Tutti gli articoli di Dalia Mariniello

Adorazione eucaristica – A voi che ascoltate dico: amate!

A voi che ascoltate io dico: «Amate!». Ascoltare Gesù significa lasciarsi mettere in questione da appelli forti e umanamente scarnificanti. La sua via è via di una felicità nuova e paradossale, ma è anche via di una giustizia che ha poco di equa distribuzione delle parti. La nostra educazione, la mentalità, le nostre leggi ci chiedono di impostare la vita a partire dalla giustizia naturale che riconosce a ciascuno secondo i propri meriti e le proprie colpe. Il Vangelo invece scardina e, quasi come premessa prima, ci chiede di tendere verso un “caratteristico di più”. Giustizia, per Dio, è fedeltà alla sua promessa e la sua promessa è amare amando! Per coloro che scelgono di seguire la sua via non esiste altro: la sua via è l’amore, la vita che lui propone scaturisce dall’amore, l’unica verità che annuncia è la gratuità e totalità dell’amare. Da questo lasciamoci raggiungere e interpellare.

Lc 6, 27 – 35

Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.

Amare, amare tutti, amare sempre, amare qualsiasi cosa succeda! Non riesco a trovare altre parole che racchiudono il senso delle parole e della vita di Gesù di Nazareth. La sua non era una stravagante proposta dal sapore utopico[…] la sua proposta non è stata né utopica, né idealista! Sicuramente credo di poterla definire estrema, radicale, totale. Ma solo per il fatto che lui, da uomo prima che da Dio, l’abbia vissuta sulla sua pelle, fino alla fine, la rende una proposta possibile da vivere. Oggi le nostre parole sono confermate dalla sua morte, dalla sua sofferenza consapevole e dal suo perdono… era stremato dalla sofferenza, raccontano le donne che stavano ai piedi della croce, il suo corpo era lacerato dalla tortura eppure, flebile come non mai, la sua voce ha fatto risuonare solo parole di perdono: «Perdonali, diceva. Padre perdonali perché non sanno, non vedono, non comprendono…». «Perdonali…». Questa richiesta rende inascoltabile quel monito e assordante il suo appello: «Amate, fate del bene, benedite e pregate per coloro che vi trattano male, che vi odiano, che vi fanno del male. Amate e non solo con affetto semplice e fraterno, come se voleste bene a degli amici. Amate con amore totale, con la stessa intensità, coinvolgimento e passione con cui amereste chi vi ama e per voi darebbe tutto! Amate come io vi amo, amate fino all’estremo, come io vi ho amato.
Amate senza nulla pretendere e nulla chiedere. Amate senza calcolare il dono, senza chiedere risarcimenti a coloro che vi hanno derubato, portato via con forza cose importanti o violentato nella dignità.
Amare come risposta all’amore è poco, non è mio, non mi appartiene! Amate: questo vi chiedo! Questo potrà, nel tempo, regalarvi il gusto di una gioia nuova, di una felicità senza pari. Poveri di ogni cosa e di voi stessi, liberi da tutto e da voi stessi: così sarete veramente beati, pronti per essere riempiti di grazie, di doni interiori, di una pienezza che mai, nulla, neppure la morte potrà scalfire».

Venite e me tutti! Insieme per pregare la Parola e adorare la presenza Eucaristica del Signore. Questo è il valore delle tracce di preghiera che settimana dopo settimana ci accompagneranno in questo anno liturgico. Offriamo le tracce da scaricare augurandoci di poter costruire tra noi, seppur virtualmente, una comunione di preghiera che ci unisca e ci rafforzi nel credere.
Buon cammino nel Signore Gesù, crocifisso e Risorto!

Chi volesse un sussidio che accompagni la preghiera per ogni tappa dell’anno liturgico, può acquistare nelle librerie paoline Attirerò tutti a me, adorazioni eucaristiche per tutto l’anno liturgico, di sr. Mariangela Tassielli, autrice anche delle tracce di preghiera che ci saranno proposte, ogni settimana.

 


Preghiamo la Parola – L’eccomi d’amore

Il 5 febbraio 1964 moriva sr. Tecla Merlo, madre e prima superiora generale della nostra Congregazione: le suore Figlie di San Paolo. Ciò che ci lega a questa straordinaria donna del nostro tempo non è solo il suo esserci madre nella fede, ma l’essere stata, per noi, la nostra stessa possibilità di esistere, per averci generato nel suo stesso sì. E Dio proprio nel suo sì ha reso carne un carisma che stava per essere consegnato alla storia, per le mani del beato Giacomo Alberione, e che in un modo o in un altro sarebbe arrivato oggi a noi, interpellando la nostra coscienza, muovendo i nostri desideri, diventando, ancora una volta, vita nella nostra vita. Pregare e lasciare che Dio, attraverso di lei, possa provocare le nostre coscienze cristiane, significa ridare voce ai tanti testimoni del Vangelo che, come lei, hanno creduto nell’impossibile, nell’invisibile, in ciò che solo occhi di fede e cuore unificato in Lui possono sentire e credere. E’ in questo che ci lasciamo scomodare, muovere e spingere in avanti. Sr. Tecla Merlo, nella sua docilità disarmante al Signore, è testimone di una creatività dello Spirito le cui porte possono aprirsi solo per chi crede.

