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SIAMO IL CAMPO DELLA FEDE – CATECHISTI PARROCCHIALI – Settembre/Ottobre 2014

catechisti parrocchiali Settembre 2014

SIAMO IL CAMPO DELLA FEDE

di Fabrizio Carletti – Mirella Spedito

Tutti i giorni Gesù semina. Quando accogliamo la parola di Dio, siamo «il campo del la fede»! seminare«Per favore, lasciate che Cristo e la sua Parola entrino nella vostra vita, lasciate entrare la semente del la parola di Dio, lasciate che germogli, che cresca. Dio fa tutto, ma voi lasciatelo agire…» (Papa Francesco). Nella vita di un cristiano ci sono insidie, ostacoli, che impediscono di accogliere il seme della Parola.
Il segno proposto ci aiuterà a meditare sulla nostra condizione di cristiani e ad allenarci, per accogliere la Parola che genera vita.

SEMINATORI DOMESTICI
Con cartoncini, o una scatola di cartone, realizziamo un campo pronto per la semina.

Un campo come quello descritto nella parabola: un misto di terreno buono, rovi, sassi, stradine per il passaggio. Ripercorreremo la parabola del seminatore, come un percorso di bonifica interiore che ci conduca ad essere «campo della fede».    Continua a leggere SIAMO IL CAMPO DELLA FEDE – CATECHISTI PARROCCHIALI – Settembre/Ottobre 2014

Catechisti, non restate soli!

Carissime/i catechiste e catechisti,
catechistidavanti a noi un nuovo anno, nuove programmazioni e, sono certa, una più convinta e appassionata voglia di annunciare Gesù Cristo ai nostri ragazzi, alle loro famiglie, a tutti coloro a cui il Signore ci manderà per essere comunicatori del suo amore. 

L’impresa è bella, ma allo stesso tempo difficile. Sappiamo che spesso gli sforzi non pagano, ma siamo altrettanto certi che accompagnare qualcuno nella fede è come far nascere, generare alla vita nuova dello Spirito, partorire. E allora dobbiamo prepararci bene, armarci di fede certa in Colui che sarà nostra guida e nostro sostegno, caricare le batterie della speranza e dare acqua fresca alle radici del nostro rapporto con Dio. 

Quest’anno però HO UNA PROPOSTA PER VOI: non restate soli!

Guardatevi intorno, certamente nella vostra parrocchia ci sarà stato un gruppo di cresimandi ormai cresimati, o quasi sicuramente ci saranno adolescenti o giovani che conoscete… bene, conm.tassielli camminare (6) una buona dose di ottimismo nel cuore, provate a chiedere a qualcuno di loro di affiancarvi, di sperimentarsi nella catechesi.
A loro potreste affidare per esempio il canto, da fare durante l’incontro o come momento introduttivo. Potrebbero aiutarvi a realizzare dei poster, a fare o cercare dei videoclip in internet per arricchire l’incontro… insomma la creatività potrebbe non avere confini

Nelle nostre realtà ecclesiali, non ci sono solo catechisti soli e preoccupati, ma ci sono anche molti giovani e adolescenti che non aspettano altro che essere coinvolti.

Ci state? Loro vi aspettano! 

E io aspetto vostre news!

Suor Mariangela Tassielli, fsp

Testimoni ieri e oggi_ Un’ora per Dio giorno dopo giorno – Maddalena Lowit

Un’ora per Dio giorno dopo giorno

di Maria Grazia Meloni 

Nel cuore dell’Umbria, a Spello, c’è la casa di Maddalena, una donna speciale, gioiosa e piena di vita. Il suo impegno è quello di accogliere chiunque abbia desiderio di pregare o abbia bisogno di un posto dove dormire e mangiare. Perché ciò che conta per lei è: l’adorazione di Gesù e l’accoglienza del povero che diventa Cristo.

Maddalena Lowit è arrivata dalla Francia fino in Umbria agli inizi degli anni Settanta. E’ stato il richiamo di San Francesco a portarla ad Assisi e poi nella vicina Spello, dove,maddalena Lowit «obbedendo ad una richiesta precisa del suo Gesù», ha scelto di vivere prendendo in affitto una casa in «Via della Povera Vita», al numero 14. Una casa, come abbiamo accennato, che è sempre aperta sia ai poveri sia a coloro che desiderano vivere un tempo di preghiera, ed è qui che è nata la “Casa della Povera Gente”. Con Maddalena vivono una delle sue due figlie, il marito Alessandro, Claudia ed Ester, due sorelle consacrate secolari, e Roberta, una professoressa di Napoli. La loro è una bella e vivace comunità di laici. Normalmente, la loro casa ha una maggiore richiesta di accoglienza nel periodo estivo, vuoi per il caldo, vuoi per le ferie, vuoi perché i colori dell’Umbria sono allettanti e vivaci ma, soprattutto, perché sempre più spesso le persone riscoprono un grande desiderio di pace. Maddalena, col suo bellissimo accento francese, racconta così la sua esperienza:    Continua a leggere Testimoni ieri e oggi_ Un’ora per Dio giorno dopo giorno – Maddalena Lowit

