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RAGAZZI & DINTORNI – Ottobre 2011 – Gioia

SEMINA GIOIA ATTORNO A TE

di Fausto Negri

Nell’attuale società dell’immagine occorre presentarsi sempre sorridenti sul palcoscenico della vita. Non per nulla gli attori più pagati e più apprezzati sono i comici. Ma la vera gioia non si identifica con il ridere o il far ridere, con il solo divertimento o con l’evasione dalla propria realtà.
La gioia autentica, però, è un’esperienza interiore: deriva dall’essere in pace con se stessi e dal sapersi in buone mani… qualunque cosa succeda!
Essa è frutto del nostro impegno ma, ancor di più, dono dello Spirito Consolatore.
Un cuore sereno è sempre un cuore grande, pieno di dolcezza. Non giudica. Irradia gioia.
Benedetto XVI ha detto: «Dove manca la gioia, dove l’umorismo muore, qui non c’è nemmeno lo Spirito Santo, lo Spirito di Gesù Cristo. E viceversa: la gioia è un segno della grazia. Chi è profondamente sereno, chi ha sofferto senza per questo perdere la gioia, costui non è lontano dal Dio del Vangelo, dallo Spirito di Dio, che è lo Spirito della gioia eterna».

Sei felice quando, nonostante tutti i limiti e avversità, ti senti sorretto dal braccio di un Dio che ti vuole bene. La via della felicità non è una strada asfaltata che corre al di fuori della tua vita quotidiana. È un cammino che puoi percorrere in lungo e in largo, nella ordinarietà. La gioia è il frutto di una vita buona, accolta come un dono e donata con generosità. Occorre aprire gli occhi e vedere i doni che Dio ci fa giorno dopo giorno: gli amici, un fiore, il sole, un senso di appagamento che ti pervade quando ti senti amato.
Sei felice quando ti guardi con amore, accettandoti per quello che sei, anche con i tuoi limiti e debolezze, e ti senti in armonia con te stesso.
Guardare il mondo con sentimenti di lode, vuol dire riconoscerlo sotto un’altra luce. Guardare i propri simili come un regalo del buon Dio, significa riconoscerli come persone, farli rifiorire.
Sei un infelice se tu diventi il tuo pensiero più grande. Chi continua a ruotare attorno al proprio «io» diventa una disgrazia anche per se stesso. Se ti servi degli altri soltanto per i tuoi comodi, andrai incontro a continue delusioni.
Se vuoi renderti felice, chiediti come la tua vita possa diventare una benedizione per altri. La gioia, quando non è condivisa, muore velocemente. Se ti domandi qual è stata la gioia più bella che hai provato nella tua vita, credo che la risposta sia: «Quando sono riuscito a fare felice qualcuno». Dona gioia a una persona e la ritroverai moltiplicata per te sul volto dell’altro.
Affidati al Dio della gioia. Sia la gioia (tua e del prossimo accanto a te) a ispirare le tue azioni e i tuoi pensieri, a guidare le tue scelte e decisioni. «Dio ama chi dona con gioia» (2Cor 9,7).
La tua presenza sia per tanti come un raggio di sole, quando le nubi e i temporali oscurano la meta. Cammina. Sogna. Porgi a tutti un saluto e una benedizione.

Per cambiare i propri occhiali e vedere il lato buono in ogni cosa, occorre farsi «una sana pulizia della mente». Liberarsi da frasi, quali: «Non ce la farò mai!… Non valgo niente!… Figurati se…». Come si fa a Pasqua in casa, occorre ripulire il cuore, spazzando via ciò che irrita o affligge e le cause di lamentele e critiche.
Perché si realizzi ciò nella vita dei ragazzi, si propone una dinamica in cui, ci si concentra prima sul positivo, riportando su un cartellone le risposte dei ragazzi:

  • Quali sono «le cose belle» che mi sono capitate nella mia esistenza: persone che mi amano; incontri significativi; amici che si interessano di me; educatori che mirano alla mia crescita e formazione; situazioni vissute con gioia: vacanze, feste, incontri di gruppo, momenti di preghiera…?
  • Quando sono riuscito a mostrare un volto «bello e cordiale», suscitando benevolenza e gioia?
  • Quando mi sono lasciato prendere dallo stupore di uno sguardo, di una parola, di uno spettacolo, di un panorama?
  • Per tutto il positivo sperimentato, si rende lode al Signore, che attraverso ogni volto e situazione ci manifesta il suo amore.
  • Poi far prendere coscienza degli aspetti personali che impediscono di gioire e conducono a lamentarsi, recriminare e giudicare. Questi, in genere, nascono dalla mancata esperienza dell’amore vero, dal proprio egoismo e orgoglio. Se si spezza la catena dell’orgoglio e dell’egoismo accogliendo l’amore del Signore, di cui non possiamo dubitare, si sprigiona dal proprio cuore la gioia e l’ottimismo e si riesce a comunicarli agli altri.
  • Quindi si invitano i ragazzi a sorridere spesso. Madre Teresa diceva che «non sapremo mai quanto bene è capace di fare un semplice sorriso».

