Speciale campi estivi (1a parte)

Paestum – Capaccio (SA): “Felicità cercasi” – Campo scuola con i figli della Santa Famiglia

Dal 15 al 18 luglio 2010 si sono svolti, a Paestum (SA), gli Esercizi Spirituali annuali per le coppie dell’Istituto Santa Famiglia, uno dei dieci rami della Famiglia Paolina. Con loro erano presenti anche i figli e, per quelli dai 12 ai 18 anni, la proposta delle Figlie di San Paolo è stata quella di vivere, in parallelo, un campo scuola pensato e preparato appositamente per loro!!!
Animato da suor Mariangela Tassielli (fsp) e Dalia Mariniello (una dei GEP – Giovani Evangelizzatori Paolini), il campo ha avuto come tema: Felicità cercasi! Un viaggio alla ricerca della felicità attraverso momenti di catechesi, riflessione, preghiera… il tutto organizzato come “un grande gioco” durato tre giorni; con squadre, punti da conquistare, sfide da vincere, prove da superare… mettendo in gioco se stessi, i propri talenti, le proprie capacità e collaborando con gli altri, appartenenti alla propria squadra e non!!! Sì perché una delle particolarità di questo grande gioco è stata che anche l’attenzione, la collaborazione, l’aiuto “offerte” ai propri “rivali”, permettevano di conquistare punti!!!
I giovani partecipanti hanno dimostrato subito la voglia di mettersi in gioco, di superare sé stessi, di collaborare, di aiutarsi, di restare aperti per apprendere da tutti, di ascoltare tutti, perché ognuno ha la sua ricchezza da poter donare agli altri… ma bisogna essere disposti ad accoglierla!!!
Dapprima le dinamiche/giochi di conoscenza hanno permesso ai ragazzi di conoscersi un pochino comunicandosi non solo i propri nomi e le provenienze ma anche i propri desideri, i propri sogni!!! La ricerca della felicità ha avuto inizio con un’asta, in cui, ad essere in vendita, erano dei valori/mattoni utili per costruire la propria casa della felicità!!! Mattoni più importanti da mettere come fondamenta e valori magari meno importanti ma comunque utili per costruire una casa. Ultimo mattone, conquistato superando delle prove, è stato quello del tetto con su scritto il valore dei valori: SE STESSI!!! Siamo noi il valore dei valori, noi con i nostri pregi e i nostri difetti, con la nostra unicità! Noi siamo l’ingrediente segreto di qualcosa di speciale che è la nostra vita… questa la conclusione a cui si è giunti anche attraverso la visione del film Kung Fu Panda.
La felicità, come tesoro da trovare, è stata simbolicamente cercata anche attraverso una divertente Caccia al tesoro che ha visto tutti i partecipanti seriamente impegnati e pronti a collaborare!!! L’ultima prova ha portato i ragazzi in una stanza con al centro uno scrigno, la Parola di Dio, una lampada, una veste bianca battesimale… attorno a cui è stato vissuto un importante momento durante il quale, i ragazzi chiamati per nome e segnati con la croce, sono stati simbolicamente “battezzati a nuova vita”, ricevendo per l’occasione anche un bracciale con un nome nuovo (FIDUCIA, BONTÀ, PERDONO…). Un “battesimo” particolare per impegnarsi nel rinascere valorizzandosi, apprezzandosi!!!
Alla felicità magari un po’ più “materiale” ma non certo superflua, hanno contribuito anche due escursioni: una ai templi di Paestum e l’altra alle grotte di Castelcivita in cui, oltre ad ammirare le bellezze naturali, si è potuto godere di un po’ di fresco!!!
Il campo si è concluso con Nutella party e cocomerata… e oltre a nuovi compagni, tante risate, giochi, incontri… ognuno ha portato a casa, oltre al premio vinto e una “lettera di Dio”, l’ingrediente segreto da inserire nella ricetta della propria felicità: essere sé stessi, credere in ciò che si è, valorizzarsi e fare dei propri limiti i propri punti di forza. Ognuno è unico e prezioso agli occhi di Dio, un Dio che è lì ad aspettare ognuno a braccia aperte!
(D.M.)

