Tutti gli articoli di suor Mariangela, fsp

Poche cose vorrei dire di me, ma una la ritengo un dovere: sento di essere amata da sempre. So che questo ha fatto la differenza nella mia vita. Mi dicono che dovrei decellerare, ma l'amore sa mettere "le ali al vento".

Quaresima: tempo di vita

Quaresima… come pensarla? E soprattutto come viverla? Ormai ci siamo dentro, anima e corpo, o forse dentro con tutto il corpo ma forse solo parzialmente con l’anima. E se poi considerassimo i desideri, gli affetti e tutto ciò che ci vive dentro e che tante volte domina le nostre scelte, la domanda diventerebbe ancora più forte: la Quaresima ci vive o la viviamo? La subiamo come cristiani osservanti o la ri-creiamo come momento di incontro vivo con il nostro Dio? Già, ri-creare, rendere nuovo, riscoprire, valorizzare, sperimentare e sperimentarsi, appassionarsi, cercare, volere, ritornare… questi sono i verbi che mi vengono in mente quando penso a questi quaranta giorni: verbi di vita e non di morte! Verbi di chi crede non di chi subisce! Verbi di chi si fida non chi teme!

La tradizione ci consegna tra le mani questi quaranta giorni come un tempo particolarmante segnato dalla conversione… ma convertirsi significa volgere il cuore, la mente, la volontà verso Dio. Volgersi e ri-volgersi. Volgersi… come nuova adesione segnata e motivata dall’aver scoperto Dio, faccia a faccia, così come lui stesso si è comunicato: Dio amante del povero come del ricco, del malato come del sano, del peccatore come del giusto. Ri-volgersi… come di chi torna a casa, riscopre la luce dopo una lunga notte, sente nuovamente la voce di colui da cui si era allontanato… ri-volgersi, come di un girasole che continuamente orienta tutto se stesso verso il sole…

Ecco perchè la Quaresima non posso che associarla alla vita, perchè di vita si tratta, anzi direi, di vita pura. In questo senso acquista valore ogni cosa:

1. La penitenza diventa esercizio di temperanza su se stessi per far tacere i rumori e ascoltare il silenzio, per non lasciarsi prosciugare dai bisogni e ascoltare i desideri… del cuore, degli altri, di Dio per noi!

2. La carità diventa esercizio di amore vissuto, di adesione vibrante al Vangelo, di relazione attiva con noi stessi e con gli altri.

3. La preghiera diventa esercizio di ascolto costante perchè, per noi e su di noi, Dio ha progetti di santità che vanno oltre i nostri orizzonti; ma è in queste sue nuove logiche e prospettive che ci chiede di entrare.

Buon cammino a tutti, perchè di cammino si tratta! E che la vita, in quella non troppo lontana notte di Pasqua, possa sgorgare nuovamente, con nuova forza, nuova passione, nuovo desiderio di santità, nuova credibilità, nuova radicalità, nuova fiducia in Dio e nell’uomo!

Ma Dio ha smesso di chiamare?

Ma Dio ha smesso di chiamare? Non ha più bisogno di apostoli? Apostoli da strada, intendo! Apostoli che percorrano e inaugurino strade nuove e non ancora battute, che scoprano vie e luoghi in cui Gesù Cristo non è stato ancora conosciuto o già dimenticato!

Lo chiedo ai parroci, ai laici responsabili di gruppi giovanili, ai giovani in eterno discernimento, ai genitori, agli accompagnatori vocazionali a tutti i religiosi e le religiose. Lo chiedo e continuerò a farlo, senza sosta, quasi a tamburo battente… lo chiedo a loro e a voi che leggete, con la stessa forza e intensità con cui lo chiedo, ogni giorno, a me stessa!
Dio non chiama o noi non abbiamo più il tempo e le possibilità per ascoltarlo?

