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Una Via tra le vie – 18 agosto/A Madrid con un click!

“Io Sono la Via, la Verità e la Vita.

Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”

“Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fiducia in Dio e abbiate fiducia in me”… e la raccomandazione continua: “Vi prenderò con me, non vi lascerò, dove sono io sarete anche voi”

E tutto l’umano che è in noi, di fronte a queste parole urla: “Come Signore? Come continuare ad avere fiducia in un mondo che spesso ci porta all’asfissia, ci toglie l’anima, o ci chiede di scendere a compromessi? Quali vie percorrere per non perdersi? Dove andare per trovare la felicità?”. E’ questo per noi, il suono di quella domanda che sulla bocca di Tommaso suonava così: “Non sappiamo dove vai, come possiamo conoscere la via?”. Il dubbio, il timore è lo stesso… conoscere, sapere, gestire.

Ma la risposta, rispetto alle nostre molteplici soluzioni è una! Non vie, ma la Via… questa occorre seguire. Non ci sono infinite possibilità, ma un’unica proposta: il Vangelo da ascoltare, seguire e trasformare in realtà. Già… perchè il Vangelo non è carta morta, ma viva. Non è libro, ma persona. Il Vangelo è la straordinaria notizia, sempre attuale, del Dio PRESENTE nella storia di tutti, nella vita di tutti e perciò, anche nella TUA.

I migliaia di pellegrini presenti qui a Madrid, oggi riflettono sulla grande necessità dell’essere radicati in Cristo, o forse meglio, del lasciarsi radicare in lui. Avete presente la bellissima parabola della casa sulla Roccia? Ebbene, così, dice Gesù, dovrebbe essere la nostra vita: radicata, fondata, costruita sulla roccia della sua Vita e della sua Parola. La nostra vita come una casa solida che non crolla, anche se sbattuta dagli imprevisti e impetuosi venti degli eventi e situazioni che ci sconvolgono ogni giorno. La nostra vita una casa su cui noi investiamo tempo ed energie per costruire solide fondamenta.

Cari amici, mi permettete di uscire dalla poesia della metafora? Mi permettete di andare oltre e arrivare al concreto?

Tutti i giorni penso a quella casa, alla mia vita, e mi chiedo se le sue fondamenta siano realmente sulla roccia – Gesù… Me lo chiedo perché non posso e non voglio ignorare che costruire richiede sforzo, tenacia, determinazione. Me lo chiedo perché non posso ignorare che le prospettive a cui questo mondo ci abitua sono più comode, flessibili, adattabili al nostro umore e desideri, mentre la roccia è una, dura, forte… e richiede lavoro costante.

La sabbia… tutti quei compromessi, aggiustamenti, gratificazioni, appagamenti, vie possibili da seguire, almeno per un po’ e poi poter lasciare a cuor leggero… giustificandoci in nome delle libertà e di una felicità sempre cercata e forse mai veramente sperimentata.

La roccia… una, dura, forte, fedele, sicura… la roccia-radice che trattiene a sè, non molla, non lascia andare, non respinge al mittente. La Roccia che a causa di quella casa in costruzione viene colpita, ferita e perde parte di sè, perchè le fondamenta siano radicate in modo solido… e allora andiamo di nuovo fuori metafora.

La casa: la nostra vita costruita sulla roccia.

La Roccia: Gesù Cristo colpito, spezzato, ferito perché la nostra casa diventi solida e fondata su di Lui.

Non so quanto ci pensiamo… quanto realmente pensiamo alla nostra vita spirituale come a una linfa che da Dio passa a noi, come alla sua stessa vita che noi riceviamo grazie alla sua passione, morte e risurrezione. La Roccia si spezza mentre in essa vengono edificate le fondamenta e così casa e Roccia diventano un’unica cosa. Ma è sulla roccia che la casa viene costruita e non prima… adeguando la roccia a se stessa.

Fermiamoci ora! A questo punto e riascoltiamo con gli orecchi del cuore la Parabola, detta oggi a noi come nuova… come se fosse la prima volta…

 Lc 6, 46-49

Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico? Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene. Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la distruzione di quella casa fu grande”.

Ribadisco: è sulla roccia che la casa viene costruita e non prima… adeguando la roccia a se stessa. E’ la Roccia-Gesù a essere la Via da seguire. Non esistono modi per adeguare il Vangelo a noi, sarebbe solo strategie di compromesso, capaci di illudere noi stessi e altri.

Una è la Via… tra le vie, molteplici e possibili, UNA è la Via della Vita, della gioia vera, della felicità che non muore, della vita che può generare vita, dell’amore che può salvare, donare perdono, ricominciare.

Oggi ognuno di noi chieda a se stesso: quale via, Signore, mi chiedi di vivere? La tua Via è concretezza di amore… Perdono? Pazienza? Attesa? Dono gratuito? Generosità? Fiducia? Fedeltà?

