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News su Iniziative 2010 – 2011

28 Novembre 2010

a Napoli

Incontro di formazione e spiritualità

per giovani fino a 30 anni

info e contatti su: iniziative

 

Campo invernale per giovani fino a 30 anni!

Campo invernale

Per Giovani fino a 30 anni

La perla preziosa

E dopo Natale?

La fede, Dio, i suoi progetti d’amore,
la sua voce, la sua Parola
possiamo sentirla viva per noi?

Tra l’ascolto e la preghiera
la riflessione e la condivisione.

Vieni per vivere con noi
un laboratorio della fede
per riscoprire e dare valore
al grande dono di Dio con noi!


Roma – 26/30 dicembre 2010

Ti aspettiamo!!!


Animatrici: Sr. Mariangela sr. Silvia, Figlie di San Paolo

Sede: Roma, presso comunità Regina degli Apostoli, Via Antonino Pio, 75 – nei pressi della Basilica di san Paolo fuori le mura.

Porta con te:

  • Bibbia e quaderno personale
  • Strumento che sai suonare
  • Lenzuola o sacco a pelo e asciugamani
  • tanto desiderio di Dio

Contributo per il soggiorno: 60.00 euro

Info e contatti per adesioni:

Scarica la locandina: camposcuola Natale con le paoline

Scarica il depliant: depliant campo scuola con le Paoline

Parabolando – Per una fede che diventa vita – Zaccheo /1

Napoli: Parabolando… 1° incontro di formazione e spiritualità per giovani

Domenica 17 ottobre è iniziato il cammino annuale di spiritualità e formazione organizzato e animato dalle Figlie di San Paolo per tutti i giovani dai 17 ai 30 anni del centro-sud Italia (vedi nella pagina delle iniziative).
Gli anni passano e i giovani crescono e fanno le loro scelte di vita… sembra una frase banale, e invece, è un’importante e vitale verità che quest’anno abbiamo potuto toccare proprio con mano. Molti dei giovani che in questi anni hanno frequentato i nostri incontri, infatti, superata più o meno la soglia dei 30 anni (e diciamo più o meno perché i cammini di vita e le scelte importanti non arrivano in automatico alla soglia dei 30 anni) hanno iniziato collaborazioni e cammini “paolini” più appropriati alle loro scelte di vita e alla loro età. Tra questi, due dei GEP (Giovani Evangelizzatori Paolini) “storici” , Dalia Mariniello e Claudia Frittelloni, hanno accettato per quest’anno di collaborare, assieme a sr Mariangela Tassielli e a sr Silvia Mattolini, all’animazione degli incontri mensili per i più giovani. Domenica scorsa la nuova equipe è entrata in funzione a pieno ritmo. Come sono andate le cose?

Lasciamo la parola a due giovani partecipanti:

 

C’era una certa eccitazione domenica mattina, quando mi sono svegliata presto, ancora buio, mentre andavo alla stazione, nel viaggio in treno e scendendo le scale della stazione di Salerno per aspettare gli altri… Forse perché non vedevo il gruppo da Maggio, forse perché era il primo incontro di un nuovo anno, o perché sentivo che ci sarebbero state tante tante novità! Fatto sta che scoppiavo di gioia nel rivedere i loro volti con qualche nuova sfumatura e i capelli di qualcuno più lunghi! Nonostante l’incontro sia stato ridimensionato ad un solo giorno invece del consueto weekend (che peccato!), la giornata è stata davvero ricca e intensa! A fine giornata non mi sembrava vero aver vissuto tutte quelle cose.
Abbiamo trattato il brano evangelico dell’incontro tra Gesù e Zaccheo. I canti hanno accompagnato alcuni momenti dell’incontro e si sono trasformati davvero in preghiera, spesso riuscendo ad esprimere pienamente cosa il nostro cuore voleva dire. In più, i momenti di risate e divertimento non sono mancati… dai palloncini ai giochi, al sicomoro che voleva diventare grande “personaggio protagonista”! Leggendo il brano del Vangelo, ho pensato alla meraviglia di Zaccheo nel ricevere Gesù ospite a casa sua! Gesù chiama…  Zaccheo risponde e accoglie! Ognuno mette del suo. Solo così la salvezza può entrare, anzi, “accadere” in casa sua per rimanerci e lui, dapprima peccatore, è subito pronto a pentirsi. Ha sentito su di sé lo sguardo amorevole e la sicurezza, nostra e sua, di essere figli amati da un Padre attento e misericordioso. Una sicurezza calda e “morbida” che ci avvolge come un batuffolo! E mi è venuta in mente una frase che mi piace molto e da tempo non riesco a togliermela dalla testa: “Questa è la vera felicità: amare ed essere amati”. Gli orizzonti di Dio, però, non sono mai limitati; dopo il “sì” che lo accoglie in casa nostra, ci invita a metterci in gioco, a seguire il suo cammino… E così spero di camminare, da GEP 🙂 , lungo “Parabolando – Per una fede che diventa vita”, il viaggio nuovo e sicuramente sorprendente di quest’anno!

Maria Chiara – Campagna (SA)