Già perchè se chiama e la sua voce arriva alle nostre orecchie è abbastanza difficile restare fermi, ignorarlo o far finta di non aver ascoltato… e allora meglio è non ascoltare in partenza, vestendoci però di abbondanti e sfarzose vesti di ascolto e adesione alla volontà divina.  Troppo enigmatica? Forse… ma sciolgo subito l’eventuale cripticità.
Per ascoltare Dio, e ascoltarlo veramente, si dovrebbe favorire un incontro personale, fatto di preghiera, silenzio, ascolto, confronto, cammino, scelte: tempi condivisi e tempi personali.
Esiste questo nelle nostre realtà parrocchiali ed ecclesiali? Viene favorito e aiutato in quei giovani che chiedono di poterlo fare? Viene favorito con libertà e apertura di cuore? Viene aiutato e incoraggiato al di là dei nostri interessi personali e/o delle nostre preferenze ecclesiali? O rispetto a qualsiasi proposta le mie e nostre vedute, le necessità di gruppo, oratorio, parrocchia, ecc. sono sempre più forti e determinanti?

Questo post non nasce da altro se non da una consapevolezza sempre più amara del vedere e accompagnare, e questo ormai da anni, giovani che non fanno altro che abbandonare il loro cammino di discernimento perchè spinti, amichevolmente si intende, a scegliere tra la parrocchia e un percorso più specifico di discernimento; giovani che hanno mollato solo perchè i punti di riferimento più vicini hanno calorosamente consigliato di non continuare con alcune realtà a loro non gradite; giovani letteralmente trascinati nell’impeto delle emozioni e poi lasciati lì solo perchè ad una reale maturazione dovevano essere gradualemnte e lentamente accompagnati…
Eppure al di là di noi c’è un mondo che ha sempre più bisogno di giovani che gratuitamente scelgano di dare la loro vita, di perderla letteralmente come risposta d’amore; c’è un gran bisogno di apostoli che abbiano il coraggio di aiutare non solo la fame di pane, ma anche la fame di verità che sta lentamente annientando le coscienze; ma c’è anche una chiesa che ha bisogno di uomini e donne di Dio che con grande gratuità si facciano strumenti della voce di Dio che, oggi come ieri, vuole parlare, raggiungere i cuori, chiamare a sè e mandare verso orizzonti che solo a Lui è dato sapere, i cui confini non sempre corrispondono con i nostri progetti, i nostri gruppi, le nostre parrocchie, le nostre urgenze congregazionali… Dio chiama al di là di noi, oltre noi, pur servendosi di noi. Dio chiama e lì, in quella risposta è tutta la felicità, la pienezza, la pace del cuore!

Per noi allora, per noi che siamo per la vita, che la difendiamo in qualsiasi forma, stadio e misura… per noi, oggi, è l’appello forte ad alzare gli occhi, ad allargare gli orizzonti per difendere la vita di Dio che, in modo invisibile sta germinando nella vita dei nostri giovani: tra le nostre mani non si consumino aborti vocazionali, che le nostre urgenze, necessità, bisogni umani ed ecclesiali non impediscano alla vita di Dio di venire alla luce!

E il Sì di Maria sia Sì detto da tutti noi, oggi, perchè la Parola possa ancora una volta farsi carne, vivere e parlare lungo le strade di questa nostra storia!

Proprio nel silenzio… c’è!

 Vorrei scrivere in poche righe tutta la straordinaria poesia del Natale… poesia che si ripete sempre costantemente ogni anno nello stesso periodo. Vorrei, ma non posso e non perchè non riesca a sentirla, ma semplicemente perchè scelgo di non voler dimenticare tutte quelle situazioni in cui di poesia c’è poco.
L’associazione di idee vi sta portando alle tante zone di sofferenza, di morte, di fame? A me, no!
Qualcuno mi direbbe che almeno per oggi potrei godermela… vero! In fondo cosa cambia? Il solo pensiero non muove la storia. Ma forse un pensiero condiviso potrebbe iniziare a rendere le posizioni personali meno indolenti e apatiche.
Quando ho scelto di lasciarmi trasformare in “sorella” (è questo che in fondo significa essere suora!) l’ho fatto anche perchè “qualcuno” mi ha detto che, per uno strano effetto di quella che noi cristiani chiamiamo Grazia, avrei sentito vibrare nel mio cuore, con straordinaria forza, le ansie, le preoccupazioni, le sofferenze interiori e le speranze
di tutti coloro, miei fratelli e sorelle, che erano alla ricerca di un senso per cui vivere, credere, amare, semplicemente esistere.
Oggi, allora, forse proprio grazie a quel sovrumano effetto della Grazia, non riesco ad accogliere questo Natale, scrollandomi di dosso, tutto quello che questa porzione di storia che stiamo vivendo porta con sè… non faccio elenchi, sarebbero superficiali e banali… ognuno ci metta del suo e si sforzi di mettere anche quello che sta vivendo il proprio vicino di casa, l’amico, il fratello o la sorella… i genitori…

