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Testimoni ieri e oggi_ L’amore chiede grandi passi

L’amore chiede grandi passi

di Maria Grazia Meloni 

La storia di Chiara Corbello Petrillo e della sua famiglia ha stupito migliaia di persone. Chiara è solo una sposa e una mamma. E tuttavia la sua vita è straordinaria, sebbene nella sua ordinaria esistenza.

Chiara ed Enrico si sono conosciuti durante un pellegrinaggio a Medjugorje, nell’estate del 2002. Lui ha ventitre anni e lei diciotto. Tornati a Roma, da quella semplice amicizia è nata una storia d’amore che tra alti e bassi li ha portati al matrimonio nel 2008. Appena un mese dopo Chiara rimane incinta, ma già dalla prima ecografia la diagnosi è fatale. Purtroppo la bambina cheChiara Corbello coppia porta in grembo è affetta da “anencefalia”, una malformazione congenita grave che non dà speranze di vita. Ciò nonostante i due coniugi decidono di dare alla luce la figlia, e così nasce Maria Grazia Letizia. La piccola viene subito battezzata e dopo appena mezz’ora di vita muore tra le braccia amorevoli dei giovani sposi. La vita dei due prosegue nell’abbandono alla volontà di Dio. Chiara rimane incinta per la seconda volta. Ma anche questa gravidanza ha un risvolto amaro. Il bambino ha due gravi malformazioni che lo porteranno a condurre una vita di disabilità.   Continua a leggere Testimoni ieri e oggi_ L’amore chiede grandi passi

La Shoah può riaccadere?

Il mio Signore Gesù Cristo era un ebreo.
Con i fratelli ebrei, condivido gran parte della Bibbia, che fa luce al mio cammino.
Ogni giorno quando prego i salmi, li prego sapendo che la nostra voce sale, all’unisono, al nostro Dio, Signore e Creatore.
La mia fede è nata ed è stata vissuta e raccontata dal popolo ebraico. papa francesco skorka
Per questo oggi non voglio tacere! Perché ci sono città in Europa in cui l’odio contro i miei #fratelliebrei continua a uccidere, a colpire, a spaventare.

Ci sono città in cui gli ebrei hanno nuovamente paura di esporre i segni della loro fede… nuove e subdole forme di emarginazione e persecuzione stanno riemergendo. Ma questa volta non possiamo e non dobbiamo tacere, perchè i nostri occhi hanno già visto, le pietre della nostra Europa sono già state macchiate da troppo sangue innocente, e troppe lacrime hanno ingiustamente bagnato la nostra terra.
Se ogni cristiano questa volta resterà in silenzio, grideranno le pietre.

#ioStoConiFratelliebrei.

L’Europa non può prestare ancora una volta il fianco all’odio! Se oggi riusciremo ad avere occhi che guardano, domani non saremo costretti ad avere mani che curano.

Testimoni ieri e oggi_ Per una reale etica dell’incontro e della comunicazione

Per una reale etica dell’incontro

e della comunicazione

di Maria Grazia Meloni 

comunicare-social-media

L’uomo in tutto il suo essere è anzitutto un comunicatore. Ha necessità di comunicare e comunicarsi. Perché è attraverso questo atto che ognuno di noi esprime se stesso, cioè quello che è racchiuso nel profondo del proprio essere e di conseguenza è possibile esprimere ciò in cui si crede. Ed è proprio in questa esigenza che è pensabile aprirsi all’incontro con l’altro, imparando così a conoscere le persone che incrociano il nostro cammino e con cui siamo chiamati a Giornalisti-e-sciacallicondividere aspetti della nostra esistenza. L’importanza e la consapevolezza di tale forma di comunicazione riposa nell’attenzione all’accoglienza della “diversità” altrui che, appunto, rivela la ricchezza della nostra umanità, perché è nella scoperta dell’altro che incontriamo pure l’autenticità del nostro stesso essere. Naturalmente, una tale comunicazione richiede impegno, correttezza, umiltà tanto da comprendere pienamente l’importanza e la necessità che abbiamo di imparare gli uni dagli altri. O almeno così dovrebbe essere. Ed infatti, questa comunicabilità esige la capacità di saper dialogare nel rispetto reciproco, perché tale impegno evidenzia ciò che abbiamo nel nostro cuore e ci permette quindi di comunicare agli altri le “verità” racchiuse in noi.

