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Tra note e realtà – Fuori dal tunnel

Sono fuori dal tunnel dal divertimento…
…Quando esco di casa e mi annoio sono molto più contento…
Mi piace il cinema e parecchio, per questo mi chiamano vecchio,
è da giovani spumarsi e laccarsi davanti allo specchio?
Sono vecchio, punto, e prendo spunto dal tuo unto ciuffo.
…Sbuffo pensando a serate tipo del tipo “Che facciamo?”
Io ho una Tipo di seconda mano che mi fa da pub,
da disco e da divano, sono qua, come un allodola questo è il mio ramo.
… Quando esco di casa e mi annoio sono molto contento.
“…”Gli incontri, gli scontri, lo scambio di opinioni,
persone che son fatte di nomi e di cognomi,
…si vive di ricordi, signori, e di giochi, di abbracci sinceri,
di baci e di fuochi, di tutti i momenti, tristi e divertenti,
e non di momenti tristemente divertenti.” 
(
Caparezza, Fuori dal tunnel)

Estate piena! E il caldo ce lo ricorda.
Perché tra le tante novità dell’anno, saltare indietro a qualcosa che ascoltiamo ormai da tanto?
Perché CapaRezza provoca, e provocando chiede risposte, prese di posizione chiare e inequivocabili.
In quanti ci sentiamo così: sempre un po’ sballottolati dal nostro umore?
Tra la noia e la fretta: c’è sempre di che lamentarsi!
Corriamo, sempre più velocemente tra un impegno e un altro, tra un ingorgo e uno sciopero, una lezione appena cominciata e una nostra amica che non la smette di parlare.
Corriamo fino ai giorni di pausa e tranquillità. Attesi, sperati e perché no, meritati.
Ritmi più tranquilli, sonno più disteso, un’alimentazione più curata, e tempo per parlare, chiacchierare, ascoltare… finalmente tempo per costruire relazioni o semplicemente per recuperare gli incontri trascurati, o magari un po’ traditi.
Tempo per noi a 360°! Tempo per le persone che amiamo e per chi ci ama.
Eppure la corsa, la fretta, gli ingorghi sono irresistibili! Tutti pronti a riposarsi correndo, a sonnecchiare sul sedile nelle lunghe code, o a rinfrescarsi sotto l’ombrellone.
Ancora pieni di impegni… la casa, il silenzio, l’ascolto, l’intimità sembrano valori veramente da Matusa, e noi uomini e donne dell’era digitale proprio non ci stiamo!
La velocità è la nostra forza. Noi gente del nuovo, della realizzazione, dell’apparenza.
Noi gente dei paradossi e dell’assurdo. Tutti fuori per divertirsi eppure tutti stranamente sempre tesi e scontenti, annoiati e depressi.
C’è qualcuno tra noi capace di scendere dentro se stesso e spalancare le finestre del proprio mistero personale? C’è chi ha ancora il coraggio di andare al Nord quando tutti vanno, in coda, al Sud?

…si vive di ricordi, signori, e di giochi, di abbracci sinceri,
di baci e di fuochi, di tutti i momenti, tristi e divertenti…

di suor Mariangela fsp

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Dedicato ai Catechisti!


Carissimi catechisti,

anche se molti tra voi si stanno preparando a vivere la meritata pausa estiva, nelle fila di chi invece sta preparando il materiale necessario al prossimo anno pastorale si sta già pensando alle possibili novità che potrebbero interessarvi, fornendovi quel aiuto opportuno e necessario al vostro lavoro a servizio della Catechesi.

Sono convinta, come Paolina, che la Comunicazione e la Catechesi debbano costruire forme di alleanza sempre più solide, perché il Vangelo possa diventare vita nella vita di tanti nostri piccoli e grandi fratelli e sorelle. E’ pertanto a partire da questa urgenza che, con le sorelle che lavorano alla redazione catechistica, abbiamo voluto dare ulteriormente le ali alla nostra Rivista Catechisti Parrocchiali e, nello specifico, alla rubrica Musica* del Dossier Ragazzi & Dintorni.

