Archivi categoria: riflessione

Preghiamo la Parola – Ecco l’agnello di Dio

“Ecco l’agnello di Dio! Eccolo davanti a voi, colui che toglie il peccato del mondo! Eccolo, vi è dato perché lo seguiate, perché ascoltiate la sua voce! Eccolo, è qui; e parla il nuovo agnello dell’espiazione. Non ci saranno più sacrifici dopo di lui, perché in lui tutto è stato salvato. Dovete credere alle sue parole, restargli fedeli lungo il cammino della vita. Io ne do testimonianza, ed è vera! Lui, il Cristo mandato dal Padre è segno inconfutabile del suo amore per tutti noi. Le sue parole sono parole di perdono, di tenerezza, di amore fecondo per chi le ascolta con cuore sincero, trasparente, puro, giusto.
Davanti a voi, non c’è il tenero bambino che avete contemplato, ma la docilità di un Figlio che accoglie e vive in prima persona la volontà del Padre su di lui e su di noi; non c’è il tenero agnellino portato sulle spalle dal pastore, ma c’è il nuovo e definitivo Isacco che una volta per tutte è stato consegnato a questo mondo, ha assunto questa umana fragilità, perché tutti noi… tutti e non solo alcuni, potessimo diventare figli di Dio, da lui amati.
Su di lui lo Spirito di Dio è sceso, perché da Lui lo Spirito potesse arrivare a noi e in noi generare vita nuova. È questa la vita che siamo chiamati a vivere! Questa la vita piena che siamo chiamati a sperimentare, ad accogliere, credere e seguire.

Gv 1, 29 – 37

29Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! 30Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. 31Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
32Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. 33Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. 34E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli 36e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». 37E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.

 

«Lo Spirito è disceso su di lui ed è rimasto…»
Non potete immaginare quante cose in quel momento mi siano ritornate in mente: felicità, gioia, compimento di numerose speranze… e ancora molto altro, ma non posso e non riesco a descriverlo qui, a voi… oggi! Da quando siete nati, per voi tutto è stato più che scontato. Voi non avete neppure dovuto sperare che il Salvatore delle vostre vite nascesse… voi la salvezza l’avete ricevuta come dono… e forse per questo scegliete se accettarla o meno. Noi no! Noi aspettavamo, speravamo, credevamo che il nostro Dio avrebbe pensato a noi, ancora, come una volta.
Da piccolo mio padre mi raccontava del suo servizio al tempio, la sua vicinanza a Dio, il suo parlare con lui. Solo mia madre ogni tanto mi diceva quanto fosse stata originale la mia nascita e spesso mi ripeteva: «Tu vedrai le antiche promesse realizzarsi, vedrai il Messia. Tu, Giovanni, lo hai già riconosciuto una volta, ora però dovrai mostrare al popolo il suo Salvatore». Facile? No! Di quel cugino avevo solo sentito parlare… ci eravamo incontrati poche volte… Ma quella voce che mi aveva mandato a battezzare me lo aveva detto: «Lo Spirito, quello santo, ti rivelerà ogni cosa. Lui ti indicherà il mio Cristo». E il giorno è arrivato. I profeti lo avevano detto: sarebbe arrivato come un servo. Non solo pronto a servire Dio, ma a servire ogni uomo, ogni realtà, ogni situazione umana. Eccolo e  lui è qui, oggi, per voi… È tra i peccatori, come un peccatore. Povero e beato, e su di lui scende lo Spirito di Dio…
Su di lui lo Spirito resta perché buttandovi in lui, voi stessi possiate sperimentare nuova vita… la sua Parola, se la ascolterete e accogliere in voi, se la crederete e seguirete vi immergerà nello straordinario e dinamico fiume dell’amore… quello di Dio! Eccolo davanti a voi, Parola fatta carne! Ecco l’agnello di Dio… seguitelo, credete in Lui!

