Tutti gli articoli di suor Mariangela, fsp

Poche cose vorrei dire di me, ma una la ritengo un dovere: sento di essere amata da sempre. So che questo ha fatto la differenza nella mia vita. Mi dicono che dovrei decellerare, ma l'amore sa mettere "le ali al vento".

Famiglia: un dono e un impegno

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Famiglia…
se ne parla, ci si accapiglia… chi la vede in un modo e chi in un altro; chi si appella a Dio e chi all’uomo; chi mette al centro il sacrificio e chi la felicità. E nei prossimi giorni, con l’apertura del Sinodo dei vescovi, i toni si alzeranno (c’è da giurarci), saranno molti a strumentalizzare mozziconi di frasi carpite nell’aria, pronti come spesso accade a giudicare e condannare.

A me piacerebbe  solo condividere con voi alcuni atteggiamenti da non dimenticare:

  • restare in ascolto;
  • non giudicare;
  • andare in profondità;
  • provare ad ascoltare il cuore e le lacrime che le apparenze nascondono.

La famiglia per molti è un sogno che resta tale, perché è incontro di due libertà che devono potersi incontrare e riconoscere, devono poter costruire, giorno dopo giorno, una vita nuova… e sappiamo che a volte non accade.

La famiglia è un dono da vivere, a cui rispondere, con creatività e irriducibile fedeltà.famiglia
Non funziona automaticamente, ma ha bisogno di tutti, di genitori e figli, di un marito e una moglie, di chi ogni giorno non molla, non cede alle difficoltà, non si chiude all’altro. La famiglia, ha bisogno di una società che ne riconosca i diritti, ma prima ancora la dignità, che le renda possibile esistere.

La famiglia è radici e frutti allo stesso tempo; è grembo in cui germoglia la vita, ma a volte è anche antro oscuro in cui si produce morte…

E seppur, stranamente, anche il Mulino Bianco ha tolto dalle sue pubblicità il modello “famiglia perfetta” noi sappiamo che l’essere famiglia, per noi, è un traguardo, è un percorso che per quanto difficile siamo chiamati a realizzare, passo dopo passo, sconfitta dopo sconfitta, perdono dopo perdono.

Vita-di-coppia-gFamiglia è sogno, è felicità, è ricordo, è storie, è fallimenti, è sofferenza, è tutto e anche il suo contrario… è nostalgia di tempi ormai passati e progetti di un futuro spesso troppo lontano; è ferite che non si rimargineranno mai; è morte da cui si deve poter risorgere.

Famiglia, matrimonio, amore, fedeltà, generatività; famiglie aperte e non chiuse in se stesse, capaci di aprirsi all’accoglienza del povero, degli ultimi; capaci di sacrifici e di scelte; famiglie non bloccate da sterili individualismi: questa è la famiglia che auguriamo ai nostri ragazzi.

Una famiglia che sa accogliere la vita dalle mani di Dio e sa ridonarla a braccia aperte.

Chi sta davanti? – XXVI del Tempo Ordinario

Chi dei due ha compiuto la volontà del Padre?

Dal vangelo di Matteo (Mt 21,31)
XXVI DOMENICA del TEMPO ORDINARIO – Anno A

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: Discernimento“Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».

E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

CHI STA AI PRIMI POSTI?

Chi occupa i primi posti nel regno di Dio?!
Chi non sbaglia? Chi non pecca? Chi riesce a garantire le apparenze di una vita perfetta?
Sì_Due figli, dice il vangelo, due modi di reagire, due possibili risposte: un sì vissuto con il cuore e un sì fatto solo di parole. E in quei due figli ci siamo tutti noi, ci sono le nostre mille risposte alla vita, agli altri e a Dio. Ci sono i tanti sì detti con superficialità, per non sfigurare, per non perdere la faccia; sì carichi di compromesso e smentiti poi dalla realtà. Sono sì che uccidono la fiducia, le relazioni, la vita!
E poi ci sono quei sì, detti con il cuore, detti magari con un nodo in gola, detti con fatica, detti dopo, pensandoci un po’ su, ritornando sui propri passi.
Questi sì, sono risposte che portano il sapore del discernimento, della profondità, della capacità di rientrare in se stessi e ricominciare. Tutto questo fa vivere, ha la forza per far rinascere fiducia da ogni ferita.
Questi sì attende Dio padre: sì semplici, umili, nascosti… riconciliati.