La testimonianza di una giovane partecipante:

«Mi chiamo Enrica e sono una ragazza di 16 anni. Vivo a Veglie (LE). I miei genitori sono una coppia appartenente all’Istituto Santa Famiglia e come ogni anno in estate vanno a trascorrere quattro giorni di Esercizi Spirituali all’insegna della preghiera, della riflessione e della condivisione. È proprio grazie alla mia famiglia che ho vissuto una delle esperienze più belle, costruttive e toccanti della mia vita. Sì perché anche quest’anno parallelamente al corso per le famiglie è stato organizzato anche un campo per i loro figli guidato da suor Mariangela e Dalia a Capaccio – Paestum dal 15 al 18 luglio. Appena arrivati nella struttura, dopo il nostro viaggio caratterizzato da un caldo cocente, siamo stati avvolti da un abbraccio accogliente e premuroso, che non potrò mai dimenticare, da parte delle nostre animatrici.
Il nostro primo appuntamento insieme era alle 17,00. Pian piano ho visto  arrivare i ragazzi con cui dovevo condividere il mio tempo, le mie capacità, le mie energie… alcuni li avevo già conosciuti l’anno scorso a Pacognano, altri invece li vedevo per la prima volta… così dentro di me cresceva la voglia di conoscere nuovi amici e stare bene con loro. Dalia e suor Mariangela ci hanno insegnato vari giochi perché conoscessimo bene tutti i nomi e perché no anche qualcosa di più.  Poi siamo stati divisi in due squadre di cui abbiamo scelto noi i nomi: la squadra delle Aquile, composta da Ermanno, Giacomo, Tecla, Stefano, Eva e me; e la squadra delle Tigri, composta da Silvia, Ferdinando, Mariapia, Gennaro,Laura e Francesco. E’ stata proprio questa divisione in squadre a sancire l’inizio di una gara un po’ particolare che è durata fino a domenica mattina e in cui aveva la meglio non chi imbrogliava o chi pensava solo alla propria squadra ma chi piuttosto cercava di collaborare insieme con l’altra parte e di volerle ancora più bene. Così tra giochi, divertimento, attività ed uscite è nata tra di noi una grande complicità e lentamente prendeva forza un’amicizia vera fatta di piccoli gesti molto significativi.
Ci sono state anche due escursioni. La prima a Paestum e la seconda alle grotte di Castelcivita. È stata la prima volta in cui ho potuto ammirare con i miei occhi  templi che fino a poco tempo fa avevo sempre visto solo in foto, stampati sui miei libri di storia.
Oltre all’amicizia con tutti i ragazzi, quello che mi è rimasto impresso di quest’esperienza è stata la premura di suor Mariangela e di Dalia che hanno messo tutto a nostra disposizione dandoci tanta fiducia. Mi sono rimaste nel cuore le parole di sr Ma’ [sr Mariangela ndr] che ci ha dato tanti consigli sulla vita e soprattutto ricordo bene il suo invito ad apprezzare ogni cosa che il Signore ci ha donato, perché tutto anche quello che ai nostri occhi può sembrare insignificante è un suo immenso dono.
Poi, mi ha colpito una cosa che non avevo molto valutato prima: si può imparare qualcosa da qualsiasi persona e la cosa importante è vedere il bello che c’è in ognuno e non solo i suoi difetti e infine una realtà che le nostre animatrici ci hanno fatto capire attraverso la visione del film “Kung Fu Panda”: CREDERE IN NOI STESSI.
Forse nella vita, io mi sono sempre preoccupata di scoprire, senza riuscirci, quell’”ingrediente” che mi mancava per essere veramente felice o per ottenere qualcosa a cui tenevo tanto. Solo grazie a quest’esperienza ho capito che in realtà non esiste una ricetta, non c’è nessun ingrediente segreto. Le uniche cose indispensabili sono le mie capacità… e anche i miei difetti possono aiutarmi a perseguire i miei scopi. C’ è una frase che le nostre educatrici hanno scritto su un cartellone e che mi rimarrà sempre impressa: “Tu sei il solo tesoro, tu sei unico e prezioso” e assieme a queste parole ci hanno consegnato anche una lettera personalizzata da parte di… Dio!!!”. È stato un momento indimenticabile: eravamo seduti per terra davanti alla parola di Dio e ognuno di noi ricevendo la pergamena metteva vicino alla Bibbia una piccola luce.
L’ultimo giorno si è svolta la caccia al tesoro. Questa ha stabilito come squadra vincente quella delle Aquile. Poi le due squadre si sono recate in una stanza dove al centro c’era un grande scrigno. Abbiamo vissuto un emozionante momento di preghiera fatto di gesti piccoli ma toccanti. Prima la consegna di un premio per entrambe le squadre poi, ognuno doveva andare da sr Ma’ per farsi ungere con dell’olio in segno di benedizione e poi da Dalia che legava al nostro braccio un nastrino bianco sul quale era scritto un dono che Gesù ci consegnava. Questo  momento che ricordava un po’ il nostro Battesimo ed è stato uno dei più commoventi.
Salutando uno per uno i miei amici e le mie educatrici pensavo dentro di me a come mi avessero aiutata quei giorni a guardare la vita da un’altra prospettiva… quella dell’AMORE VERO».