 

Venite e me tutti! Insieme per pregare la Parola e adorare la presenza Eucaristica del Signore. Questo è il valore delle tracce di preghiera che settimana dopo settimana ci accompagneranno in questo anno liturgico. Offriamo le tracce da scaricare augurandoci di poter costruire tra noi, seppur virtualmente, una comunione di preghiera che ci unisca e ci rafforzi nel credere.
Buon cammino nel Signore Gesù, crocifisso e Risorto!

Chi volesse un sussidio che accompagni la preghiera per ogni tappa dell’anno liturgico, può acquistare nelle librerie paoline Attirerò tutti a me, adorazioni eucaristiche per tutto l’anno liturgico, di sr. Mariangela Tassielli, autrice anche delle tracce di preghiera che ci saranno proposte, ogni settimana.

 


Buona domenica!

“Ecco il mio servo che io sostengo
il mio eletto di cui mi compiaccio.
Ho posto il mio spirito su di lui…”

Dal libro del profeta Isaia (Is 42,1)
BATTESIMO DEL SIGNORE -Anno A-

 

La parola a…
don Giovanni Berti

Questa scena di Giovanni Battista che cerca di impedire a Gesù di farsi battezzare da lui mi ricorda molto la scena nel Vangelo di Giovanni, al capitolo 13, quando Pietro vuole impedire a Gesù di lavargli i piedi.
Davvero singolare questa specie di “pudore” dei due personaggi, che non vogliono che siano invertiti i ruoli: Gesù che è il più grande, è il Signore, non può fare gesti che sovvertano le regole e i comportamenti. Chi sta in alto, deve stare in alto; chi è più potente deve comandare e avere di più di chi ha meno potere ed è comandato. Se invertiamo i ruoli, togliamo un motivo di speranza in chi sta in basso. Infatti chi è meno potente e meno importante aspira a diventare di più di quel che è, e così può finalmente anche lui comandare e diventare ricco.
Giovanni il Battista non agisce spinto da logiche cattive, ma è sicuramente inquadrato in questo tipo di pensiero, che gli impedisce di vedere una logica nel gesto di Gesù di farsi battezzare come se fosse un comune peccatore.
Ma è proprio con questo gesto di “abbassamento” che Gesù rivela la sua vera identità e missione. Lui è venuto a rovesciare le logiche umane e a cambiare le regole che “ingabbiano” il mondo in strutture di potere e di asservimento.
Se il Figlio di Dio si piega e si fa piccolo, se Colui che è senza peccato si fa trattare da peccatore, se il Signore e Maestro lava i piedi dei discepoli come un comune schiavo, allora vuol dire che qualcosa di veramente nuovo è entrato nel mondo.
Il Vangelo di Matteo ci racconta come proprio nel momento nel quale Gesù si abbassa di più, la voce da cielo del Padre si fa sentire dicendo: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».
Proprio questo uomo qui, che appare come un semplice peccatore senza potere e ricchezze particolari è l’amato di Dio. Dio riconosce se stesso nell’abbassarsi di Gesù, e lo dice a tutti in modo solenne.
Ogni volta che noi invertiamo la spietata logica del potere umano, ogni volta che non ci arrendiamo alla consuetudine che i poveri rimangono tali e i ricchi continuano a rimanere ricchi, ogni volta che usciamo dai nostri facili rifugi e ci mettiamo in gioco per creare solidarietà tra gli uomini, ogni volta che il servizio diventa il nostro stile di azione nel lavoro.. allora Dio ci riconosce come suoi figli e vede in noi il volto del suo Figlio Gesù.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Domande…

 

Buona domenica è anche una newsletter che puoi ricevere, ogni settimana, direttamente nella tua casella di posta elettronica… Vangelo, riflessioni, novità in libreria, notizie dalle missioni, iniziative…
Scrivi a buonadomenica_fsp@yahoo.it e la riceverai…

 

 

Buona domenica!

Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei?
Abbiamo visto spuntare la sua stella
e siamo venuti ad adorarlo.