Il 17 ottobre si è aperto il nuovo percorso annuale di formazione e spiritualità per giovani organizzato dalle Figlie di San Paolo. Il nome? Parabolando.
Il primo incontro tuttavia non si è basato su una parabola, come potrebbe lasciar intendere il ‘titolo’ del percorso, bensì su un altro brano del Vangelo, che però ha molto di simbolico in esso. Si è trattato difatti del diciannovesimo capitolo del Vangelo di Luca, l’incontro tra Gesù e Zaccheo, spunto da cui è partita la nostra riflessione.
Ci siamo subito incentrati su delle domande, che tutti noi ci poniamo, dove mi porta la mia vita?, “Che cosa cerco?”, in breve “Ho uno scopo nella vita?”. A questo quesito abbiamo cercato di dare una risposta: il nostro obiettivo deve essere l’incontro con Gesù. Ed eccoci immedesimati in Zaccheo! Ma non dobbiamo dimenticare che Zaccheo aveva un problema: la statura, che diventava un ostacolo sul suo cammino impedendogli di vedere Gesù tra la folla. Da qui la domanda “abbiamo anche noi degli ostacoli, che non ci permettono di andare avanti?”. Zaccheo per superare il suo limite si è arrampicato su un sicomoro; sicomoro che è diventato così mezzo per superare il suo muro; il quesito che, dunque, ci siamo posti è “Siamo capaci di trovare uno strumento per superare ciò che ci ostacola? Ma, soprattutto, ne abbiamo il coraggio?”.
Tante domande che ci hanno fatto riflettere tanto per il resto del nostro incontro, che come sempre è riuscito a conciliare lo stare insieme e lo stare con il Signore in perfetta armonia! Non potrei dirmi più contenta di come abbiamo trascorso la giornata domenica, in allegria, nella gioia e insieme a Gesù! Questi incontri sono un prezioso dono che è stato condiviso anche con me, perché permettono a me, come a tutti i giovani interessati, di trascorrere del tempo condividendo il proprio universo di fede, ampliandolo e facendo in modo che, oltre ad un rapporto a tu per tu con Dio, la nostra fede sia anche un mezzo di coesione tra di noi!

Chiara – Napoli

 

 

Avete amato

Siete passati, come scintille, che brillano nella notte scura;
come viandanti avete percorso strade fangose e faticose;
vi siete fermati a guardare volti stanchi,
regalando un sorriso con libertà […]
Avete bussato a tutte le porte quelle dei piccoli e dei forti;
per compiere il bene, tutto quel bene,
che cresce nei solchi duri che,
bagnati dal pianto danno frutti duraturi,
orizzonti infiniti per chi ricerca verità…
Salirò, salirò, fino a raggiungere il cielo
che ora appartiene a voi,
testimoni suoi, testimoni d’amore…

(Avete amato, Cristina Damonte dal cd
C’è ancora amore)

Streghe, fantasmi, demoni, magia nera… ecco cosa ci lascia in eredità la notte tra ottobre e novembre. Colpa della globalizzazione, di un desiderio sempre meno controllato di voler imitare chi abita oltre oceano; colpa forse di un taglio troppo netto e poco lungimirante con la nostra storia, le nostre tradizioni e perché no, con quella fede di cui tutti ci diciamo credenti, ma non praticanti…

Cosa rimane di quel famoso “mese dei morti”? E poi perché essere sempre così lugubri? Sarà casuale che il mese capace di riempire cimiteri di tutto il mondo cristiano, inizi con la celebrazione di “Ognissanti”?

Casuale… poco! Interessante… molto!

Novembre è uno tra i mesi più strani dell’anno e per certi aspetti ha il profumo del passaggio. Qualcuno dice che sia il più triste, eppure inizia con una delle più belle feste della cristianità: la festa della santità.

E perché di santità questi giorni possano colorarsi ho pensato di proporvi la canzone Avete amato”. Cantarla, ascoltarla e, perché no?!, pregarla, mi ha fatto pensare a quello stuolo infinito di santi che ci hanno mostrato il senso vero del vivere e del morire; del donare e del ricevere; del chiedere e dell’offrire.

Ma non voglio prolungarmi oltre. Vi ripropongo una mini-intervista fatta, qualche anno fa, a suor Cristina Damonte, autrice del canto. Le chiesi di donarci alcune preziose chiavi di lettura per penetrare l’universalità di un messaggio – la santità – che trova, nel sì di ciascuno la sua singolarità.

 

Suor Cristina, chi sono i “protagonisti” di cui canti?

Ci sono persone che nella loro quotidianità hanno vissuto la vita come un canto d’amore, permettendo alla vita di esprimersi con passione, con gratuità, con pienezza. Non hanno cercato pubblicità, non hanno calcato le scene di nessun teatro e di nessun pulpito, ma hanno semplicemente creduto all’amore e per questo hanno dato tutto, hanno consumato i loro giorni dando precedenza a coloro che, nel nostro mondo, contano ancora troppo poco. Sono diventati testimoni credibili del Vangelo della bellezza e della tenerezza, manifestando il vero volto di Dio che è un volto di misericordia e di accoglienza senza frontiere.

Il ritornello sembra una sfida: «Salirò sempre più in alto… oltre il tempo, fino a Dio». E’ una sfida per tutti?

Guardare in alto allarga gli orizzonti del nostro cuore, indica il coraggio di chi non si accontenta di piccoli e ristretti traguardi, ma ricerca un oltre. Il verbo salire non è solo un verbo di movimento, indica anche fatica, sudore, ma anche certezza in una meta che non deluderà le nostre attese anzi, diventerà casa eterna per tutti coloro che hanno scelto di condividere i loro giorni nell’amore.

Nei concerti affermi che le tue canzoni nascono dai volti di chi incontri. Vale anche questa volta?

Sì, anche questa canzone mi è stata suggerita dalla gente che ho incontrato in questi anni: è sintesi di tante esistenze donate nella gratuità, nel silenzio, nell’accoglienza del diverso. Fa bene al cuore sapere che anche nel nostro presente, come nel passato e, certamente, nel futuro ci sono e ci saranno persone che si fermano ad ascoltare e a raccogliere i sussulti del cuore umano, che non si vergognano di “perdere tempo” ad aspettare gli ultimi della terra anzi, hanno già intravisto che i perdenti saranno i vincitori, i poveri saranno i veri ricchi, coloro che piangono saranno i dispensatori della vera gioia. Forse per alcuni tutto ciò non è alla moda, o non cambia il mondo, ma personalmente credo che fino a quando ci sarà sulla terra un uomo o una donna capace di soffrire per la vita, ci saranno sempre nuovi mattini capaci di generare figli del cielo.


A suor Cristina il nostro augurio e la nostra preghiera!

A tutti i santi di ieri e di oggi, semplicemente: Grazie!