Questo e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Ottobre dell’inserto Ragazzi & Dintorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

Inoltre ON LINE l’aggiornamento del materiale per il post riservato ai lettori della rubrica Musica di Catechisti Parrocchiali – Ottobre 2011. Per accedere è necessaria la password indicata nell’articolo.

—>Gioia che rinasce, Sole che sorge!!! <—

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CATECHISTI PARROCCHIALI – Ottobre 2011: ALZATE I VOSTRI OCCHI E GUARDATE…

COME INCONTRO SOCIALE

di Franca Feliziani Kannheiser

Il catechista «efficace» è colui che sa riconoscere le interazioni sociali che si instaurano nel gruppo. Ancor prima di entrare nel luogo dove si svolgerà l’incontro, quando i fanciulli, accompagnati da genitori o nonni, si incrociano e si salutano, inizia la tessitura di quell’ordito che costituirà «l’abito relazionale» di quel particolare incontro catechistico.
Contatti fisici, sguardi, parole che i fanciulli si scambiano faranno intravedere al catechista con quale bagaglio relazionale i fanciulli entrano nel gruppo. Ciò che è accaduto precedentemente in classe o in cortile, gli scambi positivi e gli scontri, le simpatie e le antipatie che si sono create, tutto contribuirà a dare a quella specifica «ora di catechesi» la sua fisionomia, così come le esperienze individuali che ciascun fanciullo ha fatto in famiglia o a scuola: ciò condizionerà il tempo che si passerà insieme.
È opportuno, perciò, che il catechista crei l’occasione per far interagire il suo gruppo prima ancora di entrare nella sede dell’incontro.
Quando il tempo lo permette in cortile o in uno spazio polivalente, il catechista osserva come i fanciulli cominciano a interagire fra loro, giocando spontaneamente. E’ importante osservare se si creano coppie o gruppetti, notare chi privilegia attività di movimento piuttosto che giochi tranquilli.

In modo allegro, gentile e autentico l’incontro di catechesi è già iniziato! Il contatto è avvenuto!

Il gruppo per vivere e lavorare ha bisogno di una struttura chiara, anche se flessibile. La struttura è data dallo spazio che deve essere preparato accuratamente, pensando alle funzioni che deve avere (angolo del racconto, del lavoro individuale, del lavoro di gruppo, del gioco), ma anche dalla sequenza delle interazioni che potrebbe essere scandita da questi momenti:
Il saluto. È il rito che inizia formalmente l’incontro. Perché sia un momento di autentica interazione è necessario che non diventi un gesto meccanico, automatico, ma che sia pensato creativamente come espressione di accoglienza reciproca. È anche il momento in cui i fanciulli si sentono accolti da una presenza più grande: Gesù, che ci ha chiamati, è in mezzo a noi. Questa dimensione, fondamentale nell’incontro catechistico, non deve ridursi alla solita preghiera recitata meccanicamente, ma deve essere evocata da un segno: un’icona, un oggetto simbolico, un canto…
Il compito. La chiarezza rispetto all’obiettivo dell’incontro è essenziale per indirizzare coscientemente le proprie energie verso un traguardo. L’irrequietezza e la dispersione che si manifestano in alcuni gruppi sono spesso la conseguenza del non saper rispondere alla domanda: «Perché siamo qui?». Le modalità per gestire questa fase possono essere diverse, noi proponiamo di farne un’occasione di confronto tra i fanciulli e il catechista che invece di spiegare direttamente l’obiettivo dell’incontro, potrebbe fornire alcuni «indizi» per scoprirlo o accogliere i suggerimenti del gruppo, naturalmente guidandolo. Da qui nasce «il patto» che riguarda i modi e i tempi in cui il lavoro sarà svolto, patto che vincola sia i fanciulli sia il catechista.
Cominciamo a lavorare. Anche questa fase deve essere pensata e vissuta come gruppo, ad esempio stabilendo una chiara suddivisione dei compiti, privilegiando forme sociali come il lavoro in coppie e in piccoli gruppi, che, più di tanti discorsi, fanno toccare con mano che cosa significhi pensare insieme, collaborare, ecc. In questa fase è, inoltre, essenziale la chiarezza e la precisione delle consegne da parte del catechista.
Che cosa abbiamo fatto? La verifica del lavoro è di grande importanza. In questo contesto valutare significa valorizzare il prodotto del lavoro di tutto il gruppo, ma anche dare e avere feedback sui processi interattivi che si sono realizzati:
– Mi sono sentito bene nel gruppo?
– Quando è stato facile, quando è stato difficile lavorare insieme?
– Siamo soddisfatti dei risultati raggiunti?
– Il mio contributo è stato valorizzato?
– E io ho saputo valorizzare il contributo degli altri?
Arrivederci al prossimo appuntamento! Il gruppo si congeda, ma per ritrovarsi. Nell’educazione religiosa il congedo contiene una promessa e un compito: quello di sentirsi amici tra di loro e con Gesù, durante tutta la settimana, e di comportarsi come tali. Ognuno porta a casa un piccolo «seme» da far germogliare nel suo ambiente: un proposito di preghiera, di riflessione sulla parola di Dio, di gentilezza verso gli altri. Questi semi, che fioriranno al soffio dello Spirito, non devono essere intesi come una risposta soltanto individuale, ma anche di gruppo.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Ottobre di Catechisti Parrocchiali