Dal Vangelo di Matteo
EPIFANIA DEL SIGNORE

 

La parola a…
Paolo Curtaz

 

I Magi non sono né tre né re, come recita il proverbio popolare; il nome “magi” è vago, e richiama delle persone facoltose, dedite alla scienza degli astri, curiosi di verificare le loro teorie astrologiche. Teorie che non hanno niente a che vedere con i nostri oroscopi, per carità!, ma la consapevolezza quasi scientifica che ad eventi astrali corrispondano eventi terreni, ad esempio la nascita di un re.
Non stupisce che questi curiosi e insaziabili personaggi si muovono a cercare il re alla corte di Erode, l’evento astrale che hanno scoperto indica la Palestina come luogo della felice nascita. Ma accade l’imprevisto: i figli di Erode sono già grandi, i figli della sua prima moglie li ha fatti sgozzare lui, nessun allegro vagito tra le mura dello spietato e abile sovrano.
I magi riprendono il cammino, attoniti.
Lo stravolgimento del Natale continua: Gesù è riconosciuto da pagani che con tenacia cercano la verità e viene ignorato dal popolo della Promessa, questo sembra affermare l’ebreo Matteo, scrivendo questo brano. Ed è il rischio che anche le nostre comunità cristiane corrono, quello di vedere dei non credenti incontrare Dio, e noi di restare a guardare.
I Magi sono l’immagine dell’uomo che cerca, che indaga, che si muove e segue la stella.
I Magi sono l’immagine di tutti quegli uomini che, spinti dal desiderio e dalla sete della verità, hanno finito con l’incontrare un “segno” della presenza di Dio: una testimonianza, un avvenimento, una parola di un cristiano e, seguendolo, hanno scoperto il volto di Dio.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Scegli la vita

 

Buona domenica è anche una newsletter che puoi ricevere, ogni settimana, direttamente nella tua casella di posta elettronica… Vangelo, riflessioni, novità in libreria, notizie dalle missioni, iniziative…
Scrivi a buonadomenica_fsp@yahoo.it e la riceverai…

 

Campo online/4° giorno_mattina

Mercoledì 29: Dio in noi…e noi?

Preghiera del mattino

Nella nostra anima e nella nostra vita il Signore trovi una dimora. Non dobbiamo solo portarlo nel cuore, ma dobbiamo portarlo al mondo, cosicché anche noi possiamo generare Cristo per i nostri tempi. (Benedetto XVI)[…]


Per riflettere

1 Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita – 2la vita infatti si manifestò, noi l’abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi -, 3quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. 4Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena. (1Gv 1,1-3)

Chi sono i noi di cui san Giovanni parla? Noi di cui egli stesso, chiaramente, fa parte. […].Noi, divenuti santi. Nati semplicemente uomini e donne. Noi, cresciuti sui passi del Maestro di Nazareth e della sua parola. Noi, audaci nel credere alla sua proposta. Noi, peccatori salvati dall’amore. Questi sono i noi testimoni che, in Gesù hanno scoperto il tesoro, si sono sentiti amati, e hanno scelto di avere in lui il centro della vita, hanno dato tutto pur di non perderlo. E quei voi? Chi sono i voi di cui Giovanni parla? E questa volta la risposta è ancora più semplice. Siamo noi, semplicemente noi: i raggiunti, oggi, dalla Parola! Siamo noi, che cerchiamo di capire, di ascoltare, di seguire, di non mollare, di credere. Eccoci, semplicemente noi! Il punto adesso è un altro! Restare fuori e continuare a guardare, esplorare, tentare di capire restando i voi di Giovanni o mettersi in gioco, entrare decisamente nella proposta di vita che Gesù fa e diventare dei Noi che comunicano quanto hanno sperimentato?[…].


Guarda il videoclip suggerito nella scheda:

Voci… da Roma!

E i giovani presenti a Roma come se lo stanno vivendo?
Voci da Roma è lo spazio dedicato alle loro condivisioni, commenti, riflessioni ad alta voce… tra parole, immagini, racconti e musica. Eccovi le loro testimonianze!