Suor Mariangela fsp

 

Il filo rosso dello Spirito Santo

Che cosa succede quando si riceve lo Spirito Santo con la Cresima? Lo Spirito ci riempie di doni e ci traccia ogni giorno la strada per essere felici. Lo spirito guida e dirige la vita e le scelte. Per noi, postulanti delle Figlie di San Paolo, è così.

Dio, per noi, non è un vecchio signore seduto in trono ma è vivo e vicino, è il Dio di Gesù Cristo. Se Dio non è una favola e Gesù non è un superman ma un amico, allora non possiamo nasconderlo!

Quello che serve è un filo rosso che leghi i tempi e i luoghi della vita, una gioia profonda che dia sapore a ogni gesto della giornata. Questo filo è lo SPIRITO SANTO!


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Noi abbiamo deciso: metteremo la nostra mente, il cuore, i pensieri, il corpo, inostri spazi e tutto il nostro tempo a servizio dell’annuncio del Vangelo, con le parole e la vita. Gesù parlava nelle piazze e noi annunceremo il Vangelo con i mezzi della comunicazione sociale tra le Figlie di San Paolo!


Ma tu sei amico dello Spirito Santo? E qual è la tua vocazione? Prova a rispondere a queste semplici domande… il resto lo vedrai accadere! Auguri caro amico e cara amica, lo Spirito, scendendo su di te, ti ricolmi della pace vera, della felicità duratura, di tutti quei suoi straordinari doni che potranno rendere la tua vita bella!

 

Nikki e Veronica,
postulanti Figlie di san Paolo

Ci uniamo all’augurio di Veronica e Nikki… augurio rivolto ai ragazzi della Diocesi di Bologna! Augurio che però, come redazione, estendiamo a tutti i cresimandi di ogni parrocchia, ai loro catechisti, a tutti coloro che si mettono in gioco perchè la fede diventi vita nella vita di tutti!

News su Iniziative!!!

Parabolando

per una fede che diventa vita

INCONTRI DI FORMAZIONE E SPIRITUALITA’
PER GIOVANI DAI 17 AI 30 ANNI

 

Speciale campi estivi (2a parte)

Acerno (SA): “Sulle vie del Vangelo!” – Missione biblica paolina 2010

 

