMJ 

Tutti a Madrid con un click/Foto

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DSC07193DSC07191DSC07182DSC07220DSC07234Alla catechesi col vescovo Mons. Coletti
Alla catechesimessaggi e disegnini lasciati sul posterAntonio, Milena e il piccolo, ivanSr Gabriela dalla Germania e Sr Felicita da Roma Dalia e il piccolo IvanSe non ritornerete come bambini... e anche i bambini prendono un rotolino della Parola di Dio
Messaggi internazionalisarà una linguaccia ;-pDSC07149DSC07145Ragazze provenienti dalla Franciasi continua a scrivere

Incontri, catechesi, balli, preghiera… e tanta gioia durante questa GMG!!!

Queste foto possano catapultarvi ancora di più a Madrid con un click!!!

Con te o senza di te, fa differenza? – 19 agosto/A Madrid con un click!

“Come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare?

Come ne sentiranno parlare senza qualcuno che lo annunci? 

E come lo annunceranno, se non sono stati invitati?

Come sta scritto: Quanto sono belli i piedi  di coloro

 che recano un lieto annuncio di bene!”  

San Paolo ai Romani 10, 14-15

Con te o senza di te fa differenza? Qualcuno, forse, potrebbe obiettare: dipende dal “te” di cui stiamo parlando!

Ma se io mi riferissi a te! Proprio a te che stai leggendo… e a tutti gli altri te e me che popoliamo il mondo… cosa risponderesti?
Con te o senza di te, in questa storia… fa differenza?
Il tuo sì o il tuo no… il tuo “aspettiamo domani”… fa la differenza?

Se questa storia, non fosse solo lo scorrere del tempo, ma storia di dono, di amore, di salvezza nella quale Dio ci chiede di entrare, di vivere, di portare ciò che di prezioso lui stesso ci ha donato… allora te lo richiedo: il tuo Sì o il tuo No… o il tuo “aspettiamo domani…” fa la differenza?

Rileggiamo insieme il versetto con cui questo post si apre, tratto dalla lettera di san Paolo ai Romani. Rileggiamolo al nostro cuore, tirandolo fuori da eventuali stati soporiferi, rileggiamolo dicendo al nostro cuore: “Vai, continua ad avanzare! Non stancarti di amare, vivi oggi il Vangelo di Gesù!”

Nel cuore, mentre scrivo, risuona con forza: “Siamo servi inutili… abbiamo fatto quanto dovevamo fare”. Eppure non la sento in contraddizione. Siamo servi non necessari… senza di noi la storia della Salvezza non termina la sua corsa. A nessun uomo Dio ha consegnato il potere di bloccare la salvezza… ma sicuramente a ognuno di noi Dio ha dato la possibilità di arricchire, con il suo personale Sì, la storia del suo amore  per ogni creatura.
In noi vivono doni, che ci sono stati consegnati come piccoli semi… sta a noi seminarli, difenderli, portarli a maturazione e renderli pane che sfama.
I semi-doni, chiusi nel sacco per anni, marciscono nell’umido deposito delle nostre coscienze.
I semi-doni, seminati, corrono tutti i rischi a cui la storia li espone: carestia ossia non valorizzazione da parte di altri; tempesta ovvero “mi sento usato/a da tutti!”; gelo e freddi alias la solitudine e l’incomprensioneeppure solo l’essere seminato, coperto dalla terra, l’essere in balìa dell’inverno, permette al seme di germogliare con i tiedipi raggi della della primavera e dare frutto nel caldo sole dell’estate. Così è per la nostra vita, i nostri doni, ciò con cui il Signore ha arricchito e reso unica la nostra vita.

Sono questi i doni attraverso cui, grazie al Sì personale di ognuno di noi, Dio arricchisce la storia del mondo e dell’umanità. Sono questi i talenti che il Padre ci mette tra le mani perchè il suo amore diventi più visibile, toccabile, concreto nella vita di tutti i suoi figli e nostri fratelli.

E’ proprio per questo motivo che il nostro Sì non è indifferente… non lo è per Dio che investe in fedeltà e non lo è per l’umanità che perde un’occasione per essere raggiunta dal suo amore.
Il nostro NO, il nostro eterno temporeggiare non lascia indifferenti… forse accontenta noi, almeno apparentemente, ma  non Dio, né l’umanità.  Se così fosse vorrebbe dire che la nostra vita è un caso e che i nostri doni sono doni insignificanti, utili a niente. Ma non è così!!!
“Andate!” – dice Gesù ai suoi discepoli. “Andate e annunciate! Andate e raccontate quanto il Signore ha fatto per voi! Andate e guarite, battezzate, indicate a ogni uomo, la via di Dio!” Questo diceva ai suoi discepoli, a tutti coloro che hanno scelto e chiesto di restare con lui, di imparare da lui, di ascoltare lui.

