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Speciale campo on line!!!

 

LA PERLA PREZIOSA on line!!!

VIVI CON NOI IL CAMPO

GIORNO x GIORNO!!!


Il 26 non potrai partire per il campo invernale con le Figlie di San Paolo? Roma è troppo lontana? Troppo piccolo/a per viaggiare da solo/a? L’influenza ti ha fatto visita? Esami da preparare? Troppo impegnato/a?

Qualsiasi sia il motivo per cui non potrai far pit stop a Roma per il campo invernale…NON PREOCCUPARTI…

IL CAMPO FARA’ PIT STOP DIRETTAMENTE SUL TUO PC!!!

Ebbene sì, questa una delle grandi novità del campo di quest’anno, ogni giorno infatti, potrai viverlo anche tu avendo a disposizione i MOMENTI DI PREGHIERA, le SCHEDE DI LAVORO, la TRACCIA DI ADORAZIONE… che i giovani vivranno!!!

Potrai inoltre leggere le loro TESTIMONIANZE, le loro ESPERIENZE SUL CAMPO, le loro emozioni e GUARDARE LE FOTO!!!

Allora pronto per questo viaggio virtuale con noi???

Prepara anche tu la tua valigia virtuale, ti basta l’essenziale: VOGLIA DI METTERTI IN GIOCO e TANTO DESIDERIO DI DIO!!!

Potrai inoltre intervenire personalmente scrivendo COMMENTI, RIFLESSIONI, DOMANDE… insomma tutto ciò che vuoi condividere con Suor MARIANGELA, Suor SILVIA (suore paoline, animatrici del campo) e gli altri giovani partecipanti!!!

Puoi lasciare i tuoi commenti qui sul blog, linkarci su Facebook o scriverci privatamente su m.tassielli@paoline.it!

Anche a distanza potremo vivere in comunione!!!

Allora “parti” con noi??? Adesso non hai più scuse: nè la distanza, nè il treno, nè gli esami, nè mamma e papà ;-p

Ti aspettiamo, on-line, dal 26 POMERIGGIO al 30 dicembre!!!

A tutti: face to face oppure on demand… BUON CAMPO!!!

RAGAZZI & DINTORNI – Dicembre 2010 – Dossier Consiglio

LA COSCIENZA DI SOPHIE

di Cecilia Salizzoni

Forse è il dono di cui più avvertiamo il bisogno e la mancanza, lo Spirito di consiglio.
Viviamo, infatti, un tempo che ha letteralmente perso la bussola, tra tentazioni di onnipotenza e incapacità di realizzare concretamente la più piccola cosa.
Come muoversi di fronte a una realtà complessa che chiede l’intervento personale di ciascuno per rendere il mondo più umano?
Ai ragazzi del post-cresima, si può proporre di conoscere Sophie Scholl e La Rosa Bianca, il gruppo di universitari tedeschi che scelsero di resistere al nazismo e invitarono il loro Paese a fare altrettanto, attraverso la diffusione di sei volantini e, soprattutto, attraverso il dono della vita.
Il film parte dall’arresto dei due fratelli Scholl, Hans e Sophie, dopo il lancio del sesto volantino nell’Università di Monaco, e narra i sei giorni successivi: gli interrogatori, l’arresto dell’amico Christoph Probst, il processo immediato e l’ancor più immediata esecuzione della condanna alla ghigliottina.
Sophie non aveva ancora 22 anni, Hans e Christoph tre più di lei.
Concentrandosi sul contraddittorio tra Sophie e Robert Mohr, inquisitore della Gestapo, il regista riesce a far emergere la grandezza straordinaria di questi ragazzi che seppero vedere con chiarezza e denunciare ciò che un intero Paese per ottusità spirituale, viltà o interesse, non volle vedere fino alla fine: l’annientamento morale e materiale che la Germania avrebbe scontato duramente negli anni successivi al crollo del Terzo Reich.
Isolando dal contesto sociale lo scontro tra Sophie e il Potere e puntando sulla dimensione spirituale della protagonista, la regia attenua la dimensione storica dell’evento per sottolineare l’attualità di una scelta che fu quella di non lasciarsi ridurre a «massa», priva di anima, priva d’identità, priva di libertà, priva di compassione.
Ieri, a farlo, era uno Stato «totalitario» che voleva conquistare il mondo attraverso l’ideologia.
Oggi è una società «globale» che ha come valori il denaro e il benessere, il consumo di beni materiali e il piacere individuale.