Domenica 1 agosto è cominciata l’avventura dei GEP (Giovani Evangelizzatori Paolini) ad Acerno (SA) e il paese per una settimana si è colorato di giallo per via delle nostre maglie…. per le sue strade, infatti, vagavano lasciando una scia gialla 12 ragazze, guidate da quattro suore Figlie di San Paolo (sr Mariangela Tassielli, sr Silvia Mattolini, sr Cettina Talarico e sr Teresa Beltrano), tutte, giovani e suore, originarie di varie parti d’Italia e non (Filippine, Lombardia, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia) con caratteri diversi, esperienze diverse, vite diverse ma mosse dallo stesso Spirito verso un unico fine: far nostre nonostante i limiti e le fragilità umane le parole che Gesù, dopo la risurrezione, ha detto ai suoi discepoli: “Andate e annunciate il Vangelo a ogni creatura. Ovunque entrate portate la pace!”. Così nella Celebrazione Eucaristica di domenica 1 agosto noi giovani evangelizzatori abbiamo ricevuto il mandato missionario rappresentato simbolicamente dal Vangelo e dalla Croce, segno della Carità di Cristo e della fede in Lui, che ci sono stati consegnati da don Marco De Simone, il parroco della parrocchia di S. Maria degli Angeli dove la missione biblica paolina ha avuto luogo. Poco dopo il mandato, si è svolto un incontro con catechisti, animatori e operatori pastorali nel salone parrocchiale sul tema: La parola cerca casa. È stato a partire da questo momento che abbiamo cominciato a familiarizzare con alcune persone che nei giorni successivi ci hanno ospitato a pranzo dimostrandoci una grandissima disponibilità e cordialità.
Da lunedì 2 agosto fino all’8, l’ultimo giorno, le nostre giornate sono state scandite da ritmi precisi con appuntamenti fissi ma anche con tanti inevitabili “colpi di scena”.
La mattina sveglia alle 7.00 (salvo rare eccezioni… che fatica!), colazione e alle 8.30 celebrazione delle Lodi in parrocchia. C’era poi un’ora abbondante dedicata solo a noi. Suor Mariangela con le sue catechesi ci ha aiutato a capire che direzione dovesse seguire la nostra vita per essere evangelizzatori. Molti spunti di riflessione dopo la lettura di brani del Vangelo hanno accompagnato questi momenti. Ci siamo soffermati anche su alcuni pensieri del Beato Alberione, fondatore delle Figlie di San Paolo e della Famiglia Paolina. È bella l’immagine che dà degli evangelizzatori, dice: “Diffondere la Sacra Scrittura. È la lettera scritta da Dio agli uomini, ma mancano i postini che la portino: voi farete i postini”. Don Giacomo poi incita ad andare avanti anche quando sembra di avere il mondo contro perché, e cito, “anche se si dovesse salvare un’anima sola, vale bene la pena di lavorare per tutta la vita, dopo che Gesù ha dato la sua per salvarla!”. Abbiamo anche riflettuto su un altro pensiero di don Alberione: “La mente sia disciplinata: pensi la verità; il cuore sia incitato ad amarla!”.
Bisogna poi cercare un “equilibrio cioè: occorre che mente e cuore si sviluppino in armonia per sostenere la volontà, come due gambe che devono portare il corpo”. Accompagnati da queste riflessioni/provocazioni noi missionari partivamo poi verso gli stand che erano stati adibiti in tre punti del paese per far vedere e toccare con mano la nostra presenza e poter diffondere, tra le altre cose, il programma con gli appuntamenti della settimana. Un angolo dello stand era riservato alla Parola. C’era una Bibbia aperta, una candela accesa e un cestino con tanti rotolini contenenti brani della Parola di Dio che ognuno poteva prendere e, ogni volta che accadeva, la Parola letta era immancabilmente adatta alla storia e alla vita della persona che aveva preso il piccolo rotolino. Sì, può sembrare incredibile, ma lo posso confermare sia perché l’ho sperimentato sulla mia pelle sia perché ho assistito alla reazione di tanti giovani e adulti che leggendo il rotolino rimanevano a bocca aperta. Sì, quel rotolino poteva rappresentare una soluzione a un dubbio che chi si avvicinava portava dentro da tanto, un incoraggiamento, una consolazione e tanto altro… Era la Parola di Dio di quel giorno per ognuno di loro. Alle persone che si avvicinavano allo stand proponevamo di prendere il rotolino e se giovani fino ai 30 anni parlavamo loro anche dell’ sms-Vangelo, un messaggio che si riceve sul cellulare e che contiene la parola di Dio scritta usando il linguaggio dei giovani e della nostra Buona domenica! Inoltre il nostro compito principale era quello di far prenotare ad ogni famiglia un Vangelo, che sarebbe stato consegnato domenica 8 agosto durante la Festa del Vangelo, culmine della missione, durante la celebrazione Eucaristica conclusiva delle 11.30.
Dopo aver smontato lo stand eravamo pronti per il pranzo nelle famiglie. Che bei momenti! All’inizio c’era un po’ di imbarazzo da parte nostra perché si doveva andare a pranzo da persone che non conoscevamo, ma questo durava appena un attimo. Il sorriso dei nostri ospiti, la premura dimostrata nel preparare tutto meticolosamente, i loro discorsi, hanno stemperato subito quel disagio che di solito c’è tra persone che non si conoscono. Quanto è stato bello il momento del pranzo! Quante amicizie sono nate, quante storie condivise, quanta accoglienza dimostrata!
Nel pomeriggio noi GEP sostavamo per un’ora e mezzo circa davanti a Gesù Eucaristia. L’Adorazione insieme alla catechesi del mattino sono state per noi il “carburante” di quei giorni. Pregare insieme e poi in silenzio davanti a Gesù vivo e vero significava per noi ripercorrere con la mente tutti i momenti vissuti nella mattinata, ricordare tutti i volti incontrati, tutti i sorrisi ricevuti, pregare per le persone che ci erano passate davanti indifferenti. Stare davanti a Gesù significava presentare a lui tutti gli occhi che colpivano i nostri: occhi accesi e luminosi, occhi indifferenti, occhi spenti, delusi, incompresi… e affidarGli noi stessi perché “potesse allontanare da noi la tentazione dello scoraggiamento, della paura, della delusione, del protagonismo, del sentici troppo fragili, incapaci, impreparati”, invocarLo perché abitasse in noi, perché fosse Lui a parlare tramite noi, suoi strumenti, con la consapevolezza che “da noi nulla possiamo, solo con Lui possiamo tutto”.
Dopo la carica dell’Adorazione la nostra giornata continuava con il Santo Rosario e la celebrazione Eucaristica. La sera uscivamo per le strade di Acerno per coinvolgere la cittadinanza nelle nostre varie attività.
Lunedì 2 agosto sul sagrato della chiesa madre c’è stata una catechesi al popolo sul tema: La parola tra noi! Come prima o più di prima? con l’aggiunta di una personale testimonianza di vita di tre ragazze GEP.
Martedì 3, invece, è stata organizzata la serata Giovani in festa al Bar Piccadilly, un locale che ad acerno richiama molti giovani, con l’obiettivo di coinvolgere quelli che frequentano con meno assiduità la parrochia con giochi e musica. È stata una bella serata grazie all’attenta organizzazione e ad un’animatrice veramente in gamba: Claudia, una nostra GEP, che ha anche portato la sua esperienza di cantautrice a conclusione dell’incontro per giovani, Musica e Fede, svoltosi il giorno successivo allo stabile del Forum. L’incontro, guidato da suor Mariangela, si è aperto con l’ascolto di due canzoni: “Non siamo soli” di E. Ramazzotti e R. Martin e “Siamo soli nell’immenso vuoto che c’è” di Raf; a queste è seguita la visualizzazione di un videoclip profondo giocato sulla Parola di Dio e sui testi delle canzoni più in voga dei nostri giorni e poi ancora tre canzoni che rappresentavano la realtà dell’esistenza secondo diverse sfumature: “Vivi per un miracolo”dei Gemelli Diversi che abbiamo collegato al grigio dell’esistenza (dubbio),”Perdonami” di Boccadoro che si collegava al nero (rabbia) e “Male che fa male” di Alex Baroni che invece si collegava al blu (certezza). Alla fine la testimonianza in musica di Claudia Frittelloni che con canzoni scritte da lei ci ha comunicato le emozioni, le ansie, le riflessioni di alcuni momenti della sua vita e poi l’incontro con Dio e la voglia di condividere questa gioia con gli altri.
Giovedì 5 agosto siamo andati nella casa di riposo Hotel Stella per allietare il pomeriggio degli anziani che erano lì. È stata una grande gioia per noi riuscire a far sorridere queste persone sofferenti con qualche canto, ballando, muovendo le mani a tempo e a far brillare i loro occhi. Dopo un po’ di animazione è stata celebrata la Santa Messa e poi nella serata abbiamo partecipato a una rappresentazione teatrale sul martirio di San Donato, il santo patrono di Acerno di cui ricorreva la festa il 7, proprio durante la missione biblica.
Venerdì 6, da mezzanotte in poi, c’è stata la notte bianca: una veglia Eucaristica itinerante per le vie della parrocchia. Per me è stata un’esperienza indimenticabile. Camminare in silenzio alla presenza dell’Eucaristia è stata una grandissima emozione. Pregando le “Notti di Paolo” abbiamo vissuto momenti forti di preghiera e di riflessione. Significative sono state le varie soste che hanno permesso un coinvolgimento costante di tutti i fedeli presenti. È stato toccante vedere nella cattedrale di san Donato, a conclusione della Notte Bianca, quanta gente avesse seguito il Santissimo sebbene fossero passate ormai da un pezzo le 3.00 della notte e si facessero sentire la fatica, il freddo (Acerno è a c.ca 700 m sul livello del mare) e la stanchezza.
In cattedrale siamo ritornati poi la sera del giorno dopo per partecipare alla solenne celebrazione in onore di San Donato nel giorno della sua festa. La mattina dello stesso giorno e della domenica si è tenuta anche la mostra del libro.
Siamo giunti, così, alla fine della nostra missione. La celebrazione Eucaristica conclusiva delle 11.30 dell’8 agosto è stato il cuore della nostra esperienza perché durante questa sono stati benedetti e distribuiti gli oltre 600 Vangeli prenotati. Abbiamo pregato perché questo non fosse un semplice gesto di rito ma uno stimolo affinché ogni persona ricevesse il Vangelo non come un semplice libro da accantonare nella libreria ma come vera Parola da accogliere, onorare e leggere nella propria famiglia. Al termine della Messa don Marco, che ci ha accolti con esemplare ospitalità, ha consegnato a ciascuna di noi e alla suore che con la loro preghiera, il loro lavoro e le loro premure ci hanno guidato e sostenuto in ogni istante una piantina di fiori come ricordo di questa intensa esperienza.
Per me è stata un’esperienza costruttiva che mi ha permesso di mettermi in gioco e di rompere la noia quotidiana della mediocrità. Sono poi molto contenta perché tutte le persone che ho incontrato mi hanno lasciato qualcosa di loro e tanti dialoghi e confronti mi hanno chiarito vari dubbi, mi hanno fatto capire qualcosa in più, hanno arricchito la mia esistenza. Questa missione mi ha lascito dentro tanto, mi sento molto carica. È per questo che non riesco a tenere per me questa grande Gioia… non lasciamoci sfuggire queste esperienze forti che ci scuotono dal torpore quotidiano e ci segnano positivamente. Ne vale la pena!

