TI RACCONTO GESÙ RISORTO
di Anna Teresa Borrelli
All’alba del terzo giorno Gesù sconfigge le tenebre della morte e risorge. In quello stesso giorno, e per molti altri ancora, il Risorto apparve a coloro che aveva tanto amato. Gesù, poi, va al Padre, ma resta con noi attraverso il dono del suo Spirito che accompagna la vita dei discepoli, sempre.
L’obiettivo dell’articolo proposto è orientare i ragazzi a:
• conoscere i segni d’amore che Gesù ha compiuto per noi;
• credere che Gesù non ci lascia mai soli, ma accompagna ogni giorno i nostri passi;
• riscoprire la presenza dello Spirito Santo nella nostra vita.
Non sempre, per i nostri ragazzi, risulta immediato riconoscere i segni della presenza di Gesù nella loro vita, non sempre sono in grado di ricondurre al suo amore e al suo progetto di bene quanto ogni giorno sono chiamati a vivere. Diventa significativo e importante per loro imparare a vivere l’amicizia con Gesù, attraverso la memoria grata dei segni, prodigi, miracoli che Dio stesso ha compiuto per mezzo di suo Figlio. Scoprendo che ogni giorno il Signore è accanto a loro, possono vivere alla sequela di Gesù Risorto e testimoniarlo a quanti incontrano sul loro cammino.
Il catechista porta in gruppo un grande cubo, realizzato con cartoncino e sulle cui facce sono illustrati, con foto o disegni, sei brani del Vangelo, che presentano fatti o miracoli che Gesù ha compiuto durante la sua vita terrena.

1. Gesù guarisce un paralitico (Mt 9,1-8)
2. La moltiplicazione dei pani (Gv 6,1-15)
3. Il cieco di Gerico (Mc 10,46-52)
4. Gesù guarisce la suocera di Pietro (Lc 4,38- 44)
5. Gesù ridà vita al figlio di una vedova (Lc 7,11- 17)
6. Gesù perdona una peccatrice (Lc 7,36- 50)
I ragazzi, divisi in sottogruppi, tirano a turno il dado.
Ciascun sottogruppo riflette sulla pagina evangelica corrispondente, di cui si propone la lettura, e prova a dire: – chi sono i protagonisti; – in quale luogo si svolge l’episodio; – qual è l’azione fatta da Gesù.
In gruppo, il catechista, dialogando con i ragazzi, sottolinea che i segni che Gesù compie ci aiutano a conoscerlo meglio; a comprendere il senso della sua missione, che è quello di annunciare e far sperimentare la paternità di Dio; a scoprire come il Signore, anche oggi, continua a realizzare, per il grande amore che ha per noi, grandi segni nelle nostre vite.
Il gruppo è invitato a riflettere sugli ultimi versetti del brano degli Atti degli Apostoli (2,22-23) e, in particolare, sugli ultimi avvenimenti della vita del Signore. Il catechista mostra, quindi, ai ragazzi un secondo cubo: il cubo dell’amore, e li aiuta a riconoscere i brani di seguito rappresentati:
1. L’ultima cena
2. Gesù nell’orto degli ulivi
3. Il sepolcro vuoto
4. Gesù appare a Maria di Magdala
5. Gesù e i discepoli di Emmaus
6. Gesù appare ai discepoli riuniti nel cenacolo
In questo modo i ragazzi riflettono in particolare, sui brani delle apparizioni di Gesù e comprendono come la promessa di non lasciarci soli si è realizzata con il dono dello Spirito Santo, il Consolatore che accompagna e illumina i nostri cuori, pensieri e azioni.
Ciascun ragazzo prova a pensare a tutti quei momenti in cui ha sperimentato la presenza di Gesù accanto a lui: le occasioni di festa vera vissute in famiglia; quel particolare momento d
i preghiera durante il quale ha sperimentato una serenità profonda perché si è sentito davvero amato dal Signore.
Ognuno, poi, è invitato a realizzare: il suo cubo della gioia, in cui riporta le situazioni vissute e, su un lato, la preghiera di ringraziamento per i doni ricevuti.
Inoltre si può proporre ai ragazzi di realizzare in gruppo un giornale, un’edizione straordinaria, per raccontare la bellezza di seguire Gesù, presente e vivo in mezzo a noi sempre.
Ogni ragazzo è invitato a scrivere o a disegnare la sua bella notizia che vuole condividere con la comunità. Il giornalino sarà distribuito la mattina di Pasqua dopo la celebrazione eucaristica a quanti avranno condiviso la gioia dell’annuncio di risurrezione.
Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Marzo di Catechisti Parrocchiali
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ro. Non sappiamo da dove venissero i Magi, né quanti fossero, né la loro età… Ma la loro avventura è quella di ogni discepolo di Gesù.
e è nato, il re dei Giudei?».

e in quella delle parrocchie. Tolta la novena in preparazione alla Pentecoste, è raro trovare momenti di preghiera comunitaria allo Spirito.
e più importante; è quella rappresentata nell’abside delle chiese antiche. Il perché è nel Vangelo: quando Gesù, battezzato da Giovanni, esce dal Giordano, lo Spirito discende su di lui «come una colomba» (Mt 3,16). La colomba è buona, docile, si lascia prendere in mano. Nessun cacciatore avrebbe il coraggio di sparare a una colomba. È il simbolo universale di pace e di benevolenza che Dio ha scelto fin dall’alleanza ricostruita con Noè (Gen 8,8-12). Nel battesimo di Gesù è il commento visivo delle parole del Padre: «Questo è il Figlio mio, l’amato; in lui ho posto il mio compiacimento» (Mt 3,17). Figlio amato nel quale tutti diventiamo figli amati (lo Spirito Santo ci mette in grado di chiamare Dio: «Abbà! Padre», Gal 4,6) e capaci di amare. Quando siamo tentati di cedere a egoismo, banalità, volgarità, pensiamo alla colomba, e sentiremo la nostalgia di una vita bella e buona.
laghi diventerebbero stagni puzzolenti. Il vento arriva all’improvviso, quando meno te lo aspetti, come ricordava Gesù a Nicodemo (Gv 3,4-8), e fa volare via tutto ciò che è secco, posticcio, malfermo.