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Con te o senza di te, fa differenza? – 19 agosto/A Madrid con un click!

“Come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare?

Come ne sentiranno parlare senza qualcuno che lo annunci? 

E come lo annunceranno, se non sono stati invitati?

Come sta scritto: Quanto sono belli i piedi  di coloro

 che recano un lieto annuncio di bene!”  

San Paolo ai Romani 10, 14-15

Con te o senza di te fa differenza? Qualcuno, forse, potrebbe obiettare: dipende dal “te” di cui stiamo parlando!

Ma se io mi riferissi a te! Proprio a te che stai leggendo… e a tutti gli altri te e me che popoliamo il mondo… cosa risponderesti?
Con te o senza di te, in questa storia… fa differenza?
Il tuo sì o il tuo no… il tuo “aspettiamo domani”… fa la differenza?

Se questa storia, non fosse solo lo scorrere del tempo, ma storia di dono, di amore, di salvezza nella quale Dio ci chiede di entrare, di vivere, di portare ciò che di prezioso lui stesso ci ha donato… allora te lo richiedo: il tuo Sì o il tuo No… o il tuo “aspettiamo domani…” fa la differenza?

Rileggiamo insieme il versetto con cui questo post si apre, tratto dalla lettera di san Paolo ai Romani. Rileggiamolo al nostro cuore, tirandolo fuori da eventuali stati soporiferi, rileggiamolo dicendo al nostro cuore: “Vai, continua ad avanzare! Non stancarti di amare, vivi oggi il Vangelo di Gesù!”

Nel cuore, mentre scrivo, risuona con forza: “Siamo servi inutili… abbiamo fatto quanto dovevamo fare”. Eppure non la sento in contraddizione. Siamo servi non necessari… senza di noi la storia della Salvezza non termina la sua corsa. A nessun uomo Dio ha consegnato il potere di bloccare la salvezza… ma sicuramente a ognuno di noi Dio ha dato la possibilità di arricchire, con il suo personale Sì, la storia del suo amore  per ogni creatura.
In noi vivono doni, che ci sono stati consegnati come piccoli semi… sta a noi seminarli, difenderli, portarli a maturazione e renderli pane che sfama.
I semi-doni, chiusi nel sacco per anni, marciscono nell’umido deposito delle nostre coscienze.
I semi-doni, seminati, corrono tutti i rischi a cui la storia li espone: carestia ossia non valorizzazione da parte di altri; tempesta ovvero “mi sento usato/a da tutti!”; gelo e freddi alias la solitudine e l’incomprensioneeppure solo l’essere seminato, coperto dalla terra, l’essere in balìa dell’inverno, permette al seme di germogliare con i tiedipi raggi della della primavera e dare frutto nel caldo sole dell’estate. Così è per la nostra vita, i nostri doni, ciò con cui il Signore ha arricchito e reso unica la nostra vita.

Sono questi i doni attraverso cui, grazie al Sì personale di ognuno di noi, Dio arricchisce la storia del mondo e dell’umanità. Sono questi i talenti che il Padre ci mette tra le mani perchè il suo amore diventi più visibile, toccabile, concreto nella vita di tutti i suoi figli e nostri fratelli.