Ieri, in Germania, è stato il cristianesimo autentico a offrire gli strumenti per prendere coscienza e resistere: quel cristianesimo che annuncia un umanesimo integrale e valorizza la bellezza della creazione, dell’arte, del pensiero.
È un film di personaggi e dialoghi, dove la recisione di ogni contatto con la realtà esterna, ma anche tra i due fratelli, mette in evidenza la loro capacità di mantenere la rotta, nella fedeltà alla propria coscienza, di fronte alla violenza del potere che ha sovvertito i valori di fondo e ha privato le persone della libertà interiore.
Per questo motivo i ragazzi devono essere preparati alla visione e invitati a fare attenzione ai piccoli indizi che il regista offre, all’interno della messa in scena, sulle motivazioni interiori della protagonista e sull’attualità della sua scelta, per riuscire a rispondere a domande come:
Qual è la sorgente a cui attinge Sophie?
• Che cosa la muove?
• Perché non accetta l’alternativa di Mohr?
• Chi è più «adulto» tra la piccola Sophie e il grande inquisitore? Perché?
• Che cosa significa essere adulti?
• Che cosa significa essere «adulti nella fede»?
Il sentire comune oggi porta a giudicare «sconsiderati» questi giovani che avrebbero buttato via la loro vita inutilmente, invece di servire alla Germania nella ricostruzione: è stato davvero «inutile» il loro sacrificio? Che cosa garantisce che il dono della vita non sia tale?
«Bisogna avere un cuore tenero e uno spirito duro» scriveva e si ripeteva Sophie: che cosa voleva dire?
Oggi, cosa ci viene richiesto per coltivare una tale tenerezza del cuore e durezza dello spirito?

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Dicembre dell’inserto Ragazzi & Dintorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

Per vedere il sommario di Ragazzi & Dintorni clicca qui

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Adorazione eucaristica – Rallegratevi!


Il tempo liturgico che stiamo vivendo è, per eccellenza, il tempo proprio di chi attende, di chi vigila, di chi è disposto a non dormire per attendere l’aurora, la luce nuova, il sole che rischiara ogni tenebra. Svegli nella notte per dare l’annuncio del nuovo Sole che sorge; svegli per stringerci nuovamente verso il Signore che viene, che entra nella storia di tutti i popoli, nazioni, persone. Svegli, ma non pesanti; in attesa, ma con la fiducia di chi sa che la notte volgerà al giorno; sentinelle vive e dinamiche che nessun torpore può frenare e il cui cammino, nessun ostacolo può bloccare. Questa è la sfida che fa da sfondo all’invito che facciamo risuonare oggi: “Rallegratevi!”. La Parola ci invita ad andare oltre noi stessi, per accogliere e vivere nella gioiosità semplice e trasparente quanto Dio ha preparato per noi.

 

Fil 4, 4 – 7

Fratelli, rallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi. La vostra affabilità sia nota a tutti gli uomini. Il Signore è vicino! Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti; e la pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù.

Mt 6, 25 – 34

Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.

 

«La ricerca della felicità è inscritta profondamente nel cuore di ogni persona umana. Molte sono le felicità passeggere e ingannevoli, che lasciano alla fine un vuoto più grande di quello che hanno preteso di riempire per qualche istante. Occorre trovare il dono dell’allegrezza nel Signore: vale a dire nell’adesione alla sua volontà, nell’obbedienza alla sua parola che ci invita a gustare la dolcezza dell’amore autentico, della comunione fraterna, della sua vicinanza. Alla ricerca della felicità si contrappone l’esperienza dell’angoscia: quando ci si sente soli, abbandonati, inutili. Essere soli, in questo senso forte della parola, è come essere nessuno. Chi crede, sa di avere un Padre al quale ci si può sempre rivolgere con fiducia. Esiste poi una pace, uno stato di serena quiete interiore, che supera ogni fragile equilibrio umano; esiste una pace che ci viene donata, non come la dà il mondo, in modo che custodisca il nostro cuore anche in mezzo alle tempeste più violente. Questa è la pace di Dio, che ci ha manifestato in Cristo il segreto della vita. Il dono della fede protegge i nostri cuori e i nostri pensieri. Nulla può turbare chi ha Dio vicino, perché nulla gli manca».