Doni dati, vita resa preziosa e unica: così Dio ci ha formato! E siamo un prodigio… ma lo siamo per esserlo, non per lasciarci sfiorire con il tempo, con le delusioni, con l’irrefrenabile voglia di essere sempre al centro di qualcosa.

Il nostro Sì: questo aspetta Dio e questo aspetta il mondo. Perchè solo nel Sì detto con amore e radicalità, l’amore diventa vero, toccabile e concreto… il suo amore per noi e tra noi.

Centinaia di migliaia di giovani, in questo momento si stanno lasciando interrogare da un Vangelo che tocca e scomoda, da Dio che dice: “Vai, annuncia il Regno, testimonia la presenza di Dio nella tua vita”. Ed è lo stesso Vangelo che valicando ogni frontiera, raggiunge te e dice: “Vai! Esci dalle tue certezze costruite, dai tuoi muri di difesa e racconta quanto Dio ha fatto per te! Vai e testimonia, oggi il suo amore”.

Dio è con noi! E’ per noi è con questo straordinario mistero che dobbiamo incontrarci! Ascoltiamo con il cuore e facciamo scendere in profondità quanto san Paolo scriveva ai Romani:

Rm 8, 31-35. 38-39

Che diremo dunque di queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui? Chi muoverà accuse contro coloro che Dio ha scelto? Dio è colui che giustifica! Chi condannerà? Cristo Gesù è morto, anzi è risorto, sta alla destra di Dio e intercede per noi! Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?
Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.

L’amore di Dio, in noi. L’amore di Dio per noi. Il suo amore con noi, ogni giorno, per sempre.
Come renderlo concreto verso gli altri? Come colorare il mondo del suo amore? Come far Sì che la il Vangelo diventi vita nella nostra vita?

Domani, saremo invitati a partire con tutti i giovani e ad andare verso il luogo dell’incontro con il Maestro Eucaristia. A vegliare insieme, pregando; a vivere il nostro pellegrinaggio del cuore. Ma oggi dobbiamo scegliere, ognuno personalmente, un atteggiamento da vivere, perchè oltre questo pc c’è un mondo reale che vive, che soffre, che chiede di incontrare Dio. Come portare lì il Vangelo? Qual’è la mia e tua concreta risposta a Dio, oggi?

Prega con il video: ANNUNCIAMO IL VANGELO

 

Per un maggiore approfondimento, per ascoltare un vox populi relativo al valore del Vangelo oggi, clicka su Passi verso Madrid 

Una Via tra le vie – 18 agosto/A Madrid con un click!

“Io Sono la Via, la Verità e la Vita.

Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”

“Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fiducia in Dio e abbiate fiducia in me”… e la raccomandazione continua: “Vi prenderò con me, non vi lascerò, dove sono io sarete anche voi”

E tutto l’umano che è in noi, di fronte a queste parole urla: “Come Signore? Come continuare ad avere fiducia in un mondo che spesso ci porta all’asfissia, ci toglie l’anima, o ci chiede di scendere a compromessi? Quali vie percorrere per non perdersi? Dove andare per trovare la felicità?”. E’ questo per noi, il suono di quella domanda che sulla bocca di Tommaso suonava così: “Non sappiamo dove vai, come possiamo conoscere la via?”. Il dubbio, il timore è lo stesso… conoscere, sapere, gestire.

Ma la risposta, rispetto alle nostre molteplici soluzioni è una! Non vie, ma la Via… questa occorre seguire. Non ci sono infinite possibilità, ma un’unica proposta: il Vangelo da ascoltare, seguire e trasformare in realtà. Già… perchè il Vangelo non è carta morta, ma viva. Non è libro, ma persona. Il Vangelo è la straordinaria notizia, sempre attuale, del Dio PRESENTE nella storia di tutti, nella vita di tutti e perciò, anche nella TUA.