E’ proprio per questo motivo che il nostro Sì non è indifferente… non lo è per Dio che investe in fedeltà e non lo è per l’umanità che perde un’occasione per essere raggiunta dal suo amore.
Il nostro NO, il nostro eterno temporeggiare non lascia indifferenti… forse accontenta noi, almeno apparentemente, ma  non Dio, né l’umanità.  Se così fosse vorrebbe dire che la nostra vita è un caso e che i nostri doni sono doni insignificanti, utili a niente. Ma non è così!!!
“Andate!” – dice Gesù ai suoi discepoli. “Andate e annunciate! Andate e raccontate quanto il Signore ha fatto per voi! Andate e guarite, battezzate, indicate a ogni uomo, la via di Dio!” Questo diceva ai suoi discepoli, a tutti coloro che hanno scelto e chiesto di restare con lui, di imparare da lui, di ascoltare lui.

Doni dati, vita resa preziosa e unica: così Dio ci ha formato! E siamo un prodigio… ma lo siamo per esserlo, non per lasciarci sfiorire con il tempo, con le delusioni, con l’irrefrenabile voglia di essere sempre al centro di qualcosa.

Il nostro Sì: questo aspetta Dio e questo aspetta il mondo. Perchè solo nel Sì detto con amore e radicalità, l’amore diventa vero, toccabile e concreto… il suo amore per noi e tra noi.

Centinaia di migliaia di giovani, in questo momento si stanno lasciando interrogare da un Vangelo che tocca e scomoda, da Dio che dice: “Vai, annuncia il Regno, testimonia la presenza di Dio nella tua vita”. Ed è lo stesso Vangelo che valicando ogni frontiera, raggiunge te e dice: “Vai! Esci dalle tue certezze costruite, dai tuoi muri di difesa e racconta quanto Dio ha fatto per te! Vai e testimonia, oggi il suo amore”.

Dio è con noi! E’ per noi è con questo straordinario mistero che dobbiamo incontrarci! Ascoltiamo con il cuore e facciamo scendere in profondità quanto san Paolo scriveva ai Romani:

Rm 8, 31-35. 38-39

Che diremo dunque di queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui? Chi muoverà accuse contro coloro che Dio ha scelto? Dio è colui che giustifica! Chi condannerà? Cristo Gesù è morto, anzi è risorto, sta alla destra di Dio e intercede per noi! Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?
Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.

L’amore di Dio, in noi. L’amore di Dio per noi. Il suo amore con noi, ogni giorno, per sempre.
Come renderlo concreto verso gli altri? Come colorare il mondo del suo amore? Come far Sì che la il Vangelo diventi vita nella nostra vita?

Domani, saremo invitati a partire con tutti i giovani e ad andare verso il luogo dell’incontro con il Maestro Eucaristia. A vegliare insieme, pregando; a vivere il nostro pellegrinaggio del cuore. Ma oggi dobbiamo scegliere, ognuno personalmente, un atteggiamento da vivere, perchè oltre questo pc c’è un mondo reale che vive, che soffre, che chiede di incontrare Dio. Come portare lì il Vangelo? Qual’è la mia e tua concreta risposta a Dio, oggi?

Prega con il video: ANNUNCIAMO IL VANGELO

 

Per un maggiore approfondimento, per ascoltare un vox populi relativo al valore del Vangelo oggi, clicka su Passi verso Madrid 

La parola ai giovani/18_Agosto

Secondo giorno di Catechesi a Madrid dal tema Radicati in Cristo, radicati in colui nel quale ritroviamo noi stessi e la nostra identità! Radicarsi in Cristo  instaurando con lui un rapporto personale, di intesa, imparando a parlare la stessa lingua perchè possiamo essere sempre raggiungibili per ricevere i suoi SMS!!!

Queste alcune delle parole del vescovo  Mons. Diego Coletti della diocesi di Como che ha saputo davvero attirare l’attenzione di tutti i giovani presenti scatenando in più momenti il sorriso e la risata!!! Chiaro, conciso, concreto e simpatico!

Durante la catechesi c’è stata anche una breve testimonianza vocazionale di Suor Anna Nobili, ex ragazza immagine diventata suora dopo aver scoperto che il vero amore che cercava riusciva ad averla proprio da Dio ed è per lui che gira  il mondo portando la sua testimonianza e danzando per annunciare il Vangelo!!!

Leggiamo ora alcuni dei commenti lasciati sotto la tenda:

Simona – Brescia: “Se ti serve chiamami scemo, ma io almeno credo”

Chiara – Italy: Grazie Signore per questo dono

Fabiola – Spain: Gracias Segnore, por estas dìas en la jmj, y por la compania con la que estoy. Espero que nos puedem unos dìas cargatos de emotion y allegria 🙂

Maye Caracas – Venezuela : “Solo Dios conoce tus deseos mais profundo” 

Per oggi solo alcuni dei centinaia di messaggi lasciati sul nostro mega poster… ma ora vi salutiamo per dirigerci ad accogliere il papa a piazas Cibeles!!! Domani cercheremo di aggiornarvi!!! A tutti buon pomeriggio!