Dio dove sei? E’ questa la domanda che tante volte si alza e scuote la storia di chi dice di credere… Quanti bambini sono morti questa notte, eppure Gesù è nato! In quanti sono rimasti freddi e distaccati di fronte all’augurio di un Buon Natale in cui non credono più? Eppure il Natale è accaduto seriamente! Il Verbo si è fatto carne dicono i credenti… ma in quanti sono in grado di capire la reale portata di questo annuncio la cui potenza potrebbe realmente scuotere il cosmo?
Dio si è fatto uomo perchè l’uomo impari ad amare con il cuore di Dio… quanta poesia e quanta realtà c’è in tutto questo? Amare come Dio significa vivere, scegliere, essere ci
ò che lui è stato per noi… Ma quanto Dio amante c’è nelle nostre scelte? Quanto si vede di Dio in ciò che diciamo, scegliamo e costruiamo ogni giorno?

Natale non è ricordo di un evento passato: Natale è ancora evento che accade nella vita di chi il proprio Sì lo pronuncia con la forza di lacrime e sogni, di amore e di fiducia, di speranza e delusioni… Natale è Dio presente anche nell’invisibile, nel non senso, nella notte, nella paura, nella morte… Natale è quando nulla di ciò che vediamo ci appaga il cuore. Natale è! Dio è! Perchè lui  nella notte nasce, nel peccato salva, nella povertà vive, nell’umana fragilità si consuma fino alla morte.

E tutte le volte che a pugni stretti e trascinando la vita gli chiedo: perchè, fino a quando, dove sei? La sua risposta è sempre e solo una: Io salvo la storia nel silenzio: silenzio della notte, dell’attesa, della fiducia, dell’invisibile… nel silenzio io ho creato il cosmo; nel silenzio mi sono fatto uomo, nel silenzio ho salvato la storia, nel silenzio amo e salvo te!

Buon Natale a tutti, allora… A tutti coloro che accettando la sfida dell’invisibile e del silenzio, lasciano che il Natale possa continuare ad accadere ogni giorno, nella ferialità entusiasmante o faticosa del vivere e del credere.

e dopo Natale?

Per Giovani fino a 30 anni

 Gesù Parola
incarnata e comunicata

  spiritualità
formazione
comunicazione digitale

A Roma dal 27 al 31 dicembre 2009 a tutti i giovani fino a 30 anni proponiamo di vivere insieme alcuni giorni di riflessione, preghiera, condivisione e formazione su alcuni ambiti e risorse della comunicazione digitale. Non aggiungiamo altro perchè il di più vorremmo fosse una scoperta da vivere insieme… noi Figlie di san Paolo, animatrici di questa esperienza, e voi, giovani audaci, che sceglierete di viverla all’insegna della fiducia e del dono.
Crediamo che il Natale sia per noi cristiani un dono troppo prezioso per lasciare che passi in modo anonimo. Da eredi della passione apostolica di san Paolo vi proponiamo di renderlo realmente un tempo di ri-nascita di Dio in noi, tempo di ascolto di Dio tra la gente, tempo di annuncio di uno tra i più straordinari eventi della storia umana e, chiaramente, personale.

Animatrici: Sr. Mariangela e sr. Silvia, Figlie di San Paolo

 Sede: Roma, presso comunità Regina degli Apostoli, Via Antonino Pio, 75 – nei pressi della Basilica di san Paolo fuori le mura. Arrivi previsti entro le 16.00 del 27 dicembre e partenze nella mattinata del 31.

Porta con te:

  • Bibbia e quaderno personale
  • Strumento che sai suonar
  • Lenzuola o sacco a pelo e asciugamani
  • tanto desiderio di Dio

Contibuto per il soggiorno: 60.00 euro

Info e contatti per adesioni:

Ascolto! – alias “Dio ma che lingua parli?”/1

Ascoltare noi stessi, il mondo e Dio!ascolto
Ascoltare il dono dei doni che Dio ci ha preparato!
Ascoltare in profondità, ascoltare con costanza, ascoltare senza mollare, ascoltare fino in fondo…

Ascolto: è questa la prima parola dell’alfabeto di Dio. A come ascolto, accoglienza, attenzione, attesa…
Ascolto: è il presupposto che ci permetterà di accogliere e vivere Dio nella nostra vita.