Nella rubrica infatti, che valorizza la musica come percorso di fede e di vita per preadolescenti e adolescenti, troverete in ogni numero una password con la quale potrete accedere a una pagina riservata. Troverete la comunicazione del link da cui accedere anche su Cantalavita, con un rimando specifico nella pagina Catechisti.

Sulla pagina, farò in modo di fornire ulteriore materiale che possa permettere ai catechisti interessati di realizzare il percorso indicato al meglio.

Immagino che alcuni potrebbero chiedermi di fornire la password via mail, ma sinceramente credo che non sia opportuno. Sono estremamente convinta che ognuno, nel proprio servizio ministeriale, sia chiamato anche a raggiungere un’opportuna preparazione e credo che Catechisti Parrocchiali possa essere per ognuno un reale e concreto strumento di auto-formazione, a livello biblico, nella pedagogia catechistica, nel fornire sussidi, idee, percorsi per la Catechesi. Inoltre avere accesso a un materiale finalizzato a un percorso, senza avere il percorso, credo non serva a molto.

Spero invece che questa scelta, possa essere un modo per migliorare i nostri scambi, i passaggi di informazione, la messa in comune di materiale e idee.

La pagina dedicata ai lettori di Catechisti Parrocchiali/Settembre 2011 sarà on line da Lunedì 27 giugno!

A presto cari catechisti! Il Signore benedica noi, tutti coloro che ci affida, ogni idea, ogni progetto e lo rischiari con la sua luce! Buon cammino, buona preparazione nel servire la Parola e, perchè no?!, buone vacanze!!!


*Nella Rubrica Musica del Dossier Ragazzi e Dintorni, contenuto nella rivista Catechisti Parrocchiali, facciamo in modo di costruire dei percorsi tematici dedicati soprattutto a preadolescenti e adolescenti. La tematica, proprio per la poliedricità con cui viene affrontata da più autori nel Dossier, può essere assunta non solo dai Catechisti, ma anche da educatori e insegnanti di Religione per attivare dei percorsi sulla fede che integrino aspetti dell’esistenza che tocca i giovani destinatari, con il messaggio forte e provocante del Vangelo.


Per info e abbonamenti:


Tra note e realtà – Siamo tutti là fuori

Siamo di qua, siamo di là, siamo dove ci và
Andiamo in giro tutta la notte…
Fuori di qua dove si và che posto non ce n’é
e non c’è modo di parcheggiare l’anima
Si và in un pub e basta un po’ di birra e musica
per non sentirci soli mai…
Di notte come dentro a un film
Un gran bel film!
Siamo tutti là fuori
in attesa di vivere un sogno incredibile…
Siamo storie e i domani
sono solo domande lontane da noi

(Dolcenera, Siamo Tutti Là Fuori )

Chi siamo?
Sempre un po’ più in là, un po’ più fuori, un po’ più oltre! Ma chi siamo?
Tutti dicono qualcosa di noi: sanno chi siamo e cosa pensiamo. Molti pensano di avere ricette pronte, ipotesi preconfezionate sul nostro futuro. Inchieste, ipotesi, diagnosi…

Ma di tanti cervelloni chi abita con noi là fuori?
Cos’è per noi la notte?
Perché parcheggiare l’anima?
Abbiamo voglia di futuro,
anche se ci spaventa sempre un po’!

Stiamo lottando con il nostro passato perché qualcuno ci vuole appiccicare quello che non abbiamo scelto! Amiamo musica e sensazioni forti: perché ci fanno sentire insieme, proiettati verso l’incredibile.
In migliaia continuiamo a popolare concerti…
Siamo forti!
Siamo tanti!
Siamo diversi!
Ciascuno con la propria voce, con i propri sogni, con la propria vita.
Siamo noi? Ma non fuori di noi!
Siamo storie e… i domani sono solo domande?
Fino a quando?