UNA PREGHIERA PER INTERIORIZZARE

Cos’è la tua volontà, Signore?
Come compierla perché
si realizzi e porti vita?
Spesso siamo campane vuote,
e in noi risuonano
echi stonati del tuo Vangelo:
sono i tanti sì che diciamo
in fretta, con superficialità,
senza metterci in gioco,
senza perdere nulla di noi.

Insegnaci, Signore Gesù,
a vivere come te, a rispondere
al Padre come hai fatto tu:
non a parole, ma con la vita,
non con altisonanti promesse
che si perdono nel vento,
ma con scelte umili e coraggiose.

Convertici, Signore,
riportaci a Dio Padre;
insegnaci a invertire
il senso del nostro andare,
per allontanarci dai sentieri
di morte e raggiungere
le sorgenti della vita. Amen

UN SMS DA INOLTRARE ai più giovani o ad amici (attraverso WhatsApp, SMS o sulle bacheche dei social):

Ogni sì detto a Dio fa nascere in te nuova vita. Detto con il cuore e in umiltà, permette a Dio di abbracciarti in ogni caduta, proteggerti e farti vivere.

Suor Mariangela Tassielli, fsp

Un formato da scaricare e condividere sui social

rispendere a Dio - XXVI_TO

Catechisti, non restate soli!

Carissime/i catechiste e catechisti,
catechistidavanti a noi un nuovo anno, nuove programmazioni e, sono certa, una più convinta e appassionata voglia di annunciare Gesù Cristo ai nostri ragazzi, alle loro famiglie, a tutti coloro a cui il Signore ci manderà per essere comunicatori del suo amore. 

L’impresa è bella, ma allo stesso tempo difficile. Sappiamo che spesso gli sforzi non pagano, ma siamo altrettanto certi che accompagnare qualcuno nella fede è come far nascere, generare alla vita nuova dello Spirito, partorire. E allora dobbiamo prepararci bene, armarci di fede certa in Colui che sarà nostra guida e nostro sostegno, caricare le batterie della speranza e dare acqua fresca alle radici del nostro rapporto con Dio. 

Quest’anno però HO UNA PROPOSTA PER VOI: non restate soli!

Guardatevi intorno, certamente nella vostra parrocchia ci sarà stato un gruppo di cresimandi ormai cresimati, o quasi sicuramente ci saranno adolescenti o giovani che conoscete… bene, conm.tassielli camminare (6) una buona dose di ottimismo nel cuore, provate a chiedere a qualcuno di loro di affiancarvi, di sperimentarsi nella catechesi.
A loro potreste affidare per esempio il canto, da fare durante l’incontro o come momento introduttivo. Potrebbero aiutarvi a realizzare dei poster, a fare o cercare dei videoclip in internet per arricchire l’incontro… insomma la creatività potrebbe non avere confini

Nelle nostre realtà ecclesiali, non ci sono solo catechisti soli e preoccupati, ma ci sono anche molti giovani e adolescenti che non aspettano altro che essere coinvolti.

Ci state? Loro vi aspettano! 

E io aspetto vostre news!

Suor Mariangela Tassielli, fsp

La #Bibbiamezzanotte

Carissimi amici, era il 2 luglio, quando Giovani & Vangelo, la nostra pagina ufficiale su facebook, è scesa in campo con l’iniziativa #Bibbiamezzanotte per far risuonare nelle vivaci o solitarie notti estive la voce di Colui che non si dimentica mai di noi.

L’iniziativa piace e per molti è diventata un appuntamento quotidiano, anzi notturno 😉 !
Così abbiamo pensato di confermarla rendendola attiva 365 giorni all’anno.
#Bibbiamezzanotte sarà on line ogni giorno alle 23.15 sulla nostra pagina facebook e ci accompagnerà come attualizzazione di un breve brano tratto dalla liturgia del giorno dopo. 