Con il nuovo anno sociale, sono ricominciati a Salerno, presso la comunità delle Figlie di San Paolo, gli incontri di spiritualità e formazione per giovani fino a 30 anni che quest’anno si svolgeranno sia a Salerno che a Napoli. Di seguito la testimonianza di una delle partecipanti:

“Tutto è cominciato alle 6:00 di sabato 24 ottobre a Lecce, sul pullman con destinazione Salerno. La voglia di conoscere una nuova realtà, il desiderio di provare in prima persona le emozioni e le soddisfazioni che chi ha provato prima aveva cercato di descrivermi con gli occhi che brillavano mi hanno spinta a lasciare la routine quotidiana e a trascorrere un week-end alternativo.

giovaniQuest’estate per la prima volta ho sentito parlare dei GEP (Giovani Evangelizzatori Paolini), un gruppo di ragazzi che ha sperimentato una grande gioia e ha una voglia matta di comunicarla agli altri. Esemplare è stata l’accoglienza da parte delle suore Paoline e dei ragazzi, bellissimo il loro sorriso, grandissime le loro premure e le manifestazioni d’ affetto, inarrestabile il loro entusiasmo e la loro grinta! Tema da sviluppare in questi incontri di spiritualità e formazione per giovani: Dio ma che lingua parli? Questa è la domanda che ognuno di noi si pone quando si trova davanti alle scelte, semplici o complesse, che la vita gli riserva. L’ argomento trattato in questo primo incontro è stato l’ASCOLTO, elemento essenziale nel rapporto con Dio, con se stessi e con gli altri perché ci permette di raggiungere le dimensioni più profonde di ciò che viviamo. Qualcuno si chiederà: “Come si ascolta Dio?'”. Il nostro legame con Lui è sempre vivo e operante grazie all’ascolto della sua Parola, e non intendiamo solo le Sacre Scritture ma anche le situazioni davanti a cui Dio ci pone e le persone che ci affida nel cammino della nostra vita.incontri

 La Parola è il “Dono dei Doni” che Dio ci porge e che non sempre accogliamo. A questo proposito abbiamo utilizzato come filo conduttore dell’incontro il brano del seminatore tratto dal Vangelo di Luca (Lc 8,4-15). In questa parabola Dio è il seminatore che affida ad ognuno di noi un seme, che è la Parola, da custodire e da far fruttificare. Noi, però, non sempre siamo terreno buono che accoglie il seme e porta frutto, spesso presi dal ritmo frenetico della quotidianità, da disattenzioni, da impegni che consideriamo più urgenti, da piaceri e da autorealizzazioni lasciamo cadere il semino lungo la strada o fra i sassi o ancora tra le spine sprecando il Dono che la generosità infinita di Dio ci ha affidato. La parabola ci insegna che dobbiamo dissodare il nostro terreno, dobbiamo renderlo scevro delle nostre occupazioni e preoccupazioni quotidiane, dobbiamo prepararlo ad accogliere il seme e dobbiamo avere la pazienza di aspettare che questo semino metta le sue radici ben in profondità e porti frutto.

Ascolto è fare spazio all’altro, condividere le sue soddisfazioni, sorridere per le sue conquiste ma è anche sorreggerlo per impedire che cada, asciugare le sue lacrime… Ascolto è affidarsi completamente all’altro dimenticandosi per un attimo del resto… Ascolgruppo Salernoto è donare gratuitamente un po’ del proprio tempo, un po’ della propria vita… Ascolto è ricchezza, scambio di emozioni, è fiducia, è la base di un rapporto profondo. Questi due giorni mi hanno fatto capire tutto questo.

Ora sono io col sorriso sulle labbra e con gli occhi che mi brillano a raccontare ai miei amici questa meravigliosa esperienza, a trasmettere le mie emozioni, a comunicare questa mia soddisfazione perché una grande gioia non si può tenere per sé! Provare per Credere!”

Mariastella – Veglie (LE)

 

Luce o tenebra?