 

 

Silvia di La Spezia   – 24 anni

 

 

 

Chiara di Salerno – 24 anni

Oggi mi è stato fatto un dono che voglio condividere con te: l’evangelista Matteo ha fatto sì che io mi vedessi attraverso gli occhi di Dio. Io, che spesso non mi sento degna del Signore, sono da lui considerata come una preziosissima perla per la quale vendere ogni cosa. Nessuno mai venderebbe tutto ciò che possiede per potermi avere accanto, figurarsi il proprio figlio… e Dio arriva alla croce per me! Siamo solo alla prima giornata e mi sento già molto carica, spero di essere riuscita a comunicarti la mia gioia.

 

 

Francesca di Bologna – 30 anni 

 

  Dio ha per ognuno di noi
un meraviglioso progetto!
Non dobbiamo avere paura,
ma il coraggio di crescere
e portare frutto

dove e come Lui ci vuole.

 

 

Dove Dio ti Ha seminata…

 

 

 

…là devi fiorire!

 

 di Carla Ronci

 

 

 

 

 

 

Maria Rosaria di Salerno – 26 anni  

 Durante un incontro di catechesi mi è stata raccontata questa storia. Essa mi ha aiutato a comprendere che facciamo tutti parte del disegno di DIO.Tanto tempo fa vi erano su di un monte tre semi che sognavano il loro futuro una volta divenuti alberi.
Il primo seme sognava di diventare uno scrigno per contenere immensi tesori.
Il secondo voleva diventare un galeone per solcare i mari con a bordo i re delle nazioni.
Il terzo non voleva lasciare il monte,voleva diventare talmente alto da toccare il cielo,così che chi lo guardava potesse pensare a Dio . Il tempo passa ed i tre semi sono diventati dei maestosi alberi. Un giorno, un boscaiolo salì sul monte e li tagliò.L’albero che voleva diventare scrigno divenne invece una mangiatoia per animali ed era infelice perché non aveva realizzato il suo sogno. Avvenne una notte che faceva molto freddo e nella mangiatoria riempita di paglia venne deposto un bimbo appena nato. Era Gesù Bambino. Allora l’albero capì che si era realizzato il suo sogno, conteneva il più grande dei tesori.

Il secondo albero che sognava di essere un galeone, divenne invece una barchetta che i pescatori usavano in un lago. Ma una notte i pescatori si trovarono con la barchetta in acque in tempesta ed ebbero paura. L’uomo che era con loro, rivoltosi ai venti disse di calmarsi e il lago si calmò. Allora l’albero capì di aver incontrato il Re dei re.

Il terzo albero che voleva ricordare al mondo Dio, divenne invece una croce che fu posta sulle spalle di un uomo innocente condannato a morte.

L’albero era profondamente triste, non solo non si era realizzato il suo sogno, esso era anche causa di sofferenza.
Un giorno quell’uomo, dopo esser morto in croce, è risorto salvando il mondo dalla morte. Dal quel giorno l’albero diventato croce, è diventato simbolo dell’amore di Dio. 

 

Iacopo Di Salerno – 18 anni 

 

Dio é

Dio è occhio che parla, orecchio che cerca, mano che guarda. Io sono il gatto che sale sui tetti e miagola, Dio è colui che mi cercava prima che io miagolassi da solo in un vicolo. Dio è un nido caldo sempre pronto ad accoglierci, per quanto lontano io possa volare lontano. Lui è un caldo giaciglio per la notte, è un vento generoso e favorevole che sprona le mie vele e che accudisce rinfrancando le mie ali. Lui è il ricco che viene frainteso dal povero quando gli promette un pasto caldo, una coperta e un tetto sulla testa. Io sono colui che ascolta molto, poco fa ma quel che fa lo fa per gli altri

 

 

 

Elisabetta di Como – 27 anni

 

E dopo aver conosciuto i nomi degli animatori in un post precedente, conosciamo ora i loro volti!!!