Testimoni ieri e oggi_ L’amore chiede grandi passi

L’amore chiede grandi passi

di Maria Grazia Meloni 

La storia di Chiara Corbello Petrillo e della sua famiglia ha stupito migliaia di persone. Chiara è solo una sposa e una mamma. E tuttavia la sua vita è straordinaria, sebbene nella sua ordinaria esistenza.

Chiara ed Enrico si sono conosciuti durante un pellegrinaggio a Medjugorje, nell’estate del 2002. Lui ha ventitre anni e lei diciotto. Tornati a Roma, da quella semplice amicizia è nata una storia d’amore che tra alti e bassi li ha portati al matrimonio nel 2008. Appena un mese dopo Chiara rimane incinta, ma già dalla prima ecografia la diagnosi è fatale. Purtroppo la bambina cheChiara Corbello coppia porta in grembo è affetta da “anencefalia”, una malformazione congenita grave che non dà speranze di vita. Ciò nonostante i due coniugi decidono di dare alla luce la figlia, e così nasce Maria Grazia Letizia. La piccola viene subito battezzata e dopo appena mezz’ora di vita muore tra le braccia amorevoli dei giovani sposi. La vita dei due prosegue nell’abbandono alla volontà di Dio. Chiara rimane incinta per la seconda volta. Ma anche questa gravidanza ha un risvolto amaro. Il bambino ha due gravi malformazioni che lo porteranno a condurre una vita di disabilità.   Continua a leggere Testimoni ieri e oggi_ L’amore chiede grandi passi

News per i GIOVANI della CALABRIA e della CAMPANIA

news

Per i GIOVANI della CALABRIA!

DepliantFRONTE
per INFO clikka sull’immagine 😉

Per i GIOVANI della CAMPANIA!

Esercizi 2014
per INFO clikka sull’immagine 😉

 

Catechisti Online_Campo per Giovani Catechisti under 30!

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dal 25 al 30 Agosto 2014 a Mormanno – CS

Paoline Centro Catechistico e l’Ufficio Catechistico Regione Calabria

con il sostegno dell’Ufficio Catechistico Nazionale

invitano a

Catechisti Online!

Campo per giovani catechisti  fino ai 30 anni

per diventare Comunicatori Efficaci della Parola

Catechisti on line

Vieni! Ti aspettiamo!

Quando? —>Dal 25 agosto (inizio alle ore 17:00) al 30 agosto (conclusione col pranzo)

Dove? —> A Mormanno, Diocesi di Cassano Ionico (CS) presso il Seminario estivo.

Prenotazioni —> PROROGATE entro il 10 agosto 2014

CONTATTA   —> sr Mariangela Tassielli, fsp – m.tassielli@paoline.it – 3408404419

Porta con te   —> Bibbia, quaderno, lenzuola, asciugamani, strumento che sai suonare e, se lo avessi, un pc portatile.

Quota di partecipazione —> 80 euro

Brochure —> DepliantFRONTE – DepliantRETRO

DepliantRETRO

Signore cosa vuoi che io faccia?_Esercizi Vocazionali

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dal 9 al 15 Luglio 2014 a Roccamonfina – CE

Signore cosa vuoi che io faccia?

Esercizi Vocazionali

a cura del Centro Regionale Vocazioni Campania

Esercizi 2014

L’invito è per tutti i Giovani Campani fino a 30 anni, disposti a mettersi in ascolto di Dio alla ricerca della propria vocazione !

L’esperienza è guidata da un’equipe che vuole esprimere la varietà dei carismi nella chiesa: Don Emilio Salvatore (Sacerdote diocesano), Suor Mariangela Tassielli (Figlie Di San Paolo), Fra Francesco Piccolo (Frati Minori).

Disponiamo dunque il nostro cuore ad essere “terreno buono” per ascoltare, accogliere e vivere la Parola e portare così frutto.
Quanto più sapremo unirci a Gesù
con la preghiera, la Sacra Scrittura, l’Eucaristia, i Sacramenti celebrati e vissuti nella Chiesa, con la fraternità vissuta,
tanto più crescerà in noi la gioia di
collaborare con Dio
al servizio del Regno di misericordia
 di verità, di giustizia e di pace.
E il raccolto sarà
abbondante, proporzionato alla grazia che con docilità
avremo saputo accogliere in noi.