Chi desidera, potrà condividere il post sulle bacheche di amici, far conoscere l’iniziativa o inoltrare il messaggio come sms, su whatsapp o su qualsiasi altro social desideri.

Buon cammino a tutti noi, cari amici e amiche, e buon tutto!

bibbia a mezzanotte

La parola del Signore si diffonda nel mondo
e sia glorificata nella nostra vita.

Pubblicazione di Giovani & Vangelo

Processioni tra fede e superstizione

processioniUna volta, mi diceva un sacerdote, la gente andava dai santi, si recava in Chiesa e pregava, invocava la loro intercessione, si scomodava.
Oggi no!
I santi devono muoversi, si scomodano loro, devono stare ai dictat di chi li porta.

Cosa sono diventate le processioni? Testimonianza di quale fede? Non certo di una fede cristiana.
Oggi i santi, tutti i santi, ridotti a statue mute, hanno più il volto di quel peccaminoso vitello d’oro, che non di Gesù Cristo. Al loro collo l’oro offerto dai fedeli non è frutto grato e gratuito di una grazia ricevuta, ma sembra avere la puzza dei superstiziosi cornetti rossi.
E non dite che esagero, perché basta vedere cosa sono diventate le processioni, chi comanda e quanta malavita c’è dentro, per smentire ogni attacco a questo post.

Dovremmo solo vergognarci. Tutti!
Vogliamo piegare il Vangelo alle nostre vedute.
Vogliamo che la Chiesa ci renda più facile vivere, magari con più leggerezza e senza sensi di colpa.
Vogliamo trasformare la santità in superstizione!
Quando l’era dei privilegi finirà, e la fede avrà un suo prezzo, in termini di coscienza, allora vedremo chi crede…. perché sinceramente il Vangelo non ha bisogno di credenti che urlano cori da stadio contro i vescovi, non ha bisogno di onorevoli cheprocessione litigano in Chiesa per i primi posti, non ha per nulla bisogno di portatori che minacciano di mollare le statue in mezzo a una via… le statue possono tranquillamente restare dove sono e magari capiremo che sarà arrivato il tempo di far uscire, al loro posto, il Vangelo.

Personalmente forte solidarietà e preghiera per tutti quei vescovi e sacerdoti che stanno tentando di liberare la fede popolare dalla schiavitù di mercenari.

suor Mariangela Tassielli, fsp

In preghiera per i fratelli perseguitati

Carissimi amici e amiche,
il mondo continua a grondare di sangue. Le nostre fedi, il nostro credo, la fede in Dio più che unirci e insegnarci a vivere in questo mondo da fratelli, viene spesso da noi abusato e violentato, al punto da trasformare in morte ciò che di fatto dovrebbe donarci ogni giorno vita.Persecuzione-cristiani1

La fede, testimoniata fino al martirio, lo sappiamo è via di santità, per chi la vive, ma è e resta una delle esperienze umane più drammatiche. La persecuzione è una sconfitta per tutta l’umanità, è il tradimento della fraternità, è impoverimento per tutti noi. 

Le cruenti immagini che ci raggiungono devono scuotere il nostro torpore, devono muovere la nostra preghiera. Il dolore e le lacrime dei nostri fratelli e sorelle, la loro fede in Dio, salda e certa, fino all’estremo, devono poter interpellare i nostri sì a Dio, la nostra fiducia in Lui. La loro sofferenza, accompagnata e sostenuta dalla preghiera, può diventare, e forse dovrebbe diventare, via di purificazione e conversione anche per noi e per la nostra fede.

Il Signore ci aiuti a vivere questo momento, riscoprendo la comunione dei santi che ci unisce in un’unica grande famiglia.

Facciamo seguire una preghiera che ognuno di noi potrebbe pregare da solo/a o in comunità, con altri fratelli e sorelle, a casa o in parrocchia.

Persecuzioni

 

Lettera imbarazzata ai giornalisti

Guardo sempre più sgomenta tutto ciò che ruota attorno al mondo dell’informazione.   Continua a leggere Lettera imbarazzata ai giornalisti

Amare è ancora possibile?