Enrica – Veglie (LE)

Buona domenica!

Cristo Gesù è venuto nel mondo
per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io.
Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia.

Dalla lettera di san Paolo Apostolo a Timoteo
XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO -Anno C-

 

La parola a…
don Giovanni Berti

Gesù crede alle favole?
Se ascoltiamo bene le storie di Gesù scopriamo che sono vere e proprie favole.
Sono storie impossibili e per nulla concrete.
Gesù domanda ai suoi ascoltatori “Chi di voi lascerebbe le 99 pecore nel deserto per andare a cercare la pecora perduta?”. Ma nessuno, ovviamente! Non ha senso rischiare le 99 per cercarne una!
E che senso ha fare addirittura una festa se si ritrova un centesimo perso sotto il divano?
E quale padre darebbe metà dei suoi averi per vederli persi e poi riaccogliere il figlio come nulla fosse?
Le parabole di Gesù sono belle ma sono favole!
Sono possibili quasi quanto la storia di Biancaneve, di Cenerentola e di Pinocchio.

Ma Gesù crede nelle favole.
Ci crede perché proprio per questo è sceso tra gli uomini.
Gesù non solo racconta favole, ma le realizza nella sua vita, iniziando proprio a “perdere” tempo con la gente più distante e disagiata.
Gesù crede alla favola che Dio è “amore” anche se nel mondo si crede sempre meno a questa parola, ma si crede di più alla parola “economia” e alla parola “potere”.
Gesù crede così tanto all’assurdità dell’amore di Dio che è pronto anche a morire in croce, perché come Biancaneve liberata da un bacio dalla sua bara di cristallo nel bosco, non sarà lasciato solo nel sepolcro scavato nella roccia. E noi sappiamo che è risorto… Dio con il bacio del suo amore lo ha risvegliato da morte.
Essere cristiani è credere in questa favola di Dio.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Cambiare

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Catechisti on line! 24 – 28 Agosto

News: 24 – 28 agosto 2010   Catechisti on line!  

campo-scuola per giovani catechisti, fino a 30 anni

Il connubio che proponiamo ai giovani catechisti è Catechesi & Comunicazione. Il percorso punta a far scoprire ai giovani catechisti la loro identità specifica e il loro servizio nella Chiesa e, di conseguenza, li si vorrebbe aiutare ad acquisire quelle competenze fondamentali nell’annuncio e comunicazione della fede, così come gli stessi documenti auspicano.

Il percorso che proponiamo è un itinerario di base, che unirà spazi di spiritualità e riflessione sulla Parola di Dio a laboratori sulla comunicazione; pertanto si può ritenere la proposta valida anche per giovani che non hanno ancora iniziato a lavorare nella catechesi, ma che sarebbero interessati a farlo in un prossimo futuro.

Catechisti on line! mira a far vivere ai suoi giovani partecipanti la dimensione ecclesiale, in vista di uno scambio, di una fraternità, di un rinnovato senso di appartenenza ecclesiale. È pertanto una proposta dedicata a tutte le realtà ecclesiali del Centro – Sud Italia. Il contributo spese è di 130 euro. Si terrà a Castellammare di Stabia (Na). Le spese di viaggio sono a carico dei partecipanti. Chiediamo di comunicarci le adesioni entro il 20 agosto c.a.