Era il 1048 quando la festa di Halloween, letteralmente vigilia della festa di tutti i santi (All Hallows Eve), sostituì, nelle zone dell’attuale Irlanda, croce celtical’antico culto celtico che celebrava il passaggio dall’estate al freddo e pericoloso inverno. Negli antichi riti tribali era quella la notte in cui ciò che divideva il mondo dei morti da quello dei vivi diventava così sottile da non poter più impedire agli uni di visitare gli altri. E così accadeva che i vivi preparassero cibi e doni di ogni natura per tutti i cari defunti che quella notte sarebbero potuti ridiscendere nel regno dei vivi. Non c’era paura, ma solo attesa. Nelle tradizioni celtiche, però acquistavano forza in quella notte anche streghe ed elfi, che ai vivi potevano fare scherzi talmente gravi da poterne provocare la morte: e allora era necessario difendersi. I morti, quando arrivavano usano fiaccole, e allora i vivi sceglievano di nascondersi dietro zucche illuminate, per confondere e spaventare le streghe e così allontanarle, per difendersi quindi dalla morte che queste avrebbero potuto provocare.

Da qui Halloween: festa antica, pre-cristiana, propria di tradizioni pagane!
Quando le popolazioni iniziarono a credere in Gesù Cristo l’antica festa, di natura essenzalmente rurale, fu sostituita con la commemorazione di tutti i defunti e a essa fu unita, la festa liturgica che celebrava tutti i santi martiri della Chiesa; festa che fin dai primi secoli era stata celebrata nella domenica dopo Pentecoste.

Il vecchio e il nuovo si fondono, come sempre accade, costruendo nuovi equilibri! Halloween diventa allora, nel 1048, per tutti i cristiani del mondo la vigilia della festa di tutti i santi, di tutti coloro che avevano dato la vita per Dio. Festa così grande e solenne da essere preparata con una veglia nel giorno vigiliare, appunto!

E oggi? Cos’è rimasto? Il “nuovo vecchio” con quale nuovo si è incontrato?notte

Halloween è sbarcato in America nell’età vittoriana, quando le popolazioni inglesi hanno conquistato il nuovo mondo. Da quel momento la festa ha iniziato ad assumere nuove tonalità… e oggi ben si coniuga con realtà proprie del consumismo, dell’horror, dell’occultismo e purtroppo del satanismo. Halloween non ha più nulla di quella luce originaria e il suo significato traslato oggi è riportabile a streghe, fantasmi, morte, demoni!

Pongo domande, allora,e decido di lasciarle aperte:
Perchè non ritornare a essere figli della luce? Perchè continuare a far festa alla morte, alle tenebre, al male? Cosa si nasconde dietro le maschere o dentro le zucche? Quale spazio viene dato concretamente alla morte cristiana che altro non è, se non incontro di luce e festa di santi? Perchè non iniziamo a essere veramente alternativi?

Perchluceè non festeggiamo la luce?
O dobbiamo aspettare che siano i pubblicitari e i grandi colossi commerciali a instaurare la moda della luce? E fino ad allora?

La notte del 31 purtroppo non sarà solo notte di scherzi innocenti, di zucche tagliate per gioco. Sarà anche notte di messe nere, di sacrifici oscuri, di porte aperte, consapevolmente o inconsapevolmente, al male.

Vi propongo allora di fare spazio alla luce!
Proponiamo, per il mese di novembre, alle nostre comunità, ai nostri parroci, ai ragazzi, a tutti coloro che credono, di vivere una notte di luce: una notte di veglia eucaristica cioè, seguita da una celebrazione eucaristica come atto di riparazione per tutto ciò che, nella notte della festa di Ognisanti, sarà stato un’offesa a Dio, un agire contro il bene, un’azione premeditata di male contro l’uomo, contro la vita e contro Dio.