I migliaia di pellegrini presenti qui a Madrid, oggi riflettono sulla grande necessità dell’essere radicati in Cristo, o forse meglio, del lasciarsi radicare in lui. Avete presente la bellissima parabola della casa sulla Roccia? Ebbene, così, dice Gesù, dovrebbe essere la nostra vita: radicata, fondata, costruita sulla roccia della sua Vita e della sua Parola. La nostra vita come una casa solida che non crolla, anche se sbattuta dagli imprevisti e impetuosi venti degli eventi e situazioni che ci sconvolgono ogni giorno. La nostra vita una casa su cui noi investiamo tempo ed energie per costruire solide fondamenta.

Cari amici, mi permettete di uscire dalla poesia della metafora? Mi permettete di andare oltre e arrivare al concreto?

Tutti i giorni penso a quella casa, alla mia vita, e mi chiedo se le sue fondamenta siano realmente sulla roccia – Gesù… Me lo chiedo perché non posso e non voglio ignorare che costruire richiede sforzo, tenacia, determinazione. Me lo chiedo perché non posso ignorare che le prospettive a cui questo mondo ci abitua sono più comode, flessibili, adattabili al nostro umore e desideri, mentre la roccia è una, dura, forte… e richiede lavoro costante.

La sabbia… tutti quei compromessi, aggiustamenti, gratificazioni, appagamenti, vie possibili da seguire, almeno per un po’ e poi poter lasciare a cuor leggero… giustificandoci in nome delle libertà e di una felicità sempre cercata e forse mai veramente sperimentata.

La roccia… una, dura, forte, fedele, sicura… la roccia-radice che trattiene a sè, non molla, non lascia andare, non respinge al mittente. La Roccia che a causa di quella casa in costruzione viene colpita, ferita e perde parte di sè, perchè le fondamenta siano radicate in modo solido… e allora andiamo di nuovo fuori metafora.

La casa: la nostra vita costruita sulla roccia.

La Roccia: Gesù Cristo colpito, spezzato, ferito perché la nostra casa diventi solida e fondata su di Lui.

Non so quanto ci pensiamo… quanto realmente pensiamo alla nostra vita spirituale come a una linfa che da Dio passa a noi, come alla sua stessa vita che noi riceviamo grazie alla sua passione, morte e risurrezione. La Roccia si spezza mentre in essa vengono edificate le fondamenta e così casa e Roccia diventano un’unica cosa. Ma è sulla roccia che la casa viene costruita e non prima… adeguando la roccia a se stessa.

Fermiamoci ora! A questo punto e riascoltiamo con gli orecchi del cuore la Parabola, detta oggi a noi come nuova… come se fosse la prima volta…

 Lc 6, 46-49

Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico? Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene. Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la distruzione di quella casa fu grande”.

Ribadisco: è sulla roccia che la casa viene costruita e non prima… adeguando la roccia a se stessa. E’ la Roccia-Gesù a essere la Via da seguire. Non esistono modi per adeguare il Vangelo a noi, sarebbe solo strategie di compromesso, capaci di illudere noi stessi e altri.

Una è la Via… tra le vie, molteplici e possibili, UNA è la Via della Vita, della gioia vera, della felicità che non muore, della vita che può generare vita, dell’amore che può salvare, donare perdono, ricominciare.

Oggi ognuno di noi chieda a se stesso: quale via, Signore, mi chiedi di vivere? La tua Via è concretezza di amore… Perdono? Pazienza? Attesa? Dono gratuito? Generosità? Fiducia? Fedeltà?

“La tua Via diventa atteggiamento reale da vivere, Signore, suggerisci al mio cuore cosa vivere, come vivere, come costruire Vangelo ogni giorno”

E sia questa la nostra preghiera, oggi!

Guarda il video: RADICATI E FONDATI IN CRISTO

 

Per un maggiore approfondimento, per ascoltare un vox populi sul nostro rapporto con Dio, clicka su Passi verso Madrid 

 

 

La parola ai giovani/17_Agosto

Secondo giorno a Madrid! Il caldo non scoraggia i tanti giovani pellegrini del mondo che con entusiasmo attraversano il parco del Retiro passando da uno stand all’altro della Fiera Vocacional!

Canti, balli, incontri  animano il lungo viale del Parco e i giovani si lasciano volentieri avvicinare anche dai nostri GEP, Giovani Evangelizzatori Paolini, che stanno vivendo Madrid da evangelizzatori!!!
Imparare a credere evangelizzando, che è il motto GEP, trova sempre più conferma anche in questa esperienza internazionale!!!

La parola anche a qualche GEP per sapere come stannovivendo Madrid da evangelizzatori!!!