Ciò detto, e nella cognizione di tale consapevolezza, nella vita di tutti i giorni ci disponiamo a comunicare noi stessi agli altri anche attraverso i molti e moderni mezzi della comunicazione sociale, mezzi con cui tutti noi dobbiamo confrontarci senza esaltarli o demonizzarli, ma utilizzandoli come elementi di espressione. Sapendo che questa nostra epoca cosiddetta “multimediale”, nella quale siamo chiamati a vivere e in cui mettiamo in pratica questa comunicabilità sociale che si interseca in tutti ciò che siamo e facciamo, ci include in ungiornalisti (1) meccanismo incessante e sempre più amplificato. Un movimento inteso come un vero e proprio dinamismo capace di favorire, come non era mai accaduto in passato, una comunicazione trasversale che coinvolge strati vitali anche molto lontani fra loro.

Dunque, ognuno di noi vive questa comunicazione, a volte anche nostro malgrado e subendone i limiti, per cui è possibile che tali confini vengano a circoscrivere quella che dovrebbe essere la supposta “etica dell’incontro” e quindi l’”etica della comunicazione”. In tal senso, è lecito domandarsi se oggi, nella nostra comunicazione, esiste ancora un’etica? E addirittura, ha ancora senso parlare di etica? E soprattutto, è valido parlare di un’etica dell’incontro?

In questa brevissima riflessione introduttiva a tale tematica, possiamo sostenere il messaggio proposto dalla Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2014, che ha per titolo “Comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro”. È possibile incontrarsi e comunicarsi autenticamente ed eticamente? Ed inoltre, colui che è il comunicatore per eccellenza, il giornalista, è capace di parlare al suo lettore attraverso una comunicazione libera? Il giornalista è colui il quale dovrebbe svolgere il suo lavoro comunicando il suo pensiero, che dovrebbe essere obiettivo e rispettoso della verità e dei fatti, in quanto spinto dalla sua coscienza morale di professionista. Infatti, quando parla, oltre alla mera informazione, compie una vera e propria formazione alla consapevolezza di ciò che viene espresso. Ma è davvero così? Esiste una comunicazione così sinceramente onesta Conferenza stampa del M5Se libera da pregiudizi? Esiste un giornalismo che è ancora un esempio di comunicazione? Noi sappiamo che esiste un’etica deontologica dell’informazione che indica il corretto comportamento di un buon giornalista. Questi dovrebbe essere libero da giudizi morali; politicamente obiettivo; capace di rilevare il pluralismo delle diverse opinioni in un dato argomento di discussione; rispettoso della vita e della storia delle persone coinvolte in una data notizia, cioè senza trasformarle in “mostri” ancor prima del giudizio legislativo; attento a non discriminare razza, sesso, religione o visione politica. Ma è davvero così? Oppure oggi il giornalismo è spettacolo? E questo cosa comporta per la nostra comunicazione? Che esempio ci dà? Possiamo parlarne in termini di “lassismo etico”? E questo lassismo può essere una delle cause della mistificazione della verità nella nostra comunicazione?

Sarebbe bello che tu scrivessi cosa ne pensi. E ci raccontassi di esempi di giornalismo etico, se ne conosci. Ma anche di storie di amici o familiari, storie di vita e di comunicazione etica!

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Testimoni ieri e oggi_ Padre Ettore Cunial: un uomo di Dio!

Padre Ettore Cunial

Un uomo di Dio

di Maria Grazia Meloni 

Il 24 Marzo la Chiesa celebra la memoria dei missionari cristiani uccisi nel mondo e in quel giorno ricorda il valore del loro sacrificio con la preghiera e il digiuno. Ognuno di noi è invitato a condividere questo forte momento di preghiera.martiri

Se ripercorriamo la storia del martirio, scopriamo uomini come il metropolita ortodosso di Kiev, Vladimir, dell’allora unione sovietica, che il 25 gennaio 1918 è stato il primo tra i vescovi russi ad essere fucilato dai rivoluzionari bolscevichi:

“Soffrire è duro, pesante, ma a motivo delle nostre sofferenze sovrabbonda anche la consolazione divina. E’ difficile varcare questo Rubicone, questo confine, e affidarsi totalmente a Dio. Ma quando questo accade, l’uomo è ricolmo di consolazione, non sente più le terribili sofferenze… Adesso è il momento del giudizio”.