                                                                                                                                                                                           di  suor Mariangela fsp

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Il battito – Tra note e realtà

Dateci parole poco chiare quelle che gli italiani non amano capire…
Basta romanzi d’amore, ritornelli, spiegazioni, interpretazioni facili […]
Dopo tanto teatro dopo tante guerre
dopo tanti libri dopo tanto cammino
dopo tante bugie dopo tanto amore dopo tanti secoli!
Mai più canzoni in italiano greco slavo
poca letteratura, brevi racconti al massimo,
scrittori intraducibili, relazioni elementari, poeti ermetici…
Tv irreversibile, con accenti diversi con accenti diversi, esotici.
Ora davvero basta con la trasparenza
voglio una cultura davvero sottostante davvero inapparente
e soprattutto per sempre…
Voglio essere ricordato nella prossima era
come un glaciale geroglifico, come un bassorilievo,
come un graffito inesplicabile perché del tutto inutile….
(I. Fossati, Il battito)

Ironia fine ed estremamente penetrante!
Musica e testo che credo fanno da giusto contrappeso a un’attualità sempre più pregna di scontato, di superficialità e di velocità.
Quante volte ci capita di credere di conoscere una realtà solo perché ne abbiamo intravisto un aspetto?
O di conoscere cosa pensa un filosofo solo perché da qualche parte abbiamo letto una citazione di un suo pensiero?
Quali sono le sorgenti reali di conoscenza cui attingono i giornalisti per informarci su situazioni vere?
Chi ha ancora il coraggio di perdere tempo su pagine di libri, di musica che non riempiono né pancia, né portafogli?
Assistiamo sempre più spesso a manipolazioni occulte delle nostre coscienze: guardiamo solo alcune parti del mondo perché sono le uniche presenti nei networks televisivi… pensiamo di conoscere culture, ricchezze e povertà dei popoli solo perché sono le uniche che qualcuno sceglie di far entrare nell’obiettivo di una telecamera. Siamo certi di cosa pensino gli uomini e le donne del nostro tempo e di quali siano le vere ideologie di chi ci governa solo perché ascoltiamo quello che qualcuno sceglie, volontariamente, di farci ascoltare.
Di tutto questo siamo vittime inconsapevoli, è vero, ma la nostra responsabilità personale entra in causa tutte le volte che ci arroghiamo il diritto di credere vere solo le cose che altri fanno passare davanti ai nostri occhi, o di pensare che esista solo ciò che televisione e mezzi di comunicazione fanno vedere.
Dicono che la frammentarietà sia il frutto dell’età post moderna, che gli aforismi siano il simbolo di tutto questo, che la cultura non si muove più su sistemi di pensiero ampi e articolati. Si dice anche che la cultura della comunicazione è veloce, rapida, efficace e che chi comunica si deve adeguare: pena la non comprensibilità del suo pensiero.
Così sotto accusa finiscono coloro che hanno ancora il coraggio di non accontentarsi della superficialità; che sanno costruire una dimostrazione coerente; che per ogni effetto vorrebbero trovare una specifica causa; che amano il dubbio e il confronto, per diventare migliori; che a una comunicazione di superficie che fa battere le mani preferiscono poesia, filosofia e musica che fanno battere il cuore.
E’ lecito, in nome della cultura del
tutto voglio e del poco mi sforzo obbligare tutti a un abbassamento di livello culturale?
E se la frammentarietà dei pensieri, la superficialità delle idee, la presunzione di sapere tutto di tutti solo per aver visto o letto poche cose, stesse intaccando la solidità delle coscienze e delle identità?
Ivano Fossati, in un’intervista ha detto: «Vorrei tenere salva, per me, la capacità di avere dei pensieri non solo corretti, ma anche completi»…
La Sfida è per tutti!

                                                                                                                                                                                         di suor Mariangela fsp

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Parabolando – Sui passi di Gesù: un deserto nella città – Campo Triduo Pasquale 2011_Testimonianze!