 

Fil 3, 7 – 14

Fratelli, queste cose, che per me erano guadagni, io le ho considerate una perdita a motivo di Cristo. Anzi, ritengo che tutto sia una perdita a motivo della sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore. Per lui ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero spazzatura, per guadagnare Cristo ed essere trovato in lui, avendo come mia giustizia non quella derivante dalla Legge, ma quella che viene dalla fede in Cristo, la giustizia che viene da Dio, basata sulla fede: perché io possa conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la comunione alle sue sofferenze, facendomi conforme alla sua morte, nella speranza di giungere alla risurrezione dai morti. Non ho certo raggiunto la mèta, non sono arrivato alla perfezione; ma mi sforzo di correre per conquistarla, perché anch’io sono stato conquistato da Cristo Gesù. Fratelli, io non ritengo ancora di averla conquistata. So soltanto questo: dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta di fronte, corro verso la mèta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù.

 

« Facciamoci strumenti di pace. Innanzitutto con la preghiera, ma preghiamo soprattutto con la preghiera vitale, cioè con il lavoro fatto per amore e con la santità della vita. La pace è sempre frutto di carità, di comprensione, di concordia. Preghiamo pure per la pace, ma prima di tutto dobbiamo averla in noi, avere la pace del cuore. Coltiviamola, cercando di avere pensieri, sentimenti e parole di carità per tutti. Che gli angeli come cantarono, sulla grotta di Betlemme “Gloria a Dio e pace agli uomini”, così oggi possano cantare che anche nelle nostre case si cerca la gloria di Dio e vi è pace e serenità. Pratichiamo la carità e l’umiltà. Nelle famiglie cosa c’è di più bello? Chi riesce a essere caritatevole e generoso è sempre in pace: in pace con gli altri e con se stesso. San Paolo scrive nella lettera agli Efesini: “Vivete con umiltà, con dolcezza, con pazienza, sopportandovi a vicenda per amore, e cercando di conservare la pace che vi unisce nello spirito”. Si trova la pace quando si sa compatire, tacere il male degli altri, vedere le cose con occhi limpidi. L’apostolo Paolo dice di imitarlo: “Imitate me”. Io direi di imitarlo nella carità, anzi nelle sfumature della carità. Però per imitarlo nella sfumature bisogna imitarlo soprattutto nelle cose importanti. Sapete quali sono le sfumature della carità? Essere delicati fra noi, trattarsi bene. Le sfumature suppongono che ci sia la carità. Allora imitiamo san Paolo che si faceva tutto a tutti, aveva un cuore delicatissimo verso tutti».

Tecla Merlo, Semi di sapienza


Venite e me tutti! Insieme per pregare la Parola e adorare la presenza Eucaristica del Signore. Questo è il valore delle tracce di preghiera che settimana dopo settimana ci accompagneranno in questo anno liturgico. Offriamo le tracce da scaricare augurandoci di poter costruire tra noi, seppur virtualmente, una comunione di preghiera che ci unisca e ci rafforzi nel credere.
Buon cammino nel Signore Gesù, crocifisso e Risorto!

Chi volesse un sussidio che accompagni la preghiera per ogni tappa dell’anno liturgico, può acquistare nelle librerie paoline Attirerò tutti a me, adorazioni eucaristiche per tutto l’anno liturgico, di sr. Mariangela Tassielli, autrice anche delle tracce di preghiera che ci saranno proposte, ogni settimana.

 


Parabolando – Per una fede che diventa vita – La preghiera/4

Domenica 23 gennaio, nella comunità delle Figlie di San Paolo (Paoline) di Napoli, Viale dei Colli Aminei, si è tenuto il terzo incontro di formazione e spiritualità per giovani dai 17 ai 30 anni: Parabolando – Per una fede che diventa vita:

«Ciao ragazzi! Che bell’incontro ho vissuto domenica, ma l’avrei dovuto capire già dal tema: la preghiera! Abbiamo iniziato la nostra giornata con una dinamica dove ognuno doveva rappresentare nel modo che preferiva, il proprio modo di pregare. I miei compagni hanno scelto di realizzare dei disegni o dei fumetti, io ho preferito una piccola scenetta di muto con cui ho reso in pochi minuti il mio modo di pregare durante la giornata, sempre di corsa e, beh, inutile scendere nei particolari si sa bene com’è la vita di un universitario… Nella scenetta sono stati solo due i momenti in cui facevo vedere che rallentavo: nella Messa giornaliera e nella riflessione sulle letture, in cui finalmente mi sedevo e prendevo la Bibbia tra le mani. Dopo questa divertente dinamica abbiamo iniziato la preghiera, quella ‘vera’ stavolta , che abbiamo concluso con la visione di un videoclip sulla preghiera realizzato sulla canzone Perdonami di Enrico Boccadoro. Dopo, con la catechesi di suor Mariangela, abbiamo riflettuto sul brano del Vangelo di Luca 18, 1-8. Sì, proprio il brano della vedova importuna; il brano che mostra i frutti della richiesta costante e che mi ha scatenato molti interrogativi di cui alcuni proprio in merito all’ultima frase: “Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?”. Finita la catechesi, dopo uno spazio di riflessione personale, siamo andati nella vicina parrocchia per la Messa e poi abbiamo pranzato, dividendo ciò che avevamo portato. A seguire abbiamo vissuto un simpatico e “giocoso” momento di fraternità e distensione. Nel primo pomeriggio ci siamo riuniti nella cappella grande del convento che per l’occasione abbiamo trovato… completamente al buio! Solo la lampada del Santissimo Sacramento brillava, e questo non certo perché le Paoline avessero voluto improvvisamente risparmiare sulla corrente, ma perché la cappella raffigurava simbolicamente un po’ noi stessi prima di metterci a pregare. La presenza del Signore è in noi, costante e luminosa, ma per illuminare tutto il nostro essere, il signore ha bisogno del nostro desiderio di metterci in comunione con Lui. A volte possiamo essere sconfortati dal fatto di “non sentire la sua presenza”, la sua fiamma in noi può essere affaticata dal peccato… questo è possibile, ma sapete cosa c’è dopo una caduta? La volontà di rialzarsi, di chiedere aiuto, il sussurrare a denti stretti ma pieni di fiducia: “Signore aiutami tu”. Invocata la presenza del Signore tramite lo Spirito saremo sempre e immancabilmente inondati dalla sua presenza calda e luminosa. Provate ad immaginare la cappella in penombra con la luce del Santissimo a rischiarare un po’ il Tabernacolo. Appena ci siamo messi a pregare, appena in noi è comparsa la volontà di entrare in rapporto col Signore, ecco che la luce si è fatta davvero strada nelle tenebre e tutto si è illuminato! Cappela compresa! Interiormente, ma anche visivamente ed emotivamente mi sono sentita davvero figlia e amica di Dio. In quel momento di luce, accompagnato da un canto, è stato esposto il Santissimo Sacramento ed è iniziata l’Adorazione: il modo migliore per raccogliere la giornata e deporla ai piedi di Cristo. Non vi nascondo che gli ho affidato anche tutti voi che seguite le nostre esperienze e condivisioni. Chissà, magari la prossima volta sarai proprio tu che ora leggi a condividere come hai vissuto la tua giornata con il gruppo giovani ».

Chiara – Salerno

Adorazione eucaristica – Costruisci la tua casa sulla roccia!

Costruire è sinonimo di scavare, pazientare, progettare, valutare, non improvvisare e in ultimo, perché no, anche di osare! Quando applichiamo tutto questo al Vangelo, costruire diventa sinonimo anche di ascoltare e l’ascolto diventa non un’operazione casuale, ma il frutto di una volontà personale, di un’adesione consapevole, di una reale decisione che cambia le routine quotidiane e ci permette di dare spazio a ciò che più conta… togliendone magari al superfluo, non solo inutile, ma spesso anche non edificante. Invocare con il cuore, con una mente consapevole, con un forte desiderio non significa dire: “Signore, Signore”… non basta! Ascoltiamo quanto oggi il divino Maestro ci propone; entriamo nel vivo del suo messaggio, lasciamoci toccare da Lui e cambiare.

Lc. 6, 46 – 49

Gesù disse al popolo che lo seguiva: «Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico? Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene. Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la distruzione di quella casa fu grande».