D. Coletti, Le catene della speranza

 

Venite e me tutti! Insieme per pregare la Parola e adorare la presenza Eucaristica del Signore. Questo è il valore delle tracce di preghiera che settimana dopo settimana ci accompagneranno in questo anno liturgico. Offriamo le tracce da scaricare augurandoci di poter costruire tra noi, seppur virtualmente, una comunione di preghiera che ci unisca e ci rafforzi nel credere.
Buon cammino nel Signore Gesù, crocifisso e Risorto!

Chi volesse un sussidio che accompagni la preghiera per ogni tappa dell’anno liturgico, può acquistare nelle librerie paoline Attirerò tutti a me, adorazioni eucaristiche per tutto l’anno liturgico, di sr. Mariangela Tassielli, autrice anche delle tracce di preghiera che ci saranno proposte, ogni settimana.

 


Sulle orme di Paolo!

Sulle orme di Paolo!

Incontri di formazione e spiritualità

per GIOVANI/ADULTI

dai 30 ai 40 anni.


Gli incontri di formazione e spiritualità si svolgeranno dalle 19.00 alle 21.00 presso la comunità delle suore Paoline di SALERNO,  Corso Vittorio Emanuele 111.


Quando:

  1. 16 ottobre
  2. 27 novembre
  3. 22 gennaio
  4. 26  febbraio
  5. 19 marzo
  6. 28 – 29 maggio speciale weekend: evangelizzazione di strada a Salerno
  7. 25 giugno

Porta con te:

  • Bibbia e quaderno personale
  • Desiderio di incontrare Dio e tanta curiosità

Per info contatta:

sr. Mariangela Tassielli – 3408404419 m.tassielli@paoline.it
sr. Silvia Mattolini – 3293395223 suorsilvia@ymail.com

 

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Venite a me tutti!

 

PREGHIAMO LA PAROLA!

Insieme in libreria per pregare la Parola!

 

PER CHI?
GIOVANI e ADULTI

DOVE
a SALERNO presso la LIBRERIA PAOLINE c.so VITTORIO EMANUELE, 115

QUANDO: nelle seguenti DOMENICHE ore 18:00
2010: 31 Ottobre5 Dicembre
2011: 9 Gennaio6 Febbraio6 Marzo10 Aprile5 Giugno

 


ADORAZIONE EUCARISTICA

 

PER CHI?
GIOVANI

DOVE
a SALERNO presso la COMUNITA’ SUORE FIGLIE DI SAN PAOLO PAOLINE c.so VITTORIO    EMANUELE, 111 – 1 PIANO

QUANDO: nei seguenti GIOVEDI’ ore 19:00
Novembre 2010: 11 – 18 – 25
Dicembre 2010: 9 – 23
Gennaio 2011: 13 – 27
Febbraio 2011: 3 – 10
Marzo 2011: 3 – 10 – 24
Aprile 2011:7 – 14
Maggio 2011: 5 – 19 -26
Giugno 2011: 9 – 16 – 23 – 30

Info e contatti per adesioni:

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CATECHISTI PARROCCHIALI – Dicembre 2010: Il Maestro Via, Verità e Vita