Per ulteriori informazioni o adesioni si può contattare:

sr. Mariangela Tassielli – 3408404419 – m.tassielli@paoline.itSalerno
sr. Silvia Mattolini – 3293395223 – suorsilvia@ymail.comRoma

Ci auguriamo di cuore che l’iniziativa possa essere segnalataa a chi, a discrezione di ciascuno, potrebbe essere interessato/a all’esperienza.

 

Vivi!

 

 

Vivi!

Nessun sapore avrà la vita
se non quello che tu stesso saprai dargli.

Vivi!

Raccogliendo, ogni giorno, raccolti abbondanti
dalle gioie e dalle amarezze,
dalla fiducia e dalle delusioni,
dalle amicizie e dai tradimenti.

Vivi!

Seminando nella vita del mondo
la pace, la libertà, la speranza, la gioia, il perdono,
la fiducia, la passione e la fedeltà.

Vivi!

 Perché tu, che abiti il mondo,
sei nel cuore di Chi per primo ti ha amato.

Vivi!

Perché chi ti ama, ti chiama!

Vivi da chiamato!

Ascolta il sussuro dell’intero universo
che aspetta il tuo Sì…

Vivi da chiamato!

Per cantare la vita…
e la vita si farà, per te, felicità!

 

                                        sr. Ma’ – fsp

La vita come risposta – alias “Dio ma che lingua parli”/8

Ottavo incontro di spiritualità e formazione per giovani… e non solo

E anche quest’anno siamo arrivati all’ultimo incontro del cammino di spiritualità e formazione il cui tema per il 2009-2010 era Dio ma che lingua parli? tenuto dalle Figlie di San Paolo a Napoli, Salerno e… ovunque ci abbia portato l’annuncio della Parola, l’amicizia e il servizio. Quasi dieci mesi insieme tra incontri mensili e campi di Natale e di Pasqua. Un bel pezzo di strada fatto con il Signore, tra momenti lieti e momenti di fatica, tra momenti di impegno concreto e momenti più “leggeri”… incontri che hanno rispecchiato la nostra vita e che per questo, benché condivisi da tutti, sono stati come “personalizzati”. La Parola ha sempre parlato ad ognuno di noi: quella spezzata, spiegata e resa laboratoriale da sr Mariangela e quella cantata e fatta vivere liturgicamente da sr Silvia. Nel cuore sorge spontaneo il grazie per entrambe, poi per sr Tonia che è stata con noi per qualche incontro e per le varie comunità delle Figlie di San Paolo che ci hanno accolti in quest’anno, in primis quelle di Salerno e di Napoli (Capodimonte). Un grazie anche a ciscuno di noi che ha partecipato, tanti volti, tante storie, tante provenienze, un solo cuore e un solo spirito. Che bello sperimentare l’essere Chiesa! Siamo diversi, ma il Signore ci unisce e ci manda… perché ci è difficile tenere solo per noi quello che abbiamo ricevuto.
Quest’ultimo incontro lo abbiamo vissuto a Roma, nella comunità FSP di via Castro Pretorio il 26 – 27 giugno. Il tema specifico era: La vita come risposta. E riflettere sul Vangelo di Luca (Lc 9, 51-62) come ce lo proponeva la liturgia domenicale nel contesto di una Professione Perpetua, di un Rinnovo e della nostra stessa vita che è e deve comunque essere una risposta a quello che il Signore chiede è stato molto molto particolare e ha scavato dentro.
Il motivo principale della nostra trasferta romana è stato proprio l’essere vicini a sr Tonia (che conosciamo bene) e sr Chiara nel giorno della loro Professione Perpetua (ovvero, nel giorno in cui hanno detto SI al Signore impegnandosi “per tutta la vita”), ma una felice coincidenza ha voluto che nello stesso giorno abbiamo potuto celebrare con sr Silvia la sua quarta rinnovazione annuale dei voti. Veramente tanti motivi per gioire, per riflettere e per… esserci. Tutto è cominciato nel primo pomeriggio di sabato 26, quando siamo “sbarcati” dal treno alla Stazione Termini, ad attenderci una GEP romana e la vicinissima Comunità delle Figlie.
Dopo un allegro “pit stop” anti-afa e una veloce esplorazione dei nuovi ambienti ci siamo messi al lavoro per organizzare al meglio la veglia di preghiera eucaristica per le due sorelle che il giorno dopo avrebbero fatto la Professione Perpetua e anche per portare a termine alcuni simpatici gadgets che ci sarebbero stati utili per un’animazione post-celebrazione un po’ più… ehm… goliardica ai danni delle due suore ormai “forever” =D Verso le 19.15 ci siamo spostati in Via Antonino Pio, presso la comunità FSP Divina Provvidenza, dove abbiamo preparato la cappella per la Veglia Eucaristica che è iniziata verso le 20.45 e a cui hanno partecipato oltre a sr Tonia e sr Chiara, che hanno fatto anche la loro testimonianza vocazionale, numerose Figlie di San Paolo provenienti da tutte le comunità di Roma. Un’ora abbondante di preghiera in compagnia di San Paolo (e come poteva essere diversamente?) e di Gesù Eucaristia. Numerosi i momenti di commozione e di sentito ringraziamento al Signore per la vita e la storia di ognuno di noi. Dio ama abitare nelle nostre notti per… riempirle di luce. Basta aprirgli la porta del nostro cuore! Dopo la veglia una cenetta arrangiata ma simpatica alla Divina Providenza con la gradita compagnia di sr Dina, la superiora della comunità e poi…. un magnifico giro, non proprio previsto, di Roma by night con tanto di gelato. Ci voleva proprio.