Quando ascolto la cronaca, mi convinco sempre di più che c’è qualcosa nel nostro modo di vivere che ci disumanizza, ci toglie l’anima.
E’ come se una spirale perversa ci stesse travolgendo tutti, nostro malgrado, in atti scoordinati di follia quotidiana. LaViolenza
Persino la violenza sta correndo su strade di incredibile e inaudita ferocia… è come se tutto ci stesse anestetizzando, come se le notizie ci stessero abituando al male, come se la violenza delle fiction stesse convincendo la nostra mente a percorrere strade di nuova normalità, in cui Abele non può vivere, e Caino ha molto da insegnare.

Eppure tutto questo non scusa il nostro torpore.
La ferocia non legittima il male.
Abbiamo uno scrigno e un tesoro che vuole vivere: la nostra coscienza!    Continua a leggere Amare è ancora possibile?

Buona domenica! – Trinità – Anno A

«Dio ha tanto amato il mondo
da dare il Figlio»

Dal Vangelo di Giovanni (Gv 3,16)
SANTISSIMA TRINITA’ – Anno A

Trinità… quante difficili parole spiegano questo grande mistero.
Bibbia_giovaniEppure c’è una storia, un evento, un incontro che ce lo racconta con grande semplicità e forza: Gesù di Nazaret, la sua vita, le sue parole e i suoi gesti, i suoi incontri, le sue promesse e la sua Risurrezione.
Non c’è mistero, non c’è segreto, non c’è nulla che dica distanza tra noi e quel Dio Trinità.
Non si tratta di inventare nulla… ci è semplicemente chiesto di guardare, ma non come chi lo fa con superficialità e preso dalla fretta.
Ci è chiesto di entrare in profondità in quelle parole e in quei gesti che Gesù, passo dopo passo, ha vissuto e proposto ai suoi, alle folle, ai peccatori, ai cercatori, ai desiderosi di perfezione.
Ci è chiesto di non restare a guardare dall’esterno, ma di comprometterci in quell’esistenza così radicalmente segnata dalla forza di un amore folle, dalla radicalità di una gratuità scomoda, dal perdono offerto a coloro che hanno ucciso, consapevolmente e insensatamente.    
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Con il Papa per la pace – Pentecoste

Con il Papa per la pace

di Suor Mariangela Tassielli, fsp

Le porte sono chiuse… e non sono quelle del cenacolo di duemila anni fa.
È chiuso il dialogo vero: bloccato!Indifferenza
È chiuso il nostro cuore al diverso, al povero, allo straniero, al nemico.
È incatenata la vita, dalla ricerca di sicurezze.
È pietrificata la misericordia, dalla vendetta.
Le porte sono chiuse e ogni popolo, ogni nazione, ogni gruppo sociale, ognuno di noi sta costruendo muri di contenimento per arginare l’altro, per non vedere il fratello, per non sentire il peso della sua fame.
Le porte sono chiuse, ma all’interno, soffiano venti di disperazione che inaridiscono la papa Francesco Pacefraternità e che, a lungo andare, tolgono a ognuno la dignità, la bellezza, la pace del cuore, la coscienza.
Ma qualcuno continua a entrare e a dire: Pace! È il volto di Dio, nel volto sofferente di chi non ha più una dignità. Sono le mani di Dio, tese verso di noi, nelle mani graffiate di chi scava la terra per cercare il pane. È la voce di Dio, nel pianto muto, di chi non ha più lacrime.
Questo volto, queste mani, questa voce, entra oggi e annuncia: pace!
Grida: pace! Chiede: pace!   
Pace come dono, da parte di quel Dio che per noi ha dato tutto: la sua vita e la sua divinità.
Ma pace soprattutto come risposta di chi può e deve costruire, come un artigiano. Pace come scelta e volontà. Pace come frutto maturo di una vita vissuta alla luce del Vangelo e sostenuta dallo Spirito. Continua a leggere Con il Papa per la pace – Pentecoste