Assieme alla memoria di questo grande uomo, dobbiamo ricordare i molti – ortodossi, cattolici latini e orientali, evangelici – che in Ex Unione Sovietica e in Europa Orientale, nella metà del novecento e oltre, hanno offerto la loro vita per il Vangelo, e con loro facciamo memoria anche di Nicu Steinhardt, un grande intellettuale romeno, morto martire dopo essersi convertito al cristianesimo nella Chiesa Ortodossa di Romania. Egli nel riferire le sue dolorose vicende vissute in prigione, esperienza che aveva condiviso con alcuni cattolici orientali e ecumenismoortodossi, nell’esporre lo straordinario evento del suo battesimo, avvenuto proprio in carcere, raccontava:

“I tre preti si consultano tra di loro e poi vengono a interrogarmi: cosa voglio essere, cattolico o ortodosso? Rispondo senza incertezze: ortodosso. Benissimo. Mi battezzerà il monaco. Ma i due preti greco cattolici assisteranno al mio battesimo e io dirò il credo davanti ai preti cattolici sia in omaggio alla loro fede, sia come testimonianza che intendiamo dare vita all’ecumenismo durante il pontificato di Giovanni XXIII. Tutti e tre mi chiedono di considerarmi battezzato in nome dell’ecumenismo e di promettere di lottare – se un giorno uscirò di prigione – per la causa dell’ecumenismo, sempre. Lo prometto con tutto il cuore”.

Queste straordinarie testimonianze ci ricordano il dramma del martirio in nome di Cristo che si è compiuto nel mondo e che ancora oggi si perpetua, anche se spesso noi cristiani non ne siamoPadre Ettore Cunial
completamente consapevoli. Per questo, assieme agli uomini di cui abbiamo fatto memoria, dobbiamo celebrare i molti martiri cristiani uccisi tra il XX e il XXI secolo, e tra loro in particolare desidero ricordare la figura di Padre Ettore Cunial, Giuseppino del Murialdo, morto martire l’8 ottobre 2001 a Durazzo, in Albania. Padre Ettore era un uomo straordinario nella sua umanità e nella sua normalità. Aveva una figura esile e bonaria. Di lui ho un ricordo vivissimo perché da adolescente ho avuto la gioia di averlo come parroco. Raccontava di lui, subito dopo l’uccisione, Padre Luigi Pierini, l’allora superiore generale dei Giuseppini:

“Padre Ettore era davvero un religioso esemplare, molto stimato da tutti noi. La sua tempra di uomo e di sacerdote l’ha dimostrata anche quando, a 68 anni d’età, ha accettato con entusiasmo di fondare una nostra seconda comunità in Albania. Uomo di dialogo. Lì aveva già creato (in soli sei mesi di permanenza) un vivace gruppo di studenti universitari – che comprendeva cattolici, ortodossi e musulmani – per la discussione e l’approfondimento dei temi sociali e spirituali che maggiormente interessano i giovani albanesi”.

Purtroppo però, proprio in questa straordinaria terra è stato ritrovato ucciso. Lì, in quella stessa terra che Padre Ettore amava tanto, e dove aveva fondato “Casa Nazareth”, nata indianaspecificamente per dare ospitalità e rifugio a ragazzi in difficoltà e, soprattutto, per dare loro un aiuto concreto a trovare lavoro, attraverso la formazione professionale. Ma la violenza guidata dall’ignoranza e dall’illusione di uscire indenni da un evento così luttuoso ha portato gli aggressori di Padre Ettore, due uomini, un quarantanovenne e un quindicenne, quest’ultimo figlio della signora delle pulizie che di tanto in tanto lavorava nella casa dei Giuseppini, a infierire su quest’uomo mite. Probabilmente per rubare i pochi spiccioli che portava con sé. Padre Ettore è stato ritrovato riverso in una pozza di sangue nel suo piccolo appartamento, poco più di una baracca, secondo il suo spirito di povertà, massacrato da tredici coltellate, per lo più date sul volto, quasi a voler deturpare proprio il suo viso così bonario e accogliente.