Papa Francesco

Vieni! Ti aspettiamo!   

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ACCOLTI PER ACCOGLIERE – CATECHISTI PARROCCHIALI – Maggio 2014

Copertina_Maggio

ACCOLTI PER ACCOGLIERE

di Renato De Zan

Il tema dell’accoglienza potrebbe essere rintracciato in tutta la Bibbia anche lì dove il verbo accogliere (in ebraimondoco laqàch, qabàtz, oppure in greco dèchomai, apodèchomai, pro-dèchomai, spesso anche lambàno) o il nome non sono presenti. Emblematico è il caso dell’accoglienza del figlio prodigo da parte del padre. Non c’è il verbo accogliere, ma la descrizione dell’accoglienza, che il padre riserva al figlio che ritorna, è commovente. In questa scheda, per una semplice questione di brevità, si prenderanno in considerazione quelle pericopi che hanno, in modo esplicito, il verbo dell’accoglienza. In questo modo siamo in grado di conoscere gli aspetti fondamentali della tematica dell’accoglienza.    Continua a leggere ACCOLTI PER ACCOGLIERE – CATECHISTI PARROCCHIALI – Maggio 2014

PREGARE, NON DIRE PREGHIERE – DOSSIER RAGAZZI & DINTORNI – Maggio 2014

Dossier_Maggio 2014

PREGARE, NON DIRE PREGHIERE

di Tonino Lasconi

È possibile educare i ragazzi a «pregare Dio per i vivi e per i defunti», a praticare quest’opera di misericordia che non ha riferimenti concreti necessari per attirare i loro interessi e la loro attenzione? Non solo è possibile, ma necessario, perché la preghiera è ciò che prepara la mente, il cuore, la volontà preghieraa ospitare gli altri dentro la nostra vita, per aprirla alla misericordia verso tutti: vivi e defunti.
Per riuscirci è necessario far comprendere ai ragazzi che la preghiera non è recitare formule, per chiedere a Dio di fare ciò che tocca a noi, ma è luce, che apre i nostri occhi sulla vita, e forza per viverla secondo la sua Parola.
Esortare i ragazzi a vivere la carità, senza educarli a sentirsi figli di Dio e tutti fratelli e sorelle in Gesù, può creare gente che, tutt’al più, dice preghiere per cercare di convincere Dio ad aiutarla a realizzare i propri progetti, non a lasciare la propria terra (se stessi) e andare su quella che egli ci indica: i fratelli e le sorelle.preghiera2
Invece di fare discorsi complicati, lasciamoci, ora, ispirare da una preghiera «tipo», tratta dal mio libro, Amico Dio, scritto per educare a pregare.

Un esempio di preghiera da far vivere ai ragazzi potrebbe essere questa:
Questa mattina, Gesù, non ho detto la preghiera. Ero troppo impegnato a ripassare la lezione: dovevo essere interrogato. L’interrogazione è andata bene. Ma poi tutto è andato storto.
In classe con noi c’è una ragazza debole: non è sveglia, agile, spigliata come noi, e fa gesti strani con il viso e con le mani.
Approfittando del fatto che la prof. ci aveva lasciati momentaneamente soli, un compagno ha cominciato a prenderla in giro, a dirle: «Mongoloide!», a tirarle i capelli, a ripeterle i suoi gesti davanti la faccia.
Io volevo ipregontervenire, ma ho avuto paura: quel compagno è un bullo e mena le mani.
Gli altri si sono comportati come me, anche quando altri due ragazzi e una ragazza si sono uniti agli scherzi crudeli del prepotente, nonostante la poveretta fosse scoppiata a piangere, finché non hanno sentito arrivare la prof.
Quando le ha chiesto: «Perché piangi?», lei ha continuato a piangere senza dire niente. E quando ci ha chiesto: «Perché piange?», noi zitti. Io zitto. Gesù, questa mattina non ho detto la preghiera. Ti prego adesso, mentre torno a casa, per chiederti perdono. Per me e per i miei amici. Con molti di loro ci troviamo la domenica a Messa, ma a cosa ci serve se, poi, non abbiamo il coraggio di difendere un’amica debole e indifesa?
Perdonami, Gesù! Perdonaci, Gesù!

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Maggio 2014 di Ragazzi e Dintorni. 