Dal 20 al 23 aprile, ovvero dal mercoledì santo al sabato santo, le Figlie di San Paolo hanno sperimentato per la seconda volta e in modo ancora più radicale un modo innovativo e interattivo di vivere un campo-scuola; questo nello specifico in preparazione alla Pasqua. Le animatrici sono state sr Mariangela, sr Silvia e Dalia, una giovane socia della nostra Associazione Comunicazione e Cultura Paoline ONLUS. I livelli su cui si svolgeva il campo erano tre:

  1. On-line, sul blog Cantalavita e sulla pagina di Facebook Giovani & Vangelo
  2. Stanziale, presso il convento delle Figlie di San Paolo di Napoli, (zona Colli Aminei)
  3. Missionario, presso la parrocchia S. Maria delle Grazie e S. Gennaro di Trecase (NA)

La parola ai partecipanti:

          « Dal 20 al 23 aprile si sono tenuti alcuni incontri in preparazione alla Pasqua con le Figlie di San Paolo presso la loro casa di Napoli.
Al contrario degli altri campi a cui ho partecipato e che, generalmente, si sono tenuti a Roma, questa volta non solo eravamo in Campania ma siamo partiti dalle nostre case all’inizio di ognuno dei quattro giorni in cui si articolava il campo e vi siamo ritornati nel pomeriggio, proprio come da sottotitolo al campo: “Un deserto nella città”.
          Durante il primo giorno, dopo l’introduzione, abbiamo letto delle “testimonianze”: ciò che potrebbero aver pensato e come potrebbero aver passato alcuni personaggi il momento della passione di Gesù. Le quattro testimonianze, o per meglio dire i quattro ritratti, desunti sempre dal Vangelo o dagli Atti degli Apostoli riguardavano quattro importanti personaggi: Maria di Magdala, Giuda, Pietro e San Paolo. Abbiamo riflettuto sul messaggio, sull’esempio che questi personaggi ci hanno lasciato.
          Giovedì Santo ci siamo spostati dalla casa delle Paoline verso la parrocchia S. Maria delle Grazie e S. Gennaro di Trecase (NA), dove abbiamo incontrato i ragazzi dagli 11 ai 14 anni e abbiamo seguito la catechesi con loro. Suor Mariangela ci ha fatto vivere un’esperienza bellissima quando durante una dinamica, ci ha spiegato come tutti noi siamo ingredienti che mescolati e lavorati sapientemente possono da vita ad un unico grande Pane che rappresenta la Chiesa.
          Venerdì Santo abbiamo riflettuto molto su alcuni importanti avvenimenti, ad esempio sulle ultime parole che un Gesù sfinito, scandalo per i discepoli e avversario vinto per i sacerdoti, ha pronunciato con le sue ultime forze: «Eloì, Eloì lemà sabactàni». Parole queste che mi hanno sempre scosso per la loro durezza. Parole, che come ho appreso quello stesso giorno grazie a Suor Mariangela, non sono che un accenno al salmo 22, salmo di gioia e fiducia se considerato nel suo insieme e non di abbandono da parte di Dio.
          Sabato Santo siamo tornati a Trecase ma questa volta abbiamo incontrato i giovanissimi (14-18 anni) con i quali abbiamo fatto gruppo durante una dinamica che ci chiedeva, confrontandoci con le donne che si recano al sepolcro, di scrivere le nostre prospettive, i nostri progetti per il futuro. È stato molto divertente e stimolante entrare in un nuovo gruppo e subito avere coscienza di ciò che rende i suoi componenti uniti, di ciò che li interessa, delle loro aspirazioni e dei loro progetti… in fondo non molto diversi dai miei 😉 ».