Padre Ettore era un uomo di Dio, era avvinto dallo Spirito di Dio. La sua figura sottile e benevola emanava luce e pace. Era un uomo buono. Ricordo con affetto questa sua figura cosìDSCF0109 gracile che si faceva avvolgere sempre dallo stesso cappotto, quasi a non volersi mostrare troppo. Perché lui era uno di quei preti che lavorava nel nascondimento. Un uomo di grande profondità. E pur essendo veramente colto, non era mai saccente, ma anzi accogliente, e si avvicinava a tutti con semplicità. Ricordo come fosse oggi, in una domenica come tante, una sua omelia, in qui egli ci spiegava con fermezza e delicatezza quanto difficile fosse il cammino verso la santità, e seppure questa è voluta per tutti da Dio, non si può raggiungere come se fosse un battito d’ali, se non con l’impegno di una vita spesa per il Signore. Ma di certo, quando ci “sussurrava” con decisione queste parole non poteva immaginare che sarebbe entrato, suo malgrado, fra coloro che hanno sacrificato la propria vita in nome del Vangelo. E come ha ricordato all’indomani del suo martirio il Cardinale Camillo Ruini in una veglia in sua memoria: “ Padre Ettore Cunial è un altro martire della nostra Chiesa”.

“ O Trinità Santissima,
Padre e Figlio e Spirito Santo,
vi prego di vivere in me in pieno respiro
prendendo possesso stabile e totale di tutto il mio essere: pensieri, progetti, relazioni, sentimenti,
esistenza fisica, spirituale, psichica e intrapsichica,
in modo che nulla si esprima attraverso di me se non in Voi:
la Paternità viva, creante, onnipotente ed amante,
la Figliolanza completa, perfetta, estesa e estensibile,
l’Amore eterno, santificante e consolante…
Che io realizzi Voi, viva di Voi,
chiami Voi in ogni cosa e vi trasmetta in ogni cosa.
Purificatemi da ogni mia colpa,
da tutto quello che non si rispecchia
o in qualche modo non ci è gradito.
E, se nella vostra bontà
volete coinvolgermi nel dono vostro reciproco,
sia questa la ragione della mia vita.
Cambiatemi come ritenete più opportuno,
Vi chiedo perdono per i guai che Vi procuro
e Vi ringrazio tanto, tanto.
Amen”.

Padre Ettore Cunial
(parole ritrovate in mezzo ai suoi appunti)

Per saperne di più —> P.Ettore Cunial

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Testimoni ieri e oggi_ Claudia e la sua compagna: la sclerosi!

Claudia e la sua compagna: la sclerosi!

di Maria Grazia Meloni con la collaborazione straordinaria di Claudia

che ringraziamo di cuore per aver voluto condividere con noi la sua storia!

Ciao ragazzi!

Eccomi di nuovo con voi. Stavolta vi voglio raccontare la storia di Claudia. La sua è la vita di una giovane donna, come tante. Con tulipanosogni e speranze. Ma con una voglia in più, quella di realizzare il progetto d’Amore che Dio ha per lei. Dapprima è arrivata la laura in psicologia – col preciso desiderio di usarla per essere strumento utile a migliorare la condizione umana dei più bisognosi – poi è arrivato il matrimonio – un rapporto germinato e maturato nell’affidamento a Dio – e alla fine è arrivata Elena. Una bambina meravigliosa! Claudia ha tanta, tanta voglia di amare… Continua a leggere Testimoni ieri e oggi_ Claudia e la sua compagna: la sclerosi!

Testimoni ieri e oggi_ Solo una madre… e un bambino speciale!