VERSO IL NATALE: MESSAGGI MULTIMEDIALI

di Marco Sanavio

Questo articolo è dedicato a chi ha un po’ di familiarità con il computer e la navigazione in internet, e a chi vuole imparare a sperimentare risorse facilmente reperibili da riproporre negli incontri di catechesi.
Anche coinvolgere un figlio nell’operazione diventa una strada molto opportuna.
Se state seguendo un gruppo di ragazzi grandicelli potreste prendere in considerazione l’idea di inviare loro una riflessione quotidiana in posta elettronica per tutto l’Avvento.
Il sito http://www.giovani.org, gestito dal Forum degli oratori italiani, metterà in linea ogni giorno un estratto dalla Scrittura e un commento destinato ad adolescenti e giovani, oppure potrete copiare passi della liturgia del giorno dal sito http://www.lachiesa.it e aggiungere voi un breve commento.
Qualche catechista già da tempo invia ai suoi ragazzi un sms quotidiano con una frase tratta dalla parola di Dio. Come fare? Ci sono diversi servizi in rete che vendono gruppi di sms a costi molto bassi.
Si possono realizzare rubriche e programmare l’invio dei messaggi.
Visita anche: cantalavita.wordpress.com, troverai diversi video con messaggi religiosi, la parola di vita per la domenica e sarai introdotto nel mondo della catechesi e comunicazione.
Il servizio di informazione http://www.h2onews.org propone, per ogni settimana di Avvento, un video con immagini al commento del Vangelo domenicale, che può diventare un incentivo per la riflessione e per realizzare la Parola nella vita, ma anche per la creazione di nuovi video con i vostri ragazzi, aggiungendo la propria creatività.
Per scaricare gratuitamente i files da riprodurre con qualsiasi computer fisso o portatile, basta accedere alla pagina con la didascalia «Vangelo della domenica…» e, poi, cliccare sul pulsante download.
Altre risorse pastorali si possono scaricare dal sito http://www.cercoiltuovolto.it. Si tratta di files audio contenenti la liturgia della parola domenicale, oppure video che possono tornare utili per incontri di catechesi.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Dicembre di Catechisti Parrocchiali

Per Per vedere il sommario di Catechisti Parrocchiali di Dicembre 2010 clicca qui

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Parabolando… per una fede che diventa vita!

Parabolando
per una fede che diventa vita

INCONTRI DI FORMAZIONE E SPIRITUALITA’
2010-2011
PER GIOVANI DAI 17 AI 30 ANNI

Può avere senso una fede che non sfiora la vita? E può essere amore, quell’amore che non sfiora, non tocca, non si fa sentire, non è percepibile nella vita?
Eppure credere in Gesù Cristo vuol dire credere in un Dio che ama sul serio, che si fa sentire, che non è parco di attenzioni, che non risparmia in generosità. La fede e fiducia in Lui è credere che da lui siamo desiderati, cercati, chiamati per un progetto immenso di felicità. Ma chi può ascoltare? A chi è chiesto di rispondere? E’ possibile una felicità e a che prezzo? Chi può sentire l’amore forte e travolgente di Dio?

Ti proponiamo di vivere insieme a noi, suore paoline e ad altri giovani, alcuni incontri in amicizia, condivisione e preghiera, perchè tu possa scoprire Dio nella vita e, con audacia, percorrere quei sentieri che il Signore Gesù percorre e ti propone.

Entreremo insieme nelle parabole per far risuonare nel cuore la freschezza, vitalità, la radicalità e l’amore smisurato delle sue parole…  parole che saranno nuove per tutti coloro che vorranno ascoltarle.

Ti aspettiamo con molta gioia. Porta amici o fai il passaparola verso chi immagini possa essere interessato.

Gli incontri di formazione e spiritualità si svolgeranno dalle 9.00 alle 17.30 presso la comunità delle suore Paoline di NAPOLI, in viale dei Colli Aminei, 32/A. Il pranzo è a sacco.


Quando:

  1. 17 ottobre – Zaccheo
  2. 28 novembre – La casa sulla roccia
  3. 26 – 30 dicembre a Roma: Tre giorni di spiritualità
  4. 20 – 23 aprile a Roma: triduo in preparazione alla Pasqua
  5. 28 – 29 maggio speciale weekend: evangelizzazione di strada a Salerno

Porta con te:

  • Bibbia e quaderno personale
  • Desiderio di incontrare Dio e tanta curiosità

Per info contatta:

sr. Mariangela Tassielli – 3408404419 m.tassielli@paoline.it
sr. Silvia Mattolini – 3293395223 suorsilvia@ymail.com