La parola ai giovani/17_Agosto

Secondo giorno a Madrid! Il caldo non scoraggia i tanti giovani pellegrini del mondo che con entusiasmo attraversano il parco del Retiro passando da uno stand all’altro della Fiera Vocacional!

Canti, balli, incontri  animano il lungo viale del Parco e i giovani si lasciano volentieri avvicinare anche dai nostri GEP, Giovani Evangelizzatori Paolini, che stanno vivendo Madrid da evangelizzatori!!!
Imparare a credere evangelizzando, che è il motto GEP, trova sempre più conferma anche in questa esperienza internazionale!!!

La parola anche a qualche GEP per sapere come stannovivendo Madrid da evangelizzatori!!!

Myriam – Veglie – GEP: Sono venuta qui a Madrid un po’ intimorita ma mi sono ricreduta… è un’esperienza incredibile e indescrivibile… ed è bello conoscere e tante persone di tante nazionalità con cui condividere la nostra fede!

Chiara – Salerno -GEP : Ola!!! Che bello essere qui, a Madrid, con tantissimi giovani di tutte le parti del mondo: Africa, Australia, Francia, Lettonia…e potrei continuare a lungo ad elencarvi  tutte le nazionalità che ho incontrato. Questa è la seconda Giornata Mondiale della Gioventù ma è la prima che vivo da GEP;  l’annuncio ai giovani del mondo fa parte del mio carisma e qui, ora, davvero posso viverlo appieno. Quanti giovani si fermano, chiedono, vogliono sapere a quale congregazione rispondiamo, prendono un rotolino con la Parola di Dio ed è davvero bello vedere i loro visi aprirsi al sorriso… il Signore dà coraggio a tutti noi pellegrini, anche a quelli che come me hanno quasi perso la voce e con i piedi doloranti. Benedetti i piedi di chi annuncia il Vangelo!!!

Anne Solene – France – Legionnaire du Christ:  bonjour j espere que les jmj sont une super experience dans votre foi priez pour le regne du christ sur la terre  et n  ayez pas peur de temoigner en son nom  ALLELUIA!!!!!! (Buongiorno spero che la gmg sia una super esperienza nella vostra fede, pregate per il regno di Cristo sulla terra e non abbiate paura di testimoniare nel suo nome!)

Messaggi arrivano anche via sms!!!

Laura: Non posso essere fisicamente lì pur desiderandelo molto ma vi penso e prego intensamente per voi. Ricordatemi in questi giorni di grazia a Colui nel quale abbiamo riposto la nostra fiducia. Grazie 

Mariangela: Salve non sono venuta a Madrid ma vi penso e prego per voi!

Antonio, Milena e il piccolo Ivan – Napoli: Un caloroso saluto!!!


Dawnie Maputi – Filippine:
 Mabuhay! Mula sa grupo ng Arkidyoses ng Manila Nagsisimula na ang World Youth Day dito sa Madrid, Spain. Dasal para sa inyong lahat 🙂 (Evviva! Dal gruppo dell’Arcidiocesi di Manila. la giornata mondiale della gioventù è già iniziata a Madrid e da qui una preghierina per tutti voi :-p

Occhi per vedere – 17 agosto/A Madrid con un Click

«Perché mi hai veduto, tu hai creduto;

beati quelli che non hanno visto e hanno creduto»

 Gv 20, 29

La beatitudine con cui si chiude il Vangelo di Giovanni, mi piace definirla, la beatitudine dei non vedenti! Vi suona strano? Anche a me! Strano, ma efficace. Ho sentito tante volte chiedere a Dio segni che permettano una fede più forte, più salda, più certa. Ma mi chiedo: siamo proprio sicuri che occorrano i segni perché questo accada?

Quanta gente sulle rive del lago di Galilea ha incontrato Gesù, ha visto segni straordinari e non ha creduto?

Quanta gente chiede segni, anche oggi, e poi dimentica di aver chiesto, ma soprattutto dimentica di aver ottenuto?

Quante volte ognuno di noi si è legato a una candela accesa, a una preghiera esaudita, a un miracolo ottenuto?