Solo una madre… e un bambino speciale!

di Maria Grazia Meloni

Dobbiamo tornare indietro agli anni sessanta, epoca borghese e conformista. Epoca del cosiddetto boom economico, che ha portato con sé lavoro per tutti, benessere e prospettive positive per il futuro. Questi sono gli anni del Papa “Buono”, Giovanni XXIII, e del suo successore Paolo VI, autori della prima grande rivoluzione dell’epoca moderna: il Concilio Ecumenico Vaticano II. Sono gli anni che hanno condotto agli sconvolgimenti politici e sociali di quella che sarà la rivoluzione studentesca del 1968 e successivamente quella femminista.

E proprio in questi anni così importanti per il mondo una giovane donna, Annamaria, da poco sposa, ha al centro del suo piccolo microcosmo la suaneonato impellente maternità. È in procinto di dare alla luce il suo primogenito. E sono mesi felici i successivi al parto. Tutto scorre. La vita ha preso un senso nuovo, il bambino è il centro del suo universo. Ma un giorno, uno qualunque, Annamaria si accorge che il suo bellissimo bambino ha qualcosa che non va. È solo una sensazione. Lui non risponde ai suoi sorrisi come dovrebbe e il suo sguardo sembra assente quando lo guarda.           Continua a leggere Testimoni ieri e oggi_ Solo una madre… e un bambino speciale!

Testimoni ieri e oggi_ Sant’Egidio e il pranzo di Natale

Sant’Egidio e il pranzo di Natale

di Maria Grazia Meloni

Era il 7 febbraio del 1968 quando un gruppo di studenti del Virgilio di preghieraRoma si incontravano per la prima volta alla Chiesa Nuova per pregare. Sono passati più di quarant’anni da quel primo incontri che ha cambiato le loro vite e che ha portato a migliaia di persone solidarietà e amicizia. Perché da quel giorno, anche se i ragazzi ancora non lo sapevano, sarebbe nata la Comunità di Sant’Egidio.    Continua a leggere Testimoni ieri e oggi_ Sant’Egidio e il pranzo di Natale

Buona domenica! – Santa Famiglia – Anno A

famiglia cv«La pace di Cristo regni nei vostri cuori»

Dalla lettera di San Paolo Apostolo ai Colossesi (Col 3,15)
  Solennità della SANTA FAMIGLIA – Anno A

È difficile parlare di famiglia, oggi. Ciò che per tutti, fino a poco tempo fa, era scontato, la famiglia come un uomo e una donna che si si amano, che generano ed educano famiglia ottocentesca cvfigli conducendo una vita comune, oggi è messo radicalmente in discussione. Siamo passati da una visione della famiglia idilliaca, patriarcale, che ruota intorno al focolare domestico alla negazione stessa della famiglia che viene proposta come un fenomeno culturale e, perciò, ampiamente superata da altre forme. Abbiamo raggiunto il paradosso dei paradossi: chi ha una famiglia non la vuole, chi non può averla la pretende. Spesso, troppo spesso, si banalizza e si presente la famiglia secondo il modello cattolico come una specie di macchietta ottocentesca in cui il padre lavora duramente e la moglie si occupa della casa e dei figli. Modello certamente legato ad un periodo storico inevitabilmente superato da molti cambiamenti sociali, dal ruolo della donna, alle pari responsabilità educative. Ma non è questa la proposta cristiana sull’amore di coppia!
Eppure, nel bene e nel male, la famiglia da cui proveniamo, la famiglia che vorremmo formare, labacino cv famiglia che avremmo voluto avere e che non siamo riuscito a realizzare influenzano enormemente la nostra cultura, le nostre aspirazioni, i nostri desideri. La Chiesa, durante questi giorni, sente l’esigenza di riflettere brevemente proprio sul tema della famiglia. Forse non è il momento più indicato, presi come siamo a smaltire il Natale e a prepararci al Capodanno, ma tant’è… E la riflessione che esce dalla Parola di oggi ci indica un percorso nuovo per considerare la famiglia.