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RAGAZZI & DINTORNI – Dicembre 2010 – Dossier Consiglio

IL MAESTRO INTERIORE E LE GUIDE

di Fausto Negri

“Il giorno del suo dodicesimo compleanno Stefano chiede al padre di portarlo con lui sul suo bastimento. Da quel momento è inseguito dal Colombre, uno squalo, che la leggenda vuole astutissimo e feroce. Per anni e anni Stefano sarà inseguito dal Colombre: quando è ormai vecchio, avviene l’incontro. Il Colombre comunica a Stefano di non averlo inseguito per divorarlo ma per consegnargli, per ordine del re del mare, la leggendaria perla del mare, che dona al suo possessore ricchezza, soddisfazione, amore e potenza nella vita.”

Molte persone si comportano come Stefano. Vogliono «farsi da sole», si fidano solo di se stesse e vedono un pericolo in chi vorrebbe dare loro consigli circa la navigazione nella vita.
Il termine consilium, in latino, significa consultazione, ma anche avvedutezza. Nell’antica Roma due consoli accompagnavano il Senato. Erano sempre in due, in modo da consultarsi l’uno con l’altro. Confrontandosi, dovevano comprendere quali fossero le decisioni da prendere per il bene della città.
Dare un consiglio significa suggerire ad altri ciò che si ritiene giusto che si faccia nel navigare tra bonaccia e tempeste.
Questo dono dello Spirito ci suggerisce ciò che dobbiamo fare e dire, ci aiuta a compiere le scelte adeguate in ogni occasione.
«Tra demonio e santità è lo stesso, basta che ci sia posto». È ciò che cantava Vasco Rossi. Invece, nella vita, non è proprio così, perché ognuno raccoglie ciò che ha seminato e, se ha seminato erbacce, non può raccogliere grano. Oggi, purtroppo, siamo un po’ tutti plagiati dalle mode, sia nel linguaggio sia nell’acquisto di oggetti che identificano uno status symbol: nessuna epoca storica ha conosciuto un tale bombardamento di messaggi.

Chi vuole salire su un alto monte si cerca una guida. Chi fa un corso di vela ha accanto a sé un istruttore. Nelle squadre sportive c’è un allenatore; nei rally, accanto al pilota, c’è «un navigatore», buon conoscitore del tragitto, che dà le indicazioni giuste per adeguare la velocità al percorso, prepararsi alle curve e… vincere il premio.

Dopo aver fatto questa presentazione ai ragazzi, si può proporre la seguente attività:  i ragazzi riflettono divisi in gruppetti, confrontandosi su alcune domande.
Di fronte a una difficoltà o a una decisione da prendere, come mi comporto? Mi lascio guidare dall’urgenza del momento? Mi fermo e ascolto il profondo del mio cuore? Seguo le opinioni dei compagni o dei media? Mi consiglio con una persona di fiducia per capire le situazioni e scegliere con consapevolezza?
Invocate sempre lo Spirito Santo perché  illumini e  doni la visione vera della questione.

In gruppo, riprendete le risposte e stilate insieme un decalogo di orientamento per la vita, da seguire per non «arenarsi o annegare». Riportatele poi su un cartellone da affiggere nella sala della catechesi e consegnatelo, poi, su un cartoncino, a ogni ragazzo. Concludete l’incontro con una preghiera allo Spirito Santo, ispirata ai punti del «decalogo».
A fine incontro si può concludere consegnando ai ragazzi un augurio scritto dal catechista, oppure prendendo quello suggerito di seguito:

Guarda lontano, non fermarti alle facili apparenze.
Sii ciò che vuoi essere…
Puoi avere tanta felicità da renderti dolce;
difficoltà a sufficienza da renderti forte;
abbastanza dolore da renderti umano;
grande speranza da renderti felice.
Impegnati a: superare l’orgoglio,
cercare il consiglio sincero di un amico,
la parola disinteressata di un genitore,
il rimprovero sereno di un adulto,
l’indicazione competente di un docente,
l’orientamento illuminato del sacerdote.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Dicembre dell’inserto Ragazzi & Dintorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

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CATECHISTI PARROCCHIALI – Dicembre 2010: Il Maestro Via, Verità e Vita