C’è qualcosa che, oggi, mi risuona dentro: “Perché mi chiamate? Perché dite: Signore vieni? Perché volete sentire le mie parole se poi, ritornate sui vostri passi, senza credere a nessuna delle cose che vi dico?”.
Oggi nel cuore non sembra esserci posto per altro… Signore, queste tue parole risuonano con una forza spaventosa. Non è già troppo dura la vita, perché tu debba aggiungere peso a peso? Venire da te, restare ad ascoltarti, ricevere sempre tutto, senza mai l’ombra di un giudizio, sapere di essere da te attesi, desiderati, amati è l’unica vera forza di questa vita a volte così estenuante… Ci hai chiamato beati, ci hai fatto vedere le vie di una nuova felicità, ci hai parlato di misericordia, di amore, di accoglienza del fratello… perché allora ascoltarti e ritornare rasserenati, sui nostri passi, non può bastare? Perché non può bastare una vita tranquillizzata dalle tue parole? In fondo lo sai anche tu. Quello che proponi solo tu lo puoi realizzare! Nessuno in questo mondo può trasformarlo in realtà. Perché allora, lasciarci così? Perché dopo tutto quel tempo trascorso a pendere dalle tue labbra, prima di lasciarci, ci dici questo? Eravamo venuti perché dicevano che ci avresti guariti tutti, nel corpo e nello spirito. E tu ci hai lasciato qui, soli e te ne sei andato verso nuovi incontri… l’unica eredità è questa domanda, pesante, sul cuore, come una grossa macina: “Perché mi cercate e poi non realizzate ciò che vi dico?” Ascoltare, non basta! Venire da me solo perché non c’è di meglio, non serve! Sentire e ignorarmi, non vi aiuta. Sentir parlare di nuova felicità, immaginare il vostro cuore come un tesoro, sapere di poter essere un albero buono che dà frutti buoni, sentirvi chiamare per nome per una promessa di dono infinito e poi ritornare alla vita di sempre, come se nulla fosse, fa male. Chi viene a me, venga per ascoltare e trasformare in realtà le mie parole! Chi viene, scelga di ascoltare, lo scelga con tutto se stesso, con tutta la volontà, con tutte le energie. La vostra vita è come una casa. Se decidete di costruirla con me, restate con me, credete alle mie parole anche quando sconvolgono i vostri piani, scavate in profondità, senza arrendervi, senza temere la stanchezza, le mani doloranti, le braccia stanche. Restate, perché solida è la casa di chi costruisce con pazienza. I fiumi irruenti della sfiducia, della paura, delle delusioni, dei sogni infranti, nulla potranno contro quella casa che ha in me, e sulla mia parola, il fondamento.

Venite e me tutti! Insieme per pregare la Parola e adorare la presenza Eucaristica del Signore. Questo è il valore delle tracce di preghiera che settimana dopo settimana ci accompagneranno in questo anno liturgico. Le tracce complete da scaricare resteranno disponibile solo per una settimana! Ci auguriamo di poter costruire tra noi, seppur virtualmente, una comunione di preghiera che ci unisca e ci rafforzi nel credere.
Buon cammino nel Signore Gesù, crocifisso e Risorto!

Chi volesse un sussidio che accompagni la preghiera per ogni tappa dell’anno liturgico, può acquistare nelle librerie paoline Attirerò tutti a me, adorazioni eucaristiche per tutto l’anno liturgico, di sr. Mariangela Tassielli, autrice anche delle tracce di preghiera che ci saranno proposte, ogni settimana.


Preghiamo la Parola – Ecco l’agnello di Dio

“Ecco l’agnello di Dio! Eccolo davanti a voi, colui che toglie il peccato del mondo! Eccolo, vi è dato perché lo seguiate, perché ascoltiate la sua voce! Eccolo, è qui; e parla il nuovo agnello dell’espiazione. Non ci saranno più sacrifici dopo di lui, perché in lui tutto è stato salvato. Dovete credere alle sue parole, restargli fedeli lungo il cammino della vita. Io ne do testimonianza, ed è vera! Lui, il Cristo mandato dal Padre è segno inconfutabile del suo amore per tutti noi. Le sue parole sono parole di perdono, di tenerezza, di amore fecondo per chi le ascolta con cuore sincero, trasparente, puro, giusto.
Davanti a voi, non c’è il tenero bambino che avete contemplato, ma la docilità di un Figlio che accoglie e vive in prima persona la volontà del Padre su di lui e su di noi; non c’è il tenero agnellino portato sulle spalle dal pastore, ma c’è il nuovo e definitivo Isacco che una volta per tutte è stato consegnato a questo mondo, ha assunto questa umana fragilità, perché tutti noi… tutti e non solo alcuni, potessimo diventare figli di Dio, da lui amati.
Su di lui lo Spirito di Dio è sceso, perché da Lui lo Spirito potesse arrivare a noi e in noi generare vita nuova. È questa la vita che siamo chiamati a vivere! Questa la vita piena che siamo chiamati a sperimentare, ad accogliere, credere e seguire.

Gv 1, 29 – 37

29Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! 30Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. 31Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
32Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. 33Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. 34E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli 36e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». 37E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.