Maria Stella – Veglie (LE)

In breve:

“Questo è il momento! Ora vai e invita tutti quelli che incontri ad avvicinarsi alla Parola”. Con questa frase è iniziata la missione per me, postulante delle Figlie di San Paolo, parole che esprimono il mio desiderio di portare a tutti il Vangelo. Ma, quasi per assurdo, la prima sensazione è stata la paura… sì, puro timore unito a imbarazzo. Il panico di andare in mezzo alla gente si è impadronito per un attimo di me che sono una persona riservata. Come fare ad avvicinare le parsone? E se le disturbo? Se a loro non interessa quello che proponiamo? Cosa penseranno? Se mi rispondono male? Chi sono io per pretendere di avvicinarli a Dio?…
Poi la collaborazione dei miei compagni di viaggio, la faccia stupita e curiosa dei passanti, la sicurezza di essere guidata dall’alto e ho capito che a evangelizzare si impara evangelizzando.
Successivamente ho sentito una certa responsabilità. Il bene va fatto bene e noi stavamo portando niente meno che la Parola di Dio per cui ho avvertito la necessità di una preparazione, di una conoscenza ma soprattutto di un’intimità con questa. Mi hanno per questo molto colpito tre vocaboli che sono ritornati nei momenti pensati per la nostra formazione: mente, volontà e cuore; elementi essenziali e inseparabili per una vita vissuta pienamente e integralmente alla sequela di Cristo.
Sicuramente l’emozione più intensa l’ho sperimentata durante la Festa del Vangelo quando sono stati consegnati personalmente i Vangeli alle famiglie che li avevano prenotati. In quante case è entrata la Buona Notizia! Quante persone avranno ora la possibilità di averla sul comodino, tra le mani, magari nel cuore… qualcuno già aveva la Parola di Dio e la regalerà ad altri, per qualcuno è una novità. È stato toccante affidare questi piccoli Vangeli a ciascuno e accompagnarli con la preghiera.
Altrettanto impagabile è stato l’affetto che le persone ci hanno dimostrato. Qualcuno si è commosso nel vederci partire. La certezza è quella che abbiamo fatto una esperienza di comunione fraterna, la speranza è di essere riusciti a lasciare un piccolo pezzetto di Gesù…
Al ritorno si accavallano le domande: cosa possiamo fare di più? Come raggiungere tutti gli altri paesi? Come non far cadere l’esperienza nel vuoto? Come invitare altri giovani cristiani a fare lo stesso nelle proprie realtà?

Per ora, GRAZIE a Dio e a tutti!

Veronica – Comunità fsp di Bologna

 

“Tu sei creatura amata e preziosa. C’è chi su di te ha progetti di felicità”. Diciamo che questa mi sembrava l’introduzione migliore per descrivere le emozioni che hanno segnato la settimana di missione biblica trascorsa ad Acerno, una settimana oserei dire ‘notevolmente’ intensa. Per me questa è stata la prima, vera esperienza di evangelizzazione; e chi se lo sarebbe mai aspettato che avrebbe lasciato un segno così profondo nel mio cuore? La frasetta posta ad inizio pagina non è messa lì tanto per bellezza, anzi, ha il suo gran bel PERCHE’! In effetti la parola chiave di tutta la settimana per me è stata, oltre alla preghiera e al Vangelo, il mettersi in gioco in ogni istante, in ogni situazione, anche in quelle dove magari mi sentivo meno adeguata che, ovviamente avendo a che fare con un Dio che mette in continuazione alla prova (in senso buono), andavano per la maggiore! E l’idea di essere creatura amata e preziosa mi ha dato la sicurezza giusta per non lasciarmi spaventare da una così nuova esperienza. Molti sono stati i momenti in cui si affollavano nella mente dubbi su dubbi, in cui si alternavano confusione, incertezze, insicurezze su domande quali: come capire qual è la tua volontà? Come rispondere alle tue provocazioni? Come riconoscerle? Come capire qual è la cosa giusta da fare? E, certamente, la stanchezza non aiutava a sciogliere quest’enorme matassa di emozioni. Ma tutto diventava più chiaro e limpido guardando espressioni di visi che annuivano leggendo un biglietto della Parola, consapevoli del fatto che un messaggio concreto era stato scelto apposta per loro da Dio, guardando volti di persone che sorridendo richiedevano per la propria famiglia un Vangelo, vedendo giovani che si lasciavano coinvolgere e rispondevano positivamente all’ invito di Dio. Tanto è bastato per far sparire ogni dubbio, ogni domanda, ogni incertezza; tanto è bastato per capire che sono stata scelta, chiamata per nome e mandata, tanto è bastato per capire che sono preziosa agli occhi di Dio. Cosa mi porto via da questo campo? Tanti sogni, tante speranze, tanti progetti di vita; progetti che si fondano su di Lui e che non aspettano altro che essere realizzati! Vorrei concludere così: “Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo”.(Gv 10,9) …Io sono entrata attraverso quella porta e voi cosa aspettate?