Myriam – Veglie – GEP: Sono venuta qui a Madrid un po’ intimorita ma mi sono ricreduta… è un’esperienza incredibile e indescrivibile… ed è bello conoscere e tante persone di tante nazionalità con cui condividere la nostra fede!

Chiara – Salerno -GEP : Ola!!! Che bello essere qui, a Madrid, con tantissimi giovani di tutte le parti del mondo: Africa, Australia, Francia, Lettonia…e potrei continuare a lungo ad elencarvi  tutte le nazionalità che ho incontrato. Questa è la seconda Giornata Mondiale della Gioventù ma è la prima che vivo da GEP;  l’annuncio ai giovani del mondo fa parte del mio carisma e qui, ora, davvero posso viverlo appieno. Quanti giovani si fermano, chiedono, vogliono sapere a quale congregazione rispondiamo, prendono un rotolino con la Parola di Dio ed è davvero bello vedere i loro visi aprirsi al sorriso… il Signore dà coraggio a tutti noi pellegrini, anche a quelli che come me hanno quasi perso la voce e con i piedi doloranti. Benedetti i piedi di chi annuncia il Vangelo!!!

Anne Solene – France – Legionnaire du Christ:  bonjour j espere que les jmj sont une super experience dans votre foi priez pour le regne du christ sur la terre  et n  ayez pas peur de temoigner en son nom  ALLELUIA!!!!!! (Buongiorno spero che la gmg sia una super esperienza nella vostra fede, pregate per il regno di Cristo sulla terra e non abbiate paura di testimoniare nel suo nome!)

Messaggi arrivano anche via sms!!!

Laura: Non posso essere fisicamente lì pur desiderandelo molto ma vi penso e prego intensamente per voi. Ricordatemi in questi giorni di grazia a Colui nel quale abbiamo riposto la nostra fiducia. Grazie 

Mariangela: Salve non sono venuta a Madrid ma vi penso e prego per voi!

Antonio, Milena e il piccolo Ivan – Napoli: Un caloroso saluto!!!


Dawnie Maputi – Filippine:
 Mabuhay! Mula sa grupo ng Arkidyoses ng Manila Nagsisimula na ang World Youth Day dito sa Madrid, Spain. Dasal para sa inyong lahat 🙂 (Evviva! Dal gruppo dell’Arcidiocesi di Manila. la giornata mondiale della gioventù è già iniziata a Madrid e da qui una preghierina per tutti voi :-p

Occhi per vedere – 17 agosto/A Madrid con un Click

«Perché mi hai veduto, tu hai creduto;

beati quelli che non hanno visto e hanno creduto»

 Gv 20, 29

La beatitudine con cui si chiude il Vangelo di Giovanni, mi piace definirla, la beatitudine dei non vedenti! Vi suona strano? Anche a me! Strano, ma efficace. Ho sentito tante volte chiedere a Dio segni che permettano una fede più forte, più salda, più certa. Ma mi chiedo: siamo proprio sicuri che occorrano i segni perché questo accada?

Quanta gente sulle rive del lago di Galilea ha incontrato Gesù, ha visto segni straordinari e non ha creduto?

Quanta gente chiede segni, anche oggi, e poi dimentica di aver chiesto, ma soprattutto dimentica di aver ottenuto?

Quante volte ognuno di noi si è legato a una candela accesa, a una preghiera esaudita, a un miracolo ottenuto?

Eppure la beatitudine dei non vedenti ci spinge su orizzonti diametralmente opposti. Beati voi che non vedete; beati voi che credete nella notte; beati voi che muovete passi, fidandovi solo della sua voce; beati voi che non chiedete il conto per quanto avete offerto; beati voi che fate dei Sì detti, un Amen fedele; beati voi che non vedendo, non toccando, non stringendo prove tra le mani e nella mente, credete e lo fate fino in fondo, costi quel che costi!

Beato te che hai creduto Tommaso! Ma più di te è beata quella mamma che chinandosi sul corpo del suo piccolo, straziato dalla malattia ha detto: «Signore, mio!»… e lo ha detto piangendo.

Beato te Pietro che hai avuto il coraggio di stringere la mia mano per lasciarti risollevare dalle acque, di guardarmi nella notte del tradimento. Ma è ancora più beato colui che dopo aver tradito ha insegnato al suo cuore le vie del pentimento e ha incontrato nell’amore la forza di cambiare.

Beato te Zaccheo, che ascoltando la mia voce sei sceso subito e mi hai accolto in casa tua. Ma è ancora più beato colui che apre ogni giorno la sua casa al povero e condivide il poco di cui egli stesso vive.

