Ma Dio ha smesso di chiamare?

Ma Dio ha smesso di chiamare? Non ha più bisogno di apostoli? Apostoli da strada, intendo! Apostoli che percorrano e inaugurino strade nuove e non ancora battute, che scoprano vie e luoghi in cui Gesù Cristo non è stato ancora conosciuto o già dimenticato!

Lo chiedo ai parroci, ai laici responsabili di gruppi giovanili, ai giovani in eterno discernimento, ai genitori, agli accompagnatori vocazionali a tutti i religiosi e le religiose. Lo chiedo e continuerò a farlo, senza sosta, quasi a tamburo battente… lo chiedo a loro e a voi che leggete, con la stessa forza e intensità con cui lo chiedo, ogni giorno, a me stessa!
Dio non chiama o noi non abbiamo più il tempo e le possibilità per ascoltarlo?

Già perchè se chiama e la sua voce arriva alle nostre orecchie è abbastanza difficile restare fermi, ignorarlo o far finta di non aver ascoltato… e allora meglio è non ascoltare in partenza, vestendoci però di abbondanti e sfarzose vesti di ascolto e adesione alla volontà divina.  Troppo enigmatica? Forse… ma sciolgo subito l’eventuale cripticità.
Per ascoltare Dio, e ascoltarlo veramente, si dovrebbe favorire un incontro personale, fatto di preghiera, silenzio, ascolto, confronto, cammino, scelte: tempi condivisi e tempi personali.
Esiste questo nelle nostre realtà parrocchiali ed ecclesiali? Viene favorito e aiutato in quei giovani che chiedono di poterlo fare? Viene favorito con libertà e apertura di cuore? Viene aiutato e incoraggiato al di là dei nostri interessi personali e/o delle nostre preferenze ecclesiali? O rispetto a qualsiasi proposta le mie e nostre vedute, le necessità di gruppo, oratorio, parrocchia, ecc. sono sempre più forti e determinanti?

Questo post non nasce da altro se non da una consapevolezza sempre più amara del vedere e accompagnare, e questo ormai da anni, giovani che non fanno altro che abbandonare il loro cammino di discernimento perchè spinti, amichevolmente si intende, a scegliere tra la parrocchia e un percorso più specifico di discernimento; giovani che hanno mollato solo perchè i punti di riferimento più vicini hanno calorosamente consigliato di non continuare con alcune realtà a loro non gradite; giovani letteralmente trascinati nell’impeto delle emozioni e poi lasciati lì solo perchè ad una reale maturazione dovevano essere gradualemnte e lentamente accompagnati…
Eppure al di là di noi c’è un mondo che ha sempre più bisogno di giovani che gratuitamente scelgano di dare la loro vita, di perderla letteralmente come risposta d’amore; c’è un gran bisogno di apostoli che abbiano il coraggio di aiutare non solo la fame di pane, ma anche la fame di verità che sta lentamente annientando le coscienze; ma c’è anche una chiesa che ha bisogno di uomini e donne di Dio che con grande gratuità si facciano strumenti della voce di Dio che, oggi come ieri, vuole parlare, raggiungere i cuori, chiamare a sè e mandare verso orizzonti che solo a Lui è dato sapere, i cui confini non sempre corrispondono con i nostri progetti, i nostri gruppi, le nostre parrocchie, le nostre urgenze congregazionali… Dio chiama al di là di noi, oltre noi, pur servendosi di noi. Dio chiama e lì, in quella risposta è tutta la felicità, la pienezza, la pace del cuore!

Per noi allora, per noi che siamo per la vita, che la difendiamo in qualsiasi forma, stadio e misura… per noi, oggi, è l’appello forte ad alzare gli occhi, ad allargare gli orizzonti per difendere la vita di Dio che, in modo invisibile sta germinando nella vita dei nostri giovani: tra le nostre mani non si consumino aborti vocazionali, che le nostre urgenze, necessità, bisogni umani ed ecclesiali non impediscano alla vita di Dio di venire alla luce!

E il Sì di Maria sia Sì detto da tutti noi, oggi, perchè la Parola possa ancora una volta farsi carne, vivere e parlare lungo le strade di questa nostra storia!

9 pensieri su “Ma Dio ha smesso di chiamare?”