 

 

Suor Mariangela, FSP 

 

 

 

Suor Silvia, FSP

 

 

 

 

 

Veronica, postulante FSP

 

 

 

 

Nikki, postulante FSP

 

 

 

 

Vieni a guardare le altre foto (1° giorno2° giorno)!!!
Perchè non aggiungi sul nostro profilo facebook, Giovani&Vangelo anche la tua? Clicca su “MI PIACE” e condividi la foto scrivendo il tuo nome!
Dopo le presentazioni e le condivisioni che stiamo vivendo in questi giorni, sarebbe bello dare un volto alle nostre voci e creare l’album fotografico dei partecipanti online!!!


 

Campo online/2° giorno_pomeriggio

La Parola si fa voce:
l
a forza apostolica della comunicazione.

La comunicazione oggi è il nuovo grembo in cui ogni essere umano nasce e matura, ereditandone automaticamente rischi e opportunità […]
Tutti, siamo immersi nello straordinario e sempre stupefacente (positivamente e non) mondo dei new media, dei personal media dove paradossalmente la comunità appare ma non c’è, dove con un click mi coinvolgi o mi elimini, mi lasci entrare o mi escludi dalla tua vita; dove tutti avanzano diritti e pretese; dove si moltiplicano i maestri e, in compagnia di migliaia di amici, inizio a sentirmi sempre più solo. Eccolo il pianeta comunicazione, questo sconfinato universo senza limiti, né misure, in cui sempre più urgente diventa annunciare il Vangelo perché nell’incontro vero con la Parola, l’uomo può incontrare il vero se stesso. È in questa nuova piazza che l’uomo si intrattiene; qui trascorre lunghe ore del giorno; qui lo troviamo!
Il punto è: quale Dio viene annunciato? È ancora vivo il Cristo Risorto? È viva la sua Parola? Si riconoscerebbe dalle descrizioni? Ci considererebbe annunciatori del suo messaggio?
Fondamentalismo, fideismo, immaginette sdolcinate, cristi luminosi o trafitti, madonne luccicanti… ma quanto Vangelo corre sulla rete? Chi cerca Dio, quale Dio trova? […]

La voce della parola divina deve risuonare anche attraverso la radio, le arterie informatiche di Internet, i canali della diffusione virtuale on line, i cd, i dvd, i podcast e così via; deve apparire sugli schermi televisivi e cinematografici, nella stampa, negli eventi culturali e sociali…

Questa nuova comunicazione, rispetto a quella tradizionale, ha adottato una sua specifica grammatica espressiva ed è, quindi, necessario essere attrezzati non solo tecnicamente, ma anche culturalmente per questa impresa.
La Parola, afferma san Paolo, deve potersi diffondere e, per questo, ha bisogno della comunicazione.
Ma come siamo chiamati a donarlo? Come, oggi qui, possiamo anche noi dare Gesù al mondo?…


Buona domenica!

C’erano in quella regione alcuni pastori che,
pernottando all’aperto,

vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge.
Un angelo del Signore si presentò a loro
e la gloria del Signore li avvolse di luce.
Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro:
Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia,
che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide,
è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore!

Dal Vangelo di Luca (Lc 2,1-14)
NATALE DEL SIGNORE – MESSA DELLA NOTTE

 

La parola a…
Paolo Curtaz

È solo l’ennesima notte di freddo e di insonnia, passata facendo i turni per vegliare il gregge. Una notte uguale a quella del giorno precedente, una notte uguale a quella di domani. In mezzo: loro, i pastori, che cercano di scaldarsi dalla gelida notte della Giudea. Nei loro cuori rabbia, rassegnazione, disincanto, come sono i sentimenti di coloro che hanno speso tutte le energie per sopravvivere.

Piccole vite inutili, rottami della storia, residui dell’umanità.
Ce n’erano allora, ce ne sono ancora oggi, sempre più numerosi.