Eppure la beatitudine dei non vedenti ci spinge su orizzonti diametralmente opposti. Beati voi che non vedete; beati voi che credete nella notte; beati voi che muovete passi, fidandovi solo della sua voce; beati voi che non chiedete il conto per quanto avete offerto; beati voi che fate dei Sì detti, un Amen fedele; beati voi che non vedendo, non toccando, non stringendo prove tra le mani e nella mente, credete e lo fate fino in fondo, costi quel che costi!

Beato te che hai creduto Tommaso! Ma più di te è beata quella mamma che chinandosi sul corpo del suo piccolo, straziato dalla malattia ha detto: «Signore, mio!»… e lo ha detto piangendo.

Beato te Pietro che hai avuto il coraggio di stringere la mia mano per lasciarti risollevare dalle acque, di guardarmi nella notte del tradimento. Ma è ancora più beato colui che dopo aver tradito ha insegnato al suo cuore le vie del pentimento e ha incontrato nell’amore la forza di cambiare.

Beato te Zaccheo, che ascoltando la mia voce sei sceso subito e mi hai accolto in casa tua. Ma è ancora più beato colui che apre ogni giorno la sua casa al povero e condivide il poco di cui egli stesso vive.

Beati tutti voi che toccando il mio mantello, ascoltando le mie parole, percorrendo le mie stesse strade avete creduto in me e per me avete perso ogni cosa. Ma sono ancora più beati coloro che ogni giorno, in ogni parte del mondo, fanno della loro vita un dono, che scelgono di perderla per amore, che non misurano e amano, trovando solo nella croce il senso e la forza di ogni singolo Sì.

Beato te fratello senza nome che a Gerico hai ottenuto la vista! Ma più di te è beata ogni donna e ogni uomo che crede, continuando ad accogliere il buio del dubbio, della notte, della morte, della solitudine, della sfiducia, trovando in me e nella mia Parola la forza, la determinazione, la giusta motivazione per risorgere nel cuore.

Fermiamoci anche oggi, cari amici blogger! E lasciamo che la beatitudine dei non vedenti entri nella nostra vita.

A noi è chiesto di vedere con il cuore, di credere in pienezza, di pronunciare i nostri amen ogni giorno. Entriamo allora nell’esperienza degli apostoli, perché il Signore Risorto, oggi desidera incontrare noi e donare pace al nostro cuore inquieto, perché ognuno di noi possa credere che lui è il Figlio di Dio, il Salvatore!

 Gv 20, 19- 31

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: “Pace a voi!”. Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi”. Detto questo, soffiò e disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati”.
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: “Abbiamo visto il Signore!”. Ma egli disse loro: “Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo”.
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: “Pace a voi!”. Poi disse a Tommaso: “Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!”. Gli rispose Tommaso: “Mio Signore e mio Dio!”. Gesù gli disse: “Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!“.
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Cosa il Vangelo sussurra al nostro cuore? Quale passaggio interiore ci chiede?

Prega con il VIDEO: SALDI NELLA FEDE

Per maggiore approfondimento, per ascoltare un vox populi sulla Fede, clicka su Passi verso Madrid

La parola ai giovani/16_Agosto

Ecco a voi alcune voci da Madrid… centinaia e centinaia di volti e di commenti sul grande poster vicino la tenda!!!

La parola ai giovani!!! Il primo messaggio è stato lasciato da Alessia di Siracusa!!!

Alessia – Siracusa: Spalancate le porte a Cristo!

Ilaria – Italy: Cristo è qui… in mezzo a noi! Un saluto a chi non è venuto, preghiamo per voi!

E. – Italy: Affidati e fai sempre del bene!

Pippo – Italy: Ciao Firenze un bacio da Madrid!

Sarah – Texas: Hola todos wt miss you!!!

Rosy – Portorico: Saludos de Puerto Rico Juntos podemos cambiar el mundo!

 Lia -Pioltello: Quanta gioia oggi!!! Grazie!

Antonella – Italy: Uniti nella fede!

Marco – Venezia: Un abbraccio da Madrid!

Emmanuel: Viva los jovanes cristianos del mundo!!!


Giovani del Casentino: Stiamo conquistando Madrid! Noi non torniamo, buttateci la pasta!!! Luccia, Giulia, Luca, Gabriella, stefano, Viola e sr Francisca!!!

Claudia – Santander:  formar parte de algo tan grande es muy bello

Maria Rosaria – Foligno(PG): è un’esperienza dell’amore di Dioche passa attraverso i fratelli davvero meravigliosa…grazie Signore per le tue meraviglie!!!

