
“Se tu sei il re dei Giudei salva te stesso”
Dal Vangelo di Luca (Lc 23,35-43)
SOLENNITA’ DEL NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO RE DELL’UNIVERSO
XXXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO -Anno C-
La parola a…
Paolo Curtaz
Un re bislacco
Peggio: la regalità di Gesù è una regalità che contraddice la nostra visione di Dio.
Perché questo Dio è più sconfitto di tutti gli sconfitti, fragile più di ogni fragilità. Un Re senza trono e senza scettro, appeso nudo ad una croce, un Re che necessita di un cartello per essere identificato.
Ecco: questo è il nostro Dio, un Dio sconfitto.
Non un Dio trionfante, non un Dio onnipotente, ma un Dio osteso, mostrato, sfigurato, piagato, arreso, sconfitto.
Una sconfitta che, per Lui, è un evidente gesto d’amore, un impressionante dono di sé.
Un Dio sconfitto per amore, un Dio che – inaspettatamente – manifesta la sua grandezza nell’amore e nel perdono.
Dio – lui sì – si mette in gioco, si scopre, si svela, si consegna.
Dio non è nascosto, misterioso: è evidente, provocatoriamente evidente; appeso ad una croce, apparentemente sconfitto, gioca il tutto per tutto per piegare la durezza dell’uomo.
Gesù è venuto a dire Dio, a raccontarlo. Lui, figlio del Padre ci dona e ci dice veramente chi è Dio.
E l’uomo replica.
“No, grazie”.
Forse preferiamo un Dio un po’ severo e scostante, sommo egoista bastante a se stesso, potente da convincere e da tenere buono.
Forse l’idea pagana di Dio che ci facciamo ci soddisfa maggiormente perché ci assomiglia di più, non ci costringe a conversione, ci chiede superstizione; non piega i nostri affetti, solo li solletica.
Che Re, sbilenco, amici.
Un Re che indica un altro modo di vivere, che contraddice il nostro “salvare noi stessi” per salvare gli altri o – meglio – per lasciarci salvare da Lui.
Siamo onesti, amici: lo vogliamo davvero un Dio così?
Un Dio debole che sta dalla parte dei deboli?
È questo, davvero, il Dio che vorremmo?
Di quale Dio vogliamo essere discepoli?
Di quale Re vogliamo essere sudditi?
Non date risposte affrettate, per favore, altrimenti ci tocca convertirci.
…e per riflettere puoi scaricare: Parola e silenzio
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o invitati a rinviare una richiesta, un bisogno, tanto meno a rinunciare a qualcosa che non è proprio indispensabile.
Si può suggerire ai ragazzi alcune domande da fare agli intervistati, quali:
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Si può proporre ai ragazzi di cercare, sia nel loro ambito quotidiano sia nel mondo di personaggi famosi, 

Credo nel Dio dei vivi se ascolto quanti mi parlano (bene) di lui, quanti – per lui – amano.
questi anni hanno frequentato i nostri incontri, infatti, superata più o meno la soglia dei 30 anni (e diciamo più o meno perché i cammini di vita e le scelte importanti non arrivano in automatico alla soglia dei 30 anni) hanno iniziato collaborazioni e cammini “paolini” più appropriati alle loro scelte di vita e alla loro età. Tra questi, due dei
C’era una certa eccitazione domenica mattina, quando mi sono svegliata presto, ancora buio, mentre andavo alla stazione, nel viaggio in treno e scendendo le scale della stazione di Salerno per aspettare gli altri… Forse perché non vedevo il gruppo da Maggio, forse perché era il primo incontro di un nuovo anno, o perché sentivo che ci sarebbero state tante tante novità! Fatto sta che scoppiavo di gioia nel rivedere i loro volti con qualche nuova sfumatura e i capelli di qualcuno più lunghi! Nonostante l’incontro sia stato ridimensionato ad un solo giorno invece del consueto weekend (che peccato!),
ompagnato alcuni momenti dell’incontro e si sono trasformati davvero in preghiera, spesso riuscendo ad esprimere pienamente cosa il nostro cuore voleva dire. In più, i momenti di risate e divertimento non sono mancati… dai palloncini ai giochi, al sicomoro che voleva diventare grande “personaggio protagonista”! Leggendo il brano del Vangelo, ho pensato alla meraviglia di Zaccheo nel ricevere Gesù ospite a casa sua!
di essere figli amati da un Padre attento e misericordioso.
Il 17 ottobre si è aperto il nuovo percorso annuale di formazione e spiritualità per giovani organizzato dalle Figlie di San Paolo. Il nome?
e Zaccheo
permettono di andare avanti?”
re insieme e lo stare con il Signore