 

«Lo Spirito è disceso su di lui ed è rimasto…»
Non potete immaginare quante cose in quel momento mi siano ritornate in mente: felicità, gioia, compimento di numerose speranze… e ancora molto altro, ma non posso e non riesco a descriverlo qui, a voi… oggi! Da quando siete nati, per voi tutto è stato più che scontato. Voi non avete neppure dovuto sperare che il Salvatore delle vostre vite nascesse… voi la salvezza l’avete ricevuta come dono… e forse per questo scegliete se accettarla o meno. Noi no! Noi aspettavamo, speravamo, credevamo che il nostro Dio avrebbe pensato a noi, ancora, come una volta.
Da piccolo mio padre mi raccontava del suo servizio al tempio, la sua vicinanza a Dio, il suo parlare con lui. Solo mia madre ogni tanto mi diceva quanto fosse stata originale la mia nascita e spesso mi ripeteva: «Tu vedrai le antiche promesse realizzarsi, vedrai il Messia. Tu, Giovanni, lo hai già riconosciuto una volta, ora però dovrai mostrare al popolo il suo Salvatore». Facile? No! Di quel cugino avevo solo sentito parlare… ci eravamo incontrati poche volte… Ma quella voce che mi aveva mandato a battezzare me lo aveva detto: «Lo Spirito, quello santo, ti rivelerà ogni cosa. Lui ti indicherà il mio Cristo». E il giorno è arrivato. I profeti lo avevano detto: sarebbe arrivato come un servo. Non solo pronto a servire Dio, ma a servire ogni uomo, ogni realtà, ogni situazione umana. Eccolo e  lui è qui, oggi, per voi… È tra i peccatori, come un peccatore. Povero e beato, e su di lui scende lo Spirito di Dio…
Su di lui lo Spirito resta perché buttandovi in lui, voi stessi possiate sperimentare nuova vita… la sua Parola, se la ascolterete e accogliere in voi, se la crederete e seguirete vi immergerà nello straordinario e dinamico fiume dell’amore… quello di Dio! Eccolo davanti a voi, Parola fatta carne! Ecco l’agnello di Dio… seguitelo, credete in Lui!

 

Venite e me tutti! Insieme per pregare la Parola e adorare la presenza Eucaristica del Signore. Questo è il valore delle tracce di preghiera che settimana dopo settimana ci accompagneranno in questo anno liturgico. Offriamo le tracce da scaricare augurandoci di poter costruire tra noi, seppur virtualmente, una comunione di preghiera che ci unisca e ci rafforzi nel credere.
Buon cammino nel Signore Gesù, crocifisso e Risorto!

Chi volesse un sussidio che accompagni la preghiera per ogni tappa dell’anno liturgico, può acquistare nelle librerie paoline Attirerò tutti a me, adorazioni eucaristiche per tutto l’anno liturgico, di sr. Mariangela Tassielli, autrice anche delle tracce di preghiera che ci saranno proposte, ogni settimana.

 


Parabolando – Per una fede che diventa vita – La perla preziosa – Testimonianze campo

Dal 26 al 30 dicembre 2010 si è tenuto a Roma, presso la comunità Regina degli Apostoli delle Figlie di San Paolo, il campo invernale per giovani fino a 30 anni La perla preziosa.
Quest’anno è stata l’occasione per sperimentare quella che crediamo una grande novità nel nostro modo di fare pastorale giovanile a servizio della Chiesa e dei giovani di oggi: un campo on-line parallelo a quello reale!!!
A Roma, con noi, erano “fisicamente” presenti 6 giovani provenienti da varie parti d’Italia (Como, Bologna, La Spezia, Salerno) ma…. ogni giorno siamo stati seguiti da centinaia di giovani e meno giovani che vivevano con noi lo stesso evento di grazia.
Gli iscritti virtuali “ufficiali”, con relative foto, sono stati circa 20, mentre ogni giorno, come accennato sopra, ci hanno seguito più di 600 persone. Molte di loro hanno lasciato commenti, altre ci hanno raggiunto dopo il campo per ringraziarci della possibilità. Abbiamo avuto anche dei giovani disabili che hanno potuto seguire un campo per la prima volta nella loro vita!!.
Chiaramente tutto questo ha comportato un fortissimo lavoro di squadra tra noi e alcuni giovani laici che ci hanno aiutato nella gestione digitale e non solo di tutto il materiale. In sede come animatrici erano presenti sr Mariangela, sr Silvia, Veronica e Nikki (postulanti fsp) e da casa, alla redazione “digitale”, Dalia Mariniello, una laica (GEP della “prima ora”), oggi socia della nostra Associazione Comunicazione e Cultura Paoline ONLUS. Senza dimenticare l’apporto di Claudia Frittelloni per l’adorazione che abbiamo vissuto alla Stazione Termini, di tutti i GEP che hanno seguito e rimbalzato l’evento on-line e dei giovani di Pavona (RM) e dintorni che ci hanno aiutato per l’evangelizzazione e adorazione sempre alla Stazione Termini. Insomma, questo campo ha messo in moto un vero e proprio esercito!! Crediamo che il Signore ci abbia suggerito questo passaggio, per noi importante, grazie all’intercessione di tante nostre comunità che si sono unite a noi in questo tempo: pregando e offrendo per la buona riuscita dell’iniziativa. Sinceramente grazie di cuore.

Il campo sarà on line ancora per pochi giorni e poi le pagine saranno oscurate. Chi di voi volesse saperne di più può linkare sul nostro blog cantalavita. Troverete il programma giorno per giorno e le schede, le preghiere, i filmati, le riflessioni che hanno accompagnato i nostri giorni.