Uomini e donne dalla vita anonima, sbiadita, inutile, che si sono arresi davanti al mondo competitivo, altri che non hanno mai neanche iniziato a combattere, sapendosi perdenti. I sogni sono finiti, se mai hanno avuto il coraggio di coltivarli.
Penso ai tanti perdenti che ho incontrato nella mia vita. E quest’anno.
Persone che non finiranno mai in nessuna statistica, in nessuna rivista, in nessun talk show.

Bastardi della storia, proprio come i pastori.

E l’angelo appare ai pastori.
 
Ecco Dio, voi che lo aspettate. Ecco Dio, voi che non ne sentite il bisogno.
Ecco Dio, professionisti del sacro. Eccolo, inatteso, sconvolgente, stordente, folle.
Un Dio che si annuncia a chi non se lo merita, a chi non lo prega, a chi maledice la vita tre volte al giorno. Un Dio che si fa riconoscere dai segni quotidiani, che si nasconde nelle piccole cose. Un Dio che cambia la vita che se anche resta la stessa, assume una luce diversa.

Un Dio bambino, che non risolve i problemi, ma ne crea, chiedendo accoglienza.

Un Dio che si rivolge a noi poveri, a noi perdenti, a noi inquieti.

Lui per primo povero, perdente, inquieto per amore.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Immenso amore Natale 2010

 

Buona domenica è anche una newsletter che puoi ricevere, ogni settimana, direttamente nella tua casella di posta elettronica… Vangelo, riflessioni, novità in libreria, notizie dalle missioni, iniziative…
Scrivi a buonadomenica_fsp@yahoo.it e la riceverai…

 

Tra note e realtà – Speciale Natale!

 

Sento tra i pensieri un eco di richiamo
Bambina ti aspetto qui
a braccia aperte verso il cielo

I giorni a volte non passano…
E sento il mio amore che sta crescendo
Le emozioni che sto vivendo
C’è uno strato di pelle che ci separa.
Arriverai da lontano,
sorridendo arriverai
e mi incanterai
arriverai da lontano
e per sempre ci sarai nella mia realtà…
E’ arrivato il momento di farti vivere…

(Syria – Lettera ad Alice)

 

Semplici e cariche d’emozione!
Poche parole, quelle di Syria, ripetute come ritornelli interiori, cantati in un silenzioso e ininterrotto dialogo. L’attesa vibrante, la forza del nascere, il silenzio e il fremito dell’ora giunta, il tempo squarciato dal pianto, la gioia inenarrabile di una nascita, la tenerezza dell’unirsi in un atteso abbraccio: tutto questo ha unito Maria a Gesù come continua a unire ogni mamma al suo bambino.

 
E’ Natale!
Tempo di pienezza. Tempo di vita!
E’ il mistero di un Dio presente nella storia!
E’ la visibilità dell’Amore, in una normalità spezzata dallo straordinario!
Lo straordinario coraggio di Maria nell’accogliere un progetto più grande dei suoi stessi sogni. La straordinaria determinazione nel continuare a credere nella vita quando in tanti, troppi la mercanteggiano. La straordinaria fantasia della Vita che per sbocciare sceglie una piccolissima e insignificante cellula.

 
Buon Natale allora…
…a tutte quelle mamme, silenziosamente coraggiose, che offrono alla vita la possibilità di esistere
…a tutti i papà, troppe volte messi al margine di una storia che li vede protagonisti
…a coloro che al di là di ogni ideologia e appartenenza partitica hanno riconosciuto all’embrione la dignità di essere vivente
…a coloro che continuano a definire l’embrione solo una cosa più piccola della punta di un ago ingrandita 300 volte
… a tutti coloro che vivono, che scelgono, che sperano, che guardano il futuro con occhi limpidi
…a chi non ce la fa a raggiungere vette troppo alte

 

A tutti, semplicemente, buon Natale!


suor Mariangela fsp
e tutta la redazione di Cantalavita!

 

Buona domenica!