Beati tutti voi che toccando il mio mantello, ascoltando le mie parole, percorrendo le mie stesse strade avete creduto in me e per me avete perso ogni cosa. Ma sono ancora più beati coloro che ogni giorno, in ogni parte del mondo, fanno della loro vita un dono, che scelgono di perderla per amore, che non misurano e amano, trovando solo nella croce il senso e la forza di ogni singolo Sì.

Beato te fratello senza nome che a Gerico hai ottenuto la vista! Ma più di te è beata ogni donna e ogni uomo che crede, continuando ad accogliere il buio del dubbio, della notte, della morte, della solitudine, della sfiducia, trovando in me e nella mia Parola la forza, la determinazione, la giusta motivazione per risorgere nel cuore.

Fermiamoci anche oggi, cari amici blogger! E lasciamo che la beatitudine dei non vedenti entri nella nostra vita.

A noi è chiesto di vedere con il cuore, di credere in pienezza, di pronunciare i nostri amen ogni giorno. Entriamo allora nell’esperienza degli apostoli, perché il Signore Risorto, oggi desidera incontrare noi e donare pace al nostro cuore inquieto, perché ognuno di noi possa credere che lui è il Figlio di Dio, il Salvatore!

 Gv 20, 19- 31

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: “Pace a voi!”. Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi”. Detto questo, soffiò e disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati”.
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: “Abbiamo visto il Signore!”. Ma egli disse loro: “Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo”.
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: “Pace a voi!”. Poi disse a Tommaso: “Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!”. Gli rispose Tommaso: “Mio Signore e mio Dio!”. Gesù gli disse: “Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!“.
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Cosa il Vangelo sussurra al nostro cuore? Quale passaggio interiore ci chiede?

Prega con il VIDEO: SALDI NELLA FEDE

Per maggiore approfondimento, per ascoltare un vox populi sulla Fede, clicka su Passi verso Madrid

Alla porta del cuore – 16 agosto/A Madrid con un click!

Siamo a Madrid… il giallo e il rosso colorano la città, i volti, le strade… i cuori!!!

Ci siamo cari amici, la GMG 2011 è ufficialmente iniziata. Qui i giovani pellegrini stanno arrivando… migliaia e da tutte le nazioni della terra! E’ una straordinaria esperienza di vita, di fede, di entusiasmo. Vorremmo che ognuno di voi potesse guardare con i nostri occhi, per scoprire i volti stanchi per i lunghi viaggi e per  i grandi zaini a spalla, ma felici di esserci, felici di poter vivere, qualcuno per la prima o forse ultima volta, la Giornata Mondiale dei Giovani.

Vorremmo che questo inizio fosse straordinario per tutti, anche per voi!
Vorremmo che quanto di più prezioso sarà distribuito in questi giorni possa raggiungervi e segnare anche la vostra vita.
Vorremmo che  il Signore Gesù possa bussare alle porte del nostro cuore e trovarci pronti per spalancare e far riempire di luce anche quegli spazi più oscuri, che in questi anni, mesi, o in questo tempo le situazioni hanno offuscato, annebbiato, ferito…

Alla porta del cuore c’è il Signore, che per noi si fa Parola di Vita, acqua rinfrescante e rasserenante. Lui, la Parola di libertà, che sola può ridonarci la pace del cuore, la vita in pienezza, la gioia che non tramonta è alle porte del nostro cuore e bussa.

Aprire significa scomodarci!
Aprire è lasciare che Lui entri in noi, sconvolgendo piani e progetti.
Aprire è correre il rischio di farsi sorprendere da una nuova luce, da una libertà immensa, dalla vita vera.
Aprire è permettere al Signore Risorto di seminare nel nostro cuore il seme della sua Parola.
Aprire è far sì che lo Spirito non trovi in noi ostacoli che impediscano al seme di germogliare.

Il nostro cuore è il nostro terreno. I nostri affetti, la memoria di ciò che abbiamo vissuto, le nostre energie, i sogni e le delusioni sono il nostro terreno… e non esiste terreno senza di noi, non c’è terreno buono senza una nostra scelta, non ci può essere terra che accoglie il seme senza il nostro Sì interiore e deciso a Dio; ma sempre e comunque c’è Lui, il Signore, che semina ininterrottamente nella nostra vita e lo sta facendo anche in questo momento.

Provate a fermarvi un attimo!