Iacopo – Salerno

        

          « Un po’ di tempo per prepararsi alla Pasqua e voglia di mettersi in gioco, questi i requisiti, secondo me, per partecipare al campo “Sui passi di Gesù: un deserto nella città”. Io vi ho partecipato “dal vivo”, tanti altri on-line tramite il blog Cantalavita e la pagina Giovani & Vangelo (Facebook): era sempre un piacere tornare a casa la sera dal campo e leggere i commenti lasciati dagli altri partecipanti “virtuali”.
          Mercoledì 20 aprile c’è stata l’introduzione al campo e abbiamo “incontrato” alcune persone che il Cristo l’hanno conosciuto dal vivo e l’hanno seguito davvero, posando i loro piedi sui suoi passi; come per esempio Maria di Magdala, Giuda, Pietro oppure come Paolo, l’Apostolo delle genti. Ognuno di loro si è come presentato in qualche modo e mi ha insegnato qualcosa; Maria, ad esempio, la sua costanza. Questa sua caratteristica, infatti, ha fatto in modo che fosse la prima donna a cui Gesù è apparso e con cui ha parlato dopo la sua risurrezione. Costoro incontrano Gesù nella loro vita quotidiana e così dobbiamo fare anche noi, fidarci e affidarci al suo amore sia quando tutto va per il meglio, sia quando siamo nel buio della notte, nel buio del peccato o del dolore, nel buio della solitudine e delle lacrime.
          Dalla comunità delle Figlie San Paolo di Napoli, il secondo giorno ci siamo spostati in una parrocchia di Trecase (NA) e abbiamo fatto un incontro assieme ai ragazzi del catechismo di 11-14 anni. Punto centrale, secondo me, della riflessione fatta da suor Mariangela è stato il momento della dinamica del pane: ci ha letteralmente “mostrato” gli ingredienti necessari per fare il pane e li ha applicati a quello che sperimentiamo nella vita. Il pane è la comunità, è la Chiesa, il lievito rappresenta la presenza di Dio nella vita di ciascuno, l’acqua la forza della determinazione, il sale la fede in Dio e la farina i nostri doni personali. Al termine della spiegazione “illustrata” è stata proposta una dinamica proprio sui nostri talenti ed è stata questa dinamica che mi ha colpita particolarmente.
          Il venerdì l’abbiamo vissuto all’ombra della croce, vuota e dura. Ci siamo ritagliati del tempo per riflettere sulle parole di Gesù: “Eloì, Eloì, lemà sabactàni” anche grazie ad un video molto suggestivo incentrato sul salmo 22.
          Il sabato, infine, abbiamo passato una bellissima giornata. Si sentiva che la Risurrezione era nell’aria! Siamo tornati a Trecase per un incontro questa volta con i giovanissimi (14-18 anni) in cui abbiamo messo ai piedi di Gesù i desideri e le aspettative per il futuro… ».

Chiara – Salerno

Puoi guardare le foto del campo su Giovani & Vangelo

Tra note e realtà – L’amore fa

L’amore fa l’acqua buona, fa passare la malinconia, 
crescere i capelli l’amore fa.
L’amore accarezza i figli, l’amore parla con i vecchi;
qualcuno vuole bene ai più lontani anche per telefono.
L’amore fa guerra agli idioti, agli arroganti pericolosi,
fa bellissima la stanchezza,
avvicina la fortuna quando può […]
Fa crescere i gerani e le rose, aprire i balconi,
l’amore fa.
Confondere le città ma riconoscere i padroni
l’amore lo fa.
Aprire bene gli occhi, amare più se stessi:
l’amore fa bene alla gente, comprendere il perdono:
l’amore fa!
(I. Fossati, L’amore Fa)