La sveglia comunque non si è fatta attendere al mattino ed abbiamo vissuto un momento tutto nostro di preghiera ed approfondimento della Parola che si è prolungato con uno spazio di meditazione personale e la possibilità di accostarci al sacramento della Riconciliazione. Alle 11.30 è poi iniziata la S. Messa dove sr Silvia ha rinnovato i suoi voti annuali e a seguire pranzo di festa con tutta la Comunità FSP di Castro Pretorio. Un bel momento. Ma il pomeriggio incalzava e alle 16.00 sarebbe iniziata la S. Messa solenne di Professione Perpetua. Con un’organizzazione impeccabile nonostante qualche ritardo non calcolato siamo arrivati al Santuario Regina Apostolorum in tempo per sistemare i nostri “gadgets” post-professione e abbiamo poi partecipato alla solenne liturgia assieme a tantissime Figlie di San Paolo (il santuario aveva una tonalità decisamente avion [ndr. Il colore della divisa delle FSP]) e a numerosi membri della Famiglia Paolina. A seguire il rinfresco, con momenti di festa e di allegra confusione… abbiamo visto sr Tonia e sr Chiara esauste ma felici e… alla fine è arrivato il momento di ripartire. Un bel fine settimana e una bella fine del nostro anno insieme. Adesso ci sono i campi estivi… e si apre una nuova pagina.

E voi che fate questa estate? Consigliamo ‘vivamente’ un giro sulla pagina Iniziative per vedere tutte le proposte estive. W l’estate!!!!!!!!!!!

Buona domenica!

Sono questi i santi apostoli
che nella vita terrena
hanno fecondato con il loro sangue la Chiesa:
hanno bevuto il calice del Signore,
e sono diventati gli amici di Dio.

Antifona d’ingresso
SOLENNITA’ DEI SANTI PIETRO E PAOLO APOSTOLO

 

La parola a…
Paolo Curtaz

Pietro e Paolo sono così diversi, così straordinariamente diversi!
Pietro è il pescatore di Cafarnao, uomo semplice e rozzo, entusiasta e irruente, generoso e fragile.
Paolo è l’intellettuale raffinato, lo zelante persecutore, il convertito divorato dalla passione.
Nulla avrebbe potuto mettere insieme due persone così diverse.
Nulla.
Solo Cristo.
Nella loro vita poche volte i due si incontrarono, a volte litigarono, si confrontarono, si richiamarono alla fedeltà. Eppure il loro comune Signore li adoperò per farli diventare le due colonne principali cui poggia l’edificio della Chiesa.
Pietro e la conservazione della fede. Paolo e l’ardore dell’annuncio, l’anarchia dello Spirito.
Difficilmente si sarebbe riusciti a mettere insieme due figure più diverse, eppure la Chiesa è così, fatta di gioiosa diversità, di dilagante ricchezza. Ed è bello e consolante, oggi, celebrare insieme due che mai, nella vita, avrebbero voluto essere ricordati insieme…
Così è la Chiesa, che oggi gioisce per questi innamorati di Dio, lieta di poter proporre ad ogni uomo lo stesso percorso di scoperta del volto del Signore Gesù.
Pietro il pescatore, Paolo l’intellettuale, le due colonne su cui poggia la nostra fede, Pietro e Paolo, le colonne della fede, ci insegnino a vivere nella tenerezza dell’appartenere alla Chiesa.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Essere & amore