Giuseppe, figlio di Davide,
non temere di prendere con te Maria, tua sposa.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 1,18-24)
IV DOMENICA DI AVVENTO -Anno A-

 

La parola a…
Paolo Curtaz

 

Matteo ci racconta stringatamente della nascita di Gesù, ma dal punto di vista di Giuseppe. È essenziale, perché si rivolge a degli ebrei, parlare del maschio di casa. Dalla discendenza di Davide doveva provenire il Messia, e Giuseppe proviene da quella discendenza. Solo che rispetto ai maschi che ascoltavano, ha avuto un percorso decisamente particolare.

Maria e Giuseppe sono fidanzati, hanno un regolare contratto di matrimonio stipulato dai rispettivi genitori. Maria è giovanissima, Giuseppe non lo sappiamo.
Se vi piace restare fedeli al Vangelo, non sappiamo molto di lui. Presumiamo che fosse un bravo e onesto ragazzo del paese, nulla di più.
Quello che Matteo vuole dirci, però, è decisamente più semplice: l’unico a sapere che quel bambino non era suo è proprio Giuseppe.

Osiamo immaginare la sua notte insonne di maschio ferito?
La disperazione, la rabbia, il desiderio di vendetta?
Vendetta a portata di mano, e benedetta dalle leggi che gli uomini attribuiscono a Dio, spesso: lapidazione. Una donna adultera va lapidata, non ci sono storie.
E Giuseppe, per essere devoto e ligio alla Legge vera di Dio che porta nel cuore, decide di mentire.
La decisione è presa. Ora arriva un po’ di sonno, mentre l’ultima stella della sera scompare. Il sonno è agitato, confuso. E Giuseppe sogna. Sogna di angeli rassicuranti, di spiegazioni misteriose, di un figlio che è di Dio ma che avrà il nome del falegname.

A Maria Dio chiede un corpo, a Giuseppe di portare la croce di allevare un figlio non suo.

Aveva certamente dei progetti, il buon Giuseppe: un laboratorio più grande, una casa spaziosa, dei figli cui insegnare l’uso della pialla e dello scalpello. Non aveva grandi pretese, questo figlio di Israele, un piccolo sogno da vivere con una piccola sposa. Ma Dio ha bisogno della sua mitezza e della sua forza, sarà padre di un figlio non suo, amerà una donna silenziosamente, come chi prende in casa l’Assoluto di Dio.
Giuseppe accetta, si mette da parte, rinuncia al suo sogno per realizzare il sogno di Dio e dell’umanità.

Giuseppe è il patrono silenzioso di chi aveva dei progetti ed ha accettato che la vita glieli sconvolgesse.
Dio ha bisogno di uomini così. Di credenti così.
Pochi giorni al Natale, Giuseppe, dal silenzio in cui è rimasto, custode e tutore della santa famiglia, veglia su di noi e ci chiede di imitare la sua grandezza.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Fede è fede

 

Buona domenica è anche una newsletter che puoi ricevere, ogni settimana, direttamente nella tua casella di posta elettronica… Vangelo, riflessioni, novità in libreria, notizie dalle missioni, iniziative…
Scrivi a
buonadomenica_fsp@yahoo.it e la riceverai…

 

Sulle orme di Paolo!

Sulle orme di Paolo!

Incontri di formazione e spiritualità

per GIOVANI/ADULTI

dai 30 ai 40 anni.


Gli incontri di formazione e spiritualità si svolgeranno dalle 19.00 alle 21.00 presso la comunità delle suore Paoline di SALERNO,  Corso Vittorio Emanuele 111.


Quando:

  1. 16 ottobre
  2. 27 novembre
  3. 22 gennaio
  4. 26  febbraio
  5. 19 marzo
  6. 28 – 29 maggio speciale weekend: evangelizzazione di strada a Salerno
  7. 25 giugno

Porta con te:

  • Bibbia e quaderno personale
  • Desiderio di incontrare Dio e tanta curiosità

Per info contatta:

sr. Mariangela Tassielli – 3408404419 m.tassielli@paoline.it
sr. Silvia Mattolini – 3293395223 suorsilvia@ymail.com

 

RITORNA ALLA PAGINA DELLE INIZIATIVE