Victoria, Nathalie, Katy et Madeleine – Lille (France):Un grand bonjour à tous ceux aui ne peuvent vivre cette expérience magique et riche en émotions . Nous sommes de tous coeur avec vous dans la prière . Gros bisous de Madrid. (Un grande buongiorno a tutti coloro che non possono vivere questa esperienza magicae ricca di emozioni. Noi siamo con tutto il cuore con voi nella preghiera! Bacioni da Madrid)

Simba Mariwande Zimbabwe: hi everyone this is a great place

Dylan Maradza Zimbabwe: To all who are concerned this is a very fruitful experience in my view and can not be described very easily… (A tutti coloro che sono connessi questa è un’esperienza feconda nella mia vita e non posso descriverla facilmente… )

E purtroppo il resto del messaggio si è cancellato prima di riuscire a salvarlo ma ringraziamo il giovane simba che con molta carineria ha proprio voluto lasciare un pensiero soprattutto per gli amici connessi in rete!!! (n.d.r.)

Michael (on behalf of St Francis of Assisi Church,Singapore) God is great! He is almighty and praiseworthy to call the youths to gather together and glorify Him. It is a fantastic experience. We pray that all youths of the world will inspire the other youths around them and bring the true Life and the Way and Truth to them. Greeting and Regards from Singapore!! Sunny island of Asia! (Dio è grande! Lui è onnipotente e degno di lode perchè ha chiamato i giovani a riunirsi per rendergli gloria. é un’esperienza fntastica! Preghiamo che tutti i giovani del mondo ispirino altri giovani che gli stanno attorno e li portino alla vera vita, via e verità! Saluti da Singapore un’isola piena di sole dell’Asia).

Anja – 18, Germany: We are here on the world Youth day and the experience here is great.we are happy that we have  Christ in our life. (Siamo qui alla Giornata Mondiale della Gioventù e l’esperienza qui è magnifica! Siamo felici di avere Cristo nella nostra vita).

Katharina – 16, Germany: gott ist unser hirte und wir sind seine schaefchen. wir folgen ihm durch unseren glauben und werden auch so von ihm geleitet. (Dio è il nostro pastore e noi siamo le sue pecorelle, con la nostra fede lo seguiamo e veniamo così anche da lui condotti)

E un caro saluto arriva anche dal Molise da Antonella, Elena e Alessandra!

Il gruppo peregrino Gesù, Maria e Giuseppe – Cabudare (Venezuela): Grazie a Dio per tanto amore. salutti a tutti da il parco del retiro a Madrid. Karin Antonella. Saludos a la Parroquia Divino Nino del Trigal.

En la Tienda de la Parabra – GMG 2011

Ci sono mille modi per vivere una GMG

…e mille atteggiamenti la rendono unica per ognuno.

La ricerca, la scoperta, lo stupore, la paura, l’entusiasmo, la voglia di esperienze forti e condivise, la gioia e soprattutto la CONDIVISIONE!!!

Condividere la propria fede ci rende, paradossalmente, più forti nel credere. Dare ragioni ad altri di ciò in cui crediamo, rende più stabili anche noi nel credere, nel pronunciare i nostri Amen…

A credere si impara evangelizzando, e questa si afferma sempre più come la regola d’oro di chi in Gesù Cristo ci crede donandolo.

A credere s’impara evangelizzando e questo è ciò che credono fermamente quei giovani che hanno scelto di vivere la GMG da evangelizzatori.

Con noi suore Paoline, un gruppo di Giovani Evangelizzatori, i GEP, animeranno la Tienda de la Palabra: uno spazio di annuncio, animazione, condivisione della Parola di Dio.

Con fantasia e creatività vogliamo rendere la Tenda internazionale un punto di incontro tra i giovani e la Parola, proprio perchè la Parola come seme fecondo posso raggiungere il cuore di tutti!!!

Vi aspettiamo cari giovani pellegrini. Ci sono seme di Parola che attendono di essere da voi accolti e condivisi… come?
Sotto la tenda lo scoprirete!!! 😉

La tienda de la Palabra ti aspetta a Madrid nel Parco del Retiro,

all’interno dell’Expo Vocacional, Paseo (viale) Fernán Nuñez –

stand n. 4

E noi aspettiamo te e il tuo gruppo!!!

Se poi vuoi andare on line con le tue preghiere o i tuoi commenti alle catechesi, agli eventi che vivrai, alla GMG 2011 guardata con i tuoi occhi allora potrai mandarci sms al 3408404419. Dal 16 saranno on line!!!

Guarda la video – intervista… a questo punto tutto è pronto. A Madrid aspettiamo solo te!