Noi vi suggeriamo una traccia di preghiera da poter scaricare e vivere personalmente o nella vostra comunità—>In Cristo persone nuove

Auguri di santità a tutti!

lo scoraggiamento… :-(

 E ieri mi sono imbattuta in questo:

“Il più grande tra gli scogli è lo scoraggiamento.
Vi sono motivi umani e soprannaturali di fiducia.
Il passato, anche il più infelice,
può diventare elemento di costruzione per un futuro lucente…
Considerate Pietro! Pensate a Paolo! Guardate ad Agostino…”

…e sinceramente penso a me, alla mia storia, alle fatiche, alle ferite, alle delusioni, a ciò che la vita mi ha negato e non mi ha dato… Arriva un giorno in cui ti dici: e allora? Questa non sono IO, è solo il mio passato, è una parte di me. Ignorarlo? Inutile. Nasconderlo? E’ da stupidi! Affrontarlo? E’ da paura!

ascoltoFarà indubbiamente paura ma, in fin dei conti, è la sola cosa giusta da fare: affrontarlo, riconciliarsi, mettere un punto e imparare a guardare con occhi nuovi e cuore aperto e grato, per scoprire tutto quel bene nascosto che pur esiste oltre la sofferenza. Mi potrete dire: “E se non ci fosse? Se la vita avesse solo preso, senza mai dare?”. Possibile! Chi potrebbe negarlo… E allora si può scegliere comunque chi essere per il futuro: se continuare a essere per gli altri persone che tolgono perchè a loro è stato tolto o che donano ciò che essi stessi non hanno ricevuto… Scegliere: questa è nostra vera possibilità di vivere!

Oggi penso al giorno in cui con il cuore in lacrime ho detto: “Basta! Da questo momento le cose devono cambiare, costi quel che costi!”. E allo scoraggiamento, come vero e proprio ostacolo al vivere pieno, ho scelto di rispondere con la voglia di sperare, di credere, di investire energie nella fiducia verso me stessa, gli altri, il mondo e Dio.

Si può sbagliare ancora? Sì! Ma si può anche ricominciare…

Si può cadere e farsi tremendamente male? Sì! Ma ci si può anche rialzare e farsi curare…

Si può notare che tutto il mondo mi sta contro e che alla fine di mezzo ci vado sempre io? Sì! Ma si può anche pensare che la mia è solo una prospettiva possibile…

Ma a questo punto ci si può anche chiedere:
“Si può credere che ognuno di noi può fare la differenza, nella propria vita e sul mondo?”

 

Il mio gruppo: tenda o prigione?

 

“Il gruppo lo frequento… è chiaro! A volte è una tenda speciale! Se lo guardi da fuori ti sembra grande, spazioso, poi se ci stai dentro ci sono volte in cui diventa stretto… Non so… sarà perchè c’è sempre qualcuno che ne sa una in più di me, che la vuole sempre vinta… certe volte stringe, ma senza di voi ragazzi… non riuscirei neppure ad alzarmi la mattina”.

E per te? Cos’è il gruppo? Tenda o prigione?

 

Pellegrinaggio on line…

paolineanno paolino

Cari amici,

mancano pochi giorni alla chiusura solenne dell’Anno Paolino,
indetto da Benedetto XVI per il Bimillenario della nascita di san Paolo,
e pensando che non tutti hanno la possibilità di recarsi a Roma
per visitare i luoghi percorsi dal grande Apostolo
e soffermarsi a pregare sulla sua tomba,
abbiamo organizzato un pellegrinaggio paolino online
consapevoli che esso è un atteggiamento della mente e del cuore
oltre che movimento fisico.

La prima tappa è iniziata oggi 24 giugno.
Vi invitiamo a cliccare www.paoline.it e unirvi a noi ogni giorno
per vivere le 6 tappe del pellegrinaggio, leggendo,
ascoltando, guardando filmati, pregando…
Un’opportunità da non perdere per chi desidera entrare in contatto
con tutta la ricchezza culturale e spirituale lasciataci da san Paolo.

Per qualsiasi comunicazione potete scrivere a: fsp@paoline.it

Buon pellegrinaggio paolino online
e saluti dalla redazione sito web paoline.


Estate 2009 – iniziative!!!!

estate giovani 

per un’estate alternativa,
vissuta in profondità!

 

Non c’è nulla di noi che non dica chi siamo… il nostro modo di vivere il tempo fa la differenza e l’estate non può fare eccezione?
Estate è mare, caldo, relax… ma la profondità continua a fare la differenza, anche in alto mare!
Che fai allora prendi il largo con noi o resti a riva?

Scopri sulla pagina Iniziative le nostre proposte per l’estate 2009!!!

TI ASPETTIAMO!!!!