Irene – Pavona (RM)

Speciale campi estivi (1a parte)

Paestum – Capaccio (SA): “Felicità cercasi” – Campo scuola con i figli della Santa Famiglia

Dal 15 al 18 luglio 2010 si sono svolti, a Paestum (SA), gli Esercizi Spirituali annuali per le coppie dell’Istituto Santa Famiglia, uno dei dieci rami della Famiglia Paolina. Con loro erano presenti anche i figli e, per quelli dai 12 ai 18 anni, la proposta delle Figlie di San Paolo è stata quella di vivere, in parallelo, un campo scuola pensato e preparato appositamente per loro!!!
Animato da suor Mariangela Tassielli (fsp) e Dalia Mariniello (una dei GEP – Giovani Evangelizzatori Paolini), il campo ha avuto come tema: Felicità cercasi! Un viaggio alla ricerca della felicità attraverso momenti di catechesi, riflessione, preghiera… il tutto organizzato come “un grande gioco” durato tre giorni; con squadre, punti da conquistare, sfide da vincere, prove da superare… mettendo in gioco se stessi, i propri talenti, le proprie capacità e collaborando con gli altri, appartenenti alla propria squadra e non!!! Sì perché una delle particolarità di questo grande gioco è stata che anche l’attenzione, la collaborazione, l’aiuto “offerte” ai propri “rivali”, permettevano di conquistare punti!!!
I giovani partecipanti hanno dimostrato subito la voglia di mettersi in gioco, di superare sé stessi, di collaborare, di aiutarsi, di restare aperti per apprendere da tutti, di ascoltare tutti, perché ognuno ha la sua ricchezza da poter donare agli altri… ma bisogna essere disposti ad accoglierla!!!
Dapprima le dinamiche/giochi di conoscenza hanno permesso ai ragazzi di conoscersi un pochino comunicandosi non solo i propri nomi e le provenienze ma anche i propri desideri, i propri sogni!!! La ricerca della felicità ha avuto inizio con un’asta, in cui, ad essere in vendita, erano dei valori/mattoni utili per costruire la propria casa della felicità!!! Mattoni più importanti da mettere come fondamenta e valori magari meno importanti ma comunque utili per costruire una casa. Ultimo mattone, conquistato superando delle prove, è stato quello del tetto con su scritto il valore dei valori: SE STESSI!!! Siamo noi il valore dei valori, noi con i nostri pregi e i nostri difetti, con la nostra unicità! Noi siamo l’ingrediente segreto di qualcosa di speciale che è la nostra vita… questa la conclusione a cui si è giunti anche attraverso la visione del film Kung Fu Panda.
La felicità, come tesoro da trovare, è stata simbolicamente cercata anche attraverso una divertente Caccia al tesoro che ha visto tutti i partecipanti seriamente impegnati e pronti a collaborare!!! L’ultima prova ha portato i ragazzi in una stanza con al centro uno scrigno, la Parola di Dio, una lampada, una veste bianca battesimale… attorno a cui è stato vissuto un importante momento durante il quale, i ragazzi chiamati per nome e segnati con la croce, sono stati simbolicamente “battezzati a nuova vita”, ricevendo per l’occasione anche un bracciale con un nome nuovo (FIDUCIA, BONTÀ, PERDONO…). Un “battesimo” particolare per impegnarsi nel rinascere valorizzandosi, apprezzandosi!!!
Alla felicità magari un po’ più “materiale” ma non certo superflua, hanno contribuito anche due escursioni: una ai templi di Paestum e l’altra alle grotte di Castelcivita in cui, oltre ad ammirare le bellezze naturali, si è potuto godere di un po’ di fresco!!!
Il campo si è concluso con Nutella party e cocomerata… e oltre a nuovi compagni, tante risate, giochi, incontri… ognuno ha portato a casa, oltre al premio vinto e una “lettera di Dio”, l’ingrediente segreto da inserire nella ricetta della propria felicità: essere sé stessi, credere in ciò che si è, valorizzarsi e fare dei propri limiti i propri punti di forza. Ognuno è unico e prezioso agli occhi di Dio, un Dio che è lì ad aspettare ognuno a braccia aperte!
(D.M.)

La testimonianza di una giovane partecipante:

«Mi chiamo Enrica e sono una ragazza di 16 anni. Vivo a Veglie (LE). I miei genitori sono una coppia appartenente all’Istituto Santa Famiglia e come ogni anno in estate vanno a trascorrere quattro giorni di Esercizi Spirituali all’insegna della preghiera, della riflessione e della condivisione. È proprio grazie alla mia famiglia che ho vissuto una delle esperienze più belle, costruttive e toccanti della mia vita. Sì perché anche quest’anno parallelamente al corso per le famiglie è stato organizzato anche un campo per i loro figli guidato da suor Mariangela e Dalia a Capaccio – Paestum dal 15 al 18 luglio. Appena arrivati nella struttura, dopo il nostro viaggio caratterizzato da un caldo cocente, siamo stati avvolti da un abbraccio accogliente e premuroso, che non potrò mai dimenticare, da parte delle nostre animatrici.
Il nostro primo appuntamento insieme era alle 17,00. Pian piano ho visto  arrivare i ragazzi con cui dovevo condividere il mio tempo, le mie capacità, le mie energie… alcuni li avevo già conosciuti l’anno scorso a Pacognano, altri invece li vedevo per la prima volta… così dentro di me cresceva la voglia di conoscere nuovi amici e stare bene con loro. Dalia e suor Mariangela ci hanno insegnato vari giochi perché conoscessimo bene tutti i nomi e perché no anche qualcosa di più.  Poi siamo stati divisi in due squadre di cui abbiamo scelto noi i nomi: la squadra delle Aquile, composta da Ermanno, Giacomo, Tecla, Stefano, Eva e me; e la squadra delle Tigri, composta da Silvia, Ferdinando, Mariapia, Gennaro,Laura e Francesco. E’ stata proprio questa divisione in squadre a sancire l’inizio di una gara un po’ particolare che è durata fino a domenica mattina e in cui aveva la meglio non chi imbrogliava o chi pensava solo alla propria squadra ma chi piuttosto cercava di collaborare insieme con l’altra parte e di volerle ancora più bene. Così tra giochi, divertimento, attività ed uscite è nata tra di noi una grande complicità e lentamente prendeva forza un’amicizia vera fatta di piccoli gesti molto significativi.
Ci sono state anche due escursioni. La prima a Paestum e la seconda alle grotte di Castelcivita. È stata la prima volta in cui ho potuto ammirare con i miei occhi  templi che fino a poco tempo fa avevo sempre visto solo in foto, stampati sui miei libri di storia.
Oltre all’amicizia con tutti i ragazzi, quello che mi è rimasto impresso di quest’esperienza è stata la premura di suor Mariangela e di Dalia che hanno messo tutto a nostra disposizione dandoci tanta fiducia. Mi sono rimaste nel cuore le parole di sr Ma’ [sr Mariangela ndr] che ci ha dato tanti consigli sulla vita e soprattutto ricordo bene il suo invito ad apprezzare ogni cosa che il Signore ci ha donato, perché tutto anche quello che ai nostri occhi può sembrare insignificante è un suo immenso dono.
Poi, mi ha colpito una cosa che non avevo molto valutato prima: si può imparare qualcosa da qualsiasi persona e la cosa importante è vedere il bello che c’è in ognuno e non solo i suoi difetti e infine una realtà che le nostre animatrici ci hanno fatto capire attraverso la visione del film “Kung Fu Panda”: CREDERE IN NOI STESSI.
Forse nella vita, io mi sono sempre preoccupata di scoprire, senza riuscirci, quell’”ingrediente” che mi mancava per essere veramente felice o per ottenere qualcosa a cui tenevo tanto. Solo grazie a quest’esperienza ho capito che in realtà non esiste una ricetta, non c’è nessun ingrediente segreto. Le uniche cose indispensabili sono le mie capacità… e anche i miei difetti possono aiutarmi a perseguire i miei scopi. C’ è una frase che le nostre educatrici hanno scritto su un cartellone e che mi rimarrà sempre impressa: “Tu sei il solo tesoro, tu sei unico e prezioso” e assieme a queste parole ci hanno consegnato anche una lettera personalizzata da parte di… Dio!!!”. È stato un momento indimenticabile: eravamo seduti per terra davanti alla parola di Dio e ognuno di noi ricevendo la pergamena metteva vicino alla Bibbia una piccola luce.
L’ultimo giorno si è svolta la caccia al tesoro. Questa ha stabilito come squadra vincente quella delle Aquile. Poi le due squadre si sono recate in una stanza dove al centro c’era un grande scrigno. Abbiamo vissuto un emozionante momento di preghiera fatto di gesti piccoli ma toccanti. Prima la consegna di un premio per entrambe le squadre poi, ognuno doveva andare da sr Ma’ per farsi ungere con dell’olio in segno di benedizione e poi da Dalia che legava al nostro braccio un nastrino bianco sul quale era scritto un dono che Gesù ci consegnava. Questo  momento che ricordava un po’ il nostro Battesimo ed è stato uno dei più commoventi.
Salutando uno per uno i miei amici e le mie educatrici pensavo dentro di me a come mi avessero aiutata quei giorni a guardare la vita da un’altra prospettiva… quella dell’AMORE VERO».

Enrica – Veglie (LE)

Catechisti on line! 24 – 28 Agosto

News: 24 – 28 agosto 2010   Catechisti on line!  

campo-scuola per giovani catechisti, fino a 30 anni

Il connubio che proponiamo ai giovani catechisti è Catechesi & Comunicazione. Il percorso punta a far scoprire ai giovani catechisti la loro identità specifica e il loro servizio nella Chiesa e, di conseguenza, li si vorrebbe aiutare ad acquisire quelle competenze fondamentali nell’annuncio e comunicazione della fede, così come gli stessi documenti auspicano.

Il percorso che proponiamo è un itinerario di base, che unirà spazi di spiritualità e riflessione sulla Parola di Dio a laboratori sulla comunicazione; pertanto si può ritenere la proposta valida anche per giovani che non hanno ancora iniziato a lavorare nella catechesi, ma che sarebbero interessati a farlo in un prossimo futuro.

Catechisti on line! mira a far vivere ai suoi giovani partecipanti la dimensione ecclesiale, in vista di uno scambio, di una fraternità, di un rinnovato senso di appartenenza ecclesiale. È pertanto una proposta dedicata a tutte le realtà ecclesiali del Centro – Sud Italia. Il contributo spese è di 130 euro. Si terrà a Castellammare di Stabia (Na). Le spese di viaggio sono a carico dei partecipanti. Chiediamo di comunicarci le adesioni entro il 20 agosto c.a.

Per ulteriori informazioni o adesioni si può contattare:

sr. Mariangela Tassielli – 3408404419 – m.tassielli@paoline.itSalerno
sr. Silvia Mattolini – 3293395223 – suorsilvia@ymail.comRoma

Ci auguriamo di cuore che l’iniziativa possa essere segnalataa a chi, a discrezione di ciascuno, potrebbe essere interessato/a all’esperienza.