“La tua Via diventa atteggiamento reale da vivere, Signore, suggerisci al mio cuore cosa vivere, come vivere, come costruire Vangelo ogni giorno”

E sia questa la nostra preghiera, oggi!

Guarda il video: RADICATI E FONDATI IN CRISTO

 

Per un maggiore approfondimento, per ascoltare un vox populi sul nostro rapporto con Dio, clicka su Passi verso Madrid 

 

 

Adorazione eucaristica – Costruisci la tua casa sulla roccia!

Costruire è sinonimo di scavare, pazientare, progettare, valutare, non improvvisare e in ultimo, perché no, anche di osare! Quando applichiamo tutto questo al Vangelo, costruire diventa sinonimo anche di ascoltare e l’ascolto diventa non un’operazione casuale, ma il frutto di una volontà personale, di un’adesione consapevole, di una reale decisione che cambia le routine quotidiane e ci permette di dare spazio a ciò che più conta… togliendone magari al superfluo, non solo inutile, ma spesso anche non edificante. Invocare con il cuore, con una mente consapevole, con un forte desiderio non significa dire: “Signore, Signore”… non basta! Ascoltiamo quanto oggi il divino Maestro ci propone; entriamo nel vivo del suo messaggio, lasciamoci toccare da Lui e cambiare.

Lc. 6, 46 – 49

Gesù disse al popolo che lo seguiva: «Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico? Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene. Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la distruzione di quella casa fu grande».

C’è qualcosa che, oggi, mi risuona dentro: “Perché mi chiamate? Perché dite: Signore vieni? Perché volete sentire le mie parole se poi, ritornate sui vostri passi, senza credere a nessuna delle cose che vi dico?”.
Oggi nel cuore non sembra esserci posto per altro… Signore, queste tue parole risuonano con una forza spaventosa. Non è già troppo dura la vita, perché tu debba aggiungere peso a peso? Venire da te, restare ad ascoltarti, ricevere sempre tutto, senza mai l’ombra di un giudizio, sapere di essere da te attesi, desiderati, amati è l’unica vera forza di questa vita a volte così estenuante… Ci hai chiamato beati, ci hai fatto vedere le vie di una nuova felicità, ci hai parlato di misericordia, di amore, di accoglienza del fratello… perché allora ascoltarti e ritornare rasserenati, sui nostri passi, non può bastare? Perché non può bastare una vita tranquillizzata dalle tue parole? In fondo lo sai anche tu. Quello che proponi solo tu lo puoi realizzare! Nessuno in questo mondo può trasformarlo in realtà. Perché allora, lasciarci così? Perché dopo tutto quel tempo trascorso a pendere dalle tue labbra, prima di lasciarci, ci dici questo? Eravamo venuti perché dicevano che ci avresti guariti tutti, nel corpo e nello spirito. E tu ci hai lasciato qui, soli e te ne sei andato verso nuovi incontri… l’unica eredità è questa domanda, pesante, sul cuore, come una grossa macina: “Perché mi cercate e poi non realizzate ciò che vi dico?” Ascoltare, non basta! Venire da me solo perché non c’è di meglio, non serve! Sentire e ignorarmi, non vi aiuta. Sentir parlare di nuova felicità, immaginare il vostro cuore come un tesoro, sapere di poter essere un albero buono che dà frutti buoni, sentirvi chiamare per nome per una promessa di dono infinito e poi ritornare alla vita di sempre, come se nulla fosse, fa male. Chi viene a me, venga per ascoltare e trasformare in realtà le mie parole! Chi viene, scelga di ascoltare, lo scelga con tutto se stesso, con tutta la volontà, con tutte le energie. La vostra vita è come una casa. Se decidete di costruirla con me, restate con me, credete alle mie parole anche quando sconvolgono i vostri piani, scavate in profondità, senza arrendervi, senza temere la stanchezza, le mani doloranti, le braccia stanche. Restate, perché solida è la casa di chi costruisce con pazienza. I fiumi irruenti della sfiducia, della paura, delle delusioni, dei sogni infranti, nulla potranno contro quella casa che ha in me, e sulla mia parola, il fondamento.

Venite e me tutti! Insieme per pregare la Parola e adorare la presenza Eucaristica del Signore. Questo è il valore delle tracce di preghiera che settimana dopo settimana ci accompagneranno in questo anno liturgico. Le tracce complete da scaricare resteranno disponibile solo per una settimana! Ci auguriamo di poter costruire tra noi, seppur virtualmente, una comunione di preghiera che ci unisca e ci rafforzi nel credere.
Buon cammino nel Signore Gesù, crocifisso e Risorto!

Chi volesse un sussidio che accompagni la preghiera per ogni tappa dell’anno liturgico, può acquistare nelle librerie paoline Attirerò tutti a me, adorazioni eucaristiche per tutto l’anno liturgico, di sr. Mariangela Tassielli, autrice anche delle tracce di preghiera che ci saranno proposte, ogni settimana.