GESÙ È LUCE NELLA VITA

di Anna Maria D’Angelo

La celebrazione del Natale fa emergere anche in noi sentimenti profondi di disponibilità, gioia e amore e ci apre al dono di Dio che è il suo figlio Gesù.
Per un’autentica celebrazione del Natale, aiutare i fanciulli a:
• superare una visione consumistica e a impegnarsi a portare la luce di Gesù nel loro ambiente;
• progredire nella conoscenza di Dio e nella interiorizzazione del suo messaggio;
• maturare atteggiamenti di accoglienza, di gioia e gratitudine, come valori cristiani.
La festa del Natale è prossima. I fanciulli, con le loro famiglie, sono attirati dalle mille luci dei negozi e delle strade; sono sollecitati ad acquistare regali da mettere sotto l’albero per amici e parenti; a scrivere la letterina a Babbo Natale e/o alla Befana per chiedere il dono tanto atteso! Fanno fatica a decifrare le parole della fede (salvezza, redenzione, peccato…), a comprendere il senso del messaggio che riguarda Gesù (segno di contraddizione…).
Gesù che nasce è la luce che tutti sempre attendono; egli, venendo tra noi, ci chiama ad essere suoi discepoli per essere anche noi luce per il mondo e gli altri. Il cristiano che accoglie Dio è illuminato dalla sua luce.
Quando Dio salva e, in modo particolare tramite Gesù, ci illumina perché sappiamo che cosa fare, ci dà forza perché affrontiamo il male e lo vinciamo, ci orienta a una vita che durerà per sempre e che la morte non può sconfiggere.
Gesù salva ogni persona perché la perdona quando sbaglia, la chiama a stare con lui e la rende partecipe della vita stessa di Dio.
Perché i fanciulli sperimentino, la situazione di luce, di immobilità, di prigionia e poi di liberazione e salvezza, si può proporre un incontro articolato in diverse dinamiche.
Accogliere la luce ed essere luce: la sala buia, i fanciulli sono seduti e non sanno che cosa accadrà. Il tempo passa. C’è chi si annoia, chi resta in silenzio, chi ne approfitta per fare baccano. Un fanciullo (in precedenza istruito dal catechista) si alza e chiede: «Che cosa stiamo aspettando?». Il catechista risponde: «Aspettiamo che venga la luce!». In quel momento si accende una grande candela al centro della stanza. Tutti i fanciulli si stringono in cerchio intorno. Il catechista introduce il brano evangelico (Lc 2,21-35), lo racconta (o proclama) e lo commenta.
Per entrare nella luce: conduciamo i fanciulli in un percorso al buio, con l’accesso in una stanza illuminata o luogo aperto preparato per accoglierli, in modo festoso. Disseminare ostacoli (leggeri) lungo il percorso senza che lo sappiano. Invitate a raggiungere la luce nel minor tempo possibile. Nel luogo illuminato sollecitare l’osservazione dei ragazzi sull’ambiente, le persone, i colori, le forme, l’utilità degli oggetti di cui possono usufruire grazie alla luce! Fate condividere i sentimenti e i pensieri emersi mentre si camminava nel buio e quelli nella luce.
GIOCO – Fare prigionieri: un ragazzo assume il ruolo del cacciatore, deve fare prigionieri gli altri giocatori, colpendoli con una palla. Gli altri sono dotati di un foulard giallo-arancione sia per rappresentare una scena di luce sia per utilizzarlo come mezzo di liberazione per i compagni. I ragazzi colpiti restano «di pietra» e depongono ai propri piedi il loro foulard. Gli altri, inseguiti, possono liberare i prigionieri lanciando verso di loro il foulard.
Quelli che riescono ad afferrarlo sono liberati, riprendono il proprio foulard e si reinseriscono fra i giocatori liberi. Il cacciatore dovrà, quindi, colpire sempre altri giocatori e proteggere i colpiti. Se i partecipanti sono molti si può aumentare il numero dei ragazzi-cacciatori e il gioco diventa anche più dinamico.
Al termine, per favorire l’interiorizzazione dell’esperienza, invitare a condividere sentimenti e pensieri: come mi sono sentito mentre ero libero? Cosa ho pensato quando sono rimasto immobile? Sono stato attento a chi aspettava di essere liberato? Sono riuscito a liberare qualcuno? Questa esperienza mi ricorda un altro momento della mia vita… mi dice che… mi invita a…