E adesso lasciamo la parola ad alcuni dei partecipanti .

Silvia (La Spezia):

Un breve versetto del Vangelo mi ha spalancato un universo! Come? Beh, dicendomi una cosa bellissima che ha cambiato e cambia ancora la mia vita. Sicuramente me lo ricorderò sempre! Mi avevano insegnato a catechismo che dobbiamo cercare Dio e che Lui vale più di tutto il resto. Al campo ho scoperto qualcosa che va ben oltre i miei più grandi sogni: che cosa? Qualcosa di grandioso, di oltre ogni misura! Dio mi cerca come un mercante va in cerca del suo più grande tesoro! Non si da pace pur di avermi vicino, tutto in piena libertà. Non Gli interessa quanto andrà a “spendere” per me, ogni cosa … anche Suo Figlio Unigenito!! Possibile? Si! Umanamente razionale? No! Ma questo è il bello di Dio! Te Lo immagini? Lui, il Re dei re, il Signore Onnipotente che si fa mercante e cerca proprio me! Proprio te!!! In mezzo a tutta la bellezza del creato, Lui vuole proprio te!! E poi? Accetta anche di dare all’uomo il suo unico Figlio, di farLo diventare uomo Egli stesso, finito, piccolo e indifeso, di farlo giungere, attraverso il dolore, l’incomprensione, l’interesse umano, la solitudine, la diffidenza sulla croce che diventa per noi strumento di salvezza!! Non è una cosa che sconvolge il nostro modo di pensare? Almeno un po’ penso di si! E chi Gliel’ha chiesto dici? Questo è il bello: nessuno di noi, solo il Suo grande, immenso Amore per noi! Credo che sia difficile anche solo concepire nella nostra piccola mente qualcosa di così stupendo! Eppure Lui l’ha fatto anche in pratica! Non è commovente? Mi scendono le lacrime al solo pensarci … no, no, che pensi? Sono tutte lacrime di gioia e di gratitudine, di tenerezza verso un Dio che si fa uomo per me e mi porta in braccio attraverso le difficoltà quotidiane. Quanto ci Ama Dio!!! E noi? Dai, non avere paura di conoscerLo poco per poter parlare di Lui; sai, il testimone cristiano non racconta la vita di Gesù come quello che si può dire di un personaggio storico. A noi è dato “solo” il compito di dire cosa ha fatto Dio per noi! Facile in fondo … no? E se avessimo paura, diciamolo a Dio e non saremo mai soli. Non lascerà la perla bella che ha riscattato dalla morte con la vita di Suo Figlio!

Francesca (Bologna):

“La perla preziosa ”. Questo è il tema che ci ha accompagnati nei 4 giorni di campo con le Figlie di San Paolo.
Sono stati 4 giorni intensi e veramente pieni di entusiasmo per noi giovani, solitamente immersi nel lavoro, negli studi e in altri impegni. Quattro giorni che ci hanno aiutato a staccare dalla quotidianità per immergerci in “un angolo di paradiso”, un tempo tutto dedicato a noi, al nostro cammino nella Fede.
Ci sono stati donati momenti di confronto e momenti per meditare, spazi di silenzio e di ascolto. Il punto di partenza è stato: “la perla preziosa”e il nostro scoprirci perle preziose per le quali Dio-mercante è disposto a donare tutto. Che gioia imparare a vedersi con gli occhi del Signore che ci ama e conosce, perché Lui stesso l’ha creata, la nostra preziosità!! I momenti di preghiera della mattina erano concentrati su questo breve versetto del Vangelo e su altri, mentre il resto della giornata si svolgeva con laboratori di fede o il bellissimo pomeriggio di Adorazione Eucaristica fatta nella Capella della Stazione Termini! Davvero toccante la partecipazione spontanea della gente accorsa al nostro invito!! Davvero era possibile vedere il Signore operare nel loro cuore!
Altrettanto emozionante l’ultima mattina che ci ha visto ripercorrere le orme dei primi cristiani con la visita al carcere Mamertino (dove fu tenuto prigioniero San Pietro) e le Tre Fontane luogo del martirio di San Paolo! Sembrava davvero possibile sentire la loro presenza ed era tangibile l’Amore immenso di Dio per loro ma soprattutto di loro per Dio… amore che dovrebbe guidare anche i nostri passi!!
Il ritorno a casa è stato forse difficile… come ogni volta lasciare un luogo così pieno di Dio per le nostre vite rumorose e disordinate… ma resta nel cuore la pace e il desiderio di tirare fuori la perla preziosa che il Signore ha messo nella nostra vita!!
Grazie di cuore alle Figlie di San Paolo per questa meravigliosa esperienza!!