 

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Angri (SA): Giornata Regionale della Gioventù

“Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede”… questo il tema della GMG 2011 che vedrà milioni di giovani recarsi in Spagna per incontrare Benedetto XVI ma questo anche il tema “lanciato” durante la GRG 2010 (Giornata Regionale dei Giovani) che per noi campani si è svolta ad Angri il 2 giugno. Un pomeriggio di incontri, catechesi, preghiera, festa… che ha visto la partecipazione di circa 2000 giovani appartenenti ad associazioni, gruppi, movimenti diversi… eppure, nella diversità dei carismi, si è potuto bene sperimentare il versetto paolino “Come infatti il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo” (1Cor 12,12). L’appartenenza a gruppi diversi, infatti, non ci ha impedito di sentirci tutti membra di un unico corpo: la Chiesa!
In questa dimensione ecclesiale e clima di grande famiglia, non potevamo mancare noi GEP insieme alle Figlie di San Paolo (in questo caso sr Mariangela) a cui è stato chiesto di allestire uno stand per poter promuovere, presentare, far conoscere, al pari di altri gruppi, la nostra realtà di Giovani Evangelizzatori Paolini!!!

Sin dal primissimo pomeriggio ci siamo recati in piazza Doria, ad Angri, luogo del raduno, per poter allestire il nostro magnifico stand arancione!!! Come giovani legati alle suore Paoline, non potevamo non portare con noi alcuni strumenti apostolici della comunicazione: pc, libri, schermo, proiettore, casse, dépliant… il tutto montato con grande entusiasmo e voglia di metterci in gioco perché TUTTO potesse dire chi eravamo, potesse parlare di noi! Il clima è stato quello di una grande collaborazione, non solo tra noi, ma anche con i giovani degli altri movimenti con cui non è mancato l’aiutarsi vicendevolmente per mettere su dei gazebo, che al contrario del nostro, prevedevano una laurea in ingegneria per essere montati!!! ;-P
Verso le 18.00 i giovani, provenienti dalle varie diocesi campane, dopo aver partecipato ai vari momenti di catechesi previsti, sono finalmente giunti in piazza Doria trovando, tra gli altri, noi GEP pronti, entusiasti, felici di accoglierli!!!
Per noi non poteva esserci modo migliore di dare il benvenuto se non invitando i giovani a scegliere uno degli oltre 1000 rotolini con una frase della Parola di Dio posti in un bel cestino proprio accanto alla Bibbia e all’icona di San Paolo. Volti sbalorditi, contenti, increduli… il pensiero comune, da alcuni espresso da altri taciuto con la bocca ma espresso con il viso, è stato:
WOW PROPRIO LA PAROLA ADATTA A ME IN QUESTO MOMENTO! Già, Dio ha per ognuno la parola giusta, adatta per quel preciso momento, per quella circostanza… Lui scruta e conosce i nostri pensieri, i nostri vissuti, i dubbi, le paure, le gioie sperimentate! Non è mancata comunque l’attenzione, la disponibilità e la preparazione di sr Mariangela per dare risposte più precise e mirate a chi avesse voluto saperne di più!

Tanti sono stati i dépliant distribuiti: “prontuari” con suggerimenti su come pregare, confessarsi…, altri che spiegavano qualcosa sulla Famiglia Paolina, sulle Figlie di San Paolo e sul GEP. Molti gli inviti offerti a chi ha voluto, con le info sulle attività estive proposte dalle suore Paoline, soprattutto i tanto attesi CAMPI SCUOLA per giovani, adolescenti, catechisti a cui io stessa non vedo l’ora di partecipare!
Tanti volti incontrati insomma… tante persone con cui poter chiacchierare, scambiare opinioni, pensieri, desideri… a cui dire che come GEP, desideriamo annunciare il Vangelo proprio come ha fatto San Paolo e desideriamo farlo utilizzando i vari mezzi di comunicazione così come ha suggerito il Beato Giacomo Alberione, fondatore della Famiglia Paolina.