 

La vita come risposta – alias “Dio ma che lingua parli”/8

Ottavo incontro di spiritualità e formazione per giovani… e non solo

E anche quest’anno siamo arrivati all’ultimo incontro del cammino di spiritualità e formazione il cui tema per il 2009-2010 era Dio ma che lingua parli? tenuto dalle Figlie di San Paolo a Napoli, Salerno e… ovunque ci abbia portato l’annuncio della Parola, l’amicizia e il servizio. Quasi dieci mesi insieme tra incontri mensili e campi di Natale e di Pasqua. Un bel pezzo di strada fatto con il Signore, tra momenti lieti e momenti di fatica, tra momenti di impegno concreto e momenti più “leggeri”… incontri che hanno rispecchiato la nostra vita e che per questo, benché condivisi da tutti, sono stati come “personalizzati”. La Parola ha sempre parlato ad ognuno di noi: quella spezzata, spiegata e resa laboratoriale da sr Mariangela e quella cantata e fatta vivere liturgicamente da sr Silvia. Nel cuore sorge spontaneo il grazie per entrambe, poi per sr Tonia che è stata con noi per qualche incontro e per le varie comunità delle Figlie di San Paolo che ci hanno accolti in quest’anno, in primis quelle di Salerno e di Napoli (Capodimonte). Un grazie anche a ciscuno di noi che ha partecipato, tanti volti, tante storie, tante provenienze, un solo cuore e un solo spirito. Che bello sperimentare l’essere Chiesa! Siamo diversi, ma il Signore ci unisce e ci manda… perché ci è difficile tenere solo per noi quello che abbiamo ricevuto.
Quest’ultimo incontro lo abbiamo vissuto a Roma, nella comunità FSP di via Castro Pretorio il 26 – 27 giugno. Il tema specifico era: La vita come risposta. E riflettere sul Vangelo di Luca (Lc 9, 51-62) come ce lo proponeva la liturgia domenicale nel contesto di una Professione Perpetua, di un Rinnovo e della nostra stessa vita che è e deve comunque essere una risposta a quello che il Signore chiede è stato molto molto particolare e ha scavato dentro.
Il motivo principale della nostra trasferta romana è stato proprio l’essere vicini a sr Tonia (che conosciamo bene) e sr Chiara nel giorno della loro Professione Perpetua (ovvero, nel giorno in cui hanno detto SI al Signore impegnandosi “per tutta la vita”), ma una felice coincidenza ha voluto che nello stesso giorno abbiamo potuto celebrare con sr Silvia la sua quarta rinnovazione annuale dei voti. Veramente tanti motivi per gioire, per riflettere e per… esserci. Tutto è cominciato nel primo pomeriggio di sabato 26, quando siamo “sbarcati” dal treno alla Stazione Termini, ad attenderci una GEP romana e la vicinissima Comunità delle Figlie.
Dopo un allegro “pit stop” anti-afa e una veloce esplorazione dei nuovi ambienti ci siamo messi al lavoro per organizzare al meglio la veglia di preghiera eucaristica per le due sorelle che il giorno dopo avrebbero fatto la Professione Perpetua e anche per portare a termine alcuni simpatici gadgets che ci sarebbero stati utili per un’animazione post-celebrazione un po’ più… ehm… goliardica ai danni delle due suore ormai “forever” =D Verso le 19.15 ci siamo spostati in Via Antonino Pio, presso la comunità FSP Divina Provvidenza, dove abbiamo preparato la cappella per la Veglia Eucaristica che è iniziata verso le 20.45 e a cui hanno partecipato oltre a sr Tonia e sr Chiara, che hanno fatto anche la loro testimonianza vocazionale, numerose Figlie di San Paolo provenienti da tutte le comunità di Roma. Un’ora abbondante di preghiera in compagnia di San Paolo (e come poteva essere diversamente?) e di Gesù Eucaristia. Numerosi i momenti di commozione e di sentito ringraziamento al Signore per la vita e la storia di ognuno di noi. Dio ama abitare nelle nostre notti per… riempirle di luce. Basta aprirgli la porta del nostro cuore! Dopo la veglia una cenetta arrangiata ma simpatica alla Divina Providenza con la gradita compagnia di sr Dina, la superiora della comunità e poi…. un magnifico giro, non proprio previsto, di Roma by night con tanto di gelato. Ci voleva proprio.

La sveglia comunque non si è fatta attendere al mattino ed abbiamo vissuto un momento tutto nostro di preghiera ed approfondimento della Parola che si è prolungato con uno spazio di meditazione personale e la possibilità di accostarci al sacramento della Riconciliazione. Alle 11.30 è poi iniziata la S. Messa dove sr Silvia ha rinnovato i suoi voti annuali e a seguire pranzo di festa con tutta la Comunità FSP di Castro Pretorio. Un bel momento. Ma il pomeriggio incalzava e alle 16.00 sarebbe iniziata la S. Messa solenne di Professione Perpetua. Con un’organizzazione impeccabile nonostante qualche ritardo non calcolato siamo arrivati al Santuario Regina Apostolorum in tempo per sistemare i nostri “gadgets” post-professione e abbiamo poi partecipato alla solenne liturgia assieme a tantissime Figlie di San Paolo (il santuario aveva una tonalità decisamente avion [ndr. Il colore della divisa delle FSP]) e a numerosi membri della Famiglia Paolina. A seguire il rinfresco, con momenti di festa e di allegra confusione… abbiamo visto sr Tonia e sr Chiara esauste ma felici e… alla fine è arrivato il momento di ripartire. Un bel fine settimana e una bella fine del nostro anno insieme. Adesso ci sono i campi estivi… e si apre una nuova pagina.

E voi che fate questa estate? Consigliamo ‘vivamente’ un giro sulla pagina Iniziative per vedere tutte le proposte estive. W l’estate!!!!!!!!!!!