Caro/a amico/a blogger, anche tu, come noi a Madrid fermati un attimo e, sotto questa tenda virtuale, apri la Sacra Scrittura. Ascolta con il cuore il Vangelo di oggi…

Matteo 19, 23-30

Gesù allora disse ai suoi discepoli: “In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio”. A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: “Allora, chi può essere salvato?”. Gesù li guardò e disse: “Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile“.
Allora Pietro gli rispose: “Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?”. La rigenerazione del mondo è la fase gloriosa del regno dei cieli, alla fine dei tempi. Le dodici tribù indicano la Chiesa, popolo della nuova alleanza; gli apostoli sono i patriarchi di questo popolo.
E Gesù disse loro: “In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele.Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi.”

C’è una risposta anche per te? Sottolinea la Parola di Dio, cerca quale parola, oggi,  il Vangelo vuole regalare alla tua vita… cercala lasciando che per qualche istante il Vangelo parli… ascoltalo!

Poi… guarda il video PAROLA&VITA che ti proponiamo e prega con la preghiera conclusiva.

Preghiera conclusiva

Signore Gesù, Maestro buono,
oggi le tue Parole risuonano come un rinnovato invito alla fiducia.
Quante volte in questo tempo ho pensato all’inutilità di ogni sforzo.
Quante volte davanti hai fallimenti ho mollato la presa…
ho creduto che fosse meglio lasciar perdere tutto, anche te!
Ma oggi mi dici: “Quello che è impossibile all’uomo è possibile a Dio”.
Aiutami a credere!
Aiutami a ricominciare!
Aiutami a fidarmi, di più, con più radicalità,
senza rimettere in discussione i Sì già pronunciati.

Signore Gesù, da ricco ti sei fatto povero;
da Dio ti sei fatto uomo per arricchire noi, per renderci figli amati:
aiutaci a vivere della tua povertà,
a scoprire il senso vero del lasciare perché chiamati verso orizzonti più grandi.
Signore Gesù, la tua povertà ci insegni a investire la vita
per fare del nostro cuore la casa della vera Ricchezza.
Amen.

Dedicato ai Catechisti!


Carissimi catechisti,

anche se molti tra voi si stanno preparando a vivere la meritata pausa estiva, nelle fila di chi invece sta preparando il materiale necessario al prossimo anno pastorale si sta già pensando alle possibili novità che potrebbero interessarvi, fornendovi quel aiuto opportuno e necessario al vostro lavoro a servizio della Catechesi.

Sono convinta, come Paolina, che la Comunicazione e la Catechesi debbano costruire forme di alleanza sempre più solide, perché il Vangelo possa diventare vita nella vita di tanti nostri piccoli e grandi fratelli e sorelle. E’ pertanto a partire da questa urgenza che, con le sorelle che lavorano alla redazione catechistica, abbiamo voluto dare ulteriormente le ali alla nostra Rivista Catechisti Parrocchiali e, nello specifico, alla rubrica Musica* del Dossier Ragazzi & Dintorni.

Nella rubrica infatti, che valorizza la musica come percorso di fede e di vita per preadolescenti e adolescenti, troverete in ogni numero una password con la quale potrete accedere a una pagina riservata. Troverete la comunicazione del link da cui accedere anche su Cantalavita, con un rimando specifico nella pagina Catechisti.

Sulla pagina, farò in modo di fornire ulteriore materiale che possa permettere ai catechisti interessati di realizzare il percorso indicato al meglio.

Immagino che alcuni potrebbero chiedermi di fornire la password via mail, ma sinceramente credo che non sia opportuno. Sono estremamente convinta che ognuno, nel proprio servizio ministeriale, sia chiamato anche a raggiungere un’opportuna preparazione e credo che Catechisti Parrocchiali possa essere per ognuno un reale e concreto strumento di auto-formazione, a livello biblico, nella pedagogia catechistica, nel fornire sussidi, idee, percorsi per la Catechesi. Inoltre avere accesso a un materiale finalizzato a un percorso, senza avere il percorso, credo non serva a molto.

Spero invece che questa scelta, possa essere un modo per migliorare i nostri scambi, i passaggi di informazione, la messa in comune di materiale e idee.

La pagina dedicata ai lettori di Catechisti Parrocchiali/Settembre 2011 sarà on line da Lunedì 27 giugno!

A presto cari catechisti! Il Signore benedica noi, tutti coloro che ci affida, ogni idea, ogni progetto e lo rischiari con la sua luce! Buon cammino, buona preparazione nel servire la Parola e, perchè no?!, buone vacanze!!!