Elisabetta (Como):

C’era un mercante che, trovata la Perla più preziosa, dopo averla a lungo cercata e desiderata, vende tutti i suoi averi e la compra…
E ci sono io che, un po’ sbadata, a volte non mi accorgo di quanto c’è di prezioso e importante. Ma la Perla ha trovato me. La Perla preziosa a cui mi riferisco è il Campo di Natale organizzato dalle Figlie di San Paolo, che si è rivelato per me come un inaspettato, prezioso, momento di ascolto, affidamento e scelta.
Ascolto della Parola che si fa Voce, affidamento alla Parola che si è fatta Carne e scelta, sull’esempio dei grandi testimoni della Fede, di mettere la mia voce e la mia carne al servizio di quel Dio che salva l’umanità per amore.
Iniziare un nuovo anno con questi sentimenti e con questi propositi è entusiasmante, ma mette anche un po’ di paura: sarò in grado di essere coerente e fedele allo spirito che ho respirato in queste giornate romane? Con la preghiera di chi mi sta vicino e la fiducia nel Dio della Vita tutto è possibile, quindi coraggio!
Permettetemi infine di fare un augurio a tutti voi che leggete: non abbiate paura di farvi trovare, di scoprire la perla preziosa che è in voi, la sola che può rendere veramente felici!
Buon 2011!

 

Vieni a vedere le foto su Giovani&Vangelo

RITORNA ALLA PAGINA DELLE INIZIATIVE

PER ALTRE TESTIMONIANZE VIENI NELL’AREA I GIOVANI SI RACCONTANO

 

Vivi Madrid 2011 da evangelizzatore!!!

 

“Non vedo l’ora che arrivi la GMG”; “Che emozione sarà incontrare tanti giovani venuti da tutto il mondo”; “Io ho partecipato a tutte le GMG e certo non voglio perdermi questa!”; “non vedo l’ora di incontrare il papa”; “é un’esperienza unica”

Questi alcuni dei commenti che si sentono in giro, tra i milioni di giovani che aspettano l’11 agosto 2011 per partecipare, con il Papa e i giovani di tutto il mondo, alla XXVI GMG (Giornata Mondiale della  Gioventù ), con destinazione Madrid!!!

E se quest’anno rendessi la “tua GMG” ancora più speciale?
E se tutto quello che hai ricevuto da Dio, lo donassi agli altri?
E se vivessi la GMG rimboccandoti le maniche, mettendo te stesso a servizio degli altri e soprattutto al servizio del Vangelo
?
Non sarebbe forse una GMG ancora più speciale?

Abbiamo la proposta che fa per te:


VIVI MADRID DA EVANGELIZZATORE!!!

CON LE FIGLIE DI SAN PAOLO D’EUROPA
&
I GIOVANI EVANGELIZZATORI PAOLINI!


Noi Suore Paoline d’Europa, stiamo organizzando una TENDA INTERNAZIONALE DELLA PAROLA DI DIO, per l’ ANNUNCIO DEL VANGELO.
La proposta è per tutti i giovani che hanno a cuore e nel cuore  il Vangelo: vivere con noi una GMG all’insegna dell’evengelizzazione che, nello specifico, comporterà alcuni tempi della nostra permanenza a Madrid vissuti a servizio del Vangelo e dei tanti giovani.

La fase diocesana della pre-GMG, dall’11 al 15 agosto, la vivremo a Barcellona, con altri giovani di diverse Regioni Italiane.
A Madrid poi dal 15 al 21 agosto vivremo a servizio della Parola, sotto la tenda, a stretto contatto con i milioni di giovani pellegrini presenti… oltre chiaramente a quei momenti forti che condivideremo tutti insieme come Chiesa universale.

La proposta è per i giovani dai 18 ai 35 anni, si partirà l’11 agosto dalla Campania e si tornerà il 23 agosto. Il viaggio sarà in pullman!
Con te sarà importante portare oltre al sacco a pelo, soprattutto tanta voglia di metterti in gioco, Dio nel cuoredisponibilità, coraggio, allegria, capacità di adattamento… non staremo certo in un hotel a 5 stelle, ma al servizio del Vangelo vi assicuriamo che di stelle ne vedremo molte di più… saranno tutte quelle che brilleranno nei nostri occhi e in quelli di coloro che incontreremo… parola di chi vive e ha vissuto esperienze di evangelizzazione!!!

Prima della GMG organizzeremo dei momenti formativi, in vista del servizio apostolico che sarà richiesto… da Dio in prima istanza. I numeri che comporranno questo gruppo non supereranno le 15 unità, numero che per motivi tecnico logistici, non potrà essere superato di molto!

Se la nostra proposta ti piace, unisciti a noi e passaparola: dai la tua disponibilità quanto prima!!!

Ma non OLTRE IL 10 MAGGIO!!!! – ultima scadenza utile!

Il contributo che ti chiediamo è di 570 euro.

Madrid ti aspetta, altri giovani ti aspettano, quello che hai ricevuto non tenerlo per te, donalo e vedrai che riceverai 100 volte di più!!!