Molti i giovani che, interessati dal nostro cammino, hanno lasciato i propri contatti per aderire ad alcune iniziative proposte dalle Figlie di San Paolo ossia ricevere Buona Domenica (la newsletter con i commenti sul Vangelo domenicale, le novità in libreria e le iniziative paoline svolte in tutto il mondo dalle FSP), e l’SMS Vangelo, un piccolo ma importante augurio, riflessione, provocazione che a partire dal Vangelo, settimanalmente allieta le giornate di molti giovani!
Tanti coloro che si sono soffermati vicino al nostro stand per poter vedere il video proiettato sullo schermo… una serie di immagini e frasi tratte da celebri canzoni e da passi della Bibbia, quasi a dire che Dio non è poi così lontano e che ciò che è scritto nella Bibbia, “libro” per molti demodè, antico, in realtà è attualissimo e “cantato” ancora oggi!
La giornata è continuata con un momento di Adorazione Eucaristica, la cena e un concerto finale!!!

Verso fine serata non è mancata la stanchezza che però non ha preso il posto dei volti incontrati, dei sorrisi, degli abbracci, dell’allegria, dei sogni, delle speranze di ognuno.
Cosa abbiamo fatto di straordinario come GEP??? Forse tanto o forse niente, una cosa è certa: abbiamo “dato” il Vangelo o almeno ci abbiamo provato, il tutto in stile paolino. Non ci siamo risparmiati in niente, animati da un’unica volontà: annunciare il Vangelo lasciandoci accompagnare sempre dal nostro motto “A credere s’impara evangelizzando”! Tutti abbiamo dato il meglio di noi stessi anche chi non è stato fisicamente presente, c’è stato infatti chi colpito dall’influenza, da casa, ha offerto per noi e chi, non potendo esserci, per motivi di lontananza, ha pregato per noi! Insomma vicini e lontani uno per tutti e tutti per Dio.
Anche se Gesù ci insegna che dobbiamo seminare e avere pazienza perché forse non saremo noi a raccogliere i frutti seminati, in realtà qualche piccolo frutto lo abbiamo raccolto molto presto! Ancor prima che la serata finisse sono arrivati i primi sms di alcuni giovani incontrati, l’indomani alcuni si sono scritti sulla pagina di Facebook Giovani&Vangelo dedicata dalle Paoline in maniera specifica a noi giovani, altri hanno visitato il blog Cantalavita o hanno lasciato messaggi in fb.
Sono proprio contenta, contenta di aver vissuto questa esperienza, di aver potuto sperimentare un’appartenenza ecclesiale e soprattutto contenta di aver potuto dire, a tanti, che nella Chiesa, tra le varie membra ci siamo anche noi, c’è anche il GEP!!!

Dalia – Pomigliano d’Arco (NA)

Buona domenica!

“Chi di loro dunque lo amerà di più?”.
Simone rispose: “suppongo sia colui
al quale ha condonato di più”.
Gli disse Gesù: “hai giudicato bene”.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 7,36-8,3)
XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO -Anno C-

 

La parola a…
Paolo Curtaz

Gesù insegna alla prostituta che il metro di giudizio di Dio è l’amore e il perdono. La donna ha amato, tanto, male, facendosi del male, ma ha amato. A Dio basta, lui, che è l’Amore, riconosce l’amore anche quando è fatto a pezzi e fragile e disperato. Per Dio basta questo, salta ogni logica – religiosa, morale, perbenista – e va dritto all’essenziale: guarda al dentro, al desiderio, al dolore, alla verità. Quell’amore è l’origine del perdono, il perdono che Dio dà, sempre gratis, sempre senza condizioni, smuove l’amore.
A Simone, con delicatezza, senza rabbia, Gesù pone un caso da risolvere, quello dei due debitori, uno debitore di qualche euro, l’altro di qualche centinaia di migliaia di euro, che si vedono inaspettatamente condonati ogni pendenza. Chi sarà più contento? Simone ragiona, riflette, giudica bene: sta imparando il punto di vista di Dio. È chiamato, il fariseo, a mettersi nei panni del debitore.
Un altro evangelista ci dice che Simone è stato lebbroso: ragione in più, lui che ha sperimentato la solitudine e l’emarginazione, per annullare la distanza che crea la lebbra del giudizio.
A Dio non importa la devozione se non è sorretta dalla passione, non cerca giusti ma figli, a lui non importa (a noi sì: molto!) la nostra immagine spirituale. Vuole dai suoi discepoli verità, passione, forza, anche a costo di sbagliare.
Tutti siamo prostitute.
Ci vendiamo per un complimento, per coltivare il nostro ego (anche spirituale), per avere un ruolo sociale ed ecclesiale riconosciuto ed apprezzato, per essere, se non migliori, almeno non inferiori agli altri, disposti a tradire un’amicizia sincera pur di non ammettere i nostri errori.
Tutti siamo perdonati e amati.