L’amore fa… l’amore crea… l’amore trasforma e ri – genera; l’amore è l’unico grande perché della Pasqua!
Perché un Dio libera il suo popolo dalle schiavitù della certezza, della casa, del cibo e del futuro?
Perché un Dio annienta se stesso vivendo fino in fondo la morte?
Perché la Pasqua segna i grandi passaggi dell’umanità?
L’amore: unico grande motivo per cui tutta la storia e tutti gli essere umani, a ogni latitudine del pianeta, sono divenuti la dimora, la casa di Dio.
Pensare ai lunghi giorni del tempo pasquale, sentire dopo un lungo digiuno, ritornare finalmente il canto libero e festoso dell’Alleluia non può e non deve lasciare indifferenti. Chi nella resurrezione è chiamato a sentire la vitalità esplosiva di una speranza, che non conosce il limite del tempo, e di un amore che non può essere fermato neppure dalla morte, deve poter vivere in ogni tempo pasquale, il proprio personale passaggio.
Da
gli inferi (ma non inferno!!!) delle tante e spesso inutili tristezze e immotivate delusioni all’alba di una vita capace di ri – sorgere, di ri – nascere, di ri – vibrare per nuovi valori e ideali, per scelte coraggiose e generose, per un Amore realmente controcorrente.
Questo è il desiderio di cui sento pregno questo nuovo Tempo Pasquale e che non può che farsi augurio, incarnato nelle nostre tante e singolari storie, nei nostri banali o straordinari incontri quotidiani.
Queste poche righe sono nate proprio da una “riflessione allargata” su una delle canzoni  di Ivano Fossati. Il suo “L’amore fa” mi è sembrato potesse svelare il senso vero di un amore che prima di arrivare a grandi e singolari posizioni, si costruisce con piccole scelte, cresce arricchendo di sfumature impensabili colori apparentemente cerei.
Questi sono i veri miracoli dell’amore!
Fossati ne descrive molti… forse potremmo provare anche noi a realizzarne alcuni, a scoprire nelle nostre giornate i tempi opportuni per amare.
Amare ci aiuterà ad amarci: farà bene alla gente, farà straordinario l’ordinario…
             …l’amore lo fa!
                                                                    E chi ama… lo sa!

                                                          di suor Mariangela fsp

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Tra note e realtà – Che fantastica storia è la vita

Mi chiamo Antonio e faccio il cantautore,
e mio padre e mia madre mi volevano dottore,
ho sfidato il destino per la prima canzone,
ho lasciato gli amici, ho perduto l’amore.
E quando penso che sia finita,
è proprio allora che comincia la salita.
Mi chiamo Laura e sono laureata…
Mi chiamano Gesù e faccio il pescatore…
Mi chiamo Aicha, come una canzone,
sono la quarta di tremila persone…
E quando penso che sia finita,
è proprio allora che comincia la salita.

(Antonello Venditti, Che fantastica storia è la vita)

La vita… che fantastica storia!
Lo è per tutti, per i tantissimi Antonio, Laura, Aicha, Carol, Michael a qualsiasi latitudine si trovino. Meravigliosa avventura senza limiti: nessuno sa come inizi e nessuno sa dove e perché finirà… ma è vita, pur sempre vita.

E’ vita quella di un piccolo grumo di cellule e quella dell’impegnato uomo d’affari.
E’ vita quella difesa con forza dai piccoli pugnetti stretti del bambino e dai muscoli tesi di un malato.
E’ sempre vita: il pianto che accoglie la nascita e quello che accompagna la morte; il canto dei riti e delle liturgie di un popolo e quello di un singolo uomo che canta alla luna; le righe scritte nel diario segreto di una ragazza e quelle che popolano i romanzi; la voce rotta da un singhiozzo e gli occhi luccicanti di stupore.
Che forza la vita… e non lo dice chi ha tutto. Ma lo crede chi non ha niente!
Cos’ è per te vivere?
Da qualche parte, in questo mondo, ci sarà un senso?