Per info, dettagli e prenotazioni contatta:

sr. Mariangela Tassielli – 3408404419 m.tassielli@paoline.it

Scarica il deplian: GMG2011_depliant

RITORNA ALLA PAGINA DELLE INIZIATIVE


Campo online/5° giorno

 

Giovedì 30: Il nostro grazie come una perla preziosa

E come ogni cosa bella, anche il campo è arrivato alla fine! Fine di un nuovo inizio, perché di questo si tratta; fine pregna di spinta verso un nuovo futuro, fine carica di forza, passione, scoperta, dubbio. È questo il momento in cui la fine e l’inizio si incrociano creando in noi qualcosa di imprevedibile e straordinario.

Quattro gironi di campo, riflessioni, condivisioni, impegni, progetti e voglia di vita piena… tutto questo non può che portarci al grazie! Un grazie detto a Dio, perché è in nome suo che ci siamo ritrovati, costruendo tra noi una comunicazione fatta di interiorità, cammini, scelte, domande, ricerca.
Fermiamoci e chiudiamo il campo firmando il nostro grazie
. L’Eccomi iniziale non può che diventare gratitudine.

Vi invitiamo tutti a scrivere la vostra preghiera, ringraziando! Tutti: i giovani partecipanti al campo a Roma e i giovani partecipanti on line. Da tutti possano diffondersi nella rete il nostro sincero grazie a Dio, per gli immensi doni da lui ricevuti.

 

Vieni a vedere le foto del 4° giorno su Giovani&Vangelo

Campo online/4° giorno_sera

Grazie…

Preghiera della sera

Ecco cos’è che dà felicità…
Sei tu, che vivi dentro questa Parola,
che riscalda l’anima,
che riscalda il cuore
e con lei vivere sarà amare Gesù,
ogni giorno di più…

(F.Cioffi – Una terra buona)


Puoi visualizzare il videoclip del canto cliccando QUI!


Campo online/4° giorno_pomeriggio

Ora tocca a me!

Un progetto per vivere!

Quante esperienze ci passano addosso? Quante ne viviamo ogni giorno? Di quante non ricordiamo nulla? Belle, brutte, difficili, coinvolgenti, ognuna porta con sé qualcosa di unico, speciale. Eppure non basta questo a renderle esperienze importanti… non basta accumulare esperienze per crescere. Perché arrivino a noi e arricchiscano la nostra vita è necessario un passaggio successivo: le esperienze vanno integrate con la vita! Abbiamo bisogno di fermarci, di capire cosa abbiamo vissuto, di comprendere quali perle ci sono state donate, quali fatiche o rigidità ci hanno impedito una risposta positiva, o causato una sofferenza particolare.
Far Sì, cioè, che un’esperienza esterna a noi diventi parte di noi. Senza questo passaggio rischiamo di sprecare ogni cosa, infiniti istanti di vita, doni necessari e, per noi che crediamo, Dio stesso!
Già, anche Lui potrebbe rischiare di diventare scontato, nel rapido fluire di tutto, dei tanti impegni, tra le tante cose che occupano tempo, pensieri e cuore.

Ti proponiamo allora, caro/a amico/a, alla fine di questa esperienza – campo vissuta on line di fermarti un attimo e di non permettere al 30 dicembre di arrivare come conclusione cronologica di questi giorni, senza aver trovato la perla preziosa per cui dare tutto.

Fermati, scarica la traccia sotto proposta e prova a scrivere il tuo progetto di vita. ALT!!! So cosa stai pensando… blocca i pensieri e non obiettare per nessun motivo rispetto alla tua età. Realizzare un progetto di vita, non è importante solo per Roby97 [anche lei partecipante on line ;-P], che ha tutto un futuro da scoprire e realizzare. Un progetto è un momento della vita, ed è necessario a 13 anni, come a 50, 60 e oltre. È importante perché ci permette di avere il polso della nostra vita e di poter investire ogni energia per costruire e costruirci dentro!

Apri la traccia proposta e prova a prenderti qualche tempo di silenzio, magari a fine giornata: segui quello che ti viene proposto e scrivi ogni passo. Verificalo poi con una guida spirituale e se non hai nessun confronto… beh… che pensi?! Non sarebbe ora di iniziare un confronto con qualcuno?

Decidi nel tuo cuore un passaggio interiore da vivere, un passo di compiere, concretamente! Qualcosa che sia piccolo perché tu lo possa vivere e verificare. Non puntare alle grandi mete, quelle si raggiungono solo con la costanza dei piccoli passi. Decidi allora su cosa puntare nella tua vita di fede e fiducia verso Dio e, sotto la protezione di Maria, vai avanti con il cuore nella pace e con grande fiducia.

Il Signore è con noi! È dalla nostra parte! È nato per noi, per noi si è fatto uomo… perché tutti potessimo sperimentare con quale amore Dio ci ama! Buona continuazione di cammino, a presto!