*Nella Rubrica Musica del Dossier Ragazzi e Dintorni, contenuto nella rivista Catechisti Parrocchiali, facciamo in modo di costruire dei percorsi tematici dedicati soprattutto a preadolescenti e adolescenti. La tematica, proprio per la poliedricità con cui viene affrontata da più autori nel Dossier, può essere assunta non solo dai Catechisti, ma anche da educatori e insegnanti di Religione per attivare dei percorsi sulla fede che integrino aspetti dell’esistenza che tocca i giovani destinatari, con il messaggio forte e provocante del Vangelo.


Per info e abbonamenti:


Con Maria un saluto dal cuore – Ferrara

Non è mai facile scrivere un articolo che verrà pubblicato sul web o inviato via mail… In questi ultimi tempi abbiamo cercato di raccontarvi con attenzione della bellissima esperienza vissuta mensilmente con i giovani di un liceo presso l’abitazione delle Figlie di San Paolo di Ferrara. Abbiamo tentato di descrivere quello che è stato fatto, di spiegare cosa si può condividere con i giovani, ma anche di mostrare il loro entusiasmo, la loro partecipazione. Oggi abbiamo deciso di scrivere qualche riga partendo dal cuore… Sì, perché per noi l’incontro del 27 maggio è stato l’ultimo con questi fantastici ragazzi e più di tante parole ci portiamo dentro l’affetto che ci hanno dimostrato e più di tutto il resto vorremmo che loro sentissero che gli abbiamo voluto bene, così semplicemente. In questo mondo dove spesso nessuno da niente per niente auguriamo loro la felicità, quella felicità che passa dai rapporti belli, profondo, sinceri con le persone che si incontrano, quella felicità che ha come fonte Gesù che è amore. Per tutto questo non potevamo non soffermarci, nell’ultimo appuntamento, su colei che più di tutti ci mostra il suo affetto, ci avvicina a Gesù, desidera la nostra felicità: Maria.

Chi è Maria per un giovane oggi? Siamo ancora in grado di comprendere il suo valore, di imitare la sua donazione totale a Dio, di sentire la sua materna vicinanza? Cosa dire di Maria? Maria, nostra madre ci è sempre vicina, ma noi la conosciamo? È importante allora cercare di capire quali sono i dogmi mariani che la Chiesa ci invita a credere e come ci presentano questa figura tanto importante di donna e madre. Ci siamo fatti accompagnare da un film: Nativity, le cui scene ripercorrono i vari momenti della vita di Maria di Nazaret. 

Abbiamo visto con i giovani che Maria è Immacolata poiché è stata preservata dal peccato originale e non ha commesso nessun peccato, né mortale né veniale, in tutta la vita. Maria, soprattutto, è stata scelta da Dio per realizzare il suo progetto d’amore: venire nel mondo per salvare l’uomo. Lei con il suo sì diventa la Madre di Dio, che si fa uomo. Essere la madre di Gesù è il fatto centrale della vita di questa giovane donna, la sua vocazione. Su questo ci siamo un po’ fermati e interrogati: quali sensazioni deve aver avuto Maria all’annunciazione? Paura di dover all’improvviso cambiare i propri piani? Anche Lei come noi, sicuramente aveva, almeno idealmente, pianificato la Sua vita, una vita normale con le gioie e le sofferenze di ogni uomo. Eppure all’improvviso, tutto cambia. Abbiamo provato ad immaginarci al suo posto… “oggi, come tutti i giorni, mi sveglio, vado a Scuola, torno a casa, studio, ma all’improvviso, quando sto chiuso nella mia cameretta, all’improvviso, vedo una luce e sento una voce, che mi chiede di lasciar tutto”: chi di noi direbbe sì, senza aver almeno ottenuto le rassicurazioni del caso?

La madonna poi è la sempre Vergine: il concepimento di Gesù dallo Spirito Santo è indicato dalla verginità prima della nascita di Gesù; il parto naturale senza dolori e senza perdere l’integrità indica la verginità nel parto; la dedizione totale di Maria a Gesù ricorda la verginità dopo il parto.

Maria, infine, terminato il corso della vita terrena, fu Assunta nella gloria celeste in anima e corpo. L’assunzione non nega però che anche lei sia passata attraverso l’esperienza della morte ma afferma che essa partecipa già adesso, corporalmente, del mistero di Dio.