La donna, Simone e tu, amico lettore.
Amati e perdonati da Dio, redenti e salvati, figli e uomini, discepoli e cercatori di Dio.
Tutti, se vogliamo, possiamo costruire la Chiesa, il sogno di Dio, comunità di persone che hanno sperimentato nella propria vita la tenerezza del Padre e, perciò, diventano capaci di perdono e di misericordia.

 

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Via Verità e Vita – Maggio/Giugno 2010 – Differenza di genere:una questione educativa?

L’orizzonte di un processo complesso

di Franca Feliziani Kannheiser

La frase biblica “maschio e femmina Dio li creò” (Gen 1,27) rappresenta, se letta in un’ottica educativa, l’orizzonte di un processo complesso le cui radici riportano all’origine della vita di ciascun individuo; riguarda il contesto sociale e culturale in cui ognuno cresce; chiama in gioco educatori che sanno interrogarsi sul loro rapporto con le differenze e riconoscono la necessità di rispetto autentico ed effettivo delle donne e degli uomini che compongono la Chiesa, per quanto riguarda la costruzione della loro identità, la specificità d’approccio alla realtà, lo sviluppo di un pensiero “altro” e di un’esperienza religiosa connotata anche dal proprio genere sessuale.
Se non si tiene presente tale orizzonte, ci si riduce a proporre itinerari di catechesi che soltanto superficialmente incidono sul problema, limitandosi, piuttosto, a un’operazione di facciata.

Non i bambini o i ragazzi costituiscono il soggetto della catechesi ma, le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi o, meglio ancora, quel bambino o quella bambina, quel ragazzo o quella ragazza nella sua individualità. Il fatto che ogni persona sia connotata dal suo essere uomo o donna è quanto di più evidente possa esserci; altrettanto evidente, però, è la difficoltà di tradurre in percorsi di catechesi concreti e verificabili i principi di antropologia sessuale cristiana che sono stati costantemente ribaditi dai documenti magisteriali.

Nel passato parlare della sessualità significava quasi esclusivamente richiamare al rispetto del sesto comandamento, con il risultato di creare, non raramente, un’atmosfera di pericolosità e di sospetto intorno ad essa. I catechismi dell’iniziazione cristiana ribadiscono, al contrario, una concezione integrata della sessualità.
A motivo della concezione biblica della persona umana il tema delle differenze di genere rappresenta un contenuto fondamentale della catechesi. Nella Genesi sono proprio l’uomo e la donna nella loro reciprocità e diversità ad essere immagine di Dio.

Percorsi di catechesi, che conducano a riflettere criticamente sulle differenze di genere per scoprire la ricchezza dell’essere, nei diversi ambiti di vita, uomo e donna insieme, creati a immagine di Dio, potrebbero avere i seguenti obiettivi:

  • cogliere le caratteristiche comportamentali e psicologiche che esprimono “diversità” tra ragazzo e ragazza e ricercare ciò che dà loro pari dignità;
  • saper individuarne nella propria realtà personale e in quella dei compagni gli elementi di diversità e di arricchimento reciproco che appaiono sempre più evidenti con la crescita;
  • diventare consapevoli dei molti cliché e pregiudizi sull’identità e sul ruolo dell’uomo e della donna e imparare a verificarli;
  • saper intuire nelle dinamiche interpersonali i fattori che determinano atteggiamenti di accoglienza e di rifiuto dell’altro sesso;
  • saper interrogare la Bibbia per scoprire la profondità di un progetto “due per l’unità”, insieme come immagine di Dio, cocreatori del mondo.

 

Tratto da:

News su Iniziative

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vita… solo chi ne scopre il senso può cantarne la bellezza