  1. Leggendo il post a parte tanta rabbia, sono ricomparsi i tanti interrogativi posti ai vari consacrati incontrati nella mia vita…. non credo ci sia una sola risposta, e non credo ci sia una risposta valida a soddisfare questo post, credo solo ci siano una serie di fattori che rendono difficile, velato e complicato l’ascolto di Dio!!! Si, l’ascolto. Perchè non credo che il problema più grosso stia nel rispondere, quanto nell’ascoltare… e intanto… si aspetta… si aspetta qualcosa, ma non si sa cosa, si aspetta l’impossibile, e anche quando l’impossibile si realizza, ci si dice che non è possibile… !!!
    lascio qui il link di un video di una canzone che mi è venuta in mente leggendo il post… grazie cantalavita… sai sempre come arrivare al concreto…
    by “un giovane quasi in eterno discernimento”

    1. Ma è poi tanto difficile lasciare agire Dio nella nostra vita? Pensiamo forse di avere più a cuore noi la nostra piena realizzazione di quanto possa averla Dio? Dio è il bene più grande, se ci fà l’onore di invitarci a seguirlo più da vicino non neghiamogli la nostra collaborazione. No, Dio non ha smesso di chiamare perchè ci ama. Siamo noi che abbiamo paura di rispondere, ma non è tutto perduto;chiediamogli la grazia di liberarci dalla paura e fidiamoci dei segni che Lui dissemina nella nostra vita.Coraggio e abbandono fiducioso: ci sono due braccia di Padre in attesa di prenderci se riusciamo a lanciarci. Ciao a tutti. Maria

  2. E se Dio ci chiamasse “semplicemente” a lasciarci amare?
    Troppo comodo? Forse… o forse no.
    Quella frase meravigliosa che citava Marta (“avere gli occhi e la sapienza del cuore per conoscere la speranza (di Dio) a cui siamo chiamati”) forse vuol dire che Dio ha un progetto su di noi, Lui solo sa quale, che agli occhi del mondo può essere insulso e insignificante, ma per Lui no.
    I sì e i no a volte non dipendono solo da noi. La certezza di stare seguendo la Sua via non ce l’ha nessuno. Ma tutte le strade portano, anche seguendo percorsi misteriosi e contorti, invece di splendide autostrade.
    Un mio amico dice spesso che siamo come barche nel mare: ognuna segue la sua rotta, ma tutte andiamo verso il porto che ci chiama, e continua a chiamarci.
    E allora… ci vuole più coraggio a mollare tutto o a restare sulla strada? Per ciascuno la risposta è unica e diversa, sicuramente “tutte le strade portano”, magari quella che ci era stata proposta all’inizio era la più immediata, ma se ci arriviamo dopo un viaggio più lungo, non è detto che anche il viaggio non faccia parte della strada. Magari si incontrano buoni compagni di viaggio che ti indicano la direzione, angeli, insomma.
    Buon cammino e buon anno a tutti

  3. Io ho 53 anni e sento un gran desiderio di servire il Signore, ma non so esattamente cosa fare. Questo mi angoscia e prego continuamente per avere chiarezza, ma non mi sembra facile capire la volontà di Dio. Grazie, buon anno a tutti. Daniela

  4. Ciao, rspondo al post di Stefania,
    leggendo quanto tu hai scritto mi sembra di capire che avevi avvertito qualcosa e sentivi che il Signore ti chiamava, tutto serve di ciò che viviamo tutto come granelli d’oro è nelle mani di Dio, Lui ci tiene con sè, in ogni momento della nostra vita, anche quando i granelli sembra che diventano opachi o perdono la loro lucentezza, a volte è difficile per tutti comprendere quale la volontà di Dio ogni giorno, il discernimento è qualcosa che permane tutta la vita, perchè ogni istante siamo chiamati a scegliere e a farci riscegliere da Gesù, a partire dalle piccole scelte quotidiane. Quanto poi si risponde di sì a qualsiasi stato di vocazione che il Signore ci chiama, non smettiamo il nostro comprendere che cosa vuole Dio da noi, appunto perchè siamo vasi di argilla nelle sue mani, vasi poveri che Lui ama immensamente, solo poco tempo prima di morire finirà la lotta tra il bene e il male, ma la sua Grazia ci accompagna tutta la vita insieme al suo immenso Amore, quindi come ti ha detto il tuo parroco non temere perchè Dio si china su di te e su di noi, e continua ad amare non per le tue risposte, o nostre risposte, ma solo perchè è amore.
    Ma è anche vero che Lui è la nostra felicità ed è vero che se rispondiamo dove Lui ci vuole nel luogo della sua volontà saremo gioiosi, scopri il luogo della volontà di Dio su di te, pùò essere uno stato di vita, una persona da amare o da perdonare ecc.
    un abbraccio