Il nostro allora vuole essere un GRAZIE sentito a tutti coloro che hanno reso possibili questi incontri: le Figlie di San Paolo di Ferrara che hanno messo a disposizione la loro comunità ma soprattutto il loro tempo e molte attenzioni perché questi momenti fossero possibili; e infine tutti i giovani che hanno dato spazio alla Parola di Dio con semplicità ma grande disponibilità.

(Veronica Bernasconi e Anne Dominique Ramos – Postulanti fsp)

“Sulle vie del Vangelo” – Veglia eucaristica/Evangelizzazione di strada – Salerno

Sabato 28 maggio, a Salerno, per il quarto anno consecutivo, i giovani GEP e le Figlie di San Paolo, in occasione dell’inizio della Settimana della Comunicazione che si conclude con la Solennità dell’Ascensione (45ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali), hanno organizzato una Veglia Eucaristica nella Chiesa di S. Lucia Giudaica, con annessa evangelizzazione di strada, dalle 22.00 alle 24.00.

L’iniziativa ha sempre riscosso un buon successo, ma mai come questo anno l’afflusso davanti al Santissimo è stato così ampio, variegato e sentito. La preghiera personale e comunitaria è salita a Dio come le volute dell’incenso sprigionate da un grosso braciere posto fuori della Chiesa all’inizio della celebrazione per suggerire, anche visivamente, l’idea della preghiera che si svolgeva dentro alla chiesa e nel cuore di chiunque vi passava davanti. I portoni spalancati, infatti, permettevano di vedere il Santissimo.

Per pubblicizzare l’iniziativa, durante il pomeriggio, i giovani hanno distribuito dei volantini informativi nel corso principale della città e, davanti alla Libreria Paoline, divenuta la loro base operativa, hanno fatto in modo, coadiuvati dalle suore, che l’icona di San Paolo, alcuni variopinti rotolini contenenti una frase della Bibbia e dei simpatici palloncini dalle svariate forme aspettassero le famiglie e i bambini che hanno apprezzato molto l’iniziativa.

Quest’anno c’è stata una grossa novità: la realtà di preghiera e intercessione adorante è andata ben oltre i confini della città di Salerno. Attraverso il blog Cantalavita e la pagina Giovani & Vangelo di Facebook, è stata data la possibilità a chiunque di lasciare, nella settimana precedente la Veglia e fino alla mattina del sabato, un’intenzione di preghiera (lode, supplica, ringraziamento) che è stata poi portata ai piedi del Santissimo assieme a tutte le altre intenzioni lasciate dalle persone che fisicamente hanno trascorso il loro tempo in preghiera davanti al Santissimo. I lumini ai piedi dell’altare si sono moltiplicati velocemente e, alla fine dell’Adorazione, il Santissimo risplendeva non solo della luce elettrica del solito faretto d’ordinanza, ma dei giochi di luce guizzanti e vivi delle decine e decine di fiammelle che brillavano ai suoi piedi. Ognuno con la sua storia, la sua richiesta, la sua lode. Un’esperienza di comunione con il popolo del web sicuramente da ripetere!


Domenica 29 maggio, invece, GEP e suore, si sono trasferiti ad Amalfi, dove hanno allestito una mostra del libro proprio sotto il portico del bellissimo Duomo amalfitano, grazie alla disponibilità di don Antonio, il parroco, che ha aderito con entusiasmo all’iniziativa Aiuta un evangelizzatore ad evangelizzare. Molti dei giovani GEP, infatti, parteciperanno con le Figlie di San Paolo alla GMG che si terrà quest’anno a Madrid. Ma non saranno semplici pellegrini, bensì evangelizzatori a tutti gli effetti. A Madrid, infatti, sarà allestita una tenda internazionale di evangelizzazione che vedrà lavorare fianco a fianco giovani e suore Figlie di San Paolo di tutta l’Europa. La spesa per il viaggio e per il materiale multilingue è abbastanza considerevole, ma i giovani evangelizzatori italiani hanno scelto di provare ad autofinanziarsi… evangelizzando ulteriormente!!! Come? Organizzando mostre del libro nelle parrocchie, unite alla loro personale testimonianza come giovani evangelizzatori, e generosamente patrocinando, oltre alla loro causa, anche la realizzazione di una Bibbia in malgascio per i cristiani del Madagascar (clikka qui per ulteriori INFO).
S. Paolo Apostolo benedica e moltiplichi l’iniziativa di questi giovani motivati e volenterosi!