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Dicembre di Catechisti Parrocchiali

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RAGAZZI & DINTORNI – Novembre 2010 – Dossier Intelletto

DONACI LA TUA LUCE

di Alessandra Beltrami

All’interno di questo articolo vi suggeriamo un momento di preghiera da svolgere con i ragazzi per invocare il dono dell’intelletto.
Il primo passo da fare è preparare il luogo dove svolgere l’incontro: in un posto centrale, su un leggio o un tavolino, si colloca una Bibbia aperta con un cero acceso. Su un tavolo si predispone un foglio bianco molto grande con  dei pennarelli per consentire ai ragazzi di scrivere.
Il momento di preghiera può iniziare con l’intonazione del canto “Vieni, vieni, Spirito d’amore”.
A questo punto il catechista legge l’introduzione: la presenza di Gesù risorto ci renda forti, l’amore di Dio Padre scaldi i nostri cuori e la presenza dello Spirito Santo ci orienti verso i fratelli e le sorelle.
E’ necessario, ora, presentare ai ragazzi il senso dell’incontro: il dono dell’intelletto ci aiuta a vedere oltre ciò che appare, a cogliere il significato profondo della parola di Dio e della sua volontà. Esso consiste in una luce particolare che è data dallo Spirito Santo, grazie alla quale si intuiscono in maniera penetrante le verità rivelate e si rafforza la virtù teologale della fede. In questa celebrazione, guidati dalla parola di Gesù, siamo invitati a ritrovare dentro di noi la luce dello Spirito, a leggere la nostra vita e ciò che ci circonda con il dono dell’intelletto, per poter seguire il Signore in maniera più consapevole.
Il momento centrale dell’incontro è l’ascolto della Parola: Vangelo secondo Matteo (11,25-27)
Dopo qualche istante di silenzio, si passa alla presentazione di un gesto significativo da far compiere ai ragazzi, il catechista ne spiega il significato: per ricevere il dono dell’intelletto occorre desiderarlo e chiederlo. Esso forma un cuore puro, un cuore sincero, limpido, leale, trasparente. Ci dà una conoscenza profonda della nostra vita, facendoci scoprire il disegno di Dio su di essa.
Dopo un tempo di silenzio, mettendo una musica di sottofondo, si invitano i ragazzi a scrivere, in breve, sul foglio bianco predisposto, le proprie riflessioni, le proprie domande, una parola del Vangelo significativa per loro. Poi, girando intorno al tavolo, in silenzio, si leggono le riflessioni scritte e i catechisti possono dare risposte adatte, soprattutto se ci sono richieste o interrogativi, in modo da essere luce per la loro esistenza.
Prima del canto finale si propone ai ragazzi la preghiera di Jean Galot per l’invocazione del dono dell’intelletto:

Spirito di sconfinata apertura
Spirito di Dio,
vieni ad aprire sull’infinito
le porte del nostro spirito
e del nostro cuore.
Aprile definitivamente
e non permettere che noi
tentiamo di richiuderle.
Aprile al mistero di Dio
e all’immensità dell’universo.
Apri il nostro intelletto
agli stupendi orizzonti della divina sapienza.
Apri il nostro modo di pensare
perché sia pronto ad accogliere i molteplici
punti di vista diversi dai nostri.
Apri la nostra simpatia alla diversità
dei temperamenti e delle personalità
che ci circondano.
Apri il nostro affetto
a tutti quelli che sono privi di amore,
a quanti chiedono conforto.
Apri la nostra carità ai problemi del mondo,
a tutti i bisogni dell’umanità.
Apri la nostra mente
alla collaborazione con tutti coloro
che si adoperano per un medesimo fine.

Il momento di preghiera si può concludere con il canto finale: Il Signore è qui tra noi.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Novembre dell’inserto Ragazzi & Dintorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

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