Perché ogni giorno il sole fa brillare i tuoi occhi?
Perché la sera stende un velo sulle tue fatiche e poi ti riconsegna al giorno?
C’è un tesoro dentro te! Scrigno segreto che solo tu puoi vedere e scoprire. Solo tu, un giorno potrai apr
ire.
Tra i tanti, c’è stato anche Gesù.
Uomo come noi eppure così diverso da noi. Così amante della vita, da donarci totalmente la sua.
Lui ha scelto di vivere questa meravigliosa avventura, di scoprirla fino in fondo, di assaporarla fino all’estremo.
Lui… il Dio che dell’amore ha fatto un dono e alla vita ha dato un senso.

Cosa vuol dire vivere, perché esistere?
Qualcuno un giorno ha detto all’umanità: «Ti chiedo solo un sì e ti prometto la felicità».
Un sì a cosa?
«Un unico grande e coraggioso alla vita».

di suor Mariangela fsp

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Tra note e realtà – Destra-Sinistra

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.
Fare il bagno nella vasca è di destra
far la doccia invece è di sinistra
un pacchetto di Marlboro è di destra
di contrabbando è di sinistra.
…L’ideologia, l’ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è la passione, l’ossessione della tua diversità
che al momento dove è andata non si sa.
Il pensiero liberale è di destra
ora è buono anche per la sinistra
non si sa se la fortuna sia di destra
la sfiga è sempre di sinistra.
…Ma cos’è la destra cos’è la sinistra
(G. Gaber, Destra-Sinistra)

Di anni ne sono passati un po’, almeno dalla pubblicazione del suo Cd, ma l’attualità del testo che Gaber scrive e canta, non può non scomodare il nostro tranquillo savoir faire quotidiano.
Perché una riflessione politica quando di politici ce ne sono già troppi in giro?
Perché parlare di destre e di sinistre se è molta di più la gente che con la politica non vuole più aver niente a che fare?
Perché preoccuparci di qualcosa che non sembra interessare neanche coloro che dovrebbero esserne le guide e i protagonisti?
C’è un’idea che ritorna troppe volte nei discorsi della gente comune… nei nostri discorsi: «Di politica? Non ne voglio sentir parlare!». Le occasioni si moltiplicano: dai corridoi universitari, tra una lezione e un’altra ai mercatini di rione. Dalle file agli uffici postali alle pause-caffè in ufficio. Tutti scoraggiati e scandalizzati da atteggiamenti sempre più individualisti di politici che amano occupare più le poltrone televisive che i posti in parlamento. Tutti si astengono da qualcosa, tutti manifestano la propria contrarietà astenendosi. Le leggi vanno avanti spinte da ideologismi di parte più che dalla ricerca autentica del bene comune.
Biasimare?! Perché? In fondo è più semplice il silenzio.
Perché lottare? Perché schierarsi?
Che fine hanno fatto le proposte?
Chi ha ancora il coraggio di credere in qualcosa che non sia la vita libera e comoda?
«Io non voglio aver niente a che fare con la politica», «io non ho ideologie». Un giovane universitario era convinto, pronunciando queste frasi, di manifestare la sua neutralità e imparzialità. Stava dettando, invece, la condanna a morte del suo futuro, perché nulla di più temibile può esistere di persone che non abbiano il coraggio di credere, di pensare, di scegliere.

Cos’è la politica, nel senso più puro, se non prendersi a cuore il bene dell’altro, la sua alterità, la sua dignità?

di suor Mariangela fsp

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Tra note e realtà – Paura di amare

Abbiamo tutti paura di dare:
l’amore non regge la verità,
nell’era della comunicazione
vestiamo parole di mediocrità.
Abbiamo tutti paura di amare
abbiamo tutti paura di lasciarci andare,
di farci vedere per quel che siamo con le nostre fragilità
Abbiamo tutti paura di amare,
abbiamo tutti paura di lasciarci andare
di far vedere quello che siamo,
con i sogni che nascondiamo nell’anima…

(E. Finardi, Paura di amare)

 