Per info, abbonamenti e novità:

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Testimoni ieri e oggi_ Per una reale etica dell’incontro e della comunicazione

Per una reale etica dell’incontro

e della comunicazione

di Maria Grazia Meloni 

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L’uomo in tutto il suo essere è anzitutto un comunicatore. Ha necessità di comunicare e comunicarsi. Perché è attraverso questo atto che ognuno di noi esprime se stesso, cioè quello che è racchiuso nel profondo del proprio essere e di conseguenza è possibile esprimere ciò in cui si crede. Ed è proprio in questa esigenza che è pensabile aprirsi all’incontro con l’altro, imparando così a conoscere le persone che incrociano il nostro cammino e con cui siamo chiamati a Giornalisti-e-sciacallicondividere aspetti della nostra esistenza. L’importanza e la consapevolezza di tale forma di comunicazione riposa nell’attenzione all’accoglienza della “diversità” altrui che, appunto, rivela la ricchezza della nostra umanità, perché è nella scoperta dell’altro che incontriamo pure l’autenticità del nostro stesso essere. Naturalmente, una tale comunicazione richiede impegno, correttezza, umiltà tanto da comprendere pienamente l’importanza e la necessità che abbiamo di imparare gli uni dagli altri. O almeno così dovrebbe essere. Ed infatti, questa comunicabilità esige la capacità di saper dialogare nel rispetto reciproco, perché tale impegno evidenzia ciò che abbiamo nel nostro cuore e ci permette quindi di comunicare agli altri le “verità” racchiuse in noi.

Ciò detto, e nella cognizione di tale consapevolezza, nella vita di tutti i giorni ci disponiamo a comunicare noi stessi agli altri anche attraverso i molti e moderni mezzi della comunicazione sociale, mezzi con cui tutti noi dobbiamo confrontarci senza esaltarli o demonizzarli, ma utilizzandoli come elementi di espressione. Sapendo che questa nostra epoca cosiddetta “multimediale”, nella quale siamo chiamati a vivere e in cui mettiamo in pratica questa comunicabilità sociale che si interseca in tutti ciò che siamo e facciamo, ci include in ungiornalisti (1) meccanismo incessante e sempre più amplificato. Un movimento inteso come un vero e proprio dinamismo capace di favorire, come non era mai accaduto in passato, una comunicazione trasversale che coinvolge strati vitali anche molto lontani fra loro.

Dunque, ognuno di noi vive questa comunicazione, a volte anche nostro malgrado e subendone i limiti, per cui è possibile che tali confini vengano a circoscrivere quella che dovrebbe essere la supposta “etica dell’incontro” e quindi l’”etica della comunicazione”. In tal senso, è lecito domandarsi se oggi, nella nostra comunicazione, esiste ancora un’etica? E addirittura, ha ancora senso parlare di etica? E soprattutto, è valido parlare di un’etica dell’incontro?

In questa brevissima riflessione introduttiva a tale tematica, possiamo sostenere il messaggio proposto dalla Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2014, che ha per titolo “Comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro”. È possibile incontrarsi e comunicarsi autenticamente ed eticamente? Ed inoltre, colui che è il comunicatore per eccellenza, il giornalista, è capace di parlare al suo lettore attraverso una comunicazione libera? Il giornalista è colui il quale dovrebbe svolgere il suo lavoro comunicando il suo pensiero, che dovrebbe essere obiettivo e rispettoso della verità e dei fatti, in quanto spinto dalla sua coscienza morale di professionista. Infatti, quando parla, oltre alla mera informazione, compie una vera e propria formazione alla consapevolezza di ciò che viene espresso. Ma è davvero così? Esiste una comunicazione così sinceramente onesta Conferenza stampa del M5Se libera da pregiudizi? Esiste un giornalismo che è ancora un esempio di comunicazione? Noi sappiamo che esiste un’etica deontologica dell’informazione che indica il corretto comportamento di un buon giornalista. Questi dovrebbe essere libero da giudizi morali; politicamente obiettivo; capace di rilevare il pluralismo delle diverse opinioni in un dato argomento di discussione; rispettoso della vita e della storia delle persone coinvolte in una data notizia, cioè senza trasformarle in “mostri” ancor prima del giudizio legislativo; attento a non discriminare razza, sesso, religione o visione politica. Ma è davvero così? Oppure oggi il giornalismo è spettacolo? E questo cosa comporta per la nostra comunicazione? Che esempio ci dà? Possiamo parlarne in termini di “lassismo etico”? E questo lassismo può essere una delle cause della mistificazione della verità nella nostra comunicazione?

Sarebbe bello che tu scrivessi cosa ne pensi. E ci raccontassi di esempi di giornalismo etico, se ne conosci. Ma anche di storie di amici o familiari, storie di vita e di comunicazione etica!

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