  5. Cari amici credo che il Signore chiami ancora ma la cosa difficile sta nell’ascolto e soprattutto il dire “Si Signore sia fatta la tua volontà nella mia vita”
    Io sono stata a dir poco non coraggiosa perchè ho vissuto un periodo della mia vita dov mi sentivo fortemente chiamata da Signore ma non sono stata capace di dire”Si” perchè ho avuto paura , paura della mia famiglia , paura di lasciare e ferire il mio fidanzato ,non ho saputo mettere la mia vita nelle Sue mani .Ho vissuto un periodo stranissimo dove anche un peccato che facevo senza sentirne il peso all’improvviso non ero piu capace di farlo .Mesi vissuti tra giouia e paura .Ma poi il mio sacerdote mi disse di non temere perchè qualsiasi decisione avessi prso Dio si saebbe chinato su di me e mi avrebbe amatalo stesso.
    Spero però che al contrario di me ci siano ragazzi e ragazze coraggiosi che sappiano rispondere a Dio con massima disponibilità.In me è rimasto un vuoto che cerco di colmare ma non saprò mai se questa era la strada che Dio aveva tracciato pe me.
    Il Signore è la nostra gioia!

    1. Ciao Stefania grazie per il coraggio che hai avuto nel donarci la tua esperienza che credo sia l’esperienza di tanti altri giovani che, pur sentendosi chiamare, non hanno il coraggio di rispondere. Forse in questi casi la domanda che maggiormente ci si pone è: ma se non rispondo che succede?!? e come ti ha detto il tuo parrocco Dio si china su di noi e ci ama lo stesso… o, come dice spesso una persona a me cara, “Dio converte la grazia”!!! però penso a quanto possa essere bello se ognuno riuscisse a rispondere SI alla prima e originaria chiamata che Dio gli fa…Grazie ancora e grazie a chi ha scritto questo post dandoci la possibilità di riflettere tanto!

  6. Ho letto quanto scritto, da parte mia sono d’accordo con il post precedente dove è Dio che chiama e diversi sono i ministeri ossia i modi di amarlo, sono convinta che se chiama, dona le grazie per rispondere.
    Il problema per me è quando ci si ferma solo nella fase di accomodamento dove non si mollano le proprie certezze, sicurezze, per affidarsi totalmente a un’altro,
    è più facile investire su opere seppur buone , ma che provengono solo dal nostro buonismo, risulta più difficile chiedersi ma tu cosa vuoi veramente da me?
    Dalle opere alla relazione, per poi vivere le opere insieme a Lui, questo passaggio ci catapulta in un orizzonte non definito, ma che Dio vuole disegnare per noi, non rubiamogli la matita ci resterebbe solo un tratteggio e non una forma ben definita è Lui che ha quel bel profilo di noi che da sempre ha sognato …
    tutto serve di ciò che viviamo, ma tutto può e dovrà rientrare in quei punti, in quelle linee che Lui vuole per noi e se non rientrano non avremmo una identità e coscienza di ciò che realmente siamo. Ricordiamoci che Dio ci lascia sempre liberi di essere veramente suoi o di non esserlo, questo compromette l’uomo, perchè in se stesso è fragile e noi tutti abbiamo paura delle fragilità, c’è un demonizzare paure, o altro con forme che spesso non ne siamo pienamente coscienti, anche le azioni più buone possono nascondere un grande bisogno interiore, ma se mascherato dalle false gratificazioni del fare il bene… possono portarci ai malcontenti… come diceva Giovanni Paolo II E’ LUI CHE CERCATE. LUI E’ LA FELICITA’. Vi lascio dicendo anche a me stessa, la felicità è possibile perchè non è concorrenziale a me stessa, ma è un passo in due, in tre, in… con la Chiesa.
    Tutti chiamati, ma ciascuno per cose diverse scopriamo dove Dio ci chiama e saremo veramente gioiosi, di quella gioia che la notte non spegnerà.

    Allora lasciamoci cercare e conquistare, ciaooo

  7. No, Dio continua a chiamare, insiste … e lo sentiamo ben distintamente.
    Credo perà che ora stia chiamando altri “discepoli” quelli che faranno gli apostoli …
    Il tempo che intercorre da Natale a Pasqua è un tempo di Annunciazioni: tanti tasselli nelle nostre mani per costruire il puzzle di Dio, per “avere gli occhi e la sapienza del cuore per conoscere la speranza (di Dio) a cui siamo chiamati”, poi arriverà Pentecoste – la Luce del cuore e della mente appunto – e – come ogni anno – ricominceremo a “comporlo” questo puzzle (che è la speranza di Dio in noi) con la luce dello Spirito Santo.

    La prima virtù della Parola è quello di “far concepire” uomini nuovi proprio dentro gli stessi uomini vecchi … quello che dice Gesù a Nicodemo a proposito del “rinascere”.

    Bello questo post … ma la chiamata non si ferma a categorie (giovani o meno giovani o vecchi) … la chiamata arriva dove il Signore vuole perchè i ministeri sono tanti, ma nessuno è a proprio uso e a nessuno è concesso di trattenerlo.

    Perfetti nella Carità … santi e immacolati nella Carità.

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