La canzone non è nuova indubbiamente. Eppure l’attualità di quanto, musicalmente dichiara, diviene ogni giorno più sfidante.
Penso che, davanti a notizie cariche “di assurdo” e al limite della razionalità, capiti anche a voi di essere travolti da interrogativi, dubbi, questioni sulla fragilità della natura umana. Stessi interrogativi che si ripresentano con altrettanta forza quando a sconvolgerci è la straordinaria potenzialità di bene che abita nel cuore di uomini e donne a noi contemporanei.
Potrebbe sembrare strano: eppure in un caso o nell’altro ritroviamo una delle dimensione fondamentali del nostro esistere: l’amore.
Chiaramente uguale è la parola, ma estremamente differenti sono aggettivi ed effetti che le si possono attribuire. Se in un caso a farla da padrone è un amore geloso, rigido, possessivo e spesso, originariamente, ferito, dall’altra risplende la luminosità di un amore puro, generoso, gratuito, riconciliato.
Non si tratta di creare divisioni, ma di guardare in faccia, senza paura le dimensioni di un amore che sempre e comunque ci vivono dentro, aprendoci o chiudendoci a nuove possibilità di costruire, attorno a noi, un Bene più grande.
L’amore fa la differenza. L’amore rende la nostra vita e i nostri sì differenti… dà valore e senso a ogni scelta… non teme la sconfitta, ma desidera la vita.
Non è un amore anonimo quello di cui parliamo, né tantomeno un amore antropologico o sociale. È un amore-risposta, che nasce da una chiamata e si rafforza nel suo essere “dono”.
È un amore che si genera nell’Amore.
Ma quali sono le vette che ciascuno di noi è chiamato a scalare?
Quale Amore ogni giorno ci dà un motivo in più per vivere?
Esistono confini per l’Amore?

Vieni… e vedi!

di suor Mariangela fsp

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Tra note e realtà – Speciale Natale!

 

Sento tra i pensieri un eco di richiamo
Bambina ti aspetto qui
a braccia aperte verso il cielo

I giorni a volte non passano…
E sento il mio amore che sta crescendo
Le emozioni che sto vivendo
C’è uno strato di pelle che ci separa.
Arriverai da lontano,
sorridendo arriverai
e mi incanterai
arriverai da lontano
e per sempre ci sarai nella mia realtà…
E’ arrivato il momento di farti vivere…

(Syria – Lettera ad Alice)

 

Semplici e cariche d’emozione!
Poche parole, quelle di Syria, ripetute come ritornelli interiori, cantati in un silenzioso e ininterrotto dialogo. L’attesa vibrante, la forza del nascere, il silenzio e il fremito dell’ora giunta, il tempo squarciato dal pianto, la gioia inenarrabile di una nascita, la tenerezza dell’unirsi in un atteso abbraccio: tutto questo ha unito Maria a Gesù come continua a unire ogni mamma al suo bambino.

 
E’ Natale!
Tempo di pienezza. Tempo di vita!
E’ il mistero di un Dio presente nella storia!
E’ la visibilità dell’Amore, in una normalità spezzata dallo straordinario!
Lo straordinario coraggio di Maria nell’accogliere un progetto più grande dei suoi stessi sogni. La straordinaria determinazione nel continuare a credere nella vita quando in tanti, troppi la mercanteggiano. La straordinaria fantasia della Vita che per sbocciare sceglie una piccolissima e insignificante cellula.

 
Buon Natale allora…
…a tutte quelle mamme, silenziosamente coraggiose, che offrono alla vita la possibilità di esistere
…a tutti i papà, troppe volte messi al margine di una storia che li vede protagonisti
…a coloro che al di là di ogni ideologia e appartenenza partitica hanno riconosciuto all’embrione la dignità di essere vivente
…a coloro che continuano a definire l’embrione solo una cosa più piccola della punta di un ago ingrandita 300 volte
… a tutti coloro che vivono, che scelgono, che sperano, che guardano il futuro con occhi limpidi
…a chi non ce la fa a raggiungere vette troppo alte

 

A tutti, semplicemente, buon Natale!


suor Mariangela fsp
e tutta la redazione di Cantalavita!