LA FAMIGLIA DI DIO    
Fa sorridere che Dio abbia voluto sperimentare l’esperienza familiare. Fa riflettere che, per farlo, abbia scelto una famiglia così anomala e complicata. Stupisce che la Chiesa si ostini a proporre questa famiglia come modello, dove la coppia vive nell’astinenza, il figlio è la presenza del Verbo di Dio, e i coniugi di ritrovano a scappare a causa della improvvida notorietà del neonato… Ma non è nella diversità che vogliamo seguire Maria e Giuseppe, ma nella loro concretezza di coppia che vede la propria vita ribaltata dall’azione di Dio e dal delirio degli uomini, nella loro capacità di mettersi da parte, sul serio, senza ricatti, senza patemi, per inserirsi in un progetto più grande, quello che Dio ha sul mondo.

famiglia profuga cvDURA REALTA’     Continua a leggere Buona domenica! – Santa Famiglia – Anno A

NO AI LUOGHI COMUNI– RAGAZZI & DINTORNI – Dicembre 2013

Dossier Dicembre 13

NO AI LUOGHI COMUNI

di Tonino Lasconi

bambini-immigratiI bambini e i ragazzi non hanno problemi ad accogliere «gli ignudi» che si presentano loro soprattutto come compagni di scuola, diversi per colore della pelle, per nazionalità, per lingua.
Con la curiosità che hanno in dotazione spontanea, finché gli adulti non riescono ad attutirne la forza, ciò che è diverso li incuriosisce e li attira.
È facile, perciò, trovarli disponibili ai nostri inviti all’accoglienza e alla solidarietà.
Attenzione, però, a dare questo per scontato, e a non offrire motivazioni vere e profonde. immigrazioneOccorre, infatti, difenderli dagli adulti, fra i quali – a cominciare dai loro genitori – circolano ostinati luoghi comuni che possono influenzarli, portandoli su posizioni di diffidenza, antipatia e rifiuto. È importante che, negli incontri di catechesi, questi luoghi comuni emergano e si affrontino, perché covano dentro. Elenchiamo i più diffusi.    Continua a leggere NO AI LUOGHI COMUNI– RAGAZZI & DINTORNI – Dicembre 2013

Testimoni ieri e oggi_ Metti una rosa un giorno… : una Rosa che potresti essere tu

Metti una rosa un giorno… Pensa a una casa, un lavoro, un matrimonio e al desiderio di avere figli e invecchiare insieme. Pensa alla gioia di desiderare tutto questo! Pensa alla possibilità di realizzarlo. Pensa che sia reale e vivilo. E poi pensa che un giorno tutto questo si può rivelare semplicemente come un aspetto della realtà. Addirittura come un sogno spezzato. Eppure il matrimonio è Rosastato celebrato e vissuto, dieci anni, senza figli però, non sono arrivati, forse una casualità piovuta dal cielo, forse no. Eppure la casa, il lavoro, le cene con gli amici, le feste tutti assieme, i baci, le carezze e l’amore sembravano reali. Almeno per un bel periodo. Poi arriva il buio. Il silenzio. La non comunicabilità. I primi segreti. Eppure la vita prosegue, scivola via. Gli anni passano e tutto prende un risvolto imprevedibile. Non c’è controllo. Non c’è più l’amore dei primi tempi. Ma forse non c’è mai stato l’amore, non nel suo significato più sincero, più vero, quello che lega due vite che scelgono di crescere assieme in un progetto comune. E la paura di ammetterlo incalza la vita, allora sopraggiunge il silenzio. È la paura che gli equilibri possano crollare a far passare il tempo e a far vivere nel diniego di una verità impellente. E poi un giorno tutto crolla davvero… Il buio è talmente reale che non è più possibile fingere. La verità arriva come un graffio a mortificare il volto, il corpo, i sogni. Inizia a sanguinare tutto. È la morte. È la morte che paradossalmente risveglia dal torpore del buio. Dal non senso, dal silenzio. La verità emerge come un figlio che nasce, cambia gli equilibri e tutto prende un altro significato. Pensa un giorno scoprire che il tuo uomo, tuo marito, rivolge il suo amore ad un altro uomo. E poi torna a vivere…    Continua a leggere Testimoni ieri e oggi_ Metti una rosa un giorno… : una Rosa che potresti essere tu