Radicati e fondati in Cristo! Uno… due… tre passi insieme verso Madrid!_1°Passo

Unoduetre passi verso Madrid

1°Passo: Radicati in Cristo

di Suor Mariangela Tassielli


La Giornata Mondiale è per i giovani di tutto il mondo un appuntamento importante per riattivare la fede, per testimoniarla al mondo, per scoprirsi parte di una grande Chiesa in cammino.

Tre passi verso Madrid è il percorso di preparazione immediata che proponiamo a tutti coloro che desiderano preparare il cuore per quello che a Madrid sarà uno straordinario incontro con Dio.

I tre passi potranno essere compiuti attraverso un percorso multimediale (vox populi, schede di riflessione, preghiere visualizzate) proposto e pubblicato sul sito www.paoline.it nelle seguenti date:

La prima tappa è online!!! Non ti resta che cliccare su www.paoline.it!!!


Libri …on air! – Bologna

“Buongiorno Bologna! È sabato mattina e anche oggi, come tutti i sabati dalle 9.15 alle 11.00, siamo pronti per tenervi compagnia con tante notizie, musica, eventi, cultura e divertimento. State ascoltando il programma Inside – dentro la notizia condotto da Marco e Marco”.

In realtà è molto interessante e completamente diverso vivere questo annuncio dall’interno dello studio di Radio Nettuno tra fili, microfoni, fogli volanti, giornali, Jessica e Annalisa in regia che tentano di coordinare due conduttori un po’ indisciplinati e che, a sorpresa, si scoprono essere due sacerdoti: don Marco Baroncini e don Marco Ceccarelli.

La trasmissione copre l’intera programmazione del sabato mattina alternando momenti vari a musica e rubriche fisse. Il primo appuntamento importante sono I 120 secondi: alcune notizie importanti della settimana raccontate in 120 secondi. Segue l’intervista al responsabile di Bologna 7, inserto domenicale di Avvenire nella diocesi di Bologna. Tra musica, battute e informazioni si alternano ospiti in studio o al telefono.

Ma di cosa parlare? Di cultura, di eventi locali e nazionali, di Chiesa, di persone.

Subito risuonano nelle orecchie e nel cuore, come un ritornello, le parole di don Alberione: la radio è un mezzo di comunicazione molto utile per l’evangelizzazione, di tutto parlare cristianamente… E così, un po’ per prestare un servizio alla diocesi, un po’ per far conoscere la propria missione, anche le Figlie di San Paolo si sono messe in onda.

Ogni sabato mattina, infatti, uno spazio fisso di una decina di minuti è stato riservato alla presentazione di un libro, il libro della settimana, a seconda delle tematiche e delle occasioni, e gli ascoltatori bolognesi hanno potuto ascoltare il suggerimento di qualche novità editoriale dalla mia voce in diretta telefonica dalla Libreria Paoline.

Intanto la comicità dei conduttori, che non hanno risparmiato battute divertenti alla povera postulante, ha fatto crescere il rapporto di conoscenza, collaborazione e amicizia. Ho iniziato ad andare in studio, ad essere presente per un tempo maggiore nella trasmissione, a presentare, sempre con uno stile brioso e allegro, pubblicazioni e audiovisivi su temi specifici (educazione, testimonianze, vocazioni, beatificazione di Giovanni Paolo II, Fiera del libro di Torino, comunicazioni sociali,…). Particolarmente efficace è stato la testimonianza dell’attore e comico Bruno Nataloni. Attore, papà, studente della Facoltà Teologica, animatore di corsi di dramma-terapia e futuro partecipante al Festival del teatro del sacro. Ci ha fatto gustare la possibilità di parlare di Dio con affetto, ma anche con gusto e divertimento attraverso il potente mezzo del teatro e della comicità.

Non meno importante e gradito è stato l’aiuto di Nikki che, oltre ad essere spesso presente a documentare con la macchina fotografica i diversi momenti, ha partecipato con me a una puntata di Radio 12 porte a proposito della giornata mondiale delle vocazioni. Abbiamo raccontato la nostra chiamata, il nostro percorso di Postulato e abbiamo anche scoperto di avere dei fans che sono venuti a trovarci in libreria.

Le strade dell’etere, ho capito, rischiano di essere difficilmente controllabili: non si riesce a cogliere quanti sono e chi sono coloro che ascoltano. Di sicuro la radio è un mezzo molto utilizzato e può essere un buon modo per condividere un pezzo di strada con questa umanità. Non so quanto e a chi sia servita questa nostra partecipazione come Figlie di San Paolo ma certamente mi sono divertita ed è iniziata una fruttuosa collaborazione con l’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Bologna che spero non finisca con la chiusura estiva del programma!

 Veronica Bernasconi